lunedì 7 dicembre 2009

DRAGONFIRE_libro 1°_1°episodio

Come ultimo sopravvissuto del suo pianeta, il piccolo rettile che sarebbe diventato Dragonfire giunse sulla Terra in una notte di stelle cadenti. Lui però era a bordo di una piccola astronave. I coniugi, che lo trovarono in un campo, si stupirono di quel piccolo essere verde, che emetteva strani suoni. I due coniugi, privi di figli propri, decisero che il piccolo extraterrestre fosse un dono di Dio, e forse fu proprio così. Non avendo sembianze umane, il piccolo Dragonfire non ebbe modo di frequentare le scuole tradizionali. Per di più il simpatico esserino cresceva a vista d'occhio, e disponeva di una formidabile coda. In pratica, Dragonfire ricordava un tirannosauro, sebbene le sue braccia fossero in proporzione più robuste. Dragonfire venne chiamato così per due motivi: assomigliava ad un drago, ed emetteva fiamme dalle fauci possenti. Quando giunse sulla Terra, il piccolo extraterrestre era in effetti piccolo. Poi, come accade per i coccodrilli, le sue cellule si moltiplicarono a velocità molto superiore a quella che determina la nostra crescita. Fortuna che Dragonfire manifestò subito la sua predilezione per il vegetarismo; altrimenti come avrebbero fatto i due genitori adottivi a nascondere ai vicini i giganteschi quantitativi di carne necessari a nutrirlo? Dragonfire mangiava pannocchie intere, gambo e tutto, ed ortaggi e frutta di tutti i tipi. Fortuna che i due genitori adottivi abitavano in campagna; così evitarono situazioni imbarazzanti. Il popolo di Dragonfire era sicuramente molto civilizzato; lo era al punto che il piccolo (ormai solo per modo di dire) scoprì di possedere moltissime conoscenze allo stato latente. Questo sistema consentiva al popolo di Dragonfire di acquisire una base adeguata di conoscenza, a prescindere dalla scuola. Ora sappiamo che, quando cadde sulla Terra, Dragonfire era nato da circa un mese. All'età di dieci anni, il piccolo drago era già alto quasi due metri, ma non era ancora particolarmente massiccio. Quando Dragonfire raggiunse la maggiore età, a quindici anni, pesava settecento chili, ed era alto circa tre metri. Ma, prima di allora, comparvero nella sua vita i mutanti del dottor Occulto. Grazie a particolari sensori, ed ai loro poteri psionici, i mutanti della fazione luminosa sapevano già da tempo della venuta di Dragonfire. Sebbene Dragonfire non fosse un mutante, bensì un extraterrestre, il dottor Occulto lo contattò, promettendo a lui ed ai suoi genitori adottivi un piano formativo adeguato alle sue insolite facoltà. I genitori di Dragonfire non avrebbero voluto lasciarlo andare, ma si resero conto di non essere in grado di gestire la crescita e le esigenze del giovane ma già imponente drago. Lui, insolitamente maturo, ma solo secondo gli schemi umani, accettò la proposta di Occulto. In quell'occasione Dragonfire versò una lacrima, che cadde sulla testa dell'amata madre terrestre. Si trasferì nella scuola dei mutanti di Occulto, ma mantenne i contatti con i vecchi genitori adottivi. Si seppe in seguito che la razza di Dragonfire non era sempre stata così gentile ed accomodante. Lo era diventata dopo aver rischiato l'estinzione. Avevano inquinato ed impoverito il loro mondo, ed erano scoppiate guerre incontrollabili. Solo dopo grandi spargimenti di sangue, il popolo di Dragonfire aveva compreso la regola della reciprocità. Sulla Terra qualcuno aveva detto di non fare ad altri ciò che non vorresti venisse fatto a te. Purtroppo per lui e per i terrestri, lo avevano ammazzato, senza dargli retta. Invece, sul pianeta di Dragonfire, i rettili si erano dimostrati più umani degli uomini, ed avevano smesso di cercare rogne per il gusto di farlo. L'educazione inculcata nel cervello dei nascituri, prima che uscissero dall'uovo, era il risultato della riflessione che cambiò quel popolo. Il collasso del mondo di Dragonfire avvenne quindi per motivi non indotti dalla razza dominante. Inoltre divennero vegetariani, anche per manifestare il loro rispetto verso le altre forme di vita. Dragonfire fece la conoscenza con i mutanti terrestri. Loro lo accolsero con la dovuta considerazione, giacché l’extraterrestre era colossale, fortissimo e protetto da lamine cornee. Gli mancava giusto l’addestramento indispensabile ad incanalare quei super-poteri, ed il dottor Occulto glielo fornì. Nella scuola per mutanti, Dragonfire incontrò quelli che sarebbero diventati i suoi soci nella strenua lotta contro le forze del male. C’era un tale, coperto di peli, che tutti chiamavano Kong; saltava molto alto ed in lungo, ed era agilissimo. Una vera regressione, ma solo dal punto di vista fisico: era un vero genio della meccanica. Peccato che con tutti quei peli non riuscisse ad avere una identità segreta. Il Fulminatore riusciva ad emettere a comando scariche elettriche ad alto