mercoledì 9 dicembre 2009
ATTACCO A KONG_libro 1°_10° episodio
Quelli di Evolution dovevano attendersi che, dopo averci provato con la Maga, Maschera di Ferro tentasse di fare fuori qualcun altro di loro. In effetti, erano abbastanza certi che quello psicopatico non li avrebbe mai attaccati quando si trovavano in gruppo. Diciamo “quasi mai”. In effetti, Maschera di Ferro attaccò briga con un altro degli eroi di Evolution, sperando di coglierlo di sorpresa. I mutanti erano tutto sommato rilassati, ben sapendo che, se si fossero agitati, avrebbero fatto il gioco del nemico. Ciò che Maschera di Ferro sottovalutava era la capacità del dottor Occulto di tenere sotto controllo i nervi della squadra. Evolution era come un team sportivo, che si teneva sempre pronto e carico tra una partita e l'altra. Nessuno di loro avrebbe rinunciato ai propri interessi, per timore che Maschera di Ferro, o qualche altro delinquente, meditasse aggressioni e morte. Del resto i delinquenti meditano sempre aggressione e morte. Premesso ciò, la scena si sposta su Kong: un mutante peloso, agile e decisamente forte. Kong si aggirava sulle colline, in un pomeriggio festivo, compiendo balzi fenomenali. Era appena fuggito dal suo laboratorio, dove stava costruendo uno dei suoi mirabolanti aggeggi. Aveva bisogno di respirare aria abbastanza pulita e naturale. Ora si divertiva un mondo, sgranchiendosi la muscolatura possente. Grazie ai suoi super-sensi, Kong si era portato in una zona poco frequentata. Inoltre ingannare l'olfatto dei cani costituiva un buon esercizio. Per quello che concerneva gli umani, difficilmente sarebbero riusciti a vederlo prima che loro vedesse e sentisse loro. Maschera di Ferro aveva inviato in zona alcuni suoi mercenari, accompagnati da due ghepardi da caccia. Kong captò l'odore dei gattoni, mentre loro captavano il suo. I ghepardi entrarono in agitazione, non riuscendo a catalogare la “bestia” che avevano fiutato. Grazie ai due felini, i mercenari di Maschera di Ferro avvistarono il mutante. Lui intuì subito che quelli non erano venuti lì per fargli gli auguri di buon compleanno. Kong non ritenne il caso di accettare la provocazione, e rimase sul suo albero, ormai bene in vista, a guardare giù. Poi però i due umani iniziarono a bersagliarlo con dardi narcotizzanti, e Kong balzò loro addosso. I mercenari estrassero anche armi da taglio, ma la potenza dell'assalto del mutante fu talmente devastante che si trovarono stesi, disarmati e doloranti in un attimo. I ghepardi sono meno grossi dei leopardi, e presumibilmente sono anche meno attaccabrighe. Per cui i due gattoni si guardarono negli occhi, e fecero finta di non aver ben compreso le regole d'ingaggio. Mentre i ghepardi facevano gli indiani, Kong era tornato su un albero. In effetti, i ghepardi servivano a trovare Kong, e non avevano il compito di attaccarlo. Fu allora che, dalle frasche, sbucò Maschera di Ferro in persona. Era chiara a quel punto l'intenzione dello psicopatico di testare la sua armatura contro la forza scimmiesca di Kong. Una singolare comunione d'intenti: anche Kong intendeva testare l'armatura di Maschera di Ferro. Da non sottovalutare che Kong era lo scienziato di Evolution. Sotto un aspetto fisico impressionante, si celava un'intelligenza superiore, ed un grande talento per la meccanica, l'elettronica e la scienza in generale. Kong non si era portato dietro alcun aggeggio atto a valutare gli standard dell'armatura dell'avversario. Così fece di necessità virtù, e prima ancora di toccare terra, aveva vibrato un fortissimo pugno contro la piastra pettorale di Maschera di Ferro. Il criminale non aveva attivato alcun campo di forza, ed il cazzottone di Kong rintronò tutta l'armatura. Evidentemente Maschera di Ferro disponeva di un giroscopio, perché non cadde. Rispose quasi subito con il lancio di numerosi dardi esplosivi. Kong li vide arrivare, e si contorse per schivarli tutti. Giusta decisione: i piccoli missili produssero seri danni agli alberi che ne furono colpiti. Il computer incorporato nell'armatura avvisò il criminale del secondo attacco di Kong, ma non abbastanza in fretta. In effetti, il mutante