sabato 30 gennaio 2010

SIMBIOSI FELINA_libro 2°_67° episodio

Il bambino, seduto sul seggiolone, piange disperato. La mamma gli stava dando da mangiare, ma è stata portata via da un uomo nero. Il bambino è disperato perché ha visto la paura negli occhi e nei gesti della mamma. Piange ed il respiro si trasforma in singhiozzo. Sta male e prova quell'impotenza che tutti abbiamo sopportato quando eravamo piccoli come lui. Poi d'un tratto il bambino avverte una lieve corrente d'aria alle spalle; come quando la mamma esce sul balcone per stendere gli indumenti ad asciugare. L'aria che giunge da fuori gli porta una strana fragranza, come quella del suo gatto. Un odore che il bambino riconduce al pelo folto e pulito. Un sapore fresco, che si percepisce col naso. Il bambino pensa al suo gatto, che è tenero, giocherellone, ma è capace, se disturbato, di estrarre i suoi pericolosi artigli. D'un tratto, accanto al bambino scivola senza produrre alcun rumore una straordinaria figura che sembra umana, ma è molto di più. Lo sguardo del cucciolo d'uomo si solleva per cercare il volto di quella strana donna. Il piccolo è istantaneamente rassicurato da quella presenza, perché è una donna come sua mamma. Non è un uomo, come quello che la mamma gliel'ha portata via. Ed in più questa signora è anche una specie di gatta. Lo sguardo che Ferox volge verso il bambino è incredibilmente dolce, specie se si considera ciò che Ferox è in grado di fare quando si arrabbia. Il bambino ha assimilato correttamente il suo gatto alla donna leopardo, ma, a differenza del suo gatto, Ferox quando attacca uccide quasi sempre. La donna leopardo mormora qualcosa di rassicurante al bambino, ma non sono parole umane. I suoni modulati dall'apparato vocale della mutante assomigliano alle fusa di un gatto, ed hanno un effetto calmante sul sistema nervoso del bimbo, che ne è quasi ipnotizzato. Ora la donna leopardo può fare ciò per cui è venuta. L'uomo nero è un delinquente incappucciato, braccato dalla polizia. Ha già ucciso alcune giovani donne, dopo averle seguite e rapite. Questa sera è invece stato costretto ad agire precipitosamente. Aveva programmato di torturare anche questa vittima, prima di ucciderla, ma la polizia si sta avvicinando troppo e troppo in fretta. Ora dovrà accontentarsi di ucciderla; poi ammazzerà anche il bambino, che non dovrà crescere con il ricordo del sangue che sgorga dalla gola della madre. Lei, la vittima, ha paura per sé, ma ancora di più ne ha per il suo piccolo. Cosa gli succederà? La polizia è effettivamente molto vicina al criminale. La squadra è guidata dalla detective Lucrezia, che vive una simbiosi psicofisica con Ferox. Nulla di perverso o deviato: l'umana può diventare una sorta di Ferox, e, come contropartita, la donna leopardo può simulare le sembianze di Lucrezia. Si tratta di un rapporto magico, in quanto indotto dallo scettro di Uglux. In questo preciso istante Lucrezia sa dove si trova Ferox, ed anche quello che la donna leopardo si accinge a fare. La poliziotta ha tratto notevoli vantaggi dal rapporto simbiotico con Ferox. I suoi colleghi la guardano con rispetto, riconoscendole un grande "fiuto". Non sanno quanto sia vero: Lucrezia fiuta il male ed i malvagi. Condivide con Ferox la conversione che certi elementi siano intrinsecamente cattivi nell'anima. Ferox sa che questo difficilmente accade tra gli animali, che uccidono per mangiare ed affermarsi; non per depravazione. Lucrezia sa che, quando la sua squadra irromperà nell'appartamento del criminale, lui sarà già morto. Ma Lucrezia sa che così deve essere. Del resto adesso vede cogli occhi della mente la donna leopardo che scivola nell'ombra ed attraverso l'ombra. Il gatto di casa la vede e la ammira, come fanno tutti i gatti. L'auto con a bordo Lucrezia si ferma nei pressi del caseggiato dove si trova il criminale seriale. Ferox è nella stessa stanza dove la donna spaventata piange perché sia risparmiata la vita a suo figlio. Lucrezia non si è fatta annunciare dalla sirena, perché è un'investigatrice seria; ora sale le scale, accompagnata dalla sua squadra. Né la donna, né il delinquente vedono o percepiscono in alcun modo la donna leopardo. Verrebbe da pensare che abbia acquisito nuovi poteri mimetici, che impiega con successo anche in spazi scarsamente illuminati. Lucrezia è arrivata alla porta esterna dell'appartamento, ma si ferma perché sente che la donna leopardo è giunta dove voleva arrivare. Ferox non può proprio evitare di modulare i suoi suoni di morte, prima di attaccare. La donna ed il criminale si voltano all'unisono, sorpresi in maniera diametralmente opposta. Lei accoglie con favore qualunque cosa interferisca coll'incubo che sta vivendo. Lui, nella sua pazzia estrema, è quasi offeso dell'intrusione di chiunque nel suo piano. Lei accoglie con meraviglia la fantasmagorica presenta della mutante di Evolution. Lui decide di sgozzare istantaneamente la sua vittima, ma il mugolio di morte emesso dall'apparato vocale di Ferox gli ha quasi bloccato gli arti. Brividi discendono lungo la spina dorsale del delinquente, e la mano che impugna il rasoio esita per una frazione di secondo. Poi incontra gli occhi della mutante, e ricorda istantaneamente tutti i volti delle donne che ha torturato ed ucciso. Risente le loro implorazioni e le loro grida. Occhi negli occhi, il criminale e Ferox, si parlano per la prima e l'ultima volta. Il rasoio non intacca la pelle della gola della giovane mamma, che torna alla vita. La morte invece coglie la feccia umana, che avverte distintamente il proprio sangue scorrere sempre più copioso dalle ferite inferte dai tremendi artigli. Il freddo diventa sempre più freddo, mentre la luce abbandona gli occhi di chi non ha amato né meritato la vita. Lucrezia entra nell'appartamento quando la donna liberata apre la porta. Non ha bisogno di interrogarla, ma lo farà ugualmente, per salvare le apparenze. Ferox è uscita così com'era arrivata: un fantasma felino sgusciato fuori da una finestra al quinto piano. Il gatto ha visto tutto, ed ha gradito. Guarda negli occhi Lucrezia ed entrambi sanno di sapere. Il gatto vede l'aura di Ferox attorno alla detective, e per un istante, grazie all'innocenza dell'età, la vede anche il bambino.


