La piccola Liz, infettata mentre si trovava nella dimensione degli incubi, reca dentro di sé una bomba ad orologeria non convenzionale. Il dottor Occulto, capo di Evolution, si rende conto che la ferita infertale da un licantropo onirico ha sicuramente lo scopo di favorire i disegni nefandi degli incubi. Evolution veglierà si di lei. La soluzione ideale consisterebbe nell'isolare la bambina, ma per quanto tempo? Occulto non ha dubbi che la cura potrebbe risultare peggiore della malattia. Liz è quindi libera di frequentare gli altri esseri umani, bambini ed adulti. Evolution non esclude che la tossina psichica possa trasmettersi contemporaneamente a molteplici soggetti. Difficilmente però riuscirà a scatenare una reazione a catena, in grado di determinare un'epidemia. La tossina è pervenuta all'organismo della bambina grazie ad un graffio di artigli licantropici. Il contagio secondario invece avverrà tramite contatto fisico; quindi l'aggressore affronterà in uno scontro diretto gli anticorpi della presunta vittima. Questa previsione si rivela esatta, infatti alcuni compagni di classe di Liz subiscono l'infezione del parassita proveniente dal mondo degli incubi, ma il loro organismo reagisce come si trattasse di influenza. Dopo una settimana di febbri alte, il nemico viene circondato e distrutto da torme di anticorpi super-attivi e super-motivati. La crisi sembra rientrata, ma non è così. La tossina aveva infatti lo scopo di rendere le vittime vulnerabili agli attacchi notturni, durante il sonno. Mary, coetanea ed amica di Liz, è appena guarita da un malanno, che i medici hanno definito “influenza”. La mamma quindi comprende come mai la bambina si senta stanca, e desideri andare a dormire prima del solito. Durante la notte, si scatena l'attacco. Gli incubi lavorano sulle paure ataviche: quasi tutti gli umani temono i luoghi bui e stretti, pervasi da fruscii e strani suoni inquietanti. È facile collocare Mary su una collinetta circondata dalla nebbia. Non si capisce se sia mattino presto o se la notte stia calando. Di sicuro, ci sono fin troppe ombre, e tutte mostrano un'insana tendenza a muoversi senza apparente motivo. Mary sente freddo, ma questo calo di temperatura reca sconforto, penetrando in profondità molto più del freddo normale. Poi arrivano i mostriciattoli: brutti come quello che, nell'episodio precedente, ha avuto la sfortuna di imbattersi in Kong. Mary non ha la super-forza del possente uomo bestia di Evolution. Lei è una piccola umana, che non ha ricevuto alcun addestramento al combattimento corpo a corpo. I mostriciattoli le mettono le manacce addosso, e lei cerca di scappare. Purtroppo i suoi vestiti si impigliano in rovi che sono spuntati all'improvviso. Quella vegetazione maledetta la graffia, facendole talmente male da indurla a sospettare che le spine siano avvelenate. Sulla Terra, Mary si agita nel letto, ma non riesce ad emettere alcun suono utile a richiamare l'attenzione dei genitori. La bambina si sente abbandonata, e piange disperata. Gli incubi viceversa ridono, perché loro si divertono così. Mary, sollevata di peso, viene trasportata per una distanza che pare infinita. I mostri sono instancabili, sia in salita, che il discesa. Attraversano luoghi disabitati, popolati solo da rovine coperte da vegetazione che mostra colori malati: nessun verde, al massimo dei viola che ricordano fetidi cimiteri. Luigi, compagno di classe di Liz e di Mary, si avvede della presenza della bambina, e si chiede cosa ci faccia nel suo sogno. Sarebbe meglio chiamarlo incubo, e non è neppure corretto ritenere che Mary e Luigi stiano sognando. È più probabile che siano sognati da una terza persona. La Maga, che quella notte si trova di pattuglia nei pressi della casa di Liz, si muove senza produrre alcun rumore. I suoi poteri psionici la stanno avvisando che il cervello della bambina manifesta un'attività a dir poco anomala. I genitori di Liz stanno dormendo. Meglio così, riflette la Maga, che in caso contrario sarebbe stata costretta a sedarli, grazie alle sue facoltà mutanti. Una lieve pressione telecinetica e la serratura della porta esterna scatta. La Maga entra nella casa di Liz, e si dirige verso la camera della bambina. Sul letto, c'è un gatto, che spaventato fugge via. La mutante si avvicina alla bimba dormiente; la sua sonda mentale inizia a scrutarla in profondità. Attraverso Liz, la Maga vede ciò che avviene nella dimensione degli incubi. Nota come questa volta siano stati aggrediti due suoi compagni di classe, ma non lei. Luigi e Mary sono vittime di una dilatazione temporale: a loro pare di essere stati catturati giorni or sono. Invece