domenica 23 gennaio 2011

LA PICCOLA LIZ E GLI INCUBI_libro 4°_118° episodio

Siamo abituati a pensare che ad una data ora del giorno inizi la sera, poi la notte, poi ancora il mattino. Il fatto che sulla Terra tutte le ore del giorno e della notte coesistono e si susseguono. Se da una parte del pianeta è notte, dall'altra e giorno, con tutte le sfumature intermedie. Questo significa che da qualche parte c'è sempre la notte. C'è anche il giorno propriamente detto (il dì), ma è la notte che da tempo immemorabile ci ispira timore; le tenebre, non la luce. L'oscurità si muove come una grossa chiazza, e ruota sulla faccia del pianeta, inglobando e successivamente liberando le nostre città, le nostre case e tutti noi. La notte porta consiglio, ma solo se si dorme in un letto. Se viceversa capita di non avere una casa, la notte reca con sé incubi che possono essere tremendi. Quante volte ci è parso di scorgere cose che, nelle tenebre, scivolano via, ai margini della nostra visione periferica. Forse quelle cose non vogliono farsi vedere da noi, perché hanno paura. Oppure più probabilmente siamo degli illusi, e quelle “cose” si burlano di noi. Ci fanno intuire la loro presenza quando siamo ancora svegli, per assalirci con tutta la loro virulenza quando dormiamo. Quasi tutti i bambini hanno paura del buio, immaginando che in esso si celino mostri senza forma, o con tutte le forme più orrende, in perenne e maligno mutamento. Molti bambini richiamano l'attenzione dei genitori su ombre che non dovrebbero stare lì. Ed i genitori, scocciati e saputelli, prendono in giro i loro bimbi, lasciandoli in balia di demoni che vorrebbero varcare la barriera tra le dimensioni, ma non possono. I demoni dell'incubo allora si accontentano di plasmare le tenebre terrestri, cosicché i bambini inizino a temere l'oscurità. Queste entità maledette ritengono che prima o poi sarà loro consentito invadere la Terra, o meglio tornare su questo mondo, che un tempo era sotto il loro controllo. Poi i bambini crescono, dimenticando le ombre che sussurravano loro da sotto il letto e da dentro l'armadio. Gli adolescenti scordano (cioè allontanano dal cuore) i mostri notturni, ma i mostri non dimenticano le loro antiche vittime. Ci hanno instillato una sorta di virus a tempo, che dorme dentro di noi, riservandoci brutte sorprese quando meno ce lo aspettiamo. Ecco gli attacchi di panico, l'ira immotivata, la violenza assurda, l'irrazionalità dell'uomo delle caverne. I nostri antenati dormivano nelle grotte, accanto ad un fuoco che rimaneva acceso tutta la notte. Come mai? Per tenere lontane le belve? Anche, ma principalmente perché il fuoco lacera le tenebre, specie con il suo calore. Il fuoco è contemporaneamente la vita e la morte, ed anche le tenebre lo temono. Oggi giorno quelli che vivono nella dimensione dell'incubo sanno che sulla Terra vive Dragonfire: un possente drago extraterrestre, alto tre metri e pesante settecento chili. Dragonfire non è solo fortissimo, ma detiene il potere della fiamma cosmica, e nessuno sulla Terra può dirgli di no! Proprio adesso Dragonfire si trova nei pressi di un incendio. Lui, il super-eroe più potente del pianeta. Nessuno meglio di lui potrebbe risolvere il problema, e salvare le vite che non sono ancora state divorate. Infatti il drago avanza a grandi passi, entrando nell'edificio. Il calore avrebbe già ucciso qualsiasi umano. Forse qualche mutante potrebbe sopravvivere, ma Dragonfire si trova nel suo elemento. Le porte sono troppo piccole e strette per lui, che non perde tempo, e sfonda i muri come fossero di cartone. Materiale infiammato gli cade addosso, senza turbarlo minimamente. Le sue scaglie verdi lo proteggono facilmente da quelle poche centinaia di gradi. Il fumo, che accecherebbe occhi umani ed animali, ostacola la sua visuale, ma i suoi occhi non lacrimano neppure. Dragonfire percepisce le urla soffocate delle persone che è venuto a salvare. Le sue gigantesche mani (o qualcuno direbbe zampe) scostano e scagliano lontano travi in fiamme, mobili, tende e pareti. La mamma con i due figli scorge il colosso che si erge tra le fiamme. Ovviamente riconosce Dragonfire, ma un brivido le percorre la schiena, nonostante la temperatura spaventosa. Il drago raccoglie letteralmente l'adulta ed i bambini. Poi esce all'aperto con un balzo colossale. La donna però attira la sua attenzione, cercando