mercoledì 9 dicembre 2009

MASCHERE E DRAGHI_libro 1°_11° episodio

Era una tiepida giornata primaverile, ed il drago si aggirava sulle colline. Se si fosse trattato del classico drago delle leggende medievali, le greggi ed anche i pastori avrebbero corso seri rischi di finire nella sua pancia. Invece il drago era un erbivoro extraterrestre, a cui le pecore piacevano come animaletti di compagnia. Le pecore, normalmente animali diffidenti, percepivano una sorprendente bontà d'animo in quel colosso alto tre metri. Così Dragonfire le accarezzava con le sue enormi mani, come fossero teneri micini. I pastori ed il loro cani si adattavano alla situazione decisamente insolita, e stavano a guardare. Dragonfire cercava di comprendere la natura del suo pianeta adottivo, e, per farlo al meglio, non mangiava carne, bensì frutta ed ortaggi in grande quantità. Il dottor Occulto sapeva dove trovarlo in caso di necessità. Gli altri quattro di Evolution si trovavano nella loro sede, dove studiavano e si allenavano. Erano stati attaccati altre volte nella loro sede, e sapevano benissimo che sarebbe potuto accadere nuovamente, in qualunque momento. Ed il momento venne anche prima del previsto. Non fu un demone o un super-criminale ad entrare nella sede di Evolution, ma un aggeggio volante telecomandato, spedito dal solito accanito criminale Maschera di Ferro. Il dottor Occulto seppe del pericolo imminente solo pochi istanti prima che l'ordigno deflagrasse. Occulto lo seppe direttamente da Maschera di Ferro, che abbassò involontariamente le sue difese mentali. Evolution si mosse come una perfetta macchina: Kong si caricò in spalla Fulminatore, e balzò via. Lo stesso fece Ferox con la Maga. I due mutanti più veloci e fisici ripararono con i loro corpi i colleghi. Poi la bomba esplose, e le schegge abbatterono le pareti interne, e penetrarono nelle carni degli eroi. Il piano di disimpegno teneva altresì conto della maggiore capacità di recupero di Ferox e Kong. L'onda d'urto stese i quattro eroi, e li rese inermi di fronte al gongolante Maschera di Ferro. I fattori di guarigione di Kong e di Ferox erano già entrati in azione, e stavano sanando le ferite prodotte dall'esplosione, ma forse non si sarebbero ripresi in tempo per combattere. Neppure Maga e Fulminatore erano pronti a quel che accadde. Frattanto Dragonfire era stato allertato, e, deposte con cura le sue pecorelle, stava dando prova di una grande velocità. Disceso a balzi dalle colline, Dragonfire aveva di fatto dirottato un autobus di passaggio. Era stato riconosciuto dall'autista e dai passeggeri, e tutti facevano il tifo per lui. Dragonfire stava in piedi sul tetto del bus, che cigolava sotto i settecento chili di fisiologia aliena. Chi vedeva giungere il bus, con sopra il drago, esultava, sapendo che l'eroe era in azione per sconfiggere il male. La polizia precedette il bus con le sue auto e le sue moto a sirene spiegate. Il dottor Occulto intanto stava guadagnando tempo: sebbene non si trovasse in prossimità della sede di Evolution, il capo del gruppo scagliò una potente scarica mentale, contro Maschera di Ferro. Occulto aveva già appurato come il pessimo soggetto avesse sviluppato una certa tecnologia in grado di reggere alle intrusioni psichiche. Forse ci sarebbe riuscito con la Maga, ma Occulto era uno dei più potenti telepati del pianeta, forse il più forte. Maschera di Ferro incassò il colpo e traballò confuso. Fu allora che Fulminatore si riprese a sufficienza per entrare nella mischia. La sua scarica elettrica venne dirottata dai dispositivi interni dell'armatura del super-teppista, ma molti apparati collassarono. Di conseguenza, Maschera di Ferro fu impossibilitato e dare compimento al suo piano di morte. Una situazione di stallo, dato che l'armatura stava riparandosi da sola, e tra breve sarebbe stata nuovamente in grado di nuocere. Maschera di Ferro non sottovalutava peraltro il rischio che fossero i super-eroi di Evolution a friggere lui. Il maledetto maniaco però non arretrò di un passo, convinto che quello fosse lo scontro finale con i mutanti, in un modo o nell'altro. Che si fosse dimenticato di qualcuno? Del componente non mutante del gruppo? Del drago alieno tanto buono con le pecorelle, ma terrificante nei suoi scatti d'ira? Dragonfire saltò giù dal bus ancora in movimento, ed il bus si risollevò sulle sospensioni. Le sue zampe posteriori lasciarono un'impronta profonda nel selciato, quando atterrò. Non perse tempo ad aprire il portone, e la gente inneggiò all'eroe, mentre lui strappava ed abbatteva tutto ciò che gli bloccava l'accesso nell'edificio. Maschera di Ferro aveva quasi ripristinato le sue armi, inserite nell'armatura. Ferox era sveglia, e decisa