giovedì 24 dicembre 2009

LIEVI MOVIMENTI NEL BUIO_libro 2°_56° episodio

Una stanza abbandonata. Un movimento veloce nell'ombra. Orecchie feline che percepiscono il suono lievissimo di piccoli passi veloci. Occhi felini che quasi istantaneamente si mettono a fuoco, ma ciò che ha prodotto l'allarme non è più lì. I due gatti randagi si guardano negli occhi, e si comunicano un messaggio di incredulità. Infatti nessun animale con quattro zampe, e nessun insetto o ragno sfuggono ai sensi superiori dei perlustratori della notte. La sorpresa dura poco, perché i gatti della tribù che vive nel palazzo abbandonato devono procurarsi la cena. Un secondo scalpiccio, a pochi metri dai due gatti affamati. Ma questa volta il suono non si interrompe, e quattro occhi perforano le tenebre. La messa a fuoco è automatica, ed utilizza ogni più piccola traccia di luce per distinguere il bersaglio. Perché di bersaglio si tratta. “Nulla di personale”, paiono voler dire i due gatti, ma nel frattempo si sono già staccati dal suolo, e volano verso il topo. Come i migliori ballerini umani, ed anche meglio, i due piccoli felini dirigono il loro volo, senza urtarsi. Si direbbe che i loro sistemi di navigazione abbiano calcolato in partenza il salto duplice, diretto verso un solo bersaglio. Un computer ci metterebbe più tempo a coordinare esattamente le traiettorie dei salti dei due gatti. Ma, nel tempo richiesto per formulare questa riflessione, loro sono già atterrati. Il povero topo ha commesso il grande errore di passare da quelle parti ora. Ma come poteva sapere che l'attenzione dei due mici era stata appena attizzata da un movimento repentino? I due predatori erano alla ricerca di una rivincita, e l'hanno trovata quasi subito. Se quel qualcosa non li avesse messi sul chi vive, forse il topolino questa sera avrebbe cenato, invece di diventare a sua volta la cena di qualcuno. Se non altro questa volta i gatti lasciano perdere la consueta crudele tortura della loro preda. Questa volta il più veloce dei due mici spezza quasi subito la colonna vertebrale del topolino. Poi da bravi amici si dividono le magre spoglie del caduto. Lui, il topolino, si vede sbalzato fuori dal suo corpo devastato, ed è sorpreso di non provare più dolore. Poi vola via entro il tunnel della calda luce, che porta all'aldilà dei topi. In un altra parte del mondo un topolino sta nascendo, ed il suo piccolissimo corpo ha bisogno di un'anima. Quest'anima reca con sé una conoscenza specifica; per cui quel topolino appena nato farà molta attenzione ai gatti e a dove metterà le sue zampine. Non è facile essere una specie assediata e predata: bisogna imparare in fretta, ed i topi lo hanno sempre fatto. In un differente stato dell'esistenza, Maschera di Ferro si aggira in una landa desolata. Grazie alla sua armatura vivente ed alla sua forza, lo psicopatico vorrebbe diventare il re di quel mondo. Anzi: ambirebbe a diventare un dio, ma prima dovrebbe trovare qualcuno disposto ad adorarlo. Piccole forme di vita lo sorvegliano da lontano, o nascoste dietro a rocce ed alberi. Però, quando Maschera di Ferro si avvicina, dette piccole e sfuggenti forme di vita non sono più lì. Allora il pazzo corazzato colpisce con calci e pugni la roccia e l'albero, fino a distruggerli. O almeno prova a farlo, perché in quella dimensione anche gli alberi e le rocce non sono quel che sembrano, e non stanno fermi ad aspettare che quello psicopatico terrestre li sbricioli a pugni ed a calci. Maschera di Ferro è il prototipo dell'insania mentale abbinata ad una forza non comune. Proprio perché è un maledetto pazzo, Maschera di Ferro non si chiede come mai Dragonfire stia passando da quelle parti. Ed in effetti il drago di Evolution avanza senza quasi volgere lo sguardo a destra e sinistra. Cammina come se fosse sonnambulo. Forse lo è veramente, pensa Maschera di Ferro. E questa potrebbe essere l'occasione buona per vendicarsi di tutte le sconfitte precedenti. Maschera di Ferro ha imparato ad ascoltare le parole del vento e dell'acqua, perché in quel mondo acqua e vento parlano. O forse il criminale è ancora più pazzo del solito. Le parole gli hanno riferito che Dragonfire esiste al di fuori del karma degli altri esseri viventi. Di quasi tutti gli esseri