giovedì 24 dicembre 2009

SOGGETTI IGNOTI_libro 2°_46° episodio

A Dragonfire le sue amiche pecorelle avevano riferito di alcuni brutti soggetti che si aggiravano nei pressi del gregge. Quelle bestiole, naturalmente diffidenti verso gli estranei, si erano raccomandate tra loro di non avvicinarsi ai brutti ceffi, e di non lasciare che si avvicinassero. E questo le aveva salvate. Forse il pastore non ci aveva fatto caso, ma almeno uno dei teneri agnellini aveva rischiato di finire nelle grinfie di un passante troppo assiduo e troppo presente ai bordi del campo cintato, dove le pecore brucavano meno tranquillamente del solito. Purtroppo invece, nel caso di Ferox, alcuni dei suoi numerosi amici felini erano effettivamente spariti. Ma, a differenza del gregge, i gatti sono indipendenti e girovaghi, quindi difficili da tener d'occhio. La mutante felina di Evolution vorrebbe mettere le grinfie sui delinquenti che hanno rapito i suoi amici, e fargliela pagare cara. Gli farebbe provare la sensazione di trovarsi spalle contro il muro, senza via di fuga. Poi gli artigli di Ferox lo colpirebbero una sola volta per ogni gatto rapito e presumibilmente ucciso. Nella sua tana, costituita da antiche gallerie militari abbandonate, il criminale ammira le opere di quello che definisce “ingegno”. Quel topo di fogna bipede cattura, da tempo, animali di vario tipo, poi li uccide e li seziona. Il suo è un perverso culto della morte, giacché poi le ossa e la pelle delle povere creature vengono assemblate in un blasfemo mix di semi-vita apparente. Se i genitori gli avessero spezzato la schiena a mazzate da piccolo, ora il delinquente non farebbe certe cose. Se gli assonnati e svogliati insegnanti si fossero accorti di quel bambino taciturno, che faceva in continuazione disegni macabri, forse oggi quei gatti e quei cani sarebbero ancora vivi. Ma nessuno ci fece caso, ed il bambino divenne un ragazzo che torturava lucertole e passeri. Oggi ha fatto un salto di qualità, e non pone limiti alla sua voglia di produrre il male. La centrale di polizia è in subbuglio, perché è appena stata rapita una giovane quasi mamma, al sesto mese di gravidanza. Ciò che i poliziotti non sanno è che la donna aveva accettato un passaggio in auto; detta auto era condotta da un'insospettabile vecchia signora. Ma la vecchia signora non era né vecchia, né una signora, ed aveva quasi subito cloroformizzato la sprovveduta; ora la donna rapita è legata ad una sedia, e grida inutilmente. Infatti in quelle gallerie militari abbandonate si aggirano solo, tra animali impagliati, ossa e tendini appesi ad asciugare ed altre manifestazioni della loro pazzia, quell’uomo che da piccolo seppelliva gli animaletti vivi, e una donna, sua complice, che invece aveva sempre preferito far del male agli esseri umani. I due depravati si sono conosciuti tramite Internet, visitando siti nei quali potevano deliziarsi a visionare fotografie di ferite, lacerazioni, piaghe, teste mozzate, mani scarnificate, sangue a profusione, su sfondo viola e nero. Su Internet c'è proprio di tutto, anche troppo a dire la verità. La detective Lucrezia è stata convocata dal suo capo, per una riunione urgente. Tutti sono a dir poco agitati, perché la giovane mamma rapita è la terza di una serie di giovani creature umane inermi e femmine. Dato che le tre sono state rapite in uno specifico quartiere della città, nei pressi dello stadio, e dato che i rapimenti sono avvenuti nel giro di tre giorni, viene spontaneo pensare ad un maledetto serial killer. Il capo di Lucrezia ha più capelli bianchi del solito, suda nonostante non faccia caldo, ed è sotto pressione almeno da ventiquattro ore. I giornali scrivono che la polizia brancola nel buio; è una penosa frase fatta, buona per chi non sa scrivere, ma corrisponde alla realtà. Di solito, i serial killer lasciano messaggi deliranti, scritti o in rete, ma non questo o questi. La polizia teme che il rapitore o i rapitori proseguano indisturbati, fino a quando commetteranno un errore fatale, se lo commetteranno. Come si fa a lavorare in queste condizioni? Lucrezia, che pur condivide alcuni poteri di Ferox, vorrebbe invece disporre di qualità più specificamente psichiche. Tipo i poteri psionici della Maga, ad esempio. Naturalmente ciò non significa che Lucrezia non sia grata del legame magico con la donna leopardo. I poteri che ha acquisito dalla loro simbiosi le hanno salvato la vita un sacco di volte. Ma ora si sente inerme come tutti i suoi colleghi, mancando ogni traccia visibile che conduca al soggetto ignoto. L'istinto suggerisce a Lucrezia di aggirarsi lontano dalle strade trafficate, e così facendo Lucrezia inizia a sentire parlare i gatti. Ed i gatti si accorgono della sua presenza, fiutando in lei qualcosa di diverso e di superiore all'umano. Il disagio dei piccoli felini è frammisto ad un nervosismo che non è loro