Pare che tutti gli esseri senzienti dormano. Pare che tutti gli esseri senzienti sognino. I sogni sono adeguati alle persone, per cui a nessuno interessano i sogni delle persone banali, neppure alle persone banali medesime. I sogni più interessanti sono di certo quelli degli eroi. Gli eroi durante la veglia combattono contro i malvagi; quindi possiamo attenderci che durante il sonno rivivano la gloria di quei momenti. Gli eroi di Evolution a volte dormono, quindi sognano. Questa notte, Kong rivive momenti della sua infanzia, quando non era ancora conscio del proprio ruolo. Da piccolo, Kong dovette fare i conti con la sua famiglia ed i suoi compagni di scuola. Kong è dotato di grandi talenti fisici, ma quando si muove nella dimensione del sogno ne subisce in pieno la fascinazione, come accade alla gran parte dei comuni esseri umani. Kong è un bambino di circa cinque anni, e si chiama Ron. Non è ancora coperto di peli, ma la sua muscolatura è molto accentuata per la sua età. Le braccia sono decisamente lunghe e forti, e le gambe, forse troppo corte, sono dotate di muscoli in grado di farlo saltare facilmente da fermo, in avanti ed in alto. Gli amici di Ron iniziano a prenderlo in giro, per la sua corporatura decisamente non slanciata. Qualcuno inizia a soprannominarlo “King Kong”, come lo scimmione gigantesco visto al cinema. Ron soffre per il nomignolo, e preferisce rimanere in casa, piuttosto che scendere in cortile a giocare con i suoi coetanei. Così, prima ancora di andare a scuola, Ron impara a leggere ed a scrivere. I suoi pomeriggi si riempiono con la lettura di libri di differente contenuto. Ron è, per quanto riguarda gli interessi e la lettura, un onnivoro. La mamma è contenta che suo figlio reagisca in quel modo all’emarginazione, ma vorrebbe che Ron uscisse più spesso. Ron segue con una certa preoccupazione il proprio sviluppo fisico, ed apprezza il tono muscolare superiore, ma guarda con preoccupazione alla crescita anomala dei peli. Passano gli anni, ed il ragazzino impara a convivere con il proprio modo di essere. Crede di essere affetto da qualche malformazione, sebbene vari esami clinici non abbiano evidenziato alcuna patologia in atto. Ron è comunque contento che la sua “malformazione” non lo costringa a cure di alcun tipo. Nessun medico capisce che quel fisico diverso è invero superiore allo standard umano. Nessun presunto conoscitore della medicina e della medicina capisce che Ron un mutante, non un essere umano deforme. Ron si rende conto di essere forte, ma non è in grado di commisurare la propria forza, perché non è mai stato costretto a confrontarsi con altri esseri umani. Come capita a tutti i ragazzini, il futuro Kong subisce il suo primo innamoramento. La sua coetanea è una biondina minuta, con le treccine e le lentiggini, ma a Ron sembra la persona più bella del mondo. Quando la incontra, cerca di parlarle, ma la sua naturale loquacità si ingarbuglia. Kong adulto sogna di Dany, il suo primo amore, e sorride. Ora non vuole assolutamente svegliarsi; il ricordo di quei momenti scalda il cuore del super-eroe di Evolution. Ron si ripromette di dire qualcosa a Dany, ma la timidezza lo frena. Si chiede cosa risponderebbe lei, se lui la invitasse alla sua festa di compleanno. Non vorrebbe assolutamente fare brutta figura. Kong, ora che è un vero super-eroe, ha acquisito una maggiore disinvoltura, ma non ha perso del tutto quella delicatezza che da giovane paralizzava le sue iniziative di socializzazione, specie nei confronti delle ragazzine. Ron invidiava i suoi compagni di scuola più sfacciati, ma del resto siamo qual che siamo, e lui sarebbe diventato il super-eroe Kong, non un pagliaccio tra tanti. Ron è il primo della classe, perché la sua mente è uno