mercoledì 9 dicembre 2009

SARAH E IL DRAGO_libro 1°_8° episodio

Anche quella notte Sarah stava sognando di trovarsi in mezzo ad una serie di edifici, che le comunicavano una strana apprensione. Non sarebbe stata in grado di spiegare per quale motivo quei balconi vuoti le ispirassero un'ansia sconfinata. Sarah sapeva, o meglio sentiva come si sente nei sogni, che qualcuno o qualcosa la stava aspettando per farle del male. Non sarebbe peraltro stata capace di qualificare detto male. Che ci fosse un maniaco sessuale, o un serial killer, o qualche altro mostro, non sarebbe stata in grado di dirlo. Perché tutte le altre volte, che aveva sognato di trovarsi lì, si era svegliata prima che l'aggressore o gli aggressori le piombassero addosso. Cercò allora di fare un minimo di chiarezza nei suoi pensieri. Quelle case dove le aveva già viste? Le pareva che edifici di quel tipo si trovassero nella zona nord della città, ma non riusciva a ricordare meglio. Recentemente era capitata nei pressi della ferrovia, ed aveva buttato l'occhio su alcuni edifici costruiti molto tempo prima per il personale operante sui treni e nelle stazioni. Allora come mai ora si sentiva così male? Si spostò lungo il cortile sterrato che correva tra quegli edifici fatti a torre. Strano che non avessero ancora trovato il tempo ed il modo per asfaltare quei cortili. In quel sogno, come nei precedenti, Sarah si muoveva al rallentatore, come se nuotasse nel miele. Ecco perché non riusciva ad uscire da quei cortili senza capo né coda. Nel regno di quella che chiamiamo realtà, un gruppo di scienziati stava monitorando il sogno di Sarah. Il gruppo di studiosi che si occupava dei disturbi del sonno era coadiuvato dal dottor Occulto, in incognito. Un suo compagno di studi dell'università lo aveva chiamato, perché aveva letto alcune pubblicazioni che il dottor Occulto aveva firmato con la sua identità anagrafica. Il dottor Solomon, noto neurologo, aveva apprezzato molto l'approccio non convenzionale del capo in incognito di Evolution. Il dottor Occulto aveva sostenuto che i sogni fossero sovente il reportage di una reale dislocazione spazio-temporale. In pratica: quando sogniamo di trovarci in un posto, può darsi che una parte di noi si trovi proprio lì, per motivi meritevoli di approfondimento. Sarah era una adolescente in cura dal dottor Solomon, ed il dottor Solomon era molto preoccupato del suo decorso clinico. Un sogno, per quanto vivido, non dovrebbe farci male; invece i sogni di Sarah la aggredivano come predatori notturni. Dove andava Sarah quasi tutte le notti? E specialmente: chi l'attivava in quei luoghi maledetti? Il dottor Occulto, votato a combattere e sconfiggere le forze del male, sapeva con certezza che queste ultime vivono in spazi dimensionali fin troppo prossimi alla nostra realtà. Occulto ed Evolution erano pronti a dare battaglia anche sul piano onirico. Ecco perché, nella base del super-gruppo, la Maga era pronta ad inviare nel sogno di Sarah uno dei suoi colleghi. Frattanto la giovane si era resa conto delle esalazioni cimiteriali dell'intero complesso: come trovarsi in un antico mausoleo. Le sue pulsazioni stavano aumentando, nel sogno ed anche nella realtà. Il dottor Solomon guardò negli occhi Occulto, per chiedergli un aiuto concreto. Il capo di Evolution, che nel suo articolo aveva ammesso di possedere alcune facoltà paranormali, impose allora le sue mani sulla fronte di Sarah. Subito la ragazza ne trasse giovamento, ma la battaglia doveva ancora iniziare. Sentendosi finalmente sostenuta dal suo piano della realtà, Sarah decise allora di entrare in uno degli edifici. Si disse: “meglio affrontare direttamente le paure”. Per le scale non incontrò anima viva, ma una strana luce la invitò a scendere, piuttosto che a salire. Il dottor Occulto, che aveva stabilito un contatto mentale con la ragazza, ne fu immediatamente allarmato. Scendere nelle profondità significa voler indagare sulla nostra natura, ma significa altresì cedere alla fascinazione dell'abisso. Una simbologia pericolosa. Ad un ordine mentale di Occulto, la Maga predispose la dislocazione psichica di uno degli eroi di Evolution. Dragonfire aveva preteso di “farsi un giro”, ed il dottor Occulto aveva acconsentito. In fondo sarebbe stato utile vedere come avrebbe reagito un sogno terrestre all'intrusione di un alieno. E Dragonfire comparve in tutto il suo splendore di tre metri d'altezza, per settecento chili di peso, coda compresa. Dragonfire era lì con il suo corpo astrale, ma il suo corpo astrale ricalcava perfettamente il suo corpo fisico. Il dottor Occulto registrò subito un allarme, proveniente dal sogno stesso. Chiunque ne fosse il regista, mai si sarebbe aspettato la venuta di un simile colosso. Tutti gli eventuali personaggi, che avrebbero potuto spaventare ed aggredire visitatori umani, furono ritirati precipitosamente dalla scena. Sarah non si era tuttavia accorta del nuovo evento, ed anzi stava ancora scendendo le scale sempre più ripide e buie di un sotterraneo chiaramente pericoloso. La ragazza sembrava ormai preda di una fascinazione inspiegabile. Come se i sogni precedenti l'avessero predisposta a cedere in questo frangente. Sulla Terra, i segni vitali della ragazza tendevano a perdere energia: come se si stesse allontanando dai dispositivi di ricezione. L'equipe medica si era riunita al capezzale di Sarah, ed i medici discutevano se iniettarle qualche farmaco in grado di stimolare l'azione cardiaca. Il dottor Occulto prese il controllo della situazione, instillando nelle menti dei colleghi una calma forzata. Non poteva rischiare che il corpo fisico di Sarah venisse danneggiato. Occulto sapeva che Dragonfire era in caccia, e che era necessario lasciargli il tempo di agire. L'alieno si stava divertendo, ma era il solo a farlo. I suoi colleghi mutanti, Maga, Ferox, Fulminatore e Kong, fremevano perché si sarebbero scagliati volentieri nella mischia. Ma il nemico non era visibile, o forse il nemico era il sogno stesso. Chiaramente, se si fosse reso necessario scatenare un potere distruttivo eccezionale, Dragonfire era il più indicato a farlo. In più, sarebbe stato meglio per lui non avere altra gente da proteggere, a parte Sarah. Dragonfire era stato chiaramente inviato nel sogno di Sarah per sfasciare e bruciare tutto. A questi livelli di abilità demolitoria, bisognava lasciarlo lavorare da solo. Il drago prese a seguire le tracce della ragazza terrestre, così come gliele inviava il dottor Occulto. L'entrata del palazzo, dove era passata Sarah, non avrebbe consentito l'accesso ad un colosso di tre metri. Nessun problema: Dragonfire si fece largo abbattendo disinvoltamente archi ed intere pareti. Poi scese le scale, che conducevano al sotterraneo nel quale Sarah stava già aggirandosi nelle tenebre. La muratura pareva provare estremo dolore, quando Dragonfire l'abbatteva e la polverizzava, con i suoi pugni simili a magli d'acciaio. La casa stessa piangeva di dolore, quando la coda ed i calci del colosso alieno ne sbriciolavano grosse sezioni. E non aveva ancora iniziato a sputare le sue fiamme ultra-potenti. Sarah non era lontana dal drago, ma sorprendentemente non udiva gli sfracelli murari in corso. La ragazza scorse infine, al centro di una sala che pareva senza fine, una sorta di altare di pietra nera. Il dottor Occulto comunicò alla Maga la sua impressione oltremodo allarmata. Infatti quella massa che giaceva sull'altare di pietra era una sorta di ameba. Pareva di trovarsi in un racconto di Lovecraft; nel quale ad un certo punto saltano sempre fuori amebe biascicanti e divinità di tempi antichissimi. Forse Lovecraft aveva visitato un sogno di questo tipo. Può darsi che il noto scrittore dell'occulto fosse entrato in contatto con questo stato dell'esistenza. L'ameba parve allora allarmarsi, nella misura in cui può allarmarsi un'ameba. Si trattava presumibilmente di una forma di vita non terrestre, che inaspettatamente stava per incontrarne un'altra. Facile spadroneggiare nel sogno di un'adolescente, senza avere a che fare con altri esseri super dotati. Dragonfire non ebbe problemi a giungere al sotterraneo, e lì iniziò a scatenare la sua fiamma, giusto per scaldare l'ambiente. Occulto comunicò ai suoi l'avvenuto contatto, e loro provarono soddisfazione nell'ennesima prova di forza della loro squadra. Mancava solo un pezzo della storia, ma sarebbe stato il drago a scriverla. Mentre l'ameba biascicante cercava di afferrare la ragazza, con i suoi pseudopodi, Dragonfire si avvicinò a grandi passi. A questo punto la ragazza si svegliò, nel sogno ed anche nella realtà. Fece appena in tempo ad ammirare il gigantesco super-eroe; poi scomparve dal suo incubo. Probabilmente non avrebbe più avuto incubi di quel tipo, perché il regista della situazione stava per provare gli effetti della super-fiamma del drago. Pur non provando particolare animosità per quella massa amorfa, Dragonfire fece quel che doveva fare. La massa non poteva parlare, e non ebbe il tempo e non trovò il modo di comunicare telepaticamente con l'eroe di Evolution. Fu così che Dragonfire investì l'ameba senza nome con una delle sue super-fiammate. Avrebbe sciolto anche l'acciaio, e quell'ameba non era tanto resistente. Fortunatamente per quel viandante dimensionale, fu in grado di aprire un portale poco prima di passare direttamente allo stato gassoso. L'ameba scivolò in un altro piano dell'esistenza, dove prese ad occuparsi delle ustioni causate dallo scontro con il drago. Senza il regista, il sogno si dissolse, lasciando il drago alieno in mezzo ad una piana desolata. Completata con successo la missione, la Maga risvegliò Dragonfire, che, particolarmente affamato, corse a mangiare quintali di ortaggi e frutta, stipati nei mega frigoriferi di Evolution. Sarah rivelò di essere stata salvata da un drago, ma i medici umani non le credettero. Il dottor Occulto sì.

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