domenica 16 maggio 2010

LUPI, LEOPARDI ED ALTRE BESTIE_libro 3°_82° episodio

La notte di luna piena si presta bene all’attacco che i licantropi vogliono muovere ad Evolution. Il problema è che nessun licantropo sano di mente vorrebbe trovarsi davanti Dragonfire; men che meno affrontarlo in combattimento. Tocca quindi alle streghe occuparsi del drago. Neppure loro, riunite in congrega, sarebbero in grado di nuocere veramente al gigantesco rettile extraterrestre. In alternativa, produrranno un incantesimo studiato appositamente per condurre Dragonfire lontano dalla base di Evolution, prima che i licantropi entrino in azione. Le streghe devono fare molta attenzione al messaggio subliminale da inviare al drago. L’alieno viene convinto ad allontanarsi dalla base di Evolution, quando riceve una sorta di richiamo mentale, emesso dai suoi amati agnellini. Forse Dragonfire sospetta una trappola, ma decide di non voler perdere tempo a formulare congetture. Le streghe hanno realmente catturato alcuni degli agnellini, amici di Dragonfire, e questa mossa potrebbe costare loro molto cara. I licantropi sono già tutti trasformati, e sbavano alla luna, mostrando le loro terrificanti dentature. Nelle loro menti non più umane, solo pensieri di squartamento e di omicidio. Sognano sangue sparso sui pavimenti, e grossi bocconi di carne cruda da ingurgitare. I licantropi probabilmente non si rendono conto di volersi confrontare con quattro mutanti decisamente potenti. Chiunque abbia ingaggiato i licantropi e le streghe ha volutamente omesso di raccontare che di solito i nemici di Evolution fanno una brutta fine. Per raggiungere i locali occupati dal super-gruppo, i licantropi sbarcano sul tetto dell’edificio che ospita la sede di Evolution. Un velivolo estremamente silenzioso si allontana, confondendosi nelle tenebre. I lupi mannari sono naturalmente molto sicuri dei loro mezzi, specie quando credono di aver di fronte degli esseri umani. Probabilmente questi mannari non hanno mai sentito parlare dei mutanti, che, sebbene siano nati da genitori umani, umani non sono. Nessun allarme rompe il silenzio della notte, come se i super-eroi di Evolution vivessero nella disattenzione, sottovalutando le possibili intrusioni da parte di nemici alla ricerca di rogne e di gloria. Tutto questo incedere indisturbato fa sì che gli aspiranti assassini di eroi gongolino sempre più. Poi finalmente i licantropi entrano dalle finestra, e posano le loro zampacce unghiute sul pavimento di un enorme locale buio. I lupi mannari non dovrebbero avere problemi a vedere al buio, ma gli eroi di Evolution preferiscono una visione luminosa della situazione, prima di provvedere a bastonarli come meritano. Le luci si accendono, ed i licantropi sbavanti si trovano di fronte Evolution al completo: Kong, Ferox, Maga e Fulminatore. Kong è un colosso peloso, ancora più massiccio del più massiccio tra i licantropi presenti. Ferox è decisamente più piccola di Kong, ma i suoi artigli ed il suo ghigno promettono una battaglia dura, e ferite profonde. La Maga pare decisamente umana, ma è dotata di grandi poteri telepatici, integrati da poteri magici non indifferenti. Fulminatore sembrerebbe umano, se la piantasse di emettere in continuazione pericolosi sfrigolii di energia bluastra, che rilasciano un odore di ozono. La Maga, appena posati gli occhi sui cagnacci che camminano su due zampe, ricostruisce ciò che è successo a Dragonfire. Lo hanno distratto, per poter massacrare i quattro mutanti di Evolution. Che illusi! Condivide questo pensiero con i tre colleghi, che subito apprezzano quell’allenamento a domicilio. Sarebbe come andare in una palestra, dove si trovino dei cretini che pagano per farsi picchiare. Il massimo! I licantropi sono forti, veloci, letali, ma non esattamente degli intellettuali. Uomini che diventano dei lupastri bipedi, sono necessariamente rinunciatari di quel po’ di cervello che avevano in partenza. Il più furbo tra gli aggressori balza addosso a Ferox, ritenendo che sia la più vulnerabile, assieme alla Maga. In natura, capita che i lupi incontrino i puma, più frequentemente che i leopardi. Quando succede, i lupi, che sono più piccoli dei puma (e anche dei leopardi), cercano di trovarsi in vantaggio numerico, o saggiamente scappano. Sovvertendo il pronostico basato sull’osservazione della natura, il licantropo che balza addosso a Ferox è più grosso e pesante di lei. Il leopardo per una volta è più piccolo del lupo, ma il primo ha artigli più acuminati, ed una velocità quasi accecante. Ferox scansa agilmente il nemico, e gli somministra un primo acconto di quel che gli spetta per aver attaccato briga con lei. Il licantropo ruggisce di dolore, e cerca di colpire Ferox, ma lei schiva. Poi inizia a girargli attorno, come un felino della savana che stia braccando la sua preda. Kong anticipa uno del lupastri, atterrandogli davanti, e colpendolo con uno dei suoi pugni possenti. Le ossa dell’uomo lupo scricchiolano, inducendo l’obnubilato cervello a pensare che forse attaccare Evolution non sia stata una buona idea. Fulminatore decide per un attacco diffuso, che elettrizza gli altri quattro licantropi. Non sono feriti come i due che le hanno prese da Ferox e Kong, ma temono che il loro nemico possa fare molto di peggio, ed hanno ragione. Gli avversari si fronteggiano, cercando delle aperture nella difesa dell’altra squadra. Poi la Maga riceve