giovedì 24 dicembre 2009

TRASMIGRAZIONE PER DUE_libro 2°_49° episodio

Si vede che nelle vaste praterie, dove il sole batte inclemente oppure la pioggia scende come se fosse iniziato il diluvio universale, i cervellini più teneri cedono ed accettano, per buone, situazioni al limite della pazzia. La comune era nata per distaccarsi dalla civiltà dei consumi. Tutti quelli che aderirono a quel progetto rinunciarono alla luce elettrica, all’acqua corrente, ai telefoni ed ovviamente ad Internet. Si sentivano dei puri ed anche dei furbastri a stare in mezzo alla natura, mentre tutti gli altri respiravano gas di scarico. Giravano vestiti con abiti del secolo precedente, che poi lavavano a mano. L’idea di prendere le distanze dalle nevrosi urbane non era malvagia, però poi nella comune arrivò lui. Un tizio dotato di un certo carisma, che citava in continuazione la Bibbia. Ci sono persone che provano grande emozione quando si sentono ripetere frasi imparate a memoria, anche se non necessariamente pertinenti. Il tizio, Buch, fece proseliti e carriera nella comune, e ne divenne il capo indiscusso. Da quel momento iniziarono i guai: Buch sognava di emulare gli psicopatici che in passato avevano condotto alla morte numerosi soggetti teneri di cervello. Un bel suicidio collettivo: ecco il sogno di Buch! Ci piacerebbe poter attribuire tutta la colpa al diavolo, ma Buch era ed è un pazzo furioso, senza aiuti sovrannaturali. Un giorno, quando gli pare di aver seminato a sufficienza, Buch decide sia giunta l’ora di raccogliere. Chiama a sé tutti i componenti della congrega, e li invita alla solita cantatina serale. Il capo della comunità dirige dal pulpito, e trae grande soddisfazione dagli sguardi adoranti che legge sui volti delle donne ed anche degli uomini. Alla fine, Buch inizia a sproloquiare sulla fine del mondo imminente. Il passo successivo prevede che, citando i giusti passi delle sacre scritture, dimostri che tutto era previsto da secoli, o addirittura millenni. Il suo uditorio è esaltato ma anche spaventato: non è facile accettare di dover lasciare questa valle di lacrime, dove in fondo non si sta così male. Buch ora cerca di capire chi, tra le decine di presenti, sia veramente convinto. Convinto al punto di accettare, ad esempio, di assumere volontariamente un veleno. Nota un certo disappunto ed anche paura in due coppie e tre sigle. Vede che marito e moglie si abbracciano e tremano; allora decide di mandarli via, perché non sono degni di morire assieme agli altri. Ai sette non sembra vero di poter scappare da quella pazzia. Hanno ragione: Buch non li lascerà scappare. Appena messo piede fuori dalla grossa costruzione in legno, i cecchini di Buch prendono la mira e sparano. Per i sette non c’è possibilità di fuga, e cadono al suolo, perdendo copiosamente sangue nella polvere. Se non altro la loro morte plateale non passa inosservata, per quanto sia avvenuta in un luogo desolato. Ora la polizia affluisce in massa, e circonda il fabbricato, ma non si azzarda ad entrare, per paura che Buch abbia minato tutto. La detective Lucrezia chiede ed ottiene di fare parte dei negoziatori. Cercherà di convincere quel maledetto pazzo a rilasciare il maggior numero possibile di prigionieri, sebbene sappia per esperienza che con i pazzi le parole sono sprecate. Lucrezia ha tuttavia un asso nella manica: la sua magica simbiosi con la mutante Ferox. Buch si esalta ulteriormente al pensiero di avere smosso tutti e media: che meraviglia andarsene in un alone di gloria. La situazione non si sblocca, perché il pazzo ha già deciso in partenza come andrà a finire. Allora Lucrezia si fa avanti, e si propone come merce di scambio: una poliziotta al posto di una delle persone sequestrate. Alla polizia risulta che nella casa ci sia una donna incinta, e chiede che sia liberata. Lucrezia entra, rischiando la propria vita come forse mai in precedenza. Ferox sa già tutto, senza neppure accendere il televisore: il legame simbiotico con Lucrezia le ha trasmesso tutte le sue sensazioni. Gli artigli della mutante di Evolution prendono vita spontaneamente, e paiono chiedere di poter smembrare ed uccidere. Ma Ferox non si trova nella casa, a differenza della detective. Buch ovviamente non