domenica 17 ottobre 2010

MASOCHISTI, SADICI ED ALTRI PAZZI_libro 3°_104° episodio

Il poliziotto Och non ride mai: è sempre sotto pressione. I suoi uomini devono sopportarlo così com'è, perché in azione è un fulmine di guerra, e li guida quasi sempre al successo. Lui, come tutte le figure tragiche ed eroiche, ha ovviamente un segreto, che spiega il suo brutto carattere. E come tutte le figure tragiche ed eroiche non vuole condividerlo neppure con i più stretti collaboratori. Nel passato di Och, uno spettro in forma di uomo. Un maledetto pazzo, sadico e masochista, che, prima di uccidere le sue vittime, le tortura in maniera terrificante. Bull, che sia un nome o un soprannome del delinquente, sperimenta prima su di sé ciò che può fare con il suo coltello. Si è pugnalato più volte, evitando gli organi interni di un soffio. Sa quanto faccia male, ma ha valutato di persona come quelle ferite, per quanto profonde siano, non conducono alla morte. Almeno non nel breve periodo. Il maledetto pazzo Bull a forza di tagliarsi e bucarsi ha tuttavia danneggiato forse in maniera irreparabile il suo fisico, una volta prestante. Poco male: il porco ha iniziato ad ingurgitare antidolorifici, droghe ed altro ancora. Ora non riesce a dormire sdraiato, per i dolori lancinanti che gli scoppiano dentro all'improvviso. Ma è contento così, giacché non intende di certo morire vecchio, men che meno nel suo letto! Bull si vede come un eroe oscuro: una specie di ripulitore della società. Och non è riuscito a catturarlo anni or sono, perché allora era troppo ligio ai regolamenti. Gli avevano detto di intimare l'alt ai criminali, prima di iniziare a sparare. Och ha intimato l'alt al criminale seriale Bull, e Bull gli ha sparato addosso. Och se l'è cavata grazie alla fortuna ed al giubbetto antiproiettili, ma alcuni proiettili gli hanno colpito una gamba ed un braccio. Ora Och se ne frega del regolamento, anche se finge di osservarlo. Sa che prima o poi metterà le mani addosso a Bull, ed allora uno dei due non si rialzerà più. Dopo di che i passacarte potranno anche disquisire per anni sulla teoria e sulla pratica dell'arresto, in generale ed in particolare. Nessuna chiacchiera riporterà in vita Bull, se Och riuscirà a puntargli in faccia la pistola per almeno due secondi. Forse è vero che i nemici per la pelle sono legati da un rapporto telepatico. Infatti, mentre Och pensa a quanto gli piacerebbe sparare in testa a Bull, Bull pensa che ucciderà Och, ma prima di allora dovrà vederlo piangere. Gli sbirri hanno vantaggi e svantaggi, rispetto ai criminali. Gli sbirri si muovono in gruppi, e dieci uomini sparano meglio di uno, o meglio sparano più colpi di pistola. Ma questo fa testo solo se anche il delinquente usa la pistola. Il criminale però può sorprenderli con una mitraglietta, e vendere cara la pelle. Gli sbirri tendono ad avere la faccia da sbirro, e le movenze da piedipiatti. Non possono farne a meno: negli anni sviluppano uno sguardo inquisitorio, che ormai spaventa solo più i polli. I serial killer sono mediamente molto più sottili degli sbirri: non circolano su auto colorate e piene di lucine, ma spesso i loro agguati sono mortali. I serial killer non hanno la faccia da serial killer. Ecco perché Bull non ha difficoltà ad avvicinarsi alla casa dove vivono l'ex moglie ed il figlio di Och. A Bull sembra fin troppo facile; come mai Och non ha messo al sicuro i suoi cari? A volte gli sbirri sembrano cercarsele proprio le rogne. Il serial killer, con la sua faccia da persona normale e perbene, si presenta con una scusa alla porta della ex di Och, e lei apre. I serial killer a differenza degli sbirri non abbattono le porte. Può darsi che i piedipiatti credano anche da grandi di giocare a guardie e ladri. Dovrebbero darsi una regolata, se vogliono veramente fermare i criminali seriali. Bull negli ultimi anni ha ammazzato molte persone, poi si è allontanato indisturbato. Chi dice che il delitto perfetto non esiste? In fondo Bull desidera morire, perché non ha mai amato troppo la vita. Ora però soffre, ma non vuole ammetterlo con se stesso. Farà il possibile per trascinare all'inferno il suo nemico Och. Bull si è fatto troppo male con e sue stesse zampe; altrimenti cercherebbe di vivere, non di morire. Ma si troverebbe un nemico meno scemo di questo. Il ninja grigio sta meditando nella sua tana. Ha un'identità segreta, come ogni super-eroe che si rispetti, ma ogni giorno si allena ad impersonare il nemico di ogni male. Non è escluso che il ninja grigio sia un mutante, come i quattro super-eroi di Evolution. Il ninja grigio dispone di poteri telepatici differenti da quelli della Maga e di Navigatrice. Lui è un portatore della spada