mercoledì 16 dicembre 2009
L’ESSERE OSCURO ED I SUOI EMISSARI_libro 2°_42° episodio
Un pomeriggio qualsiasi in uno dei tanti ipermercati della città. La gente si aggira senza troppa fretta entro e fuori dai negozi. Qualcuno di loro si trova lì per acquistare qualcosa di preciso, ma forse la maggior parte della gente sta semplicemente passando il tempo. Due ragazzotti, con sguardo spiritato, sembrano però decisi a rovinare la suddetta definizione di pomeriggio qualsiasi. Qualunque sia il movente, quali fatti potrebbero giustificare la strage che vorrebbero fare? I due scemotti adolescenti si sono procurati facilmente delle armi da fuoco, e con quelle intenderebbero ammazzare un numero indeterminato di persone. Un numero possibilmente molto alto di persone completamente innocenti. Quante volte i telegiornali hanno raccontato al mondo di stragi attuate da insospettabili soggetti, che hanno deciso di lasciare questa valle di lacrime solo dopo aver fatto notizia. La società mediatica crea pericolose fascinazioni nelle menti più deboli. Non possiamo escludere che cervellini particolarmente teneri confondano i videogames con la realtà. Ed nei videogames per i ragazzotti è estremamente facile uccidere chiunque. Se certa gente sviluppa un odio feroce per la vita, forse la famiglia e la scuola dovrebbero notarlo per tempo, o no? Nessuno nota i due adolescenti fuori di testa, e ciò induce in loro una spinta a superare le residue perplessità e paure. Sono decisi a farla pagare a tutti. Ovviamente non potrebbero sterminare interi popoli, come farneticherebbero di fare, ma le mitragliette che traggono dalle loro borse sono in grado di uccidere parecchie persone. Rendere libera la vendita di armi da fuoco non dovrebbe significare vendere a chiunque qualsiasi cosa. Una piccola pistola sarebbe sufficiente per difendersi contro un aggressore che potremmo definire non professionista. Una mitraglietta è decisamente eccessiva, e contro un vero killer non darebbe comunque garanzia di successo. Per prima cosa, i due psicopatici desiderano attrarre l’attenzione dei presenti, e per fare ciò sparano una raffica verso l’alto. I colpi raggiungono il soffitto, posto a molti metri da terra. Pezzi di intonaco precipitano al suolo. I due sono provvisti di numerosi caricatori: pazzi sì, scemi no. Le donne iniziano a gridare, e gli uomini si guardano attorno, alla ricerca di una via di fuga. Ma i delinquenti intimano a tutti di non muoversi. Quelle che gridano rischiano seriamente di rappresentare i primi bersagli dei folli, che però fortunatamente sembra che non siano ancora decisi ad aprire il fuoco sulla folla. Il situazioni come questa è difficile suggerire come agire, per non lasciarci le penne. I ragazzotti sanno che la polizia arriverà presto, ed allora non avranno scampo. Se vogliono sparare ed uccidere, devono farlo subito o quasi. Fulminatore si trova tra la folla, e rimpiange che con lui non ci sia la Maga: lei friggerebbe il cervello ad entrambi, e la storia finirebbe sul nascere. Fulminatore non è privo di super-poteri, ma vuole evitare di fare del male a qualcuno dei presenti. Fulminatore si avvicina cautamente ai due debosciati, ma non passa inosservato come vorrebbe. Uno dei due, un cretino con un anello ad una narice, punta la mitraglietta addosso a Fulminatore. Ovviamente non sa di avere a che fare con un super-eroe di Evolution. Se lo sapesse, si renderebbe conto di avere poche possibilità contro un mutante in grado di lanciare scariche elettriche. Il gradasso invece usa la mitraglietta come una mazza, per colpire al corpo chi gli sta di fronte. Si aspetta di vederlo cadere al suolo, ma Fulminatore è più forte di quel che sembra. Assorbe l’impatto con la corta canna d’acciaio, e si piega leggermente in avanti. Ma quasi subito rialza la testa, e fissa direttamente negli occhi lo stupido che ha di fronte. Sebbene Fulminatore non sia un telepate, i suoi occhi catturano l’attenzione del teppista, che non può ignorare come le pupille del super-eroe cambino colore, dal grigio al blu. Quegli occhi emanano scintille, come a riflettere ciò che