lunedì 4 gennaio 2010

CYBERDOG_libro 2°_63° episodio

Lui è un cagnolino veramente sfortunato: piccolo, spelacchiato, con le zampe posteriori praticamente inutilizzabili, a causa di una malformazione genetica. Come se non bastasse, il cagnolino ci vede poco dall'occhio destro, a causa di una cataratta. Il bastardino è ospite di un canile pubblico, perché, da che ha memoria, è sempre stato abbandonato a se stesso. Eppure è sopravvissuto frugando tra i rifiuti, e lottando strenuamente contro altri randagi più grossi e cattivi. Lo hanno poco simpaticamente chiamato Rifiuto, ma lui ha una grande forza d'animo. Colpito da una dose di sventura sufficiente per odiare tre vite, il cagnolino manifesta un buon umore inspiegabile. Qualcuno, tra quelli che credono di sapere quali siano le vite da vivere, lo vorrebbe sopprimere, per "fargli un piacere". Però poi basta guardare Rifiuto negli occhioni nocciola per abbandonare quel disegno criminale. Sarebbe facile sopprimerlo se quegli occhi non comunicassero emozioni tali da far desiderare di non aver mai accarezzato un simile disegno di morte. Così il cagnolino continua a trascinarsi avanti usando solo le zampe anteriori. Se è vera la legge del karma, ci si domanda cosa possa aver fatto di male nelle vite precedenti, per essersi meritato tutti quei malanni. Se non si crede al karma, la colpa è invece ascrivibile alla sua posizione compressa ed anomala nell'utero materno. Noi attribuiamo molti eventi al caso, non essendo in grado di scoprire un nesso logico. Dipende quindi dalla nostra scarsa ed imperfetta percezione delle cose. Ma in questo caso chi potrebbe vedere un preciso disegno del destino nella fragorosa comparsa di un meccanoide extraterrestre nei pressi della gabbia di Rifiuto? Il meccanoide è fuoriuscito da un portale dimensionale, ed il suo esoscheletro nero e viola fuma a contatto con l'atmosfera azotata della Terra. L'essere, prima di essere sbalzato attraverso lo spazio ed il tempo, stava combattendo per la sua vita in una landa desolata di un mondo oscuro. Il meccanoide è in realtà un insetto cibernetico, membro di una confraternita antichissima. Zzaax può sembrare un mostro da film, ma è uno scienziato autoevolutosi mediante innesti di metallo senziente. Zzaax si guarda attorno, e subito tutti i cagnacci ingabbiati iniziano a manifestare il loro disappunto per quella intrusione extraterrestre. L'unico a non abbaiargli contro è quel cagnolino strano; la stranezza che Zzaax percepisce è quella delle zampe posteriori praticamente morte. Il meccanoide percepisce l'odore acre degli umani in avvicinamento, e decide di rintanarsi proprio nella gabbia di quel piccolo essere spelacchiato. Zzaax muta la forma del suo corpo, per passare agevolmente tra le sbarre. La massa corporea dell'extraterrestre non è molto più grossa di quella di Rifiuto, ma l'energia e la conoscenza in suo possesso sono incomparabili. Il cagnolino accetta volentieri e con curiosità quella visita a dir poco insolita. Così gli umani passano davanti alla gabbia di Rifiuto, senza notare alcunché di insolito. Nel frattempo gli altri cagnacci hanno smesso di ululare, ed il silenzio della notte è tornato sul canile. Zzaax guarda il cagnolino con tutti i suoi sei occhi sfaccettati, e lo scienziato extraterrestre si rende conto di quanto la natura sia stata matrigna col povero animaletto. Zzaax riceve un segnale sub-spaziale, e comprende che presto potrà teletrasportarsi sul pianeta di provenienza. Lì parteciperà alla battaglia finale che vedrà contrapposta la sua confraternita ed i demoni sulfurei delle lune di Saturno. Ma prima di partire, Zzaax intende fare un dono a quel simpatico animaletto, intelligente e coraggioso. Rovista, con una delle sue sei zampe biomeccaniche, tra il suo armamentario di super-tecnologia, e ne estrae un aggeggio a dir poco alieno. Le tre pseudo-dita della zampa mediana sinistra dell'extraterrestre digitano tasti, spostano leve, dislocano intere sezioni di quella meraviglia prodotta da una scienza lontanissima da quella umana. Zzaax inizia a brillare, mentre la procedura di teletrasporto stabilisce un ponte tra la Terra ed il mondo oscuro di destinazione. Zzaax posa a terra il suo Transformatron , poi si allontana dal cagnolino perplesso. Lo scienziato alieno solleva la sua zampa anteriore destra, in un saluto interstellare standard, poi scompare in un lampo di luce. I cagnacci colgono l'occasione per riprendere il loro concerto notturno, ma Rifiuto è affascinato dal Transformatron , che inizia a muoversi sulle sue otto zampette. L'aggeggio senziente vuole essere sicuro, prima di iniziare il suo lavoro, che esso sarà apprezzato da chi beneficerà della trasformazione simbiotica. Il Transformatron percepisce la disfunzione che ha di fronte, e la tristezza che Rifiuto ha riposto in fondo alla sua anima candida. Ora il Transformatron è più che