domenica 24 gennaio 2010

GLOBULAX_libro 2°_66° episodio

La massa nerastra e ribollente veleggia verso la colossale astronave. La massa attraversa il tempo e lo spazio alla continua ricerca di forme di vita da estinguere. Globulax: così la chiamano i pochi sopravvissuti ai suoi attacchi devastanti. Nell'astronave, grande come la luna del pianeta Terra, vi è un solo occupante. Un alieno antichissimo, che sta attraversando il sistema di Sol, per motivi che sfuggono alla comprensione dei mortali. Si direbbe che il destino abbia deciso di mettere a confronto due forze e due esistenze antichissime. Oppure si potrebbe pensare che il loro incontro sia casuale. A Globulax queste riflessioni non interessano. La massa nerastra e ribollente non è priva di mente, come gli sprovveduti potrebbero pensare; diciamo che di pensieri ne ha uno solo: mangiare. Globulax esiste da tempo immemorabile, prima che la vita intelligente si sviluppasse sulla Terra. Chi può dire che Globulax sia una forma di vita inferiore? Non parla, non scrive, non legge, non si riproduce, ma negli eoni trascorsi dalla sua nascita quasi nessuno lo ha sconfitto. E non è certo che Globulax sia "nato". Si tratta di un predatore puro, che fa una sola cosa, ma la fa benissimo: Globulax uccide! Ragionare con la massa ribollente sarebbe ancora più stupido che discutere della sua moralità. Gli squali sono forse considerati animali intelligenti? No di certo, ma a loro non importa. Non si offendono, perché tutto il loro essere è finalizzato a predare nel modo migliore. Lo fanno da prima che i dinosauri iniziassero a spadroneggiare sulla Terra, e continuano ora che i dinosauri sono diventati uccelli. Se gli umani si estingueranno in tempi brevi (nell'ordine delle migliaia di anni), gli squali non ne serberanno alcun ricordo. E continueranno imperterriti a predare con l'agguato, la velocità ed i denti formidabili. Globulax non ha denti, ma è decisamente veloce; altrimenti non potrebbe raggiungere un'astronave in movimento. La raggiunge e l'aggancia; poi inizia a filtrare attraverso ogni possibile fessura infinitesimale. Si divide in migliaia di tentacoli nerastri e ribollente, che agiscono con un'esperienza accumulata nei millenni ed oltre. L'astronave è immensa, ma Globulax si muove come se disponesse di tutto il tempo del mondo. Se questo è il suo approccio nei confronti del tempo, non è il solo a vederla così. L'unico abitatore dell'astronave è infatti un gigantesco mutaforma praticamente immortale; e quando sei una difficile preda per la morte guardi le cose con un certo distacco. I tentacoli di Globulax si avvicinano silenziosamente al colosso, voltato di spalle. O così potrebbe apparire a chi non abbia compreso cosa significhi essere un mutaforma. L'effetto sorpresa è decisamente sprecato nei confronti di un'entità che ha occhi ovunque. Globulax si ricompone, perché avverte di essere di fronte ad un avversario insolito e potente. Le due entità antichissime si confrontano per un tempo brevissimo o sorprendentemente lungo; poi Globulax attacca! Globulax si è specializzato negli attacchi a sorpresa; il suo avversario si è specializzato nel non essere più lì dove lo si era visto una frazione di secondo prima. A dire il vero, l'intera astronave scompare come un fantasma, sostituita da una dirompente esplosione, che coglie Globulax completamente impreparato. La massa nerastra e pulsante si frantuma in innumerevoli parti più o meno piccole, che precipitano verso la Terra. Alcune di esse entrano in orbita; altre precipitano. La frizione coll'atmosfera brucia ed incenerisce grosse quantità di ciò che fu Globulax. Tuttavia alcuni grossi assembramenti nerastri raggiungono il suolo, dove si spiaccicano e si disperdono. Non è la prima volta che accade, e non sarà di certo l'ultima. Un vecchio contadino passeggia nei campi, pensando al prossimo raccolto; si chiede se sarà ancora su questa terra. Non invoca Dio per scoprirlo, e non sarà un dio a fornirgli la risposta. Con il bastone, fruga tra le zolle, perché gli sembra di aver visto qualcosa di strano. E sfortunatamente questo "qualcosa" coglie al volo l'occasione per riprendere le brutte abitudini. Quella parte infinitesimale di Globulax si aggrappa al bastone del vecchio contadino. Lui allora commette l'errore che gli costerà la vita: entra in contatto con la massa nerastra e pulsante. Una scarica attraversa il vecchio corpo, ponendo fine ad una vecchia vita terrena e decretando l'inizio di una nuova esistenza aliena. La massa nerastra copre tutto il vecchio corpo, cambiandolo e rigenerandosi: Globulax è tornato, ed è sulla Terra. A differenza di quando si trovava nello spazio, l'alieno si rende conto della necessità di sviluppare la discrezione e l'arte di mimetizzarsi. Per cui la massa nerastra torna ad essere rosa, e gli antichi lineamenti si ricompongono. Quello che torna dalla passeggiata assomiglia al vecchio contadino, ma la sua vitalità non ha paragoni, o quasi. Quando il vecchio contadino è stato soggiogato da Globulax, ha emesso un allarme psichico, che è rimbalzato attraverso il piano astrale. Seguendo le orme del suo maestro, il dottor Occulto, Navigatrice dorme con un occhio solo. Grazie alla sua attenta vigilanza, il grido di morte del vecchio contadino non passa inosservato. Ecco perché, mentre è ancora intento ad elaborare un piano d'azione, l'alieno Globulax si vede costretto a fare la conoscenza con Fulminatore. Come si è detto, Globulax non aveva mai avuto necessità di elaborare piani. Ora però riscontra come sulla Terra gli eventi si susseguano ad un ritmo differente. Fulminatore vede un vecchio contadino, e dubita che sua sorella Navigatrice lo abbia indirizzato bene. Poi però l'alieno si tradisce, non essendo in grado di parlare, ma solo di emettere suoni gracchianti. Fulminatore esita prima di impiegare il suo potere contro quello che sembra un umano. Globulax invece balza in avanti, stabilendo un contatto fisico col mutante. Il freddo che proviene da quella simil-carne sveglia Fulminatore dal suo pericoloso stato di disattenzione. Globulax graffia il mutante, per ottenere preziose informazioni. Senza