giovedì 10 dicembre 2009
SUCCHIASANGUE SUDAMERICANI_libro 1°_20° episodio
L'avanzata nella jungla era difficoltosa. L'umidità incollava gli abiti alla pelle, e le zanzare arrivavano a frotte. Mai viste zanzare così grosse! Il gruppo era partito dal campo base alle prime luci del giorno, ed ora arrancava sotto il sole del mezzogiorno inoltrato. Guidava la marcia Luis Martinez, un mezzosangue avanzo di galera, svelto di coltello e coperto di cicatrici. Seguivano alcuni europei o nord americani, cooptati per la loro conoscenza nelle tradizioni di quella zona semi selvaggia del Sud America. Chiudevano quell'incedere umido e sudato alcuni indios, che fungevano da portatori. Il gruppo era diretto verso le rovine di una antica piramide a gradoni. Il capo e finanziatore della spedizione era Hans Von Kepler: un tedesco sessantenne, ricercatore di tesori ed indagatore di misteri archeologici. Von Kepler aveva reperito alcuni documenti, che attestavano la presenza di antiche cripte, ospitanti esseri non umani. Le leggende che avevano indotto Von Kepler ad organizzare quel viaggio riferivano di abitanti di una piramide, adorati come divinità e temuti come demoni. I documenti accennavano a sacrifici umani, liberamente offerti a quelle oscure entità. Martinez arrestò la colonna, senza alcun preavviso, e si accese una delle sue puzzolentissime sigarette, contenenti chissà cosa. Le zanzare girarono alla larga, e ripiegarono sugli altri umani del gruppo. Ed in effetti solo uno, oltre a Martinez, venne rifiutato dai fastidiosi insetti succhiasangue. Le zanzare avevano già verificato come il semplice contatto con quel soggetto fosse letale. Gli animalacci non lo sapevano, ma l'energia che promanava da quello che assomigliava ad una delle loro vittime era riconducibile all'elettricità. Martinez confabulò con Von Kepler, indicando alcuni punti sulla mappa che teneva in mano. Poi Martinez indicò una collinetta, che pareva sbucare dal folto della jungla. La spedizione non doveva tener conto solo delle zanzare, giacché occhi felini stavano seguendo con attenzione gli spostamenti di quegli uomini. Il grosso animale stava già pregustando le carni ed il sangue di uno degli indios. Il leopardo intendeva aggredire l'ultimo della colonna, e trascinarlo via prima che gli altri se ne accorgessero. Lo aveva già fatto, ma questa volta mentre lui osservava altri osservavano lui. Il leopardo provò sorpresa, quando si rese conto di essere stato avvicinato da due figure umanoidi. Non gli risultava che gli umani potessero camminare tanto silenziosamente, quindi forse quelli non erano umani. Ferox guardò negli occhi il leopardo, che comprese di trovarsi di fronte ad una femmina molto forte e veloce. Poi il leopardo alzò lo sguardo sull'altra figura, che si trovava alle spalle di Ferox. Ed il grosso felino vide una specie di scimmia, ma molto più grossa di quelle di cui aveva conoscenza. Messi assieme, Ferox e Kong costituivano una dissuasione più che sufficiente per il leopardo. I grossi felini della jungla sono opportunisti ed a loro modo saggi, per cui emise una specie di miagolio, rivolto a Ferox, e lei rispose allo stesso modo. Nel linguaggio non verbale dei felini, si scambiarono preziose informazioni, e si augurarono buona fortuna. Kong non parlava la lingua del gatti, ma la sua natura mutante gli consentì di comprendere lo scambio di segnali. Così l'indio non divenne pranzo e merenda di quel leopardo, che si rifece quasi subito, affondando artigli e zanne in qualche sfortunato animale di passaggio. Frattanto la colonna era giunta nei pressi delle rovine di una piramide, un tempo maestosa. La vegetazione aveva da secoli coperto le grosse pietre, ma le piogge non erano riuscite ad innescare crolli apprezzabili. Fulminatore ricevette un messaggio dalla Maga, che manteneva il contatto con Kong e Ferox. Il dottor Occulto conosceva bene Von Kepler, ma Von Kepler non sapeva che Occulto fosse un mago ed un mutante, capo di Evolution. Occulto, nella sua identità umana, aveva convinto il tedesco a portarsi dietro Fulminatore, in incognito. Ferox e Kong avevano seguito la spedizione di nascosto, per proteggerla. Armatisi di torce elettriche, gli uomini della spedizione iniziarono l'esplorazione dei sotterranei della piramide. Maga segnalò che da quelle profondità provenivano emanazioni poco rassicuranti. Kong e Ferox seguirono a distanza la spedizione, grazie ai loro super-sensi animali. La luce delle torce elettriche pareva inadeguata ad illuminare quelle profondità costruite dall'uomo, o forse da una specie differente. L'acqua gocciolava a distanza, producendo eco che si diffondevano a dismisura. Un predatore attendeva nascosto dietro un angolo di pietra. Aveva lasciato passare tutto il gruppo, ed ora meditava di aggredire i due mutanti di Evolution. Il predatore era un para umano, presumibilmente il prodotto genetico di un osceno mix di razze non esattamente umane. Il balzo del predatore si bloccò prima di giungere sul bersaglio: Kong lo aveva afferrato al volo senza sforzo. Il grosso mutante studiò con attenzione quel bipede sbavante, che cercava di morderlo e graffiarlo. Prima che potesse riuscirci, Ferox gli fece assaggiare i suoi artigli, ma senza affondare. Sebbene l'essere non palesasse, nei lineamenti e nei modi, una particolare intelligenza, capì l'antifona e si bloccò. Kong a questo punto se ne liberò, dato che non aveva alcuna intenzione di adottarlo e