domenica 27 dicembre 2009

CONCERTO_libro 2°_62° episodio

La giovane Katherine desiderava da tempo di poter assistere ad un concerto di uno dei suoi cantanti preferiti. Sono trascorsi due mesi da quando è riuscita a procurarsi un biglietto: quelli meno cari erano già stati acquistati, e Katherine ha ripiegato sulle tribune numerate. Poco male per il prezzo più elevato del previsto: vedrà il suo idolo canterino da una distanza veramente esigua. Sarà quasi come toccarlo. Katherine non riflette sul fatto che quell'idolo delle folle incasserà in una sola serata quello che lei faticosamente metterà assieme in un'intera vita di lavoro. Del resto questa epoca è caratterizzata dall'adorazione, da parte del popolo, nei confronti dei ricchissimi sportivi ed artisti. Unico aspetto negativo: non ha trovato chi fosse disposto ad accompagnarla al concerto. Non è chiaro se il fidanzato, le amiche ed i parenti si siano defilati per evitare di dover sborsare il discreto obolo, oppure se il suo amato cantante non piaccia particolarmente ai suddetti. Forse le due cose messe assieme. Ma Katherine è testarda e decisa; quindi al concerto ci andrà da sola. Come Katherine, almeno altre diecimila persone aspettano con ansia che il cantante giunga nella loro città. In precedenza aveva già cantato in una struttura più periferica, decisamente meno bella di quella attuale. Katherine si è informata su Internet, ed ha scoperto che il palasport dove avrà luogo l'evento è stato progettato da un famoso architetto straniero. Si tratta di una struttura multifunzionale, adatta a spettacoli sportivi e musicali. Katherine è felice di essere lì, e si mette gioiosamente in fila, con un'ora d'anticipo rispetto all'inizio. Tra i circa diecimila di quella serata non tutti accedono al palasport per cantare in coro, o adorare il divo sul palco. Un tizio, né basso, né alto, vestito in modo da non attirare l'attenzione, non ama particolarmente quel cantante. Kaleb, questo il nome del tizio anonimo, non ama alcun cantante, perché ritiene che tutti i cantanti lavorino per conto del diavolo. Non sappiamo se il diavolo sia a conoscenza della supposizione di Kaleb, né se il diavolo concordi con l'anonimo individuo. Il posto numerato di Kaleb è vicino a quello di Katherine. Kaleb vuole guardare in faccia lo strumento canterino del demonio, prima di sparargli! E sì, perché Kaleb è entrato tranquillamente nel palasport con una pistola automatica nel borsello. Ora potrebbe non solo far fuoco sul cantante, ma anche sul pubblico. Sfortuna vuole che Katherine si trovi sulla linea del fuoco. Tra i diecimila, c’è anche un uomo molto alto e decisamente grosso; accompagnato da una donna che cerca di non attirare l'attenzione, ma non ci riesce. Una coppia insolitamente assortita, pensano tutti quelli che li vedono passare. I due sono più "strani" di quel che sembra: lui è Kong, e lei è la Maga. Sono due mutanti del super-gruppo di Evolution. Kong è l'uomo bestia, ma anche lo scienziato. La Maga ha un aspetto assolutamente umano, nonostante detenga poteri psionici e magici. Kong non è completamente a suo agio, camuffato come un umano; però la Maga lo ha implorato di accompagnarla a quel concerto, e lui ha ceduto. L'architetto che ha progettato il palasport dove si trovano non ha tenuto conto delle dimensioni di Kong. Non poteva peraltro immaginare di dimensionare i passaggi per piedi che più che altro sono zampe. Comunque Kong in qualche modo si arrangia, ed assieme alla Maga raggiungono i loro posti numerati. Si siedono nelle tribune opposte a quelle dove sono seduti Katherine ed il terrorista Kaleb, che sono ignari l'uno dell'altra. Il concerto inizia, e le fans urlano a squarciagola. Anche la