Il sospettato pare divertirsi alle domande dei poliziotti. Lui è convinto di essere una mente superiore, di interpretare un ruolo di grande importanza nell'ordine delle cose. Ha rapito ed ucciso molte persone, ed ora gioca con magistrati e poliziotti, che cercano di fargli rivelare i suoi sanguinosi segreti. In generale, i serial killer sono dotati di intelligenza superiore alla media; questa intelligenza non è però accompagnata da una morale. Fin da piccoli, questi individui si accorgono di ragionare più in fretta e più a fondo dei compagni di classe. Se non fossero criminali nati, potrebbero trarre un profitto legale e professionale dalla loro intelligenza. Invece iniziano a torturare ed uccidere piccoli animali, per passare alle vittime umane. Spegnere vite umane soddisfa l'ego malato di questi criminali. Sanno di commettere un crimine, ma amano il brivido e la sfida. Per loro, la vita e la morte degli altri è uno strumento. I poliziotti le stanno tentando tutte, a partire dall'interrogatorio ininterrotto; ma il delinquente nato ride loro in faccia. Sono i poliziotti a perdere la pazienza e la lucidità, non il pessimo elemento. Gode nel vederli sudare ed imprecare; ogni tanto però butta lì un granello di verità, per metterli alla prova. La detective Lucrezia vorrebbe restare sola con lui per qualche minuto. Non avrebbe bisogno di troppo tempo per richiamare la sua natura felina, acquisita in seguito alla simbiosi con Ferox. Ovviamente Lucrezia dovrebbe prima pretendere che nessuno dei colleghi guardi attraverso il vetro della sala degli interrogatori. Non sarebbe bello vedere la detective che estroflette unghioni inimmaginabili. A Lucrezia piacerebbe moltissimo interrogare il criminale, per tirargli fuori tutta la verità. Forse gli tirerebbe fuori anche qualche chilo d'intestino, ma la ferocia felina ha i suoi modi di manifestarsi. Quasi senza rendersene conto, Lucrezia produce uno strano suono, molto simile al mugolio che la mutante Ferox emette prima di balzare per l’ultima volta sulla sua vittima. I colleghi di Lucrezia, tutti veri uomini armati di grosse pistole, non ammetterebbero mai di aver sentito un brivido correre loro lungo la schiena. Guardano la detective in modo strano, per poi distogliere lo sguardo appena lei si volta dalla loro parte. Qualcuno di loro potrebbe giurare che gli occhi di Lucrezia a volte assumano tonalità strane: un giallo che non sfigurerebbe nelle pupille di una belva della savana o della jungla. Lucrezia cerca di calmarsi, perché deve accogliere un'ospite di riguardo. La Maga non ha bisogno di una identità segreta, perché i suoi poteri sono psichici, ed il suo corpo non è coperto da alcuna peluria leopardata. La polizia ogni tanto ricorre a consulenti esterni, ma non è il caso che i colleghi di Lucrezia sappiano che quella bella ragazza è una mutante. Sebbene non siano presenti nell'ordinamento leggi contro i mutanti, gli umani comuni mantengono una certa diffidenza nei confronti di chi è dotato di super-poteri dalla nascita. Evolution, il super-gruppo fondato dal dottor Occulto, ha salvato molte vite umane, ma gli umani sospettano di ciò che non comprendono. La Maga non intende farsi distrarre da sterili riflessioni; lo scopo della sua venuta è sondare la mente bacata del maledetto criminale seriale. Lui non può impedirle l'accesso ai suoi pensieri, ma sarebbe meglio che qualcuno gli facesse le domande giuste, cosicché la Maga possa leggere le risposte che lui si rifiuta di dare. La Maga nota che in effetti quella mente brillante è molto ordinata, ed inizia una lenta penetrazione psionica. Forse il teppista avverte qualcosa di strano, però non ha modo di sospettare che una mutante gli stia scansionando il cervello. Lui sghignazza in faccia a Lucrezia, che gli chiede se al momento ci siano altre persone da lui rapite, se siano ancora in vita, e dove siano prigioniere. Il tizio prende a chiacchierare in maniera tale da sentirsi un genio che tratta con dei deficienti. Ma intanto ciò che pensa è passato al vaglio della Maga. Tra un'autoesaltazione e l'altra, il pessimo elemento pensa ai luoghi di detenzione, ed è sicuro di avere il coltello dalla parte del manico. Non crede che lo rilasceranno, ma in fondo è stanco di giocare. Ora ha in mente una forma diversa di malvagità. La Maga vede un sotterraneo umido e freddo, dove sono incatenate alcune ragazze. Lucrezia chiede al delinquente dove si trovi la sua base segreta, e lui non può fare a meno di visualizzare una sorta di mappa stradale. A questo punto, è la detective a ridere in faccia al criminale, ma lui non apprezza. Si chiede come mai quella donnina gongoli; non vorrebbe essersi fatto sfuggire qualche indizio. Quindi finalmente chiude quella boccaccia malata. Peccato che la Maga non possa trasferire su file o su carta ciò che ha estratto da quel cervello bacato. Peccato che nessun giudice possa condannare il sordido criminale in base alla testimonianza della Maga. Lucrezia non vuole perdere l'occasione di liberare le ragazze rapite, e stabilisce un contatto telepatico con Maga e Navigatrice, per raggiungere in fretta il luogo