ulteriori esitazioni, Fulminatore colpisce, e Globulax prova un dolore lacerante. La massa nerastra si afferma per brevi istanti sulla parvenza di umanità; poi l'alieno torna a camuffarsi. Non proverà più ad attaccare corpo a corpo il mutante elettrico. Preferisce viceversa scappare ad una velocità insospettabile. Poi, girato l'angolo, e prima che sopraggiunga Fulminatore, Globulax si scioglie velocemente, per poter defluire come olio in un condotto fognario. Fulminatore scaglia alcune saette elettriche, sperando di danneggiare il nemico, ma Globulax ha preferito una ritirata strategica ad uno scontro suicida. L'alieno scopre che le fogne cittadine non sono un brutto posto dove vivere: i topi sono relativamente facili da catturare ed assimilare. Inoltre il liquame fetido nutre la massa nerastra, che a questo punto rinuncia ad apparire umana. Globulax non ha fatto però i conti con Evolution. Navigatrice continua a tracciarlo, grazie al suo potere mutante. Il fatto che sia riuscito a carpire materiale genetico da Fulminatore consente al mostro di duplicarne grossolanamente i poteri, ma aiuta altresì Navigatrice ad individuare la sua posizione. Globulax impara a lanciare scariche elettriche, che ammazzano sul colpo i grossi topi che nuotano nel liquame. L'alieno si convince che questo sia un pianeta che attendeva la sua venuta: una sorta di predestinazione. Poi, lungo il suo tragitto non scandito dal sorgere e dal tramontare del sole, Globulax incontra il primo intoppo. Il coccodrillo albino è stato scaricato in un wc, quando era ancora piccolo. Gli stupidi umani pensavano forse di avere acquistato un animaletto bonsai? Visto che cresceva a vista d'occhio, decisero di sopprimerlo. Invece gli diedero la libertà e una nuova vita. Ora le fogne cittadine non sono abbastanza grandi per i due mostri che si confrontano nelle tenebre umide e puzzolenti. Il coccodrillo serra le possenti mascelle, staccando un grosso brano di materia spugnosa. Per la prima volta nella sua esistenza, Globulax sanguina, e non gli piace per nulla. Risponde con una scarica elettrica, che supera solo parzialmente la spessa corazza del rettile. Il coccodrillo non ha cercato lo scontro, ma il cunicolo è troppo stretto per voltarsi ed andarsene. Costretto ad avanzare, il rettile addenta una seconda volta quella sostanza per nulla appetitosa. Globulax cambia strategia e consistenza: diventa semi-fluido, così da poter scivolare sopra ed attorno all'avversario. Allontanatosi da quel nemico decisamente impegnativo, lo stato d'animo dell'alieno muta in una sorta di nostalgia. Rimpiange il vuoto dello spazio, dove la quasi assenza di vita lo faceva sentire bene. Frattanto, la natura stessa della massa nerastra e pulsante ha fatto sì che alcuni caratteri del coccodrillo fossero assimilati. Globulax non ama pensare, quindi si abbandona, sempre più grosso e squamoso, alla corrente della fogna, che lo conduce al fiume ed all'odiata luce del sole. Un brutto globo nerastro rimbalza ed affonda; ma non prima che i gabbiani lo abbiano assaggiato. Globulax non ha quasi mai avuto bisogno, oppure occasione, di provare ira, ma ora si sente in diritto di gridare il suo astio nei confronti del maledetto pianeta su cui è precipitato. Assume allora le sembianze di un sauro preistorico, ed esce dall'acqua infuriato. Scariche elettriche sorgono spontaneamente dalle sue scaglie acuminate. Purtroppo per lui, questo pianeta è divenuto la casa di un altro alieno. Dragonfire si erge in tutta la sua statura di tre metri, e studia la forma di vita extraterrestre che ha di fronte. Globulax, dopo il suo combattimento con il coccodrillo albino, eviterebbe volentieri di scambiare morsi e testate con il drago di Evolution. Però il destino sovente ci mette di fronte ad una strada senza sbocchi laterali. Globulax decide allora di attaccare per primo, impiegando il potere che ha copiato da Fulminatore. Globulax tenta il tutto per tutto, e spara un vero fulmine addosso al drago. Dragonfire incassa il colpo, e prova un certo dolore fisico; ma ci vuole ben altro per ferirlo. Quando il sinistro di Dragonfire arriva a segno, subito seguito da un destro, Globulax sente rompersi ossa che non sapeva di avere. Fa male e non poco. L'avere assorbito tutti quei topi ha reso vulnerabile la massa nerastra e pulsante, che in precedenza mai aveva avuto ossa, muscoli, nervi e neppure cervello. In un ultimo attacco disperato, Globulax si tramuta in una melma, che si appiccica a Dragonfire. Il drago di Evolution non si sente in pericolo; si sente semmai unto! Mentre Globulax cerca invano di penetrare l'armatura del drago, Fulminatore torna sulla scena, desideroso di sistemare i conti. Dragonfire lo guarda, e comprende il suo piano, accettandolo come unico concretizzabile al momento. La scarica elettrica di Fulminatore colpisce il drago, ma specialmente la melma di nome Globulax. L'alieno di Evolution rimane fermo ed invincibile come un monolito. La melma viceversa inizia a colare al suolo. Globulax non riesce più ad aggregarsi, e neppure a scappare. La coscienza di sé tende ad abbandonarlo, ma il dottor Occulto, che sempre osserva le azioni dei suoi allievi, decide di salvaguardare questa forma di vita extraterrestre. Il potere telecinetico della Maga raccoglie ogni molecola di Globulax. La mutante aggrega ciò che aveva perso coesione, e la massa nerastra torna ad essere lievemente pulsante. Il passo successivo spetta a Kong, lo scienziato del super-gruppo di Evolution. Lo accompagna come secondo pilota, in una missione che per una volta non è di morte, Ferox. L'uomo bestia e la donna leopardo, protetti dalle loro tute spaziali, portano in orbita Globulax. Poi, seguendo le disposizioni del dottor Occulto, lo liberano nello spazio, ad una distanza sufficiente a non cadere preda dell'attrazione gravitazionale terrestre. Globulax torna così ad essere quella massa nerastra e pulsante che era. Il pensiero lo abbandona, e l'istinto puro riprende possesso di molecole antichissime. Ma prima di smettere di pensare come gli esseri viventi planetari, Globulax invia un ultimo segnale, che potremmo catalogare come riconoscenza.


