domenica 15 maggio 2011

SERPENTOIDI_4° libro_134° episodio

L’astronave dei serpentoidi si avvicina alla Luna. A bordo, un frenetico movimento strisciante, tipico della loro specie. Vi sono serpentoidi più o meno lunghi, più o meno grossi, colorati di verde, rosso, viola, fucsia, ed altri colori. Come molti altri rettili, anche loro crescono per tutta la durata della loro esistenza. Trattandosi di una razza molto civilizzata, in grado di costruire astronavi e di usarle, i serpentoidi hanno perfezionato anche gli studi medici. Ora vivono molto più a lungo di quando, milioni di anni or sono, erano delle bestie che si accontentavano di mangiare i topi. Sebbene non abbiano mai smesso di essere aggressivi, i serpentoidi si sono organizzati, per poter unire le loro forze. Un tempo erano individui che si incontravano solo per riprodursi, poi i maschi da una parte, e le femmine incinte dall’altra. Adesso tutti i piccoli sono allevati assieme, per la gloria della razza egemone sul loro pianeta. Un serpentoide rosso striscia lungo i corridoi dell’astronave; chi lo incontra accenna ad un saluto fischiato, che equivale al cenno rispettoso che i soldati terrestri rivolgono ai loro ufficiali superiori. Data la loro forma, i serpentoidi si scivolano addosso, senza danneggiarsi reciprocamente. I corridoi della nave spaziale hanno una sezione circolare, perché la loro specie odia gli angoli a novanta gradi. Le abitazioni dei serpentoidi, sul loro pianeta natale, sono costituite da corridoi cilindrici, che cambiano continuamente direzione, e conducono a grossi locali preferibilmente sferici. Il serpentoide rosso è molto grosso e quindi molto vecchio. Loro invecchiando non provano gli acciacchi dei mammiferi bipedi, giacché sono naturalmente molto più snodati e molto più muscolosi di noi. Nella grande sala di comando dell’astronave dei serpentoidi tutti sibilano e fischiano nel loro idioma unificato. Una volta anche loro parlavano tante lingue diverse, poi però, essendo esseri molto ragionevoli, hanno capito che avrebbero ottenuto molto di più parlando, o fischiando, tutti un solo idioma. Un loro esploratore è stato mandato in avanscoperta all’interno di Base Luna. Tornato acciaccato, riferisce di essersi scontrato con alcuni bipedi mammiferi. Lui avrebbe volentieri fatto una scorpacciata dell’umana che montava la guardia. Purtroppo per lui, sono intervenuti altri due mammiferi bipedi, non propriamente umani. Costoro, un maschio ed una femmina, hanno percosso seriamente il serpentoide esploratore. La femmina saltava come una bestia della jungla o della savana; il maschio si è limitato a sparare dolorosissime scariche elettriche. Il serpentoide rosso, che è evidentemente un generale o qualcosa di simile, sibila atrocemente, apprendendo tutto ciò. Quindi sulla Terra non ci sono solo i lenti e deboli mammiferi bipedi, ma altri bipedi molto più pericolosi. Buono a sapersi. I serpentoidi hanno ovviamente seguito, sui monitor della loro nave stellare, lo scontro tra quattro draghi ed un ancora più grosso robot mutaforma. Due dei draghi sono stati riconosciuti come reptoid; i serpentoidi conoscono i reptoid. Tra le loro due specie corre la stessa simpatia che c’è tra i varani ed i pitoni: si ammazzerebbero reciprocamente. I reptoid non erano i draghi più grossi. Quello nero e quello verde erano addirittura più massicci. Il drago nero ha cercato di prendere il controllo del processore dell’insettoide robot. Il drago verde ha addirittura colpito l’avversario con una fiamma terrificante. Poi però lo ha lasciato andare via. Strano, pensano i serpentoidi, che di solito non praticano né la pietà, né il perdono. L’astronave, piena di quei rettili sibilanti, scende all’interno di un cratere lunare, sufficientemente lontano