domenica 1 agosto 2010

ADORATORI DEL MALE_libro 3°_93° episodio

Ugo è un omuncolo come tanti altri. Non vorrebbe fosse così, ma nella vita ha combinato poco, e quel poco lo ha combinato in maniera mediocre. Ricorda che da piccolo non gli piaceva andare a scuola, e disturbava i compagni di classe. Studiava poco o nulla; quindi, non avendo un'intelligenza degna di menzione, lo bocciarono già alle elementari. Ripetere la terza elementare non è da tutti. In famiglia, tutte bestie semi-analfabete, che preferivano percuoterlo, piuttosto che indurlo a sforzarsi di finire le scuole dell'obbligo. Comunque Ugo completò con grande fatica il corso di studi democraticamente imposti, ed iniziò a cercare un lavoro. Poca voglia di studiare, e meno ancora voglia di lavorare. Non avendo alcun titolo di studio, non ebbe modo di svolgere altro che mansioni manuali. Ma anche per quelle ci vuole intelligenza ed applicazione. Ugo, adesso che ha trent’anni, si accorge di non avere un posto di lavoro stabile, ha un reddito scarso, ed un affitto precario in una casa infestata dagli scarafaggi. Pare che finanche gli scarafaggi si prendano gioco di Ugo, correndo sulle pareti, sfuggendogli con grande perizia ed agilità. Lui però non odia gli scarafaggi, che sono gli unici a fargli compagnia. Ugo politicamente non ha una collocazione chiara, come moltissimi altri. Però vorrebbe poter esprimere giudizi sul governo e sui partiti, ma quando parla ne esce un'accozzaglia di banalità. Nessuno parla con Ugo per più di cinque minuti, perché Ugo, a detta di tutti, è un cretino. Fisicamente è magro, ma non particolarmente basso; è peloso e puzza, perché si lava poco. Quando sale sui mezzi pubblici, senza pagare il biglietto, Ugo crea il vuoto attorno a sé, grazie al fetore delle sue ascelle. Invece di cercarsi un lavoro, gironzola senza meta. Crede fermamente che in giro ci siano persone più cretine di lui: quelli che vanno a lavorare. Lui lavoricchia solo per qualcuno talmente disperato da rivolgersi ad un incapace come lui. Essendo un cretino, non si rende conto della sua collocazione sociale di quasi barbone. Prima o poi lo sfratteranno, ed i servizi sociali smetteranno di regalargli soldi pubblici. Anche i servizi sociali capiranno che con Ugo non c'è speranza. Lui però è un cretino, e se ne frega di tutto e di tutti. A dire il vero ci sarebbe qualcosa che suscita il suo interesse: le belle donne. Non quelle tipe un po' basse, con le gambe grosse ed il sedere basso. Ad Ugo piacciono quelle ragazze che escono solo nel tardo pomeriggio nei fine settimana, indossando vestiti mozzafiato, e camminano su trampoli che le slanciano verso il cielo. Ugo si farebbe volentieri calpestare da una di loro, ma si rende conto di non avere alcuna possibilità. Si vede che la cretinaggine di Ugo ha un limite. Cammina lungo il fiume, osservando da fuori tutti quei locali che finiscono sott'acqua tutte le volte che la piena alza il livello. Lui non ha mai neppure provato ad entrare in uno di quei locali, perché teme di incorrere nelle ire di qualche buttafuori poco propenso a trattare bene gli straccioni. Cammina con passo strascicato, mentre una donna bellissima veleggia verso di lui. Veleggia perché sembra che non tocchi il suolo, ed anche perché ondeggia con quel suo culetto strepitoso. Una super-donna. In momenti come questi, Ugo rimpiange di non essersi fatto una doccia. Rimpiange altresì di non indossare abiti adeguati, e di non possedere un'auto nera e veloce. Non si rende conto che, se anche fosse ricco e lavato, resterebbe sempre una bestia incapace di intavolare qualunque discussione. Adesso sì che Ugo si sente uno scarto, che neppure la fogna abbia voluto portar via. Ma ecco che il miracolo si verifica: la donna slanciata, bellissima e vestita di nero si volta verso Ugo, e gli sorride. A dire la verità, non si può dire che quella splendida creatura sia proprio vestita. Diciamo che indossa un unico indumento, fine e leggerissimo, che non si capisce come faccia a stare attaccato a quel corpo fantastico. Ugo si chiede come mai quel maledetto indumento non scivoli via, scoprendo meraviglie paradisiache. Ma lei non si limita a sorridere a quel rospo di Ugo; la