giovedì 24 dicembre 2009

POSSESSIONE DA MAGIA OSCURA_libro 2°_59° episodio

La bambina era sempre stata come tutti gli altri bambini: rumorosa, con poca voglia di mangiare quando era ora di farlo, sempre pronta a fare i capricci, compresa l’attitudine a voler andare a dormire ad ore strane, e svegliarsi nel cuore della notte. Una piccola mammifera rompiscatole, eppure amabile, perché i mammiferi, a differenza dei rettili, accudiscono i loro piccoli. Gli umani, tra tutti i mammiferi, assillano i loro cuccioli fino ad età indecenti, ma non è il caso della bambina di cui trattiamo. I genitori ormai non facevano più caso al bagaglio di comportamenti fastidiosi di cui sopra, attribuendoli giustamente alla giovanissima età. Se non facciamo i capricci da piccoli, quando li facciamo? Ci sono in effetti quelli e quelle che i capricci vorrebbero farli anche a sessanta anni, ma ottengono il più delle volte di essere mandati a stendere. Dicevamo che i genitori della bambina, che chiameremo Jessica, sopportavano tutto, finché la piccola esagerò un tantino. Prese a rantolare, a parlare lingue morte, a fare volare oggetti senza toccarli: una scena del film “L’esorcista”. Oggi la Maga è ora giunta in incognito al capezzale di Jessica. Il suo scopo è di impiegare i suoi talenti mutanti per accertare quale sia la fonte del disturbo. La Maga ha assunto l’identità di una psicologa dell’età evolutiva: quelle tizie pedanti e sputasentenze, con occhialini strani. I genitori della piccola accolgono la Maga quasi rappresentasse l’ultima possibilità di risolvere un problema che toglie loro il sonno (poco ma sicuro). La Maga inizia a porre domande ai genitori, e scopre che il loro livello di coinvolgimento è molto grande. Non è facile avere in casa una bimba di cinque anni che produce fenomeni di poltergeist, e non solo. In realtà, le domande servono a dissimulare l’impiego dei poteri telepatici della mutante. Mentre i genitori rispondono alle domande di un questionario, la Maga perlustra le loro menti, alla ricerca della verità. Il punto è che i due la verità non la conoscono: la mutante di Evolution può iniziare a scartare tutte le ipotesi di violenza psichica e fisica, in tutte le sue manifestazioni domestiche. Il dottor Occulto, mandando la Maga a svolgere quel compito di perlustrazione, ha percepito esattamente la natura del male. La telepate estende i tentacoli della sua potente psiche al resto della casa, e cogli occhi della mente vede Jessica. Grazie alle sue facoltà magiche, ereditate dalle sue antenate, ed affinate dallo studio e dall’esperienza, la Maga percepisce alcune forme spettrali che attorniano la piccola, che in questo momento si trova a letto, in camera sua. Quindi ritira quasi istantaneamente le sue emissioni psioniche, un attimo prima che gli spettri percepiscano la sua presenza. La mutante continua a recitare la parte della scienziata, ma i genitori di Jessica non possono e non vogliono ignorare le urla strazianti che provengono dalla camera della figlia. Come possiamo analizzare freddamente i fatti, si dicono i due, quando la nostra piccola soffre a tal punto. In questi momenti, i genitori più apprensivi rendono molto difficoltosa l’azione dei medici o degli altri specialisti nella cura delle malattie dell’infanzia. I mammiferi di solito non sono in grado di osservare con la dovuta freddezza i comportamenti del figli. Quasi tutti i mammiferi hanno questo difetto, eccetto i felini. La Maga si rende presto conto di non poter fare alcun affidamento sui genitori di Jessica. Anzi, c’è il rischio che intralcino il suo operato. Allora non le resta che sedarli, per il tempo necessario ad individuare e risolvere il problema. Mentre i due si agitano e perdono ogni residua parvenza di controllo, una doppia scarica mentale della potente mutante spegne completamente i loro cervellini. Due corpi crollano sul divano, e lì rimangono, in attesa che la Maga disponga diversamente. Ora la mutante abbandona ogni copertura, e sale le scale che conducono alla camera di Jessica. Il potere telecinetico della telepate di Evolution spalanca la porta, senza bisogno di toccare la maniglia. Una buona entrata ad effetto dovrebbe convincere i suoi nemici di non avere a che fare con un’umana sprovveduta. Gli spettri che circondano Jessica dovrebbero essere visibili solo alla bambina, ma la Maga è dotata dalla nascita della doppia vista, e nessun essere fatato o stregato può nascondersi alla sua percezione. Vistisi scoperti gli spettri muovono all’attacco della mutante, che però non incontra difficoltà a congelarli dove si trovano. Dall’entrata della Maga, il tempo nella camera di Jessica è come congelato, o