strumento affilato, indirizzata da una inesauribile volontà di sapere. Normalmente i compagni di scuola prendono in giro i secchioni, ma con Ron questo non accade: anche i più stupidi tra i bulli capiscono che quel giovane non deve essere disturbato. Anche i ripetenti, che vanno a scuola per scaldare i banchi e fare perdere tempo agli insegnanti, evitano di aggredire Ron: qualcosa consiglia loro di prendersela con qualcun altro. All’età di dodici anni, Ron non è molto alto, ma è decisamente massiccio. Evita le lezioni di educazione fisica, anche perché i peli hanno iniziato a coprire diffusamente il suo corpo. Lui ha rinunciato a depilarsi, ma preferisce non spogliarsi in pubblico; quindi evita di andare al mare, in piscina ed anche in palestra. Gli dispiace non praticare sport, perché ha verificato di essere in grado di arrampicarsi e di saltare molto bene. Oltre a ciò, la sua naturale agilità di mutante lo ha dotato di un equilibrio che non è esagerato definire scimmiesco. Ha pochi amici, ed evita di frequentarli per motivi extrascolastici: non vuole essere visto come un mostriciattolo. Meglio che lo credano una specie di snob. Frequenta musei e biblioteche, ma di domenica si allontana da solo dalla città, e sulle montagne e nei boschi si scatena a saltare di roccia in roccia, e di ramo in ramo, come un gorilla. A suo modo è felice di quel che è; del resto nessuno è esente da limitazioni di qualche tipo. Apprezza molto la sua capacità di apprendere, che gli consente di studiare quel che vuole, anche oltre i programmi scolastici. Un unico neo: ama ancora Dany, ma si convince sempre più che non ci sia futuro per loro, come coppia. Dany lo ha notato, ma anche lei confonde la riservatezza di Ron con una sorta di superbia: la spocchia del primo della classe, di uno che guarda gli altri dall’alto in basso. Tutta la nostra vita è attraversata da fraintesi di questo tipo, ma pochi sono disposti ad aprirsi completamente agli altri. Anche perché spesso questo significa subire delusioni molto forti. Eppure il fato aveva deciso di legare il destino di Ron a quello di Dany. Lei una sera esce con le amiche, per recarsi in un locale, ma non rientra all’ora stabilita. I genitori si allarmano, e chiamano la polizia e gli ospedali, ma della ragazza nessuna traccia. Ron lo viene a sapere solo il giorno dopo, dai compagni di scuola; la notizia lo sconvolge, e subito inizia a temere che qualcosa di grave sia accaduto a Dany. La sensazione di Ron corrisponde al vero, infatti la ragazza che lui ama è stata rapita da una banda di balordi. In quel momento lei era sola, dopo aver salutato le amiche. I delinquenti l’hanno rapita a bordo di un’auto, immobilizzandola e minacciandola di farle molto male. Ron è sconvolto, e per la prima volta decide di saltare le lezioni scolastiche. Si chiede cosa potrebbe fare per trovare Dany, e quasi subito trova una risposta: se riuscisse a seguire la sua traccia olfattiva? Pensa alla ragazza, e subito ricorda il suo odore; forse non è esattamente un odore, ma nella sua mente si presenta come tale. Una specie di profumo di fiori, mescolato presumibilmente all’odore dei suoi abiti, e di altro ancora: un inconfondibile marchio. Mentre i suoi compagni di classe sono a scuola, ed i professori si chiedono cosa sia successo al loro allievo prediletto, lui si aggira per il quartiere, annusando. Cerca di non dare nell’occhio, ma annusa con cura piste a cui non aveva mai fatto caso prima di allora. Passano le ore, e finalmente Ron intercetta un lieve segnale positivo: Dany è passata di lì. Si trova in un quartiere popolare, dove girano disinvoltamente, anche di giorno, drogati, spacciatori e ladri. Ron non si sente in alcun modo spaventato da quella marmaglia; anzi: qualcosa