domenica 17 gennaio 2010

TRIPLO ATTACCO_libro 2°_65° episodio

Tra i pochi che sanno dell'esistenza del dottor Occulto, quasi tutti sospettano che non abbia bisogno di dormire. Detta convinzione deriva dalla sua presenza attiva, che si protrae ininterrotta, giorno e notte. Ma come tutti gli esseri senzienti, anche il dottor Occulto dorme e sogna. Lo fa a suo modo, come probabilmente nessun altro sulla Terra, ma in fondo è un mutante ed un mago. Il dottor Occulto sa che la notte è determinata dalla rotazione del pianeta sul suo asse; quindi sulla Terra è sempre notte, da qualche parte. La notte che il dottor Occulto prende ora in considerazione è quella che avvolge la metropoli dove si trova la base di Evolution. Il potente mutante psichico estende il suo ombrello mentale sulla moltitudine umana, che riposa in attesa del giorno successivo. Occulto osserva con l'occhio della mente anche coloro che vegliano, per lavoro, insonnia o attività criminale. La mente possente entra nei sogni degli innocenti, che sono i bambini non ancora corrotti dalla stupidità troppo diffusa tra gli adulti. Quando pensa che quella metropoli non meriti gli sforzi di Evolution, il dottor Occulto visita i sogni dei bambini, e cambia idea. Pensieri leggeri, sentimenti sinceri, che quasi sempre si guastano nella crescita. Finché ci saranno i bambini, tutti gli sforzi dei super-eroi avranno un senso. La notte è lunga, ed il dottor Occulto vaga senza corpo attraverso i muri e sopra i tetti. Veleggia più invisibile di un fantasma, spinto da venti che esistono solo sul piano astrale. Poi improvvisamente il suo quieto navigare viene interrotto da una rossa esalazione, che sale lenta verso il cielo. Il dottor Occulto si avvicina ed osserva il sonno ed il sogno di un umano che innocente non è. Il soggetto è agitato e suda; i suoi occhi si muovono sotto le palpebre chiuse. Il linguaggio dei sogni è sovente misterioso, ma i poteri del dottor Occulto sono grandi. Un flusso di informazioni pervade la mente fisica del mutante, e lui si sveglia. Decodifica quasi istantaneamente i simboli onirici, e deduce che dopo il sorgere del sole ben tre attentati si verificheranno in città. Non c'è tempo da perdere, ed allerta quasi istantaneamente le sue allieve Maga e Navigatrice. Grazie alle loro facoltà, saranno in grado di pervadere la mente del dormiente, per estrarre altre informazioni. Contestualmente, il dottor Occulto avvisa telepaticamente gli altri componenti di Evolution, di tenersi pronti ad agire. Sarà necessario costituire tre squadre sul campo. In breve tempo, Maga e Navigatrice gli riferiscono le coordinate spazio-temporali dei tre eventi programmati dal gruppo terroristico di cui fa parte il dormiente. Costui al risveglio prova la strana sensazione di essere stati violato durante il sonno, ma come tutti i pazzi è convinto di eseguire un disegno divino. I terroristi hanno in programma di attaccare contemporaneamente una scuola elementare, una postazione militare ed un cinema. Gli eroi di Evolution scattano in azione, e si catapultano verso i loro obiettivi. Quando giungono nei pressi della scuola, Ferox e la Maga rilevano che la polizia ha già installato le transenne per tenere fuori i curiosi. Sfortunatamente, i terroristi si sono infiltrati nell'edificio durante la notte, ed ora che i bambini sono entrati nelle classi hanno estratto le armi. Fulminatore e Kong stanno entrando in una multisala, che programma proiezioni a partire dal mattino. I due eroi si sorprendono per la gran massa di gente, ma scoprono che sono in programma alcune maratone con più titoli famosi. Come al solito, Kong si è camuffato indossando un impermeabile molto grosso, ma non passa inosservato. Davanti alla scuola elementare, la Maga invia una sonda mentale, per capire dove siano precisamente i delinquenti. Ferox si avvicina il più possibile ai poliziotti; poi preferisce scalare un vicino edificio, per raggiungerne il tetto. La sua velocità è sorprendente, ed in pochi la notano. Ora però deve utilizzare il tetto dell'edificio su cui si trova come trampolino. Aspetta che la Maga le fornisca la localizzazione precisa dei terroristi, e poi compie un lunghissimo balzo, che le consente di raggiungere un albero. Un poliziotto coglie quel rapidissimo movimento, ma, prima di poterlo riferire ai suoi superiori, Ferox è entrata nella scuola, da una finestra del secondo piano. La Maga sfrutta la distrazione per rendersi pressoché invisibile, grazie ai suoi poteri psionici. Ed anche lei entra nell'edificio; la caccia è iniziata. Fulminatore e Kong dispongono di grandi abilità fisiche, ma non riuscirebbero mai a trovare la loro preda, se non fossero aiutati da Navigatrice. La giovane mutante, che agisce dal piano astrale, crea un ponte mentale che collega suo fratello Fulminatore, Kong ed i due teppisti intenzionati a fare esplodere un ordigno tra la folla. Fulminatore agisce per primo, trovando una stazione sopraelevata dalla quale sparare una delle sue scariche. Il mutante elettrico deve contenere il suo potere per non causare una strage, e solo questo salva la vita ai terroristi. I due, colpiti da Fulminatore, lasciano cadere gli ordigni. La folla si allontana dai due delinquenti, che friggono di elettricità statica. Kong non aspettava altro, e con un solo colossale salto che sfiora il soffitto della multisala, atterra a brevissima distanza dalle sue prede. Loro mostrano solo per un attimo il timore che ci si potrebbe attendere. Poi scattano, per riprendersi gli ordigni, e farli deflagrare. Ma Kong non è solo fortissimo: per lui si muovono al rallentatore. Il primo dei due subisce un colpo d'avambraccio nello stomaco; il secondo impatta con la