giovedì 10 dicembre 2009
PIANTE E MANIACI_libro 1°_19° episodio
Sono le tre di notte, e la strada è bagnata da una leggera pioggia. In quella zona della città, circolano poche automobili, e Janet si guarda attorno mentre scende dal marciapiede. La luce dei lampioni è a dir poco scarsa, perché l'amministrazione comunale ha deciso che i quartieri ghetto non meritino di meglio. La ragazza è appena uscita dalla casa di una sua amica, ed ora vorrebbe raggiungere una fermata dei mezzi pubblici. Non prendere l'auto è stata una sciocchezza, specie perché, tra una chiacchiera e l'altra, si è fatto decisamente tardi. Janet comunque è sempre stata una in grado di destreggiarsi anche nelle situazioni meno felici. Già altre volte si è trovata da sola ad attraversare di notte quartieri che sono poco invitanti anche di giorno. Ora si chiede se non sia ora di piantarla di rischiare aggressioni, solo per potersene poi vantare. Uno dei problemi connessi a queste uscite a notte fonda è che ogni ombra pare nascondere un maniaco in agguato. Proprio mentre pensa a ciò, Janet scorge un movimento alle sue spalle. Guardarsi attorno è sicuramente un'ottima strategia, ma, scrutando meglio nell'oscurità, si direbbe che nessuno la segua. Meglio così. Nel silenzio della notte, i tacchi della ragazza producono un rumore che pare fatto apposta per attirare l'attenzione di torme di stupratori e di serial killer. Finalmente Janet arriva alla fermata dei bus, e cerca di capire a che ora si degneranno di passare da quelle parti. Dopo una rapida lettura, la ragazza si allontana delusa: dovrebbe attendere forse trenta minuti, dato l'orario notturno. Non le resta che dirigersi verso un corso più trafficato, dove dovrebbe essere più facile trovare un bus. Improvvisamente avverte un rumore alle sue spalle, e si volta quasi sicura che si tratti di un falso allarme. Invece, ad alcune decine di metri di distanza, c'è qualcuno che si avvicina. Si direbbe un uomo, con un cappotto scuro ed il bavero alzato. Un'immagine decisamente poco rassicurante, per una ragazza che cammini da sola alle tre di notte. Quando una ragazza subisce un'aggressione notturna, molti replicano che “se l'era cercata”. Janet dissente fortemente da quel che dicono certi cretini. Lei sta cercando un autobus, non un maniaco in libera uscita. Mentre Janet accelera il passo, l'uomo che la segue si inebria sentendosi un predatore prossimo alla cattura della sua preda. Janet non vorrebbe mettersi a correre, ma il suo inseguitore si avvicina sempre più. D'un tratto si ode provenire da una distanza difficile da misurare una sorta di miagolio selvaggio. Di notte è normale che i gatti maschi si scontrino tra loro, per il territorio e per le femmine. Questo miagolio però si direbbe prodotto da una gola più grande di quella in dotazione ad un gatto. Janet è troppo presa dalla sua ritirata strategica, per fare caso a quello strano verso. Neppure il suo inseguitore ci fa caso; del resto, cosa potrebbe fargli un gatto? Osservando uno dei tetti vicini, si potrebbe scorgere una figura in movimento, e non è un semplice gatto. La sua agilità è sicuramente felina, ma la forma è vagamente umana. Il secondo miagolio sgorga dalle profondità di quel corpo che procede con un movimento fluido ma potente. Janet ormai è in vista del corso che stava cercando, e, per la seconda volta, assegna a quel segnale un bassissimo livello d'attenzione. Il tipo che la segue invece alza lo sguardo, ed intravede qualcosa che si muove in cima ad un tetto. In qualche modo, la scarsa luce dei lampioni si riflette negli occhi di quell'essere felino, ed i suoi occhi brillano di una luce fredda. Un messaggio proveniente dalla base di Evolution perviene alla ricetrasmittente di Ferox, e lei, come un fantasma, scompare dalla cima del tetto. Il sedicente predatore, numerosi piani più sotto, si stropiccia gli occhi perché ciò che stava osservando non c'è più! Stranezze della notte, si dice il losco figuro, ed accelera il passo. Nella base di Evolution, i soci di Ferox decidono di partire senza di lei, per controbattere un'invasione di piante carnivore, scaturite dalle fogne. Con Kong alla guida, il velivolo a breve raggio di Evolution li conduce sul luogo dell'affioramento. Ed in effetti la polizia ha transennato una vasta area, dentro la quale alcune grosse piante muovono minacciosamente quelle che sembrano teste, munite di bocche e denti. Kong di solito si butta nella mischia fiancheggiato da Ferox, ma questa volta la donna leopardo sembra sia occupata altrove. Kong atterra accanto ad una pianta carnivora, e la colpisce con un potentissimo calcio. Il vegetale incassa bene il colpo, grazie ad una formidabile elasticità, e replica addentando il mutante scimmiesco. Fulminatore accorre in aiuto a Kong, colpendo con un potente fulmine la base della pianta assassina. Sfortunatamente il vegetale conduce la corrente verso il mutante che ha imprigionato nella sua bocca dentuta. Kong incassa il colpo, e Fulminatore cessa