sa dei super-poteri latenti in possesso della poliziotta. Lui vede solo un’altra donnetta, e lui disprezza le donne. Naturalmente sbaglia a sottovalutare il pericolo proveniente da Lucrezia, ma è ben spalleggiato, da almeno cinque psicopatici armati di fucile. Essendo una rappresentante del sistema che Buch dice di avversare e di voler sconfiggere, la detective viene subito presa di mira. E peraltro, trovandosi in una congrega di mezzi esauriti, non riscuote neppure la simpatia delle persone che cerca di liberare. Viene da chiedersi perché si sia offerta per una tale missione; Lucrezia non lo sa, ma si ripromette, dovesse sopravvivere, di farsi furba. Buch interrompe i pensieri della poliziotta, assestandole un violento manrovescio. Il delinquente è forte, ed ha sfruttato il fattore sorpresa. Lucrezia allora si piega sulle ginocchia, e scatta in avanti quasi senza pensare alle conseguenze del suo atto. In effetti il suo attacco ha successo, perché lo sbatte facilmente a terra, ma non è Ferox, e questo la espone alla reazione degli sgherri di Buch. Viene colpita più volte con il calcio dei fucili, anche sulla testa; cade al suolo, e perde conoscenza. Ora rischia veramente di lasciarci le penne, e neppure si rende conto di essersi lasciata guidare da un istinto che non è suo. Da Ferox ha ereditato, tramite simbiosi magica, gli istinti primordiali ed anche una certa forza e velocità, ma prima di agire dovrebbe valutare la forza degli avversari. Nel frattempo Evolution è giunta in loco, e Ferox si sente inerme, essendo caduto il collegamento mentale con Lucrezia. La situazione rischia di precipitare, ed il pazzo potrebbe fare deflagrare le cariche che ha sicuramente collocato in vari punti dell’edificio. Inoltre, trattandosi di una casa costruita principalmente con il legno, il rischio incendio è quasi una certezza. La Maga si rende conto di poter sbloccare la situazione solo inviando nella casa almeno due dei super-eroi: Fulminatore e Kong. Il punto è che entrerebbero in azione nella loro forma astrale, invisibili ad occhio umano. Poi prenderebbero possesso di due corpi, ed attaccherebbero a sorpresa i banditi. Prima controindicazione: Ferox attenderà fuori, cercando di risvegliare a distanza Lucrezia. Seconda controindicazione: Fulminatore e Kong dovranno usare corpi umani, molto più deboli dei loro. Terza controindicazione: il più forte di tutti, Dragonfire, dovrà aspettare che lo scontro sia completamente avviato, prima di poter irrompere con tutta la sua forza spaventosa. In questa missione bisogna agire con circospezione, rinunciando alla forza bruta. I super-eroi di Evolution hanno acquisito una grande dimestichezza con le tecniche di distacco dal corpo fisico. Il potere della Maga li aiuta e li guida; lei resterà indietro a sorvegliare i loro corpi, ed a sovrintendere la battaglia. Non visti da chi non disponga della seconda vista, Fulminatore e Kong attraversano le pareti della casa, e si aggirano alla ricerca di due soggetti adatti. Kong nota un tizio abbastanza tozzo, ma rileva come sia dotato di notevoli muscoli, sicuramente dovuti al lavoro pesante ed anche alla palestra. Fulminatore cerca invece qualcuno che disponga di un potere elettrico latente: ovviamente nulla di paragonabile al suo, ma utilizzabile a contatto ravvicinato. L’umano scelto da Fulminatore strabuzza gli occhi quando l’ectoplasma del mutante scende in lui. La transizione dura pochissimo, perché il mutante elettrico è aiutato dalla Maga, che “convince” il soggetto umano a non reagire in alcun modo alla possessione. Il vice Kong viceversa accoglie con gioia quell’ondata di energia che l’ectoplasma dell’uomo scimmia reca con sé. Costui non abbisogna di convincimento: reagisce come un cavallo che abbia trovato il suo giusto cavaliere. Ferox contemporaneamente ha avuto successo nel ridestare Lucrezia, e la detective è decisa a vender cara la pelle. Sa di Kong e di Fulminatore, e loro sanno di lei. Fulminatore inizia l’attacco aggredendo a sorpresa uno degli scagnozzi di Buch. Non può fulminarlo a distanza, ma le mani dell’umano da lui posseduto liberano una scossa sufficiente e stordire il nemico. Visto che la scossa non basta, Fulminatore lo colpisce con una serie di pugni e