La massa nerastra e ribollente veleggia verso la colossale astronave. La massa attraversa il tempo e lo spazio alla continua ricerca di forme di vita da estinguere. Globulax: così la chiamano i pochi sopravvissuti ai suoi attacchi devastanti. Nell'astronave, grande come la luna del pianeta Terra, vi è un solo occupante. Un alieno antichissimo, che sta attraversando il sistema di Sol, per motivi che sfuggono alla comprensione dei mortali. Si direbbe che il destino abbia deciso di mettere a confronto due forze e due esistenze antichissime. Oppure si potrebbe pensare che il loro incontro sia casuale. A Globulax queste riflessioni non interessano. La massa nerastra e ribollente non è priva di mente, come gli sprovveduti potrebbero pensare; diciamo che di pensieri ne ha uno solo: mangiare. Globulax esiste da tempo immemorabile, prima che la vita intelligente si sviluppasse sulla Terra. Chi può dire che Globulax sia una forma di vita inferiore? Non parla, non scrive, non legge, non si riproduce, ma negli eoni trascorsi dalla sua nascita quasi nessuno lo ha sconfitto. E non è certo che Globulax sia "nato". Si tratta di un predatore puro, che fa una sola cosa, ma la fa benissimo: Globulax uccide! Ragionare con la massa ribollente sarebbe ancora più stupido che discutere della sua moralità. Gli squali sono forse considerati animali intelligenti? No di certo, ma a loro non importa. Non si offendono, perché tutto il loro essere è finalizzato a predare nel modo migliore. Lo fanno da prima che i dinosauri iniziassero a spadroneggiare sulla Terra, e continuano ora che i dinosauri sono diventati uccelli. Se gli umani si estingueranno in tempi brevi (nell'ordine delle migliaia di anni), gli squali non ne serberanno alcun ricordo. E continueranno imperterriti a predare con l'agguato, la velocità ed i denti formidabili. Globulax non ha denti, ma è decisamente veloce; altrimenti non potrebbe raggiungere un'astronave in movimento. La raggiunge e l'aggancia; poi inizia a filtrare attraverso ogni possibile fessura infinitesimale. Si divide in migliaia di tentacoli nerastri e ribollente, che agiscono con un'esperienza accumulata nei millenni ed oltre. L'astronave è immensa, ma Globulax si muove come se disponesse di tutto il tempo del mondo. Se questo è il suo approccio nei confronti del tempo, non è il solo a vederla così. L'unico abitatore dell'astronave è infatti un gigantesco mutaforma praticamente immortale; e quando sei una difficile preda per la morte guardi le cose con un certo distacco. I tentacoli di Globulax si avvicinano silenziosamente al colosso, voltato di spalle. O così potrebbe apparire a chi non abbia compreso cosa significhi essere un mutaforma. L'effetto sorpresa è decisamente sprecato nei confronti di un'entità che ha occhi ovunque. Globulax si ricompone, perché avverte di essere di fronte ad un avversario insolito e potente. Le due entità antichissime si confrontano per un tempo brevissimo o sorprendentemente lungo; poi Globulax attacca! Globulax si è specializzato negli attacchi a sorpresa; il suo avversario si è specializzato nel non essere più lì dove lo si era visto una frazione di secondo prima. A dire il vero, l'intera astronave scompare come un fantasma, sostituita da una dirompente esplosione, che coglie Globulax completamente impreparato. La massa nerastra e pulsante si frantuma in innumerevoli parti più o meno piccole, che precipitano verso la Terra. Alcune di esse entrano in orbita; altre precipitano. La frizione coll'atmosfera brucia ed incenerisce grosse quantità di ciò che fu Globulax. Tuttavia alcuni grossi assembramenti nerastri raggiungono il suolo, dove si spiaccicano e si disperdono. Non è la prima volta che accade, e non sarà di certo l'ultima. Un vecchio contadino passeggia nei campi, pensando al prossimo raccolto; si chiede se sarà ancora su questa terra. Non invoca Dio per scoprirlo, e non sarà un dio a fornirgli la risposta. Con il bastone, fruga tra le zolle, perché gli sembra di aver visto qualcosa di strano. E sfortunatamente questo "qualcosa" coglie al volo l'occasione per riprendere le brutte