mercoledì 9 dicembre 2009

DISPERAZIONE_libro 1°_9° episodio

Maschera di Ferro si era messo in testa di dover massacrare il genere umano. Ben lungi dal provare compassione e solidarietà verso i propri simili, si convinse sempre più di essere unico. Vedeva gli altri come piccoli pesciolini, e se stesso come uno squalo. Maschera di Ferro si dilettava di magia; avrebbe dovuto fare attenzione e quel che combinava, ma era completamente pazzo. La storia inizia con Maschera di Ferro che fruga tra antichi testi di magia. Li aveva trovati in un sotterraneo antichissimo: testi talmente antichi che parevano sull'orlo del disfacimento. L'unica cosa che teneva assieme quei tomi era la pelle umana su cui erano scritte antichissime formule. Maschera di Ferro impazzì dalla gioia quando mise le sue zampe su quei testi mitici. Aveva creduto che il Necronomicon fosse un'invenzione letteraria, ed invece era lì a sua disposizione. Quello ed altri libri dai titoli grondanti morte e sangue indussero il maniaco corazzato a trascorrere intere giornate nei sotterranei, leggendo ed appuntando a lume di candela. Indubbiamente il cattivo soggetto era vittima del cliché dello studioso fanatico; non sarebbe stata la stessa cosa se i libri fossero stati trasportati in un luogo più decente. Doveva leggerli lì dove si trovavano, per godere dell'atmosfera umida, della puzza di stantio, della scarsità di luce, delle gocce che cadevano dal soffitto. Trascorsero giorni o forse dei mesi, al termine dei quali Maschera di Ferro tornò all'aria aperta. Se non fosse stato un pazzo bastardo non si sarebbe complimentato con se stesso, ma lui lo era. Credeva di avere trovato finalmente alcune formule magiche, per distruggere gli odiati nemici di Evolution. Loro non pensavano a lui quanto lui pensava a loro. Maschera di Ferro era ossessionato da quegli eroi, che gli avevano impedito diverse volte di realizzare le sue malefatte. Non che Maschera di Ferro fosse mai stato in grado di mettere veramente in pericolo la razza umana, ma a lui piaceva pensarlo. Senza concedersi riposo, il maledetto teppista prese a dipingere sul pavimento di pietra del sotterraneo complicati disegni. Voleva evocare alcuni demoni particolarmente fastidiosi: i demoni della disperazione. Chi poteva concepire un incantesimo in grado di liberare sulla Terra una tale arma di distruzione di massa? In effetti quell'incantesimo non si proponeva di controllare i demoni, ma solo di liberarli. Maschera di Ferro, che era pazzo ma non scemo, aveva tuttavia trovato un controincantesimo ad uso personale, per evitare di cadere come prima vittima dei demoni della disperazione. I suoi mercenari consideravano il criminale corazzato un tipo bislacco, ma non si aspettavano quel che accadde in una notte di luna piena. Maschera di Ferro riuscì effettivamente ad aprire le porte dimensionali, verso un mondo oscuro. Come si è visto in altre occasioni, la parte più difficile di una evocazione non è la materializzazione dei demoni. Sembra che ci sia sempre qualcuno di loro in attesa di un cretino che li chiami sulla Terra. Così andò anche quella volta: l'antico incantesimo, scritto in una lingua morta, produsse fumo, luci, ombre, dalle quali emersero tentacoli e chele di granchio o di scorpione. Maschera di Ferro utilizzò subito le contromisure magiche, consistenti in un antico amuleto. I demoni videro Maschera di Ferro e videro l'amuleto, ma non si agitarono più di tanto. Semplicemente preferirono banchettare con i mercenari di Maschera di Ferro. Dopo averne mangiati quattro o cinque, i demoni della disperazione divennero solidi. I demoni della disperazione di solito guardano la vittima negli occhi, e le prosciugano la voglia di vivere. L'incantesimo di evocazione comprendeva un direzionamento dell'azione distruttiva. Maschera di Ferro riuscì quindi ad indirizzare i demoni della disperazione contro Evolution. I demoni non sapevano di dover affrontare un gruppo di super-esseri, ma non se ne sarebbero