viventi, eccetto quelli che rientrano nella categoria del drago. Evidentemente tutti noi rientriamo in categorie karmiche, ed il drago alieno è un fuoriclasse. Questo è quanto gli hanno riferito vento ed acqua di quel mondo lontano. Ma forse questo lo aveva già capito finanche Maschera di Ferro, a forza di prenderle. Dragonfire non segue il flusso del destino dei mortali, e questo potrebbe spiegare la sua invincibilità pressoché totale. Maschera di Ferro ringrazia le voci del vento e dell'acqua: essere battuti da uno che esiste in un karma diverso e superiore non è come essere battuti, ad esempio, da un Kong. Poi però Maschera di Ferro si ricorda di non aver fatto una bella figura neppure contro il mutante scimmiesco di Evolution. Meglio partire all'attacco, che rimuginare sulle passate sconfitte, e sulle scuse correlate. Il pazzo in armatura è adesso anche lui alto tre metri; altrimenti ci penserebbe due volte prima di lanciarsi in uno scontro fisico con un colosso di settecento chili. Ma Maschera di Ferro spera che in quello stato d'esistenza la massa e l’inerzia di Dragonfire non siano quelle che lo contraddistinguono sulla Terra. Dragonfire pare non accorgersi della corsa sfrenata che porta il folle in armatura in rotta di collisione con lui. L'impatto è devastante: acciaio contro scaglie, metallo contro escrescenze cornee, grigio contro verde. Un suono simile ad un boom sonico di jet terrestri. Animaletti si allontanano precipitosamente dal luogo dello scontro. Gli alberi fanno altrettanto, seguiti da più lente ma ugualmente risolute rocce. Dragonfire forse risente dell'impatto, forse no, ma ferma il suo incedere apparentemente inarrestabile, e si guarda attorno. Maschera di Ferro non ha tutti i torti a sospettare che il gigante verde sia sonnambulo. In effetti il drago sulla Terra dorme del sonno dei draghi e sogna come solo i draghi sognano. Gli umani non possono capire come funzioni il sogno dell'alieno di Evolution, giacché la mente di Dragonfire è praticamente insondabile. Tutti coloro che hanno provato a colpire il drago attraverso la sua mente hanno scoperto con disappunto e sommo dolore che Dragonfire è un vero alieno, ed i suoi pensieri spaziano continuamente attraverso le galassie, e non è un modo di dire. Accade anche quando il drago dorme, ma i suoi colleghi mutanti non sono sicuri che il più possente membro di Evolution dorma davvero. Maschera di Ferro vibra un potentissimo pugno, che secondo lui potrebbe sbriciolare la roccia più dura. Dragonfire, sebbene sembri ancora assente, para con estrema facilità. L'impatto causa un altro rumore potentissimo, ma ormai le bestioline locali si sono abituate, ed anzi si avvicinano per vedere meglio. Maschera di Ferro tenta altri attacchi fisici contro il corpo del colossale avversario, ma l'alieno continua a parare e schivare, come se farlo richiedesse uno sforzo minimo. Come se potesse farlo anche da sonnambulo. Sulla Terra, Dragonfire è seduto su una poltrona appositamente costruita per lui da Kong. Una poltrona super-rinforzata, per reggere la massa formidabile, ed ammortizzare i movimenti del drago. Ovviamente la poltrona sulla quale siede Dragonfire è strutturata secondo la fisiologia di un essere alto tre metri, dotato di una coda a dir poco impressionante. Adesso la coda del drago si muove, in risposta ai pensieri inconsci di Dragonfire, o forse risponde a suo modo, con una sua intelligenza, agli attacchi di Maschera di Ferro. Dragonfire siede sulla sua poltrona, al centro di una stanza alta cinque metri, e decisamente ampia come superficie. Il silenzio della stanza è rotto solo dal raschiare della coda sul pavimento di metallo, e da un suono decisamente più lieve. Il drago extraterrestre è chiaramente un predatore, e tutti i predatori dispongono di sensi acutissimi. Le orecchie di Dragonfire si orientano autonomamente per meglio individuare la fonte di quel suono lieve, come di scalpiccio. La mente del drago cerca di classificare il sogno nel quale Maschera di Ferro si appresta ad attivare le armi più letali contenute nella sua armatura. Svegliarsi nella dimensione del sogno o in quella della Terra? Con la velocità che contraddistingue il colosso, e che sovente sorprende gli avversari, Dragonfire apre gli occhi sulla