Seduto sopra un trono di ossa umane, Maschera di Ferro medita su ciò che è. Il vasto salone è quasi completamente immerso nelle tenebre, rischiarate solo da candele rosso sangue. Zombie si aggirano strascicando i piedi, o ciò che ne rimane. Topi di fogna corrono molto più veloci, strappando loro, mentre passano, brani di carne marcia. Il pazzo corazzato, immerso in un dormiveglia drogato, rammenta le passate sconfitte, subite ad opera di Dragonfire ed Evolution. Dalle viscere del sacerdote del vudù sgorga un suono gorgogliante, che cresce fino a diventare un urlo. Gli zombie girano appena il capo, poi proseguono nel loro strascicare apparentemente insensato. In realtà, gli zombie, come gli squali, devono muoversi di continuo. Gli squali lo fanno per assecondare il loro sistema respiratorio. Gli zombie si muovono per evitare di precipitare nella putrefazione più completa. Oltre ai topi, ci sono anche dei serpenti che seguono gli zombie, sperando che si fermino il tempo sufficiente per consentire loro di intrufolarsi in quelle viscere succose. Maschera di Ferro smette di gridare, e dopo un po' cessa anche l'eco. Il sotterraneo è stato scavato nelle viscere di una collina, utilizzata per secoli come tumulo mortuario. Ecco perché il trono del pazzo corazzato è costruito d'ossa: è il materiale più a buon mercato che si trovi nei paraggi. Maschera di Ferro non si priva mai dell'armatura, dato che l'armatura si è fusa con le sue carni e forse anche con le sue ossa. Quel metallo stregato ha un proprio schema di pensiero, che deve convivere con la natura sociopatica e psicopatica del criminale che avvolge. La pazzia del cervello umano raggiunge profondità e perversioni, che suscitano ribrezzo finanche ad alcune forme di vita non materiale, non esattamente votate al bene dell'umanità. Maschera di Ferro decide di sfuggire al gorgo canceroso dei suoi pensieri degenerati, alzandosi dal suo ridicolo trono. Inutile fingersi un signore del male, quando le cronache riportano solo le sue sconfitte. Il pazzo corazzato afferra uno zombie che gli passa accanto; lo prende per il collo, stritolandoglielo. Il quasi completamente morto semovente non respira, quindi non può soffocare. Tuttavia la pressione di quelle zampacce coperte di metallo stanno dislocando le vertebre dell'innocuo zombie, che agita convulsamente braccia e gambe. Maschera di Ferro gli ride in faccia, poi gli stacca del tutto la testa dal collo. Una specie di liquor putrescente sgorga dal corpo decollato, come fosse una piccola fontana di pus. Lo zombie riesce però a prendere al volo la propria testa, con la quale si allontana dall'aggressore. Un morto vivente dovrebbe essere in grado di camminare tenendosi la testa recisa tra le mani, o no? Nella vasta tana, che condivide con il mago mutaforma Uglux, Maschera di Ferro trova uno specchio nero. Stava appunto cercandolo, per scandagliare lo spazio ed il tempo, grazie alla magia necromantica. Però, essendo un folle bastardo, Maschera di Ferro cede all'impulso irresistibile di colpire lo specchio con un possente pugno corazzato. Mentre lo fa, si rende conto di essere un idiota, ma è troppo tardi. Lo specchio, però, invece di rompersi in mille frantumi, si comporta come fosse fatto d'olio o di mercurio. La zampa del pazzo penetra, ma non spezza. Adesso però deve pagare il prezzo per la sua avventatezza: lo specchio artiglia la coscienza del demente criminale, trascinandola con sé. Maschera di Ferro cerca di nuotare in un mare infinito di olio infuocato, poi sprofonda per migliaia di metri, mentre la pressione stritola la sua armatura, che grida. Qualcosa giunge dagli abissi, a velocità assurda, muovendo onde subacquee che sballottano il sedicente signore del male come fosse un fuscello. L'impatto è indescrivibile, con un rumore che si sente attraverso le ossa e la pelle. Maschera di Ferro diventa sordo, a causa delle sue stesse urla. Viene proiettato in aria, emergendo come un missile dal mare d'olio bollente. La confusione in quella mente assurda è totale. La paura cerca di farsi strada, per riconquistare un minimo di normalità. Uno pterodonte di pietra, che in teoria non potrebbe volare, serra il suo becco lungo dieci metri addosso a Maschera di Ferro. Il metallo stride, raschia, cigola ed infine piange lacrime di sangue. Uglux, vedendo che il suo socio si è fatto sequestrare la mano ed il cervello dallo specchio nero, sferra il suo attacco. Lungi da lui voler danneggiare il preziosissimo oggetto mistico, il mago prende a calci lo sciocco Maschera di Ferro, perché è quel che merita. Il pazzo corazzato si risveglia dal suo viaggio terrificante, aspettandosi di trovare le proprio viscere sparse per chilometri, assieme a litri di sangue. Invece no: tutto è avvenuto nella sua mente, e lo specchio gli ride in faccia. Ricordandosi del motivo che lo aveva spinto ad interrogare il mistico oggetto, Maschera di Ferro si avvede di avere già ottenuto la risposta alla sua domanda inespressa. Stritolatore potrebbe risultare utile alla causa della diffusione del caos in Terra. Meglio della incontrollabile serpentessa Sysform. Stritolatore è più grosso e più malvagio. Maschera di Ferro decide di cercarlo, per convincerlo o costringerlo ad abbracciare la religione della morte vivente. Intanto, a migliaia di chilometri di distanza, un umano sta per realizzare una grande strage. Dopo avere postato su internet numerosi messaggi farneticanti, l'aspirante assassino di massa si accinge a concretizzare il suo insano disegno. Neppure il più grande telepate del pianeta può scandagliare i pensieri di miliardi di abitanti; quindi neppure il dottor Occulto è al corrente del pericolo. Volendo credere al destino, c'è però da annotare che la Maga partecipa ad un grande raduno, accompagnando una sua amica. Alla Maga viene quindi offerta la possibilità di intervenire per porre rimedio al male incombente, giacché, proprio in occasione di quel raduno, quell'umano degenerato scatenerà la sua follia criminale. Ci stupiamo di madri che seppelliscono vivi i figlioletti, ma loro adducono come motivo che li ritenevano morti, dopo averli sbattuti più volte contro il pavimento. Dovremmo indignarci di più per quei cretini che cercano di giustificare quelle madri, che si sono comportate peggio della peggiore bestia. Organizzare una festa, tutta gioventù, canti, balli e sesso fuori controllo, può riempire il cuore dei cosiddetti benpensanti. L'aspirante criminale seriale però non è arrivato lì per ballare e cantare, e neppure per fare sesso gratis. Lui si è intrufolato in mezzo a ballerini e canterini, recando con sé un fucile di precisione e proiettili sufficienti a sterminare una mandria di bisonti. Chi è l'idiota che ha deciso che una sola guardia armata potesse bastare a garantire l'ordine e l'incolumità a migliaia di giovani? Non un idiota solo, bensì una grossa fetta di quella società illusa che il male non esista più. Non disturbato da alcuno, confondendo la realtà con un video games sanguinario, il tizio monta il suo fucilone, e lo carica. Nessuno lancia l'allarme; che quei giovani illusi siano già tutti “fatti”, già prima che inizino a circolare le droghe pesanti? Il grosso prato è pieno di vittime sacrificali. I proiettili a frammentazione sono già nel caricatore. Il massacro può iniziare. Per quanto si sia idioti, il suono di una fucilata fa nascere il sospetto che esistano luoghi migliori ove sostare. Un colpo, un