giovedì 10 dicembre 2009

IDENTITÀ SEGRETA_libro 1°_29° episodio

Si suppone che una centrale di polizia sia un luogo tra i più sicuri. Difficile immaginare che un delinquente possa accedervi armato, e minacciare tutti i presenti. Con tutti quei metal detector all’entrata, come diavolo può un malintenzionato combinare tutto ciò? Quella volta però la dabbenaggine dei poliziotti all’entrata aveva effettivamente consentito ad un tizio di dissimulare una pistola tra le ruote ed i tubi metallici di una sedia a rotelle. Così il tizio arrivò tranquillamente nella zona riservata ai detectives, estrasse la pistola, ed indusse i presenti ad ammanettarsi agli schedari ed alle scrivanie. Subito scattò l’allarme, ma tanto il delinquente aveva preventivato di non uscire vivo di lì. I poliziotti, invece di saltargli addosso tutti assieme, presumendo che non sarebbe riuscito a colpirne più di uno o due, si misero a chiacchierare. Gli esercizi di dialettica dovrebbero essere affidati a chi lo faccia di professione, ed ai venditori di pentole. I poliziotti sono pagati per stendere i criminali, non per farseli amici. Visto che nessuno aveva reagito alla sua intrusione, il pessimo soggetto iniziò a farneticare: voleva un elicottero sul tetto. Da notare che qualunque cretino con una pistola in mano vuole un elicottero sul tetto! Mentre si aspettava che l’aggeggio atterrasse, il pazzo di turno sequestrò una civile ed una detective, e si rintanò nella stanza degli interrogatori. La detective aveva in effetti progettato di condurlo in un luogo nel quale potesse essere colpito, attraverso un vetro. Un collega della tizia comprese al volo, si posizionò dall’altra parte dello specchio a senso unico, e fece fuori il cretino. Non male come soluzione, sennonché anche la detective si beccò una pallottola vagante, sparata presumibilmente dallo psicopatico. La nostra storia continua con la poliziotta, di nome Lucrezia, che si accinge a tirare le cuoia. Si narra che in punto di morte si vedano svolazzare i nostri morti, ed in effetti Lucrezia ne vede più di uno, e tutti la invitano a fare un giro lungo quella strada luminosa. Vecchie zie e vecchi zii, che le rammentano la sua infanzia. La detective non ricorda una strada tanto illuminata, neppure nelle feste patronali del suo paesotto natio. Le pare di stare su un’auto della polizia, e quest’auto si sta arrampicando lungo quella specie di viale del tramonto. Fortuna per lei che il dottor Occulto, nella sua identità segreta, coltiva contatti con le forze di polizia. Ora la detective si stacca pericolosamente dal proprio corpo fisico, ancorata a malapena da un tenue cordone di materia sottile. La Maga, arrivata in quel momento, si rende conto della pericolosità della situazione, ed usa i suoi poteri psicocinetici per rallentare quello svolazzamento. I medici e gli infermieri non vedono alcunché di tutto ciò, anche perché il dottor Occulto li ha bloccati dove si trovavano. Ora sognano da svegli, e non ricorderanno quello che sta accadendo. Lucrezia non ha capito cosa le stia accadendo, ma si volta ed individua quella figura femminile, dalla quale promana un’aura singolare. La detective non si sorprende di poter scorgere un’aura energetica, ma del resto sta morendo. O meglio starebbe morendo se Evolution non fosse lì. Tutti quei fantasmi venuti ad accogliere la moritura notano all’improvviso una sorprendente figura decisamente non umana, che si è materializzata tra loro. Un drago verde, alto tre metri, che peserebbe settecento chili se non fosse anche lui un fantasma. Dragonfire, il colosso alieno di Evolution, si trova in mezzo a quel portale, tra la vita e la morte. Il dottor Occulto, a chilometri di distanza, veglia il corpo immane del drago, e ne guida le gesta. Dragonfire è abituato a trovarsi in situazioni strane, per cui è il super-eroe giusto per questa missione (e poi è il più grosso del gruppo). Lucrezia vede il drago e si blocca. Lui le allunga una delle sue zampacce verdi, e lei sfiora quelle scaglie aliene, irradianti forza pura. A questo punto l’incantesimo di Occulto inverte l’attrazione della luce, ed il portale inizia a chiudersi. Il drago le dice: “bentornata sulla Terra”, e con queste parole nella testa la detective riapre gli occhi. “Strano”, si dice Lucrezia, “ho sognato un drago verde, con tanto di coda, che mi ha indotta a tornare”. Ha sentito parlare di Evolution e di