Fulminatore intende fare nell’immediato. Non avrebbe bisogno di toccare lo stupido soggetto, ma decide di restituirgli il colpo, con gli interessi. Il pugno di Fulminatore centra il mento del suo avversario, che prova contestualmente un forte impatto stordente ed una ancor più forte scarica elettrica. Vola letteralmente via da dove si trovava. Il secondo teppista non vuole farsi cogliere di sorpresa, e spara una raffica addosso a Fulminatore. Il mutante ha da tempo appreso l’arte di emettere un campo di forza sufficiente a deflettere o assorbire i colpi di arma da fuoco. Forse Fulminatore non riuscirebbe a farlo con un proiettile di cannone o bazooka, ma il munizionamento della mitraglietta collassa prima di raggiungerlo. Vistosi ormai perduto, il secondo cretino decide di puntare la sua arma su sé stesso, ma Fulminatore vorrebbe indagare i motivi della tentata strage. La mitraglietta prima si inceppa, poi diventa talmente calda da non poter più essere tenuta in mano. Il cialtrone grida, ma farnetica di un essere oscuro che gli avrebbe affidato una sacra missione. Poi cerca di scappare. Fulminatore punta con calma il braccio nella sua direzione: è certo di poterlo colpire con calma, anche a notevole distanza. A questo punto, due o tre ex sequestrati sfogano la rabbia accumulata, balzando addosso al teppista ormai sconfitto, e lo atterrano. Pugni volano e calano pesantemente sul corpo e sulla faccia del nemico abbattuto. La sua cartilagine nasale si spezza, ed il sangue sgorga copioso; tuttavia la farneticazione continua: da quella bocca piena di sangue e di denti rotti, escono ancora parole ormai intraducibili. Fulminatore non ha motivo di intervenire, pur riflettendo sul riferimento a quell’essere oscuro. Ciò che Fulminatore non sa è che Ferox ha appena vissuto un’avventura assimilabile alla sua. La donna leopardo ha liberato due bambine, prese prigioniere da alcuni psicopatici. Ferox non si è dovuta trattenere per evitare di fare del male ai passanti tenuti sotto tiro dalle mitragliette. Così la mutante ha dato il meglio di sé, affondando i suoi artigli affilatissimi nelle carni dei criminali. Poi Ferox li ha guardati negli occhi, mentre la vita abbandonava i loro corpi. Inutile discutere i metodi della donna leopardo: è il suo istinto che la rende così efficiente. Tuttavia uno di loro, prima di stirare del tutto le gambine, ha preso a farneticare su un essere oscuro, che avrebbe commissionato il rapimento delle bambine. Qualunque cosa avesse detto quel delinquente, sarebbe morto, ma Ferox ha memorizzato il singolare epilogo. Ora Fulminatore e Ferox mettono a confronto i fatti della giornata, ed iniziano a sospettare una comune regia. Un essere oscuro o presunto tale, che spinge la teppaglia a compiere azioni presumibilmente pianificate per stanare Evolution. Gli altri componenti del super-gruppo sono avvisati. Il dottor Occulto ritiene che il pianificatore dei due atti criminali non si farà fermare dalla sconfitta dei suoi emissari. Chiunque sia, non ha mostrato alcuna difficoltà a mandarli allo sbaraglio. La Maga non ha una identità segreta come Ferox, ma non ha neppure una parvenza fisica tale da necessitare una dissimulazione. La Maga può altresì adoperare i suoi poteri psionici per suscitare solo un minimo di attenzione nei passanti. Rimane pertanto stupita quando una perfetta sconosciuta inizia a seguirla per strada. Evidentemente quella persona dispone di un potere che riesce a superare le barriere mentali erette dalla mutante. La Maga è ovviamente al corrente della possibilità di essere contattata da quelli che hanno attaccato briga con Fulminatore e Ferox. La tizia che segue la telepate di Evolution è sicuramente alterata; e questo aspetto Maga lo accerta subito, senza neppure sottoporla ad un esame più approfondito. Inutile tirarla per le lunghe, si dice Maga, e conduce la sua inseguitrice in un vicolo poco frequentato. A questo punto i ruoli si capovolgono, e Maga affronta la sua pedinatrice. In situazioni normali il potere della mutante è più che sufficiente ad imporre l’immobilità a qualunque essere