da Base Luna. Un manipolo di serpentoidi delle forze speciali scivola fuori da una serie di buchi che si aprono nella fusoliera del velivolo. Si schierano a semicerchio, davanti al capo squadra, pronti all’attacco. Questi rettili spaziali non portano addosso armi pesanti e neppure protezioni antiproiettili. I terrestri li definirebbero “nudi”, ma come può essere nudo un serpente. L’unica concessione alla loro tecnologia consiste in una specie di casco, munito di lenti. Trattasi di un aggeggio molto sofisticato: un computer ultra-piatto, collegato direttamente ai cervelli dei serpentoidi. Con un semplice pensiero, possono attivare una visione binoculare a lunga distanza, o agli infrarossi, o altre applicazioni in continuo sviluppo. Sembrano dei serpentoni con in testa delle cuffie metalliche e gli occhiali, ma si tratta di una pericolosa e ben addestrata élite guerriera. Dai caschi fuoriescono erogatori di gas respirabili: una miscela a base di metano, che stroncherebbe qualsiasi animale terrestre. Mancando una bombola visibile, si deduce che i gas espirati siano riciclati, per rigenerare la miscela di partenza. Le truppe speciali terrestri, quando operano sott’acqua, adottano un sistema analogo, ma loro non respirano metano. La dura scorza di quei rettili regge sufficientemente bene al freddo lunare, ed anche al contatto con le pietre presenti sulla superficie del satellite. Il manipolo di incursori è composto da cinque serpentoidi, che scivolano in maniera molto professionale e silenziosa verso Base Luna. Chissà se le truppe speciali terrestri si rendono conto di allenarsi tantissime ore per riuscire ad assomigliare ai serpenti! Mammiferi, che si ritengono il massimo dell’evoluzione, che si riducono a strisciare sulla pancia come umili bisce. Il capo pattuglia entra per primo, in uno dei varchi che Base Luna ha deciso di lasciare aperti, per i suoi imperscrutabili motivi. Come in una scena già vista, i serpentoidi si muovono lungo i corridoi della struttura, alla ricerca degli umani che in essa stazionano. Il primo incursore scorge in lontananza la sagoma di un umano, che gli volge a schiena. Ritiene si tratti dell’incaricato al turno di guardia. Dall’odore si direbbe sia un vero umano, e non uno degli altri strani bipedi dotati di poteri alquanto pericolosi. Un serpentoide in missione, all’interno di una postazione nemica, non dovrebbe pensare allo stomaco, ma l’odore di essere umano è troppo appetitoso per resistergli. Come se un umano fiutasse l’odore del suo piatto preferito, ed avesse una fame terribile. Inoltre questi strani esseri, che camminano eretti ma in maniera incerta ed incespicante, paiono invitare il predatore a divorarli in pochi bocconi. Kong, l’uomo bestia di Evolution, si è travestito da umano, indossando l’uniforme di uno degli astronauti. Il serpentoide ha fiutato l’abito, non chi lo indossa. Come se avesse gli occhi anche sulla nuca, Kong salta agilmente verso il soffitto, che dista parecchi metri dal pavimento. I denti del rettile affamato lo schivano di poco, mentre si chiudono nel tentativo di afferrarlo. Poi l’uomo bestia ricade quindi ad una velocità che conferma come Base Luna abbia regolato la gravità al suo interno in maniera tale da duplicare quella terrestre. Il serpentoide non è ancora arrivato al termine del suo slancio che la sua schiena muscolosa è percossa dalla massa considerevole di Kong. Il mutante non intendeva spezzargli la spina dorsale, ma solo dargli una lezione. Il serpentoide ruota velocemente la grossa testa all’indietro, per individuare la causa di tanto dolore. Kong è però già saltato per assestargli un possente gancio alla mascella. L’extraterrestre strisciante vede le stelle, sebbene non si trovi all’aperto. Ferox non aspetta che gli