centro. Proiettili ad alta velocità distruggono le carni come fossero formaggio molle. Il foro d'uscita dei proiettili è decisamente più grosso di quello d'entrata. L'impatto stacca i corpi umani da terra; poi il proiettile passa distruggendo anche le ossa, ed erutta dall'altra parte, ancora desideroso di uccidere. Finalmente l'unica guardia decide di dare segni di vita, ed accorre a riscuotere la sua pallottola in fronte. La sua testa esplode, e non per modo di dire. La Maga si trova a centinaia di metri dall'epicentro del disastro. Sebbene la distanza sia proibitiva, prova a rispondere al fuoco impiegando le sue scariche psicocinetiche. Il fuggi fuggi della folla però la travolge, salvando la vita al delinquente, che continua a sparare. Possibile che, tra tutte quelle migliaia di mammiferi, nessuno si sia portato una pistola, o magari un coltello da caccia? Una morìa spaventosa, che non distingue tra credo religioso, ceto sociale e colore della pelle. Un sedicente super-criminale come Maschera di Ferro gradirebbe trovarsi al centro di una bolgia di sangue e di morte; ma neppure lui avrebbe osato tanto. Un insospettabile bamboccione sta battendo tutti i record mondiali di strage premeditata. La Maga è costretta a consumare molta della sua energia mutante per levasi in volo, levitando. Non ha tempo di richiamare a sé il craft, che le consentirebbe un'azione molto più incisiva. Il pazzo criminale smette un attimo di sparare agli inermi giovani; vede la Maga volare, e punta su di lei il suo strumento di morte. Ma quel fucile ha smesso si vomitare proiettili, perché il potere della mutante di Evolution ha disaggregato i suoi meccanismi interni. Il pazzo grida dalla frustrazione, ma il grido successivo è merito della residua energia psionica della Maga, che gli piove addosso come un fiume di lava. Quello della mutante è un colpo per uccidere, ma l'energia a sua disposizione non è fatale. Il cervello bacato non frigge come dovrebbe; non esplode e non si trasforma in liquame. Il dolore è immenso, tanto che l'assassino plurimo preferirebbe morire; ma non muore e non cade neppure in coma. Quando finalmente intervengono le forze dell'ordine, iniziano a contare i morti in maniera approssimativa, ma nessuno di loro coglie l'occasione per sparare in testa al maiale. Per quel che gli resta da vivere, soffrirà sempre di vertigini e di colossali emicranie, oltre ad improvvise perdite di sangue dal naso e dalle orecchie. La Maga ammette di avere fallito; questo significa che la giustizia di quel debole popolo potrà condannare il sordido soggetto ad una detenzione di alcuni decenni, non alla pena di morte. Il ninja grigio ha i suoi metodi per sapere ciò che gli serve, per agire nella sua missione peculiare. La sua spada nera agogna di divorare la perfida anima di quel maiale umano. Prima che il sole torni a splendere sulla cella di detenzione, ciò avverrà. Questo promette il ninja grigio alle divinità infere alle quali l'anima laida è ormai promessa. Maschera di Ferro ha trovato Stritolatore, ma non intende sfidarlo a singolar tenzone. Il serpentoide cibernetico subisce un attacco da parte di energie quasi demoniache, che tentano di possedere e dissestare le sue parti organiche. Stritolatore dovrebbe dire grazie a Ferox se le sue componenti biologiche sono meno di quelle che erano alla nascita. Se la donna leopardo non lo avesse massacrato, lui adesso si rotolerebbe dal dolore. Invece accade che l'esoscheletro e gli altri supporti metallici rendono quasi nullo il potente assalto del pazzo corazzato. Stritolatore gira la mostruosa testa verso l'aggressore; spalanca le fauci terrificanti, mentre i suoi denti veleniferi agognano di riversargli in corpo fiumi di veleno micidiale. L'armatura di Maschera di Ferro è in grado di proiettare scariche energetiche di diverso tipo, ma tutte pericolose per la salute di chi se ne lasci colpire. Stritolatore adotta la strategia dell'attacco veloce; aiutato dal suo esoscheletro tecnologico, anticipa le traiettorie percorse da quelle energie letali. Intanto si avvicina sempre più al suo bersaglio, intenzionato a fargli molto male. Se Maschera di Ferro avesse adottato un approccio meno demenziale, forse sarebbe riuscito ad iniziare una trattativa con Stritolatore. Ora deve scontrarsi per la vita. Il serpentoide si avvinghia attorno alle gambe del pazzo, per farlo cadere. I giroscopi dell'armatura comunicano al computer di bordo la perdita di stabilità; il computer, in una frazione di secondo, aziona i razzi d'emergenza. Stritolatore molla la presa, per evitare di essere trascinato in aria da Maschera di Ferro. Per effetto del legame mistico voluto dalle divinità vudù, alcuni zombie si muovono in difesa del criminale corazzato. Stritolatore parte all'attacco dei lentissimi avversari, sfondando con una testata la gabbia toracica ad uno di essi. Poi sibila e striscia, forte e veloce verso gli altri zombie, lesionando le loro gambe peraltro già in pessime condizioni. Maschera di Ferro spara una rosa estesa di pallettoni di piombo. Investe in pieno due o tre morti viventi, che non se ne curano, e ferisce di striscio Stritolatore. Il serpentoide ha capito di essere in svantaggio, e si ritira velocemente, infilandosi in una crepa nella muratura. Maschera di Ferro può dire di avere vinto la battaglia, sebbene sia stato aiutato dagli zombie. Stritolatore, aggredito senza motivo, si ripromette a vendicare l'affronto. L'ego del pazzo corazzato è al settimo cielo, ma, cercando un alleato, ha trovato un nemico implacabile. Torniamo sulla scena della strage, realizzata da quel pazzo umano, che non ha avuto alcun problema a circolare con un grosso fucile, con tanto di munizioni da caccia grossa. Con molta calma, finalmente le cosiddette forze dell'ordine conducono nella loro caserma il sordido soggetto. I poliziotti sono stupiti che il fucile si sia inceppato, e che il tizio, pur non evidenziando ferite visibili, soffra come se fosse stato percosso in maniera intensa e prolungata. La Maga, seguendo le direttive del dottor Occulto, abbandona la zona del massacro. La Maga sa che qualcuno concluderà il suo lavoro; questo qualcuno è il ninja grigio, che segue la sua preda, senza essere visto da occhio umano. In quel paese troppo civilizzato, le carceri sono provviste di tv con schermo piatto, sala musica e percorso per il jogging. Una pacchia: ammazzi decine di innocenti, e ti trattano come un ospite di riguardo. Qualcuno, tra la folla, forse avrebbe provato a linciare il delinquente di massa, ma la polizia lo ha protetto come se lui fosse il buono e gli aspiranti linciatori fossero i cattivi. Quella notte però il ninja grigio ristabilisce l'equilibrio, ribadendo che la spada nera ha il potere, quindi il diritto, di separare il bene dal male. Uscito dalle tenebre, all'interno della lussuosa cella di detenzione, il ninja grigio somministra il castigo di una morte violenta, a chi ne meriterebbe molte. La spada nera guizza, affonda, aspira l'anima infame, per poi precipitarla negli inferi di competenza. Il delinquente dismette l'odioso sguardo di supponenza, sostituendolo con l'incredulità, e poi con il gelo estremo. Il corpo privo di vita scivola al suolo, immerso nei suoi stessi liquami. Il ninja grigio solleva ancora una volta la lama incantata, in posizione di guardia; poi entrambi rientrano in un banco d'oscurità, che non dovrebbe esistere in una cella così illuminata.
