mercoledì 9 dicembre 2009
CATTURATO!_libro 1°_17° episodio
Dragonfire riprese coscienza di sé, e si trovò imprigionato in un luogo diverso da tutti quelli di cui aveva esperienza. Non riusciva a muoversi, e neppure a vedere le catene che lo bloccavano. Inoltre si trovava al centro di una specie di nulla, senza punti di riferimento. Dragonfire, possente alieno e componente del super-gruppo Evolution, non si perse d’animo, ed, impossibilitato ad usare i muscoli, usò il cervello. Sapeva che il dottor Occulto lo stava cercando, perché il capo di Evolution manteneva sempre aperti i contatti mentali con i suoi allievi. Dragonfire espanse la propria mente, fino a superare quel luogo apparentemente privo di dimensioni. Sapeva che le sue onde cerebrali sarebbero state prima o poi raccolte dal più potente telepate della Terra. Frattanto Occulto aveva contattato mentalmente la Maga, e con lei aveva realizzato una fusione di forze psichiche e magiche. Come una gigantesca antenna, la proiezione delle forze congiunte del dottor Occulto e della Maga si protese verso l’alto. I due telepati si posero in ascolto per minuti, che divennero ore. Poi dedussero che Dragonfire non si trovava più sulla Terra; poteva essere stato trasportato su un altro pianeta, o in un’altra dimensione. Kong, Fulminatore e Ferox, a bordo del velivolo multifunzionale di Evolution, iniziarono una ronda serrata sulla città, per individuare ogni traccia utile al ritrovamento del loro amico drago. E lui, Dragonfire, iniziò ad avvertire suoni sommessi, provenienti dalle nebbie che forse prima non aveva scorto in lontananza. O forse prima non c’erano. Il possente alieno, ben lungi dal provare paura, si guardò attorno incuriosito. Auspicò che chiunque lo avesse rapito decidesse alla mossa successiva. Il drago già pregustava il disastro che avrebbe prodotto, appena libero da quei legami invisibili. Sulla Terra, Occulto decise di prendere contatto con i reptoid in orbita, per verificare se i loro sofisticati strumenti avessero rilevato qualche atterraggio e decollo di astronavi. Brak e Ssax, i due reptoid che avevano incontrato e combattuto Evolution, mostrarono la massima disponibilità. Dopo avere posto il quesito al loro super-computer di bordo, Brak e Ssax comunicarono l’assenza di traffico da e per lo spazio, negli ultimi giorni. I reptoid si posero comunque in massima allerta, pronti ad avvisare Evolution in caso di novità. La situazione iniziò a sbloccarsi, quando due degli scarafaggi mutanti della regina Qu Qax uscirono dalle fogne, al centro della metropoli. Subito il traffico impazzì oltre la norma. Vedere insetti di quelle dimensioni, scatenò l’isteria collettiva. Donne che urlavano, uomini che si tenevano a distanza di sicurezza dagli scarafaggi, poliziotti che accorrevano a piedi. Non era infatti possibile avvicinarsi a bordo delle automobili, dato il collasso della circolazione stradale. I due scarafaggi mutanti frattanto si erano messi a camminare sui tettucci delle auto, muovendo le loro lunghissime antenne, intenti ad una ricerca tutta loro. I poliziotti intimarono ai due insettoni di fermarsi e di alzare le zampe, almeno quattro su sei. Gli scarafaggi ignorarono del tutto i tutori della legge, che, esasperati e non in grado di comunicare con quelle forme di vita. estrassero le pistole e spararono. Veloci, come poche altre creature, gli scarafaggi della regina Qu Qax zampettarono lontani, ed iniziarono a scalare i muri di un vicino edificio. Sarebbe finita male per i due insetti, se in quel frangente non fossero arrivati Fulminatore, Kong e Ferox. I tre mutanti di Evolution non aggredirono gli scarafaggi, ma spiegarono ai poliziotti che si trattava di loro “amici”. Di fronte a quella strabiliante rivelazione, i tutori della legge, si fecero da parte, con evidente sollievo ed aria schifata. I due scarafaggi mutanti erano in effetti giunti da quelle parti per offrire il loro aiuto ad Evolution. Qu Qax aveva saputo della cattura di Dragonfire, ed aveva subito attivato