giovedì 24 dicembre 2009
LICANTROPO PER VOCAZIONE_libro 2°_51° episodio
Il lupo mannaro, a differenza del vampiro, non inizia la sua attività morendo come essere umano. Il lupo mannaro è un essere umano che si trasforma in una via di mezzo tra l’uomo ed il lupo. Solitamente trattasi di una combinazione molto più pericolosa dell’una e dell’altra componente. Il lupo mannaro cammina eretto, ma può anche correre a quattro zampe. Inoltre bisogna considerare che da un uomo di ottanta chili trae origine un lupo mannaro di ottanta chili, quindi un gran brutta bestia! Ci sono uomini che odiano essere lupi mannari, e uomini che amano avere la facoltà di uccidere facilmente le pecore ed anche animali più grossi delle pecore. La licantropia si diffonde mediante commistione del sangue della bestia, che entra in contatto con quello dell’uomo. Diciamo uomo, ma potrebbe capitare anche ad una donna. Joss Quimper è un uomo difficile: vive isolato in mezzo ad un bosco, in montagna, ed odia i propri simili. A dire il vero odia anche gli animali. Quimper si diverte a posizionare trappole, sperando di catturare lepri e caprioli. Si rende conto che le sue trappole non si limitano a bloccare le bestiole, ma le conducono ad una morte lenta. Joss Quimper è consapevole di produrre e diffondere il male. Lui tratterebbe allo stesso modo i suoi simili umani, ma si rende conto che la polizia poi lo stanerebbe e gliela farebbe pagare. Quimper non ha il fegato necessario a fare il serial killer, e si sfoga seviziando ed uccidendo innocenti animaletti. Sogna da anni di fare il salto di qualità: gli piacerebbe diventare molto più pericoloso, non solo un teppista dei boschi. Questa notte il destino lo accontenterà, facendogli incontrare un vero lupo mannaro. Quimper non crede ai lupi mannari, sebbene alcune volte si sia sentito osservare da occhi diversi da quelli degli animali del bosco. Una volta Joss si è voltato, ed ha osservato per un breve istante due occhi simili a tizzoni ardenti. Il sole stava tramontando, ed il pessimo elemento è scappato a gambe levate. Quimper tutto sommato è un grosso vigliacco, lo sa e vorrebbe che non fosse così. Quimper si trova nei pressi della sua capanna di tronchi, ed imbraccia un fucile carico. D’un tratto gli perviene un verso acuto, come di un animale ferito in modo grave. Il teppista si ricorda di avere collocato una delle sue trappole disgustose appena oltre i primi alberi, che delimitano la radura. Non è un uomo coraggioso, ma la prospettiva di infierire su un povero leprotto lo esalta. Imbraccia il fucile, e corre verso gli alberi. In effetti qualcosa ha fatto scattare la sua trappola, ma nessun innocente animaletto ci ha lasciato una zampetta. Quimper avrebbe voluto assistere all’agonia di quell’essere, godendosi la sua morte per dissanguamento. Il delinquente gode quando una bestiola inerme gli rivolge uno sguardo incredulo e colmo di dolore. Joss Quimper impreca, poi si volta per raggiungere la propria stamberga, prima che il sole cali del tutto. In quel frangente, lo sguardo iracondo di quella feccia umana incrocia due occhi di brace. L’essere è coperto di peli, è enorme, cammina eretto, dispone di zanne acuminate, ed i suoi artigli non sono da meno. Quimper è un maledetto ignorante, ma l’informazione gli proviene dalla profondità atavica dei suoi geni degenerati: un lupo mannaro! La paura impedisce al sordido individuo di puntare il fucile. La paura lo congela completamente, e la vescica agisce di testa propria, svuotandosi. Il lupo mannaro sniffa schifato, poi sogghigna in una maniera a dir poco terrificante. Quimper è convinto di avere incontrato la propria morte, ma non è così. La belva che gli affonda un numero considerevole di denti nella gola e nella spalla pare in grado di smembrarlo in poche mosse, ma quel licantropo ha un intento differente. La mente umana prende il sopravvento su quella soprannaturale del licantropo, e ne frena quasi completamente lo slancio omicida. L’uomo che c’è dietro il lupo sa o intuisce che c’è un modo di sfuggire alla maledizione: trasferirla. Di solito i licantropi che ne creano altri non perdono la connotazione mannara. In alcune circostanze però quella sorta di demone che innesca la licantropia può decidere di trasferirsi totalmente ad un nuovo soggetto, lasciando libero il precedente portatore. Specie se il precedente portatore possiede alcune abilità magiche, che lo aiutano a scaricare il demone. Così accade: Quimper cade al suolo, ma non muore dissanguato, perché il potere del licantropo gli sana quasi istantaneamente le ferite. Frattanto l’ex licantropo corre il più lontano possibile, per evitare ripensamenti da parte del demone. La creatura extradimensionale in questione è tuttavia soddisfatta di avere trovato un ospite tanto degradato e genuinamente malvagio: proprio quel che gli serve. Non sopportava più di dover lottare contro le remore morali di quel piagnone di prima. Ora sì che potrà divertirsi a sgozzare gente di tutte le età, specie bambine inermi. Come gli piacerebbe sgozzare qualche bimba di pochi mesi, o pochi anni! Joss Quimper non ha capito bene cosa sia accaduto, ma la sintonia col demone è immediata, ed ulula felice alla luna. Da quel momento inizia la terrificante carriera del nuovo licantropo assassino di quella zona boscosa e montagnosa. I giornali e le tv raccontano di intere greggi assalite da una bestia ignota. Veterinari e medici legali studiano i corpi straziati, ricavando informazioni sconcertanti: i denti della belva sono riconducibili ad una bocca che non ha corrispondenza nel mondo animale. Non è grande come quella di uno squalo, ma il suo morso è molto più profondo e possente di quello del più grande lupo conosciuto. I turisti prendono le distanze da quella zona pericolosa, eccetto alcuni sconsiderati cercatori di emozioni forti. Uno di essi, armato di macchina fotografica, si inoltra nel bosco proibito, aggirando gli sbarramenti collocati dalle forze di polizia. Più che sconsiderato, il turista è stupido, perché nel bosco incontra Joss Quimper, nella sua forma di lupo mannaro. Il delinquente gli ulula dietro, per farlo correre: vuole divertirsi il più possibile. Che ci vuole a distruggere a morsi e graffi un simile cretino? Se lo lascia scappare, potrà invece azzopparlo un po’ alla volta, e godere nel vederlo morire lentamente. Il turista, che è poi un giornalista alla ricerca di uno scoop che gli consentirebbe di rilanciare la sua stanca carriera, urla a squarciagola, ma nulla di umano lo ascolta. Inutile perdere tempo con il telefonino; ammesso che ci sia campo, la bestia pelosa e sbavante non si fermerà certo ad attendere che faccia i suoi comodi. Quindi corre e corre a più non posso. Inciampa nel sottobosco, urta cespugli ed alberi. Dietro di lui, quasi trotterellando, il mannaro ulula e sbava. Il cuore del giornalista ha raggiunto pulsazioni da infarto, ma non c’è tempo neppure per quello. Il licantropo annusa la puzza della paura, che si sovrappone agli odori del bosco: disgustoso. Poi, stanco di quel giochino scemo, quello che fu Joss Quimper atterra sulla schiena del malcapitato, spezzandogli la colonna vertebrale. La vittima non si rende conto di avere perso l’uso delle gambe, perché il maledetto mannaro gli ha già addentato la base del cranio. Uno strappo ed il cervelletto schizza fuori dalla scatola cranica distrutta, assieme a sangue e liquor. Un orrido rumore di carne strappata annuncia l’inizio del banchetto. Il lupo mannaro felice di esserlo ulula selvaggiamente, e tutti gli animali del bosco corrono a rintanarsi. Un solo essere non teme quel suono raggelante, ed anche quell’essere non è esattamente umano. Si tratta di una mutante, nata con il potere di un leopardo: Ferox. La super-eroina del gruppo Evolution è giunta nella zona appositamente per stanare la belva sanguinaria ed immonda. Ferox risponde all’ululato del lupo mannaro con uno dei suoi versi non meno raggelanti. Il demone all’interno del licantropo trasmette al suo ospite umano un allarme: i demoni hanno avuto più volte a che fare con Evolution, ed è sempre finita male per i primi. Ferox ha individuato Quimper dall’odore forte e selvatico. Gli artigli della mutante si estroflettono come se vivessero di vita propria, e forse è proprio così. Il lupo mannaro si allontana, ma, giunto nella radura dove si trova la vecchia capanna di tronchi, si trova a fronteggiare la donna leopardo. Ferox è decisamente più piccola del lupo mannaro, ma non pare assolutamente preoccupata. Joss Quimper, o ciò che resta di lui, ritiene erroneamente di potercela fare contro quella piccola femmina. Si sbaglia di grosso. Ferox attacca, balzando per molti metri, direttamente addosso al mostro. Ed il primo sangue versato sgorga da quell’ammasso di peli sbavante rabbia. Il licantropo inizia a provare il dolore delle ferite che si aprono, e lasciano uscire fin troppo sangue. Il potere del lupo