scorre lentissimamente. La bimba ha quasi smesso di strepitare e di fare volare oggetti per la stanza. Gli spettri sono tre, colorati di verde marcio, marrone fango e viola mortuario: il look che ci si può aspettare da entità di bassa levatura. La mutante di Evolution non ha tempo da perdere, anche perché non intende lasciare per troppo tempo nell’incoscienza totale i genitori di Jessica. Vorrebbe riservare l’esorcismo alla bimba, ma i tre spettri sbavanti e biscicanti hanno la precedenza. La Maga ricorda molto bene le lezioni del dottor Occulto, e le mette in pratica con velocità ed efficienza: le tre fastidiose entità vengono colte da un turbine di energia psicocinetica, che le proietta attraverso le pareti, fuori e lontano dalla casa. Un solo gesto e il turbine si spegne. Gli spettri stanno ancora volando attraverso la campagna; urlano, ma i rari passanti nottambuli ritengono si tratti di un vento lontano. Poi spariscono, aspirati da qualche inferno di poca importanza, come di poca importanza sono loro. La Maga si avvicina alla piccola, che sorride in maniera decisamente insolita, trattandosi di una bimba di pochi anni di età. Poi Jessica parla con una voce non sua, e rivela la natura della possessione. L’entità si dichiara un demone infernale molto importante, ma la Maga ha già combattuto i demoni, e ne riconosce le vibrazioni peculiari. I demoni sono esseri extradimensionali, ma chi possiede la piccola è originario di questo pianeta. Tuttavia la mutante si trova ad affrontare un potere notevole, che potrebbe essere pari al suo. Ovviamente la Maga spera che il suo nemico non disponga di una forza superiore, ma proprio questa riflessione la induce ad attaccare per prima. Ed allora Jessica grida come dovrebbe gridare una bambina. L’energia psicocinetica della mutante le produce un grande dolore, perché evidentemente l’entità che la possiede si è radicata in profondità. La Maga cessa subito l’attacco, per non ferire la piccola. Non essendo una novizia in conflitti di questo tipo, la telepate di Evolution si circonda quasi istantaneamente con un campo di forza. Una frazione di secondo dopo, arriva il dirompente attacco, che scaglia indietro la Maga. Ma gli allenamenti con i colleghi l’hanno fortificata, e, invece di cadere rovinosamente, rotola su se stessa. Appena si rialza, nota che una nuova forma quasi visibile è apparsa accanto a Jessica: una donna alta e magra, bruna e vestita di nero. La Maga ne deduce trattarsi dell’agente infestante: un essere umano o para-umano, presente in quella stanza con il suo corpo astrale. Dovendole attribuire un nome, ed in assenza di migliori indicazioni, decide di chiamarla Strega. E forse di una strega si tratta, ma di quelle che hanno abbandonato il culto della Natura, per servire le forze del male. La Maga sa che i demoni più che servire gli esseri umani se ne servono per i loro scopi. La Strega quasi sicuramente sta lavorando più o meno consciamente per un’oscurità decisamente aliena. Invece di attaccare direttamente il corpo astrale della nemica, la Maga invia una velocissima sonda mentale, a carpire informazioni che potrebbero rivelarsi essenziali nel corso della battaglia. Ed in effetti l’allieva del dottor Occulto percepisce immagini molto eloquenti: riti di iniziazione, sacrifici di innocenti volatili, incantesimi di evocazione, e finalmente il patto demoniaco. Ancora una volta una sprovveduta autodidatta si è fatta abbindolare da potenze che promettono poteri e riscatto, ma desiderano solo nuocere al genere umano. Quante volte, si chiede la Maga, queste entità extradimensionali hanno abbindolato umani dotati di un certo talento magico. Ma la battaglia deve iniziare subito, per il bene di Jessica. La Maga si proietta quasi istantaneamente fuori dal suo corpo fisico, che rimane però ben protetto dal campo di forza attivato in precedenza. Sul piano astrale, le forme mutano molto più facilmente che sul piano fisico. La Maga impugna una spada luminosa, che affonda nelle carni spettrali della nemica. Lei urla per il dolore, ma non muore. La Strega muta sollecitamente forma, divenendo un grosso serpente verde e viola, con zanne grondanti veleno. Il serpente scatta in avanti a grandissima velocità, e sfiora la forma ectoplasmica della Maga. Il solo contatto con quel mostro provoca dolorose bruciature, che in parte si ripercuotono sul corpo fisico della mutante. La spada luminosa, simbolo dell’integrità morale della mutante, cala in un arco di morte, restituendo con gli interessi il dolore ricevuto. Nella sua capanna, in mezzo ad una palude putrescente, la Strega grida a lungo, ma la sua volontà di nuocere è troppo forte. Non