faccia contro un manrovescio del poderoso uomo-bestia di Evolution. Non c'è battaglia: ambedue gli umani crollano al suolo storditi. Fulminatore mette finalmente le mani sulle bombe, e, grazie alla sua sensibilità per i flussi elettronici, azzera facilmente i detonatori a tempo. Nella scuola elementare, la Maga e Ferox si incontrano in un corridoio che conduce alla palestra, dove i terroristi hanno riunito tutti i bambini. La Maga utilizza i suoi poteri per visualizzare e poi descrivere a Ferox la posizione dei terroristi all'interno della sala. I due che tengono sotto mira i bambini distano circa dieci metri l'uno dall'altro. Ferox non avrà problemi a sistemarli ambedue in pochi secondi. Il dottor Occulto ha chiesto a Ferox di non massacrarli di fronte ai bambini, se sarà possibile. Il terzo criminale indossa l'ordigno esplosivo, e tocca alla Maga bloccarlo prima che commetta una strage. Il dottor Occulto sospetta che la trattativa con questi terroristi sia inutile: i pensieri che continua a percepire riguardano la morte ed il martirio. Ovviamente per concretizzare la prima ed il secondo c'è Ferox, che può fornire più che volentieri i suoi artigli assetati di sangue e di viscere squarciate. Un attimo prima che le due mutanti attacchino, assistono ad un fatto che rende molto improbabile l'astensione della donna leopardo dal temuto bagno di sangue. Uno dei criminali percuote infatti con il calcio del fucile uno dei bambini. A questo punto non importa perché lo abbia fatto; il sordo brontolio crescente, che proviene dal diaframma di Ferox, annuncia il peggio. Un mugolio di morte pare giungere da ogni direzione, ed i brividi percorrono la schiena di tutti i presenti. Poi compare Ferox. Entra da una porta distante molte decine di metri dai suoi bersagli, ma la sua velocità la rende un turbine indistinto di giallo e di nero. In un attimo li raggiunge, e gli artigli terrificanti staccano quasi di netto il braccio al terrorista che ha colpito il bambino, pochi secondi fa. La Maga dirige la sua lama psionica verso il criminale che indossa l'esplosivo; di colpo, il corpo non risponde più ai suoi ordini. Nel frattempo, Ferox ha raggiunto e colpito il secondo dei suoi bersagli. Alla fine la donna leopardo non ha sparpagliato in giro le budella dei criminali, ma si è accontentata di colpirli una sola volta. Probabilmente moriranno dissanguati, ma questo è un particolare di importanza secondaria. Volevano il martirio, e l'hanno ottenuto. La Maga si accorge che il suo delinquente cerca di sfuggire al suo controllo. Non le lascia scelta, e, sebbene non sia sanguinaria come la collega, non usa certo i guanti con chi minaccia gli innocenti. La sonda mentale della Maga cresce in intensità, fino a diventare simile ad un chiodo rovente che attraversi il cervello. Forse è vero che il cervello non prova dolore per ferite fisiche, ma la sonda mentale della Maga brucia in profondità la consapevolezza del terrorista. Lui grida una sola volta prima di cadere al suolo, ma è il suo ultimo grido, ed echeggia a lungo nella palestra. Rimane da sventare il terzo attacco; quello che dovrebbe distruggere una base militare. Come preannunciato dal capo di Evolution, l'ultimo dei pazzi criminali guida un grosso camion cisterna, pieno di combustibile. Il pericolo del fuoco spetta di diritto al più forte di tutti: Dragonfire. La base militare si trova alla periferia della città, ma una sua deflagrazione sarebbe disastrosa, a causa delle munizioni e del carburante che contiene. Navigatrice ha tracciato accuratamente il divenire dell'attentato finale, ed il drago aspetta il camion cisterna in mezzo alla strada. Dragonfire bloccherà il veicolo a distanza di sicurezza dalla postazione. Attentati precedenti, coronati da successo, hanno dimostrato infatti che spesso le mura di cinta delle basi militari sono edificate troppo a ridosso delle costruzioni. Il pazzo che guida la cisterna vede il colosso verde che gli sbarra la strada, ma nella sua pazzia sottovaluta la super-forza dell'alieno di Evolution. Dragonfire impatta contro il musa del camion, dopo avere preso una notevole rincorsa. Così dispone dell'inerzia necessaria a bloccare quasi completamente quel mostro meccanico pesante decine di tonnellate. Le zampe posteriori del drago artigliano il selciato, che vola in frantumi per le forze scaricate. Dragonfire spinge l'avantreno del camion verso il basso, costringendo il retrotreno a perdere il contatto con il suolo. Mentre le otto ruote gemellate girano furiosamente a vuoto, il possente alieno artiglia il muso del camion, e con un solo movimento lo scaglia fuori strada, in un campo incolto. Nel giro di pochi secondi, Dragonfire ha quasi azzerato il rischio di una pericolosissima deflagrazione. Il terrorista è quasi svenuto, con il volto tumefatto e coperto di sangue. Eppure la sua pazzia lo sostiene, e decide di fare esplodere manualmente il camion bomba. Il pazzo si vede già in paradiso; poi improvvisamente si chiede come mai in paradiso faccia tanto caldo. Le fiamme che lo avvolgono, e mescolano la sua sostanza al metallo fuso, non provengono dal combustibile stipato nella cisterna. Mentre muore vaporizzato, il terrorista non capisce che quella fiamma proviene dalle fauci del drago. L'enorme carico altamente infiammabile non riesce proprio ad esplodere: il muro di fiamma ultraterrena che lo colpisce provoca un passaggio quasi immediato del carburante liquido ad uno stato più volatile di quello gassoso. Fuoco scaccia fuoco. Quando Dragonfire cessa l'attacco, la luminosità è ancora eccessiva per gli occhi umani, ma il dottor Occulto dal piano astrale rileva la totale disintegrazione del bersaglio. Missione compiuta!

