lunedì 14 dicembre 2009
PROVE DI ARMAGEDDON_libro 1°_34° episodio
Un vasto altopiano, circondato da altissime montagne. Il sole illumina due schieramenti contrapposti. Da una parte, troll, giganti, lupi mannari, demoni vari. Dall’altra, guerrieri barbuti, con elmi ornati da ali o corna. Assieme a questi ultimi, al centro della linea, ci sono i mutanti di Evolution, ed ovviamente Dragonfire. I guerrieri hanno fattezze umane, ma sono decisamente alti e robusti. Nessuno di loro è alto e grosso come Dragonfire, ma la media è massiccia quanto Kong, l’uomo bestia di Evolution. Ferox, la donna leopardo, appare minuta, in mezzo a quei guerrieri eccezionalmente robusti, ma i suoi artigli snudati promettono spargimento di sangue. I guerrieri salgono a cavallo, eccetto Dragonfire, Kong e Ferox. Nel caso del drago, avrebbero avuto grosse difficoltà a trovargli una cavalcatura adeguata. Kong e Ferox potevano salire a cavallo, ma il loro stile di combattimento richiede libertà di movimenti. La Maga e Fulminatore hanno invece accettato due cavalcature: due grossi e bellissimi cavalli, dallo sguardo fiero ed il portamento regale. Dragonfire non vede l’ora di iniziare la battaglia, per poter confrontare il suo potere alieno con quello dei giganti e dei troll. I giganti sono mediamente alti sei metri, quindi il doppio del drago di Evolution, ma lui non ha mai incontrato qualcuno che lo potesse contrastare sul piano fisico. I troll sono alti più o meno tre metri, come Dragonfire, e sembrano scolpiti nella roccia; si dice che la loro pelle sia pressoché impenetrabile. A proposito della pelle scagliosa di Dragonfire, la sua quasi impenetrabilità è certificata da molte battaglie. I contendenti si sono schierati in lunghissime linee, e si preparano ad uno scontro di rara potenza. Sembra che tutti attendano un segnale d’inizio, ed il segnale arriva, sotto forma di suono prolungato di corno. Migliaia di voci, forti e gutturali, rispondono, scagliando verso il cielo la loro sfida. Poi tutti partono al galoppo, eccetto i mutanti Kong e Ferox, che saltando e balzando, quasi superano i cavalli. Dragonfire è velocissimo, e suscita lo stupore di tutti i cavalieri. Troll, giganti, lupi mannari e demoni sono anch’essi privi di cavalcatura, ma non ne risentono. Lo scontro tra i due eserciti avviene al centro dell’altopiano, ed è un clangore di metallo contro metallo, e di carne contro ossa. Dragonfire investe in piena corsa un colosso armato di clava, e lo rovescia senza fatica. Kong atterra su un troll, decisamente più grosso di lui, ma il mutante è molto più veloce. L’uomo bestia di Evolution colpisce il suo avversario con un potentissimo pugno sulla testa; il mutante si accorge che il troll è effettivamente roccioso, ma il troll risente apprezzabilmente della botta. Ferox cerca e trova un lupo mannaro: una specie di grande bestia pelosa, tutta nera. Ferox è scatenata, ed i suoi artigli disegnano profondi solchi nelle carni del mannaro. Lui riesce a colpire di striscio la mutante, ma questo non fa che acuire la ferocia della donna leopardo. Anche il lupo mannaro dispone di un potere di guarigione veloce, ma Ferox colpisce più forte, più a fondo e più frequentemente. La Maga impiega le sue scariche della confusione, prima che i suoi avversari giungano a tiro con le spade, le asce, le clave e le mazze. Atterra almeno due demoni contemporaneamente, a distanza di almeno cinque metri, su un cavallo in movimento. Un lupo mannaro la nota distratta, e balza verso di lei, con le zanne desiderose di bere il suo sangue. Dragonfire lo afferra letteralmente al volo, con una delle sue zampacce, e lo scaglia con grandissima forza addosso ad un gigante. Tale è l’impatto che il lupo mannaro scivola al suolo mentre il gigante traballa. Fulminatore coglie il momento giusto per far conoscere a quel bestione la potenza delle sue energie mutanti. I capelli del gigante si rizzano e fumano, la clava gli cade di mano, e crolla sulle ginocchia. Kong, che passava da quelle parti, gli indirizza un gancio poderoso sulla mascella. Il gigante vede le stelle, e si addormenta beato. La battaglia pare volgere a favore dei mostri quando un gigante abbatte la sua colossale clava, ricavata da un grosso e nodoso albero, sulla schiena e sulla testa di Dragonfire. L’impatto produce un grosso rumore, e per poco la clava non si spezza. A dire il vero il drago traballa leggermente in avanti, ma solo per circa due secondi. Poi si volta verso il suo nemico, ed apre le fauci per scagliargli addosso la sua terrificante fiamma. Evidentemente ci ripensa, perché lo attacca fisicamente. La seconda mazzata avrebbe potuto cogliere il drago in pieno muso, se il drago non avesse intercettato il colpo. Le sue grosse zampe verdi fermano il colpo a mezz’aria, e strappano l’arma allo strabiliato gigante, che mai si sarebbe atteso una tale forza in un essere che per lui è decisamente piccolo! Dragonfire stritola facilmente il vecchio legno nodoso, che viene ridotto in scaglie. Il gigante avanza, ma la coda del drago sibila e taglia l’aria; la