Un oceano apparentemente sconfinato si stende fino all'orizzonte. Il colore che prevale è il grigio: acqua ed aria sembrano fare il possibile per confondersi. L´oceano si muove pochissimo, con onde molto piccole o addirittura inesistenti. Il cielo non mostra alcuna nube, o forse è invaso da un'uniformità nebbiosa. L´acqua lambisce la sabbia di un´isola priva di qualunque attrattiva: nessuna vegetazione, eccetto poche alghe anch'esse grigie, e manca finanche la sabbia, sostituita da una sorta di sedimento vulcanico. Le alghe morte o moribonde potrebbero essere l´unica forma di vita presente in quel luogo. Un contesto che potrebbe far pensare alla fine del mondo, ma quel mondo non ha probabilmente mai avuto altra vita che quelle alghe, che esistono pur non essendo mai state toccate dalla luce solare. Forse quelle alghe si nutrono della scarsissima luce diffusa nell'atmosfera. Una luce che proviene da stelle lontanissime, o forse da una o più lune piccole e poco luminose. Forse quel mondo si trova al confine del suo sistema solare. Ma, se così fosse, la temperatura dovrebbe essere molto più bassa. Se l´acqua congelasse, si potrebbe affermare che sia un mondo ghiacciato. Invece ciò che si vede è poco e nebuloso: una specie di incertezza planetaria. Un mondo di ghiaccio è una certezza; questo mondo invece mostra e non mostra, senza dare l´idea di preservare alcun segreto. Se un vulcano ha prodotto il sedimento che si trova in riva all'oceano, deve essere accaduto eoni or sono. Infatti non sono reperibili pietre vere e proprie, ma solo piccolissimi frammenti levigati dall'azione incessante dell'acqua. Ma su questo mondo l´azione dell'acqua è talmente lenta da far pensare che i sedimenti vulcanici siano stati disgregati dal mare del tempo. Nessun granchio esce dall'acqua, facendo pensare che neppure l'oceano ospiti la vita animale. Strano pensare ai granchi, ma si tratta di animali che vivono praticamente ovunque, in acqua e fuori dall'acqua. Gironzolano a grandissima profondità, e quando emergono non soffocano, come viceversa toccherebbe a qualsiasi pesce. Il granchio resiste a tutto, pronto a soppiantare la sedicente specie dominante di turno, sia essa mammifera o rettile. Ma su questo mondo nessun granchio entra o esce dall'oceano. Forse niente e nessuno si nutre delle alghe, e le alghe si limitano ad esistere stancamente. Non sanno cosa sia il sole, quindi non ne sentono la mancanza, ma si direbbe siano intrise della tristezza che questo ecosistema ispira. L'essere che scruta l'oceano ed il cielo non appartiene a quel mondo, infatti le sue scaglie sono di un colore verde brillante. L´essere si erge su due delle quattro zampe, e la sua testa è allungata. Le sue mascelle mostrano un numero impressionante di denti acuminati. Dispone di orecchie appuntite, che vivono di vita propria, e si muovono nella vana ricerca di suoni differenti dal lievissimo sciabordio dell'acqua che incontra il sedimento vulcanico. Il drago, perché di questo si tratta, ha una coda grossa, lunga e possente. L'immagine complessiva è quella di una forma di vita fortissima, in grado di sconfiggere quasi chiunque, se ci fosse qualcuno da sconfiggere. Dragonfire rimane fermo, come un gigantesco monolito verde. Rimarrebbe immobile anche se soffiasse un vento in grado di fare volare le pietre; rimane immobile perché non ha motivo di muoversi. Il suo corpo alieno custodisce la super-fiamma: un'arma che in passato gli ha consentito di distruggere nemici e di aprire e chiudere porte dimensionali. Ora però Dragonfire non avrebbe motivo di scatenare il suo super-potere termico. Cosa dovrebbe bruciare? Le alghe? Il possente alieno cerca di ricordare come diavolo sia finito in quella situazione. Lui non ha problemi a sopravvivere in contesti che sterminerebbero interi eserciti, ma ora desidererebbe poter uscire da quel brutto sogno ad occhi aperti. Dragonfire è un rettile spaziale, giunto sulla Terra quando era piccolissimo. La sua mente è la mente di un rettile, nonostante abbia frequentato mammiferi, e ne sia diventato amico ed alleato. La mente rettile gli suggerisce di osservare, senza sprecare energie. Il rettile, a differenza del mammifero, rimane fermo per moltissimo tempo, senza problema alcuno. Dragonfire è probabilmente l´evoluzione massima a cui siano pervenuti i rettili nella galassia. Non ha perduto la capacità di pazientare, pur sviluppando il cervello analitico e deduttivo. I mammiferi si vantano di saper ragionare meglio delle altre specie, ma soggiacciono a troppe emozioni deteriori. I mammiferi si comportano come fossero dei flussi ormonali semoventi. Dragonfire potrebbe essere una statua