I cacciatori lo hanno braccato e trovato. Adesso scendono le scale del sotterraneo privo di altre uscite. Il gruppo è composto da uomini e donne armati di balestre, lance, paletti, pugnali, asce, spade, oltre alle solite granate all'acqua santa. Ultimamente i suoi nemici hanno iniziato a tirargli addosso anche terra consacrata, giusto per metterlo a disagio. Lui è un vampiro con secoli di onorato servizio alle spalle. I cacciatori non vedono l'ora di infilargli un paletto nel cuore, per poi guardarlo mentre la pelle ed i muscoli iniziano a friggere. Hanno seguito tracce che credeva di avere ben nascosto; non è un vampiro neonato: quelli sono stupidi esibizionisti. Lui, il vampiro braccato, ha sempre fatto attenzione a non lasciare morti in giro. Tuttavia, nei secoli di predazione, qualche volta ha bevuto più del dovuto, e la vittima è schiattata. Non è vero che tutti quelli che muoiono in seguito al morso di un vampiro diventino loro stessi dei succhiasangue. Ecco perché quei morti, dovuti all'eccesso di bevuta, sono rimasti tali, e qualcuno li ha trovati dove erano caduti. Nonostante la medicina legale non ammetta esplicitamente la morte per eccesso di succhiata di sangue, i cadaveri con i segni dei denti sul collo vengono registrati da qualche parte. Si vede che i cacciatori, che ora stanno circondando il vampiro, hanno accesso a banche dati specifiche per i segni di canini sul collo. Il vampiro vorrebbe trasformarsi in pipistrello, ma non c'è mai riuscito prima, e neppure conosce qualcuno in grado di farlo. Poi, anche se riuscisse, diventerebbe un pipistrellone di ottantacinque chili, che comunque non uscirebbe vivo da quel sotterraneo. Diventare un lupo non sarebbe male, ma lui è un vampiro, non un licantropo. Allora prova con i suoi poteri ipnotici, che in effetti rallentano il gruppo degli assassini. All'improvviso, una cacciatrice, che si era tenuta indietro, gli spara in pieno petto un dardo di balestra. La maledetta balestra ha scagliato la piccola ma robustissima freccia a grande velocità e da distanza ravvicinata. Forse il vampiro sarebbe riuscito a schivarla, ma solo nel caso in cui la tiratrice avesse scoccato da una distanza superiore ai dieci metri. Un dolore fortissimo attraversa il petto del vampiro, che si rende subito conto di essere stato colpito a morte. I cacciatori escono dal trance ipnotico, e gridano come dei pazzi, mentre lui cade in ginocchio. Riesce a beccarne uno, con un'unghiata di striscio, giusto per ricordargli che non è ancora finita. Ma manca poco. Gli assassini si tengono a distanza e sogghignano come dei cretini, mentre il sangue del vampiro esce dalla ferita mortale. Il dardo ha colpito il cuore, quindi il fattore di guarigione è inutile. Lo sguardo giallastro diventa rosso, mentre l'intero organismo del succhiasangue inizia a disfarsi. La coscienza non ha ancora abbandonato il vampiro, che lancia un comando mentale, poi crolla sulle pietre. Il cacciatore munito di ascia si appresta a tagliare la testa del vampiro. Tra un po' quella testa sarà un teschio, ma lui vuole il trofeo. I cacciatori non si aspettano un attacco alle spalle, ed uno di loro si becca una fucilata in una gamba. Il tizio che ha sparato è una specie di gobbo, che imbraccia una doppietta caricata a pallettoni. I cacciatori si riorganizzano subito, specie dopo essersi accorti di essere stati aggrediti da un singolo vampirofilo. Lui, il gobbo, taglia la corda, per evitare di fare la stessa fine del suo datore di lavoro. Nonostante il suo handicap, il mostriciattolo con la doppietta è più furbo di quel che sembra. Lo dimostra seminando i cacciatori tra le rovine urbane che conosce molto meglio di loro. Un secondo vampirofilo approfitta della distrazione prodotta dal socio per scendere nel sotterraneo. Lì trova il vampiro più morto che mai. Il corpo del succhiasangue ha perso quasi tutti i liquidi, e si è mummificato. Pesa poche decine di chili, e ciò consente al suo schiavo di caricarselo in spalla. Quando i cacciatori tornano per finire il lavoro, imprecano come camionisti, perché il vampiro non c'è più. Sanno che, se non tagli la testa ad un vampiro, potrebbe tornare il vita, specie se si tratta di un