altri aggressori si facciano avanti, e li attacca in un turbine di artigli che lacerano e tagliano. Poi la donna leopardo si sgancia, e torna velocissima sui suoi passi, sparendo dietro un angolo. I quattro malconci e sanguinanti serpentoidi la inseguono, desiderosi di farle assaggiare le loro zanne, ma le scariche elettriche di Fulminatore, ed i poteri psionici della Maga li colgono in pieno muso. Kong ha lasciato andare il primo dei serpentoidi, che si è riunito al gruppo. Gli incursori striscianti non sono più così sicuri di farcela, contro gli occupanti di Base Luna. Davanti a loro, pronti ad infliggere nuove e più grandi batoste, ci sono i quattro mutanti di Evolution. Ferox, la donna leopardo, apprezza l’aggressività dei nemici, ma i suoi artigli finora hanno raggiunto il bersaglio, non le loro zanne. Kong, l’uomo bestia, è forte come un gorilla, forse anche di più; ma è molto più agile, essendo le sue gambe più lunghe e scattanti. Per Fulminatore lo scontro fisico è un’eventualità più remota, giacché le sue scariche elettriche possono colpire uno o più avversari alla velocità della luce. La Maga si azzarda a scrutare quelle menti aliene, giusto per accertare che per loro gli alieni siamo noi, bipedi mammiferi. Quasi esclusi finora dai combattimenti, accorrono i quattro astronauti umani, che imbracciano grossi fucili lanciaraggi. Evolution comprende la singolarità del momento, e consente agli umani di confrontarsi con i serpentoidi affamati del loro sangue e delle loro carni. I mutanti però rilevano come ancora una volta gli umani siano troppo lenti a reagire. Gli astronauti iniziano a sparare con qualche secondo di ritardo. Forse dipende dal fatto che i serpentoidi sono guerrieri, mentre gli umani sono più che altro scienziati. Si vede che l’attitudine alla ricerca ed alla riflessione inibisce almeno in parte la reattività necessaria nel corso di una battaglia. I raggi sparati dagli umani saettano nel corridoio; solo in un caso, un serpentoide viene colpito di striscio. Gli altri quattro sono praticamente già arrivati sui rispettivi bersagli. Ovviamente Evolution non intendeva mandare allo sbaraglio i quattro umani; voleva testare la loro attitudine al combattimento, e lo ha fatto. Il piano B dei super-eroi mutanti prevedeva una preventiva intrusione mentale da parte della Maga, ed è avvenuto. Le cinque piccole mine psioniche, impiantate pochi secondi fa dall’allieva del dottor Occulto, esplodono contemporaneamente. I cinque serpentoidi non ne sono danneggiati in maniera letale, ma un grosso mal di testa fa desiderare loro di trovarsi da qualche altra parte, a fare cose differenti da quelle che stanno facendo. I cinque incursori alieni si contorcono al suolo; gli umani se ne tengono alla larga, visto che potrebbero ancora far loro male con le zanne, e le spire in continuo movimento. Richiamato dai rumori della battaglia, ecco entrare Dragonfire, che blocca ogni via di fuga ai serpentoidi. Non essendo sua intenzione infierire, afferra due di loro, uno per zampa, e li trascina all’esterno della base. Drago Nero, che nel buio dei corridoio era pressoché invisibile, emula l’amico drago verde. Dell’ultimo incursore strisciante se ne occupa Kong, che lo cinge in una presa strangolante; l’alieno capisce l’antifona, e si lascia condurre all’esterno di Base Luna. Kong trattiene il fiato, poi rientra subito, perché la sua folta pelliccia non è sufficiente a garantirgli la sopravvivenza sul suolo lunare. Il capo squadra dei serpentoidi ritiene che attaccar briga con quei due draghi, il verde ed il nero, equivarrebbe ad un suicidio, specie dopo averle appena prese in quel modo dai mutanti terrestri. Dragonfire e Drago Nero sono assolutamente blindati contro i rigori dello Spazio, essendo ciò