vivente, e rimanere in attesa forse non fino alla fine dei tempi, ma molto a lungo. Il drago normalmente si nutre di vegetali, perché rispetta la vita altrui, eccetto quando si tratta di massacrare i criminali. In quel caso, Dragonfire non ha problemi a spezzare e bruciare, come suggerisce il suo nome. Su questo mondo senza nome, Dragonfire dovrebbe nutrirsi di alghe, ma per ora non ha fame. In realtà il drago di Evolution assorbe energia cosmica attraverso la pelle; quindi non dovrebbe avere problemi alimentari. Peraltro in questo momento il cibo è l´ultimo dei suoi problemi. Il tempo trascorre senza che il cielo o l´oceano diano segno di essersene accorti. Dragonfire si adegua, per non dare loro la soddisfazione di metterlo in agitazione. Medita ed osserva a lungo; poi decide sia giunta l'ora di osservare un´altra parte di quel mondo poco interessante dal punto di vista turistico. Dragonfire vola grazie al dragoncraft, che è un dispositivo tubolare, inventato dal suo amico Kong. Il dragoncraft estrae l´energia direttamente dal colossale corpo del drago, quindi non necessita di altro carburante. Il drago ha creato un rapporto simbiotico con il suo dragoncraft, che è un dispositivo cibernetico senziente. Dragonfire chiama il dragoncraft, che però tarda ad arrivare. La mente dell´alieno è potentissima; non è un telepate come il dottor Occulto o la Maga, ma le sue onde pensiero pervadono le dimensioni stesse. I terrestri non hanno ancora compreso la natura dello spazio-tempo. Molte altre specie senzienti lo hanno fatto; almeno per quanto riguarda i salti spaziali. Si direbbe che questa conoscenza sia diventata parte del bagaglio inconscio della specie di cui Dragonfire è uno splendido esemplare. Così il dragoncraft sente il richiamo del suo padrone, e prende vita. I mutanti di Evolution si rendono conto che il loro amico extraterrestre sta estendendo la propria mente attraverso le barriere dimensionali. Osservano il dragoncraft, che si leva in volo e si allontana. Le soglie di passaggio tra i piani dell'esistenza sono presenti anche nello spazio terrestre, sebbene i nativi di solito non le sappiano individuare, e men che meno usare. Invece il dragoncraft non solo trova una di dette soglie, ma la varca con successo. Non sarebbe stato altrettanto facile per un essere biologico, ma il dragoncraft prosegue imperterrito nella sua missione. Dragonfire rompe la sua immobilità volontaria, sollevando lo sguardo; poi il dragoncraft scende a terra. Ora il drago ha la possibilità di vedere quel mondo grigio dall'alto. Il supporto volante di Dragonfire si alimenta con la colossale forza dell'alieno. Forse per la prima volta in un milione di anni, una forma vivente solca l'atmosfera: un colosso verde, alto tre metri e pesante settecento chili. Ora Dragonfire scruta quel mondo fino ad un orizzonte decisamente più ampio, ma per il momento non nota alcun cambiamento: l'oceano è sempre praticamente immoto, e la terra è piatta e grigia. Il drago non pensa come un uomo, ed il suo tempo è differente da quello degli umani; per cui prosegue il suo volo, con la pazienza che contraddistingue i rettili. Possibile che quel mondo grigio non ospiti alcuna forma di vita, a parte alcune alghe stentate? Eppure la temperatura non è eccessivamente calda, né eccessivamente fredda. L´acqua non manca, e l´atmosfera non è satura di vapori velenosi. Il panorama non è il massimo, ma la vita primordiale non ha mai avuto bisogno di occhi. Ed in effetti su quel mondo grigio esistono forme di vita senziente. Piccoli mammiferi teneri e pelosi, che vivono in gallerie sotterranee. Sorprenderebbe il drago sapere che il mondo nel quale si trova momentaneamente prigioniero ha generato animaletti tanto gentili. Verrebbe da pensare che un pianeta apparentemente inospitale dia vita solo a bestie terrificanti e sanguinarie. Invece no: anche sulla Terra, al tempo dei dinosauri, vivevano piccoli mammiferi scavatori. La natura ha sempre molta più fantasia delle forme di vita che produce. I piccoli quadrupedi pelosi osservano il possente drago volare sopra di loro, ma sono timorosi ed attenti, e questo ha preservato finora le loro vite. Infatti su quel mondo grigio e nebbioso ci sono anche dei predatori, e questi sono effettivamente orridi ed adatti al contesto generale. Uno dei piccoli scavatori pelosi si attarda in effetti un po' troppo a scrutare il cielo; è rimasto affascinato dal colosso color smeraldo, ed è comprensibile che lo sia. Ma ecco che il predatore si fionda su di lui, con gli artigli protesi a staccargli la testolina. Sebbene questa specie di topolino o scoiattolo abbia dei grandi occhioni languidi, non è detto che sia stupido. Altrimenti come sarebbe sopravvissuto il suo e gli altri alveari contro quei mostri volanti che senza preavviso piombano giù dal cielo? Il topo, o scoiattolo, o castoro che sia ha grandi orecchie, che sentono l´aria fischiare contro le nere membrane alari del predatore affamato. Così ritira la sua bella testolina, prima che quella carogna volante gliela stacchi di netto. Come tutti i
