domenica 16 gennaio 2011

PIRATI SOTTOMARINI_libro 3°_117° episodio

A bordo del sommergibile la paura lascia il posto alla rabbia. Il capitano Balorr e la sua ciurma adesso gridano e sfidano il drago di Evolution. Sanno benissimo che lui se ne è andato, e se tornasse si butterebbero in mare piuttosto che affrontarlo nuovamente. Eppure il loro ego malvagio pretende uno sfogo immediato, poiché il colosso extraterrestre li ha umiliati facilmente, ed avrebbe potuto affondare la loro “invincibile” nave. Balorr, che è il degno capobranco di quei caproni idrofobi, strabuzza gli occhi, e sbava come un cane pazzo. I suoi uomini, pendagli da forca come lui, vogliono sentirgli dire che presto si vendicheranno. Che verseranno il maledetto sangue verde del drago, che distruggeranno la leggenda vivente. Solo i pesci notano quei muggiti e quei ragli, provenienti da gole che dovrebbero essere umane. I pesci però dopo un po' tornano alle loro faccende: cosa interessa loro dei pazzi bipedi terricoli? Balorr sta cercando di farsi venire un'idea, pressato da denti, artigli e coltelli sguainati. Non è un genio del male, come vorrebbe; la sua è più una furbizia da topo di fogna. È veloce nell'affondare la lama, quando l'avversario non guarda; poi gli piace vederlo annegare nel suo stesso sangue. Ora però quel lumicino, che gli si è acceso al fondo di quella caverna vuota che chiama cervello, deve essere rinfocolato. Molla un grosso pugno in faccia ad uno dei suoi sgherri immondi, e lui quasi lo ringrazia, mentre sputa sangue ed anche un dente mezzo marcio. La tensione si allenta, nel sottomarino che puzza di fumo, sudore, odio e letame umano. I benpensanti, che sostengono che ogni criminale sia recuperabile, dovrebbero dare un'occhiata a questa feccia rivoltante. Gli stupidi ometti con occhialini e calvizie durerebbero tre secondi, in mezzo ai degenerati agli ordini del capitano Balorr. L'equipaggio di quel sottomarino, i maledetti pirati che hanno abbattuto lo stormo del prode Graak, convincerebbero quasi chiunque della necessità di mantenere la pena di morte tra le pene comminabili ai delinquenti incalliti. Balorr pare improvvisamente risplendere di luce propria, e sorprende l'intera sua marmaglia. Gli è venuta un'idea! Adoperare contro Dragonfire la super-arma, che è stata affidata affinché la collaudassero. Balorr ricorda molto bene di essere stato avvicinato da un tizio dal fare misterioso. Come avesse saputo di lui, dove e come trovarlo, rimane un mistero. Fatto sta che lo strano tizio offrì svariati milioni in valuta pregiata, per sperimentare su forme viventi, un'arma dichiaratamente mortale. Balorr è una maledetta bestia in vesti d'uomo; è privo di ogni morale, come si confà ad un vero pirata! Il tizio lo sapeva, quando gli affidò il micidiale aggeggio. Potrebbe però addirittura pagare di più, se l'arma dovesse abbattere ed uccidere il maledetto Dragonfire. Ci sarebbero altre implicazioni e troppe sottigliezze. In fondo questo Balorr, pur essendo un vero topo di fogna (di quelli grossi), non perde tempo in chiacchiere. Al suo ordine, il sottomarino pirata punta verso terra. L'intenzione del pirata è di risalire il fiume, per portarsi a distanza di tiro utile dalla base di Evolution. Il dottor Occulto ed i suoi discepoli non hanno mai inteso nascondere la base di Evolution. Tutti sanno dove si trova, perché i mutanti ed il drago extraterrestre non hanno alcun bisogno di nascondersi. Che i nemici attacchino pure, di giorno o di notte; Evolution li sconfiggerà, rimandandoli a casa con le ossa rotte, e la coda tra le gambe. Il fiume che attraversa la metropoli, dove sorge il palazzo che ospita la base di Evolution, è perfettamente navigabile. Amministratori lungimiranti hanno infatti ritenuto vitale il trasporto di merci e persone anche lungo il grande fiume. Dalla base di Evolution si vede il suo placido scorrere, ma non si nota il periscopio che spunta dall'acqua. Il capitano Balorr non può sparare con la sua super-arma, se prima non emerge. Inoltre il pirata non è sicuro che il raggio letale possa manifestare il suo massimo potere a quella distanza. Quando spararono contro lo stormo inerme, il sottomarino era emerso, e gli uccelli lo stavano sorvolando a quota sufficientemente bassa. Bisognerà stazionare a quota periscopica, tenendo d'occhio il bersaglio. Forse, pensa Balorr, qualche demone ci aiuterà in qualche modo. La ciurma attiva pertanto turni di sorveglianza periscopica, ventiquattro ore su ventiquattro. Evolution non sa di essere osservata, ma francamente sospetta che non un solo criminale, ma molti, aspettino il momento buono per attaccare briga. Quello che Balorr non sa, essendo una povera bestia assurda, è che il capo di Evolution è il più