sulla Terra in tempo trascorre molto più lentamente. La Maga deduce che, grazie allo sfalsamento, gli incubi potrebbero produrre molti danni in una sola notte. Qualora non si intervenisse durante la fase del sogno, potrebbero anche non risvegliarsi. Intanto il gatto che dormiva sul letto di Liz è schizzato all'aperto. Annusa l'aria della notte, percepisce una vasta gamma di suoni, e pare intenzionato a conquistare il mondo. Nessun gatto normale coltiverebbe pensieri di conquista, rivolti ad un pianeta infestato dagli umani. Ma questo gatto non è più normale, perché è posseduto da un incubo! I piccoli felini che vivono nelle nostre case hanno perso parte della sensibilità dei loro simili, che vivono randagi. E sono proprio loro, i randagi, a fiutare qualcosa che non va. Il gatto posseduto corre velocissimo, perché l'incubo che lo ha invaso non si rende conto che così facendo il suo cuore potrebbe cedere. Ma gli incubi non hanno un cuore, né dal punto di vista sentimentale, né da quello fisiologico. Occhi acutissimi lo scrutano dalla cima di un tetto. Poi la donna leopardo di Evolution si mette in caccia. Quello strano gatto frattanto rischia due o tre volte di essere investito dalle auto in transito. Ferox non ha bisogno della telepatia della collega Maga per capire che in quel piccolo quadrupede c'è qualcosa che non funziona. Lui non la sente arrivare, come non sente arrivare l'autoarticolato che potrebbe spiaccicarlo sul selciato. Ferox lo afferra con una delle sue agilissime mani (o zampe) artigliate, strappandolo alla morte. Saltare da un balcone all'altro non è un problema per la donna leopardo; neppure adesso che ha una mano impegnata. In pochi minuti, Ferox è salita sul tetto di un palazzo di una decina di piani. Adesso però vuole capire cosa ci sia di strano in quel gatto, e lui glielo dirà! L'incubo che ha preso possesso di quel corpo, piccolo, scattante e peloso, pensava fosse una buona idea. Ora però, attorno a lui, sono assiepati altri gatti, che paiono dipendere gerarchicamente da quella strana donna coperta da una pelliccia leopardata. Osservando meglio, si nota che la pelliccia di Ferox è prodotta dal suo corpo, non sovrapposta. Uno dei gatti si rivolge a quel suo simile particolarmente stravagante, invitandolo a raccontare di sé. L'incubo si accorge che la mente, che prima coordinava quel corpo, si sforza di riprenderne il controllo. L'invasore proveniente da oltre il sogno non ha idea di cosa gli stia chiedendo quel miagoloso quadrupede, che lo guarda come se fosse in grado di scorgere in lui la consapevolezza soggiogata. Ferox, per quanto sia famosa per i suoi metodi sbrigativi e sanguinari, non intende però recare danni fisici al gatto. La donna leopardo ritiene pertanto che quello sia un lavoro per Cyberdog. Il cagnolino terrestre ed il suo simbionte cibernetico extraterrestre Transformatron formano un duo sempre più affiatato. Lo sono al punto che sembrano un essere unico. Il cagnolino non è tanto più grande del gatto di Liz, ma dispone di armi inimmaginabili. Ma il suo intento non è minacciare e men che meno uccidere. Da Cyberdog spuntano due sottili antenne di metallo vivente, duro come il titanio. Il gatto di Liz cerca di sottrarsi al contatto, ma il mugolio agghiacciante di Ferox lo convince a non muoversi ed a collaborare. Le antenne toccano delicatamente la testolina del micio, che a questo punto non può più muoversi, a prescindere dalla presenza e dalle minacce della donna leopardo. Il Transformatron sta inviando invincibili comandi al sistema nervoso centrale dell'animaletto. L'esame dura pochi secondi, che mettono a dura prova il parassita giunto da un'altra dimensione. Poi Cyberdog procede con il suo esorcismo iper-tecnologico. Come se avesse a che fare con un cervello elettronico, Transformatron ripristina le impostazioni originarie. Il parassita, un incubo abituato a spaventare bambini e bambine con apparizioni a volte anche ridicole, subisce un'estromissione forzata dal cervello e dal sistema nervoso del gatto di Liz. Né Ferox, né Cyberdog e neppure i gatti presenti vedono il corpo astrale dell'incubo, scagliato brutalmente lontano dal corpo indebitamente occupato. Urla il suo disappunto, ma nessuno lo sente o ci fa caso. Non gli resta altro da fare che tuffarsi in una pozza d'ombra, sperando che lo conduca alla dimensione dell'incubo. Luigi e Mary stanno soffrendo a causa della loro amicizia nei confronti di Liz. Liz ovviamente non ne ha colpa, ma il sogno è il suo, anzi potremmo definirlo incubo. Ogni minuto che trascorrono in quella dimensione distrugge una parte dei loro ricordi, come se ogni nuovo evento si sovrascrivesse su quelli vissuti e memorizzati. Il dottor Occulto pensa a chi mandare nella dimensione dell'incubo, in soccorso dei due bambini. Fulminatore sarebbe in grado di sconfiggere qualunque mostriciattolo, impiegando le sue scariche potentissime. Il mutante elettrico si trova però impegnato a contrastare due sciocchi rapinatori di supermercati. I due teppisti si fermano, quando Fulminatore lascia scorrere da una mano all'altra i suoi crepitanti lampi blu. Persino loro si rendono conto della facilità con la quale potrebbe inchiodarli dove si trovano. Dapprima abbassano le pistole; poi però all'improvviso scappano fuori dall'esercizio commerciale. Fulminatore in quel momento riceve la chiamata del dottor Occulto, e perde il tempo. Non si azzarda più a scoccare i suoi lampi, che potrebbero inavvertitamente friggere qualche passante. Mentre anche lui esce sulla strada, assiste ad una tragica conclusione di quella stupida bravata. I due rapinatori sono stati intercettati da due poliziotti, che hanno intimato loro l'alt. Fieri di se stessi, per essere appena riusciti a sfuggire ad un mutante del super-gruppo Evolution, i rapinatori impugnano le pistole, puntandole contro i poliziotti. La carriera criminale dei due stupidotti si conclude così nel sangue, giacché i poliziotti accorsi sul posto erano più di due, e li tenevano già sotto mira delle loro pistole. Fulminatore relaziona in tal senso al dottor Occulto, che osserva telepaticamente l'evolversi degli eventi. Il mutante elettrico è costretto a fermarsi in loco, per riferire alla polizia ciò che ha visto. L'episodio è durato pochi minuti sulla Terra, ma presumibilmente nella dimensione dell'incubo sono passate ore e forse giorni. Kong potrebbe intervenire sollecitamente, ma il drago di Evolution desidera fortemente poter menare le mani, ed anche la coda. Kong sorride, pensando a come reagiranno gli incubi; poi torna al suo lavoro, in uno dei laboratori della base di Evolution. Il dottor Occulto invita Dragonfire a sedersi nell'apposita poltrona, strutturata per ospitare un colosso alto tre metri, pesante settecento chili, nonché munito di una coda possente. L'alieno chiude i suoi occhi sulla Terra, e li riapre nella dimensione dell'incubo, all'interno del sogno di Liz. I mostricattoli giungono finalmente ad un oscuro maniero, che i bambini immaginano abitato da vampiri e lupi mannari. Il ponte levatoio cigola e si abbatte sul terreno reso duro dal gelo. Mary e Luigi strillano e chiedono di poter tornare a casa, ma non riescono a smuovere i loschi figuri che li hanno sequestrati. Ogni grande sala del castello è più lugubre della precedente; l'ultima, la più grande, è satura del peggio che gli incubi siano riusciti a mettere assieme. Un trono in pietra, illuminato dalle fiamme di torce, si presenta vuoto. Poi improvvisamente assiso su di esso i due bambini vedono un incappucciato, che pare sia sbucato dal nulla. Sebbene nella grande sala regnino tenebre e nebbie, i bambini notano con raccapriccio che le mani dell'incappucciato sono scheletriche, e così anche il volto, o almeno la parte visibile. La scenografia dell'incubo ha ormai raggiunto l'apice, ed i bambini non osano neppure più gridare e piangere. Il terrore li inchioda sul gelido pavimento. La formidabile coda di Dragonfire percuote una gigantesca porta, che gli impedisce l'accesso nella sala. È il turno dell'incappucciato di provare sorpresa ed allarme. Si alza proprio mentre la porta esplode verso l'interno della sala. Ed il drago appare il tutta la sua gloria. Si guarda attorno quasi deluso, come se si aspettasse qualcosa di meglio studiato e costruito. Poi gli omuncoli lo assalgono da tutte le direzioni, snudando denti ed artigli. Dragonfire allarga con forza irresistibile le braccia verso l'esterno, e gli omuncoli volano via come se il loro peso fosse vicino allo zero. I suoi pugni colossali si abbattono quindi sul pavimento di pietra, frantumando grandi lastre. I muri stessi iniziano a tremare. A questo punto, sulla Terra, la Maga termina il suo incantesimo di dissoluzione, e Liz si sveglia. Mary e Luigi, suoi compagni di scuola iniziano a scomparire dal reame degli incubi. Dragonfire li solleva come fuscelli, ed inizia con loro il viaggio di ritorno. Al drago non interessa minimamente cosa stia succedendo al maniero ed all'incappucciato. Non dovessero avere imparato la lezione, tornerà per infliggere loro una distruzione ancora più duratura. I bambini si destano dall'incubo, ognuno nel proprio letto, con ancora negli occhi l'impresa di Dragonfire.
domenica 30 gennaio 2011
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