giovedì 10 dicembre 2009

TERREMOTO!_libro 1°_25° episodio

Dragonfire è un rettile extraterrestre, giunto sul nostro pianeta per divenirvi il più grande tra i super-eroi. I popoli della Terra avrebbero affrontato grosse difficoltà ed affanni se Dragonfire non fosse sempre stato una forza del bene. Alto tre metri, e pesante settecento chili, il drago emette una potentissima fiamma, che liquefa il metallo più duro. Fortuna per noi che Dragonfire lavori assieme agli eroi mutanti di Evolution, e che tutti assieme difendano l’umanità da nemici spesso invisibili. Oggi Dragonfire si trova in visita alle sue amiche pecorelle; il colosso alieno le accarezza e le coccola come se fossero piccoli micetti. Le pecore adorano il gigante verde, perché percepiscono la sua bontà. Un agnellino scappa dal gregge, per recarsi a conoscere il mondo, ma potrebbe incontrare dei cani o finire sotto un auto. Il drago di Evolution raggiunge facilmente l’agnellino, con i suoi lunghi passi. L’agnellino osserva senza timore, cogli occhietti volti verso l’alto, quella forza della natura. Dragonfire gli indica il gregge, e gli parla, con un linguaggio che conosce solo lui. L’agnellino da grande vorrebbe fare l’esploratore; Dragonfire vorrebbe invece prioritariamente che l’agnellino riuscisse a diventare adulto. Alla fine, il gigante la spunta, ed il piccolo torna dalla mamma, che lo aspettava. Purtroppo questa scena idilliaca è destinata a concludersi in quel frangente. Accade quando di colpo gli erbivori si voltano all’unisono verso ovest, e scappano spaventati. Dragonfire è sicuro di non essere la causa di quel terrore, ma non percepisce alcuna fonte di pericolo. Il dottor Occulto, preso dalla consueta osservazione di ciò che turbina nella sua sfera magica, sente all’improvviso un grido collettivo di morte, e comprende che un disastro di grandi proporzioni è in atto proprio in quel momento. I poteri magici e psionici del capo di Evolution lo avvertono che decine, se non centinaia, di persone sono morte in quell’istante. La causa di quel disastro è una fluttuazione magmatica, che ha spostato il mantello della crosta terrestre. Capita di continuo, ma, se in superficie si trova una città, gli edifici crollano e si sbriciolano. Gli umani si riversano in strada, o almeno ci provano. La scossa si protrae per un tempo che, agli abitanti della città, pare eterno. Quando il terremoto cessa, centinaia di persone sono intrappolate sotto le macerie, ed altrettante sono morte schiacciate. L’allarme di Occulto giunge forte a chiaro a tutti i membri di Evolution. Dragonfire comprende al volo cosa ha spaventato le sue amiche erbivore, e corre per riunirsi al gruppo. Evolution arriva in volo sul luogo del disastro, anticipando la pur celere protezione civile. I super-poteri dei mutanti e del drago serviranno a salvare tutti quelli che potranno essere raggiunti. All’inizio, è relativamente facile seguire i gemiti e le urla dei feriti, e raggiungerli per prestare loro soccorso. La grande forza di Dragonfire serve a spostare macerie enormi; poi intervengono Kong e Ferox. La donna leopardo è più brava a combattere che a soccorrere, ma ce la mette tutta. Si tratta di evitare nuovi crolli, per cui il drago non può buttarsi a capofitto tra i rottami. Dragonfire, data la sua armatura naturale, non rischia di essere ferito dai nuovi crolli, ma sotto le macerie si trovano persone ancora vive, e deve fare attenzione. La Maga agisce in risposta ai pensieri, più che ai suoni; poi interviene il suo potere telecinetico, che solleva pietre e legname. Fulminatore si concentra, per ottenere dalla sua forza elettrica una sorta di laser a brevissima gittata, che taglia come fosse burro il ferro ed altri metalli. Ferox impiega altresì il suo super olfatto, e, seguendo l’istinto, si reca dove sono imprigionati giovani e bambini. L’agilità di Kong e di Ferox consentono loro di giungere in fretta in cima a cumuli di macerie pericolanti. Appena qualcosa si muove sotto le loro zampe, i due mutanti schizzano letteralmente via. Ferox attira l’attenzione di Kong: ha sentito il flebile pianto di un bimbo, ed anche il suo odore. L’uomo scimmia mostra tutta la sua potenza, sollevando una grossa trave, che bloccava l’accesso ad una casa crollata. Ferox entra, senza curarsi del pericolo; il suo movimento produce un crollo di laterizi, ma la donna leopardo è un fulmine, e li schiva tutti. Kong distrugge al volo, con un pugno, una grossa tegola che voleva fare la conoscenza con il suo testone. Ferox ha trovato il bambino, che si è salvato dal crollo perché la mamma gli ha fatto da scudo. Per la donna purtroppo è troppo tardi, ma il bimbo viene estratto relativamente incolume. Ferox lo stringe a sé, come se fosse un suo cucciolo, a balza fuori dalla casa crollata. Frattanto sono arrivati i vigili del fuoco e la protezione civile. Uomini senza super-poteri, che però si donano anima e corpo alla missione di salvataggio. La Maga, scrutando attentamente i pensieri di quanti sono rimasti intrappolati sotto le macerie, chiede l’intervento di Dragonfire. Occorre abbattere selettivamente un muro di pietra, senza annientare il resto del rudere. Fulminatore