abitudini. Quella parte infinitesimale di Globulax si aggrappa al bastone del vecchio contadino. Lui allora commette l'errore che gli costerà la vita: entra in contatto con la massa nerastra e pulsante. Una scarica attraversa il vecchio corpo, ponendo fine ad una vecchia vita terrena e decretando l'inizio di una nuova esistenza aliena. La massa nerastra copre tutto il vecchio corpo, cambiandolo e rigenerandosi: Globulax è tornato, ed è sulla Terra. A differenza di quando si trovava nello spazio, l'alieno si rende conto della necessità di sviluppare la discrezione e l'arte di mimetizzarsi. Per cui la massa nerastra torna ad essere rosa, e gli antichi lineamenti si ricompongono. Quello che torna dalla passeggiata assomiglia al vecchio contadino, ma la sua vitalità non ha paragoni, o quasi. Quando il vecchio contadino è stato soggiogato da Globulax, ha emesso un allarme psichico, che è rimbalzato attraverso il piano astrale. Seguendo le orme del suo maestro, il dottor Occulto, Navigatrice dorme con un occhio solo. Grazie alla sua attenta vigilanza, il grido di morte del vecchio contadino non passa inosservato. Ecco perché, mentre è ancora intento ad elaborare un piano d'azione, l'alieno Globulax si vede costretto a fare la conoscenza con Fulminatore. Come si è detto, Globulax non aveva mai avuto necessità di elaborare piani. Ora però riscontra come sulla Terra gli eventi si susseguano ad un ritmo differente. Fulminatore vede un vecchio contadino, e dubita che sua sorella Navigatrice lo abbia indirizzato bene. Poi però l'alieno si tradisce, non essendo in grado di parlare, ma solo di emettere suoni gracchianti. Fulminatore esita prima di impiegare il suo potere contro quello che sembra un umano. Globulax invece balza in avanti, stabilendo un contatto fisico col mutante. Il freddo che proviene da quella simil-carne sveglia Fulminatore dal suo pericoloso stato di disattenzione. Globulax graffia il mutante, per ottenere preziose informazioni. Senza ulteriori esitazioni, Fulminatore colpisce, e Globulax prova un dolore lacerante. La massa nerastra si afferma per brevi istanti sulla parvenza di umanità; poi l'alieno torna a camuffarsi. Non proverà più ad attaccare corpo a corpo il mutante elettrico. Preferisce viceversa scappare ad una velocità insospettabile. Poi, girato l'angolo, e prima che sopraggiunga Fulminatore, Globulax si scioglie velocemente, per poter defluire come olio in un condotto fognario. Fulminatore scaglia alcune saette elettriche, sperando di danneggiare il nemico, ma Globulax ha preferito una ritirata strategica ad uno scontro suicida. L'alieno scopre che le fogne cittadine non sono un brutto posto dove vivere: i topi sono relativamente facili da catturare ed assimilare. Inoltre il liquame fetido nutre la massa nerastra, che a questo punto rinuncia ad apparire umana. Globulax non ha fatto però i conti con Evolution. Navigatrice continua a tracciarlo, grazie al suo potere mutante. Il fatto che sia riuscito a carpire materiale genetico da Fulminatore consente al mostro di duplicarne grossolanamente i poteri, ma aiuta altresì Navigatrice ad individuare la sua posizione. Globulax impara a lanciare scariche elettriche, che ammazzano sul colpo i grossi topi che nuotano nel liquame. L'alieno si convince che questo sia un pianeta che attendeva la sua venuta: una sorta di predestinazione. Poi, lungo il suo tragitto non scandito dal sorgere e dal tramontare del sole, Globulax incontra il primo intoppo. Il coccodrillo albino è stato scaricato in un wc, quando era ancora piccolo. Gli stupidi umani pensavano forse di avere acquistato un animaletto bonsai? Visto che cresceva a vista d'occhio, decisero di sopprimerlo. Invece gli diedero la libertà e una nuova vita. Ora le fogne cittadine non sono abbastanza grandi per i due mostri che si confrontano nelle tenebre umide e puzzolenti. Il coccodrillo serra le possenti mascelle, staccando un grosso brano di materia spugnosa. Per la prima volta nella sua esistenza, Globulax sanguina, e non gli piace per nulla. Risponde con una scarica elettrica, che supera solo parzialmente la