giovedì 24 dicembre 2009

FULMINATORE ED IL SUCCHIASANGUE_libro 2°_57° episodio

Il mutante conosciuto come Fulminatore sta viaggiando su un treno che attraversa a scarsa velocità una zona poco popolata. Le stazioni ferroviarie sono piccole e male in arnese. Il treno si ferma ad ognuna delle stazioni che incontra, rendendo il viaggio una specie di studio antropologico. Fulminatore osserva chi sale e chi scende dal treno; poca gente, vestita in maniera abbastanza pittoresca. Il mutante ha come l’impressione che il tempo da quelle parti scorra più lentamente, ed sia fermo ad un periodo nel quale l’automobile era poco diffusa. Non che questo sia un male. Il treno è alimentato elettricamente, ma la sua lentezza potrebbe far pensare che funzioni a vapore. Quando Fulminatore arriva a destinazione, è pomeriggio inoltrato e, data la stagione autunnale, l’oscurità si approssima con una velocità decisamente superiore a quella del trabiccolo su ruote che arranca sulla strada ferrata. Scende dal treno, che nel frattempo si è arrestato con uno stridio di freni, e si guarda attorno: nessun altro è sceso a quella stazione, e nessuno che sia salito. Decisamente quel paesello non è una destinazione turistica. Il mutante è convinto che non sia una questione di stagione: è proprio il luogo a non invitare ed a non invogliare i turisti. Difficile che qualcuno, passando da quelle parti, colga nel paesaggio uno spunto per una sosta. Non parliamo della gente, che in giro non si vede proprio. Uscito dalla stazione, l’eroe di Evolution si trova nella strada principale del paese. Sorprende che sia asfaltata, dato il contesto decisamente tendente all’abbandono. Poche case isolate si affacciano da una parte e dall’altra della strada pressoché deserta. Evidentemente in questo borgo sperduto la gente si ritira presto in casa. Fulminatore non si sorprenderebbe se la gente si chiudesse in casa a doppia o tripla mandata. L’impressione che dà quel luogo è che dopo il tramonto del sole sia sconsigliabile farsi trovare fuori casa. Fulminatore detiene una grande forza, ma pensa a come si sentirebbe vulnerabile al suo posto un comune umano. Forse neppure una pistola, pronta ad essere estratta, eviterebbe io correre di brividi lungo la schiena. L’agenzia che gli ha prenotato l’albergo non ha avuto difficoltà a trovare una stanza libera, e la ricerca è stata facilitata dalla presenza in paese di un solo albergo. Forse chiamarlo albergo è eccessivo: due piani fuori terra, oltre ad una specie di tetto spiovente, sotto il quale sono sicuramente state ricavate soffitte più che altro abitate da topi. Fulminatore entra nell’albergo, che è lo specchio del paesello: nell’atrio, nessuno, ad eccezione di un vecchio addetto al bancone. Costui non si mostra neppure euforico, nel accogliere quello che potrebbe essere l’unico cliente che sia entrato da parecchio tempo. Il vecchio sembra talmente rassegnato alla scarsa attrattiva del luogo che quasi non solleva la testa. L’albergo dispone di una linea telefonica, per cui l’agenzia è riuscita a contattare il proprietario che è anche l’addetto al bancone. Fulminatore si chiede se il tizio che ha davanti non sia per caso anche il cuoco. Chissà come mai il mutante ha perso l’appetito. Ritirata la chiave della stanza, Fulminatore si avvia su per le scale. Pensa che da quelle parti forse passerebbe inosservato anche Kong, con tutta la sua pelliccia. Solo Dragonfire con la sua statura decisamente inumana, indurrebbe il vecchio ad alzare lo sguardo. Solo che probabilmente l’albergo crollerebbe se il drago ci mettesse anche solo una zampa dentro. La stanza di Fulminatore è arredata come ci si potrebbe aspettare da un paese fermo ad un passato non recente. Fortuna che c’è un bagno, munito di doccia; segno che da quelle parti almeno hanno l’acqua corrente, e l’acqua calda. Quella notte Fulminatore dorme, nonostante il silenzio assordante assedi il paesello immerso nella campagna. D’accordo che è autunno, ma c’è il rischio che da quelle parti gli insetti non si facciano sentire, con i loro canti, neppure d’estate. La mattina successiva, il mutante si sveglia appena una lama di luce penetra attraverso le persiane. Difficile affezionarsi a quella camera, al centro della quale si trova un gigantesco letto a baldacchino. Fulminatore si avvia a piedi, ma non avrebbe alternative. Potrebbe