dentro di lui lo spinge quasi a cercare lo scontro fisico, ed è la prima volta che capita. Si ferma davanti ad un edificio fatiscente, ed aspetta di capir meglio ciò che gli conviene fare, ma è certo di non avere tempo da perdere. Il vento gira, ed il giovane mutante percepisce chiaramente l’odore di Dany, come se lei gli fosse accanto. Tanto basta a spingerlo ad agire. Ron sale le scale, fino al secondo piano, ed ascolta i suoni provenienti dall’appartamento che si trova oltre la prima porta a destra. Suoni soffocati, ma Ron ci sente meglio di un umano, ed ora non ha dubbi in merito. Gli giunge un singhiozzo, prodotto da una persona molto giovane, di sesso femminile. Ron/Kong si lancia come un bufalo contro la porta, ma è ancora un ragazzino pesante una sessantina di chili. Comunque l’impatto è notevole; un secondo attacco, ancora più forte, fa saltare la serratura. Dentro la stanza, ci sono tre teppisti, che attorniano una giovane: Dany. I tre sono più vecchi e pesanti di Ron, ma lui non ha alcuna paura. Le sue gambe muscolosissime lo proiettano addosso al più vicino tra i tre, che per l’impatto cade al suolo, e batte la testa. Ron è già in piedi, come una molla d’acciaio. Colpisce un secondo avversario con un pugno molto potente, ma non sa ancora come dare pugni veramente efficaci. Ciò nonostante, il colpo giunge a segno, e toglie il fiato al teppista. Il terzo, forse il capo, non attende di essere attaccato, ma sferra una coltellata a Ron. Il coltello lo ferisce a fondo, ma il ragazzo non sente male come ci si poteva attendere. Lui ancora non lo sa, ma il suo sistema di guarigione è già all’opera, e le piastrine del suo sangue mutante stanno già riparando il danno prodotto dalla lama d’acciaio. Ron vede letteralmente rosso, e forse per la prima volta si merita il nomignolo di “Kong”. Emette un ringhio decisamente animalesco, e colpisce con un gran pugno la testa del tizio armato di coltello. Quello, nonostante pesi una ventina di chili più di Ron, cade al tappeto, dove rimarrà svenuto per almeno tre ore. Gli altri due accennano ad una reazione, ma sono già stati colpiti da Ron, e vorrebbero evitare di prenderne altre. Lui però è incontrollabile, e li insegue giù per le scale; poi li percuote con forza crescente. Poi finalmente riprende il controllo di sé, prima che la sua forza di mutante uccida qualcuno. Durante lo scontro, gli abiti di Ron si sono strappati, scoprendo
petto e gambe. Quando torna nell’appartamento a liberare Dany, il ragazzo non è esattamente un principe azzurro. Sembra più una belva della jungla vestita da uomo. Nei suoi occhi, rimangono ancora tracce della ferocia di poco prima, e questa ferocia spaventa Dany forse più di quanto l’avessero spaventata le minacce dei delinquenti. Ron libera la ragazza dei suoi sogni, ma capisce che la sua azione di salvataggio gli ha precluso ogni futuro di coppia. Lei non comprende tutte le sfaccettature della questione, ma non si fidanzerebbe mai con quella specie di gorilla selvaggio. Kong il super-eroe riprova a distanza di anni il dolore che provò in quel frangente. Poi vennero i poliziotti e lo interrogarono; cosa si dissero in separata sede? Quali storie circolarono su quel ragazzo-scimmia, coperto di peli blu? Grande delusione per Ron/Kong, ma consapevolezza di poter fare qualcosa contro il male. Pochi di noi sono nati per fare i principi azzurri. Fortuna che c’è qualcuno che, sebbene scimmiesco e peloso, si accolla tutto il lavoro, e si prende anche qualche coltellata. Fortuna che c’è qualcuno che, grazie al proprio olfatto scimmiesco, libera le ragazze un po’ scemotte, che preferirebbero magari essere liberate da un divo del rock.
lunedì 14 dicembre 2009
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento