domenica 9 gennaio 2011

CYBERDOG E LA MORIA DEI VOLATILI_libro 3°_116° episodio

La notizia è stata data di sfuggita, e non in tutti i tg. Come se la strana moria di varie specie di uccelli non potesse in alcun modo interferire con le nostre esistenze. Evidentemente l'effetto congiunto della scuola e dei media fa sì che gli umani si illudano di trovarsi ormai oltre la natura. Ennesima dimostrazione della stupidità grossolana che contraddistingue i piagnucolosi mammiferi terricoli. Eppure la Natura (con la maiuscola) ci mostra continuamente la sua forza soverchiante. Basta una nevicata leggermente più intensa del solito, e le più grandi città del pianeta si fermano. Non solo i giganteschi fuoristrada urbani non servono ad altro che a bloccare ulteriormente le strade; si arrestano anche i trasporti sotterranei, perché ghiacciano le rotaie. Gli stupidi giornalisti dei tg e dei giornali affermano che la natura (con la minuscola) sia impazzita. Quanta presunzione, da parte di questi piccoli assembramenti di cellule mortali! Accusano la Natura di comportamenti distruttivi nei nostri confronti. Ma la Natura neppure sa della nostra esistenza! Forse lo sospetta, ma non ci ha ancora individuati per quell'infestazione che siamo. Nonostante i danni prodotti al pianeta, siamo in circolazione da circa un milione di anni. Il pianeta che chiamiamo Terra esiste da miliardi di anni, quindi noi siamo meno che formiche, perché le formiche esistono da molto più tempo di noi e di tutte le maledette scimmie. La Natura ha prodotto i mutanti umani, ma questo suo operare non è insolito: lo ha sempre fatto, con tutti gli animali e tutte le piante. Alcuni mutanti umani, Ferox, Kong, Fulminatore, Maga, Navigatrice e lo stesso dottor Occulto, sono forse una risposta della Natura alla stupidità della specie umana. Se è così, il dottor Occulto, che ha creato il super-gruppo mutante Evolution, teme che madre Natura abbia loro affidato un compito immenso. Fortuna o destino hanno però voluto che sulla Terra arrivasse Dragonfire, che ha trovato logico allearsi con Evolution per salvare l'umanità dalla sua stessa idiozia. Il cagnolino Cyberdog è diventato quel che è grazie al Transformatron: una forma di vita non biologica extraterrestre. Cyberdog è sempre stato un animaletto sensibile; anche quando lo maltrattavano, a causa dei suoi difetti fisici. Non è strano che una forma di vita sia maltrattata perché è nata con difetti fisici? Non sarebbe più logico aiutare chi è meno fortunato di noi? Eppure gli umani professano, ma solo a parole, religioni che invitano alla condivisione delle sofferenze altrui. Il cagnolino che era, prima di diventare Cyberdog, non serbava comunque rancore verso chi lo maltrattava. Il cagnolino non era cristiano dal punto di vista formale, ma sostanzialmente lo era molto più di innumerevoli biasciconi e baciapile da chiesa. Transformatron non era lui stesso cristiano, ma neppure islamico o ebreo o buddista. Non sapeva e non sa cosa significhino quei termini. Lui però, l'extraterrestre metallico ed elettronico, senza sangue nelle vene (e neppure vene), condivise il dolore fisico del cagnolino, e lo trasformò in Cyberdog! Ora la simbiosi tra l'animaletto terrestre e la cibernetica di mondi lontani ha creato una nuova forma di vita. Ben lungi dal volersi vendicare dei torti subiti, il nostro eroe gira per la città, osservando ed intervenendo. Proprio adesso il destino lo chiama all'azione. Un volatile, nero e chiaramente male in arnese, si appresta ad un atterraggio d'emergenza. Cyberdog ed il Transformatron notano subito che la traiettoria tende a condurlo in acqua. Il fiume, specie in questa stagione fredda, non è indicato per un uccello che non sia un gabbiano, un cormorano o un altro abile pescatore con le ali impermeabilizzate. L'uccello nero in caduta quasi libera sembra più un trasvolatore, o almeno lo era. Cyberdog lo deve intercettare mentre sorvola la terra, e bloccarlo con un salto. Nessun cagnolino di quella stazza potrebbe tentare un tale gesto atletico, ma lui è un cagnolino cibernetico che non dimentica mai di ringraziare il Transformatron alieno. Infatti solo un cervello elettronico potrebbe calcolare quanta forza utilizzare, ed in quale momento saltare. Solo l'istinto di una bestia potrebbe incanalare