giovedì 24 dicembre 2009

UNDICI SETTEMBRE_libro 2°_47° episodio

Sono passati otto anni dal giorno in cui tutti i sistemi di sicurezza della nazione più potente del pianeta vennero aggirati da una banda di terroristi. Forse quell’attentato dimostrò quanto sia futile sentirsi “i più potenti del pianeta”. Palazzi colossali crollarono, uccidendo migliaia di persone. I palazzi crollarono perché i terroristi li avevano colpiti con aerei di linea. Fino ad allora, chi avrebbe pensato fosse possibile arrivare a tanto? Tutti o quasi avrebbero pensato ad un’ipotesi fantascientifica; una fantascienza tremendamente tragica. I terroristi furono terribilmente pragmatici: dirottarono aerei di linea di proprietà di compagnie della medesima nazionalità dei palazzi da abbattere. Una semplicità sconcertante, un pensiero inumano nella sua efficacia. Il pensiero alla base dell’attentato più sconvolgente a memoria d’uomo fu certamente inumano, ma a realizzare il piano diabolico furono chiamati degli umani. Come rendere degli umani tanto efficienti nel dispensare la morte? Cosa dare in cambio a gente che uccide se stessa per ammazzare migliaia di perfetti sconosciuti? Quale provocazione è sufficientemente grande da convincere un discreto numero di pazzi a raggiungere vette di pazzia prima impensabili? Forse fu un demone a studiare il piano diabolico, che riuscì a scavare un solco incolmabile nella memoria collettiva. Forse il demone sta ancora ridendo di queste formiche bipedi, che, a differenza delle formiche esapodi, piangono la morte dei loro simili, e li ricordano a distanza di anni. Il demone cercò tra i terroristi quelli più privi di morale e di freni inibitori. Ci sono cose che non tutti i terroristi farebbero: non tutti accetterebbero di massacrare donne e bambini. I pazzi che condussero gli aerei di linea contro i grattacieli non avevano freni inibitori; la religione c’entra poco o niente: nessun profeta avrebbe approvato un tale indiscriminato massacro. Otto anni fa quelle che gli umani chiamerebbero “le forze del bene” non intervennero in tempo. Otto anni fa, quelli che si oppongono ai demoni erano occupati diversamente. Non è bello da dirsi, ma neppure gli immortali sono infallibili, e neppure onniscienti, né onnipresenti. Qualora i nemici dei demoni fossero stati a conoscenza di ciò che stava accadendo, il secondo aereo non avrebbe colpito il secondo grattacielo. Forse neppure il primo aereo si sarebbe avvicinato al bersaglio. Non sempre le forze del bene possono intervenire direttamente nelle questioni terrestri, quindi avrebbero agito tramite i super eroi di Evolution. Otto anni or sono però le forze del bene non uscirono completamente sconfitte dallo scontro a distanza contro le forze del male. Infatti due velivoli giunsero sui bersagli, ma altrettanti precipitarono; i passeggeri furono sacrificati per evitare altre migliaia di vittime. Centinaia contro migliaia; furono gli stessi passeggeri ad immolarsi per fare fallire parte del piano diabolico. Gente, che era salita sull’aereo con gioia, era poi capitata in un incubo; quella stessa gente aveva tuttavia prontamente reagito, dimostrando ai demoni che per l’umanità c’è ancora speranza. Un angelo, lo definirebbero alcuni, si aggira in un non luogo, pressoché privo di tempo. Egli volge lo sguardo verso la Terra e ricorda ciò che avvenne otto anni terrestri or sono. Il ricordo gli fa ancora male, specie perché sa che non è finita. Quegli attentati misero in moto eventi forse ancora più terribili: guerre contro popolazioni accusate di avere protetto i terroristi. Civili massacrati in altre parti del pianeta, in risposta ai civili massacrati nei grattacieli crollati. Civili benestanti da una parte, civili poveri dall’altra; risultato: troppi