mentalmente una segnalazione riguardante una rapina in corso, in una banca a pochi isolati di distanza. Ferox si disimpegna, contando sulla sua super-velocità per pervenire in fretta al suo obiettivo. Kong spara un altro dei suoi pugni, colpendo un secondo licantropo. I tre lupi mannari acciaccati e gli altri ancora in piedi scattano in avanti, con una furia sostenuta dal fatto che i loro nemici sono ora in ulteriore svantaggio numerico: tre contro sei. La Maga riesce a colpire due licantropi con una scarica mentale, ma il terzo le balza addosso e l’atterra. Ora la Maga rischia di farsi squarciare la gola da quelle zanne terrificanti. Fulminatore, resosi conto della situazione, usa un colpo di media potenza, che stordisce il nemico della Maga, bruciandogli altresì la pelliccia. I licantropi feriti o storditi sono quattro. Uno degli altri due lotta con discreta abilità contro Kong, schivando abbastanza bene i suoi colpi micidiali. L’ultimo mannaro coglie quasi di sorpresa Fulminatore, ma la Maga restituisce il favore al collega, friggendo il cervello della bestia ululante. L’avversario di Kong si distrae per un secondo di troppo, e quasi non sente il colpo che lo manda al tappeto. Ferox, nel frattempo, è penetrata silenziosamente nella banca, dove un teppista minaccia la folla, armato di un mitragliatore. Gli si avvicina alle spalle, silenziosa come un’ombra. Purtroppo il criminale si accorge della presenza dietro di lui. Probabilmente ha colto qualcosa negli occhi delle persone che ha sequestrato, che si trovavano di fronte a lui. Si volta, deciso ad uccidere chiunque, con la pazzia dipinta negli occhi. Ferox avrebbe preferito stordirlo, ma non disdegna neppure questa alternativa. Si getta sotto la scarica di pericolosissime pallottole, poi, prima che il criminale possa aggiustare il tiro, lo investe con tutta la sua velocità. Il tizio è senza fiato, ma proverebbe di nuovo a sparare, su Ferox e sui sequestrati. Ferox chiude la questione nel solito modo: i suoi artigli tagliano abiti, pelle, muscoli e visceri. Quando la polizia interviene, chiama un’ambulanza, perché il teppista respira ancora. Questo non è più un problema di Ferox, che torna alla base ed ai tre colleghi mutanti di Evolution, ancora impegnati contro i lupi mannari. I licantropi si riprendono in fretta dalle percosse e dalle ferite. Sfortunatamente per loro, tutta l'aggressività che li anima serve solo a stimolare una reazione ancora più decisa da parte di Evolution. Kong supera con enorme balzo l'intera fila dei mannari all'attacco. Si gira fulmineamente e ne colpisce due alle spalle con un devastante doppio calcio volante. Fulminatore ci va giù pesante con il lupastro a lui più vicino, e la sua scarica elettrica lo illumina come un albero di Natale. Tre licantropi decisamente al tappeto! Uno dei tre ancora in piedi affonda un'unghiata contro Fulminatore, che riporta meno danni del previsto, giacché indossa una specie di soprabito da battaglia, intessuto con fili d'acciaio. I licantropi sono riusciti a mettere a segno solo questo colpo, ma la loro sete di sangue non si è ancora assopita. Il mugolio di battaglia non ha ancora raggiunto le orecchie dei presenti, che lei ha già pareggiato il conto con il licantropo che ha ferito Fulminatore. Per evitare spargimenti di viscere lupesche, la Maga affonda un potentissimo colpo psionico nella testaccia dell'avversario di Ferox. Questo pare ballare in aria, per alcuni secondi, poi cade rovinosamente al suolo. Sono rimasti solo due licantropi, per di più acciaccati; si collocano schiena contro schiena, preparandosi a vendere cara la pelle. Fulminatore è pronto a friggerli entrambi, ma Kong anticipa tutti, piombando addosso ai lupastri come un muro di mattoni. A chilometri di distanza, Dragonfire ha trovato alcuni dei suoi amici agnellini, imprigionati da una forza magica. Le povere bestie belano per la paura, ma quasi si calmano quando il colosso verde si manifesta in tutta la sua possanza. Gli agnellini ovviamente non sanno di essere stati adoperati come distrazione, per allontanare il drago dai suoi amici. Dragonfire riceve ora un messaggio mentale dalla Maga: l'attacco dei licantropi è fallito. La polizia ha approntato celle speciali, dove contenere i mostriciattoli che da un po' di tempo imperversano in città. Quando i licantropi torneranno umani, troveranno i detectives umani pronti ad interrogarli. Dragonfire allunga una poderosa zampa, che attraversa la barriera magica come se non esistesse. Le streghe hanno simulato una cortina di fiamme, ma il drago alieno non ha alcun problema a trattare con il fuoco. Dragonfire interagisce con l'incantesimo come se si trattasse di sostanza solida. L'alieno afferra e percuote, solleva e strappa. Le streghe, che cercano di mantenere il contatto con la loro creazione, subiscono un serio contraccolpo psichico ed anche fisico. Come se un'energia tellurica attraversasse i loro corpi, le streghe interrompono la catena e crollano al suolo quasi svenute. La barriera magica cerca, come se fosse dotata di una propria mente, di aggredire Dragonfire, ma lui colpisce il suolo con la sua potentissima coda, scatenando onde d'urto che azzerano ciò che resta dell'incantesimo. Sebbene frastornati da quel dispiego di energia, gli agnellini scuotono il capo, poi si avvicinano belando teneramente al loro grande amico verde.

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