Maga si esalta, e Kong è felice di averla accompagnata. Dalla parte opposta delle gradinate, Katherine dimentica di essere sola in mezzo a tanti, e si sente parte di un tutto adorante. L'unico a non essere coinvolto è Kaleb, i cui scopi sono decisamente oscuri. Il popolo vociante sopporta gli esagerati rumori prodotti da un sedicente gruppo musicale, che dovrebbe scaldare l'ambiente, prima dell'arrivo della star della serata. Risultato: quando lui, la star canterina, si affaccia sul palco, il pubblico è già mezzo sordo. Kong pensa che avrebbe preferito affrontare Maschera di Ferro; la Maga invece scarica tutte le tensioni accumulate urlando. Meglio che urli, pensa Kong, piuttosto che scatenare una tempesta psichica in grado di far venire mal di testa a tutti i diecimila presenti. La Maga potrebbe farlo: tale è il suo potere mutante, temprato dalla scienza magica del dottor Occulto. Si dice che ognuno di noi sia una pedina del destino, e forse è così. Allora il destino ha assegnato i posti a sedere a Kong, Maga, Katherine e Kaleb. Il destino ha deliberato che Katherine fosse sola; perché se fosse in compagnia dedicherebbe parte della sua attenzione a chi le siede accanto. Invece Katherine si alza, canta e si volta, come tutte esagitate come lei. Con quello che ha speso, vogliamo lasciarla libera di muoversi e strillare? Con la coda dell'occhio, Katherine nota un tizio, due file dietro la sua, che sembra una mummia: immobile e fasciato da un lungo cappotto. Dobbiamo dire, per amor di precisione, che non è la mente cosciente di Katherine a notare il teppista, bensì il suo subconscio, che comincia spontaneamente a rimuginare. Mentre, a circa cento metri di distanza da Katherine, la Maga si comporta come un'adolescente quasi ubriaca, il suo subconscio mutante trova improvvisamente interessante la situazione, ma non ne parla alla mente cosciente. Tuttavia la Maga nota una piccola lampadina d'allarme, e si chiede chi l'abbia accesa. Mentre il noto strimpellatore rubacuori canta di un amore finito male, i maschietti presenti emettono un sospiro di soddisfazione. Insomma, pensano, meno male che qualcosa è andata male anche a lui! Ciò che non sanno è che tra i diecimila di quella sera è presente uno che gradirebbe sparare in testa al noto compositore e cantante di struggenti parole. Tuttavia il destino di cui prima si parlava ha messo in parte i bastoni tra le ruote del delinquente Kaleb. I "bastoni" si chiamano Kong e Maga, e sono in grado di fermare qualunque terrorista attentatore. Peccato che il destino abbia loro assegnato due posti a sedere, dall'altra parte del palasport. Katherine assume quindi il ruolo di attivatrice degli eventi, o disattivatrice, nel caso specifico. Cosa dire del subconscio di Katherine? Nel giro di pochi minuti, ha fatto due cose determinanti: ha attirato l'attenzione del subconscio della Maga, ed ha convinto Katherine a voltarsi nuovamente. Il subconscio della Maga è mutante come il resto di lei, quindi si aggira in libera uscita come un cane da tartufi, nel piano astrale corrispondente al campo di gara del palasport. Non cerca tartufi, ma contatti; e trova il collega subconscio di Katherine. In che modo comunichino tra loro i subconsci sul piano astrale non ci è dato saperlo. Risultato: la Maga attiva istantaneamente uno scanner mentale, per individuare l'attentatore. Kong viene subito informato dell'emergenza, ed inizia a studiare come muoversi in mezzo a quei diecimila. Nel frattempo, Katherine si è voltata nuovamente; ma Kaleb si è accorto di lei, e minacciosamente le nostra la pistola seminascosta. Nessun altro si accorge del pericolo: merito del cantante che sa coinvolgere pienamente il pubblico. Se il