venerdì 29 luglio 2011
giovedì 21 luglio 2011
ALEXANDRA E LA FIGLIA REBECCA_4° libro_144° episodio
Alexandra, dopo avere scoperto in sogno che la figlia Rebecca è viva, desidera incontrarla di persona. L'unico ostacolo che si frappone alla realizzazione di questo desiderio è il branco in cui ora Rebecca vive, giacché la ragazzina si è trasformata in una pseudo lupa mannara. Si ritiene che i mutaforma, che diventano lupi o altre bestie, si riproducano accoppiandosi con i loro simili. Leggende riportano di umani che sarebbero diventati licantropi, dopo essere stati morsicati o graffiati da un lupo mannaro. Questa è un'eventualità, che presumibilmente si realizza se l'umano in questione dispone di un corredo genetico atto a recepire l'input mutageno. Altrimenti il graffio ed il morso di un mannaro si limitano a fare molto male, fino, in taluni casi, a uccidere. L'interessamento del dottor Occulto a Rebecca è quindi riconducibile al fatto che la ragazzina sia una mutante, che si è trasformata dopo essere stata morsicata o graffiata da un mannaro purosangue. Alexandra, sentita telefonicamente dalla detective Lucrezia, aspetta con ansia di incontrare la persona con la quale si recherà ad incontrare il branco. Alexandra non la sente arrivare, perché Ferox, anche quando assume sembianze umane, rimane una pericolosissima donna leopardo. In effetti Alexandra nota come tutti i passanti ammirino la bellezza esotica della nuova arrivata, ma nel contempo percepiscano un allarme, che li induce a non intralciarne il percorso. Alexandra è felice che la figlia sia integrata con personaggi di così grande potenza, ma l'istinto materno le impedisce di rilassarsi. Evolution non ha avuto bisogno di contattare il branco dei mannari, per sapere dove trovarli. Il potere della Navigatrice ha tracciato con estrema facilità il percorso da seguire per rintracciarli. Il branco non vive, come si potrebbe superficialmente pensare, in un bosco o in una foresta. Occasionalmente salgono sugli alberi e perlustrano anfratti, ma, trattandosi di mannari moderni, vivono in una villa in campagna, circondata da un parco. Avrebbero difficoltà a risiedere in un condominio urbano, mentre, isolati come sono, possono urlare ed emettere altri suoni assortiti. Solo i lupi mannari solitari hanno problemi abitativi; quelli riuniti in branco invece partecipano economicamente al benessere collettivo. Ferox ed Alexandra varcano i cancelli della proprietà, e giungono alla casa. Lì finalmente madre e figlia si incontrano di persona, e nessuna delle due nasconde l'emozione per l'evento. Rebecca non tornerà a vivere tra gli umani, perché ormai la sua natura transizionale si è affermata. La madre comprende la realtà, ed è comunque grata ad Evolution per l'opera di intermediazione. C'è però chi osserva nell'ombra, progettando di recare danno a chi lo ha più volte sconfitto. Il perfido mago mutaforma Uglux ritiene di aver individuato nella madre di Rebecca un punto debole di Evolution. La donna vive sola, ma poco cambierebbe se gli emissari di Uglux dovessero affrontare alcuni umani. Quella stessa notte, due dei peggiori adoratori del vudù, servitori del malvagio mutaforma, scrutano le luci provenienti dalle finestre della loro vittima. Strangolatori e tagliagole, ritengono che quella sarà una passeggiata: accederanno all'appartamento dall'esterno e dall'interno dell'edificio, e verseranno il sangue di Alexandra. Il piccolo Cyberdog aderisce al muro della casa presa di mira dagli assassini. Non è un caso che si trovi lì: il dottor Occulto non si è dovuto sforzare più di tanto per ipotizzare che la madre di Rebecca fosse divenuta un bersaglio per una vendetta trasversale. Un tempo era un cagnolino come tanti altri, anzi una piccola creatura ferita, che sembrava vittima del destino. Poi il destino si occupò veramente di lui, e gli inviò il Transformatron. Cyberdog estroflette artigli duri come il titanio, che lo ancorano saldamente al muro del palazzo; lui ed il suo simbionte osservano l'operato dei teppisti di Uglux. Quello che si arrampica, per giungere alla finestra di Alexandra, si sente un ninja, ma Cyberdog potrebbe abbatterlo in dieci modi diversi. Il teppista non vede Cyberdog, perché il cagnolino ed il suo Transformatron si sono circondati di un campo di distorsione visiva. Alexandra, a differenza della figlia, non è dotata di super-sensi; per cui si accorge del teppista che cerca di forzare la porta, ma non di quello che entra dalla finestra. Quest'ultimo estrae un lungo pugnale seghettato, e balza all'attacco. Alexandra si riprende dalla sorpresa, ma scivola; questo le salva la vita, giacché la lama dell'assassino la manca per pochi centimetri. Nel frattempo l'altro delinquente ha fatto irruzione nell'appartamento. Alexandra si trova tra due fuochi; in quel frangente, il legame telepatico con sua figlia Rebecca si rafforza, e la ragazza lupo percepisce la situazione di pericolo estremo. Cyberdog, pur pesando pochi chili, si scaglia all'attacco come una belva della jungla. I muscoli sostenuti dall'esoscheletro fornito dal Transformatron gli garantiscono un'inerzia impressionante. Uno dei due criminali precipita in avanti, urtando violentemente la faccia sul pavimento. Il secondo assassino quasi non crede ai suoi occhi, ma Cyberdog non perde tempo, e, sfruttando la sorpresa, lo colpisce con una scarica elettrica, condotta da filamenti di metallo alieno. Anche il secondo teppista è a terra. Alexandra scende le scale alla massima velocità, seguita dal velocissimo cagnolino cibernetico. La donna mette in moto la sua auto, uscendo subito dopo dal parcheggio con una manovra che danneggia alcune vetture, oltre alla sua. Cyberdog è saldamente ancorato sul tetto della macchina, che sfreccia per le strade della città, incurante dei divieti e dei semafori. Alexandra pensa che in tal modo riuscirà a destare l'attenzione di qualche tutore dell'ordine, ma, come si suol dire, quelli quando servono non si fanno vedere. I banditi inseguono, a bordo di una jeep; pazzi come sono, fanno uso di armi da fuoco, esplodendo diversi colpi. Data l'ora tarda, l'inseguimento non incontra ostacoli, e si protrae a lungo, tra sbandate e cambi di direzione. Poi una terza auto si unisce alla folle corsa: si tratta di un veicolo che trasporta alcuni giovani lupi mannari, tra i quali Rebecca. Lei non sa guidare, ma uno dei suoi amici sì, sebbene sia troppo giovane per avere la patente. I mannari adulti invitano continuamente i giovani a non dare spettacolo, ma in questo caso la trasgressione è d'obbligo. Come tutti i giovani, anche i mannari si divertono un mondo quando possono infrangere le regole. Ululano alla luna, anche se non è piena; non riescono a trasformarsi del tutto, ma fanno comunque paura. I servi di Uglux inseguono Alexandra e Cyberdog, mentre i mannari si impegnano per raggiungere i teppisti. L'amico di Rebecca, David, conduce il veicolo in maniera a dir poco pericolosa, ma riesce nel suo intento. Mentre i giovani mannari affiancano i fanatici del vudù, Rebecca e la sua amica Sonia compiono un gran balzo, rischiando di spiaccicarsi sull'asfalto. Appena atterrano nella jeep, si accende una furiosa zuffa, con le giovani lupe che menano unghiate, emettendo ringhi allarmanti. Il delinquente alla guida perde quasi subito il controllo del veicolo, che sale sul marciapiede, abbatte alcuni parcometri, per poi entrare in una vetrina. Rebecca e Sonia, nonostante l'impatto le abbia stordite e ferite, continuano il loro assalto, ma i due del vudù sono armati di lunghi coltelli, e li sanno usare. Alexandra è tornata indietro, forse sospettando o percependo un coinvolgimento della figlia. Cyberdog, che deve ancora concludere ciò che aveva iniziato, impiega dei piccoli sostentatori per volare sulla scena dello scontro. Il suo intervento è risolutivo, perché il Transformatron ha elaborato un sedativo ad azione rapidissima, che aspetta solo di essere inoculato. Le freccette, sparate dal cagnolino cibernetico, azzerano lo stato di coscienza dei bersagli colpiti, che dormono ancor prima di rovinare sul duro selciato. Lo zombie che cammina nelle fogne, diretto alla casa di Alexandra, non potrà viceversa essere fermato da sedativi, perché è già morto. Sarebbe il caso di definirlo non morto, ma, a differenza dei vampiri, gli zombie sono putrefatti e molto meno reattivi nei confronti delle cose del mondo. Quando Uglux gli ha ordinato di andare ad ammazzare Alexandra, nel cervellino dell'accolito ormai defunto si è accesa una piccola lucetta. È felice di avere qualcosa da fare, prima di essere divorato completamente dai vermi. Ma è felice come lo può essere uno zombie: non è facile sorridere quando i denti si staccano uno a uno, senza neppure estrarli. Il pessimo mago mutaforma ha predisposto il morto vivente come piano B, nel caso in cui i due delinquenti vivi fossero stati stoppati. I topi di fogna apprezzano a loro modo il nuovo venuto, e lo dimostrano strappandogli piccoli bocconi di carne avariata. Sangue non ne esce; forse un po' di pus. Qualche poeta della mutua sostiene che gli zombie anelerebbero alla pace eterna. In realtà, il loro cervello è talmente soggetto alla degradazione batterica che proprio non ci arriva ad anelare alcunché. Cammina strascicando i piedi nel liquame umano, leggermente infastidito dai topi di cui si parlava, ma neppure tanto. Da quando si è messo a lavorare con le forze del vudù, Uglux ha sviluppato diverse tecniche di programmazione degli zombie. Questo suo inviato procede per chilometri, fino a giungere con precisione sotto il bersaglio. La magia necromantica lo guida meglio di un navigatore satellitare. Esce da un tombino, facendo scappare due o tre gatti randagi. Poi penetra nel cortile, e di lì nelle cantine che si trovano sotto l'appartamento di Alexandra. Trova un angolo buio, e si ferma a fare quello che gli riesce meglio: il morto in piedi. Rebecca e gli altri giovani mannari accompagnano a casa Alexandra dopo lo scampato pericolo. Cyberdog ha concluso il suo turno di guardia, e sono subentrati i gatti del quartiere, che intrattengono saldi rapporti di amicizia e collaborazione con la donna leopardo di Evolution. Quel coso uscito dalle fogne è in effetti sembrato alquanto sospetto ai piccoli felini, diffidenti per natura. Per cui, uno di loro è andato a cercare Ferox, per riferirle dell'insolita attività notturna, ravvisata sotto l'abitazione della mamma della lupetta Rebecca. Si avvicina l'alba. Pare che in quelle ore, che spesso sono le più fredde della notte, gli umani scivolino volentieri nel sonno più profondo. Lo zombie invece inizia a muoversi; esce dalle cantine, e sale le scale, portandosi davanti alla porta dell'appartamento di Alexandra. Lei dorme, cercando di recuperare le energie che le serviranno al risveglio. Lo zombie di Uglux si trova lì proprio per evitare che lei riveda la luce. Il perfido mago ha fornito al suo emissario un incantesimo, che si attiva esattamente in quel momento. La serratura inizia lentamente a muoversi; i pistoni rientrano, liberando la porta. Qualora il morto semovente avesse provato ad abbatterla la porta, Alexandra si sarebbe svegliata, avrebbe gridato e cercato aiuto. Così invece lo zombie fetido e semi-putrefatto si avvicina al letto della donna. Uglux ora gli ordina di soffocarla. Artigli duri come l'acciaio strappano le persiane dalla finestra della camera da letto. Il gatto guardiano si è meritato una buona dose di acciughe e tonno, perché Ferox è lì! Ha attraversato la città, saltando di tetto in tetto, ed ora non vede l'ora di fare a pezzi quella schifezza semovente. Il risveglio di Alexandra la strappa dal suo sogno, proiettandola nella realtà del suo corpo fisico. Accanto a lei, una figura melmosa e puzzolente, i cui intenti sono chiaramente nefasti. A qualche metro di distanza, una figura flessuosa, con muscoli d'acciaio tesi e pronti a scattare. Gli occhi della donna leopardo brillano nel buio, con una luce verde che proviene dall'interno. Denti acuminati brillano nella sua bocca, mentre emette il mugolio di morte che precede i suoi attacchi. Allo zombie non interessa: lui è già morto. Ferox salta oltre il letto di Alexandra, con una facilità impressionante. Il cadavere vudù e la sua vittima si muovono al rallentatore. Anzi sembrano proprio fermi. Gli artigli delle mani e dei piedi della donna leopardo affondano profondamente in quella sostanza putrescente. Lo slancio abbatte il mostro, che cade, scivola ed urta il muro, lasciando una scia di liquame. Ma lo zombie reagisce a suo modo, riuscendo a mettere le mani su Ferox. La reazione della mutante di Evolution consiste in un incremento esponenziale della forza e della velocità. Lame prodigiose, fornite dalla natura, incidono pelle, muscoli ed ossa, o