degli orrori. Le ragazze incatenate sono tre; sono state seviziate in vari modi, sebbene pare che non abbiano subito aggressioni sessuali. Forse dipende dal fatto che il rapitore è impotente. Altrimenti non si sarebbe certo fatto sfuggire un'occasione come quella. Lucrezia non fa in tempo a rientrare alla base che la radio della polizia segnala un nuovo rapimento in zona. Questo può significare l'attività di un altro criminale, oppure che il serial killer interrogato da Lucrezia non abbia agito da solo fin dall'inizio. Alla centrale di polizia, la detective è quasi decisa a tornare al piano che aveva congegnato d'istinto: entrare nella camera degli interrogatori e fargli sputare anche l'anima. La cosa è fattibile perché molti dei suoi colleghi si recano nella cittadina dove è avvenuto l'ultimo rapimento, per setacciare i boschi. Lucrezia si offre di rimanere in sede, sorprendendo i colleghi che la conoscono come una molto ben disposta a scendere per le strade. Lei invece questa sera ha deciso di non comportarsi da brava poliziotta. Entra nella camera degli interrogatori, e l'aria pare farsi improvvisamente più fredda. Il tizio non vorrebbe sentirsi intimidito, ma a dire la verità avverte una paura strisciante. Lucrezia lo guarda negli occhi, ed il serial killer si chiede come mai non abbia notato prima quelle pupille gialle. Il criminale è molto sveglio, e se ne vanta, ma ciò che vede non gli piace: quella donna sta esibendo una dentatura acuminata per nulla umana. Ferox e Lucrezia possono mutare le loro parvenze, ma possono anche mutare la loro sostanza. Adesso i denti della detective sono veramente quel che sembrano: un'arma utile per strappare grossi brani di carne. La voce di Lucrezia non è più la stessa, e pare provenire da una profondità quasi infernale. Il criminale si rende conto di rischiare la vita, ed ha paura, ma tenta ancora la carta della spavalderia. “Cosa ho da perdere?”, si chiede, ma subito dopo, con una velocità fenomenale, gli artigli della detective chiariscono i termini del problema. Sanguinare in quel modo induce il delinquente a capire cosa abbiano provato le sue vittime. Ma lui insiste, come se volesse sfidare la poliziotta a giustiziarlo all'interno di una stazione di polizia. Lucrezia gli sogghigna in faccia, e lui si rende conto di avere di fronte una forma di vita dotata di una crudeltà non costruita. I serial killer si sforzano di emulare e superare i loro precursori criminali, ma rimangono umani. Ferox invece è naturalmente crudele, in un modo pulito, primordiale e tremendamente efficace. Lucrezia è in simbiosi con la donna leopardo, ed adesso la sua umanità è ridotta al lumicino. Però, prima che la detective si rovini la carriera, la Maga interviene a calmarla. Il tizio continua a sanguinare, ma non morirà per quello. Anche la Maga però pretende di conoscere ciò che il criminale seriale finora si è rifiutato di rivelare, e lei non ha bisogno di unghie e denti acuminati. La sua sonda mentale entra in azione senza pietà, a massima forza, ed un dolore atroce attraversa chi ne ha somministrato tanto a troppi innocenti. Più lui accenna a resistere, più la sonda pare rimescolargli il cervello. Il trattamento dura pochi minuti, e, visti i risultati, l'ex criminale forse avrebbe preferito essere sgozzato da Lucrezia. La sonda mentale della Maga lo ha infatti trasformato in un ebete sbavante, che vive in un inferno di confusione e disperazione. La detective è d'accordo con la Maga: quello non merita di morire in maniera troppo pulita. Ora entra in scena la vera donna leopardo, che, nei boschi ove è avvenuto l'ultimo rapimento, inizia la sua caccia al secondo criminale seriale. La Maga le invia una sorta di impronta mentale, che Ferox potrà seguire come fosse una pista odorifica. In un altro punto del bosco, l'obiettivo della donna leopardo non sa di essere tracciato, quindi praticamente morto. Continua a malmenare la sua vittima, picchiando senza pietà quella inerme ragazzina di dodici anni. Lui odia le ragazzine pulite ed educate, e pensa che quella pagherà per tutte. Si sbaglia, ma solo perché la donna leopardo di Evolution corre e balza tra gli alberi come un grande felino, e presto gli sarà addosso. I poliziotti, colleghi di Lucrezia, non hanno la minima possibilità di arrivare prima della donna leopardo. Gli animali del bosco tacciono, come se presentissero la drammatica conclusione. I serial killer erano due, ma uno è già stato tolto dai giochi. Il secondo si sente una specie di demone, giustificato ad uccidere i deboli esseri umani. Gongola in maniera ridicola, mentre trascina la povera ragazzina in una zona del bosco meno battuta dai sentieri. Poi, con un unico tremendo balzo, la mutante Ferox gli piove addosso, con gli artigli snudati. L’ultima immagine impressa nelle retine della feccia umana è quella delle zanne di un vero demone felino. Il penultimo suono che percepisce è il mugolio che annuncia la sua morte. L’ultimo suono che arriva alle sue orecchie è quello degli artigli che lo squarciano a fondo.
domenica 23 maggio 2010
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