di portarlo a casa. Il potente braccio del mutante scagliò l'abitatore dei sotterranei contro una solida muratura. L'impatto precipitò l'essere nel mondo dei sogni, o degli incubi. Martinez pervenne con il gruppo in una grossa sala, che sembrava fosse il punto d'arrivo di molti corridoi. Al centro, un manufatto in pietra: una sorta di grosso sarcofago. Von Kepler si mise quasi a saltare dalla gioia, appena mise gli occhi sulle raffigurazioni scolpite nella pietra. Fulminatore, che era veramente un esperto in antiche tradizioni (specie in quelle riguardanti entità pericolose) venne raggiunto psionicamente dalla Maga. Ferox e Kong, a distanza di sicurezza, lo sentirono arrivare prima di vederlo. Sebbene camminasse senza far rumore, un drago di settecento chili non può avvicinarsi impunemente a due mutanti percettivi quali Ferox e Kong. Dragonfire sorrise, come solo un drago può fare, ed i due mutanti furono felici di vederlo. Le iscrizioni rivelarono a Fulminatore ed a Von Kepler che in effetti, in un passato remoto, esseri più che umani furono adorati dalle popolazioni locali. Quei popoli, che costruirono le piramidi o forse le trovarono già edificate, offrivano liberamente il proprio sangue a quelle entità. Martinez, di solito attento, si ferì leggermente, mentre passava una mano sul sarcofago. Una singola goccia di sangue cadde sulla pietra antichissima, che parve assorbirla avidamente. Poi dal sarcofago si sollevò un vapore mefitico, che convinse i componenti della spedizione ad allontanarsi. Maga avvisò Evolution dell'imminente pericolo, e così, appena un mostruoso artiglio uscì dal sarcofago, venne accolto da una poderosa scarica elettrica di Fulminatore. Quello doveva essere il capo banda, ma non era solo, perché altri come lui stavano uscendo da loculi nascosti. Quasi certamente l'ingresso degli uomini della spedizione nella piramide aveva risvegliato una torma di antichi parassiti. Quale fosse la loro natura, la scarica elettrica di Fulminatore indusse il loro capo a sgusciare fuori in maniera meno teatrale. Poi si scatenò l'inferno, o almeno questa sarebbe stata l'intenzione delle mostruosità tornate alla vita. Sfortunatamente per loro, non avevano avuto modo di bere il sangue di quelle che dovevano essere le loro vittime. Più che altro furono degli zombies artritici ad attaccare briga con Evolution. Ed Evolution non fece fatica a disperderli ed a frantumare le loro vecchie ossa. Scariche elettriche crepitavano e distruggevano. I pugni di Kong e gli artigli di Ferox ottennero il medesimo risultato. Malauguratamente il succhiasangue che dormiva nel sarcofago riuscì a sopraffare uno degli indios; non lo uccise, ma ne trasse grande nutrimento. Dopo di che manifestò il suo potere mutaforma, crescendo di statura. Non sarebbe comunque stato un problema per Evolution, se non si fosse anche preso la briga di assorbire i resti dei suoi accoliti, per aumentare la sua massa corporea. A quel punto, era divenuto pane per i denti di Dragonfire, ed il drago alieno lo colpì con una colossale codata. Mai, nella sua millenaria carriera, il succhiasangue aveva affrontato una tale forza straripante. Comunque si gettò coraggiosamente addosso al drago, che lo attese e lo fermò. Presi in una impressionante prova di forza, Dragonfire e l'antico succhiasangue diedero il massimo. Poi lentamente il drago prevalse, piegando verso il basso le zampacce ed il resto del corpo del nemico. Fu allora che l'antica entità si scompose in tre parti, ognuna delle quali munita di zampe. Fulminatore, Kong e Ferox impegnarono a loro modo gli avversari, e li costrinsero contro il muro. Queste forme di vita erano munite di pungiglioni, simili a quelli degli scorpioni, per cui fu Fulminatore a colpirli fino a renderli inermi. La soluzione del problema si presentò da sola, quando uno dei tre pseudo-scorpioni saltò letteralmente addosso a Dragonfire. Si pensa che il drago di Evolution non sia velocissimo, ma è un errore di valutazione. Ferox e Kong dispongono sicuramente di una velocità animalesca, e Fulminatore non abbisogna del contatto corpo a corpo. Dragonfire è fortissimo, e qualcuno pensa che ciò limiti la sua velocità. Sbagliato: la super fiamma accolse l'attaccante, ed il suono che emise prima di essere vaporizzato fu un grido quasi umano. Gli altri due pseudo-scorpioni caddero pressoché morti, giacché la super fiamma aveva interrotto ogni possibilità di esistenza separata. Dragonfire non si fece pregare, e sottopose allo stesso trattamento anche gli altri due componenti, che non produssero alcun suono, eccetto un prolungato sfrigolio. Evolution si trovò però davanti ad una torma di para umani, come quello steso da Kong. Maga, leggendo le loro menti elementari, scoprì che si trattava degli adoratori dei demoni succhiasangue. Un popolo degenerato, che era riuscito a mantenere in animazione sospesa gli antichi demoni. Un popolo che ora era rimasto senza divinità da adorare. I para umani ed Evolution, spalleggiati dagli umani della spedizione, si fronteggiarono a lungo, poi i para umani si prostrarono al suolo. Evolution capì che Dragonfire avrebbe potuto trovare lavoro come divinità locale, ma il possente drago alieno declinò gentilmente l'offerta. Ma i para umani non si dettero per vinti e, dopo la partenza di Evolution, costruirono un totem raffigurante Dragonfire, perché avevano avuto divinità peggiori.
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