domenica 10 gennaio 2010

SOTTO IL CIMITERO_libro 2°_64° episodio

I frequentatori abituali del vecchio cimitero non ci facevano quasi più caso. Pensavano che quello stato di spossatezza che si portavano dietro una volta usciti dal cimitero fosse riconducibile alla tristezza del luogo. Ed in effetti quel cimitero induceva, a prescindere dalla stagione, uno stato depressivo psico-fisico che durava per ore. I frequentatori di cimiteri facevano però un confronto tra quello ed altri camposanti, e ne parlavano tra loro. Risultato: il nuovo cimitero alla periferia risultava viceversa quasi piacevole da visitarsi. Siamo felici se i nostri defunti giacciono in mezzo al verde, in strutture ariose. Forse il vecchio cimitero centrale era troppo vetusto, con tutte quelle cripte ammuffite. Guai a trovarsi all'interno delle sue fetide mura dopo il tramonto. Anche l'uomo più coraggioso si sarebbe guardato continuamente dietro le spalle, come se si fosse aspettato di incontrare qualche spettro. Vialoni non particolarmente larghi, ombreggiati da alti alberi; chi poteva aver progettato in maniera tanto angosciosa un tale assembramento di cripte, lapidi, loculi e tombe? Cose anche di pessimo gusto, come una specie di enorme obelisco, piazzato al centro di un prato, circondato da un porticato di tombe vecchissime. Molti tra i frequentatori di cimiteri ci vanno sovente perché hanno una certa età, e pensano inconsciamente di abituarsi un po' alla volta al passo finale. Proprio loro però si abbattono più degli altri nel vedere quale luogo di sepoltura li aspetta. Meglio cambiare casa, ed allontanarsi dal centro città, che rischiare di essere tumulati in quel tempio del cattivo gusto. Un giorno la strada della Maga la conduce a visitare quel luogo nel quale neppure i morti sono contenti di stare. Anche ai super-eroi capita di voler recare un omaggio ad un amico o un parente defunto. Piove, è gennaio, e l'ora di chiusura si approssima; quindi il cimitero centrale è ancora meno ospitale del solito. Lo stato d'animo della mutante di Evolution è chiaramente adeguato all'occasione. Lei ha già assistito, veleggiando con il suo corpo astrale, al distacco delle anime dai corpi. La Maga sa che le anime si liberano dei corpi distrutti dall'età e dalla malattia. Dopo la morte, qualcosa di noi sfugge alla tomba, e questo è un bel pensiero. Ha addirittura letto di una scienziata che asserisce di aver pesato un corpo prima e dopo la morte: nell'istante del trapasso, si registra un'infinitesimale riduzione di massa. La Maga non si aspetta quindi che anime in pena si aggirino ululanti per i viali ed i sentieri di quel postaccio. La Maga ha le difese quasi abbassate quando subisce l'attacco psichico. Quasi abbassate perché la mutante è stata addestrata dal dottor Occulto, che le ha insegnato a stare in guardia sempre ed ovunque. L'attacco non è diretto verso di lei, bensì nei confronti di chiunque acceda nel cimitero: una specie di pedaggio in energia vitale. Ma la Maga si oppone, e la forza oscura ritira i suoi tentacoli; ora la forza oscura studia la mutante, cercando nel contempo di non farsi studiare. La Maga osserva circospetta ciò che la circonda, e quel che vede non le piace. Men che meno le piace ciò che sente per mezzo dei suoi poteri psionici. Reca omaggio al defunto che è venuta a ricordare, e pensa che neppure lui gradirebbe la sistemazione attuale. Esce dal cimitero all'ora di chiusura, e, voltandosi indietro, lo vede come una sorta di orrido parassita dei vivi e dei morti. Parlandone con il dottor Occulto, il capo del super-gruppo conosciuto come Evolution, la Maga giunge alla conclusione di dover fare qualcosa per il suo amico defunto. I vivi possono evitare di soggiornare in quel cimitero; i morti no. Di qualunque cosa si tratti, vi è in quel luogo una forza maligna che trae energia necromantica dai residui psichici ancora connessi ai corpi in disfacimento. Il mostro in questione cattura quelli che chiameremmo fantasmi, impedendo che si uniscano alle anime che sono già entrate nella luce. Le anime sono pertanto incomplete, e rallentano la loro evoluzione. La Maga decide quindi di tornare il quel cimitero posseduto da un vero vampiro psichico. Decisa a non lasciargli alcun vantaggio, la mutante cercherà di stanare il suo nemico di giorno. Il cielo è coperto da nuvole che annunciano pioggia, ed il freddo invernale si fa sentire. La Maga innalza le sue difese psichiche e magiche prima ancora di varcare il cancello del cimitero. Nota che anche il personale manifesta un aspetto tetro e poco rassicurante. Pensa a quanta energia giovanile sia stata carpita ad innocenti bimbi, venuti lì per visitare la tomba del caro nonno. Tentacoli oscuri e violacei si levano dalle cripte; la mutante li vede per quel che sono, e li respinge con uno sforzo. Poi però pare che la Natura stessa voglia aiutare questa sua figlia prediletta: il sole fora le nubi, scaricando sul cimitero una parte infinitesimale del suo potere incommensurabile. La Maga si nutre di quella luce pura e di quel calore. La Maga brilla mentre converte l'energia solare in un flusso telecinetico che attacca e frantuma i tentacoli composti di materia spettrale. Il demone nascosto urla, scaricando la sua frustrazione nel piano astrale. La Maga avanza verso il suo obiettivo, rafforzata dalle indicazioni della collega Navigatrice, che, assieme al dottor Occulto, ha proiettato la sua essenza nello spazio psichico sovrastante il cimitero. Navigatrice ha seguito i tentacoli, ed ora sa da dove provenivano. Come una dea della vendetta, la Maga raggiunge la cripta monumentale e fetida di morte. Con il suo potere telecinetico apre i cancelli di ferro, e scende nelle tenebre. Avverte una residua resistenza, ma si aspettava di più. D'un tratto, una sorta di terremoto squassa la cripta, riducendola in frantumi di pietra, metallo e vecchie ossa. Il campo di forza della Maga la protegge, ma è Messo a dura prova. Ora il