congeniale, ma la sensibilità telepatica di Lucrezia non è profonda come quella di Ferox, i cui geni mutanti la pongono in netto vantaggio. Lucrezia si reca quindi alla sede di Evolution, per fare il punto della situazione, e lì incontra la donna leopardo, che è a conoscenza dell'agitazione che attraversa il mondo dei piccoli felini. Quale elemento accomuna la donna incinta di sei mesi con le due persone che l'hanno preceduta? Tutte femmine, d'accordo, quindi si ipotizza che il criminale o i criminali preferiscano sequestrare le bambine, le ragazze e le donne. Ma del resto si potrebbe eccepire che gli uomini di solito sono più forti fisicamente, quindi meno facili da sottomettere. La prima ad essere rapita è stata una bambina di dieci anni, affetta da asma; poi è toccato ad una ragazzina di dodici anni, con un lieve deficit nella deambulazione. Deduzione: il soggetto ignoto aggredisce femmine indebolite, come farebbe un predatore nei confronti di un branco. Componenti più lenti e meno reattivi, per sottomettere i quali non sia necessario un lungo appostamento, o meglio nessun appostamento. Ciò che ha riportato Dragonfire a proposito delle sue pecorelle suggerisce l'opera di una o più menti malate, che non si limitano a soggetti umani o agli animali. Manca solo un aspetto: gli eroi di Evolution non sono affatto sicuri che i soggetti ignoti che rapiscono umani ed animali siano gli stessi, ma, in assenza di indizi, può essere buona norma basarsi sull'istinto, specie se si tratta dell'istinto animale della donna leopardo. Anna, questo il nome della donna rapita per ultima, cerca di liberarsi dalle cinghie che la bloccano alla sedia di metallo. Ha però capito che non serve urlare, non in quelle catacombe; si ottiene solo un eco che pare propagarsi all'infinito. Anna ha capito di non essere sola là sotto: le giungono ancora flebili rumori e gemiti da alcune celle chiuse da grosse porte. Non deve cedere alla disperazione; deve resistere per il nascituro, sperando di riuscire a scappare da quell'incubo. All’esterno, l’accesso alle gallerie è mimetizzato sotto una vecchia casa. Attorno alla costruzione fatiscente, circondata dalla campagna deserta, si aggira però un uomo, che si muove con fare circospetto. L’uomo in questione è conosciuto, dai pochi che lo conoscono, come il ninja grigio, e la sua strada ha già intersecato quella di Evolution. Il ninja grigio penetra agilmente all’interno della casa, come se la porta e le finestre non fossero sbarrate. Forse è vero ciò che si dice sui poteri magici dei ninja, e questo spiegherebbe la sua presenza in loco. Il ninja fiuta la presenza dei due depravati, prima ancora di vederli e di sentire il suono dei loro passi. La spada del guerriero fantasma esprime il suo favore per l’imminente banchetto. Il ninja grigio è infatti un portatore della spada, e la spada in questione è una spada nera, affamata di anime nefande. Kong, lo scienziato di Evolution, ha introdotto nei suoi computer tutti i dati a disposizione, ma i computer non dispongono dei poteri psionici necessari alla quadratura del cerchio. Il dottor Occulto possiede viceversa quei talenti, e, sebbene in misura minore, è così anche per la Maga. La commistione tra scienza, magia e poteri mutanti potrebbe operare un miracolo, magari in forma di una traccia subliminale. Fulminatore si aggira per la città, perlustrando la zona dove sono avvenuti i tre rapimenti. Pensa che sarebbe bello imbattersi in un criminale che cerca di rapire la quarta passante inerme, ma forse sarebbe chieder troppo alla fortuna. Gli accade invece di assistere all'inseguimento a sirene spiegate di un'auto della polizia. Prima di percepire visivamente la corsa sfrenata e pericolosa, Fulminatore riceve mentalmente una comunicazione della Maga. I banditi hanno appena rapinato una vicina filiale di un istituto di credito. Hanno sparato alla guardia giurata, ferendola, per poi scappare con un bottino per nulla eccezionale. Dispiace a Fulminatore doversi distogliere dallo scopo precipuo della sua perlustrazione, ma nessun criminale può farla franca, se nei paraggi si aggira un super-eroe di Evolution. Fulminatore solleva le braccia, per direzionare i suoi potenti lampi d’energia sopra le auto parcheggiate. L’auto dei banditi si allontana velocemente, ma la sua velocità è praticamente nulla se rapportata alla propagazione dell’elettricità nell’atmosfera. I fulmini gemelli scaturiscono senza sforzo dalle mani del mutante di Evolution, si ramificano nell’aria come solo le scariche elettriche sanno fare, poi, prima che il tuono raggiunga le orecchie umane, colpiscono con forza impressionante. L’auto dei banditi salta letteralmente in aria, ruota a quattro metri d’altezza, si capovolge e precipita sul selciato. I cristalli della vettura si frantumano, ed i banditi atterrano di testa all’interno dell’abitacolo. Quando i poliziotti