innocenti sacrificati sull’altare della pazzia. Tutti morti di morte violenta, una morte giunta dal cielo. L’angelo pensa che tutti gli umani coltivino una grossa dose di pazzia. Forse fu uno sbaglio evolverli dalle scimmie arboricole. Forse gli angeli avrebbero dovuto lavorare sui rettili, che solo apparentemente sono più “cattivi” degli umani. Strana questa razza di bipedi, che ritiene che “umano” abbi una valenza sempre positiva. Ora però l’angelo scorge qualcosa di nuovo, insolito ed anche sorprendentemente vicino. Strano, si dice l’angelo, che un abitante della Terra mi abbia raggiunto in questo stato dell’esistenza. Poi però, guardando meglio, si avvede non trattarsi esattamente di un terrestre: quell’essere è un colossale rettile verde, che cammina eretto. Dragonfire dorme e sogna alla maniera dei draghi della sua specie. Non percorre le vie dei mortali terricoli, bensì accede alle sfere superiori. Il suo stato di coscienza è alterato, perché dorme, ma lui è un drago non un umano, ed è nato per conoscere e conquistare. Dragonfire vede l’angelo, e l’angelo vede il drago; in questo mondo senza spazio, le dimensioni non contano, ma l’impressione che promana dall’alieno di Evolution è comunque formidabile. L’angelo improvvisamente capisce per quale gioco del destino quell’incontro sia avvenuto otto anni dopo l’attentato. Gli angeli medesimi, come pure i demoni, nelle varie gradazioni di potere e gerarchia, soggiacciono al fato. Le antiche divinità dei terrestri ammettevano una forza apparentemente cieca, superiore alla loro. In pratica nulla è cambiato nel corso dei millenni: il destino, qualunque cosa sia, determina la vita e la morte, la sconfitta o la vittoria dei mortali, ma anche degli immortali. Il destino quella notte, che è tale solo nell’emisfero terrestre dove Dragonfire dorme e sogna, pare abbia deciso di concedere una rivincita a vantaggio di chi perse la vita nel tragico evento. Eppure, una volta rimessi in moto gli eventi, chissà se gli angeli batteranno i diavoli? La mente del drago alieno possiede tutta la sottigliezza di una super-razza extraterrestre; lui percepisce tutto ciò a suo modo, e quando si volge verso l’angelo non è affatto sorpreso di non trovarlo più lì. Del resto neppure Dragonfire è più nel nesso degli eventi; ora deve tornare sulla Terra, e raccontare tutto al dottor Occulto e ad Evolution. Il possente telepate, fondatore e capo di Evolution, continua a stupirsi della facilità con cui Dragonfire accede a stati dell’esistenza superni. Il colosso di settecento chili e tre metri è ben lungi dall’essere un bruto esclusivamente dotato di una forza assolutamente inumana. Occulto è convinto che Evolution sarà chiamata, nelle prossime ora, a sventare attacchi forse ancora più pericolosi e genocidi di quelli ai grattacieli. Ciò significa che la rivincita ha un doppio versante: ognuna delle due parti potrebbe segnare punti nella porta avversaria. Evolution è pronta ad affrontare qualunque pericolo, pur di abbattere coloro che traggono godimento e potere dal dolore e dalla morte degli innocenti. Neppure Evolution ebbe modo di entrare in azione otto anni fa, ma questa volta le forze del male stiano attente, perché la lotta sarà senza quartiere e senza prigionieri. Nel covo dei briganti, la massa di esaltati è strafatta di tutte le droghe conosciute. Gli attentatori suicidi hanno assunto talmente tante sostanze chimiche pericolose, che saranno comunque morti nel giro di due o tre giorni, bomba o non bomba. Può darsi che si illudano di scrivere la storia, o magari più banalmente i loro cervelli sono già talmente fritti che aspettano solo di fare il botto. Il capo dei terroristi si atteggia a santone, con tanto di barba folta ed abiti rituali. Finalmente