fata scesa tra i mortali si avvicina decisamente ad Ugo, nonostante la puzza che promana dallo straccione. I presenti assistono all'evento con sorpresa e disgusto: possibile che la splendida creatura sia impazzita? Che soffra di una insana attrattiva nei confronti degli scarti umani? Ugo non sa più cosa pensare, specie perché i suoi occhi cercano di cogliere la frazione di secondo in cui il maledetto abito si staccherà da quel corpo. Ugo pensa che, se dovesse vedere qualcosa di ciò che il tessuto cela, potrebbe morire felice. Lei lo prende addirittura per mano, comunicandogli un sensazione di calore che non sentiva dal tempo in cui sguazzava nel liquido amniotico. Il profumo lo avvolge e lo sommerge; lui che è abituato alle puzze di pesce, di urina, di vomito e di topi morti! Tale è la potenza di quel profumo che Ugo non sente neppure più il fetore delle sue ascelle. Ed infine lei lo conduce via, sotto gli sguardi degli invidiosi, dei perplessi e dei disgustati. Gli parla, con voce carezzevole e profonda; le pulsazioni del cuore di Ugo finalmente rallentano, pur restando sopra quota cento. Lo straccione fortunato biascica qualche risposta, pur rendendosi conto di star emettendo suoni a metà tra il belato della pecora e ed il raglio dell'asino. Lui non saprebbe dire se si siano allontanati dalla riva del fiume a piedi o volando. Di sicuro non sono più lì. La sera ha lasciato posto alla notte, con i suoi insetti rumorosi e fastidiosi. Da quelle parti però i grilli, se ci sono, hanno deciso di far silenzio. Ingrid gli ha comunicato il suo nome, ed Ugo pensa che neppure sotto quell'aspetto sia possibile fare un paragone tra una fata ed un umano veramente scadente. Ingrid non cessa di sorridergli, ed Ugo si accorge improvvisamente che lei è bionda! Come diavolo ha fatto a non notarlo prima? Gli era parso che lei assomigliasse ad una bellissima cantante britannica, bruna, snella, fine in maniera esagerata. Ora lo guarda con due occhioni azzurri; ma di un azzurro talmente esteso e dilagante da fargli bollire il sangue. Per lei farebbe di tutto: organizzerebbe un attentato al premier, sperando di riuscire a tirargli addosso almeno una statuetta. Morirebbe felice, bastonato a morte dalle sue dieci guardie del corpo. Non è possibile che uno con dieci guardie del corpo, grosse ed armate, si becchi una statuetta in faccia! Quante guardie del corpo dovrebbe avere, per non fungere da bersaglio al primo cretino lanciatore di statuette? Venti potrebbero bastare? Ugo non può ovviamente rispondere a simili questioni balistiche. Fortuna che Ingrid non gli vuole chiedere di attentare al premier. Ingrid, bella com'è, imbambolerebbe tutte le guardie del corpo del mondo, eunuchi compresi. Improvvisamente Ugo si desta dal suo torpore, rendendosi conto di essere capitato in una specie di spiazzo tra rovine di case abbattute o bombardate. Se sono state bombardate, il comune finora se l'è presa con calma. Che aspettino il centesimo anniversario della fine della guerra? Del resto Ugo non sa quando è finita la guerra, e neppure di che guerra si tratti. Lo spiazzo tra le macerie è grande, ed al centro sorge un grosso macigno piatto. Mentre si avvicina, mano nella mano di Ingrid, il nostro eroe straccione fatica a mettere a fuoco la vista. Come se nuotasse in una strana nebbia. Ad Ugo finora solo una cosa era andata bene: gli occhi; perdere la vista lo getterebbe nello sconforto più nero. Come potrebbe assorbire tutta la bellezza di Ingrid? Gli servirebbero due occhi in più, tanto è stupenda. Sorpresa: Ugo ha iniziato a pensare ad Ingrid come alla sua fidanzata! Povero pazzo! Ma chi è quella donna incatenata al macigno? Ferox volta la testa, per guardare negli occhi i nuovi arrivati. La donna leopardo di Evolution vorrebbe emettere uno dei suoi versi agghiaccianti, ma i dardi narcotizzanti impiegati per catturarla non hanno ancora cessato il loro effetto. Ugo scorge in lontananza, tra le ombre, alcune figure incappucciate. Ferox è saldamente incatenata al macigno, mani e piedi, e cerca di svegliarsi del tutto. La donna leopardo non ha bisogno della luce delle torce per vedere: i suoi occhi felini stanno riacquistando la potenza