almeno ciò che rimane di essi dopo la morte quasi completa dell'organismo biologico. Sebbene non senta dolore, non può recare danni con il corpo distrutto. Ferox lo solleva rabbiosamente, per poi colpirlo ripetutamente; frantumi di materia immonda attraversano l'aria. Le pareti della stanza da letto di Alexandra sono coperte da robaccia colante, ma dello zombie è rimasto proprio poco. Ferox, camminando a quattro zampe, gli gira attorno, cercando una scusa per ricominciare a distruggere e sparpagliare la feccia rimasta. La mascella completamente disarticolata del morto vivente accenna a muoversi. Alexandra allora afferra una mazza da baseball, che teneva accanto al letto, e percuote ripetute volte quella schifezza, fino a che non sia più possibile trovare alcunché di vivente in quel morto. Uglux, che ha seguito la battaglia a senso unico, nascosto nel suo covo, prova un enorme disappunto. Non sapendo con chi prendersela, percuote a calci alcuni dei suoi zombie. Loro incassano i colpi e le ferite senza chiedersi il perché, e senza meditare vendetta nei suoi confronti. Purtroppo per lui e per Maschera di Ferro, la Navigatrice ha individuato il loro covo, e Dragonfire si avvicina pericolosamente. Come i topi di fogna che sono, i due sacerdoti del male si allontanano alla massima velocità. Che il drago bruci pure tutto; ai morti non importa, mentre ai servi che sono ancora vivi viene offerta la scelta di seguire la fuga dei capi o di lasciare questo mondo in un fulgore di gloria.
venerdì 15 luglio 2011
RETTILI E MORTI VIVENTI_4° libro_143° episodio
La fuga di Maschera di Ferro e di Uglux impedisce al lupo nero e a Ferox di sottoporli al trattamento che meritano. Lucrezia, concluso lo scontro ed il massacro, riprende possesso del suo corpo; l’essenza della donna leopardo fa altrettanto, volando sulla Luna ad una velocità prossima al quella della luce. Quanto prima Evolution e Dragonfire torneranno alle loro attività terrestri, perché Uglux e Maschera di Ferro meritano la massima attenzione, specie adesso che si sono invischiati in pericolose questioni necromantiche. Sfortunatamente all’appello manca anche Sysform, che è stata presumibilmente sequestrata dagli accoliti del vudù. Grazie a quella piccola parte di tecnologia aliena che potenzia la loro navetta, i nostri eroi decollano dalla Luna. Pur non essendo in grado di ottenere velocità paragonabili a quella delle astronavi dei serpentoidi e dei reptoid, contano di completare il viaggio in qualche ora. Non possono però evitare che Stritolatore, che si sposta più velocemente, giunga sulla Terra prima di loro; ma i mutanti di Evolution sanno che il suo intento principale è salvare Sysform. Lo terranno comunque d'occhio. Uglux apprezza che i suoi accoliti abbiano capito di doverlo disimpegnare, anche a costo della vita. Quelli che si sono occupati del trasporto forzato di Sysform hanno ottenuto in cambio morsi dolorosi, che in alcuni casi avranno esiti fatali. La serpentessa è guardata a vista da assassini e drogati, armati di lance e forconi. Lei soffia la sua rabbia, ma capisce che con quella marmaglia è meglio non rischiare l'incolumità e la vita. Verrà il suo momento; ed è certa che i serpentoidi non la abbandoneranno. Sorprendentemente Sysform ritiene che anche Evolution ed i suoi amici faranno il possibile per confermare lo strano sodalizio che li ha appena visti combattere dalla stessa parte contro il folto manipolo di marmaglia ormai defunta. Maschera di Ferro si lascia condurre da Uglux in luoghi oscuri, che puzzano di putrefazione cadaverica. Uglux è avvezzo alla frequentazione di taluni luoghi sinistri, ma lui stesso sta scivolando lungo una pericolosa china. Il mago mutaforma ci tiene al benvolere delle divinità vudù, ed è contento avere al suo fianco un pazzo corazzato quale è Maschera di Ferro. Di sicuro le forze oscure che stanno dietro al vudù chiederanno un prezzo non indifferente per il potere che vorranno elargire. Durante il giorno, le persone comuni lavorano o svolgono le attività che considerano normali. Durante la notte, la marmaglia rapace ed attaccabrighe esce dalle fogne e da simili fetidi buchi, per scorrazzare in città. Simile feccia accoglie favorevolmente l'arrivo dei nuovi sacerdoti del vudù. Per delinquenti e drogati l'adorazione di un dio o di un demone non è questione di fede, bensì di attrazione a pelle. Lo scarto della razza umana agisce sempre a naso: cercano altri che puzzino quanto e come loro. Uglux riunisce una marmaglia fetida e sanguinaria, che pare intenzionata a far pagare alle persone normali delitti immaginari, che non sono mai stati commessi. I nuovi capi del movimento vudù suscitano isteria e bagni di sangue, ma hanno commesso un errore rapendo Sysform. Teschi, serpenti e fumo proveniente dalle tombe: tutto ciò è molto coreografico, e serve a rendere coesa la marmaglia informe. Ciò che non sanno è che un vero demone serpentino è giunto per loro, volando a bordo della sua navetta spaziale. Stritolatore, un serpentoide lungo più di nove metri, spia la riunione cimiteriale, e si prepara a mordere ed uccidere. Dopo essere stato battuto da Ferox, Stritolatore è stato rivitalizzato e rafforzato con strutture super tecnologiche in metallo alieno. Anche prima non avrebbe avuto problemi a frantumare la colonna vertebrale a qualsiasi umano, ma adesso è ancora più forte. Ovviamente neppure il serpentoide è così pazzo da assalire centinaia di umani armati fino ai denti. Non in presenza di Uglux e Maschera di Ferro, che sono avversari temibili anche per lui. Decide viceversa di muoversi nelle ombre, spezzando alcune di quelle inutili vite, nutrendosi di loro. Così facendo, scoprirà dove tengono prigioniera Sysform. Aggirandosi ai margini dell'assembramento, Stritolatore piomba su un gruppetto di debosciati, intenti ad inveire contro il mondo intero. Sognano di uccidere e stuprare; i poveri pazzi, si sentono parte di un esercito del male, destinato ad incendiare e disperdere le ceneri di ogni cosa bella e buona. Il grosso serpentoide soffia una sola volta, spalancando le sue formidabili fauci. I denti veleniferi secernono quanto basta ad uccidere decine di uomini e quattro o cinque buoi. I pazzi del vudù lo vedono, e, ulteriormente rimbambiti dalle chiacchiere di Uglux, pensano di tratti del dio Dhamballa, uscito dal suo personale inferno. Stritolatore non ha tempo per i