mercoledì 9 dicembre 2009

DIROTTAMENTO_libro 1°_12° episodio

Fulminatore guidò l'attacco, scagliando due distinti fulmini, che crepitarono, frissero l'aria, ma non colpirono alcun teppista. Di certo però seminarono il panico. Aveva preferito non correre il rischio di ucciderli. In fondo era una banda di giovinastri, non pericolosi super-criminali. Fulminatore, Ferox e Maga si trovavano a passare da quelle parti, quando avevano assistito ad una rapina molto raffazzonata. Un mucchio selvaggio di una decina di teppisti dei sobborghi aveva dato l'assalto ad una banca. La guardia giurata era stata disarmata e malmenata, ma l'uomo era ancora vivo. Di colpo, i sedicenti predatori si erano resi conto di avere a che fare con tre dei mutanti di Evolution. Quasi certamente la decina di stupidi soggetti era strafatta a forza di fiutare colla o qualche altra porcheria. Altrimenti ci si domanda perché non si siano subito arresi, evitandosi lividi o peggio. Maga non perse tempo a leggere quei pensieri confusi, ed utilizzò la sua telecinesi per proiettare addosso a quegli avanzi di riformatorio oggetti di varie dimensioni. I lividi a cui si accennava prima iniziarono ad apparire sulla pelle dei giovani debosciati. Infine, il mucchio, già terrorizzato da Fulminatore e da Maga, ebbe a che fare con la furia animalesca di Ferox. Non estrasse gli artigli, ma balzò in mezzo a loro, e li colpì “solo” con calci e pugni, per non far loro troppo male. Lo scontro non ebbe storia, ed i tre o quattro che non furono atterrati dalla donna leopardo, crollarono per le scariche a basso voltaggio di Fulminatore. Sia lui, che la Maga non disdegnarono peraltro di aiutarsi con piccole ma significative esibizioni di arti marziali. Il piccolo interludio era iniziato e finito nel giro di pochi minuti, ed i tre mutanti non avevano neppure il fiato corto. Proseguirono per la loro strada, lasciando dieci storditi bambolotti a chiedersi per quale motivo quella mattina si erano alzati ed erano andati a cercarsi rogne. Ovviamente nessuno di loro avrebbe potuto immaginare di doversi scontrare con tre super-eroi. Nessuna recriminazione sull'esito del combattimento: in tre contro dieci, li potevano ammazzare tutti, se avessero voluto. Anche Ferox da sola, e ne avrebbe goduto. Chi aveva suscitato maggior terrore era stata appunto Ferox, i cui artigli ogni tanto parevano intenzionati ad estroflettersi, senza chiedere il permesso; così, giusto per il gusto di uccidere. I tre di Evolution accelerarono il passo, per giungere in aeroporto in tempo per il volo di ritorno a casa. Maga e Fulminatore avevano un aspetto assolutamente umano, ma Ferox era ricoperta da una sottile peluria, striata come la pelliccia di un grande felino. Entrò allora in azione l'incantesimo di dissimulazione della mutante di New Orleans. In questo modo, Ferox non fu costretta ad indossare una maschera. Agli occhi di tutti i passeggeri, sarebbe sembrata una donna normale, anzi decisamente avvenente. Ferox continuò peraltro ad emanare i feromoni tipici della sua natura ibrida. Gli uomini la guardavano attratti; poi, appena lei volgeva lo sguardo e li guardava negli occhi, si ritraevano confusi. I tre eroi si accinsero ad un noioso viaggio aereo. Noi facciamo previsioni giusto perché siano smentite, ed anche questa volta andò così. Cinque terroristi mediorientali stavano avviandosi alla consueta crociata contro i capitalisti occidentali, nonché infedeli. Anche loro avevano previsto di fare una cosa, che poi non si avverò. Non è possibile prendere di sorpresa una telepate, tanto più se dotata di poteri magici. I cinque terroristi, disposti ad uccidere ed uccidersi, emanavano tali e tante emozioni violente da mettere in allarme la Maga molto prima di salire a bordo. Lei ovviamente avvisò Fulminatore e Ferox, che iniziarono a guardarsi attorno. Dopo il decollo, come da copione, uno della banda si alzò, e prese in ostaggio una hostess. Il tizio brandiva un coltello in ceramica, che era sfuggito al metal detector. I tre di Evolution rimasero seduti, per poter prima individuare anche gli altri quattro del commando. I passeggeri si agitarono grandemente, dopo aver visto alzarsi in rapida successione l'intera banda. Tutti erano armati allo stesso modo, e tutti minacciavano un membro dell'equipaggio, o un passeggero. Il capo dei terroristi iniziò la sua farneticazione sulla volontà del suo gruppo di dirottare