nera, e la sua percezione mentale è finalizzata a scovare il male ed estirparlo. Non sente i pensieri della gente, bensì le intenzioni. Grazie a questa facoltà, la sua spada nera colpisce e distrugge. Il dottor Occulto, capo di Evolution, studia da tempo l'operato del ninja grigio. Non gli ha proposto di aggregarsi ad Evolution perché è convinto che agisca meglio da solo. Il ninja medita profondamente, e la sua mente spazia lontano. Il dottor Occulto, che è il più potente telepate del pianeta, coglie il momento più adatto per instillargli un pensiero, che il ninja accoglie favorevolmente. Il guerriero mascherato apre gli occhi, e, come sempre, il suo corpo è pronto a balzare, schivare ed affondare, come un cobra. Conosce la mutante Ferox, ed ovviamente rispetta la sua capacità combattiva. Il ninja grigio tuttavia non invidia il felino che è in Ferox, così come Ferox non invidia il cobra che vive nelle mosse del ninja grigio. Un criminale seriale deve ad un certo punto della sua carriera sbandierare i suoi successi, e dire alla polizia. “catturatemi se ci riuscite”. Entrato nella casa della ex moglie di Och, Bull non può limitarsi ad uccidere lei ed il bambino di quattro anni. Gli piacerebbe sgozzarli e farli a pezzi, ma deve prima rispettare il rituale della sfida. Telefona a Och, gli fa sentire la voce della donna e del bambino, ed immagina la sofferenza dell'odiato nemico. Bull dice ad Och di non portarsi dietro alcun collega, e lui promette. Och però non è così stupido, e due altri piedipiatti lo seguono a distanza. Bull ovviamente sa che Och non si presenterà da solo, ma non può fare a meno di interpretare la parte del cattivaccio un po' stupido. Al ninja grigio non è chiaro come abbia fatto a giungere a quell'indirizzo un attimo prima che Bull si facesse aprire dalla ex moglie di Och. Merito di Navigatrice, che, per ordine di Occulto, gli ha instillato le coordinate come e meglio di un gps. Il ninja grigio non è uno sbirro, neppure nella sua identità segreta. Non è ovviamente rumoroso, altrimenti non sarebbe un ninja. Si muove meglio nelle tenebre, ma, anche in un locale non particolarmente illuminato, riesce ad avvicinarsi al suo bersaglio senza essere visto. Come se ordinasse a Bull di guardare da un'altra parte, e comunque di non guardarlo che di sfuggita. La ex di Och è ovviamente sconvolta, e teme più per suo figlio che per se stessa. Lei non vedrebbe il ninja grigio neppure se le camminasse ad un metro di distanza. Il bambino viceversa nota qualcosa di strano, ma, essendo un bambino intelligente, coglie il lampo negli occhi del ninja grigio, e sta zitto. Ora è il bambino di quattro anni a rassicurare la madre di trenta. Bull percepisce che in quel bambino c'è qualcosa di speciale, ma pensa che lo ucciderà tra pochi minuti, cosicché Och lo possa vedere immerso in un lago del suo stesso sangue. Esiste un momento magico e karmico per estrarre la katana e colpire. Né prima, né dopo. La spada giapponese ha una sua mistica. La spada nera è addirittura stregata o forse necromantica. Il ninja grigio produce volontariamente un lievissimo rumore, mentre estrae la katana di un solo centimetro dal fodero. L'allarme si dipinge sul volto e nell'anima del criminale. In questa stanza c'è qualcun altro. Si volta di scatto, pronto a tutto, ma questo è ciò che crede lui. È un assassino di donne indifese, non un guerriero. È solo un vigliacco, e lo sa benissimo. Il ninja grigio si muove come un cobra, ed il figlio di Och nota che Bull pare al confronto quasi fermo. La spada nera, che è a suo modo senziente, si integra perfettamente alla formidabile presa del guerriero delle ombre. I due, uomo e spada, colpiscono una sola volta quel pazzo maledetto, poi la spada inizia a nutrirsi. Il bimbo e la mamma osservano con emozioni diverse la spada infissa nel corpo del maniaco. L'ex moglie di Och non gli perdona di essere stata ad un passo dalla morte. Il figlio ammira l'eroe in grigio e quella sua spada nera, che canta una canzone di morte, che solo lui ed il ninja ascoltano. L'anima maledetta si dibatte, perché la magia della katana la sta letteralmente smembrando. Un portale, visibile solo al ninja grigio, si apre alle spalle di Bull: è l'inferno che reclama la consapevolezza del criminale morente. E lui grida nella mente, dato che il corpo non risponde più ai suoi ordini. La spada nera ha separato la consapevolezza dalla forza propulsiva. Questa carica è malvagità pura, ma anche energia che la katana si appresta ad assorbire. Il ninja grigio e la sua spada non lavorano per l'inferno, e l'ingordo portale si chiude non completamente soddisfatto. Bull sprofonda in abissi che non immaginava esistessero; amava la