curati comunque. Nella psicologia base del demone c'è un agire privo di riflessioni e di calcolo. Erano giunti sulla Terra, ed ora ritenevano che chiunque potesse diventare un loro spuntino. I demoni di solito non hanno problemi a teletrasportarsi ovunque, in un batter d'occhio, e così fecero. Cinque demoni della disperazione, provenienti da un inferno viola, giunsero pertanto, con fumo, puzza di zolfo ed altri effetti speciali, alla base di Evolution. Era pomeriggio inoltrato, ed il consueto allenamento era in corso. Quale fu la sorpresa degli eroi di Evolution, quando quei cinque giganti mutaforma comparvero. Qualcuno di Evolution pensò addirittura che li avesse mandati il dottor Occulto. Insomma nessuno tra gli eroi si spaventò, ed i demoni ci rimasero male. I primi quattro demoni della disperazione si contrapposero a Maga, Ferox, Fulminatore e Kong. L'ultimo demone si trovò necessariamente di fronte Dragonfire, che sorrise, così come sorridono i draghi. Usare il potere della disperazione contro un umano tremante è una cosa; cercare di bere il cervello a uno come Kong, che ti salta attorno, è molto più difficile. Maga comprese la natura magica di quei mostri, ed impiegò i suoi poteri per schermare la fascinazione negativa proveniente dai loro occhi. Sovente si legge di occhi che somigliano a pozze di tenebra. Anche Maga aveva sentito dire in tal senso, ma averli di fronte è un altro paio di maniche. Fulminatore, avvisato dalla Maga, evitò di guardare i demoni negli occhi, e subito colpì il suo avversario con una scarica potentissima. Ferox schivò un attacco delle chele del suo nemico diretto; saltò verso l'alto e lo colpì con gli artigli mentre cadeva alle sue spalle. Il primo sangue era stato versato, ed era verde. I demoni compresero si essere diventati vulnerabili: assimilare carne umana li aveva imprigionati nella carne. i demoni amano ed odiano la carne: la amano quando la possono mangiare, e la odiano quando ne subiscono i limiti. Il demone che si trovava di fronte Dragonfire si sentiva surclassato sul piano fisico, e cercava di evitare i colpi di coda. In realtà il drago stava solo scaldandosi, e non voleva ancora scatenare le sua super-forza in qual locale chiuso, ed in presenza dei suoi colleghi mutanti. Il demone però tentò il tutto per tutto, e, chiuso in un angolo, scatenò tutto il suo potere, dirigendolo verso gli occhi del colossale alieno in forma di drago. La disperazione dovrebbe parlarci di malattia, insuccessi, inadeguatezza e morte. La disperazione dovrebbe uccidere dentro. Il demone però aveva di fronte una mente extraterrestre, che, colpita da quelle strane emissioni, restituì immagini di golfi galattici, di spazi siderali, di entità veramente incorporee. Il demone che voleva fare urlare urlò. Kong trasse giovamento da quella distrazione, e colpì il suo demone con un grosso calcione sul muso. Il demone rimbalzò alcune volte, ma si rimise in piedi. L'avversario di Fulminatore era stato un po' bruciacchiato, ma era passato al contrattacco. Si prese tuttavia in pieno torace una codata di Dragonfire, e crollò al suolo. Ferox lasciò perdere il suo avversario, e colpì come una furia il demone che Dragonfire aveva chiuso all'angolo. Fulminatore stabilì un contatto fisico con la testa del demone che era stato calciato da Kong. Il demone provò una sensazione nuova e terribile persino per chi provenga da un inferno viola. Il demone, che per primo era stato artigliato da Ferox, si scontrò con un gigantesco pugno scaglioso: ancora Dragonfire. Riassumendo, secondo un piano di battaglia estemporaneo, il super-gruppo si era scambiato i nemici. Due demoni erano stati atterrati da Dragonfire, ed erano stesi al suolo. Fulminatore ne aveva fritto un altro. Kong piombò sulla testa del demone che aveva cercato di indurre la disperazione in Dragonfire. Quattro demoni su cinque; ne mancava uno: quello della Maga. Solo allora gli eroi si accorsero che l'essere extradimensionale era scappato. Maga non