il velivolo. Se i passeggeri avessero conosciuto le vere intenzioni del commando, avrebbero rischiato il tutto per tutto, fino ad assalirli a mani nude. Infatti si trattava di cinque aspiranti martiri, intenzionati, nel loro piccolo, a combinare un disastro come quello delle Twin Towers. Frattanto il capo della banda era entrato nella cabina di pilotaggio, e minacciava direttamente i piloti. Ciò lasciò campo libero ai tre di Evolution. Maga abbassò la copertura dissimulatoria della donna leopardo, e Ferox proruppe in una sorta di feroce miagolio da battaglia. Poi, quasi veloce come i lampi di Fulminatore, balzò sul più vicino dei teppisti. Gli artigli di Ferox, nel pomeriggio, non avevano avuto modo di bere sangue umano; questa volta invece diedero il meglio del loro repertorio. Non era né il momento, né il luogo di fare moine. La parola d'ordine era: “non fare prigionieri”. Ferox tagliò la gola al primo terrorista, e, mentre questo stava cadendo, era già giunta a contatto con il secondo. Tutto ciò nonostante lo spazio ridotto non si addicesse alle acrobazie della donna leopardo. Fulminatore si alzò in piedi, per attirare l'attenzione di uno dei dirottatori, che subito cercò di accoltellarlo. Grande errore! Fulminatore non aveva alcun motivo di trattenersi, e non lo fece. Una scarica ad alto voltaggio, assolutamente controllata, attraversò il corpo del teppista. I suoi capelli si drizzarono e presero fuoco. Gli occhi si iniettarono di sangue, e dalle orecchie fuoriuscì del fumo: era praticamente cotto! Per evitare che Ferox e Fulminatore si divertissero da soli, Maga lanciò, quasi con noncuranza, un attacco mentale contro il quarto terrorista. Quasi impossibile descrivere cosa vide prima che il suo cervello si spegnesse per sempre. Non riuscì neppure ad urlare. Strabuzzò gli occhi, e cadde all'indietro, rigido come lo zombie che era diventato. Rimaneva da sistemare solo il capo del commando, ma il caprone si trovava nella cabina di pilotaggio. I tre di Evolution decisero di attendere, perché solo nei film c'è qualcuno che, non essendo un pilota, riesce a far atterrare un bestione dei cieli. Per evitare che il sopravvissuto tra i criminali si accorgesse di essere rimasto solo, Maga se lo lavorò sottilmente. Lo convinse in maniera subliminale che fosse il caso di fare uno scalo tecnico, prima di intraprendere qualsiasi guerra più o meno santa. Fu così che ai piloti venne ordinato di atterrare. Maga aveva, nel frattempo, contattato telepaticamente il capo di Evolution, il dottor Occulto, e lui aveva deciso di inviare in aeroporto Dragonfire e Kong. Quando l'aereo dirottato toccò terra, l'alieno ed il mutante si trovavano ad attenderlo. Le autorità aeroportuali fecero un po' di scena, oltre a far riempire i serbatoi del velivolo. Poi però inaspettatamente l'ultimo terrorista ordinò il decollo anticipato. Aveva capito che qualcosa non andava, e la sua pazzia gli diede la forza per sganciarsi dal controllo della Maga. E l'aereo prese a rullare. Questa volta, si disse il criminale mediorientale, nessuno gli avrebbe impedito di abbattersi su un grattacielo popolato di infedeli occidentali. Quello che intervenne allora non era né infedele, né occidentale. Era più che altro un alieno in forma di drago. Una forza della natura giunta dallo spazio profondo. Dragonfire, per non danneggiare i passeggeri, scatenò la sua fiamma direttamente sulla pista. Il veicolo multifunzione, progettato, costruito e condotto da Kong, superò l'aereo, che non si era ancora staccato dal suolo. La fiamma del drago fuse l'asfalto per un largo tratto. La temperatura spaventosa generò una specie di lava estemporanea, nella quale le ruote del velivolo affondarono e scoppiarono. In pochi minuti, l'enorme energia dei motori jet fu assorbita da quella melma caldissima. A questo punto, vistosi perduto, il terrorista decise di ammazzare almeno i piloti. Ma quella non era sicuramente la sua giornata, perché, lanciato letteralmente in alto ed in avanti da Dragonfire, Kong piovve letteralmente attraverso i vetri della cabina di pilotaggio. La disperazione, la droga e la pazzia del criminale nulla poterono contro la super-forza di Kong, che lo sollevò e lo scagliò fuori. Nessun prigioniero, si era detto. L'arabo pazzo urlò di paura e di rabbia, ma si schiantò al suolo allo stesso modo che se fosse stato zitto.

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