dopo otto anni la sua centrale del terrore riuscirà a replicare quell’undici settembre di inizio millennio. Tutti saltavano dalla gioia, a vedere in televisione i palazzi che si accartocciavano su se stessi, producendo una polvere asfissiante che si estese per molti chilometri. Ciò che il vanitoso teppista non sopporta è di sentire gente che asserisce che allora i suoi terroristi ebbero una gran fortuna. In fondo però sa che è vero: che i servizi segreti si fecero sgambetto a vicenda, ma non lo ammetterà mai neppure con le sue mogli. Gli attentati di oggi stabiliranno una volta per tutte chi, tra i due contendenti, è il vero emissario di Dio. Non è stato Dio a dire di massacrare gente che va a lavorare, e neppure lo ha detto il suo profeta, ma essere un terrorista ha appunto il vantaggio di non aver bisogno di eccessive motivazioni per far del male al prossimo, meglio se inerme. Il capo banda interrompe il flusso dei suoi pensieri, e zittisce il suo uditorio di aspiranti kamikaze. Li osserva uno a uno, con uno sguardo che vorrebbe comunicare la drammaticità del momento. Se non ci riesce è perché ormai sono stracotti, e le loro pupille sono dilatate all’inverosimile. Meglio mandarli fuori, prima che esplodano, e non per modo di dire. Il capo banda adotta il tono più drammatico del suo repertorio, e comunica ai suoi sovreccitati sgherri il loro obiettivo di morte. Loro roteano gli occhi, e ringraziano il loro dio per avere inviato loro un tale capo, geniale a dir poco. Rovesciare nell’acquedotto comunale una dose letale di virus altamente patogeni è il sogni di ogni fottuto terrorista. Sognano di assistere all’agonia di milioni di persone innocenti; sanno che probabilmente saranno uccisi dalle forze di polizia, ma sono convinti di riuscire prima ad innescare il genocidio. Il piano è semplice: entrare sparando nei colossali locali dell’acquedotto, e poi versare nelle cisterne le provette fornite dal loro leader. Dragonfire non credeva di possedere poteri psionici, ma ora si deve ricredere: ha una chiarissima percezione dell’obiettivo di un pericolosissimo attentato terroristico. Occulto e Maga sono perplessi, ma sanno che la natura del loro amico drago è avvolta nel mistero, anche per lui stesso. Evolution non riesce ad evitare che i banditi sparino sulle guardie collocate a presidio dell’entrata degli impianti. Ma, quando i primi di loro irrompono nelle strutture, urlando come dei matti, trovano ad attenderli Kong. Gli altri super-eroi si sono dispersi, non sapendo con precisione da dove i nemici avrebbero cercato di entrare. Ora però Kong li ha avvisati, e loro stanno accorrendo. Kong schiva agilmente le pallottole vaganti, poi balza sul gruppo, rovesciandolo letteralmente giù dalle scale metalliche. L’agilità dell’uomo scimmia gli consente di coreografare la sua caduta, schivando gli angoli metallici che sporgono quasi ovunque. Ovviamente gli umani che gli si contrappongono non detengono quel potere mutante, peraltro affinato da anni d’intenso allenamento. Uno solo dei criminali si rialza e scappa. Potrebbe rendersi ancora pericoloso, perché è in possesso di una delle provette contenente germi altamente patogeni. Non sapendo che Evolution è sulle sue tracce, il pazzo drogato tenta di raggiungere una delle cisterne. Invoca il suo dio, e si esalta ferocemente, come se attendesse da un momento all’altro di assistere ad un fenomeno celestiale. Gli pare che nessuno lo segua, ma il fenomeno celestiale che lo raggiunge non proviene dal cielo, e neppure dall’inferno. Il mutante Fulminatore ha affinato a tal punto le sue abilità che le sue scariche di energia paiono dotate di una loro intelligenza maligna. Ed in effetti i fulmini coerenti seguono i corridoi senza disperdersi contro le tubature