pazzi, per cui schizza in avanti, sfondando il torace al primo umano che incontra sulla sua traiettoria. Il cuore dell'umano esplode, riversando in ogni spazio disponibile il sangue, che poi fuoriesce copioso dalla bocca, dal naso e dalle orecchie. Prima che il morto si accorga di esserlo, e tocchi terra, il campione dei serpentoidi addenta un altro sordido soggetto. Tale è la dimensione dell'alieno, che l'intero busto del malcapitato sparisce nelle sue fauci. Poi Stritolatore decide di meritarsi il suo nome, avvolgendo nelle sue grosse spire i tre sopravvissuti. Sono tutti e tre uomini forti, o comunque più aggressivi della media degli umani, ma per Stritolatore sono solo giocattoli. Una grandissima pressione li unisce in un abbraccio di morte, finché gli occhi paiono schizzare dalle orbite, e le lingue si protendono verso l'esterno in un ultimo grido privo di voce. Lo scompiglio creato da quelle uccisioni è poca cosa se confrontato con quello prodotto dalla venuta di Dragonfire. Il possente alieno non ha atteso che la navetta atterrasse, ed è balzato fuori. Volando grazie al suo dragoncraft, è arrivato in tempo per dire la sua a proposito di quella festa vudù. Il potere della Navigatrice lo ha guidato infallibilmente dove si trovano Uglux e Maschera di Ferro. Le centinaia di depravati ed esagitati presenti osservano la possente creatura, che vola verso di loro. Lo riconoscono come il drago di Evolution, e pur nella loro idiozia sanno che la loro vita adesso vale poco o nulla. Potrebbe colpirli con la sua super-fiamma, senza neppure scendere dal dragoncraft, ma preferisce percuoterli con i pugni colossali e con la coda possente. Dragonfire atterra con un grande impatto, che scuote le lapidi del cimitero. Sembra una statua raffigurante una divinità di un lontano passato. Gli umani hanno sempre temuto i draghi, e non è escluso che abbiano provato ad adorarli. Ma i draghi non hanno alcun bisogno del consenso degli esseri umani, neppure per mangiarli. Visto che l'alieno li scruta immobile, invitandoli ad attaccarlo, gli accoliti del vudù si scagliano in avanti, urlando a squarciagola. Maschera di Ferro ed Uglux, che in passato sono stati battuti dal drago, si apprestano a colpirlo con armi a lunga gittata, non osando neppure in due attaccarlo fisicamente. I machete si abbattono invano contro le invincibili scaglie verdi. L'acciaio temperato, che taglia facilmente il legno e le ossa, rimbalza e si piega, dopo aver perso il filo. Qualcuno impiega armi da fuoco, ma tanto varrebbe lanciagli contro delle palline da ping pong. Un solo manrovescio del drago alto tre metri scosta brutalmente non meno di sei umani. La zampa di Dragonfire provoca fratture ossee ed istantanee rotture di vasi sanguiferi. Pur non impiegando tutta la sua forza, Dragonfire devasta senza fatica quella moltitudine di adoratori della morte. La coda del possente alieno colpisce più in basso e più lontano, spezzando gambe sopra e sotto il ginocchio. Nel giro di qualche minuto, il campo di battaglia è cosparso di corpi distrutti, sanguinanti, agonizzanti ed urlanti. Il drago avanza verso Maschera di Ferro ed Uglux, non curandosi della fragilità umana che calpesta e frantuma. L'armatura di Maschera di Ferro ha mutato se stessa, fino a produrre, come appendice al braccio destro, un lanciarazzi. Dragonfire cambia strategia, sollevando con una sola zampa due teppisti, che poi scaglia contro il pazzo corazzato. Il razzo dovrebbe percorrere non più di un centinaio di metri, per colpire il bersaglio, ma l'azione del drago lo intercetta in volo. Il proiettile di Maschera di Ferro non esplode, ma perde molta della sua energia nell'impatto con quelle carni e quelle ossa. Come Dragonfire aveva sospettato, quello non è un normale proiettile dotato di carica esplodente. Emette viceversa a contatto una sostanza schiumosa e vischiosa, che si espande velocemente ad avvolgere i due malcapitati. Il grumo che precipita al suolo, a pochi metri da Dragonfire, brucia senza fiamma, ma distrugge facilmente ciò che resta di quelle vite inutili. L'arma prodotta dall'armatura demoniaca trae un godimento palese da quelle uccisioni. Intanto Stritolatore non ha resistito alla tentazione di lanciarsi nella mischia. Uglux se lo vede arrivare addosso, e non riesce a schivare quella massa dinamica di muscoli, ossa e metallo. Il mago mutaforma non cade, ma viene immobilizzato da spire lunghe più di nove metri. Stritolatore fissa i suoi occhi in quelli di Uglux, apprestandosi ad azzannarlo a morte. Purtroppo per il campione dei serpentoidi, Maschera di Ferro è nei paraggi; l'armatura produce una potente carica elettrica, che coglie di sorpresa Stritolatore. Adesso è Uglux che afferra il rettile alieno, e la sua forza cresce per effetto della magia necromantica. L'arrivo di Stritolatore interrompe l'attacco di Dragonfire nei confronti dell'ancora numeroso esercito degli adoratori del vudù. Il drago, che non intende lasciare il serpentoide nelle grinfie dei suoi nemici, avanza a grandi passi. Uglux e Maschera di Ferro capiscono di dover interrompere in fretta la loro azione, per evitare grossi guai. Uglux, dimostrando una grande forza fisica, solleva Stritolatore e lo scaglia contro Dragonfire. Si tratta chiaramente di un'azione diversiva, ma il drago afferra al volo il serpentoide semistordito. Il luogo cimiteriale è talmente intriso di magia vudù e di morti recenti che le divinità oscure, intente ad osservare la battaglia oltre le barriere dimensionali, decidono di manifestare il loro potere necromantico. Coloro che sono morti vengono pervasi da una spaventosa semi-vita, che li costringe ad alzarsi in piedi, o a strisciare sui monconi degli arti spezzati. Gli zombie sono il piatto forte del vudù: un esercito difficile da distruggere, perché costituito da morti. Gli zombie uccidono in fretta i loro ex amici e colleghi feriti. I depravati ancora vivi, peraltro quasi tutti feriti in maniera apprezzabile, scappano in preda all'orrore. Stritolatore, che si è ripreso dall'attacco di Maschera di Ferro, è pronto a combattere assieme a Dragonfire. Adesso il serpentoide ha un altro conto in sospeso con gli adoratori della morte. Dragonfire, per nulla impressionato da quei morti lenti e stupidi, cerca di capire dove siano scappati i nemici veri. Poi finalmente arrivano sul campo di battaglia anche i mutanti di Evolution, desiderosi di fare