era ferita, sebbene avesse subito parzialmente l'effetto dello sguardo del suo nemico. I quattro demoni caduti vennero allora collocati su una piattaforma di transito dimensionale, realizzata da Kong in collaborazione con il dottor Occulto. Maga, ripresasi nel frattempo, attivò il meccanismo cibernetico e stragonesco, che rispedì i quattro al loro inferno di provenienza. Ora si rendeva necessario rintracciare il demone fuggitivo, che avrebbe potuto produrre grandi danni agli esseri umani. In effetti il pessimo figuro si era lanciato in una caccia selvaggia, sicuro che Evolution non sarebbe riuscita a catturarlo. I demoni, come già evidenziato, non sono particolarmente riflessivi, altrimenti questo avrebbe capito che la sua fuga non sarebbe durata a lungo. Suo unico vantaggio: la caccia si sarebbe svolta nelle ore che volgevano alle tenebre. Ferox non avrebbe avuto comunque problemi a vederlo, e Maga a localizzarlo mediante i suoi talenti. Quello che il demone non sapeva era che adesso anche il dottor Occulto aveva volto il suo sguardo verso di lui. Finora nessuno aveva attribuito a Maschera di Ferro la venuta dei cinque demoni della disperazione. Se lo avesse saputo, il suo ego ne sarebbe uscito ulteriormente tartassato. Tornando alle cose importanti, il demone della disperazione aveva già messo in opera i suoi talenti distruttivi. Aveva individuato una donna particolarmente depressa, ed, in tempo di record, l’aveva indotta a salire sul parapetto di un ponte. Se ne occupò Kong, lasciando ai colleghi l’inseguimento della forma di vita extradimensionale. La donna volò dal ponte, verso la sua morte sicura. Provò un grande panico mentre l’aria gelida della notte le sferzava la faccia. Le tornò improvvisamente la voglia di vivere, ma sarebbe annegata se il mutante Kong, appeso ad una travatura inferiore del ponte, non l’avesse bloccata al volo. Non fu una bella esperienza, ma un braccio lussato fu l’unico danno che riportò. Kong, con la donna su una spalla, si proiettò sul ponte, e lì la depositò. Frattanto Ferox era in caccia; i suoi sensi felini avevano delineato chiaramente la pista da seguire. Ferox giunse addosso al demone, mentre questo stava sottoponendo al suo sguardo della disperazione un passante. Il demone provò un dolore bruciante alla schiena: gli artigli della donna leopardo avevano colpito ancora. Le emissioni feromoniche del demone facevano quasi impazzire la natura felina di Ferox, e questo la rese distratta. Il demone riuscì pertanto a colpirla con il dorso di un gigantesco pugno. Ferox ammortizzò gran parte dell’impatto, ma non poté impedirsi di volare via. La prese al volo Dragonfire, ora fermamente deciso a finirla con quel demone fastidioso. Dragonfire mosse all’attacco, ed il terreno tremò sotto i suoi settecento chili lanciati al galoppo. Fulminatore diede allora una dimostrazione di abilità fisica non comune, portando in salvo la vittima del demone. Bisogna riconoscere che il demone cercò di contrastare il drago alieno, che però lo investì come un bisonte. Questa volta toccò al demone essere scagliato distante. Sapendo di essere comunque perduto, quell’essere infernale scatenò tutto il suo potere, cercando gli occhi di Dragonfire. Ed in effetti, qualche piccolo dubbio iniziò ad insinuarsi nella mente dell’alieno di Evolution, ma tutto tornò normale quando la fiamma del drago colse in pieno il demone. La carne presa a prestito resse più della carne normale, ma fu questione di secondi. Dragonfire, contattato dal dottor Occulto, sospese per un attimo la sua emissione termica, ed in quell’istante la matrice ectoplasmica del demone si allontanò da quella furia quasi cosmica. Dopo avere provato la fiamma di Dragonfire, al demone sconfitto l’inferno viola parve gelido. La seconda ed ultima fiammata di Dragonfire vaporizzò il simulacro fisico, confermando a tutti gli osservatori l’invincibile potere del drago che camminava come un uomo.

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