cantante sapesse di rischiare la pelle, preferirebbe peraltro coinvolgere un po' meno. A questo punto, la Maga ha "visto" sia Katherine, sia Kaleb. I pensieri dell'aspirante assassino sono carichi di minaccia e di confusione: è certamente drogato. Maga vorrebbe tentare un attacco mentale, ma la carica emotiva del pubblico interferisce con i suoi poteri. Ora però c’è un altro problema: Kaleb sta valutando di sparare prima a Katherine; per evitare che faccia fallire l'attentato. Il pazzo è ormai deciso ad entrare in azione; quindi i due super-eroi di Evolution non possono perdere tempo. Kong si alza in piedi, tra le proteste della folla. Proteste che subito si placano quando lui si spoglia del soprabito. Il possente uomo bestia che ne emerge suscita strilli di spavento, ma altri riconoscono il paladino della giustizia. La Maga tenta il tutto per tutto, rallentando il corpo di Kaleb. Lui si sente come immerso in una sostanza vischiosa, Ma lotta per liberarsi. La droga che gli consente di opporsi alla Maga lo consumerà in poche ore, ma lui è un maledetto pazzo, e se ne frega della vita sua ed altrui. Kong balza in aria di molti metri, suscitando stupore e paura. Atterra sul palco, producendo un gran rumore di legno incrinato. Poi, velocissimo, afferra il cantante con una sola mano, mettendolo fuori tiro. Ma Katherine non è ancora in salvo. Kaleb si sforza e suda, mentre il suo cuore rischia l'infarto. Katherine è congelata dalla paura, mentre i presenti scappano a gambe levate, lasciandola al suo destino. Un attimo prima che il colpo esploda, la Maga abbandona completamente la sua presa sul delinquente. Lui ne risulta sbilanciato; poi sogghigna e spara addosso all'atterrita Katherine. Però, anticipando il colpo mortale, la Maga ordina alle ginocchia della giovane di piegarsi di scatto. Così la pallottola passa a pochi centimetri dalla testa di Katherine, e si schianta sul palco. Mentre questo accade, Kong è già in volo. Kaleb dovrebbe essere lui stesso un mutante per reagire all'arrivo di quella forza della natura, ma prova lo stesso a sparare. Niente da fare! Il corpo formidabile del possente uomo bestia di Evolution colpisce in pieno il criminale, procurandogli fratture, dislocazioni e versamenti vari. Se al posto di Kong ci fosse stata Ferox, Kaleb sarebbe morto squarciato dell'alto verso il basso dai suoi artigli felini. Ferox non concede tregua, e balza sempre per uccidere. Kong è viceversa meno sanguinario, ma al momento il terrorista non se la sente di ringraziarlo. Anche perché l'architetto straniero che ha progettato quel palasport ha pensato di costruire le gradinate in acciaio e legno. Farle in cemento sarebbe stato troppo costoso. Ora però buona parte della gradinata, colpita dalle zampe di Kong in atterraggio, scricchiola e frana verso il vuoto sottostante. L'uomo bestia di Evolution schizza via, e mentre salta, accentua il crollo. Katherine si è messa in salvo appena in tempo, e fissa negli occhi il maledetto pazzo che precipita nei meandri architettonici della gradinata in acciaio e legno. Maga osserva tutto cogli occhi della mente, e distoglie la sua attenzione solo quando avverte che uno spuntone di legno si è infisso nella schiena di Kaleb. La droga sta cessando il suo effetto propri in questo istante, ed avere una scheggia lunga mezzo metro che fuoriesce dal torace indurrebbe chiunque ad urlare di dolore. Il sangue esce in quantità, mentre quel cuore nero si affanna a trovare il battito successivo. Kaleb urla ancora, ma nessuno lo ascolta più, perché ormai è decisamente defunto. Nessuna gloria per lui; solo un lauto pasto per innumerevoli e famelici vermi necrofagi.

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