estraggono i quattro malviventi, i pessimi soggetti non hanno alcuna voglia di opporre resistenza. Operato l’arresto, i poliziotti vorrebbero rivolgere i loro ringraziamenti a Fulminatore, ma il mutante è tornato alla sua missione principale. Ma oggi i rapitori non sono usciti di casa, e non incontreranno Fulminatore. Nella sede di Evolution, la mistica commistione tra i dati informatici e quelli subliminali ha prodotto una sorta di impressione-pensiero. Un fantasma di informazione, che non dovrebbe essere visibile, ma, grazie al potere del dottor Occulto, si manifesta nel suo bel colore viola, screziato di rosso.L’impressione-pensiero, che aggrega i ricordi dei gatti di Ferox e delle pecorelle di Dragonfire, protende i suoi tentacoli come una bestia braccata. Non vorrebbe rivelare ciò che sa, ma il potere di Navigatrice serve appunto a risalire percorsi invisibili e dissimulati. Sentieri spazio-temporali usati una sola volta dai criminali compaiono nella mente dei convenuti, e le immagini sono più chiare delle parole. I poteri telepatici di Occulto, Maga e Navigatrice inducono il mostriciattolo a riferire ciò che non vorrebbe: il numero dei rapitori, la loro consistenza fisica, e specialmente dove si rintanano. Nelle caverne dell’orrore, i due depravati sembrano lavorare senza posa: spostano ossa e tendini, assemblano pelli appena strappate ed altre più antiche. Progettano nuove nefandezze senza sapere che Evolution è sulle loro tracce. L’attacco giunge dal cielo, assumendo la forma del colossale Dragonfire, che salta dal velivolo condotto da Kong. Come minimo il drago precipita al suolo da cinquanta metri, e la gravità attrae il suo corpo quasi invulnerabile a velocità crescente. Un impatto che pare un tuono annuncia l’atterraggio del potentissimo alieno. Le sue zampe precedono il resto del corpo alto tre metri e pesante settecento chili. La casa, che dissimula l’entrata alle caverne dell’orrore, è attraversata da un colosso verde, provvisto di coda: un vero drago. Dragonfire sprofonda anche nel pavimento di cemento, aprendo la strada al resto della super-squadra. Il ninja grigio sfrutta quel momento per liberare Anna dai suoi legami, poi si reca ad aprire le celle dove i depravati detengono le due ragazzine. Le trova ancora in discrete condizioni: come possono star bene due persone malate, prigioniere da giorni. La spada nera inizia a cantare in maniera meno sommessa, chiedendo l’anima di almeno uno dei criminali disponibili. Il ninja sa, quindi lo sa anche la spada, che Ferox guiderà l’attacco di Evolution; perché è la più veloce ed anche perché è la più sanguinaria. Il sangue felino pare bollire nelle vene della donna leopardo. Ora pretenderà che quei maiali bipedi conoscano e condividano almeno una parte del dolore che hanno somministrato a troppi innocenti, animali ed umani. Anche questa volta, nulla resterà a disposizione della cosiddetta giustizia umana. Nessun giudice e nessun avvocato potrà sostenere l’infermità o la semi infermità mentale dei depravati rapitori. La polvere prodotta dall’irruzione di Dragonfire non si è ancora posata che già la donna leopardo vola letteralmente nei sotterranei. Nessuna tenebra è troppo fitta per lei; i suoi super-sensi funzionano come sempre al massimo, ed avverte una terza presenza umana, o forse para-umana. Il destino decide che sia la donna, complice dello squartatore, ad attraversare la strada di Ferox. Lo stesso destino ha allora deciso che la spada nera beva l’anima del soggetto ignoto maschile. Come topi impazziti, fiutando l’odore acre della loro stessa paura, i due delinquenti scappano a perdifiato. Cercano scale e porte nascoste, ma i loro sensi ed i loro muscoli sono poca cosa se confrontati con quelli di Ferox e del ninja grigio. Chi sia tra i due eroe il primo ad affondare gli artigli o la spada non ci è dato saperlo, ma i due delinquenti urlano praticamente all’unisono. La vita li abbandona entrambi, uscendo da orrende ferite, assieme a fiotti di sangue arterioso e venoso. L’unica differenza è determinata dalla particolare azione della spada nera, che afferra l’anima del criminale e non le consente una tradizionale dipartita, seppur violenta. La spada nera macina l’essenza astrale di quella immonda carogna, e ci prova grande gusto. L’arma demoniaca digerisce quel che resta dell’anima depravata in un inferno particolare e privato. Una dimensione oscura dove i patimenti per le torture inferte vengono restituiti fino all’ultimo. Un non luogo al quale si perviene solo dopo aver attraversato un lunghissimo intestino di ferro e di fuoco. La sofferenza che lo attende è appena agli inizi, e potrebbe non aver mai fine. La donna che ormai ha finito di agonizzare ai piedi di Ferox, e di sputare l’ultimo alito di vita, dovrebbe essere felice di essersela cavata con così poco.

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