agisce per primo, indebolendo i legami tra le grosse pietre, poi si ritrae in attesa del colpo del drago. Dragonfire si concentra, solleva la grossa coda, e percuote una sola volta il muro, con tale forza che si produce un’implosione. Il muro si affloscia sul posto, senza rilasciare pericolose schegge. Adesso Kong può farsi avanti, ed anche Ferox. Estraggono una ragazza di venti anni, che, senza l’intervento di Evolution, sarebbe morta a breve, soffocata. Durante la prima fase dei soccorsi, occorre essere veloci, forti, ma anche delicati. Nella fase successiva, occorre scavare ancora più in profondità, e non sempre le vittime sono in grado di farsi sentire dai soccorritori. Evolution lavora instancabile, suscitando l’ammirazione degli uomini preposti ai soccorsi. Il drago pare instancabile, ma questo non stupisce troppo, vedendolo così massiccio e sapendolo un extraterrestre. Il punto è che anche gli altri eroi di Evolution lavorano senza fermarsi mai per ore ed ore. Occulto li ha spediti in loco per salvare quante più vite fosse possibile; ora che i soccorsi diventano meno frenetici, gli eroi respirano. La Maga e Ferox sono ancora in grado di sentire dove scavare, ma il lavoro fisico è passato in gran parte nelle mani dei vigili del fuoco e della protezione civile. Ora tocca ad Evolution provare ammirazione per quegli umani così coraggiosi ed instancabili. Il fato vuole che, anche in questa fase più riflessiva ed accurata, la grande forza del drago si renda necessaria, se non addirittura indispensabile. I soccorritori chiedono l’intervento del drago per sollevare un masso colossale. Il drago non si tira indietro, ma neppure lo fanno i suoi colleghi. Così, mentre le immense mani del colosso verde fanno presa sul monolito, Kong utilizza i suoi muscoli per dargli una mano. La Maga sprigiona una corrente di forza telecinetica, e Fulminatore frantuma tutti i pezzi di metallo, legno e plastica che resistono a quel lavoro di gruppo. Rimane fuori Ferox, che, appena coglie uno spiraglio tra i mattoni e le tegole, balza come quella furia felina che è. I suoi occhi penetrano il buoi, il suo olfatto segue una pista, ed il suo udito non ha pari. Maga la raggiunge nei suoi pensieri, e la aiuta a localizzare una giovane coppia, bloccata dal crollo. Lui è ferito ad una gamba, lei sembra indenne. L’apparizione della donna leopardo sconcerta i due, ma solo per un attimo. Poi Ferox solleva l’uomo, come se pesasse poche decine di chili. Con una agilità sovrumana conduce in salvo i due, uscendo da dove era entrata. Adesso Dragonfire e Kong possono lasciare cadere il monolito, che si assesta con un rumore assordante. La polvere deve ancora posarsi che il dottor Occulto avverte il super-gruppo di allontanarsi dalle rovine. La tempestività del capo di Evolution è leggenda, e non a caso: una nuova scossa di terremoto disintegra gran parte di ciò che era rimasto in piedi dopo il primo evento sismico. Atti di dedizione e di altruismo estremo si susseguono e si susseguiranno per giorni, ma ora Occulto deve occuparsi di chi è morto. Quando ha sentito il loro urlo collettivo sapeva di dover fare qualcosa per tutta quella gente strappata a forza dai loro corpi fisici. Ci sono centinaia di anime che non erano pronte a trapassare, ma che adesso devono farlo nella maniera meno traumatica possibile. Occulto evoca il potere di Navigatrice, che non conosce ancora i limiti dei suoi nuovi talenti mutanti. La ragazza è intimorita dall’entità del compito, ma il capo di Evolution la rassicura: non sarà solo in quella missione. Il dottor Occulto estrae l’essenza di Navigatrice dal corpo fisico di Cris, la sorella di Fulminatore. Sul luogo del disastro, aleggiano due soli corpi astrali ancora ancorati alla vita terrena: Maga e Navigatrice. Le altre anime sono disorientate dalla drammaticità degli eventi, ed abbisognano di tutta l’assistenza che Evolution potrà fornire loro. Navigatrice è alle prime armi, ma sta a lei indirizzare verso la soglia dell’aldilà le consapevolezze non ancora trapassate. Non potrebbe farlo senza l’appoggio psichico di Occulto e della Maga. Navigatrice non deve dare retta alle parole senza voce, né al dolore di chi non ha più un corpo. Non può assolutamente consolare tutte quelle anime in pena: ne sarebbe distrutta. Così Cris impiega il suo potere probabilistico come non sapeva di poter fare; si concentra e, tra tutte le possibili soglie dimensionali, individua quella giusta, e la soglia risponde. La Maga conferma la sorgente di luce ultraterrena, che spontaneamente prende ad intensificarsi. Gli altri componenti di Evolution non possono seguire la scena, che ha luogo sul piano astrale, ma sanno cosa Maga e Navigatrice stanno cercando di fare. La luce dilaga, visibile solo ai morti ed alle due mutanti di Evolution. Mentre Maga e Navigatrice vengono reclamate e risucchiate dai rispettivi corpi fisici, la luce avvolge i trapassati, che finalmente cessano di provare pena, e scompaiono da questo stato dell’esistenza. Occulto è lì, ed osserva tutto, invisibile anche alle sue stesse allieve, sovrintende a quell’ultimo doveroso atto di pietà.

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