vampiro con esperienza di centinaia di anni. I due schiavi vampirofili si trovano poco distante dal sotterraneo della morte. Hanno deposto il loro maestro nella bara, ma ora devono ricordarsi come fare per riportarlo in vita. Prima di tutto, suggerisce il più sveglio tra i due, conviene estrarre il paletto dal cuore. Senza l'ostacolo ligneo, l'organo mummificato potrebbe tornare a funzionare, ma necessita di parecchio sangue. Il maestro aveva spiegato ai due vampirofili di ricorrere alle sacche di plasma, trafugate in numerose banche del sangue. Sebbene sia appena estratto dal frigo, il plasma viene assorbito dal corpo vampirico, come farebbe la terra arsa dal sole con l'acqua. Ecco che finalmente il cuore centenario inizia a pulsare in maniera tenue. I tessuti si ricostituiscono lentamente, non come nei film di Dracula. Poi ecco che la consapevolezza di sé torna nel cervello e nel cuore del vecchio succhiasangue. Di sacche di plasma ce ne vogliono parecchie, ma alla fine il vampiro riprende quasi tutto il suo peso originario, ed esce dalla bara. Una brutta esperienza, ma grazie ai suoi assistenti il vampiro è tornato alla vita. Poco prima di risvegliarsi, il succhiasangue aveva sognato di un posto pieno di ombre, con tante porte, che però conducevano tutte verso un'oscurità più completa. Un brivido attraversa il corpo del vampiro, perché si rende conto di essere stato vicinissimo al non ritorno: la seconda morte. Ora però deve bere urgentemente sangue umano, pur sapendo che probabilmente non riuscirà a smettere di farlo prima di avere ucciso. Così esce nella notte; più debole del solito, ma comunque molto più forte di un essere umano. Questi aspiranti immortali a volte si illudono di esserlo veramente. E quando la loro convinzione è massima, ci lasciano le penne. Sfortunatamente per lui, quella notte il destino incrocerà il suo divenire con quello di un essere che, sebbene provenga dall'umanità, è nato super-umano. Ferox, la donna leopardo di Evolution, non tollererà che un vampiro prosciughi le vene e le arterie di un innocente. Ferox rammenterà a quell'ex umano che per quelli come lui c'è una morte oltre la morte. I vampiri considerano gli umani come un loro gregge. Però sanno anche che gli umani, a differenza delle pecore, sono in grado di aggregarsi e di colpire. Ecco perché i vampiri più saggi sono anche i più vecchi ed i meno esibizionisti. Il succhiasangue protagonista di questa storia è però spinto da un'impellenza irrazionale. Potrebbe protrarre la propria convalescenza, e non cercare di tornare subito in forma. Non bevendo sangue umano alla fonte, la bestialità vampirica è meno soddisfatta, ma si può fare. Il succhiasangue che viceversa decida di buttarsi da un tetto, addosso ad un passante, dimostra di non aver appreso alcuna lezione dall'essere vissuto in una città per secoli. Sono le tre di notte, ed il nottambulo affronta senza paura le tenebre del vicolo. Il nottambulo è decisamente brillo, e la bottiglia che tiene in mano è per metà piena di una bevanda che agisce prevalentemente sul cervello e sul fegato. Ambedue gli organi vanno in pappa: il primo potrebbe riprendersi, il secondo tende a rapprendersi fin dalle prime bevute. Il nottambulo cammina a zig zag, cantando a suo modo, cioè come un ubriacone. Il vampiro non vuole fare il difficile: berrà quel sangue addizionato di alcol, contando sul fatto che il suo organismo non ne rimarrà danneggiato. Si butta dal tetto, ed in effetti plana come se fosse sorretto da ali. I vampiri non si trasformano in pipistrelli giganteschi, ma sembrano avere sviluppato una rudimentale anti-gravità. Atterra vicino e non addosso all'ubriacone, perché non vorrebbe ucciderlo, se fosse possibile evitarlo. Il nottambulo non comprende la situazione, ma quel tizio sembra calato dal cielo, e la cosa non gli piace. Prova a scappare, ma il vampiro gli è già addosso, e lo abbatte al suolo. I denti cercano la gola dell'ubriacone; le zanne del predatore sono estensibili, per raggiungere con facilità vene ed arterie. Quel sangue è in effetti leggermente addizionato di alcol, ma reca con sé la qualità specifica dell'organismo vivente. Il vampiro aspira voluttuosamente, mentre la