che sono: un alieno ed un robot. I due draghi, osservando i cinque nemici, prendono nota che anche loro non abbisognano di tute protettive. In realtà l’autonomia del serpentoidi, in un ambiente a temperature bassissime, è molto limitata. Sono comunque molto più resistenti di qualunque umano, e dei mutanti in generale. La scelta dei serpentoidi di allontanarsi è stata particolarmente saggia, dato che i due reptoid Brak e Ssax si trovavano subito dietro Dragonfire e Drago Nero. I reptoid erano avvolti dal manto di invisibilità tecnologico prodotto dalle loro tute spaziali. Se i serpentoidi avessero cercato rogne, i reptoid li avrebbero fatti fuori volentieri con le loro armi letali. L’attacco della squadra incursori dei serpentoidi è servita da parte loro a comprendere meglio le forze nemiche. Hanno rischiato la pelle, nel vero senso del termine, ma il loro stratega ha concepito un piano leggermente più articolato. Il capo delle forze d’invasione, che chiameremo Red Snake, intendeva distrarre i reptoid e la loro tecnologia di avvistamento, per inviare sulla Terra una piccola navetta. Camuffata da meteora, la capsula conduce sul suolo del nostro pianeta una serpentessa estremamente letale. Sysform è una scienziata ed una spia; come combattente è eccezionale, ma sua arma più grande è il cervello. La prima cosa da fare, dopo essere giunti in un ambiente alieno, è di nascondere il veicolo che potrà servire in caso di fuga. La piccola navetta sembra una roccia, e dall’esterno è quasi impossibile notare il portello di accesso. Sysform si trova adesso in una zona del pianeta nella quale la notte è fonda, e durerà ancora per alcune ore. La serpentessa inizia a muoversi agilmente in mezzo alla sterpaglia ed agli alberi. Gli animaletti del bosco la evitano, spaventati dalla sua forma, ma anche dalle sue emanazioni non terrestri. L’arrivo di alieni sul pianeta Terra non passa mai inosservato, giacché innumerevoli forme di vita avvertono un’intrusione di forme pensiero troppo differenti da quelle di chi sia nato sulla Terra. Il più potente telepate del pianeta, il dottor Occulto, inizia a percepire un’anomalia nel piano della materia, che si ripercuote fin sul piano astrale. Navigatrice, sorella di Fulminatore ed allieva lei stessa del dottor Occulto, estende a dismisura il suo campo di rilevazione psionico. Navigatrice tuttavia non detiene la stessa potenza mentale del suo maestro, e non riesce a reggere a lungo la pressione di un campo di rilevazione troppo esteso. Il dottor Occulto la invita a desistere per ora; lui è convinto che l’anomalia presto assumerà forme e dimensioni più definite. Sull’astronave dei serpentoidi, in orbita attorno alla Luna, il generale Red Snake chiama il suo attendente. Una specie di topolone con i baffi bianchi si appresta a sganciare dalla testa del suo signore il casco con tutti gli aggeggi connessi. Sul pianeta di origine dei serpentoidi, i topoloni costituiscono normalmente il pranzo e la cena per i loro striscianti signori. Alcuni topoloni vengono però mantenuti in vita per servire i serpentoidi, che su di loro esercitano il potere di vita e di morte. Nulla di spaventoso, se pensiamo che gli umani hanno sempre fatto lo stesso con i propri simili, ridotti in schiavitù. I serpentoidi sono carnivori per nascita e sistema digerente. I topoloni sono lenti, rispetto ai serpentoidi; per cui finiscono i più delle volte nelle loro fauci. La razza dei topoloni non si è estinta proprio grazie alla loro riduzione in schiavitù. Inoltre esistono topoloni rivoluzionari, che sognano di ammazzare tutti i serpentoidi, o di schiavizzarli. Nulla di nuovo per noi terricoli, che queste cose le abbiamo sempre fatte; per di più ai danni dei nostri simili.

Nessun commento:

Posta un commento