chiamare il suo velivolo simbiotico, ma la distanza che deve percorrere è minima. Per ordine del dottor Occulto, il mutante elettrico deve recarsi ad un incontro con un vecchio studioso, che abita in una grande e vecchia dimora, che sorge su una collinetta. Fulminatore non si sorprende che la casa abbia un aspetto che ricorda un’ambientazione di un film dell’orrore; gli alberi che la circondano sembrano antichi eppure ancora capaci di una rapacità sovrannaturale. Il vecchio studioso, che viene ad aprire la porta, ha presumibilmente tra settanta ed ottanta anni. Il mutante sospetta che in quel paese dimenticato da Dio l’età media degli abitanti sia molto elevata. Tra pochi anni, se le cose non cambieranno radicalmente, il paese sarà spopolato, ed assomiglierà ai villaggi fantasma del vecchio West. Contrariamente al proprietario dell’albergo, lo studioso accoglie Fulminatore con un atteggiamento decisamente euforico. Sembra addirittura troppo euforico, ma il mutante si riserva di giudicarlo più tardi. La casa è talmente vasta, che non ci saranno problemi a trovare un letto all’inviato di Occulto. Lo studioso vive in quella casa dalla nascita, ed è accudito da una cameriera, anche lei di una certa età. Il pranzo è decisamente invitante e ben cucinato, e nel pomeriggio l’anziano residente illustra a Fulminatore i moltissimi titoli corrispondenti a libri presenti in una vasta biblioteca. Solo verso sera, l’eroe di Evolution comprende quale sia il campo di indagine del vetusto ma simpatico personaggio. Il dottor King, questo il nome del proprietario di quella dimora, è uno studioso di arti occulte. Fulminatore si sente come se stesse finalmente svegliandosi da una specie di quasi sonno. Era ora, dice tra sé e sé, che iniziassi a comprendere i motivi di quella missione. Di sicuro il dottor King vuole porre all’attenzione di Evolution un fenomeno paranormale o demoniaco. Questo è il pane quotidiano per Evolution. Fulminatore è spiaciuto che gli altri non siano lì, ma nel contempo è contento di non dover fare la coda per somministrare la giusta punizione ad un demone o a qualcosa di simile. Se il dottor Occulto ha inviato solo Fulminatore, si vede che ritiene che un super-eroe sia più che sufficiente a risolvere il problema, ed a sconfiggere le forze del male. A sera inoltrata, mentre il vento piega le cime degli alberi, il dottor King spiega al mutante che recentemente il cimitero del paese ha registrato una presenza nuova e pericolosa. Nel paesello sperduto, il cimitero ospita più tombe di quanti siano gli abitanti ancora in vita. La tempesta infuria all’esterno della vecchia dimora, ed ora le cime degli alberi urtano le finestre, come se volessero entrare. L’ambientazione è quella giusta per parlare del risveglio di un antico vampiro. Il dottor King ovviamente dispone di una catalogazione completa degli ospiti del cimitero. Si tratta di tombe vecchie in alcuni casi di secoli. Il pessimo soggetto a cui il dottor King si riferisce è un aristocratico defunto da almeno duecento anni. Come mai abbia deciso di ridestarsi proprio ora è un mistero. Oppure, suppone Fulminatore, può darsi che il vampiro abbia recentemente cambiato territorio di caccia, e King finalmente lo abbia notato. L’aristocratico, tornato alla mezza vita in forma di succhiasangue, fu un mezzo adoratore del demonio, con riti evocatori. Morì altresì in maniera tragica, come ci si poteva attendere da un tale personaggio bislacco. King, attingendo alle sue numerose fonti librarie, afferma che il barone Dox ci lasciò le penne nel corso di un esperimento di dubbio gusto. I pochi testimoni sopravvissuti, tutti praticamente impazziti dalla paura, raccontarono che il demone evocato si fece veramente vedere, e pretese in pagamento alcune vite, tra cui quella del barone. Chiariti questi aspetti, Fulminatore e King si apprestano a trascorrere il resto della notte in casa, giacché cacciare un vampiro di notte non è il massimo della furbizia. Come nelle migliori storie di fantasmi ed altri orrori, il mutante ed il suo ospite decidono di organizzare un quasi veglia, nella grande biblioteca, riscaldata da un caminetto adeguato alla cubatura da riscaldare. Tuttavia, nel corso della notte, il fuoco tende a spegnersi più volte, ed è quasi impossibile per i due dormire se non a sprazzi. Fulminatore, ad un certo punto