quel salto, con la somma di esperienze di milioni di vite precedenti. Il povero volatile si crede ormai spacciato, e rimette l'anima allo spirito della sua specie. I muscoli delle ali non ce la fanno più, e non rispondono ad alcun tentativo di correzione di rotta. Poi arriva quel piccolo bolide volante, o per meglio dire saltante. Il cagnolino afferra la creatura tra le sue fauci potenziate. Con quei denti, rafforzati da un metallo duro come il titanio, il cagnolino potrebbe spezzare facilmente ossa molto grosse. Invece agisce con una dolcezza estrema, ed il malcapitato uccello si trova a terra in un batter d'occhio, e senza particolari scossoni. Cyberdog si siede ed osserva la creatura caduta dal cielo. Il Transformatron intanto cerca di stabilire un contatto con il volatile: una sorta di telepatia che aggira il linguaggio dei suoni e dei gesti. Dopo qualche tentativo, l'uccello riesce a rimettersi sulle zampe. Sembra più che altro stanco, ma di sicuro il suo fisico è minato da una malattia che tende ad estendersi. Cyberdog non disturberebbe Evolution con un problema che potrebbe essere risolto da un veterinario, ma la scansione mentale sta rivelando aspetti e situazioni a dir poco interessanti e gravi. Il pennuto rivela di essere stato improvvisamente colpito da un malore, mentre volava ad alta quota. Si trovava assieme a centinaia di uccelli del suo stormo, guidato dal più forte di tutti: l'indomito Graak. D'improvviso, una vibrazione nell'aria ha provocato disordine nella formazione altrimenti perfetta. Graak ha iniziato a lanciare ordini, chiamando i suoi vice, addetti alle estremità di destra e di sinistra. Tutti hanno fatto il possibile, battendo più velocemente le ali, ma il malessere ha iniziato a mietere le prime vittime. Per prime sono cadute le femmine in attesa di deporre le uova. I maschi hanno cercato di aiutarle, ma precipitavano troppo in fretta. Un massacro. Quindi forse quello che si trova davanti a Cyberdog è l'unico sopravvissuto di un grande stormo di migratori, colpiti da un fenomeno per nulla riconducibile alla Natura. Cyberdog deve recarsi urgentemente alla base di Evolution, portando con sé il volatile a cui ha salvato la vita. Non potendo trasportarlo per chilometri nelle fauci, il Transformatron estroflette alcuni tentacoli di metallo senziente, che avviluppano saldamente il pennuto. Lui lascia fare, avendo capito di essere nelle mani, o meglio nei tentacoli, di amici fidati, che lo aiuteranno a ritrovare ciò che resta del suo stormo. Cyberdog parte a gran velocità, verso l'edificio dove ha sede Evolution. I sensori sono all'opera, per calcolare il percorso ottimale, meglio di qualsiasi navigatore gps. Infatti Cyberdog ed il Transformatron si arrampicano su muri, sfruttando ogni minimo appiglio; poi i muscoli potenziati del super-cane gli consentono di saltare da un tetto all'altro. Giunti di fronte al loro obiettivo, Cyberdog inizia la scalata della parete dell'edificio. Ferox, di turno alla sorveglianza, lo vede arrivare, ed esce ad accoglierlo. L'incontro avviene a molti piani sopra la strada, ma i soggetti in gioco sono decisamente fuori dal comune. Cyberdog ha già incontrato la donna leopardo, ma prova nei suoi confronti ancora un sano timore. Il nero volatile, imbrigliato dal Transformatron, si preoccupa molto di più, e si chiede se quello strano quadrupede lo stia conducendo ad una fine certa, nelle fauci di quella formidabile bestia che cammina eretta. Poi Cyberdog entra nei locali della base di Evolution, e Ferox lo invita a narrare la sua storia. Il volatile, liberato dai tentacoli metallici, osserva con soggezione il grande locale. La narrazione di Cyberdog calamita l'attenzione della donna leopardo, che è molto sensibile alle tematiche ambientali. La mutante ha un rapporto strettissimo con madre Natura, rappresentando un suo riuscitissimo esperimento genetico. Cyberdog è felicissimo di essere riuscito a convincere Evolution ad aiutarlo, anche perché si tratta di agire in un'area geografica decisamente lontana dalla città che il super-cagnolino presidia. Ferox non è sola nella base, e l'arrivo di Dragonfire introduce nella vicenda una presenza terribile e fantasmagorica. Il pennuto ora è completamente congelato da quella manifestazione di forza estrema. Ma Dragonfire non impiega i suoi super-poteri ai danni degli inermi, bensì in loro difesa. Si rende subito disponibile ad accompagnare i visitatori alla ricerca degli eventuali sopravvissuti dello stormo del volatile che chiameremo Rokk. Dragonfire decolla, subito dopo l'alba, e vola grazie all'imbragatura tecnologica denominata dragoncraft. La sua grande energia diventa antigravità, grazie al genio dell'uomo bestia Kong. Sulle sue grandi spalle scagliose trovano un comodo appoggio il super-cane, con Transformatron annesso, e Rokk, che sperimenta un diverso modo di volare. Come abbiamo già avuto modo di evidenziare, il volatile ha avuto modo di comunicare dati ed impressioni a Cyberdog. Quattro esseri molto differenti collaborano ora in una missione che gli umani riterrebbero assurda, ma il drago, il cane, il volatile ed il simbionte elettromeccanico non perderebbero mai tempo a convincere alcun umano dei loro intenti. Dopo alcune ore di volo a velocità di ricognizione, Dragonfire giunge nella zona che tutti i sensori indicano come quella in cui lo stormo di Rokk è stato attaccato. Come prevedibile, nessun volatile abbattuto, vivo o morto, è visibile sulla superficie delle acque. Pesci ed altre creature marine attaccano e divorano qualunque fonte di cibo, per cui la speranza dei nostri eroi è che alcuni sopravvissuti siano riusciti ad evitare di cadere in mare. Resta tuttavia da accertare la causa della moria dei volatili, e Dragonfire gradirebbe mettere le zampe sugli autori di un tale scempio. Il drago può contare sulla collaborazione delle telepati del gruppo, Maga e Navigatrice, oltre che sui poteri psionici e magici del dottor Occulto. I tre mutanti, pur agendo da una distanza considerevole, accertano la presenza di attività umana ostile sotto la superficie marina. Più precisamente, trattasi di pirati, in possesso di armi non convenzionali. Dragonfire ritiene di avere trovato il degno bersaglio per la sua giusta ira, e, affidato il dragoncraft alle cure di Cyberdog, salta verso le sottostanti acque profonde. I rettili, in questo mondo e negli altri, hanno colonizzato le acque senza alcun problema. Le loro scaglie li proteggono adeguatamente, e la loro capacità respiratoria consente loro lunghe apnee. Il drago pesante settecento chili cade come una bomba di profondità, provocando uno spostamento d'aria ed un suono che suscita allarme nelle strumentazioni del sottomarino. I pirati si chiedono di cosa si tratti, ed il capitano, un vero pendaglio da forca, ordina l'immediata immersione. Purtroppo per loro, Dragonfire una volta colpita l'acqua la penetra con potenza immane; poi impatta con il metallo del sottomarino. Le possenti zampe del rettile extraterrestre strappano intere sezioni del natante, causando allagamenti interni. Per ora Dragonfire decide di non distruggere completamente sottomarino ed equipaggio. In fondo questo dovrebbe bastare come lezione, e le vite umane riservano per Dragonfire un certo valore. Il periscopio riesce ad inquadrare le fauci del drago, ed i suoi occhi terribili. I pirati immaginano di essere spacciati, specie quando il drago utilizza il sottomarino come base per spiccare un colossale balzo fuori dall'acqua, dove riprende possesso del dragoncraft. La sua spinta verso l'alto causa una reazione che non migliora di certo la navigabilità del mezzo, ma alla fine la marmaglia umana stabilizza le perdite di aria, e chiude le falle. Il sottomarino acciaccato si dirige verso il porto più vicino. Cosa passerà nella mente bacata dei pirati e del loro capo? Cercheranno la vendetta contro il formidabile Dragonfire? Il drago ed i suoi amici si allontanano in volo, pensando semmai alla possibilità di trovare vivo qualche pennuto dello stormo abbattuto. Il genio dell'uomo bestia Kong viene messo nuovamente alla prova, quando accerta una degenerazione nervosa ancora in atto nel loro amico volatile. Tuttavia la base di Evolution è provvista di quanto serve a contenere e far regredire quella strana sindrome. Kong, dopo un impegno durato alcune ore, dichiara Rokk fuori pericolo. Nel frattempo raccoglie dati molto utili, che gli consentiranno di individuare e quantificare l'energia letale impiegata per abbattere vigliaccamente lo stormo.

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