di spiegargli che nella casa in fiamme si trova ancora un'altra delle sue figlie. La donna ha la gola secca, e la sua voce è un sussurro; Dragonfire comprende ugualmente e torna dentro. L'edificio sta crollando, ma l'alieno teme solo per la piccola umana, che non è protetta da alcuna armatura. Finanche Dragonfire è in difficoltà, perché le fiamme ruggiscono irritate per la sua presenza invulnerabile. Potrebbe insegnare loro chi è il più forte, ma prima deve cercare e sperare. Navigatrice, la mutante di Evolution in grado di individuare il percorso migliore, in qualunque caos o inferno, contatta mentalmente il super-eroe verde. Navigatrice ha appena avvertito un lieve richiamo telepatico, proveniente dalla bambina. La Maga, telepate allieva del dottor Occulto, unisce i suoi poteri a quelli di Navigatrice, fornendo a Dragonfire le coordinate che cerca. A pochi istanti da una morte terribile, la piccola Liz sviene. Il fuoco viene sostituito dalle tenebre, e le tenebre sussurrano. Poi percepisce dei lampi in avvicinamento, finché una luce calda e bianca si afferma. Liz non sa che entrare in quel tunnel significa iniziare a morire. Il suo corpo astrale tende a distaccarsi dal corpo, ed il dolore cessa di colpo. È investita da un'ondata di benessere. Poi improvvisamente si sveglia, ed il drago le sorride, così come sorridono i draghi. Esseri della dimensione dell'incubo osservano quel che avviene sulla Terra, e tessono una trama che qualcuno definirebbe diabolica. Dragonfire ha tuttavia una questione in sospeso, ed entra nuovamente nell'edificio in fiamme. Per gli umani che osservano, il drago di Evolution è sicuramente impazzito. I suoi amici mutanti invece sanno cosa sta per accadere. In particolare, il dottor Occulto, capo di Evolution, ha ben chiaro il quadro della situazione. Per il drago alieno, quell'incendio, come tutti gli incendi di una certa proporzione, è senziente, o almeno semisenziente. Dragonfire prima non poteva scatenare i suoi super-poteri, perché avrebbe ucciso Liz, i fratellini e la mamma. L'incendio pare intenzionato ad estendersi al altri edifici. I vigili del fuoco sanno riconoscere una “bestia” quando la incontrano; e questa fa veramente paura. Dragonfire è assalito dalle fiamme maligne, che fanno il loro peggio; ma il loro peggio non basta a fare del male al drago. Lui allarga le braccia per riunirle con forza superlativa; le due gigantesche mani impattano con uno spostamento d'aria che mette in seria difficoltà l'incendio. Ma la “bestia” si riprende, ed allora Dragonfire emette la sua super-fiamma, scaricandola verso l'alto. Distrugge ciò che c'è ancora da distruggere, dalle fondamenta al tetto. Quando si dice combattere il fuoco con il fuoco: la qualità della super-fiamma è tale che assimila e divora la fiamma terrestre. I telepati presenti e sintonizzati avvertono il grido di morte della “bestia”, che implode. L'incendio cessa magicamente di esistere, per opera del drago alieno di Evolution. Nella dimensione dell'incubo, mostri nebolosi, la cui parvenza muta di continuo alla ricerca dell'orrore supremo, si riuniscono in conclave. Quando Dragonfire ha afferrato Liz le ha in qualche modo trasmesso una piccola frazione della sua energia aliena. Dragonfire aveva in precedenza salvato la mamma ed i fratellini di Liz, ma nessuno di loro può essere considerato un mutante. Forse neppure Liz; o meglio: finora è stata una bambina quasi normale. Da adesso in avanti, grazie all'imprinting involontario del drago, Liz può servire come punto di riferimento per i mostri della dimensione degli incubi. La famigliola viene ospitata provvisoriamente in un alloggio di fortuna, dato che casa loro non esiste più. Non è facile dormire in quelle condizioni, sapendosi precari in casa d'altri. Ma mamma e figli hanno sonno, ed alla fine il suo richiamo è troppo forte per qualsiasi questione terrena. Tutti sprofondano nel reame ovattato, che dovrebbe consentire a tutti i viventi di rigenerarsi e scaricare le tossine accumulate durante il giorno. Liz tuttavia sprofonda ancora più profondamente del solito nel reame del sogno, fino a giungere alle soglie della dimensione degli incubi. La piccola entra in un bosco di piccoli alberi distanziati; nulla di spaventoso. Ma improvvisamente gli alberi crescono enormemente, fino a cancellare la luce del sole con le loro fronde. I tronchi sono