di quella specie di veglia, è quasi certo di aver visto un volto con occhi rossi, affacciato ad una delle finestra della biblioteca. Il fatto che detta finestra si trovi a cinque metri dal suolo non dovrebbe infastidire un vampiro. Il mattino successivo, King accompagna Fulminatore a visitare il cimitero del paese. Incontrano qualche vecchia comare, vestita di nero, che si trascina tra un loculo e l’altro. Non c’è che dire: quello è un paese di allegroni. La tomba di famiglia del barone Dox è ovviamente impressionante, carica di angeli, cancellate, croci, marmi. Tutta roba di pessimo gusto, ovviamente; ma ad un vecchio vampiro quella cripta deve sembrare una splendida casetta. Il dottor King dispone ovviamente dell’autorizzazione ad accedere nella tomba, ma, a parte il fetore di cose vecchie e marce, nulla induce a sospettare che in essa si siano verificati movimenti recenti. Il telegiornale del mattino informa di uno strano incidente, occorso ad un’anziana donna, che risiedeva in una cittadina ad una decina di chilometri dal cimitero. Il giornale locale descrive le ferite rilevate sul collo della defunta: come il morso di un grosso animale. Poco sangue in terra, e pochissimo nelle vene e nelle arterie della sfortunata passante. Il dottor King è convinto che il barone Dox sia responsabile di quell’assalto omicida. Anche Fulminatore ritiene che sia plausibile che il non morto abbia cercato un terreno di caccia più ricco del piccolo paese di provenienza, nel quale tutti si chiudono in casa appena cala il sole. La giornata trascorre velocemente, e velocemente giungono le tenebre. L’eroe di Evolution si apposta nei pressi della cripta del barone, ritenendo che di lì uscirà, e che lì farà ritorno. Sfortunatamente, l’astuto succhiatore di sangue ha scoperto alcuni cunicoli, che gli consentono uscite alternative. Mentre Fulminatore lo aspetta per friggerlo, lui, il barone Dox, si appresta ad aggredire una ragazzina. Uno dei motivi per cui Dox aggredisce gli abitanti della cittadina è che essa è abitata anche da ragazzi e bambini. Il vecchio non morto evidentemente ritiene che il sangue giovane gli possa giovare più di quello anziano. Il barone si sposta a bordo di una vettura con i vetri oscurati. Gli piacerebbe volare in forma di pipistrello, e trasportare in tal modo le sue vittime, ma al momento non ha ancora imparato a farlo. Però ha capito di possedere dei fortissimi poteri ipnotici, che gli servono quando, sbucando dalla nebbia, avvicina la ragazzina. Gli occhi del vampiro Dox sono rossi, ed emettono un’energia mortifera. La giovane vittima è colta di sorpresa, e non ha tempo di urlare. Si sente privare di ogni volontà di resistere. Il barone non morto, contando sull’oscurità e sulla nebbia, rapisce la giovane, caricandola sulla sua auto nera. Fulminatore e King frattanto sono al cimitero, in attesa che il barone rientri. Ogni tanto si voltano per via di qualche rumore di dubbia provenienza. Di sicuro in quel fetido cimitero qualcosa si muove, ma al momento non è il loro vampiro. Finalmente, dalle tenebre emerge il barone, con la ragazzina in braccio. Il vampiro dimostra di possedere dei sensi molto acuti, perché percepisce la trappola, prima che la trappola scatti. Posa al suola la ragazzina, svenuta ma non ancora ferita dai denti infetti del pessimo soggetto. Poi avanza risoluto a dimostrare che quello è il suo cimitero. Fulminatore ricorda i motivi per cui il dottor Occulto lo ha inviato in loco: studiare la forza e le debolezze dei succhiasangue. Il barone Dox scatta in avanti, ed è indubbiamente velocissimo; ma Fulminatore si allena con Ferox e Kong. La donna leopardo e l’uomo scimmia di Evolution sono decisamente più veloci di quel vecchio signore. Il dottor Occulto sospetta che i vampiri siano persone date per morte, ma in realtà precipitate in una sorta di strano coma. A distanza di un tempo molto variabile dalla morte apparente, costoro si svegliano. Ovviamente non tutti ce la fanno ad uscire dalle tombe, ma alcuni hanno acquisito una specie di super-forza, e ce la fanno. Ora però la super-forza del vampiro dovrà fare i conti con il potere elettrico del mutante di Evolution. Due scariche prorompono dalle mani di Fulminatore, e colpiscono in pieno Dox. La forza elettrica attraversa il vampiro, esattamente come farebbe con un essere umano, ed il vampiro