desisterà, perché il demone le ha promesso potere e riscatto; vuole vendicarsi per essere stata derisa ed emarginata. Anche se forse è stata lei la prima a rompere i contatti con il resto della razza umana. La Strega ricorda di essere stata respinta da un uomo che amava, e questo l’ha fatta impazzire. Lui diceva di volerle bene, ma pretendeva che la smettesse con quella sua insolita fissazione per le cose morte e demoniache. Adesso la Strega non lo ama più, o almeno vuole illudersi che sia così. Vuole dimostrare a se stessa di essere una donna superiore all’amore stesso. Per dimostrarlo ucciderà l’uomo che le ha spezzato il cuore. La Maga sente tutto ciò, nel momento il cui la sua nemica lo pensa, e prova quasi pena per la stupidità di quella donna. Aveva incontrato l’amore, ed ora nuota nell’odio. Vorrebbe parlarle, ma la Strega è una vera pazza, che pensa solo ad uccidere e forse anche a morire. Evolution insegna a non trattare mai i criminali con i guanti. Mai abbassare la guarda, mai intenerirsi di fronte a storia strappalacrime. I delinquenti hanno avuto la possibilità di effettuare una scelta, ed hanno preferito il male al bene. Per questo devono essere estirpati dalla società sana. Il serpente fantasma ora estroflette due zampe munite di enormi artigli, e vola sorretto da due ali di pipistrello. Ma quando colpisce, la Maga non è più lì, anzi non è più la Maga. Visto che la battaglia magica e psionica si è trasformata in un scontro primordiale, da Evolution è giunto l’aiuto più adeguato e bene accolto. La psiche della mutante Ferox è stata proiettata a grande distanza, per aiutare la collega Maga. Il dottor Occulto, che stava seguendo il combattimento mortale, è intervenuto con grande risolutezza. Il corpo astrale della Maga si trasforma istantaneamente in una copia ectoplasmica di Ferox. La mutante psionica si fa letteralmente da parte, per lasciare campo libero alla donna leopardo. La Strega avverte il mutamento, ma non conosce Evolution, e non ha mai sentito parlare di Ferox. La donna leopardo estroflette gli artigli, ed anticipa il momento in cui li affonderà nel corpo di quell’orrido serpente, che adesso è verde, rosso e viola. La fantasia malata e drogata della Strega cerca di dare il suo peggio, ma la donna leopardo non ha bisogno di apparire tremenda, lei lo è veramente. Il serpente multicolore accenna a muoversi, ma non si rende conto di confrontarsi con un essere dotato di riflessi felini. Ferox finge lentezza, solo per indurre l’avversaria a scoprirsi. E così avviene: agli occhi di Ferox lo scatto dell’animale ectoplasmico risulta particolarmente lento, e lei si regola di conseguenza. Gli artigli di Ferox affondano profondamente nelle carni del mostro; le ferite si accentuano e si prolungano grazie all’inerzia, e da esse prorompe una specie di liquido purulento. Il serpente che è la Strega spalanca le enormi fauci, ma non per uccidere, bensì per emettere uno stridio altissimo, di dolore. Sebbene la battaglia si svolga sul piano astrale, i danni subiti dai contendenti si ripercuotono sui rispettivi corpi fisici addormentati. Jessica riapre gli occhi, essendo nel frattempo cessata la possessione stregonesca. Ferox soffia, salta, rotola e colpisce di continuo, impedendo all’avversaria qualunque controffensiva. La Strega non dispone evidentemente di tecniche di combattimento corpo a corpo, oppure esse sono poco o nulla se confrontate con la naturale attitudine della donna leopardo. Se il combattimento coinvolgesse ancora la Maga, forse ora lei si fermerebbe ad osservare e riflettere. E sbaglierebbe, perché il serpente multicolore non è ancora morto, e si prepara a sputare il veleno in faccia a Ferox. Ma la mutante felina sa istintivamente che un nemico non è mai battuto finché non è completamente inerme. Un attimo prima che le ghiandole velenifere liberino la sostanza letale, gli artigli di Ferox compiono un arco di morte, e la gola del serpente ne risulta squarciata in maniera irreparabile. Sul nostro piano dell’esistenza, la Strega inizia a morire, ma non le sarà concesso di farlo. I demoni volevano un’anima pura, ma si accontenteranno di una impura. I demoni sono notoriamente vendicativi. La Strega non entrerà nel tunnel di luce, ma precipiterà in uno degli inferni che aveva osato evocare. Le sue grida si perdono mentre la Strega precipita in un pozzo surfureo, che pare senza fondo. E mentre precipita sente molto distintamente le orride risate dei demoni che credeva di avere asservito ai suoi miseri disegni terreni. Quella che fu la Strega si prepara ad un’eternità di sofferenza, ammesso che sia possibile farlo.

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