domenica 29 agosto 2010

BESTIE IN LIBERTÀ_libro 3°_97° episodio

Il circo itinerante trasporta alcuni grossi felini, gioia dei marmocchi che affollano lo spettacolo della domenica pomeriggio. Ci sono tigri e leoni, che ruggiscono dalle loro gabbie. I grossi felini, nati per correre nella savana e nella jungla, non comprendono bene per quale motivo siano prigionieri di quei piccoli, lenti e rumorosi bipedi. Li azzannerebbero volentieri, prima di scappare da quel luogo puzzolente. Poi cercherebbero la boscaglia per poter vivere come la loro natura esige. La leonessa è gravida, per cui negli spettacoli viene tenuta in disparte. La nascita di un leoncino in cattività è sempre un evento, anche nel circo. Tutti gli umani, acrobati, giocolieri, domatori e clown, aspettano con ansia che quel tenero micione entri ufficialmente nel nostro mondo. La leonessa vorrebbe viceversa che suo figlio, o sua figlia, nascesse in un luogo meno sporco, e specialmente che non nascesse dietro le sbarre. Quella notte la leonessa inizia il travaglio, ed il leone, padre del nascituro, si agita e cammina avanti ed indietro. Lui dovrebbe essere il re della foresta, o della savana, ma adesso è solo un padre nervoso. Le tigri, collocate in una gabbia diversa, sono come ipnotizzate dall'evento, ed hanno smesso di ruggire. Poi finalmente una testolina con gli occhioni ancora chiusi emerge in questa realtà. Nessuna ostetrica è presente ad aiutare la leonessa a diventare mamma, ma poco alla volta la leoncina neonata tocca terra e rotola su se stessa. Subito la mamma la lecca e la pulisce, e lei, la leoncina, apre gli occhi e miagola. Il mattino successivo, il domatore dei leoni è il primo tra gli umani a diffondere la lieta notizia. Dopo di che tutti i lavoranti del circo accorrono a salutare la nuova arrivata. Lei si rende subito conto di essere bella ed acclamata, e lancia sguardi tenerissimi a tutti i visitatori. Tutti le vogliono bene, a partire dai bambini che affluiscono in massa al circo. Qualcuno potrebbe pensare che gli acrobati o i clown si sentano offesi dalla popolarità della leoncina, ma non è così: è bella, simpatica e piace a tutti. Ragion per cui la polizia, chiamata da un allarmato direttore del circo, non sa spiegarsi chi possa averla rapita. L'opinione pubblica insorge, pretendendo che le autorità agiscano in fretta e bene. Si direbbe che tutti abbiano adottato la leoncina, anche quelli che non l'hanno mai vista. L'inchiesta dura alcuni mesi, per chiudersi con un nulla di fatto: nessuna traccia, nessun colpevole. Le tigri del circo sarebbero in grado di raccontare dove sia finita la leoncina, ma nessuno è stato in grado di interpretare i loro ruggiti. I genitori della piccola stavano mangiando, quando lei si è allontanata. Camminava a malapena, ma già voleva esplorare il mondo, cominciando da ciò che si trovava fuori dalla gabbia. Le tigri l'hanno vista scivolare tra le sbarre, ed avrebbero voluto fare altrettanto, ma erano troppo grosse. La leoncina non è uscita da un punto qualsiasi, bensì dalle scale d'accesso, evitando un salto che avrebbe messo in allarme i genitori. Si sarebbero voltati, sentendola toccare il suolo, e miagolare per la botta. Ma lei è scesa dalle scale, con il suo fare regale che aveva indotto gli umani a chiamarla Principessa. Le tigri avevano provato a dirle di fare attenzione ai molti pericoli in agguato, ma lei era troppo presa dalla sua nuova veste di esploratrice. Allora le tigri hanno richiamato l'attenzione dei leoni, ed i leoni sono accorsi, ma solo per vedere la loro piccola, con la coda ritta, uscire dal tendone. La mamma ha mugolato invano il nome della sua Principessa, ma lei non era più lì. Odori, colori e suoni strani aggrediscono i sensi della leoncina, e lei inizia a seguire una pista più bella, colorata e profumata delle altre. Cammina a lungo e si stanca. Poi, quando si ricorda della mamma e del papà, si guarda attorno e si accorge di essersi persa. Vorrebbe bere il latte dalla mamma, ma la mamma non è lì. Principessa ha fame e freddo. Si è allontanata troppo dal carrozzone del circo, e non sa come tornare indietro. Rumori strani percorrono la notte. Un leone adulto ruggirebbe per zittire chiunque nei paraggi. Lei però è una cucciola, ed il suo ruggito fa solo tenerezza. La mamma la chiama da lontano, ma Principessa ha completamente perso il senso dell'orientamento. Ora la leoncina conosce per la prima volta nella sua vita lo sconforto, ma la sua natura felina le impedisce di abbattersi. Non potendo mangiare, non le resta che rintanarsi sotto un cespuglio e dormire. Dorme e