potente telepate del pianeta. Come se non bastasse, la Maga e Navigatrice, mutanti sue allieve, intessono continue trame psioniche attorno alla loro base, per un raggio di diversi chilometri. In questa occasione sono però i gatti ad accorgersi per primi della stranezza, rappresentata da quello strano pesce metallico. I gatti della città, amici e confidenti della donna leopardo Ferox, si muovono secondo i loro ritmi imperscrutabili. Parlano tra loro, con gesti e suoni che gli umani non capiscono e non capiranno mai. I gatti si sono dati appuntamento al fiume. Si siedono tranquilli, come se si trovassero lì per caso. Tre o quattro miciotti, di colore diverso, disposti attorno al loro capo, rispettando la gerarchia del clan. Scende la notte, ed i gatti rimangono in paziente attesa. Il sottomarino si azzarda ad emergere, ritenendo che nessuno possa accorgersene. Grande errore: nessun umano, forse; ma occhi in grado di perforare le tenebre non si perdono la scena. Questi pirati, come tutti i loro simili, non brillano per disciplina ed autocontrollo. In uno scontro diretto con truppe scelte lascerebbero sul terreno tutte le loro inutili pellacce. Pirati e terroristi sono predatori di inermi, non guerrieri; tutt'altro. La loro natura, che nega ogni legge scritta, riconosce necessariamente la legge della forza. Una squadra di incursori specializzati avrebbe rispettato la consegna del silenzio; la marmaglia in questione no. Il loro capo dovrebbe passare il suo tempo a percuotere quei testoni vuoti e pidocchiosi. Solo così eviterebbe comportamenti controproducenti e pericolosi. Ad esempio: un lercio individuo, che si fa chiamare Sgozzatore, è salito sul ponte del sottomarino, e si erge in tutta la sua altezza, come se fosse sul ponte di uno yacht. Qualcuno, meno ubriaco e drogato di lui, cerca di contenere un'esuberanza che potrebbe metterli tutti nei guai. Sono a bordo di un sottomarino pirata, al centro di un fiume, in piena metropoli; per di più a breve distanza dalla base di Evolution. Ma Sgozzatore è un pazzo, ed anzi minaccia di morte tutti quelli che lo invitano a desistere. Sale a bordo di un canotto, poi rema verso la riva del fiume. Ha deciso di avere il diritto di scendere a terra; vuole una donna, da convincere con le buone o con le cattive a soddisfare la sua lussuria. Si immagina grosso, tatuato e cattivo, mentre sottomette una povera donnina piangente, che lo implora di lasciarla vivere. Lei cederebbe a qualunque violenza, pur di tornare a casa dai suoi figli. Lui, lo Sgozzatore, glielo lascerà credere. Otterrà ciò che vuole, somministrandole tutto il dolore possibile, poi la ucciderà. Felini a quattro zampe si spostano senza produrre alcun suono rilevabile da orecchio umano. Ma non sono allarmati per lo sbarco di quel pezzo di mota; sono onorati che la loro regina sia scesa tra loro. Ferox, la donna leopardo di Evolution, è bellissima sia per i gatti che per gli umani. È altresì pericolosissima, ma non certo per i suoi piccoli e simpatici fan. Loro studiano ogni suo movimento liquido e possente. Sanno che per lei quel pagliaccio umano è già carne morta. Per loro, per i gatti, è assolutamente normale ed inevitabile che Ferox sia scesa in caccia. Chiaramente quegli sciocchi, pesanti e puzzolenti umani sono pervenuti in mezzo al fiume per nuocere a Ferox ed ai suoi amici. I gatti sanno anche degli amici di Ferox. Sanno dell'uomo bestia, alto, grosso, peloso e potente, eppure genuino come Ferox. Sanno della mutante Maga, il cui sguardo scruta oltre le tenebre che pervadono anche la luce del giorno. I gatti vedono cose che farebbero impazzire gli umani; queste cose però non fanno impazzire né Ferox, né i suoi amici. Di Fulminatore i gatti hanno un po' paura, perché sembra padroneggiare forze in grado di annientare facilmente ogni forma di vita mortale. Infine c'è il drago; i gatti hanno riportato e narrato molte leggende sul suo conto. Lui è semplicemente fuori scala e fuori misura: non esiste un termine di paragone: è semplicemente Dragonfire. Come potrebbero esseri tanto potenti temere una ciurma di fetidi assassini vigliacchi? Ferox potrebbe prendere la vita di Sgozzatore in qualsiasi momento. Gli si avvicina da dietro, poi scivola via. E Sgozzatore incomincia a sentire strani brividi lungo la schiena. Ferox decide di lasciare a lui la prima mossa. Ferox sta giocando al gatto con il topo, ma questo topo puzza più del dovuto. Sgozzatore vuole dimostrare a se stesso di non essere un bambino che ha paura del buio. Uscito da un vicolo, si guarda indietro nervosamente, e scorge solo un gatto, che cammina in lontananza. Lui odia i gatti, e quanto prima si ripromette di mangiarsene due o tre arrosto. Possibilmente giovani ed inermi, di