la loro parte nell'estirpazione di quel male strisciante. Senza bisogno di parole, Dragonfire comprende che il serpentoide preferisce lanciarsi all'inseguimento del pessimo duo. La voce mentale del dottor Occulto avvisa il drago ed i mutanti della sua presenza astrale. Il potente telepate suggerisce a Kong e Fulminatore di seguire il serpentoide, per dargli manforte. Ferox attacca a suo modo uno degli zombie, che sono ancora più lenti di un umano. Gli artigli della donna leopardo strappano grossi pezzi di carne morta, ma di sangue non ne esce; semmai una specie di pus. Lo zombie però continua ad avanzare, con le braccia tese in avanti, come a voler strangolare un nemico non identificato. Ferox atterra e schiva facilmente l'attacco di un altro morto vivente. Poi si volta e colpisce quello di prima con un calcio all'indietro, che lo colpisce alla schiena, spezzandogli la colonna vertebrale. Adesso lo zombie non può fare che piegarsi in avanti e crollare; ma continua a dimenarsi. La Maga non spreca le sue energie psichiche con quei cervelli sfatti, ma, apprendendo come agire da Ferox, usa la sua psicocinesi per spezzare le ginocchia dei morti viventi più vicini. Dragonfire aiuta le colleghe mutanti calpestando gli zombie caduti: settecento chili di alieno verde frantumano tutte le ossa in un colpo solo, azzerando ogni parvenza di attività post-morte. Stritolatore è scivolato via ad una tale velocità da rendere difficile anche a Kong seguirlo. Fulminatore si apre la strada con scariche che distruggono del tutto i sistemi nervosi dei nemici, vivi o morti che siano. Le grandi energie prodotte dal suo organismo mutante pervadono i sistemi in disfacimento, li saturano e provocano anche piccole esplosioni ed incendi. Sysform è stata catturata, ma non sconfitta, quindi, sentendo i rumori della battaglia, aggredisce uno dei depravati adoratori del vudù. Non è ancora morto, ma la testata della serpentessa, che lo coglie in pieno petto, gli blocca il cuore in maniera molto dolorosa. Maschera di Ferro accorre con tutta la velocità che gli è concessa dall'armatura demoniaca, ma Kong gli atterra praticamente sulla schiena, con i suoi enormi piedi (o zampe). Il pazzo mascherato ricorda le precedenti sconfitte, e pensa sia giunto il momento di vendicarsi. Sbagliato, perché ora gli piove addosso anche Stritolatore. Il serpentoide lo avvolge subito nei suoi oltre nove metri di lunghezza; questa volta però, utilizzando uno degli innesti tecnologici del suo nuovo corpo, emette un campo di distorsione elettromagnetica. Maschera di Ferro prova a scaricargli addosso una scarica di energia letale, ma l'armatura non risponde. Stritolatore prosegue nel suo intento omicida, che però deve fare i conti con la grande resistenza dell'armatura. Lentamente il serpentoide molla la presa e si allontana da Maschera di Ferro, le cui velleità sono momentaneamente assopite, vista la contemporanea minacciosa presenza di Kong e di Stritolatore. Uglux aggredisce Sysform, ma Fulminatore lo colpisce con un lampo che provoca il distacco di pezzi di roccia dal corpo del mutaforma. Uglux e Maschera di Ferro si collocano schiena contro schiena, circondati da Kong, Fulminatore, Stritolatore e Sysform. Dragonfire si avvicina con un incedere che incute sommo timore, nonostante gli zombie residui gli si aggrappino invano addosso. Uglux non possiede il potere del volo, ma l'armatura di Maschera di Ferro potrebbe essere in grado di scagliarli entrambi a distanza di sicurezza. La procedura è pericolosa, ma sia gli accoliti, sia gli zombi sono ridotti ai minimi termini. Il decollo non è dei migliori, ma funziona, ed i due sacerdoti del vudù raggiungono una quota discreta in brevissimo tempo, per poi precipitare quasi fuori controllo in mezzo ad una folta boscaglia.
domenica 10 luglio 2011
Serpenti vudù_4° libro_142° episodio
Uglux: un mago antico, che viveva in mezzo a fedeli, adorato quasi come un dio. Poi arrivò Evolution, che gli sottrasse lo scettro del potere. Da allora lo scettro non è più conosciuto come lo scettro di Uglux, e quel mago antico non ha più adoratori. La sua forza magica era in buona parte contenuta nello scettro, ma i mutanti e Dragonfire lo sconfissero facilmente, con la forza bruta e gli altri super-poteri. Uglux è anche un mutaforma; è nato con questo potere, perché è lui stesso un mutante. Aveva già avuto a che fare con i poteri felini di Ferox, con l’agilità e la forza scimmiesca di Kong, con le scariche elettriche di Fulminatore, e con le abilità psioniche della Maga; ma non si sarebbe mai aspettato che un lupo nero, mai visto prima, lo aggredisse per staccargli una mano. Il lupo nero è intervenuto in difesa di Sysform, che non sarebbe stata in grado di contrastare i residui poteri magici di Uglux. Ma quali erano i progetti del malvagio mutaforma? Pensava di riconquistare il ruolo di un tempo, coinvolgendo la serpentessa extraterrestre. Un essere serpentino intelligente e chiaramente alieno avrebbe potuto validamente coadiuvare il mago in un rilancio del vudù. Uglux conosce molto bene quel politeismo sotterraneo. I devoti credono fermamente al potere della magia, naturale e non. Chiunque riesca ad aggregare le grandi masse di adoratori del vudù dispone di un esercito senza pari, di fedeli fino alla morte. Ora però Uglux deve concentrare tutte le sue energie per guarire. La rigenerazione completa della mano per adesso è esclusa, quindi il mutaforma adotta una protesi tecnologica, che gli tornerà utile in battaglia. Uglux si concentra, lasciando volare il suo spirito oltre le apparenze di questo mondo. Il suo corpo ha superato lo shock dell’amputazione della mano, e la perdita di sangue è stata contenuta. Al dottor Occulto, fondatore e capo di Evolution, non poteva sfuggire un’attività necromantica nei pressi della base del super-gruppo. Uglux, in preda alla sete di vendetta, si sta esponendo a forze molto potenti, che potremmo definire semplicisticamente demoni. Il lupo nero è lui stesso uno pseudo-demone, ma la sua impronta energetica è correlata alla natura animale incontaminata. I demoni che prendono forma di fumo, nei pressi del loro evocatore, preferiscono aggirarsi nei cimiteri sconsacrati. Il lupo nero ha strappato la mano ad Uglux, ma non solo per salvare la serpentessa, con la quale non aveva peraltro alcun rapporto di amicizia. Nancy, mutante psionica proveniente dal