originaria. Anche Ugo incomincia a vedere la luce, sebbene in maniera diversa. Ingrid non è più bionda, ma ha assunto una tonalità meno vistosa. Rimane indubbiamente una bella donna, ma adesso sembra un essere di questa Terra. Mentre l'incantesimo svanisce, la donna consegna ad Ugo un coltello dall'aspetto strano e pericoloso. Strani sentimenti attraversano il cuore dello straccione, non ultimo la convinzione di essere stato preso in giro. Ma non si è liberato completamente dalla fascinazione della strega. Per cui solleva la lama terrificante, eseguendo gli ordini di quella donna che gli ha carpito il cuore. Ma lei non vuole il cuore di Ugo: non sa cosa farsene. Vuole il cuore della mutante Ferox. Grazie al sangue versato, ed alla morte della super-eroina, Ingrid e la sua congrega vogliono rendere omaggio al Male. Non sono veri necromanti, bensì maghi neri quasi autodidatti, ma il tomo maledetto è comparso il sogno ad Ingrid, per dirle come organizzare la cerimonia sanguinosa. Ugo abbassa la lama, ma colpisce volontariamente la pietra, scalfendo leggermente la pelliccia di Ferox. L'impatto provoca una scintilla nel punto di contatto tra acciaio e pietra. La donna leopardo ha però riacquistato la voce, ed il suo verso è agghiacciante. Ugo lascia cadere il pugnale, che si conficca nel terreno. Ferox non riesce a spezzare quelle catene enormi, ma i gatti presenti tra le rovine sentono il suo grido e si mettono in moto per salvare la vita alla loro eroina. Ingrid ormai non assomiglia più ad una bellissima e disponibile pin up. L'incantesimo di dissimulazione è caduto, rivelando un volto non più giovane, deformato dall'odio. La malvagia creatura decide di eseguire lei stessa il rito di sangue, giacché l'allineamento planetario sta passando. Ingrid la strega solleva quello strano e pericoloso pugnale, ma Ugo, spinto da chissà quale senso della giustizia, cerca di levarglielo dalle mani. Però Ugo non è un uomo forte: è un relitto umano, indebolito sotto molti punti di vista. Tuttavia lotta strenuamente per salvare la creatura selvaggia incatenata al macigno. Poi accade l'irreparabile, con la lama che scivola nelle carni di Ugo. Lo straccione tornato ad essere uomo, e divenuto eroe, cerca ancora, nonostante la tremenda ferita, di fermare la mano della sua ex amata, ma la vita lo abbandona. A questo punto, un lampo di commozione attraversa il cuore selvaggio di Ferox. Subito però la pietà si trasmuta in forza super-umana, e con uno strattone terrificante strappa una delle catene dalla roccia. Ingrid, armata della sua arma insanguinata, indietreggia. Non osa avvicinarsi alla donna leopardo, che è ancora vincolata da tre catene. Ingrid non è però sola, ed suoi assistenti arrivano a darle manforte; ma non sono i soli a giungere sul luogo del mancato sacrificio. Il dispositivo di volo individuale di Kong lo ha condotto lì a grande velocità. Il grido d'allarme lanciato dai gatti è stato raccolto dai sensori cibernetici e dai poteri telepatici di Evolution. Per la super-squadra, pensare è agire. Kong si sgancia dal suo dispositivo mentre sta ancora volando ad alcuni metri dal suolo. Il craft di Kong atterra indipendentemente, mentre il possente mutante piomba come una tonnellata di mattoni in mezzo ai nemici. Per prima cosa, afferra una ad una le rimanenti catene di Ferox, ed unendo le forze le strappano con rumore di pietre distrutte. Lo scontro che ne segue non è degno di particolare narrazione: una dozzina di umani contro due potentissimi mutanti! I più fortunati tra gli adoratori del male sono atterrati dai pugni e dai calci di Kong: vivranno per raccontarlo. I meno fortunati assaggiano gli artigli della donna leopardo, con la quale al momento è impossibile ragionare, ed è sconsigliabile proporglielo. Ingrid rimane per ultima, perché così ha voluto la donna leopardo. Ferox vuole spegnere la sua vita malvagia nel luogo in cui lei ha ucciso Ugo. Non può riportarlo in vita, ma i suoi artigli tremendi vendicano nel sangue una vita che solo alla fine ha assunto un grande significato. Infine giacciono al suolo Ugo ed Ingrid, ma adesso sembra che il più bello tra i due sia lui.


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