a vender cara la pelle. Kong non era ancora al massimo, ma non si sarebbe fatto colpire una seconda volta. Maga colpì allora il delinquente con un frammento di metallo, che aveva fatto levitare. Fedele alla sua immagine di super-assassino, Maschera di Ferro rise, nonostante l'impatto non gli avesse fatto per nulla bene. A questo punto, una valanga di macerie annunciò l'ingresso di Dragonfire. Avevamo già visto ridere il drago, così come può ridere un drago: con tanti bei denti in mostra. Ora Dragonfire mostrava i denti, ma non rideva affatto. Si fermò e scrutò Maschera di Ferro. Negli occhi del drago, c'erano lampi preoccupanti, e non per modo di dire. Maschera di Ferro sospettò pertanto di aver fatto il passo più lungo della gamba. Quelli di Evolution ne furono certi. Ed il criminale corazzato attaccò con tutte le sue armi tecnologiche. Sospettiamo che Dragonfire lo abbia lasciato fare, perché sappiamo quanto sia veloce il drago. Si lasciò colpire per dimostrargli con chi aveva a che fare. L’energia scaturì impetuosa dall’armatura, e raggiunse il drago; lui lasciò che quel fiume di morte gli scivolasse addosso. Un monolite vivente di settecento chili, praticamente invulnerabile alle armi umane. Dragonfire fece capire a Maschera di Ferro di essere il più forte, ancor prima di mettergli le zampe addosso. La maschera impedì ai presenti di comprendere il reale stato d'animo del fetentone. Il dottor Occulto e Maga però gli lessero la mente, e vi trovarono il panico più nero. Avere paura di un treno in arrivo consiglia di levarsi in fretta dalla sua traiettoria. La paura che Dragonfire suscitò in Maschera di Ferro salvò il degenerato da morte sicura. Per farlo, impiegò l'esoscheletro per schivare e parare, nei limiti del possibile. In questo modo, il primo pugno colossale non distrusse completamente l'armatura. La coda del drago falciò le gambe di Maschera di Ferro, ma il computer di bordo evitò che le gambe venissero strappate di brutto. Sotto l'armatura, il corpo umano iniziava a lesionarsi ed a sanguinare. Il drago avrebbe potuto colpire per l'intera giornata, ma Maschera di Ferro non sarebbe riuscito a reggere per più di mezz'ora. Fu in quel frangente che Dragonfire decise di non uccidere il suo nemico. Però gli avrebbe conciato in tal modo l'armatura da dissuaderlo a riprovarci per parecchio tempo. Escluse di colpirlo con la super-fiamma, con disappunto, ma necessariamente. Dragonfire afferrò il delinquente, lo sollevò e lo scagliò contro ed attraverso numerose pareti divisorie. I muri cedettero, ma l'armatura iniziò a perdere letteralmente i pezzi. I quattro mutanti di Evolution erano in piedi, e pronti ad agire. Più che altro ridacchiavano. Anche il drago ridacchiava, che è diverso da sorridere. Dragonfire strisciò quello che restava di Maschera di Ferro sul pavimento, e ne sorsero scintille ed un rumore di gran ferraglia. Un mucchio di metallo, con dentro un dolente cattivissimo, si arrestò contro un muro, che questa volta non crollò. Dragonfire si avvicinò lentamente al nemico sconfitto, e lo scrutò dall'alto dei suoi tre metri. Gli occhi dell'uno guardarono negli occhi dell'altro. Dragonfire scorse paura, ma anche profonda ammirazione ed invidia. Lasciato vivo, Maschera di Ferro avrebbe fatto l'impossibile per potenziare la sua armatura. A Dragonfire andava bene, ed anche ad Occulto. Sollevato Maschera di Ferro con una sola mano, all'altezza dei suoi occhi, Dragonfire, con un solo movimento fluido, lo spedì all'esterno. Si portò dietro pezzi di mattone e di infisso, ma ne aveva prese talmente tante da non farci quasi più caso. Il volo si concluse dove il drago aveva mirato: con un gran tuffo nel fiume cittadino, neppure troppo vicino alla sede di Evolution. Gli eroi si affacciarono per salutare, ma il criminale non era dell'umore giunto per apprezzare gesto. Un po' affondo, un po' tornò a galla, ma in definitiva Maschera di Ferro riuscì ad allontanarsi, per leccarsi le ferite. E questa volta di ferite ne aveva decisamente tante. Semistordito, Maschera di Ferro si incolpò della propria strategia fallimentare. Non avrebbe mai più attaccato Evolution da solo. E Dragonfire? Forse non avrebbe mai più trovato il coraggio di trovarselo di fronte. Le ferite che gli aveva somministrato non riguardavano solo le ossa, i tendini ed i muscoli. Maschera di Ferro ridimensionò quel giorno il suo ruolo di apportatore di male planetario. L'armatura gli dava un grande potere, e si sarebbe potuta migliorare. Ma il potere del drago si collocava ad un livello troppo elevato. Maschera di Ferro aveva capito che Dragonfire poteva facilmente farlo a pezzi, e non solo per modo di dire.

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