potenziale; Occulto gli insegnò a proiettare a distanza quelle energie dirompenti. La Maga era nipote di una strega di New Orleans; quel potere mistico e psionico saltava una generazione, e si diffondeva solo tra le femmine. Chiudeva il gruppo Ferox, una donna-leopardo, velocissima e ferocissima; Occulto le insegnò a disciplinare quella spinta assassina. Il dottor Occulto era un mago, erede di tradizioni antichissime; le sue conoscenze scientifiche multidisciplinari creavano un mix potente e pericoloso. Dragonfire, Kong, Fulminatore, Maga e Ferox costituirono, fin dall’inizio della loro formazione, una squadra molto solida e coesa. Evolution era il loro nome di battaglia. Il primo super nemico che capitò loro di affrontare fu Maschera di Ferro. Si era messo in testa di conquistare il mondo, o forse di distruggerlo; per lui non faceva gran differenza. Maschera di Ferro progettava e costruiva androidi potenti e sofisticati. Il pessimo soggetto aveva disseminato stabilimenti in vari punti del pianeta, così da potere sempre ripiegare dopo le sconfitte. Evolution si scontrò con una decina di androidi assassini, alti due metri e mezzo. Maschera di Ferro li aveva inviati in una zona centrale di una metropoli abitata da cinque milioni di frenetici individui. Trattandosi del loro battesimo di fuoco, i componenti di Evolution erano prevedibilmente nervosi, ma l’addestramento prese il sopravvento. Dragonfire guidò l’attacco, colpendo con pugni colossali, calci spaccaossa, e con la sua enorme coda verde. Androidi così piccoli non potevano chiaramente impensierire un simile titano. Gli altri di Evolution fecero la loro parte, saltando, scagliando scariche elettriche, interferendo psichicamente con i processori degli avversari. Kong e Ferox sfruttavano le loro animalità per evitare gli androidi, più lenti di loro; poi li colpivano con mazze di metallo durissimo. Gli androidi erano una diversione di Maschera di Ferro, ma questa parte del piano del super criminale divenne palese solo dopo che Maschera di Ferro stesso comparve sul campo di battaglia. Senza preavviso, sparò con un’arma potentissima, mirando Dragonfire. Il colpo avrebbe ucciso chiunque, ma l’extraterrestre era al massimo della sua forza e della sua crescita. Inoltre disponeva di un fattore di super-guarigione. Cadde, colpito a tradimento, ma non morì. Altri androidi schizzarono allora fuori dai tombini, ed aggredirono gli altri di Evolution. Il dottor Occulto, che seguiva da lontano lo scontro, mediante i suoi poteri mistici e la sua scienza, allertò telepaticamente i suoi allievi. Kong, Ferox, Maga e Fulminatore fecero quadrato attorno al drago caduto. I nuovi androidi di Maschera di Ferro sembravano più veloci e più forti dei loro colleghi sconfitti. In effetti pareva che avessero appreso come difendersi dagli specifici poteri di Evolution. Tuttavia Maschera di Ferro non era l’unico ad avere previsto un piano B. Ad un comando remoto di Occulto, i quattro giovani allungarono una mano, per toccare la corazza verde di Dragonfire. In allenamento avevano provato più volte a trasmettersi a vicenda le energie vitali, creando una sorta di pila atomica vivente. Le energie vitali fluivano verso Dragonfire, che, grazie al metabolismo alieno, le utilizzò per controbattere gli effetti del raggio che lo aveva steso. Durò pochi secondi, poi l’alieno si alzò in piedi, con occhi luccicanti, e manifestò quel potere che non aveva ancora impiegato: il potere della fiamma. Le armature degli androidi non servirono a molto contro le migliaia di gradi della fiamma del drago. I processori di bordo furono i primi a prendere fuoco, seguiti dalle parti metalliche. Ressero solo alcuni giunti ceramici, ma ormai le macchine a sembianza umana erano irrimediabilmente distrutte. Fu Kong ad accorgersi che Maschera di Ferro stava cercando di scappare, e saltò incredibilmente in alto per ricadergli addosso. Il perfido criminale riuscì però nel suo intento, ma solo perché aveva dissimulato sotto il mantello dei piccoli jet. Il dottor Occulto dispose che Evolution non si gettasse all’inseguimento di Maschera di Ferro. Il perfido super-criminale aveva ormai i denti spuntati, e ci sarebbero state altre battaglie. Inoltre era pericoloso partire all’inseguimento sulle ali dell’euforia da battaglia vinta. Così Evolution si ricompattò: quattro mutanti ed un alieno in sembianze di drago. I genitori adottivi di Dragonfire seguirono in tv lo scontro tra i buoni ed i cattivi, e capirono che quel trovatello giunto da un altro mondo era stato veramente un dono di Dio. Gli altri quattro di Evolution si resero conto dell’onore toccato loro: combattere assieme a quello che probabilmente era il più potente super-essere del pianeta. Per ora avevano vinto, ma ci sarebbero stati altri conflitti.

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