calci. Quelle mani non abituate a percuotere quasi si spezzano nell’impatto, ma si tratta di un danno collaterale accettabile. Kong salterebbe per dei metri, ma il suo corpo attuale non lo può fare. Diciamo che comunque non si comporta male, e carica il secondo fuciliere, abbattendolo con una sola spallata possente. Rimangono tre sgherri, oltre a Buch, ma la Maga ha deciso di metterci lo zampino. Tutti e quattro si portano le mani alle tempie, avendo subito un attacco psionico da parte della mutante di New Orleans. Questo attacco ha lo scopo di permettere a Kong e Fulminatore di giungere a portata di tiro. Ma non sono soli, perché Lucrezia/Ferox è sveglia ed ha voglia di uccidere. Il vice Kong, entusiasta per il nuovo ruolo assegnatogli dal destino, si fionda in avanti al massimo dell’energia disponibile. Questa volta i teppisti riescono a sparare, ma le pallottole colgono solo di striscio l’umano posseduto dall’energia e dalla consapevolezza di Kong. L’impatto è inevitabile, il fucile mitragliatore smette di crepitare morte, l’uomo scimmia di Evolution stringe un pugno destro che non è suo, e lo scaglia sulla mascella del nemico. Il vice Fulminatore placca il suo avversario, e lo blocca a terra; poi il mutante trasmette psionicamente al suo supporto umano tutta l’energia residua. Lucrezia sembra una belva: se non una donna leopardo, almeno una donna gatto. Finora il suo desiderio di sbloccare la situazione l’ha condotta solo a prendere un sacco di botte, ma ora basta. A differenza degli altri umani posseduti da Kong e da Fulminatore, Lucrezia trae potere da una simbiosi magica. Salta addosso ai due criminali rimasti in piedi, estroflettendo artigli che prima non aveva. Il sangue sgorga da molte ferite, ma Buch, dimostrandosi un vile, scappa, lasciando solo il suo ultimo sostenitore. La Maga segue telepaticamente l’evolversi della battaglia, e sa che Buch non andrà lontano. Ma ora è il momento di Dragonfire. Troppo grosso e potente per possedere un essere umano, spetta al drago alieno disinnescare gli ordigni che il pazzo ha disseminato nell’edificio. La Maga ora può leggere agevolmente la mente di Buch; lo psicopatico pensa solo a scappare lontano, ma la donna leopardo ha un conto aperto con lui. Dragonfire riceve le indicazioni relative ai diversi ordigni. Il rischio che ci sia un timer è reale. Il drago parte alla carica, e sfonda facilmente l’intera facciata dell’edificio. Kong, Fulminatore e Lucrezia cercano di condurre fuori le frastornate vittime, ma non è facile gestire una folla vociante ed isterica. Dragonfire trova il primo dei tre ordigni, fissato ad un pilastro; il timer gli lascia pochi minuti di tempo. Così il drago fa quello che gli riesce meglio: sradica il pilastro medesimo dal suolo, provocando un crollo parziale dei piani superiori. Per nulla infastidito dalle macerie, il possente alieno scaglia lontanissimo, in un prato deserto, pilastro ed ordigno connesso. Meno uno; ne restano due. La Maga gli comunica che una bomba si trova in un’ala ormai abbandonata. Quella può esplodere senza recare alcun danno alle persone. Mancano pochi secondi quando Dragonfire irrompe nel locale ove il pazzo ha posizionato l’ultimo ordigno. La creatività del drago è fenomenale, come fenomenale è il potere della sua fiamma. Mentre il conto alla rovescia si conclude, la temperatura di migliaia di gradi azzera tutto il potenziale esplodente. Ha luogo una dissociazione molecolare, che rende semplicemente impossibile lo scoppio letale. Le altre due bombe esplodono senza danni, e lo psicopatico Buch, che ormai ha raggiunto il bosco, si volta indietro e sogghigna. Peccato per lui che la mutante Ferox abbia seguito con estrema facilità l’odore del suo sangue e del suo sudore. Ora la donna leopardo emette il suo canto di morte, che gela il sangue nelle vene di qualunque essere umano, sano di mente o pazzo che sia. Buch si guarda in giro e comprende che oggi sarà il solo della congrega ad entrare nelle sale della morte. Vorrebbe dire qualcosa di spiritoso e di coraggioso, ma Ferox è già su di lui, ed i suoi artigli gli hanno già strappato la vita; è già morto, anche se il cervello non se n’è ancora accorto.

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