mai deciso ad agire. Raggiunge pertanto il cagnolino, ed inizia la fusione e la commistione neuronale, muscolare, meccanica e cibernetica. Vorremmo poter dire che Rifiuto non prova dolore, ma sembra che per nascere si debba pagare quel tributo. Il cagnolino inizia a vedere cose mai viste, né immaginate da alcun terricolo, che abbia due, quattro o sei zampe. Mondi lontani, golfi galattici, oceani cibernetici, esseri enormi ed esseri infinitesimali. Rocce senzienti, piante semoventi, animali pervasi da spiriti ultraterreni. Quando si ridesta, il cagnolino sa che nessuno lo potrà più chiamare Rifiuto. Lui ed il Transformatron sono una cosa sola, e la loro simbiosi rende il nuovo organismo intelligente come lo può essere una super-bestia. Le zampe posteriori sono state quasi completamente ricostruite con il metallo alieno del Transformatron. La cecità da cataratta è stata superata riorganizzando completamente l'occhio malato in una struttura biomeccanica stupefacente. Altri poteri si stanno sviluppando nel nuovo cyborg, grazie alla compenetrazione che il Transformatron continua ad attuare. Quando, il mattino successivo, i gestori del canile passano in rassegna i cani, quello che fu Rifiuto dissimula la sua presenza impiegando il suo nuovo potere di distorsione delle percezioni visive. Grande è la sorpresa di chi trova la gabbia vuota. Gli umani si chiedono chi possa aver rapito un cane tanto brutto e sfortunato. Ma l'ex cagnolino non è più lì. Corre libero nella notte, assaporando quella facoltà che la natura gli aveva precluso. Vede nelle tenebre come mai prima. Tutti i sensi di quello che chiameremo Cyberdog sono affinati, grazie alla simbiosi con il Transformatron. Cyberdog incontra i gatti cittadini, che subito percepiscono la sua stranezza, ma anche la sua mancanza di malizia. Cyberdog è un cane rinato, che scruta il mondo con occhi nuovi. Non si stanca di perlustrare le strade quasi deserte, come volesse vigilare sul sonno degli innocenti. Ad un tratto, il Transformatron lo avverte di una serie di allarmi, sui quali indagare. Il cane cibernetico raggiunge velocemente la zona indicata, e scruta con i suoi nuovi poteri una casa a due piani. Le luci sono accese solo al piano superiore; l'udito potenziato rivela grida soffocate di bambini spaventati. Cyberdog dispone ora di piccoli artigli retrattili, utili per scalare la parete esterna della casa. La scena, che l'eroico quadrupede osserva, potrebbe essere definita agghiacciante: due umani ne minacciano altri più piccoli ed impauriti. I due delinquenti sono professionisti della rapina in villa, e stanno malmenando una madre con i suoi due bambini. La donna è disposta a consegnare ai malviventi tutto il denaro in suo possesso, pur di salvaguardare l'incolumità dei piccoli. Non ha però considerato che i due delinquenti non intendono lasciare vivi i testimoni delle loro malefatte. Cyberdog capisce che è in atto un sopruso; ogni altra considerazione non lo riguarda. Coraggiosamente sfonda il vetro di una finestra, ed irrompe nella camera. Balza, come una piccola furia, addosso ad uno dei due pessimi soggetti, che cade, senza rendersi conto da chi sia stato aggredito. Cyberdog potrebbe farcela contro uno dei due criminali, ma l'altro lo colpisce alle spalle. Il cane è stordito, ma si rimette subito in guardia ringhiando. Loro lo prendono di mira e sparano, ma i nuovi poteri del cane cibernetico lo aiutano a conservare intatta la pelle. La mamma ed i bambini sono paralizzati dal terrore. La sensazione angosciosa non muta neppure quando la donna leopardo di Evolution compare sulla finestra. Troppo pervaso dall'ira è il volto di Ferox, per sembrare rassicurante. Eppure la mutante è lì per salvare la famigliola. Ferox è stata Chiamata dai suoi amici gatti, che avevano seguito le mosse di Cyberdog. Ferox osserva con attenzione il cane mutato, ma per prima cosa deve liberare il mondo da quella feccia criminale. Cyberdog guarda con soggezione quella meraviglia della natura, che, come se fosse senza peso, vola addosso alle sue prede. Uno dei due riesce però a sparare ed a ferire di striscio la mutante. Lei quasi non se ne accorge, mentre il suo fattore di guarigione è già all'opera. Ma ora che il suo sangue è stato versato, Ferox si trasfigura ulteriormente, ed i suoi mugolii sono un canto di morte. Nulla possono i muscoli umani per resistere alla spinta invincibile ed agli artigli sanguinari. La mamma chiude pietosamente gli occhi ai figli, per risparmiare loro lo scempio in atto. Cyberdog, che è un'anima candida, invece segue con attenzione tutte le fasi del massacro. Nel giro di pochi secondi, Ferox si erge al centro della stanza, come una divinità della vendetta. Sul volto dei due morti, è dipinto l'orrore che si prova soccombendo contro una forza soverchiante ed assolutamente spietata.

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