botta è tale che le costole del bestione si rompono o ci vanno vicino. Maga lo finisce, con una delle sue scariche psioniche: la testa del gigante va completamente nel pallone, ed il corpaccione cadendo solleva un sacco di polvere. Un demone mostra di saper produrre e lanciare fiamme; nulla di assimilabile a quelle del drago, ma comunque fastidiose. Se ne occupa Fulminatore, con due saette non rettilinee, che raggiungono il demone blu alla nuca e ad una tempia. I guerrieri, alleati di Evolution, fanno la loro parte, e le spade luccicanti si levano verso l’alto, prima di abbattersi sulle carni e sulle ossa dei mostri. Ferox se la prende con un troll; mentre gli passa accanto lo graffia ferocemente, e lui muggisce di dolore. Un dolore avverte il troll che la donna leopardo gli è dietro, e sta facendo scempio della sua pelle dura. Kong salta oltre tre metri in alto, per stampare un pedatone spaventoso sul muso inespressivo del troll. Quel muso diventa di colpo testimone di un dolore insolito e profondo. Ferox affonda nuovamente i suoi affilatissimi artigli, balzando a velocità accecante. Il troll è stordito; se ne accorge uno dei cavalieri, che gli cala sul testone la sua mazza chiodata. La pelle e le ossa dei troll sono veramente durissimi, dato che l’acciaio non raggiunge lo scarso cervello contenuto nella scatola cranica. Attorno ad Evolution si è fatto il vuoto, ma gli eroi non vogliono sprecare questa splendida occasione di allenamento. Lucrezia sta sognando di Evolution che, assieme ad un esercito di cavalieri, combatte contro lupi mannari, giganti, troll e demoni assortiti. Vede Dragonfire, Kong, Ferox, Maga e Fulminatore, che, sapendo di non avere a che fare con fragili ossa e tenera carne umana, colpiscono a piena potenza. Fulmini, scariche psioniche, pugni fracassanti, artigli mortali. Il drago non ha ancora impiegato la sua super fiamma, accontentandosi di percuotere i mostri con i pugni e la coda. Evolution agisce in sincrono, grazie al perfetto affiatamento, agli allenamenti ed alle numerose battaglie. I cavalieri, il drago ed i mutanti si supportano a vicenda, come fossero una squadra allenata e condotta in campo dallo stesso coach. Adesso Lucrezia, che è legata da una profonda simbiosi alla donna leopardo, vede aleggiare sul campo di battaglia Navigatrice, e sente altresì la presenza di una mente superiore. Il dottor Occulto è lì, ancora meno visibile di Criss, la sorella di Fulminatore. La battaglia prosegue da ore, ma nessuno chiede pietà o arretra. Evolution pare instancabile, forse ancor più dei cavalieri. Forse, riflette Lucrezia, quello è un luogo senza tempo, dove lo scontro potrebbe durare indefinitamente. Appare chiaro che Evolution combatte dalla parte dell'Ordine, così come i mostri sostengono il Caos. Navigatrice vede Lucrezia, e le trasmette il suo pensiero: quella a cui sta assistendo è in effetti una prova di Armageddon. Alla fine del nostro tempo, Male e Bene si scontreranno in una colossale battaglia. Lo scontro è previsto da tempi immemorabili, da tutte le religioni. Alcune profezie accreditano la fine del mondo in tempi brevi: pochi anni. Forse è per quel motivo che ora Evolution combatte e si diverte a combattere. C'è da dire che nessuna religione aveva previsto l'avvento di Evolution. Forse sarà proprio Evolution a spostare l'equilibrio tra Caos ed Ordine. Di certo il Caos non si getterà a testa bassa nello scontro; non ora che ha visto cosa può fare Evolution. Il Caos cercherà di trovare, prima della fine, nuove anime; sperando che il numero possa controbilanciare la potenza dei mutanti della Terra. Però rimarrebbe comunque da battere Dragonfire. Il drago ha liquidato agevolmente giganti di sei metri, lupi mannari, demoni e troll. Contro di lui saranno messi in campo mostri veramente immensi, come il serpente del Midgard. Thor non si offenderà se il serpente cercherà di ammazzare prima Dragonfire. Il cruccio di Lucrezia è uno solo: di essere sufficientemente pronta per Armageddon. Ma ora Ferox solleva lo sguardo, la vede, la saluta e la rincuora: ci sarà anche lei. Poi la donna leopardo balza come solo lei sa fare, ed i suoi artigli rovinano la giornata, e non solo quella, ad uno stupefatto e dolorante gigante delle montagne. Finalmente lo schieramento avversario si apre, come pronosticato da Navigatrice, e nel punto tracciato dal suo potere. E Dragonfire è pronto come sempre: la super-fiamma che è la sua essenza trascendente pare funzionare il tutti i mondi, ed anche nei luoghi e nei tempi di transizione. I mutanti di Evolution si scostano velocemente, ed altrettanto fanno i cavalieri. La fiamma cosmica del drago scompagina pesantemente il fronte nemico. Nessuno resiste al suo contatto. Quegli esseri mitologici non muoiono come le cose di carne, ma vengono scagliati in qualche luogo infero, dove giungono urlanti, in attesa di ricostituirsi nella loro sostanza ultraterrena. La battaglia è pressoché finita, ma, come si è detto, si è trattato solo di una prova di Armageddon.
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