nodosi, e paiono provvisti di bocche con denti pericolosi. Occhi che compaiono all'improvviso la spiano e la spaventano. Da lontano giunge un ululato spaventoso, che induce la piccola a scappare. Sulla Terra, la piccola si agita, ma non può svegliarsi; non ha ancora imparato a farlo sfruttando la sua forza di volontà. Una specie di lupo mostruoso le compare davanti, e balza su di lei. Liz inciampa in una radice, ed in mostro non riesce a metterle addosso le sue grinfie. La piccola si sente sola e disperata, ma il dottor Occulto, fondatore e capo di Evolution, ha percepito il pericolo, e le ha mandato un aiuto più che valido. Il maledetto lupo è in realtà un licantropo, che cammina a due o a quattro zampe. Convinto di essere troppo forte per qualsiasi umano, grida e ghigna pesantemente. Un mugolio di sfida giunge in risposta da oltre gli alberi, rivelando una presenza che non dovrebbe esserci. Il licantropo-incubo si guarda in giro freneticamente. Dovrebbe in teoria giocare in casa, ma questo vale solo nel caso in cui fronteggi normali esseri umani, o piccoli mutanti privi di addestramento. Ferox attacca con una frazione di secondo di ritardo. È molto strano per lei, ma occorre tener conto che la donna leopardo è stata inviata nel sogno di Liz in forma astrale. Il corpo fisico di Ferox dorme nella base di Evolution, vegliato dalla Maga. Il maledetto incubo in forma lupesca riesce quindi a ferire lievemente Liz, inoculandole una sorta di tossina psichica. Il licantropo apre la boccaccia piena di denti gialli e gocciolanti; poi ride, con un suono che ricorda più che altro il raglio di un asino. Liz rileva questa stranezza, facendo poco caso alla ferita ricevuta. Ferox invece è già balzata in alto ed in avanti. I suoi artigli sono estroflessi al massimo, e lei desidera quanto mai fare del male al suo avversario. Gli incubi di solito valgono poco nei combattimenti diretti. Più che altro sono bravi a spaventare i bimbetti. La furia felina lo investe con una forza impressionante. Gli artigli della donna leopardo strappano la pelliccia del lupo, ed anche i muscoli, i nervi ed i vasi sanguigni. L'incubo improvvisamente avverte un dolore forse mai registrato prima. Prova a reagire, ma perde troppo sangue, e la vita defluisce dal suo corpo. A questo punto, non gli resta altro da fare che dissolvere del tutto quell'ammasso di finzione, prima che il dolore lo faccia impazzire. Ferox è frustrata, perché il suo nemico ha abbandonato la lotta dopo pochi secondi. E a lei ne sarebbero bastati altrettanti per staccargli la testa e strappargli la spina dorsale. Liz osserva la sua salvatrice, non provando alcun orrore per la scena truculenta che ha appena sognato. Adesso Liz si ricorda di essersi addormentata, e si prepara a tornare sulla Terra. Il dottor Occulto in persona verifica, dal piano astrale, che il risveglio della bambina avvenga in maniera poco traumatica. Liz avverte un lieve dolore, e controlla: la ferita ricevuta in sogno è impressa nelle sue carni. Si tratta peraltro di un graffio, che tende già a rimarginarsi. Quando la bambina lascia la camera, per recarsi a scuola, un'ombra che non dovrebbe esistere prende a pulsare. Un'ombra che non dovrebbe esistere non è prodotta da un oggetto che abbia intercettato una fonte di luce. Queste ombre vivono di oscurità propria, e sono più buie del buio. Da esse, come fosse un pozzo aperto su un altro mondo, esce una mano, seguita da una testa. Una specie di nano gobbo e brufoloso si guarda attorno, meditando malefatte. Si direbbe che gli incubi siano riusciti a trovare una porta. Lo sgorbio esce indisturbato dalla casa, per nulla infastidito dalla luce del mattino. Però ad attenderlo trova Kong, il formidabile uomo bestia di Evolution, che, molto educatamente, lo saluta. Il mostriciattolo allora gli salta agli occhi, perché gli incubi difficilmente hanno senso dell'umorismo, e neppure educazione umana. Ma a dire il vero neppure Kong è umano; il mutante afferra al volo il nano biascicante, e lo scaglia contro un muro di mattoni. L'incubo esploratore avrebbe voluto morderlo, per inoculargli virus e tossine psichiche. Ora però il muro gli viene incontro a velocità fatale, e la sua avventura sulla Terra si conclude con un poco glorioso splash, ed una macchia di melma verde e viola, che evapora velocemente.

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