Dragonfire, ma non credeva che si occupassero anche di esperienze extracorporee. Meglio così. Nei giorni successivi, il dottor Occulto avverte nel divenire degli eventi una traccia di incompiutezza. Contatta e consulta le altre due mutanti psichiche del gruppo, Maga e Navigatrice, per confrontare le sue sensazioni con le loro. Ed in effetti le due ragazze percepiscono, ognuna a proprio modo, che l’episodio della detective non è concluso. Maga e Navigatrice sognano di trame non ancora allacciate, e di tracce difficili da seguire. Infine Occulto riesce a coordinare i singoli messaggi extrasensoriali: nella sua visione, Ferox, Kong e Fulminatore stanno combattendo contro entità oscure. Fulminatore stacca di netto la testa ad uno dei mostri, ma quello continua ad attaccare. Forse non era la testa, o forse poteva farne a meno. Kong percuote uno dei mostri nebbiosi, ma il suo poderoso pugno lo attraversa senza danni. Poi finalmente arriva Ferox, i cui artigli sembrano più adatti a ferire finanche quella pseudo-carne. Occulto a questo punto vede la luce! Il bandolo della matassa è proprio la donna leopardo. Evidentemente l’intervento di Evolution ha interrelato il destino di Lucrezia con quello di Ferox. Le due donne non si sono mai incontrate, ma le forze che sovrintendono al destino degli umani e dei mutanti hanno evidentemente deciso di concatenare le loro esistenze. Mentre la ferita da arma da fuoco si rimargina, la detective è bloccata in un letto di ospedale. Le manca molto il suo lavoro, ma, ancor di più, la sua pratica delle arti marziali. Non sa che presto di combattimenti marziali ne condividerà tanti, oltre ogni aspettativa. Ferox, informata da Occulto, decide di andarla a trovare, e lo fa a suo modo. La donna leopardo non ha bisogno di scale o ascensori per accedere alla finestra del quarto piano: le bastano i suoi artigli. Apre senza alcun rumore la finestra della camera di Lucrezia, ed entra. La poliziotta dorme, e la mutante la scruta attentamente. In effetti l’idea di una identità segreta non è male, ma come realizzarla? I mutanti nascono già con i super-poteri, ma non sempre riescono a fingersi uomini e donne normali. Ferox e Kong, ad esempio, sono coperti di pelo, e cosa dovrebbero fare? Coprirsi di gomma e di stoffa? Kong, a differenza di Ferox, ha una forma ed una massa che nessun travestimento dissimulerebbe. A lui peraltro non dispiace fare il super-eroe a tempo pieno. Invece nel caso della donna leopardo ci sarebbe la possibilità di una vita parallela. Lucrezia si sveglia perché avverte qualcosa che non saprebbe definire. Mentre apre gli occhi, e li mette a fuoco, quella forma umana svanisce come un fantasma onirico. Ferox è già fuori dalla finestra, e scende lungo il muro a velocità spaventosa. Occulto ha condiviso le emozioni della sua allieva, e pensa di avere trovato la soluzione: la detective Lucrezia sarà l’identità segreta di Ferox, nel senso che Ferox potrà assumerne le sembianze. Ovviamente dovranno fare il possibile per non farsi vedere assieme: due Lucrezie identiche susciterebbero curiosità ed altro. Il legame mentale tra le due ragazze permetterà inoltre ad ognuna delle due di raggiungere quasi istantaneamente l’altra, sul piano mentale. Quando la detective Lucrezia svolgerà le sue indagini, Ferox potrà trovarsi accanto a lei, con il suo corpo astrale, pronta ad aiutarla con quello che sa fare meglio. Il dottor Occulto sa che per rendere effettivo quel legame sarà necessario procurarsi un oggetto di grande potere magico. Navigatrice non controlla ancora completamente il suo potere, per cui il capo di Evolution la guida nella sua ricerca. Maga partecipa a quella fusione di intelletti mutanti. Lo scettro di Uglux è l’oggetto che cercano. Dovrebbe trovarsi all’interno di un’antichissima costruzione, ma non può nascondersi al potentissimo scandaglio di Evolution. In breve, Navigatrice è in grado di tracciare la rotta ottimale. Kong siede come sempre ai comandi del suo velivolo multifunzione. Accanto a lui c'è la Maga. Dietro di lui, nell'apposito sedile sovradimensionato, trova posto il drago di Evolution. In coda siedono Fulminatore e Ferox. Kong ha progettato e costruito un velivolo super-tecnologico per mutanti ed alieni, perché solo gli esseri super-umani reggono le sue spaventose accelerazioni. Il velivolo multifunzione decolla con un lieve sibilo dal tetto dell'edificio ove ha sede