mercoledì 9 dicembre 2009

REPTOID_libro 1°_14° episodio

quattordicesimo episodio_
L'astronave extraterrestre entrò in orbita attorno al nostro pianeta. A bordo, si trovavano alcuni esploratori appartenenti ad una razza di rettili bipedi. L'intento di quel contingente era di saggiare la consistenza delle difese terrestri. La Terra si trovava fuori dalle rotte più trafficate di quel settore della galassia. Questo il motivo dell'invio di un esiguo numero di esploratori. Disponendo di una superiore tecnologia, anche nel campo della dissimulazione, i rettili, che chiameremo Reptoid, presero ad osservare indisturbati le attività degli umani. La prima impressione che si fecero a proposito degli uomini fu che si trattasse di una razza molto debole dal punto di vista fisico. La seconda impressione estese l'idea di debolezza anche alla sfera dell'intelligenza e dei comportamenti. I Reptoid si riproducevano deponendo le uova, quindi trovarono particolarmente ributtante l'abitudine degli umani di allattare i piccoli. Inoltre i rettili giunti dallo spazio rilevarono quanto tempo impiegassero gli umani a diventare adulti, quindi operativi. Una razza sicuramente destinata alla schiavizzazione, si dissero. Per saggiare direttamente l'inadeguatezza fisica degli umani, i Reptoid inviarono due di loro in una tra le più grosse città del pianeta. Scesi a terra, mediante un sistema molto sofisticato di volo individuale, i due guerrieri Reptoid presero ad aggirarsi tra i vicoli di una zona particolarmente malfamata. Era notte, ma quei due colossi alti due metri e mezzo possedevano una vista in grado di amplificare la poca luce disponibile. Muovendosi in silenzio quasi completo, nonostante la mole impressionante, i Reptoid giunsero pressoché indisturbati alle spalle di numerosi spacciatori e criminali assortiti, che stavano organizzando le successive malefatte. Avevano, come si suol dire, fatto i conti senza l'oste, o meglio gli osti. Appena i terrestri si resero conto della vicinanza di quelli, che per loro erano mostri, arretrarono di parecchi metri. Poi i teppisti ripresero possesso dei loro personaggi, e fu questo a decretare la loro fine. Estrassero i coltelli ed assalirono i due Reptoid, cercando di circondarli. Gli extraterrestri li scrutarono perplessi, chiedendosi per quale ragione quei pazzi cercassero di farsi uccidere. Il più audace, o stupido, tra i criminali da strada tentò un affondo con il suo taglierino. Con sorpresa, si rese conto di quanto fosse inutile la piccola lama d'acciaio contro la pelle scagliosa del gigante. Giusto per premiare la buona volontà, il Reptoid rispose alla provocazione, colpendolo con la sua coda. Le costole del teppista non ressero al tremendo impatto, e tre di esse si infilarono in un polmone. Le bolle d'aria, frammiste a sangue, che sorsero dalla bocca del malcapitato annunciarono il suo imminente trapasso. Era un ventenne, fumatore di crack, stupratore e scippatore. Nessuno lo avrebbe pianto, neppure il fratello, ospite per i successivi venti anni delle patrie galere. Brak, il Reptoid che aveva appena colpito ed ucciso il teppista, si voltò verso il collega Ssax. Si scambiarono alcuni grugniti, intervallati da sibili. I due Reptoid erano rimasti stupiti della facilità con la quale Brak aveva avuto la meglio sull'umano. Di seguito, ebbe luogo la prima battaglia tra terrestri e Reptoid, ed i terrestri vennero quasi tutti trucidati o feriti gravemente. Uno o due tra i criminali da strada compresero di non avere alcuna possibilità di farcela, e scapparono a gambe levate. Uno tra gli ultimi a cadere fu uno tra i capi della banda, che estrasse la calibro trentotto, e fece fuoco più volte contro i Reptoid. Le pallottole di appiattirono contro le scaglie cornee dei rettili, ma in parte le penetrarono. Il sangue rosso cupo che ne fuoriuscì reagì coll'atmosfera, ed i fori d'entrata vennero chiusi, ma non prima che i frammenti di piombo fossero espulsi. Una guarigione quasi istantanea. I Reptoid decisero però di fargliela pagare. Avevano provato un dolore pari alla puntura di una vespa, e lo restituirono moltiplicato almeno dieci volte. L'ardimentoso capobanda concluse gloriosamente la sua carriera, con un