mercoledì 9 dicembre 2009
SCARAFAGGI E MUTANTI_libro 1°_16° episodio
I terroristi esaltati e drogati stavano minacciando i clienti di una banca. La teppaglia, armata di mitragliatori e bombe, pareva intenzionata a fare una strage. Dicevano di volerlo fare in nome del loro Dio, ma a lui sicuramente interessava poco o niente di quella banda di cretini puzzolenti. Il capo del commando strepitò ordini, che indussero i suoi uomini mascherati a maltrattare ulteriormente le donne, ed a prendere a calci gli uomini. Uno solo, tra gli ostaggi, un poliziotto, cercò di opporre resistenza, ma lo stesero a randellate prima che riuscisse ad estrarre la pistola. Fortuna per lui che non avessero ancora iniziato a sparare. Il negoziatore, a distanza di sicurezza dalla banca, faceva il possibile per intrattenere la marmaglia assassina. Credeva che fosse possibile ragionare con certa gente. Le richieste dei terroristi erano le solite di tutti i teppisti che credono di tenere in scacco il mondo intero. Volevano un pulmino blindato, per allontanarsi di lì, ed un aereo pronto a portarli in qualche caldissimo posto, abitato da mosche, zanzare e cammellieri urlanti e sudati. Esisteva altresì il rischio che i sequestratori facessero tutta quella scena per poi fare saltare in aria la banca e tutti i presenti in essa. Poi qualcuno finalmente tolse d'impaccio la polizia. Un enorme ruggito costrinse tutti, sequestrati e sequestratori, a volgersi verso una parete laterale della banca. Quasi subito, detta parete venne abbattuta da uno, due, tre colpi di maglio. Ed ecco che, in mezzo alle macerie che aveva appena prodotto, si erse, in tutta la sua statura ed in tutta la sua ferocia, Dragonfire. Il drago verde, alto tre metri e pesante settecento chili, tratteneva a stento la sua poderosa fiamma, che fuoriusciva in maniera marginale dalle sue fauci socchiuse. Gli occhi di Dragonfire cercarono gli occhi dei terroristi, e loro videro la morte e l'inferno. Si fa presto a dire di essere pronti all'estremo sacrificio, per una causa o per l'altra. Il punto è che, quando la distruzione ti si para davanti, può darsi che le gambe ti tremino. Mentre le gambe della teppaglia stavano ancora agitandosi, in risposta ad una sana dose di paura, entrarono in azione gli altri componenti di Evolution. Fulmini saettarono nel locale, seguiti subito dopo da due forme super-umane velocissime: Kong e Ferox. Le truppe speciali, quando irrompono per liberare i sequestrati, sanno di dover essere più veloci degli assassini che hanno di fronte. In uno scontro diretto tra truppe speciali e terroristi, la probabilità di sopravvivenza dei secondi sarebbe infinitesimale. Ecco perché quei vigliacchi, ma non stupidi, si nascondono dietro agli ostaggi. Si dicono che, male che vada, riusciranno ad uccidere qualche innocente. Per quei sanguinari topi di fogna questo sarebbe già un successo. Le truppe speciali sono allenate e la loro azione è sincronizzata. Kong e Ferox avevano provato molte volte azioni simili, ed in più avevano dalla loro parte i poteri mutanti. Kong traeva la sua energia da un archetipo scimmiesco, che però non interferiva in alcun modo con la sua intelligenza scientifica. Ferox, analogamente a Kong, traeva forza ed agilità da un archetipo: il format felino. In pratica, i due mutanti attingevano a due distinti ambiti dell'enorme serbatoio che è la vita planetaria. Erano nati da esseri umani, ma le loro radici si spingevano molto in profondità nell'albero della vita. Sebbene penalizzato dai bassi soffitti, Kong piombò addosso a due o tre criminali, con la forza di una valanga. Finirono lunghi distesi, senza fiato, e con qualche costola rotta. Kong li guardò, e loro ripresero a tremare. Ferox fu meno gentile, perché i suoi bersagli assaggiarono i suoi artigli; non li uccise, ma di certo non apprezzarono tutto quello spargimento del loro sangue. Intanto l'attacco di Fulminatore aveva reso inutilizzabili numerose armi automatiche. Fu allora che il capo manipolo, estrasse una granata, deciso a martirizzare se stesso e tutti quelli che fosse riuscito a coinvolgere nella deflagrazione. Lo avrebbe fatto se le gambe non gli si fossero piegate, e se fosse riuscito a mantenere il controllo delle braccia e delle mani. La Maga aveva preso il controllo del suo corpo, ed allo strepitante soggetto non rimaneva altro che emettere suoni fastidiosi. I suoi occhi riflettevano la delusione del fanatico; il povero cretino aveva visto crollare in pochi secondi il suo grandioso piano. Ma se fosse stato veramente grandioso, non sarebbe fallito tanto facilmente. I quattro mutanti ed il drago alieno si scambiarono uno sguardo d'intesa, e subito dopo affidarono il commando terroristico alla polizia. Però, prima di uscire dalla banca, Fulminatore ebbe modo di accorgersi che il capo banda stava faticosamente strappando con i denti la sicura della granata. Non c'era tempo per le chiacchiere, e fu così che un fulmine assolutamente controllato colse l'uomo e la sua bomba, annichilendo entrambi. Il calore della scarica energetica fuse la sicura al corpo della granata, mentre il grosso dell'energia