spessa corazza del rettile. Il coccodrillo non ha cercato lo scontro, ma il cunicolo è troppo stretto per voltarsi ed andarsene. Costretto ad avanzare, il rettile addenta una seconda volta quella sostanza per nulla appetitosa. Globulax cambia strategia e consistenza: diventa semi-fluido, così da poter scivolare sopra ed attorno all'avversario. Allontanatosi da quel nemico decisamente impegnativo, lo stato d'animo dell'alieno muta in una sorta di nostalgia. Rimpiange il vuoto dello spazio, dove la quasi assenza di vita lo faceva sentire bene. Frattanto, la natura stessa della massa nerastra e pulsante ha fatto sì che alcuni caratteri del coccodrillo fossero assimilati. Globulax non ama pensare, quindi si abbandona, sempre più grosso e squamoso, alla corrente della fogna, che lo conduce al fiume ed all'odiata luce del sole. Un brutto globo nerastro rimbalza ed affonda; ma non prima che i gabbiani lo abbiano assaggiato. Globulax non ha quasi mai avuto bisogno, oppure occasione, di provare ira, ma ora si sente in diritto di gridare il suo astio nei confronti del maledetto pianeta su cui è precipitato. Assume allora le sembianze di un sauro preistorico, ed esce dall'acqua infuriato. Scariche elettriche sorgono spontaneamente dalle sue scaglie acuminate. Purtroppo per lui, questo pianeta è divenuto la casa di un altro alieno. Dragonfire si erge in tutta la sua statura di tre metri, e studia la forma di vita extraterrestre che ha di fronte. Globulax, dopo il suo combattimento con il coccodrillo albino, eviterebbe volentieri di scambiare morsi e testate con il drago di Evolution. Però il destino sovente ci mette di fronte ad una strada senza sbocchi laterali. Globulax decide allora di attaccare per primo, impiegando il potere che ha copiato da Fulminatore. Globulax tenta il tutto per tutto, e spara un vero fulmine addosso al drago. Dragonfire incassa il colpo, e prova un certo dolore fisico; ma ci vuole ben altro per ferirlo. Quando il sinistro di Dragonfire arriva a segno, subito seguito da un destro, Globulax sente rompersi ossa che non sapeva di avere. Fa male e non poco. L'avere assorbito tutti quei topi ha reso vulnerabile la massa nerastra e pulsante, che in precedenza mai aveva avuto ossa, muscoli, nervi e neppure cervello. In un ultimo attacco disperato, Globulax si tramuta in una melma, che si appiccica a Dragonfire. Il drago di Evolution non si sente in pericolo; si sente semmai unto! Mentre Globulax cerca invano di penetrare l'armatura del drago, Fulminatore torna sulla scena, desideroso di sistemare i conti. Dragonfire lo guarda, e comprende il suo piano, accettandolo come unico concretizzabile al momento. La scarica elettrica di Fulminatore colpisce il drago, ma specialmente la melma di nome Globulax. L'alieno di Evolution rimane fermo ed invincibile come un monolito. La melma viceversa inizia a colare al suolo. Globulax non riesce più ad aggregarsi, e neppure a scappare. La coscienza di sé tende ad abbandonarlo, ma il dottor Occulto, che sempre osserva le azioni dei suoi allievi, decide di salvaguardare questa forma di vita extraterrestre. Il potere telecinetico della Maga raccoglie ogni molecola di Globulax. La mutante aggrega ciò che aveva perso coesione, e la massa nerastra torna ad essere lievemente pulsante. Il passo successivo spetta a Kong, lo scienziato del super-gruppo di Evolution. Lo accompagna come secondo pilota, in una missione che per una volta non è di morte, Ferox. L'uomo bestia e la donna leopardo, protetti dalle loro tute spaziali, portano in orbita Globulax. Poi, seguendo le disposizioni del dottor Occulto, lo liberano nello spazio, ad una distanza sufficiente a non cadere preda dell'attrazione gravitazionale terrestre. Globulax torna così ad essere quella massa nerastra e pulsante che era. Il pensiero lo abbandona, e l'istinto puro riprende possesso di molecole antichissime. Ma prima di smettere di pensare come gli esseri viventi planetari, Globulax invia un ultimo segnale, che potremmo catalogare come riconoscenza.
domenica 24 gennaio 2010
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