umano, ma questo singolare personaggio avanza nonostante abbia ricevuto l’ordine mentale di fermarsi. Allora la Maga decide di cambiare strategia, e di non farsi chiudere in un angolo: la scarica psionica raggiunge il cervello alterato e gli trasmette un dolore che non può essere ignorato. Chiunque abbia inviato questa donna contro la Maga si rende conto di avere sottovalutato l’avversario. La mutante di Evolution in effetti fatica a mantenere la pressione, ma per il momento è in vantaggio. Nonostante il potere della Maga, la tizia apre la bocca e si conferma, con voce gracchiante, come la terza inviata dall’essere oscuro, o almeno così dice lei. L’episodio potrebbe concludersi così, sennonché il dottor Occulto avverte telepaticamente la sua allieva di allontanarsi dalla donna che le sta di fronte. Il capo di Evolution ha infatti percepito un potere mutaforma in attivazione. La tizia in effetti prende quindi a tremare ed a crescere, come se assorbisse massa ed energia dall’ambiente e dall’aria stessa. La Maga evita appena in tempo di essere artigliata dalle nuove zampe dell’essere mostruoso che inizia lentamente a scrollarsi di dosso gli effetti della scarica psionica di prima. Si potrebbe ipotizzare che il sedicente essere oscuro abbia cambiato strategia, e che ora attui una possessione fisica dei suoi schiavi umani. Che detti schiavi accettino volentieri o meno, per ora ha poca importanza. Quel che conta è che al posto della donna ora c’è una sorta di massa pulsante, dalla quale dipartono tentacoli che assomigliano a proboscidi di elefante. La Maga impiega la sua facoltà telecinetica per levarsi alla svelta dal vicolo, e si pone in salvo sul tetto. Quello che potremmo con ragione chiamare “essere oscuro” emette suoni molto forti ed acuti. Evidentemente ha conservato una sorta di apparato boccale, sebbene non sia visibile. Cresce visibilmente, al punto che il vicolo ha difficoltà a contenerlo, ma ora sta arrivando per lui l’esperto in mostri di Evolution. Dragonfire giunge in volo sul suo dragoncraft, ed aspetta che quell’accidente globulare esca allo scoperto. Difficile che in circolazione si trovi qualcuno più grosso del drago di Evolution, ma questo coso è già alto almeno sei metri. A Dragonfire non importa, ma non lo carica fisicamente per evitare di rimanere invischiato in quella materia palesemente cedevole. Dragonfire avverte il dottor Occulto che dovrà usare la sua super-fiamma, ed il capo di Evolution sa quanto al drago piaccia farlo. Di solito gli sconsiglia di liberare la super-fiamma in luoghi abitati, ma è sicuro che l’alieno abbia maturato una profonda conoscenza del suo potere. Chi non sa quale sia il potere di Dragonfire è l’essere oscuro che non ha mostrato alcuna reazione alla vista del colosso alto tre metri. Possibile che la crescita a dismisura abbia sovvertito tutta la chimica del corpo inizialmente umano. Ora presumibilmente non ha più ossa, e forse neppure più cervello. Comunque peggio per lui. Dragonfire cerca di non danneggiare più di tanto gli edifici vicini, ma spara ugualmente un getto di fiamma potentissima. E la cosa urla di dolore. Ma l’ordine ricevuto deve essere rispettato, e riprende ad avanzare, seppure in maniera molto dolorosa. Dragonfire è un rettile, e nel suo cervello non c’è posto per i ripensamenti e per la pietà. Dragonfire è lì per spazzare via quella cosa immonda, ed intende farlo. Il secondo getto di fiamma è ancora più potente del primo, e tutti i liquidi della massa globulare evaporano in pochi secondi. Poi reagisce come se volesse deflagrare verso l’esterno, in un tentativo di fare tutto il male possibile al drago. Ma il potere della fiamma è tale che il globo gigantesco implode, e subito si squaglia sul selciato. Gli altri eroi di Evolution hanno raggiunto il drago, che rimira quel poco che è rimasto del suo nemico. A Kong, che oggi non è riuscito a divertirsi con gli emissari dell’essere oscuro, il poco simpatico compito di raccogliere campioni della melma rimasta al suolo. Del resto chi è lo scienziato di Evolution?
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