l'attacco. Poi il mutante scimmiesco decide di mostrare alla pianta cosa siano in grado di fare i suoi muscoli. La bocca mostruosa viene forzata ad aprirsi da una forza superiore. Kong schizza fuori dalla sua momentanea prigione, ed avverte l'azione urticante di un acido, secreto dalla pianta carnivora. Ora Fulminatore può fare del suo meglio, e proietta la sua energia mutante contro il vegetale, che prende a fumare dalle radici e dalle foglie. La pianta taglierebbe volentieri la corda, ma, visto che è ancorata al suolo, prende fuoco e cessa di esistere. Maga cerca Ferox, per capire come mai non abbia risposto alla chiamata, e la vede emettere per la terza volta il suo verso agghiacciante. I gatti nei paraggi capiscono il messaggio, e cessano di combattere tra loro, per assistere allo show della donna leopardo. Intanto, Dragonfire si è gettato nella mischia contro le piante carnivore. Non vorrebbe che Kong e Fulminatore si divertissero da soli, contro quelle singolari forme di vita. Le piante carnivore scaturite dalle fogne non sono prive di intelligenza e di percezione, quindi si scambiano messaggi di apprensione e panico. Non si aspettavano certo di dover affrontare un colosso di quella stazza. Lui si avvicina al groviglio di tentacoli verdi: dato il colore di Dragonfire, pare quasi mimetizzarsi contro quello sfondo pulsante. Le piante attaccano e mordono il drago ad una spalla, alla zampa posteriore sinistra ed alla coda. Un grosso errore da parte di quelle predatrici, perché il drago alieno fa scattare la coda, ed una delle piante, sradicate di brutto, vola a decine di metri di altezza e di distanza. Sembra che non ci sia battaglia, per cui la Maga torna ad osservare le gesta della socia. Ferox è rassicurata telepaticamente che non sia indispensabile la sua presenza contro le aberrazioni vegetali. Torna quindi ad osservare la ragazza che si atteggia a preda, e colui che si crede il predatore. Mentre Ferox balza dal tetto, molti occhietti di gatto trasmettono la notizia a cervelli molto attenti. Ignaro di tutto quel divenire, il sudato figuro è frattanto riuscito a mettere le mani su Janet. Il tizio è più pesante della ragazza, e la fa inciampare. La scena si svolge in una strada troppo buia, ed a Janet viene impedito di gridare, sotto la minaccia di un coltello. Mentre Dragonfire strappa dalle radici due o tre piante assassine alla volta, in un altro punto della città Ferox perviene in silenzio alle spalle del malintenzionato. Kong ha capito come evitare i denti delle piante carnivore, e Fulminatore le frigge a distanza. La maga aiuta i suoi soci rallentando telecineticamente quegli incauti invasori. Il maniaco sbatte a terra Janet, che urta violentemente la testa. Poi il criminale prende a strapparle gli abiti di dosso. Un rumore piuttosto forte, come quello che producono i gatti arrabbiati, giunge da dietro il topo di fogna, e lui è costretto a voltarsi. I suoi occhi si riempiono di un'immagine di furia primitiva, mentre Ferox sguaina i suoi artigli, e li muove con velocità accecante, a tagliare l'aria. Il maniaco tenta un affondo con il coltello, ma la mutante non è più lì. Un dolore attraversa il braccio destro del delinquente, ed il coltello cade al suolo, ancora impugnato dalla mano. Il sangue sprizza a fiotti dall'arto reciso, e la donna leopardo sogghigna terribilmente. Forse solo i gatti riescono ad apprezzare la bellezza di quel gesto di ferocia estrema. Sono contenti di avere smesso di combattere: lo spettacolo merita estrema attenzione. Sul fronte di Evolution, Dragonfire decide di chiudere lo scontro con la sua solita, ma sempre nuova, emissione di super-fiamma. Il calore è spaventoso, ma la Maga riesce ad incanalarlo verso l'alto, grazie ai suoi poteri psicocinetici e magici. Un'altra vittoria per i mutanti e per il drago. Non importa sapere se le piante siano state create in laboratorio, o se provenissero da qualche inferno. Ormai sono cenere, e pace alle animacce loro. Maga ora può illustrare il contemporaneo impegno della loro socia Ferox. Kong, Fulminatore e Dragonfire plaudono alla sua missione solitaria. Tornando al maniaco privo di una mano, scopriamo che è ambidestro, ed ora impugna una pistola. Vuole vendicarsi di quella donna leopardo, e le punta addosso l'arma da fuoco. Lei ride, perché sperava appunto che fosse tanto stupido da farsi ammazzare. Con i riflessi di cui dispone, Ferox potrebbe schivare tutti i proiettili esplosi da quel cretino. Ma non ha più pazienza e, con una sola tremenda unghiata lo sgozza. Poi in effetti prova un certo dispiacere per avergli somministrato una morte troppo veloce. Se la donna leopardo avesse avuto tempo, lo avrebbe indotto ad invocare la morte. Però Janet è rimasta ferita, quando il tizio l'ha sbattuta contro il selciato, e necessita di cure mediche. Janet guarda negli occhi Ferox, e lo sguardo della mutante si addolcisce, mostrando un lato della sua personalità ignoto ai più.
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