pavimento stesso sprofonda, rivelando un orrido abisso, dal quale si leva una luce rosseggiante, priva di calore. In questa sorta di inferno, sguazza un'immonda figura bianchiccia, priva di una vera forma. Ecco il mostro orrendo, originato dalla commistione di numerosi corpi non morti. L'orrore assale la mutante quando si regge con fatica, per non finire nelle fauci dentute del vampiro psichico. Un colpo di forza spaventosa sbriciola quel che resta della cripta, ma non è stato il vampiro psichico a colpire. Un secondo colpo ancora più forte proietta in tutte le direzioni tutto ciò che ancora si frapponeva sulla strada del drago. Dragonfire è arrivato, ed il fuoco invincibile inizia già a fuoriuscire dalle fauci immense. Il suo sguardo promette distruzione estrema, ed è ciò che è venuto a dispensare. Un tentacolo della consistenza dell'acciaio e la flessibilità di un colossale boa coscrictor tenta di avvolgere Dragonfire, che lo afferra senza sforzo. Poi lo frantuma in mille frammenti sanguinolenti: una secrezione simile a sangue coagulato frammisto al pus. Il vampiro psichico urla, ed il suono agghiacciante si sparge per il cimitero. I succubi umani del demone scappano a gambe levate; riescono a pensare solo ad una cosa: mettere il massimo della distanza tra loro e quell'inferno in terra. Il drago sogghigna per il dolore inferto e per quello che infliggerà. Pensa alle forme di vita nate sulla Terra, ed ai non morti che dovrebbero rimanere sepolti, senza infastidire i viventi. Attende che la Maga si allontani a sufficienza prima di liberare la sua super-fiamma. Il vampiro psichico ha finalmente compreso di essere al cospetto della morte; ma questa è una morte definitiva, da cui non si risolleverà. Scruta gli occhi del drago, è l'ultima cosa che vede è il freddo assoluto dei golfi cosmici. Nessun inferno terrestre può essere altrettanto annichilente. Dragonfire scatena la sua fiamma, ed il demone urla solo una volta, brevemente. Poi tutta la sua sostanza nefanda viene vaporizzata quasi istantaneamente. Sul piano astrale, i fantasmi imprigionati si sollevano per raggiungere la luce che li attrae. Dall'altra parte, le rispettive anime non sono più in pena.


lunedì 4 gennaio 2010

CYBERDOG_libro 2°_63° episodio

Lui è un cagnolino veramente sfortunato: piccolo, spelacchiato, con le zampe posteriori praticamente inutilizzabili, a causa di una malformazione genetica. Come se non bastasse, il cagnolino ci vede poco dall'occhio destro, a causa di una cataratta. Il bastardino è ospite di un canile pubblico, perché, da che ha memoria, è sempre stato abbandonato a se stesso. Eppure è sopravvissuto frugando tra i rifiuti, e lottando strenuamente contro altri randagi più grossi e cattivi. Lo hanno poco simpaticamente chiamato Rifiuto, ma lui ha una grande forza d'animo. Colpito da una dose di sventura sufficiente per odiare tre vite, il cagnolino manifesta un buon umore inspiegabile. Qualcuno, tra quelli che credono di sapere quali siano le vite da vivere, lo vorrebbe sopprimere, per "fargli un piacere". Però poi basta guardare Rifiuto negli occhioni nocciola per abbandonare quel disegno criminale. Sarebbe facile sopprimerlo se quegli occhi non comunicassero emozioni tali da far desiderare di non aver mai accarezzato un simile disegno di morte. Così il cagnolino continua a trascinarsi avanti usando solo le zampe anteriori. Se è vera la legge del karma, ci si domanda cosa possa aver fatto di male nelle vite precedenti, per essersi meritato tutti quei malanni. Se non si crede al karma, la colpa è invece ascrivibile alla sua posizione compressa ed anomala nell'utero materno. Noi attribuiamo molti eventi al caso, non essendo in grado di scoprire un nesso logico. Dipende quindi dalla nostra scarsa ed imperfetta percezione delle cose. Ma in questo caso chi potrebbe vedere un preciso disegno del destino nella fragorosa comparsa di un meccanoide extraterrestre nei pressi della gabbia di Rifiuto? Il meccanoide è fuoriuscito da un portale dimensionale, ed il suo esoscheletro nero e viola fuma a contatto con l'atmosfera azotata della Terra. L'essere, prima di essere sbalzato attraverso lo spazio ed il tempo, stava combattendo per la sua vita in una landa desolata di un mondo oscuro. Il meccanoide è in realtà un insetto cibernetico, membro di una confraternita antichissima. Zzaax può sembrare un mostro da film, ma è uno scienziato autoevolutosi mediante innesti di metallo senziente. Zzaax si guarda attorno, e subito tutti i cagnacci ingabbiati iniziano a manifestare il loro disappunto per quella intrusione extraterrestre. L'unico a non abbaiargli contro è quel cagnolino strano; la stranezza che Zzaax percepisce è quella delle zampe posteriori praticamente morte. Il meccanoide percepisce l'odore acre degli umani in avvicinamento, e decide di rintanarsi proprio nella gabbia di quel piccolo essere spelacchiato. Zzaax muta la forma del suo corpo, per passare agevolmente tra le sbarre. La massa corporea dell'extraterrestre non è molto più grossa di quella di Rifiuto, ma l'energia e la conoscenza in suo possesso sono incomparabili. Il cagnolino accetta volentieri e con curiosità quella visita a dir poco insolita. Così gli umani passano davanti alla gabbia di Rifiuto, senza notare alcunché di insolito. Nel frattempo gli altri cagnacci hanno smesso di ululare, ed il silenzio della notte è tornato sul canile. Zzaax guarda il cagnolino con tutti i suoi sei occhi sfaccettati, e lo scienziato extraterrestre si rende conto di quanto la natura sia stata matrigna col povero animaletto. Zzaax riceve un segnale sub-spaziale, e comprende che presto potrà teletrasportarsi sul pianeta di provenienza. Lì parteciperà alla battaglia finale che vedrà contrapposta la sua confraternita ed i demoni sulfurei delle lune di Saturno. Ma prima di partire, Zzaax intende fare un dono a quel simpatico animaletto, intelligente e coraggioso. Rovista, con una delle sue sei zampe