Terra, e li mette a fuoco per capire cosa abbia prodotto il lieve disturbo che le orecchie hanno registrato. La stanza sembra assolutamente in ordine, anche se il drago è certo che qualcosa di piccolo e sfuggente sia appena passato da quelle parti. Forse l'alieno sa di cosa si tratta, perché sul suo muso si disegna quel sogghigno da drago, che tanto terrorizza i folli che lo affrontano. Dragonfire richiude gli occhi, perché ora deve sbrigare la seconda faccenda. Maschera di Ferro si rende conto all'improvviso che il Dragonfire che ha di fronte non è un sonnambulo, non più. La scarica di energia di Maschera di Ferro prosciuga quasi completamente le riserve dell'armatura, ma il criminale vuole tentare il tutto per tutto. Le mani guantate del criminale corazzato emettono energie pericolosissime, ma il drago si è semplicemente abbassato. Tutta quell'energia illumina la zona per uno spazio considerevole, poi l'energia si dissipa nell'atmosfera. Il drago non è sicuro che quello sia un sogno, e comunque sa quanto sia possibile essere feriti all'interno di eventi onirici. Per cui, partendo dalla posizione che gli ha consentito di schivare l'attacco del criminale corazzato, Dragonfire lo colpisce con una rotazione della sua coda formidabile. Sulla Terra la coda si muove ancora una volta sul pavimento di metallo, producendo uno stridio. Nella dimensione ove si trova il corpo astrale del drago, la coda è solida come sulla Terra, e l'armatura del criminale ne fa le spese. Bestiolini autoctoni ridacchiano felici, dato che non avevano mai sopportato quel buffone coperto di metallo grigio. Detti bestiolini percepiscono anch'essi un lieve suono, come di lievi passi di piccole zampe. Ma quando si voltano rimangono sorpresi di non poter capire chi o cosa abbia prodotto quel suono. Maschera di Ferro si rialza a molti metri di distanza. La sua armatura frigge e fuma. Le ammaccature si riparano da sole, ma ci vorrà del tempo. Il pazzo è pronto a prenderne ancora un po’, perché è un folle, e con gli psicopatici non si ragiona. Se Dragonfire fosse ancora lì, lo accoglierebbe a zampe aperte, ma il drago possente si risveglia sulla Terra, nella base di Evolution. Deve riflettere su alcune intuizioni che la sua fantasmagorica mente extraterrestre ha iniziato ad elaborare. Ferox, la donna leopardo di Evolution, è simbiotica con alcune tribù di gatti cittadini. Durante le sue ronde sui tetti, Ferox sente i gatti parlare tra loro, così come parlano i gatti. Quello scambio di suoni notturno, che tanto infastidisce gli umani, contiene molte preziose informazioni. Gli umani lenti ed ottusi non comprendono di non essere le sole intelligenze del pianeta, e meno male che é così. I gatti, ad esempio, perlustrano le città di notte, e scrutano con attenzione quei poveri umani che si aggirano per le vie semi vuote, convinti di essere dei guerrieri dell'oscurità. Peccato che gli umani siano tra gli animali che al buio ci vedono peggio. Quelle povere, lente e pesanti bestie bipedi! Neppure quando erano ancora scimmie quadrumani ed arboricole, non sono mai state all'altezza dei felini. Adesso come allora, un solo leopardo può gettare scompiglio tra decine di puzzolenti scimmie starnazzanti. Un leopardo che attacchi, quando arriva al termine del suo balzo di molti metri ha già azzannato la testa della scimmia capo branco. In una frazione di secondo, le zampe posteriori del leopardo sventano la vittima. Poi la belva felina ripete l'attacco una, due, tre volte. Finché tutte le scimmie sopravvissute si sono messe in salvo. I gatti cittadini adorano Ferox, perché è umana e felina assieme; ma l'essere anche umana non l'ha affatto indebolita. I gatti hanno registrato più volte scalpiccii nel buio, simili a topi. Ma dopo essersi fiondati contro la fonte del rumore, si sono trovati con nulla sotto le unghie. Essendo a conoscenza dell'avventura di Dragonfire, la donna leopardo è convinta che chiunque abbia risvegliato il drago sulla Terra, lo abbia aiutato volontariamente contro Maschera di Ferro. Per cui il suo desiderio di conoscere non è macchiato dalla volontà di nuocere. Ecco perché il suo desiderio potrebbe concretizzarsi presto. Anche se forse non questa notte.

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