mannaro accorre sollecitamente in difesa del corpo ancora frastornato dalla velocità dell’attacco della donna leopardo. Ma, mentre il fattore di guarigione fa il possibile per arrestare la perdita copiosa di sangue, Ferox ha colpito altre due volte, con i suoi artigli a dir poco terrificanti. La natura licantropica soverchia la naturale vigliaccheria di Quimper, ed ora è il lupo colossale a braccare da vicino la mutante. I denti sovradimensionati si chiudono a pochi centimetri dal polpaccio destro di Ferox, ma fanno solo rumore. La mutante di Evolution è concentratissima sul suo avversario, e quasi non sente la voce telepatica della Maga. Il potere psionico della collega di Ferox sta scandagliando il cervello di Quimper, ed accerta la possessione demoniaca. Il dato significativo è però che l’umano posseduto è felicissimo di esserlo: è intimamente malvagio, e gode nel potere recare danno e morte. A Ferox interessa relativamente; lo eliminerebbe comunque. La battaglia infuria da alcuni minuti, e solo una piccola quantità del sangue sul terreno proviene da Ferox. Il lupo è riuscito a coglierla solo di striscio, mentre lei ha fatto molto di peggio. A questo punto, Ferox fissa il mostro con uno sguardo che annuncia la fine delle schermaglie: ora farà sul serio! Finanche il demone dentro il licantropo è impressionato dal messaggio, come se finora la donna leopardo si fosse solo scaldata. Un minimo calo di tensione consente alla parte umana del lupo mannaro di prendere il comando delle operazioni. Quimper scappa a zampe levate, prendendo un discreto vantaggio su Ferox. Il pessimo soggetto aveva sognato di indurre le vittime a scappare attraverso i boschi; sognava di incalzarli fino alla morte, ma ora è lui scappare più veloce di qualsiasi lupo. Corre e salta, senza voltarsi indietro. Si rende conto che Ferox lo seguirà ovunque, grazie alle tracce olfattive che si lascia dietro: la puzza della paura. L’udito potentissimo del licantropo sente che la donna leopardo gli corre dietro, emettendo mugolii che preannunciano smembramenti e morte per dissanguamento. Quimper corre e non guarda dove va; infatti urta contro qualcosa di tremendamente solido e pesante. In effetti però questo qualcosa gli si è posto dinanzi. La botta stordisce il licantropo, che alza la testa ringhiante per capire contro cosa sia impattato. Stupore si mescola a paura quando incrocia lo sguardo di fuoco di Dragonfire. Da quando è diventato un licantropo, Joss Quimper si è considerato un vero colosso, un massacratore di ogni forma vivente. Ma allora chi è quell’essere alto tre metri, e coperto di scaglie, che gli sogghigna in faccia? Il drago squadra il licantropo, ma ha promesso a Ferox di non intervenire. Del resto Quimper non potrebbe assolutamente reggere contro la super-forza dell’alieno di Evolution. Dragonfire osserva con una certa curiosità quel mostro peloso, resistendo a fatica alla tentazione di mollargli almeno una delle sue codate spaventosamente potenti. Poi Ferox piomba sul lupo, come se provenisse dal cielo, e la zuffa animalesca si riaccende. Sorprendentemente però la donna leopardo ha soddisfatto quasi tutta la sua sete di sangue. In effetti il corpo del lupo mannaro ha incassato colpi in grado di uccidere almeno dieci lupi. Proseguire nella lotta impari significherebbe quasi porsi sullo stesso pieno dello psicopatico mutato e posseduto. Quindi, ad un ordine telepatico del dottor Occulto, Fulminatore spara una potentissima scarica elettrica addosso al licantropo. Il capo di Evolution ha comunicato al mutante elettrico quanta energia adoperare per collassare il sistema nervoso del mostro peloso. Fulminatore non deve di certo contenersi, ed illumina la zona con quasi tutta l’energia disponibile. Il lupo mannaro, già ferito gravemente da Ferox, crolla svenuto. Fulminatore, Ferox e Dragonfire vengono raggiunti dalla Maga e da Kong. I mutanti e l’alieno sovrastano la loro preda abbattuta. Toccherà a Kong approntare una cella di contenimento, nella base di Evolution. Poi la Maga userà i suoi poteri mentali per sondare quella mente alienata. Dragonfire afferra e solleva il mostro con una sola zampa, e sembra poca cosa in confronto al colosso verde. Poi l’esanime Joss Quimper, nella sua versione lupesca, finisce sul velivolo multifunzione di Evolution, e contro la sua volontà accompagna il super-gruppo nel viaggio di ritorno alla loro base.
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