metalliche. Risalgono le scale, muovendosi ad accecante velocità come ci si aspetta da un fulmine, ma quasi fiutando la pista giusta da seguire. Poi, una frazione di secondo dopo avere lasciato le mani del mutante, l’energia elettrica trova il bersaglio, e lo scaglia letteralmente oltre la balaustra metallica. Il teppista perde istantaneamente ogni controllo sul proprio corpo, perché la scarica di Fulminatore ha sovraccaricato ed azzerato la sua bioenergia. Tale è la forza dell’impatto che il criminale precipita verso una delle cisterne, superandola nella caduta mortale. Dragonfire assiste a tutto ciò, ma la sua perplessità va oltre la delusione di non aver potuto menare le mani. Il drago alieno sente distintamente che il caso non è chiuso, ma dove avverrà l’attacco successivo? Il capo banda viene colto dalla disperazione, alla notizia del fallimento dell’attacco dei suoi terroristi. Il tizio credeva di essere la mente, ma in realtà è stato solo lo strumento di un depistaggio. Ora non serve più, e i suoi capi occulti non possono rischiare che sia interrogato dalla polizia. Una piccola carica esplosiva, collocata nel medaglione che posta al collo, si occupa di ripulire la scena. Contemporaneamente la perplessità di Dragonfire si concretizza in una nave che a tutta velocità si dirige contro i moli. Il dottor Occulto somma le sue doti psioniche a quelle delle sue allieve Maga e Navigatrice, e comunica ad Evolution l’allarme rosso. Fermare una massa colossale in movimento metterà a dura prova tutti i poteri del super-gruppo, ma gli eroi decollano senza un secondo d’esitazione. L’analisi telepatica del capo di Evolution evidenzia come la nave rechi a bordo esplosivi ed anche sostanze chimiche, che la deflagrazione dovrebbe riversare nell’atmosfera. Ecco svelata la natura della strage progettata nella ricorrenza dell’undici settembre. Potenzialmente l’attentato dovrebbe essere in grado di causare un vero genocidio, ma questa volta Evolution è nei paraggi, e può intervenire. Un clangore metallico scuote la nave, quando il possente alieno piove dall’alto, saltando dal velivolo multifunzione condotto da Kong. La sua coda colpisce senza pietà la feccia umana che cerca di contrapporre le armi da fuoco a quella furia extraterrestre. Dopo di lui, balzano o si calano sul ponte della nave gli altri eroi: Ferox, Fulminatore e Kong. La donna leopardo è sovente accusata di adoperare metodi sanguinari, ma questa volta i suoi colleghi cercheranno di emularla, perché la posta in gioco è troppo alta per mettersi a disquisire sui diritti civili dei criminali. Ferox affonda gli artigli quel che basta ad infliggere ferite terribili, non perdendo lo slancio per un successivo passo di morte. Kong non è altrettanto portato al massacro, ma oggi adopera i pugni ed i calci come mazze frantumaossa. Nessun umano è in grado di resistere a simili colpi inferti con una super-forza seconda solo a quella di Dragonfire. Infine Fulminatore, che non ha bisogno di stabilire contatti fisici; i bersagli che seleziona non sono assolutamente in grado di sfuggire ai suoi grandi poteri. Ora occorre urgentemente accedere ai comandi della nave, per indirizzarla verso il mare aperto. Dalla base di Evolution, Navigatrice fornisce telepaticamente tutti i dati necessari ad addentrarsi con successo nei meandri dell’enorme macchina di morte. Kong accede ai sistemi informatici, che controllano i motori e la rotta, ma i terroristi avevano previsto questa mossa, ed i computer si bloccano per bloccare ogni intrusione. Ferox non ha problemi a combattere contro i pazzi umani, anche perché il suo fattore di guarigione funziona al massimo. Fulminatore e Ferox costituiscono una barriera insormontabile, sebbene i terroristi facciano il