biomeccaniche, tra il suo armamentario di super-tecnologia, e ne estrae un aggeggio a dir poco alieno. Le tre pseudo-dita della zampa mediana sinistra dell'extraterrestre digitano tasti, spostano leve, dislocano intere sezioni di quella meraviglia prodotta da una scienza lontanissima da quella umana. Zzaax inizia a brillare, mentre la procedura di teletrasporto stabilisce un ponte tra la Terra ed il mondo oscuro di destinazione. Zzaax posa a terra il suo Transformatron , poi si allontana dal cagnolino perplesso. Lo scienziato alieno solleva la sua zampa anteriore destra, in un saluto interstellare standard, poi scompare in un lampo di luce. I cagnacci colgono l'occasione per riprendere il loro concerto notturno, ma Rifiuto è affascinato dal Transformatron , che inizia a muoversi sulle sue otto zampette. L'aggeggio senziente vuole essere sicuro, prima di iniziare il suo lavoro, che esso sarà apprezzato da chi beneficerà della trasformazione simbiotica. Il Transformatron percepisce la disfunzione che ha di fronte, e la tristezza che Rifiuto ha riposto in fondo alla sua anima candida. Ora il Transformatron è più che mai deciso ad agire. Raggiunge pertanto il cagnolino, ed inizia la fusione e la commistione neuronale, muscolare, meccanica e cibernetica. Vorremmo poter dire che Rifiuto non prova dolore, ma sembra che per nascere si debba pagare quel tributo. Il cagnolino inizia a vedere cose mai viste, né immaginate da alcun terricolo, che abbia due, quattro o sei zampe. Mondi lontani, golfi galattici, oceani cibernetici, esseri enormi ed esseri infinitesimali. Rocce senzienti, piante semoventi, animali pervasi da spiriti ultraterreni. Quando si ridesta, il cagnolino sa che nessuno lo potrà più chiamare Rifiuto. Lui ed il Transformatron sono una cosa sola, e la loro simbiosi rende il nuovo organismo intelligente come lo può essere una super-bestia. Le zampe posteriori sono state quasi completamente ricostruite con il metallo alieno del Transformatron. La cecità da cataratta è stata superata riorganizzando completamente l'occhio malato in una struttura biomeccanica stupefacente. Altri poteri si stanno sviluppando nel nuovo cyborg, grazie alla compenetrazione che il Transformatron continua ad attuare. Quando, il mattino successivo, i gestori del canile passano in rassegna i cani, quello che fu Rifiuto dissimula la sua presenza impiegando il suo nuovo potere di distorsione delle percezioni visive. Grande è la sorpresa di chi trova la gabbia vuota. Gli umani si chiedono chi possa aver rapito un cane tanto brutto e sfortunato. Ma l'ex cagnolino non è più lì. Corre libero nella notte, assaporando quella facoltà che la natura gli aveva precluso. Vede nelle tenebre come mai prima. Tutti i sensi di quello che chiameremo Cyberdog sono affinati, grazie alla simbiosi con il Transformatron. Cyberdog incontra i gatti cittadini, che subito percepiscono la sua stranezza, ma anche la sua mancanza di malizia. Cyberdog è un cane rinato, che scruta il mondo con occhi nuovi. Non si stanca di perlustrare le strade quasi deserte, come volesse vigilare sul sonno degli innocenti. Ad un tratto, il Transformatron lo avverte di una serie di allarmi, sui quali indagare. Il cane cibernetico raggiunge velocemente la zona indicata, e scruta con i suoi nuovi poteri una casa a due piani. Le luci sono accese solo al piano superiore; l'udito potenziato rivela grida soffocate di bambini spaventati. Cyberdog dispone ora di piccoli artigli retrattili, utili per scalare la parete esterna della casa. La scena, che l'eroico quadrupede osserva, potrebbe essere definita agghiacciante: due umani ne minacciano altri più piccoli ed impauriti. I due delinquenti sono professionisti della rapina in villa, e stanno malmenando una madre con i suoi due bambini. La donna è disposta a consegnare ai malviventi tutto il denaro in suo possesso, pur di salvaguardare l'incolumità dei piccoli. Non ha però considerato che i due delinquenti non intendono lasciare vivi i testimoni delle loro malefatte. Cyberdog capisce che è in atto un sopruso; ogni altra considerazione non lo riguarda. Coraggiosamente sfonda il vetro di una finestra, ed irrompe nella camera. Balza, come una piccola furia, addosso ad uno dei due pessimi soggetti, che cade, senza rendersi conto da chi sia stato aggredito. Cyberdog potrebbe farcela contro uno dei due criminali, ma l'altro lo colpisce alle spalle. Il cane è stordito, ma si rimette subito in guardia ringhiando. Loro lo prendono di mira e sparano, ma i nuovi poteri del cane cibernetico lo aiutano a conservare intatta la pelle. La mamma ed i bambini sono paralizzati dal terrore. La sensazione angosciosa non muta neppure quando la donna leopardo di Evolution compare sulla finestra. Troppo pervaso dall'ira è il volto di Ferox, per sembrare rassicurante. Eppure la mutante è lì per salvare la famigliola. Ferox è stata Chiamata dai suoi amici gatti, che avevano seguito le mosse di Cyberdog. Ferox osserva con attenzione il cane mutato, ma per prima cosa deve liberare il mondo da quella feccia criminale. Cyberdog guarda con soggezione quella meraviglia della natura, che, come se fosse senza peso, vola addosso alle sue prede. Uno dei due riesce però a sparare ed a ferire di striscio la mutante. Lei quasi non se ne accorge, mentre il suo fattore di guarigione è già all'opera. Ma ora che il suo sangue è stato versato, Ferox si trasfigura ulteriormente, ed i suoi mugolii sono un canto di morte. Nulla possono i muscoli umani per resistere alla spinta invincibile ed agli artigli sanguinari. La mamma chiude pietosamente gli occhi ai figli, per risparmiare loro lo scempio in atto. Cyberdog, che è un'anima candida, invece segue con attenzione tutte le fasi del massacro. Nel giro di pochi secondi, Ferox si erge al centro della stanza, come una divinità della vendetta. Sul volto dei due morti, è dipinto l'orrore che si prova soccombendo contro una forza soverchiante ed assolutamente spietata.