predatori, e come tutti i guerrieri, il possente Dragonfire è sensibile al movimento, e scorge il nero predatore, che svolazza sconfitto. Lo guarda e lo commisura: è una specie di grosso pipistrello con denti ed artigli grondanti veleno, ma non è all'altezza di confrontarsi con un drago. Dragonfire decide di non perdere tempo con quel pipistrellone, e prosegue nel suo volo. Il pipistrellone osserva Dragonfire allontanarsi, ed è felice di non essere finito sotto le grinfie di quell'essere dall'aspetto a dir poco pericoloso. Frattanto Evolution non ha perso tempo ed, invece di soffermarsi a capire come diavolo sia stato rapito Dragonfire, ha fatto il possibile per raggiungerlo. Il dragoncraft ha aperto la strada, Navigatrice ha tracciato il percorso attraverso le dimensioni, e Kong ha predisposto e guidato un veicolo spazio-temporale. Così Evolution affiora nel mondo grigio, emergendo attraverso un varco dimensionale. Dragonfire vola verso i suoi amici mutanti terrestri, comportandosi quasi come se avesse ritenuto inevitabile quella conclusione. Tuttavia un cucciolo della razza dei piccoli mammiferi scavatori sta ora rischiando letteralmente il collo, essendosi fatto trascinare dalla curiosità fuori dai tunnel del suo alveare. Il piccolo si trova a pochi passi dalla salvezza, ma uno dei pipistrelloni assassini del mondo grigio non pare intenzionato a lasciarsi sfuggire la colazione. Altri pipistrelloni compaiono quasi dal nulla, e si uniscono a quella che ritengano sia una festa. Ma non hanno tenuto conto degli eroi terrestri: Fulminatore dimostra di meritare il suo nome di battaglia, abbattendo uno dei tre volatili. Non è morto, ma per il momento gli è passata la fame. Il secondo volatile assassino incorre invece nella scarica mentale della Maga, che si dimostra capace di collassare i sistemi nervosi qui, come sulla Terra. Il bestione volante precipita al suolo, dove mastica la polvere accanto al suo socio. Ne rimane però uno, che ormai è prossimo a coronare il suo progetto assassino. Allora Dragonfire conferma di essere non solo fortissimo, ma anche veloce nel pensiero e nell'azione: solleva Ferox, come fosse un fuscello, e la scaglia addosso al pipistrellone. La donna leopardo ha ovviamente compreso la strategia del drago, e si protende in avanti, come ad agevolare il volo. Il piccolo roditore nel frattempo ha fatto tutto il possibile per rimanere vivo, ed è riuscito ad evitare quasi completamente gli artigli del mostro nero. La fortuna piove letteralmente su di lui, nella forma slanciata della donna leopardo di Evolution. Quei predatori volanti fanno ciò per cui sono nati: uccidono, ma questo è vero anche per Ferox. Lei però non desidera versare il sangue di quell'essere a lei così simile, se non altro negli intenti. Lo colpisce con un pugno, diretto alla nuca, che, data la spinta propulsiva di Dragonfire, arriva a segno con forza irresistibile. Questo pipistrellone è però più combattivo degli altri due, ed accenna ad una reazione. Ferox esercita allora uno sforzo contro la sua natura, che la indurrebbe ad estroflettere i terribili artigli. Viene finalmente tolta dall'imbarazzo dall'arrivo di Kong, che non ha artigli ma solo muscoli decisamente super-umani. Kong colpisce con un pugno lo sconcertato pipistrellone, che comprende in un attimo quanto sia opportuno lasciar perdere quell'inutile conflitto, contro quegli intrusi decisamente alieni. I topolini, o scoiattoli, o castori che siano, sono troppo diffidenti per uscire in massa per ringraziare l´uomo scimmia e la donna leopardo. Ferox si china ad accarezzare il piccolo che hanno salvato dal pipistrellone, e lui risponde emettendo un suono che ricorda le fusa dei gatti terrestri. Poi Evolution prende il volo verso la Terra, tornando a varcare le barriere tra i mondi. Solo allora i predatori acciaccati volano via, sperando di non incontrare più quei mostri. Il concetto di mostro varia evidentemente da mondo a mondo e da specie a specie. Non pensano viceversa che gli eroi di Evolution siano mostruosi gli scavatori di gallerie del mondo grigio, che da adesso in avanti inizieranno a comporre canzoni e poesie in loro onore.
giovedì 24 dicembre 2009
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