la sua organizzazione sotterranea e super-tecnologica. Qu Qax e Dragonfire avevano avuto un colloquio riservato, quanto Evolution fece visita ai super scarafaggi; da quell’incontro riservato era nato un legame mentale unico. Una sintonia che ora Qu Qax rendeva disponibile al dottor Occulto. I due assistenti della regina, nonché scienziati affermati dell’alveare, recavano alcuni strumenti mai visti prima da essere umano, e forse neppure da mutante. Il traduttore simultaneo consentì la comunicazione tra esseri molto diversi tra loro. I mutanti umani e scarafaggi avevano in comune lo scopo, liberare Dragonfire, e la volontà di realizzarlo. Tra l’altro, i due scienziati scarafaggi si identificarono come Qu Max e Qu Rax: evidentemente parenti stretti della regina madre. Poche ore dopo, un singolare conclave ebbe luogo nei locali della base di Evolution. Parteciparono ai lavori anche i reptoid Brak e Ssax, che scrutarono con curiosità ed attenzione i nuovi amici di Evolution: gli insettoni mutanti e senzienti della regina Qu Qax. Fu grazie ad uno sforzo veramente interdisciplinare, coordinato da Kong, se il computer di Evolution iniziò a produrre una serie di coordinate. Intanto Dragonfire si stava rendendo conto che le sue catene invisibili iniziavano lentamente a cedere. Anche la sua super-fiamma accennava a tornare, ed il drago si preparava ad aprire le ostilità. Esseri fantasmatici gli si avvicinarono, forse per spaventarlo. Ma lui era un alieno di settecento chili, quasi invulnerabile, e rise loro in faccia. Poi le catene cedettero di schianto, e Dragonfire lanciò un ruggito spaventoso, che quasi superò le barriere dimensionali. Contemporaneamente, Occulto e la Maga da una parte, e le macchine della base di Evolution dall’altra, localizzarono la fonte di tanto clamore. Gli scarafaggi mutanti disponevano di una matematica e di una fisica tutta loro. Analogamente i reptoid avevano elaborato, nel corso della loro lunga storia, un proprio approccio alle scienze esatte. Kong riuscì a trovare un nesso comune alle due mentalità aliene, e così facendo localizzò il luogo sulla Terra dove si era aperto il portale dimensionale, nel quale Dragonfire era stato risucchiato. Ora il drago che tutti cercavano aveva iniziato a colloquiare alla sua maniera con le forme fantasma, che fossero o meno responsabili del suo rapimento. Brak e Ssax invitarono Evolution ed i due maxi scarafaggi a bordo della loro veloce navetta, che subito si elevò oltre l’atmosfera terrestre. Dall’orbita, la piccola astronave, in contatto con il computer della base di Evolution, tracciò subito l’area dove avrebbero trovato il portale dimensionale. Trattandosi di tecnologia inerziale, gli occupanti non risentirono delle violentissime accelerazioni, decelerazioni e cambi di direzione. La zona era caratterizzata da megaliti antichissimi, segno di una passata attività religiosa e magica. Gli scarafaggi Qu Max e Qu Rax dimostrarono di saperci fare con i portali dimensionali, almeno come Brak e Ssax ci sapevano fare con il volo spericolato. Occulto sommò la propria forza, e quella della Maga (che era rimasta alla base) ai dispositivi provenienti dall’alveare della regina Qu Qax. Scariche elettriche si scatenarono in risposta al tentativo di aprire il portale. Fulminatore, felice di potersi rendere utile, deviò e rese innocue quelle emissioni di energia elettrica. Poi il portale si aprì; Ferox e Kong balzarono subito dentro il varco che già si stava chiudendo. Era un rischio calcolato: i due mutanti iniziarono a cercare Dragonfire, mentre gli altri rimasti sulla Terra cercavano di rendere stabile l’accesso a quell’altra dimensione. Penetrati nella dimensione nemica, Kong e Ferox si guardarono attorno. Non provarono sorpresa nel constatare la chiusura velocissima del portale. Ferox per prima percepì la pista odorifica di Dragonfire, e si mosse per seguirla. Come aveva già constatato Dragonfire, in quella dimensione la nebbia era una presenza costante. Oppure erano capitati in una