giunse da dietro, e lo colpì come una valanga, con la spalla ed il braccio. Questa volta Maschera di Ferro cadde a terra. Ma non era di certo sconfitto. L'armatura non era assolutamente danneggiata dai colpi del mutante. Fu così che, in risposta ad una spinta atavica, i due contendenti si scontrarono corpo a corpo. I muscoli del mutante di Evolution contro l'esoscheletro progettato da quel brillante fuori di testa. Maschera di Ferro era decisamente più basso e meno grosso di Kong, ma resse bene allo scontro. Nel frattempo, i mercenari ed i ghepardi si erano allontanati. Kong prese a ringhiare ed a gonfiare i muscoli, perché non gli andava che quell'armatura riuscisse ad esprimere una forza pari alla sua. Poi addirittura parve che Maschera di Ferro riuscisse a piegare Kong verso terra. Fu allora che il mutante peloso smise di usare i guanti, come si suol dire. Sollevò un piedone, e sferrò un calcio improvviso o potentissimo, che staccò letteralmente da terra il teppista corazzato. Poi gli fu sopra in un lampo, e lo tempestò di pugni fortissimi. Maschera di Ferro allora comprese di avere contro non solo una massa di muscoli possenti, ma anche una ferocia animale allo stato puro. Quello che Maschera di Ferro non aveva fino ad allora capito era che il dottor Occulto aveva cercato di inibire l'eccessiva animalità di Kong, come anche quella di Ferox. Il dottor Occulto non voleva che i suoi mutanti massacrassero tutti i loro avversari. L'armatura iniziava e cedere. Per contro, le ferite sulle mani di Kong, causate dall'impatto sul metallo, si richiudevano quasi subito, grazie al fattore di guarigione del mutante. Maschera di Ferro però non ci stava a perdere, ed aveva innescato un esplosivo in grado di scagliare lontano Kong. Lo stesso criminale sarebbe stato ferito dallo scoppio, ma in maniera minore. Tra le nebbie rosso sangue della furia animale, giunse allora a Kong la voce del dottor Occulto. Lo richiamò all'ordine, e gli salvò la vita. Riluttante ad interrompere il suo massacro, Kong balzò verso l'alto, e fu un salto fenomenale. Meno di un secondo dopo, l'ordigno di Maschera di Ferro scaricò gran parte del suo potenziale verso la parte anteriore dell'armatura. Non essendoci più Kong ad incassare il colpo, Maschera di Ferro non subì neppure l'effetto di ritorno. Si levò a sedere e poi in piedi. Sorpreso ma compiaciuto, il criminale corazzato prese quasi a gongolare: nella sua mente squilibrata, si era convinto di avere sconfitto Kong! Sognava e progettava i prossimi scontri. Immaginava finanche di ridurre a mal partito Dragonfire! Kong in effetti era proprio sparito dalla scena. Che l’esplosione lo avesse colto in qualche modo? Che stesse addirittura morendo dissanguato? Infine Maschera di Ferro pervenne al suo mezzo di trasporto cingolato, dissimulato in mezzo alla vegetazione. Aprì la portiera, ed avviò il motore, o meglio provò ad avviarlo. Maschera di Ferro si guardò attorno: nessun super-criminale dei comics rimane in panne. Scese dal cingolato, e, sperando di non essere osservato, verificò il motore. Solo allora si rese conto di non aver ucciso Kong, e neppure ferito. Alcuni pezzi del motore erano stati smontati e rimontati da qualche altra parte. Chiunque avesse combinato quel disastro, possedeva innegabilmente una profonda conoscenza della meccanica, ed anche una manualità non comune. Maschera di Ferro inquadrò istantaneamente la situazione: era stato buggerato dal pelosissimo mutante di Evolution! Ora era sicuro di essere osservato, e forse addirittura filmato. A conferma, gli giunse da lontano una risata, che parve risuonare per tutto il bosco. Maschera di Ferro levò i pugni verso il cielo, e, per dare soddisfazione alla propria mente dissociata, diede in escandescenze. Ma si riprese quasi subito: non avrebbe dato ulteriori soddisfazioni ai suoi nemici. Ci sarebbero stati altri scontri, e lui ne sarebbe uscito vincitore, ed altri bla, bla, bla. Il dottor Occulto non chiamò il resto di Evolution, per stendere una volta per tutte il criminale corazzato. Forse sbagliò, o forse, sapendo cose a noi ignote, fece bene.
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