numero impressionante di ossa frantumate da un terrificante pugno di Ssax. I Reptoid stavano ancora gongolando, quando giunse la componente mutante di Evolution. Non che il super-gruppo intendesse prendere le parti dei criminali. C'era piuttosto da chiarire la natura e la provenienza di quei due esseri, così simili a Dragonfire. Come accade sempre nei fumetti, i super-eroi prima menano e poi parlano. Ferox balzò addosso a Brak, mentre Kong faceva lo stasso con Ssax. I colossali rettili rimasero solo per qualche istante allibiti, di fronte a quelle creature difficilmente classificabili come umane. Ferox e Kong, conoscendo la potenza muscolare di Dragonfire, evitarono innanzitutto di farsi colpire da quelle due versioni leggermente più piccole. I due velocissimi mutanti distrassero sufficientemente i Reptoid, predisponendoli all'attacco di Fulminatore, che mise a segno due colpi magnifici. Brak e Ssax stavano ancora fumando, a causa delle scariche elettriche ricevute da Fulminatore, che la Maga prese di mira i loro cervelli. Non cercò di leggere i loro pensieri, perché un cervello alieno può contenere contromisure impreviste. La Maga concentrò viceversa la sua considerevole forza telecinetica in due bordate, che causarono ai Reptoid un mal di testa quasi paralizzante. Kong e Ferox si fermarono un attimo prima di saltare addosso ai due colossi ormai sconfitti. Il dottor Occulto aveva infatti appena ordinato loro di adottare una strategia d'attesa. Non era intenzione di Evolution uccidere quelli che potevano essere parenti alla lontana di Dragonfire. A proposito: dov’era Dragonfire? In quel momento stava avendo luogo il suo attacco all'astronave aliena. A bordo di un veloce intercettore, anch'esso progettato dal geniale Kong, Dragonfire aveva agganciato il mezzo extraterrestre. I Reptoid constatarono di essere stati raggiunti in orbita da un velivolo terrestre. Di conseguenza, rividero l'idea che si erano fatti sull'arretratezza tecnologica delle genti della Terra. Dragonfire aveva aggirato i sistemi di dissimulazione dell'astronave Reptoid, ma il merito era ascrivibile ai poteri del dottor Occulto, più che a mezzi tecnologici. Emozioni discordanti suscitò l'ingresso dirompente di un rettile bipede e caudato ancora più grosso di loro. Dragonfire squadrò i presenti, ed, anche in questo caso, furono i pugni a parlare per primi. Volarono codate e pugni, con danni notevoli agli arredi ed alla strumentazione. Il navigatore Reptoid emise uno dei suoni tipici della sua razza, per invitare i colleghi a non abbattere l'astronave. Anche Dragonfire si astenne dall'impiegare la sua super-fiamma, per non precipitare lui stesso da quell'altezza orbitale. Dopo lo scambio di pugni e calci impressionanti, i Reptoid ammisero la forza superiore di quel loro lontano cugino. Dragonfire ammise peraltro di essere solo, contro un gruppo di guerrieri spaziali, grossi e forti quasi quanto lui. Il sopraggiunto stallo consentì di lasciare spazio alla trattativa. Il dottor Occulto, attraverso la mente di Dragonfire, tentò di stabilire un collegamento con gli extraterrestri. Come molti avevano già intuito, esisteva un’indubbia affinità tra le due stirpi aliene. Concordarono quindi di scendere sulla Terra, dove Evolution si riunì a Dragonfire. Le due fazioni compresero di poter contare sull’intelligenza reciproca. Inoltre tra loro si era sviluppato il rispetto che nasce nei confronti di avversari valorosi. Brak e Ssax strinsero le mani a Kong e Ferox, che li avevano impegnati fisicamente, e successivamente a Fulminatore e Maga, che avevano risolto lo scontro. Dragonfire fece lo stesso con i suoi avversari, con i quali si era scontrato a bordo dell’astronave. I Reptoid non avevano in effetti una vera intenzione di colonizzare la Terra, che, come detto in premessa, si trovava fuori dalle rotte delle razze più evolute di quel settore della galassia. Evolution, che non avrebbe potuto combattere un’intera razza di rettili, apprezzò quella conclusione.I Reptoid ripartirono a bordo della loro nave spaziale, ma non prima di avere stabilito con Evolution i tempi ed i modi per i prossimi incontri e scambi di dati.

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