friggeva dall'interno quella carogna d'uomo. I suoi capelli presero fuoco, gli occhi lacrimarono sangue, il fumo gli uscì dalle orecchie, ed infine l'animaccia sua fece vela verso l'inferno. Tra tutti coloro che videro in televisione il servizio giornalistico sulla rapina e sul rapimento sventati da Evolution, vi erano anche degli esseri non umani, sebbene nati sulla Terra. In una sorta di alveare, una gigantesca regina degli scarafaggi, alta come due uomini e molto più brutta, guardava con i suoi occhi sfaccettati, e rifletteva. Chi pensava che le regine degli insetti fossero delle bestie assurde si sarebbe ricreduto, se avesse saputo della tecnologia a disposizione di quelle creature a sei zampe. Gli assistenti della regina degli scarafaggi erano più piccoli di lei, maschi e femmine, ed anche loro trafficavano con computer, palmari e telefonini, ovviamente adattati alle loro forme di insetto. Gli umani sono abituati a pensare che tutti gli altri predatori li vogliano morti, ma non è così. La regina degli scarafaggi regnava da anni, se non da secoli, e mai aveva ordito invasioni di massa, per conquistare il mondo di superficie. Cosa dovevano farsene i maxi scarafaggi del mondo di superficie? Ovviamente esisteva una differenza tra quegli scarafaggi, alti da due a quattro metri, e quelli domestici. Diciamo che i primi erano il frutto di un'evoluzione favorevole. Erano insomma mutanti tra gli scarafaggi. Non odiavano i loro predecessori formato tre centimetri, ma non volevano neppure scagliarli contro l'umanità. Insomma la strategia della regina degli scarafaggi mutanti era vivi e lascia vivere. Ora era più che altro curiosa: voleva conoscere di persona quei simpaticoni di Evolution, ed anche quel bel drago verde. Come fare, si chiese, per evitare di impattare contro un fulmine o contro una scarica psicocinetica, per non parlare di Ferox, Kong e Dragonfire? La regina degli scarafaggi mutanti, conosciuta come Qu Qax, intuì allora un piccolo particolare, che erra sfuggito ai più: dietro Evolution c'era una mente nascosta. Gli assistenti di Qu Qax, retti sulle zampe posteriori, stavano lavorando con le altre quattro ai loro terminali informatici. Cercavano una traccia che conducesse al misterioso personaggio. Quando finalmente gli scarafaggi mutanti pervennero alla traccia che cercavano, il dottor Occulto trovò loro. Qu Qax sentì allora distintamente la presenza di quella mente potentissima. I due si scrutarono senza pregiudizio e senza timore, comprendendo i reciproci pensieri. A questo punto, sorprendendo i suoi assistenti, Qu Qax ordinò l'apertura di una delle porte della sua postazione nascosta. Gli scarafaggi scienziati interruppero ciò che stavano facendo, e si volsero verso gli esseri che stavano entrando: Ferox, Kong, Fulminatore, Maga ed il colossale e verde Dragonfire. I mutanti umani erano già stati avvisati che avrebbero incontrato dei super-scarafaggi, ma provarono ugualmente sorpresa nel vedere quei giganteschi insetti, che camminavano indifferentemente su due o sei zampe. Gli insetti mutanti non portavano abiti, ma erano muniti di dispositivi di chiara connotazione tecnologica. I super-scarafaggi rimasero ovviamente colpiti prevalentemente da Dragonfire: un essere che pareva in grado da solo di distruggere l'intero alveare. Ma Evolution era giunto in visita, e non per distruggere. Così i mutanti, umani ed insetti, presero ad osservarsi reciprocamente con attenzione. Dapprima furono diffidenti e circospetti; poi compresero di poter comunicare, grazie ai traduttori simultanei predisposti dai super-scarafaggi. Qu Qax, la regina dell'alveare, comunicò e si confrontò con Dragonfire; sebbene fosse più alta, il drago era sicuramente più imponente. Ma non dovevano e non volevano combattere. Gli scara_mutanti (o muta_faggi) ammirarono i terribili artigli retrattili della donna leopardo e la muscolatura di Kong. Fulminatore appariva ancora più singolare, per il suo potere di controllare l'elettricità, e gli scienziati a sei zampe gli chiesero ed ottennero il permesso di studiarlo con le loro strumentazioni avanzate. Neppure gli scarafaggi mutanti compresero appieno il potere della Maga; del resto Occulto non intendeva, neppure in questa occasione, rivelare tutti i segreti di Evolution. Cosa si dissero Qu Qax e Dragonfire non è dato saperlo, ma il dottor Occulto trasse molte informazioni riservate da quell'incontro. Per una volta, Dragonfire si atteggiò ad ambasciatore di pace, pur rimanendo un formidabile strumento di distruzione. Alla luce dell’incontro con gli insetti mutanti, il dottor Occulto dedusse quanto siano rilevanti le mutazioni nel divenire della vita. Il fatto nuovo fu la constatazione di come la mutazione non si limiti ad agire sugli umani. Evidentemente i mammiferi scimmieschi che si definiscono umani, occupati prevalentemente a nuocere ai propri simili, non sono la sola forma di vita al centro dei pensieri di Dio, o dalla Natura. Singolare che in pole position si trovi anche un essere considerato infimo dagli umani medesimi: lo scarafaggio.
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