zona particolare, dove le nebbie ristagnavano più che altrove. Lungi da loro perdersi in riflessioni oziose, i due mutanti di Evolution procedettero velocemente verso la presunta collocazione del loro obiettivo. Il panorama non era privo di presenze, tipo alberi spogli, tumuli e basse colline. Nessuna traccia di ruscelli, fiumi e laghi; questo rese più facile il percorso di Kong e Ferox. Dragonfire non li aveva sentiti arrivare, forse anche perché era impegnato nella sua attività preferita: distribuire pugni pesantissimi e codate micidiali. Gli avversari del drago alieno non avevano una particolare connotazione: non capiva se fossero cose vive o cose morte, o se fossero mammiferi, rettili o altro. Tutto ciò era irrilevante per Dragonfire; fedele alla propria impostazione di forza della natura, il gigante si levava semplicemente di torno gli sfortunati che avevano deciso di attraversare la sua strada. Gli esseri cercavano, a dire il vero, di percuotere quella massa di muscoli e scaglie, ma nessuna delle loro armi poteva ferire il drago. Loro non sapevano ancora che il peggio doveva ancora arrivare. La super-fiamma di Dragonfire veniva prodotta dal suo organismo alieno, ma lui poteva concentrarla, per renderla più potente. Il cervello del drago aveva in effetti ordinato al corpo di agire in tal senso, ed il corpo aveva appena raggiunto l'obiettivo richiesto. Così Dragonfire eruttò letteralmente la sua super-fiamma addosso ai fantasmi che continuavano, coraggiosamente o stupidamente, ad aggredirlo. Qualunque fosse la loro natura, si dissolsero prima ancora di prendere fuoco, ed in breve Dragonfire fu solo. Kong e Ferox, non lontani, scorsero solo in parte quell'immenso falò, perché erano a loro volta impegnati contro un improponibile nemico: una versione locale dello stesso Dragonfire. L'odore questa volta ingannò Ferox, che rimase ferma troppo a lungo. Fu salvata da Kong, che la gettò da parte, evitandole un fatale colpo di coda. Kong balzò in alto ed in avanti, nella sua mossa preferita, ed ebbe conferma che quello di fronte a loro non poteva essere il loro drago. Dragonfire conosceva benissimo quella mossa d'apertura, e avrebbe agito per contrastarla. Questa pallida imitazione invece no, e si prese un doppio calcio direttamente sulla testa. Mentre barcollava, dimostrandosi una forma di vita materiale, Ferox recuperò il tempo perduto, ed i suoi artigli ferirono il mostro che cercava di ucciderli. Lo ferì a fondo, e questo confermò la scarsità dell'imitatore rispetto all'originale: le scaglie di Dragonfire non avrebbero ceduto di fronte all'attacco di Ferox. Finalmente il vero drago di Evolution giunse sulla scena, guidato dal clamore della battaglia. Chiunque avesse duplicato Dragonfire, ed avesse spedito detta copia ad uccidere Ferox e Kong, capì che la battaglia era perduta, e teletrasportò via la sua creatura, per evitarle guai ulteriori. Ai tre bastò uno sguardo reciproco per capire quale sentimento di gratitudine attraversasse il colossale cuore del drago. Il dottor Occulto si fece sentire forte e chiaro, perché gli altri di Evolution ed i loro alleati avevano riaperto il varco dimensionale. Più che altro si rivelò essere una trappola, creata chissà da chi e chissà quando. Non fu chiaro se l'ignoto nemico intendesse veramente catturare Dragonfire, né quali fossero i suoi motivi. Di sicuro, ora avrebbe riflettuto tre volte prima di riprovarci con avversari tanto formidabili. Usciti dal varco dimensionale, Ferox, Kong e Dragonfire abbracciarono Fulminatore e la Maga, oltre ai due reptoid ed agli inviati della regina Qu Qax. Diciamo che quest'ultimo abbraccio fu tecnicamente più impegnativo, date le sei zampe e le antenne di Qu Max e Qu Rax. Per ringraziare tutti i suoi amici, Dragonfire li invitò nel suo alloggio personale, dove pasteggiarono a pannocchie intere, cesti di ortaggi crudi, e frutta a casse. Fulminatore, su richiesta, impiegò le sue doti per cuocere la verdura.
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