possibile per ucciderli. Il punto è che la nave procede inarrestabile lungo la sua rotta. Gli organizzatori dell’attentato stanno sacrificando scientemente una vera marea di psicopatici, allo scopo di impedire che Evolution fermi la nave. Ma il drago usa la sua forza colossale per spingersi nelle profondità metalliche della nave. La fiamma fonde porte e pareti, che poi lui strappa come fossero cartone. Infine, seguendo le indicazioni di Navigatrice, Dragonfire mette le poderose zampe sui cavi che controllano il timone. Fulminatore si concentra per emettere un campo energetico finalizzato a bloccare qualsiasi dispositivo elettrico. In questo modo, non sarà possibile fare deflagrare a distanza eventuali cariche. Ferox affonda i suoi artigli nel petto di un grosso terrorista barbuto, e lui cessa improvvisamente di invocare le sue divinità. La donna leopardo lo guarda negli occhi, mentre il dolore lo invade, e la morte lo prende. Ferox non prova altro che rabbia verso quei cretini che vorrebbero commettere un genocidio. Ora più che mai è contenta di essere una mutante, non un essere umano. Il drago trae a sé gli immensi cavi che regolano un timone pesante tonnellate. Sebbene sia alto tre metri e pesante settecento chili, Dragonfire appare una piccola cosa, se rapportato alla titanica impresa, ma la sua super-forza è più che adeguata. La nave lentamente cambia rotta; poi la variazione di direzione si accentua. La nave si piega su un fianco, sollevando onde spaventose. Raschia addirittura contro il basso fondale nei pressi della costa, ma ormai sta puntando verso il mare aperto. Capendo di avere perso la battaglia, uno dei terroristi riesce ad attivare manualmente i dispositivi di autodistruzione collocati sulla nave. Una scarica energetica di Fulminatore frigge letteralmente il teppista, ma le esplosioni si susseguono, aprendo squarci nelle fiancate della nave. L’acqua irrompe con grande velocità e forza. Ai mutanti di Evolution non resta che abbandonare il natante che affonda. Il dottor Occulto contatta i suoi allievi, rassicurandoli sul fatto che i prodotti chimici destinati ad uccidere milioni di innocenti non riusciranno a diffondersi nell’acqua, a causa della pressione sovrastante. Inoltre, non essendo esplose le cariche finalizzate alla loro nebulizzazione, i contenitori dovrebbero essere ancora sigillati. Il velivolo multifunzione di Evolution risponde al comando a distanza della Maga, ed atterra sul ponte della nave, per portare in salvo gli eroi. E Dragonfire? Nessuno dei presenti dubita che l’alieno sia pressoché indistruttibile, ma al momento pare sia imprigionato nelle lamiere che discendono rapidamente verso il fondo oceanico. Il drago non intende aspettare che la nave si fermi, quindi colpisce le pareti metalliche con tutta la sua forza. Il metallo è molto spesso, quindi Dragonfire ricorre alla super-fiamma, che vaporizza tutto ciò che tocca. Adesso l’alieno potentissimo può abbandonare il relitto. Essendo un rettile, non ha problemi a muoversi nell’acqua, per quanto la profondità determini una resistenza considerevole alla risalita. Non è un respiratore d’acqua, ma i suoi polmoni gli consentono una riserva d’aria più che sufficiente. Sul velivolo multifunzionale, il supporto detto dragoncraft si anima spontaneamente, e chiede l’autorizzazione a ricercare il suo padrone simbiotico. Il dragoncraft si aggira sulle acque agitate, come se cercasse il punto ove immergersi, poi penetra come una lama nell’oceano. Il drago sale sospinto dalla potente coda; il dragoncraft lo individua e si muove per raggiungerlo. Gli eroi di Evolution emettono all’unisono un sospiro di sollievo quando Dragonfire emerge, sollevando enormi spruzzi.

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