grida. Il barone Dox ama credere di essere dotato di poteri sovrannaturali, ma non è così. Non ha alcuna difesa contro le forze elettriche. Se non altro però il corpo risvegliato recupera molto più in fretta di un corpo umano normale. Fulminatore è leggermente sorpreso dalla reazione del suo nemico, ed i fulmini successivi, forse sparati con scarsa convinzione, schivano il barone Dox. Lui peraltro inizia una velocissima fuga, a zig zag tra i loculi, e si mette al riparo. Fulminatore in realtà potrebbe fare facilmente a pezzi l’intero cimitero, sbriciolando lapidi e chiunque ci sia nascosto dietro. Ma la prima cosa da fare è verificare le condizioni di salute della ragazzina. Il potere ipnotico del barone è direttamente proporzionale alla sua vicinanza alle sue vittime. Adesso infatti la ragazzina apre gli occhi, ed il dottor King la prende in consegna. Cerca di raccontarle di un episodio di sonnambulismo, che l’avrebbe indotta a camminare fino a quel cimitero. Lei forse non ci crede, ma è troppo frastornata per replicare. Fulminatore invece si guarda attorno, per chiudere nel più breve tempo possibile la sua disputa con quel succhiasangue. Il vampiro si è mosso con attenzione, ed ora è giunto alle spalle di Fulminatore. Il mutante potrebbe aver commesso un errore mortale, giacché poco potrebbe fare la sua energia elettrica contro un attacco a sorpresa. Il barone Dox, da quando è rinato come non morto, ha scoperto nuove funzionalità nel suo vecchio corpo. Anzi, a dire il vero, il suo vecchio corpo non è neppure così vecchio. Qualunque sia la causa della mutazione da uomo a vampiro, apporta notevoli vantaggi psicofisici. Il grosso limite dell'essere un vampiro risiede nella necessità impellente di nutrirsi di sangue umano. I vampiri nascono come predatori degli uomini, e questo condiziona il loro destino. Se così non fosse, ora Dox non si sentirebbe obbligato ad attaccare Fulminatore. Le facoltà del mutante di Evolution non sono tuttavia limitate alla sola emissione di scariche dirompenti dalle mani. Fulminatore ha infatti emesso una sorta di ragnatela di energie sottili, che lo avvisano del pur circospetto avvicinarsi del mortale avversario. Il barone Dox scatta velocissimo, e pare quasi che voli. Fulminatore non riesce a girarsi completamente, ma si raccoglie su se stesso, per attutire l'impatto. Il vampiro cerca le tenere carni del collo di Fulminatore, e potrebbe farcela se sotto di sé avesse un inerme umano. Invece, il mutante elettrico giustifica il suo nome di battaglia, emettendo una sorta di campo energetico. Per la seconda volta in pochi tempo, il vampiro è percorso da forze che potrebbero porre fine alla sue esistenza. Il corpo di Dox emette fumo e fiamme, e conseguentemente molla subito la presa sul collo di Fulminatore. Adesso il predatore è diventato preda. Giace al suolo, e gli arti non rispondono più alla sua volontà. Fulminatore si avvicina implacabile, e si prepara ad estinguere la post vita del non morto. Il barone Dox conosce una grande paura: è già morto una volta, e non vorrebbe ripetere quell'esperienza terrificante. Però in soccorso del vecchio vampiro interviene inaspettatamente il dottor King, che è tornato al cimitero, dopo avere messo in salvo la ragazza aggredita da Dox. King ferma appena in tempo la mano di Fulminatore, proponendo una soluzione che potrebbe star bene ad entrambe le parti in conflitto. Il barone Dox ammette la sconfitta, ed accetta di riprendere posto nella sua bara, dove, sfruttando i suoi poteri, sprofonderà in un lungo periodo di animazione sospesa. Né Fulminatore, né King credono veramente che il vampiro rimarrà a lungo segregato nella sua cripta, ma non vogliono essere costretti a cancellarlo da questo piano della realtà. Il mattino successivo, il dottor King accompagna Fulminatore al treno, che lo riporterà alla civiltà. Il dottor King veglierà sul rispetto dell'accordo, ma per ora è soddisfatto di avere impedito di nuocere all'antico vampiro. Del resto come avrebbe potuto accettare la distruzione di quello che quasi sicuramente è un suo antenato? In effetti è caratteristica dei piccoli borghi che la gente sia tutta imparentata, vivi e morti. E forse il barone Dox ha evitato di aggredire la gente del suo borgo natio proprio in ossequio al suo spirito tribale.

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