Evolution. Sale verso il cielo a velocità crescente, ed i radar militari riscontrano solo un piccolo "bip" in rapido allontanamento. A bordo, Kong sopporta agevolmente, grazie alla sua fisiologia, e lo stesso accade alla donna leopardo. Maga e Fulminatore impiegano viceversa i loro poteri psionici ed elettrici per deflettere le onde gravitazionali. Dragonfire semplicemente non ci fa caso, e continua a leggere. Dopo poche ore di volo ad alta quota e molte migliaia di chilometri percorsi, il velivolo multifunzione atterra. Evolution scopre allora che il loro capo, il dottor Occulto, ha un discreto senso dell'umorismo. Infatti l'oggetto di grandi poteri che sono venuti a cercare non è un manufatto nascosto sotto tonnellate di roccia, ma si trova tuttora nelle mani del proprietario: Uglux. Ed il proprietario li sta aspettando, circondato e spalleggiato dal suo piccolo ma agguerrito esercito. Che spiritoso il dottor Occulto! Naturalmente gli eroi di Evolution non vedono l'ora di sgranchirsi le articolazioni, ai danni di quei tizi che forse non hanno ancora sentito parlare di loro. Lo scontro ha inizio con naturalezza, come se entrambe le parti lo attendessero con ansia. Kong balza in aria e piomba nel mucchio, con una forza devastante. I nemici sono armati di lance ed alabarde, ma il mutante è super-forte e velocissimo. Ed a proposito di velocità, ecco la donna leopardo Ferox, che pare non toccare neppure terra, mentre infligge colpi terribili con i suoi artigli. Non è esatto dire che Ferox sia un'assassina: diciamo piuttosto che i suoi artigli producono il più delle volte ferite preoccupanti. Le armi d'acciaio costituiscono un ottimo bersaglio per le forze elettriche scagliate da Fulminatore, che così rende onore al suo nome. Maga si protegge con una barriera telecinetica, per respingere le frecce ed altri proiettili. Poi bersaglia i nemici con le sue onde psioniche della confusione. Uglux non è ancora entrato in azione, e neppure Dragonfire. Uglux è un mago mutaforma, che sta assorbendo energia e materia dall’ambiente circostante. Poi si scaglia in avanti, incurante dei suoi stessi sgherri. I quattro mutanti di Evolution guardano Dragonfire, e lui muove incontro al massiccio nemico. Uglux è ora un ammasso di roccia e legno, pesante diverse tonnellate. Dragonfire pesa “solo” settecento chili, ma colpisce per primo, con la sua quasi invincibile coda. L’impatto scaglia in tutte le direzioni pezzi di Uglux, che non ne pare molto felice. Poi il mutaforma si alza e frana letteralmente addosso al drago: cerca evidentemente di schiacciarlo con la propria massa. Uglux probabilmente non guarda la tv, altrimenti non avrebbe cercato lo scontro fisico con il drago di Evolution, che lo solleva agevolmente e lo scaglia a metri di distanza, in un ammasso scomposto. A questo punto Dragonfire decide di impiegare la sua super-fiamma, giusto per non perdere altro tempo con quel suonato di mutaforma. La fiamma inizia a sciogliere la roccia che ora costituisce gran parte del corpo di Uglux; il legno si vaporizza direttamente, senza neppure prendere fuoco. Gli sgherri di Uglux scappano a gambe levate, riflettendo sul fatto di non essere pagati abbastanza per affrontare quei mostri. Quando Dragonfire interrompe l’attacco, Uglux è conciato abbastanza male, ma è ancora vivo. Non essendo completamente stupido, il mago solleva una zampa, ed offre liberamente il proprio scettro al drago. Dragonfire lo ringrazia con un sogghigno, ed impugna l’oggetto che Evolution stava cercando. Ora possono tornare a casa, giusto in tempo per la cena. Quella notte la detective Lucrezia rivede in sogno il drago verde, ma questa volta non ha dubbio che sia Dragonfire. Assieme a lui, in quel contesto onirico concepito dal dottor Occulto, c’è Ferox. Le due donne comprendono e condividono i termini dell’accordo. Dragonfire solleva lo scettro che fu di Uglux, e lo porge a Ferox e Lucrezia. L’amore per l’avventura è in effetti quello che rende simili le due ragazze, più di quanto suggerisca il loro aspetto fisico. Lucrezia e Ferox sorridono e toccano lo scettro, che emette una luce accecante, a ratifica del patto. Ora la donna leopardo può assumere aspetto umano, senza bisogno di camuffamenti. Quello che al momento non è ancora chiaro è se Lucrezia possa diventare Ferox, ma, conoscendola, di sicuro ci proverà.

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