sogna la mamma, il papà ed il circo che forse non vedrà più. La mamma di Principessa sogna la piccola, e la vede lontanissima. Ruggisce nel sogno e nella realtà, poi si sveglia affranta. La mutante Ferox non sempre dorme di notte; il più delle volte percorre le strade della città vigilando. Quella notte invece la donna leopardo di Evolution si è lasciata tentare dal sonno. Ed in quella dimensione dell'esistenza Ferox percepisce nettamente il richiamo di una mamma per una figlia. Se avesse la possibilità di seguire una traccia olfattiva, la donna leopardo si metterebbe subito alla ricerca di Principessa. Purtroppo il messaggio che ha ricevuto richiederebbe i talenti di Navigatrice, Maga e del dottor Occulto. Le due colleghe di Evolution ed il maestro di tutte loro dovranno essere informati di quel richiamo disperato. Occulto prende subito a cuore l'allarme della sua allieva felina. Lungi da lui offendere la sensibilità di Ferox. Lui sa quanto sia grande la capacità della donna leopardo di immedesimarsi negli altri. Gli umani possono credere che Ferox sia una macchina per uccidere, ma non è così. La natura mutante crea sensibilità differenti e differenti ruoli. Solo gli umani sono così presuntuosi da ritenere che gli altri esseri viventi siano loro inferiori. Ferox avrà l'aiuto che chiede. Nel frattempo, Principessa viene svegliata da una lingua che l'accarezza sul muso. Nel dormiveglia, la piccola si illude di stare ancora assieme alla sua mamma, e si stira contenta. Quando apre gli occhioni però si trova muso a muso con un grosso animale munito di tantissimi denti. Il lupo studia quello strano essere, e lo fiuta. Non intende mangiarlo, sebbene si tratti di un tenero bocconcino. Il lupo non è un assassino, nonostante ciò che gli umani dicono a proposito dei cugini genetici dei loro cani. Un secondo lupo vorrebbe viceversa assaggiare la leoncina, ma il maschio alfa mostra i denti e rizza il pelo, in una dimostrazione di potere. Il secondo lupo mette la coda tra le zampe, e si allontana con sollecitudine. Arriva quindi una delle femmine anziane del branco, che capisce subito di cosa abbia bisogno quella strana bestiolina. Principessa capisce di potersi fidare di quella lupa grigia, che, sebbene non sia grande come la sua mamma, emana sicurezza e comando. La piccola viene subito condotta da una seconda lupa, che ha appena finito di allattare i suoi piccoli. Con la generosità tipica di certe cosiddette bestie, la lupa adotta Principessa, che subito si attacca alle sue mammelle. Navigatrice non ha molto su cui lavorare, ma il suo potere di ricostruire le tracce passa attraverso la mente di Ferox. Le due mutanti realizzano una sorta di fusione mentale, al fine di ottenere un lumicino di speranza. Ed in effetti Navigatrice percepisce a livello subliminale un ponte psichico molto tenue, che va dalla leonessa madre, alla piccola, scomparsa ma ancora viva, ad un terzo animale non felino. Si tratta della lupa che sta allattando Principessa, ma le due mutanti non lo sanno ancora. La speranza di ritrovare la leoncina si rafforza, grazie alla certezza che non morirà di fame. Così Principessa diventa la mascotte del branco, ed apprende dai lupi a correre, ma non ad abbaiare ed ululare. Trascorre qualche mese, e, sebbene il branco dei lupi si trovi in una zona quasi disabitata, qualcuno nota la presenza della leonessa. Principessa è ancora una cucciola, ma si vede chiaramente che non è una lupa, specie perché cresce più in fretta. Fosse un maschio, probabilmente troverebbe occasioni e pretesti per litigare, ma Principessa pensa solo a giocare e correre con i nuovi amici. Numerose leggende ci insegnano che le situazioni paradisiache sono destinate a terminare. La storia ce ne dà conferma: esistono individui che non sopportano la felicità altrui, ed inventano scuse per interromperla. Appena si diffonde la storia della leoncina che corre con i lupi, numerosi soggetti si muovono per raggiungere il luogo dell'avvistamento. Ferox comprende immediatamente che si tratta della sua leoncina, e prende contatto con il dottor Occulto. Tra quelli che intendono decidere il destino di Principessa, ci sono persone che sbandierano le buone intenzioni. Chiunque abbia un po' di memoria e discernimento sa che le buone intenzioni il più delle volte producono guai. Chi abbia buone intenzioni è pregato di comunicarle ai beneficiari, prima di prendere iniziative unilaterali. Questi benpensanti decidono di narcotizzare la leoncina, perché, secondo loro, è contro natura che viva in mezzo ai lupi. Come se gli umani avessero una minima idea di cosa