quelli che vorrebbero solo essere coccolati. Invece lui li sgozzerà, e si cospargerà del loro sangue caldo. Forse Ferox percepisce i pensieri dello Sgozzatore, perché inizia ad emettere il suo brontolio di morte imminente. Lui, la feccia, accelera il passo, per portarsi in una zona della città dove poter assalire una donnina inerme. Crede di non essere seguito, ma si sbaglia. La donna leopardo è capace di mimetizzarsi anche nella mezza luce, come i grandi felini delle foreste. Sgozzatore adocchia finalmente la sua preda: una donna che cammina svelta lungo il viale. La donna scorge il tipo, che le viene incontro, ma, non essendo dotata di una percezione subliminale, non lo correla ad alcun pericolo. Si sbaglia, poiché il pirata la lascia passare solo per balzarle addosso da dietro. La strada è deserta, e Sgozzatore chiude la bocca alla sua vittima, con la sua manaccia unta. Ora le ride in faccia, inondandola del fetore delle schifezze di cui si ciba. Lei è disgustata, oltre che spaventata. In questo istante di massimo trionfo, Sgozzatore sente il respiro della morte a pochi centimetri dal suo orecchio. Ferox emette il suo mugolio ferale, ed un terrore atavico congela tutte le articolazioni del pirata. Facendosi forza, si volta, solo per trovarsi di fronte la mutante felina di Evolution. I suoi artigli estroflessi agognano di bagnarsi nel sangue dell'empio figuro. Lui, terrorizzato a morte, estrae un lungo coltello, e Ferox lo lascia fare. Poi però il pirata commette l'errore di puntarlo alla gola della donna inerme; sicuro di potere in tal modo contrattare la propria incolumità. Sgozzatore non si accorge neppure della mossa di Ferox, che lo salta da fermo, ruota durante il salto, e lo colpisce,con gli artigli di entrambe le mani prima ancora di toccare terra. La mano che regge il coltellaccio non ha più forza, perché la vita gli sfugge inarrestabile, assieme al sangue che sgorga dalle tremende ferite che già gli si aprono sulla schiena. Strabuzza gli occhi, vorrebbe dire qualcosa di furbo, o di stupido, o di spiritoso, ma si limita a morire. Il capitano Balorr ha scoperto che Sgozzatore è sceso a terra, ma non sa che il fetido pirata è presumibilmente in viaggio per l'inferno. Balorr impugna la super-arma che doveva testare, ed esce anche lui sul ponte del sottomarino. Pensa che, per concludere la faccenda, dovrà seguire l'esempio di quel caprone di Sgozzatore. Un secondo canotto si stacca dal sottomarino, e giunge sulla sponda del fiume. Balorr pensa che, se Dragonfire osasse comparirgli davanti, lo distruggerebbe con un raggio alla massima potenza. Molti dicono che a volte ci viene concesso ciò che abbiamo chiesto nelle preghiere; ma quel che otteniamo è più di ciò che possiamo masticare. Dragonfire si erge improvvisamente di fronte a Balorr, in tutta la sua altezza di tre metri, con tutta la sua massa di settecento chili. Sulla spalla del colosso verde, un uccellaccio guarda con sguardo maligno il pirata. Balorr scapperebbe veloce come un lampo, ma non ha questo potere. Ma si ricorda delle sue stesse vanterie, e si ricorda anche di avere in pugno una super-arma. Così punta il fucilone avveniristico e spara a piena potenza, centrando in pieno il petto di Dragonfire. Energie fatte per distruggere i sistemi nervosi di volatili e bipedi terrestri tentano di penetrare le scaglie del colosso extraterrestre. Radiazioni mortali per ogni forma di vita terrestre cercano di fare impazzire il sistema immunitario di Dragonfire, ma il drago attinge la sua super-forza dal cosmo stesso, e non cadrà vittima della pazzia umana. Infine il fucile spararaggi si surriscalda e cessa di funzionare, ma il drago rimane in piedi, invincibile. Balorr, il capo dei pirati, è semplicemente atterrito. Di certo non è preparato alla furia alata che cala dal cielo, strappandogli ambedue gli occhi, con due possenti colpi di becco. Rokk ha così vendicato il prode Graak, e l'intero stormo abbattuto dal cane umano, che ora si rotola urlante nella polvere e nel suo stesso sangue immondo. Balorr è accecato e sconfitto oltre ogni misura, ma è pure pazzo, per cui punta nuovamente l'arma a raggi nella direzione dove ritiene si trovi Dragonfire. Il drago di Evolution afferra allora, con una zampa possente, la canna dell'arma letale, impedendo all'energia di fuoriuscire. La deflagrazione provoca un globo di fuoco verde, che consuma Balorr tra atroci patimenti. Rokk ha preso il volo, ed osserva allarmato, temendo che Dragonfire sia rimasto ferito. Ma il gigante verde ha già dimostrato di non temere quel tipo di energia, e lo conferma, uscendo indenne, sebbene leggermente fumante, da quel piccolo e sopravvalutato inferno terrestre.

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