lunedì 7 dicembre 2009
Maschera di Ferro_libro 1°_2° episodio
Il giovane studente è brillante in tutte le materie. Difficile però che un giovane genio sia anche simpatico ai coetanei. Ed, in effetti, un gruppo di teppisti ripetenti inizia a perseguitarlo con scherzi di dubbio gusto. I giovani stupidi si aggregano per fare quello che da soli non avrebbero il coraggio di fare. Così ci si mettono in sei ad infastidire il primo della classe. Durante la lezione, quando lui risponde a tutte le domande degli insegnanti, i sei cretini emettono suoni che avrebbero lo scopo di sminuire la persona e le sue parole. Ma gli insegnanti prendono le parti del giovane pupillo, e sanzionano gli interventi fuori luogo. Il giovane genio non si cura dei fastidiosi soggetti, come se non esistessero. Facendo questo, commette un errore, perché i teppisti lo aspettano all’uscita dalla scuola, per punirlo di esistere. Sfortunatamente il tono fisico e la capacità di combattimento del ragazzo non sono all’altezza della sua intelligenza. I sei teppisti iniziano a spintonarlo, e lui cerca di allontanarsi da loro, come se questa fosse una strategia valida quando si affrontano tipi simili. Alla fine, lo chiudono in un angolo, e lo percuotono ripetutamente. Scagliano i suoi libri in mezzo alla strada, come giusta conclusione della loro vigliaccata. Il giovane inizia a covare un sentimento che prima non conosceva: l’odio. Questa nuova emozione è talmente forte che interferisce con la sua concentrazione scolastica. Ora il giovane, che chiameremo Lin, ha due motivi per controbattere le iniziative dei teppisti: la vendetta e lo studio, a cui tiene molto. Lin scopre in se stesso una freddezza sconcertante, che non lascia spazio alla paura. Non teme di essere nuovamente picchiato, ma progetta di fare altrettanto con i sei teppisti che lo hanno aggredito. L’intelligenza del giovane è quanto mai versatile, e lui decide di applicarla nel breve periodo alla risoluzione di quella fastidiosa interferenza. Lin è orfano, e vive con i nonni materni; loro notano i segni delle percosse sul volto del ragazzo, ma lui minimizza. Vuole essere lui a restituire l’aggressione subita; non intende ricorrere alle forze dell’ordine. Lin prende nota dei movimenti di ognuno dei sei teppisti, e pianifica la sua vendetta. Nel frattempo i deficienti continuano ad infastidirlo in classe, e ad aggredirlo fuori. Lin impara ad incassare i colpi, e parzialmente anche a schivarli; si ripromette di imparare a colpire in maniera dolorosa. Un altro al suo posto non avrebbe retto alle continue aggressioni. Lin invece trae forza da ogni colpo che riceve. Non sa ancora di rappresentare almeno in parte il super-uomo di Nietzsche: ciò che non lo uccide, lo rende più forte. Quando ritiene di avere raccolto sufficienti informazioni, si procura una mazza da baseball, ed aspetta per la strada uno dei sei teppisti. Vorrebbe abbatterli tutti in una sera, ma i loro itinerari ed i loro orari non glielo consentono. Non importa: li prenderà tutti, in due, tre o più volte. Il suo nemico è prevedibile e disattento; Lin sbuca da dietro un angolo, e la sua mazza da baseball colpisce senza pietà. Quello che, assieme agli altri cinque sembrava un lupo, ora non è altro che un bambino che strilla e sanguina. Lin gli restituisce le botte ricevute, con gli interessi, e si allontana indisturbato. Il giorno dopo, la banda si avvede di avere perso uno dei propri soldati, ma non ci fa caso. Il pomeriggio stesso, Lin ripete il trattamento con due altri teppisti, alle 19 ed alle 19.30, mentre rientrano a casa. Tre studenti bastonati in due giorni fanno notizia, specie nella scuola che frequentavano. I tre vengono ricoverati in un centro traumatologico, e sono interrogati dalla polizia. Tutti riferiscono di essere stati aggrediti a tradimento da un individuo mascherato; Lin furbescamente aveva camuffato i suoi lineamenti con una sciarpa ed occhiali a specchio. Lin riflette che la dissimulazione, assieme alla sorpresa, pone l’aggressore in grande vantaggio. Prende nota che dovrà realizzare una maschera in grado sia di spaventare, sia di proteggerlo: una maschera di ferro! Rimangono tre teppisti su sei, e si muovono sempre assieme, guardandosi attorno. Provano la paura che vorrebbero ispirare, ed anche di più. Lasciano addirittura perdere Lin, e nessuno di loro penserebbe che il nemico mascherato sia lui. Passa una settimana, e la tensione si allenta. Per la strada, nei pressi di casa sua, il quarto teppista si accorge dell’imminente attacco, ed alza le mani per proteggersi il volto. Lin, ormai esperto, lo colpisce con inaudita violenza, facendolo svenire. Si sofferma su quel corpo sanguinante, e sogghigna; si stupisce di essere tanto crudele, ma gli piace essere diventato una bestia. A scuola non si parla d’altro: delle ripetute aggressioni, che hanno condotto quattro ragazzi in ospedale. L’ultimo di loro sta peggio degli altri, quindi il bastonatore seriale è diventato più pericoloso. La tensione tra i due ultimi teppisti è grande, e finiscono per litigare tra loro. Sono i più vecchi ed i più grandi tra i sei, ma provano una paura senza nome. Durante l’ennesima lite per futili motivi, piomba loro addosso Lin. Adesso è una vera furia; si è allenato in segreto, nella cantina di casa. I due potrebbero farcela a combattere e forse a vincere, ma la loro animosità è rivolta contro il compagno di sventura, non contro il nemico comune. La mazza da baseball