sofferenza, ma questa è un'altra cosa: questo è l'inferno! Sulla Terra, Och irrompe nella stanza, con la pistola spianata e lo sguardo allucinato. In qualche modo però interferisce con il rito di trasferimento, che si interrompe. Invisibile agli umani non iniziati, la forza propulsiva dell'ex serial killer balza addosso ad Och, e lo pervade. Il ninja grigio estrae la katana dalle viscere squarciate del cadavere, che scivola al suolo, mentre la decomposizione inizia a manifestare i primi segni della sua attività. Quel bastardo era una fogna in vita, ma anche nella morte non scherza. Guardando attraverso gli occhi del ninja grigio, Occulto, capo del super gruppo Evolution, si rende conto della gravità della situazione. Och è posseduto dalla malvagità allo stato puro. Nel suo caso, quella forza propulsiva non agisce rendendolo un freddo assassino, bensì un pazzo furioso. La katana nera riprende la sua canzone di morte, felice di poter uccidere nuovamente un adepto del male. Alla spada necromantica non interessa chi sia stato Och fino a pochi minuti fa: ora è una preda. Il ninja però frena l'impeto del suo strumento di morte. La lotta silenziosa dura pochi secondi, che bastano però al mostruoso Och per balzare sul figlio. Lo solleva come un fuscello, e scappa come fosse inseguito da mille diavoli. A questo punto, il ninja grigio, che ha la capacità di sapere quale sia il suo posto nell'ordine delle cose, rinfodera la spada e scompare nelle ombre. Ha avvertito che ora entrerà in azione un attore differente, più adatto di lui a risolvere per il meglio l'intricata situazione. Och vede le cose come in sogno; sta trasportando di peso il figlio, ma non sa per quale motivo lo faccia. L'ex moglie telefona alla polizia, poi crolla sul divano, in preda ad una crisi di nervi. La forza oscura che ha invasato il poliziotto non ha alcuna considerazione per la vita del piccolo. Potrebbe gettarlo sotto un camion in arrivo, solo per ritardare gli inseguitori. Poi però quel semi demone ambulante si trova di fronte una donna; è disarmata, ma lo guarda come se dovessero prendersi a pugni. Il bimbo viene posato al suolo, in malo modo, e subito si allontana da quello che non è più il suo papà. Ora la Maga punta le mani verso Och, a braccia tese; energie psioniche raggiungono il corpo posseduto, e lo avvolgono. Il nuovo e malvagio Och è più forte di un umano, ma ha di fronte una mutante telepatica, con un potere di interdizione mentale che probabilmente è secondo solo a quello del dottor Occulto. Il mostro si muove come se nuotasse nella melassa. Le vene si gonfiano, il cuore pulsa in maniera folle, ma i piedi rifiutano di staccarsi dal suolo. Gli occhi della Maga paiono allargarsi a dismisura. La sonda mentale della mutante entra nel cervello dell'uomo mostro. Och prova un dolore spaventoso, come se gli avessero piantato un pugnale di fuoco nel cervello. In effetti la Maga lo sta operando senza neppure toccarlo. Agisce sulla mente non sulla carne. La mutante psionica gesticola, e la confusione pervade ed obnubila sia l'uomo, sia il mostro. La maga li separa con relativa facilità, costringendo la forza propulsiva tremendamente malvagia ad allontanarsi dalla sua vittima umana. Quel grumo di male tornerebbe volentieri all'inferno, da cui giunse chissà quando. La Maga vede che l'opera di possessione del suo nemico non si è limitata al solo Bull. Prima di lui ce ne furono altri, ma Bull accolse il male infernale come si ospita un amico. Erano in perfetta simbiosi, il delinquente e la forza propulsiva maligna. Pur non comparendo sul suo volto, la stanchezza inizia a scendere sulla mutante. Occulto nella sua mente le dice di concludere, e lei conclude. Un'ultima scarica di energia luminosa, ed il grumo di male esce completamente dal corpo di Och, che cade in ginocchio stremato. La forza demoniaca non può vivere senza un corpo ospite, e già si indebolisce secondo dopo secondo. Vorrebbe possedere il figlio di Och; si rintanerebbe in lui per riposare e riprendersi. Ma la Maga ed Evolution hanno altri piani, e, con le sue ultime energie psichiche e magiche, la potente mutante congela letteralmente a mezz'aria il grumo maligno. La luce solare fa il resto, dissociando con estrema facilità la materia oscura, che perde ogni coesione e forza. Rimane solo nebbia e fumo; poi sparisce anche quello. La Maga è stanca, ma vittoriosa. Si volta e nota che il figlio di Och ha assistito ad un combattimento che si è svolto oltre le soglie del visibile. Evidentemente in quel piccolo umano c'è più di quel che sembra. Nella mente della Maga risuona la voce psichica del suo maestro, che le dice: “Umano? Ne sei sicura?”.

Nessun commento:

Posta un commento