sua vittima improvvisamente rinsavisce, e prova a gridare. La vita abbandona il corpo umano, per rafforzare la sostanza del non-morto. Potrebbe smettere di bere, ma l'euforia lo ha preso. Non fa neppure caso ad uno strano verso, come se una belva della jungla stesse demarcando il territorio. Senza ulteriore preavviso, e praticamente senza suono alcuno, Ferox arriva sul bersaglio, e non ha dubbi su ciò che deve fare. Gli artigli della donna leopardo lacerano gli abiti, la pelle ed i muscoli della schiena del predatore divenuto preda. Un dolore improvviso e lancinante induce il vampiro ad interrompere il suo pasto sanguinoso. Grandi quantità di sangue fuoriescono dalle ferite prodotte dalla donna-leopardo. Ora il vampiro e la mutante si contrappongono, lanciandosi sguardi che promettono ferite, sangue e morte. Il vampiro è il primo a scattare, ma, per quanto sia veloce, non riesce a mettere a segno alcun colpo. La donna leopardo gli gira attorno, come fanno i felini della savana poco prima di balzare per uccidere. Nel frattempo il nottambulo si è rialzato, ed ha iniziato ad allontanarsi inciampando per effetto della perdita di sangue. Ferox squadra il suo avversario, che inizia a guarire, ma non è certamente in grado di combattere contro una super-eroina di Evolution. Ferox avvicina gli artigli al suolo, e lo graffia, asportando facilmente il solido asfalto. Il messaggio è chiaro: può finire qui, ma se ci riprovi... Ferox non attende risposta, ma balza su una vicina parete, che scala grazie ai suoi artigli micidiali. Il vampiro ora dovrà decidere se obbedire all'ultimatum, oppure se continuare a farsi guidare dall'istinto. Seminascosto nell'ombra, un secondo vampiro osserva tutta la scena, ma non interviene. Ritiene che la mutante si sia ben comportata, lasciando al succhiasangue la possibilità di ridimensionare la sua attività. L'osservatore vuole però vedere se il suo simile vampiro rispetterà la tregua. Essere ferito in quel modo è un onta per il vampiro, ma al momento la cosa più saggia da fare è allontanarsi. Mentre si avvia verso il suo covo, scruta le ombre, per capire se Ferox lo stia seguendo. Caseggiato dopo caseggiato, il vampiro cammina a passo spedito, mentre il suo corpo guarisce e riprende vigore. La notte potrebbe concludersi senza vinti né vincitori se non accadesse un fatto imprevisto. Grida di donna richiamano l'attenzione del vampiro, che assiste al pestaggio di una prostituta, da parte del suo pappone. La donna subisce colpi violentissimi, e perde sangue dal naso e dalla bocca. L'uomo malvagio la percuote con un corpo contundente non identificato, ma comunque più che adatto allo scopo. Quella scena fa impazzire il vampiro, che parte all'attacco come una furia. Ma non è il sangue di lei ad attirarlo, quanto la malvagità di lui. Incurante della sottile minaccia di Ferox, il vampiro scaglia lontano l'umano. Ora la donna lo vede e grida più forte, ma tanto chi è disposto ad ascoltarla? Su un tetto vicino, Ferox è pronta al balzo, ma scorge vicino a lei una figura immobile, che prima non aveva notato. Ferox fiuta il secondo vampiro, che però non mostra alcuna ostilità. Anzi la invita con lo sguardo a seguire ciò che avviene in strada. La prostituta scappa a gambe levate, come se la sua velocità fosse paragonabile a quella di un vampiro. Ferox è pronta più che mai al balzo mortale, ma si ferma. Infatti il succhiasangue subisce un colpo disperato, da parte del pappone, ma la sua carne guarisce quasi subito. Poi è il vampiro a fare la sua mossa, ed il sangue del parassita umano viene quasi interamente prosciugato. Non morirà con il segno del vampiro, e l'osservatore mostra di apprezzare. Ferox non somministrerà la seconda morte al succhiasangue, perché tutto sommato se fosse toccato a lei mettere le zampe sul pappone, ora ce ne sarebbe uno in meno in circolazione. Ferox riflette che quel vampiro è stato più “umano” di lei. Senza contare i continui richiami del dottor Occulto, capo di Evolution, sulla necessità di limitare al massimo le uccisioni cruente, che non sempre sono apprezzate dall’opinione pubblica e dalla polizia.
domenica 15 agosto 2010
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