voglia dire “contro natura”! La natura si muove attraverso le sperimentazioni sul campo, senza bisogno di spiegarlo o chiedere il permesso agli stupidi e transitori bipedi che si atteggiano a vertice della catena alimentare terrestre. Poi ci sono quelli che hanno cattive intenzioni, e sono felici di averle. Ferox preferisce avere a che fare con loro, perché di solito i suoi artigli sono più che sufficienti ad azzerare i loro intenti nefasti, assieme alla loro inutile vita. Principessa ed il branco sono ignari di essere puntati dai “buoni” e dai “cattivi”. In mezzo c'è Evolution, che ha a cuore solo il meglio per la simpatica cucciola di leone. Da una parte ci sono i fucili caricati con proiettili narcotizzanti. Dall'altra ci sono proiettili veri, da caccia grossa, in grado di fare a pezzi la povera creatura. Ferox sa che oggi il sangue scorrerà nell'erba, ma non sarà quello di Principessa. La Maga, collega di Ferox, dispone di un potere mentale superiore alla comprensione umana. Tiene d'occhio, senza bisogno di avvicinarsi fisicamente, lo schieramento degli stupidi ambientalisti. Ferox ha già preso posizione alle spalle dei cacciatori; i sensi di costoro sono talmente ottusi da non rendersi conto che la donna leopardo dista pochi metri. I cacciatori ridono stupidamente, mentre inquadrano Principessa. Lei, la cucciola, gioca spensierata, non sapendo che potrebbe morire da un momento all'altro. I “buoni” fanno la prima mossa, inserendo un proiettile narcotizzante nel fucile. Questi sedicenti ambientalisti fingono di non sapere che un anestetico può avere effetti collaterali gravi. Potrebbero ferire ed anche uccidere la leoncina, della quale non conoscono i parametri vitali ed i valori ematici. Il dito si accinge a premere il grilletto fatale, poi però si blocca assieme all'intero corpo dello stupido soggetto. La Maga blocca allo stesso modo tutti e cinque i componenti della squadra “di salvataggio”. Poi, con un lieve incremento della pressione mentale, li precipita in un sonno senza sogni. Buon per loro che Ferox fosse occupata con i cattivi, perché non se la sarebbero cavata con un mal di testa. Sempre ignara la leoncina corre e salta. Finché il capo branco fiuta i nemici, ed ulula il suo allarme. Spinta da un atavico bisogno di rispondergli, Ferox emette un agghiacciante mugolio di morte imminente. I lupi e la leoncina odono Ferox, e si immobilizzano. A questo punto, la feccia umana che imbraccia il fucile è certo di potere uccidere. Ferox balza in mezzo agli umani armati di fucile, che non sanno come reagire. Alcuni riconoscono la mutante di Evolution, e non vogliono rischiare di farsi sventrare. Altri, assetati di sangue, pensano che quella sia la più grande tra le prede. Sfortunatamente per loro hanno ragione, ma solo per quanto riguarda l'importanza. Per quel che concerne il ruolo, sono loro ad essere la preda, e Ferox è la cacciatrice. Il tizio che stava per sparare alla leoncina commette l'ultimo errore della sua sciocca esistenza: accenna ad usare il fucile contro la mutante di Evolution. Artigli che intaccano il metallo non incontrano alcuna difficoltà a strappargli il braccio destro, poco sotto la spalla. Dapprima non sente dolore, ma il braccio è già distrutto, ed il sangue scorre copioso. Il cacciatore sviene per lo shock; in tal modo evita di vedersi morire dissanguato. Arrivano i lupi e si fanno carico di altri due fessi armati di fucili troppo grossi per loro. I lupi fanno quel che devono fare: affondano le loro zanne nelle gole, e strappano ciò che c'è da strappare. Infine Ferox incontra Principessa, ed un immediato feeling si stabilisce tra le due feline. I lupi osservano ammirati, tralasciando gli umani morti o moribondi. Del resto in natura i fallimenti si pagano, e chi vuole uccidere a volte viene ucciso. Quella notte, il potere della Maga consente a Ferox e Principessa di entrare nei sogni della mamma leonessa. Ferox trova ancora un dolore residuo, perché la mamma non ha ancora scordato la figlia. Nel sogno, mamma e figlia si incontrano e si salutano, condividendo le emozioni degli ultimi avvenimenti. Principessa rimarrà nel branco dei lupi, almeno per ora. Forse un giorno ne diverrà la leader, come suggerisce il nome che le hanno attribuito gli umani. L'incontro onirico sana la ferita del ricordo: la mamma non cercherà più la figlia, perché in cuor suo sa che ha iniziato una nuova vita. Principessa serberà della mamma una calda sensazione, a cui non corrisponderà più un immagine precisa, perché così potrà vivere meglio il futuro che l'aspetta.

Nessun commento:

Posta un commento