frantuma prima alcune rotule, poi cade ripetute volte sui corpi ormai inermi. Solo una sirena della polizia in avvicinamento evita che il giovane studente quasi impazzito commetta un duplice omicidio. Ripresosi da una furia quasi demoniaca, Lin si interroga su chi sia diventato. Se credesse alla magia, sospetterebbe di essere stato invasato da forze provenienti da qualche inferno. I sei teppisti non tornano più in quella scuola, perché le indagini di polizia collegano l’accaduto alla loro precedente attività di bulli. Si direbbe che nessuno sospetti minimamente di Lin, neppure i nonni con cui vive. Forse, se il giovane studente non fosse stato importunato ed aggredito, non si sarebbe risvegliata in lui quella energia oscura. Forse sarebbe accaduto comunque, in quanto scritto nel suo karma. Lin ha dodici anni, e già si rende conto di non essere esattamente “normale”. Sapeva anche prima di essere molto intelligente; ora ritiene di essere il più intelligente tra gli uomini. Prima non si curava del corpo; ora lo esercita costantemente. Pratica la pesistica e le arti marziali, ma non gli basta ancora. Si isola ulteriormente dai compagni di scuola, e loro intimamente lo temono. Nessuno si azzarda a minacciarlo in alcun modo: il suo sguardo nasconde un fuoco pericoloso. La magia dovrebbe essere studiata con estrema attenzione, guidati da un vero maestro. I più credono che la magia non esista, ma quasi tutti sono superstiziosi. Lin cerca e trova antichi tomi magici, e studia i rituali per evocare i veri demoni. Infine, dopo lunga teoria, decide di passare alla pratica. Mentre, all’interno di un cimitero sconsacrato, Lin disegna un pentacolo protettivo, a migliaia di chilometri di distanza un vero mago percepisce quell’azione sconsiderata. Il mago è allarmato, ma, data la distanza ed i tempi strettissimi può solo osservare. Lin versa il sangue di un innocente galletto nero, mescolandolo al proprio: si incide il palmo della mano sinistra con il coltello rituale. Si ode un brontolio di tuono lontano, e si leva il vento da più direzioni. Lin pronuncia la formula evocativa, gridando nomi maledetti di esseri nemici dell’umanità. La zona è disabitata, ma i predatori dei boschi si avvicinano al cimitero sconsacrato. Attirati dal rituale magico, gli animali notturni, e non solo loro, fiutano l’aria in attesa dell’imminente manifestazione. Lin grida un’ultima volta, poi cade al suolo esausto. All’esterno del pentacolo protettivo, si leva un fumo che ha il colore ed il fetore dello zolfo. Il mago, a migliaia di chilometri di distanza, prepara una contromisura d’emergenza. Il demone prende forma: un bellissimo giovane con i capelli e gli occhi scuri. Lin è sorpreso che la forma adottata non sia stata quella classica del demone cornuto, munito di coda e zoccoli caprini. Non si può trattare l’Inferno con leggerezza, e Lin se ne rende conto; il suo problema è semmai l’assenza di esperienza. Ha di fronte un entità millenaria, maestra nell’inganno. Come ottenere potere, senza perdere in cambio la vita e l’anima? Lin ci prova, ma provarci non basta. Il mago, a migliaia di chilometri di distanza, lancia il suo incantesimo, che varca lo spazio alla velocità del pensiero. Purtroppo per Lin, il demone è ancora più veloce, e coglie un’interruzione nel pentacolo protettivo, prodotta da uno degli animali dei boschi. Un centimetro di interruzione nel pentacolo protettivo induce una sfrenata ilarità nel demone, che abbandona ogni parvenza umana. Lin grida, mentre l’artiglio del demone lo afferra con forza indescrivibile, e lo trascina all’esterno della residua protezione del pentacolo. A questo punto, il demone avverte la presenza del mago e del suo incantesimo. Il demone non è pronto ad affrontare la forza di un vero mago, e molla la presa. Il mago intensifica la sua azione e sbilancia ulteriormente il demone. Lin non ha ben compreso cosa sia successo, ma balza avanti come una furia, ed affonda il pugnale rituale nell’ampio petto del mostruoso abitante degli abissi. L’azione congiunta dell’incantesimo e del coltello rimandano il demone all’inferno di appartenenza, ma non prima che abbia scagliato una palla di fuoco magico addosso a Lin. Il mago, esausto per l’incantesimo e la distanza, perde il contatto mentale con il cimitero sconsacrato. Lin, l’ex ragazzo prodigio, subisce una irreversibile trasformazione psico-fisica, destinata a continuare negli anni. Cade in una sorta di coma, e sogna l’Inferno stesso. Dopo tre giorni, vegliato solo dalle bestie del bosco e da altre entità meno visibili e definibili, Lin si sveglia dal suo torpore di morte. Durante quella specie di morte, ha parlato con se stesso e con il suo karma, ed ha scoperto ciò che diventerà. Ha quindici anni, ma ha già accumulato esperienze che avrebbero annichilito interi popoli. Ormai deve abbandonare completamente il genere umano, e considerarlo suo nemico: questa è l’eredità demoniaca che ha ricevuto, e che non può rifiutare. Ora deve adottare una nuova identità, che susciti spavento alle moltitudini, come il giovane Lin aveva spaventato i sei teppisti. La paura ha ora un nuovo nome: Maschera di Ferro. Il mago, che ha salvato la vita ma non l’anima di Lin, si rende conto che quello che è nato oggi sarà un nemico giurato per l’intera umanità. Il mago, che chiameremo dottor Occulto, sa che gli dovrà opporre dei degni avversari, che saranno conosciuti come Evolution.
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