medioevo, avverte il turbamento del suo grosso amico peloso, perché tra loro esiste un legame molto solido. Nancy cade in uno stato di trance, in qualche modo simile a quelli che Navigatrice impiega per analizzare le implicazioni spazio-temporali. Sysform, scesa sulla Terra per comprendere la natura umana, viene attraversata da un brivido, quando le potenze evocate da Uglux, volgono il loro sguardo verso di lei. Provenire da un altro mondo può significare trascendere alcuni limiti che condizionano i nativi. Nel caso di Sysform, sfortunatamente per lei, la sua provenienza extraterrestre la rende invece vulnerabile all’attacco del vudù. La serpentessa perde quasi istantaneamente il controllo delle proprie azioni, ma non prima di avere inviato attraverso lo spazio-tempo un ultimo allarme disperato. Il dottor Occulto, che è il più potente telepate del pianeta, è impressionato dalla carica emozionale del grido psichico di Sysform, ed anche dalla sua successiva caduta in uno stato catatonico. Occulto incarica la sua allieva Navigatrice di inoltrare il messaggio a chi di dovere, nel caso in cui la Luna fosse troppo lontana per quel tipo di messaggio. Red Snake, capo del corpo di spedizione dei serpentoidi sul nostro satellite, interrompe le sue attività, e si immobilizza sul ponte di comando della sua astronave. Gli altri serpentoidi si chiedono cosa possa avere prodotto quell’effetto; che sia un’arma segreta dei maledetti terrestri? Navigatrice ha inoltrato il messaggio di Sysform anche al formidabile Stritolatore, campione dei rettili striscianti. Lui però, invece di bloccarsi, spalanca le fauci, producendo un fischio agghiacciante. L’ambasciatrice occulta dei serpentoidi sulla Terra è stata catturata da una forza spaventosa; questo significa che le azioni militari contro Base Luna sono momentaneamente sospese. Uglux non perde tempo, e conduce con sé la soggiogata aliena. Il posto scelto dal mutaforma per incontrarsi con i suoi adepti è ovviamente un cimitero isolato e sconsacrato. Marmaglia di vario genere: drogati, ubriaconi allucinati, psicopatici, killer seriali, stupratori. Tutti attendono in silenzio che il mostruoso Uglux cresca, assorbendo pietre e legno. Poi compare la serpentessa, nei suoi oltre tre metri. I debosciati ed i criminali presenti capiscono, nonostante il cervello non sia la loro parte migliore, che quello non è solo un grosso serpente. Il maestro ha ragione, quando grida che l’essere che lui ha soggiogato è una manifestazione terrena del temutissimo dio serpente. I pazzi saltano e gridano, mordendosi e graffiandosi a vicenda. L’ignobile sceneggiata avviene nel cuore della notte, e qualcuno, che non riesce a dormire, chiama la polizia. Uglux li sente arrivare, ma vuole mettere alla prova il suo nuovo esercito. Quando i poliziotti intimano l’alt alla masnada di depravati, capiscono di avere commesso un errore, perché quelli non hanno più paura neppure della morte. I poliziotti sparano prima in alto, poi ad altezza d’uomo, ma vengono facilmente sommersi e percossi senza pietà. Un poliziotto riesce però a salire in auto, nonostante le ferite. Un pazzo gli si para davanti, ed il poliziotto lo investe senza esitare; qualche cretino lo metterà sotto accusa, ma lui sarà ancora vivo. Quando il poliziotto arriva in centrale, è ridotto male, ma può riferire alla detective Lucrezia ciò che ha visto e sentito. Lucrezia, incaricata di occuparsi di eventi “insoliti”, ipotizza che la serpentessa aliena si sia alleata con il mostro che guida la banda dei depravati cimiteriali. Però un istante dopo ci ripensa, perché il suo lato felino non ci crede. Sysform è un essere pericoloso, ma non è una degenerata, e non si presterebbe a pericolosi giochi che coinvolgano la magia oscura. Forse neppure Uglux ci aveva pensato, ma le potenze della morte e della disperazione hanno deciso di procurargli un alleato. Uno forse più pazzo di lui. Un malvagio sconfitto più volte da Evolution, e scagliato in un altro piano dell’esistenza, dove è sopravvissuto spese della sua anima. Un umano che gode ad essere pervaso dalle forze demoniache più degradanti. Le energie senzienti che stanno dietro il vudù raccolgono grandi quantitativi di forza vitale dalla moltitudine di debosciati. Molti di loro cadono e digrignano i denti. Molti si ammalano in quel momento di malattie incurabili, ma ridono come se avessero vinto un premio alla lotteria. Il vudù decide di puntare su Uglux, ed apre un portale dimensionale, dal quale striscia fuori il vecchio Maschera di Ferro. Psichiatri scriverebbero molti libri per cercare di spiegare come la mente umana possa decomporsi come quella di Maschera di Ferro. Il punto è che il pazzo corazzato quegli stessi psichiatri li ucciderebbe in centinaia di modi, diversi tra loro e con sofferenza prolungata al massimo. Uglux non è peraltro un esempio di sanità mentale, e gradisce di accompagnarsi con uno spirito quasi simile. I pazzi che adorano il vudù ed Uglux hanno viceversa seri dubbi su Maschera di Ferro, e lo attaccano, perché tipi così non perdono tempo a parlare e neppure a ragionare. Quel metallo, che una volta era acciaio, ora è una sostanza durissima, flessibile ed autorigenerante. L’armatura di Maschera di Ferro lo possiede, ma ne subisce altresì l’influsso nefasto: una simbiosi esplosiva. Per lui la vita è un inferno, ma gli piace che sia così. Per cui quei caproni biascicanti che lo assalgono, armati di coltelli e sbarre di ferro, lo fanno sorridere. Li colpisce senza pietà, e lo stesso fanno loro con lui. Si divertono mentre muoiono sventrati e dissanguati. Nella loro dimensione, le divinità demoniache del vudù sono felici di avere dato credito a quei pazzi umani. Poche altre forme di vita, tra quelle da loro conosciute, sono altrettanto sprezzanti della vita, della morte e finanche dell’estetica. In breve, Maschera di Ferro di erge, coperto di sangue ed altri liquidi ributtanti, tra una moltitudine di corpi massacrati. Uglux sa che, appena si spargerà la voce, molti accorreranno per sostituire, in maggior numero, quelli che sono appena stati spediti all’inferno. Intanto Sysform giace in una cripta, avvolta su se stessa, in attesa che il suo padrone le ordini di muoversi. Lei però non ha un padrone: questo è il messaggio che proviene da enormi profondità del suo essere asservito. Una piccola scintilla che rifiuta di spegnersi, e che anzi inizia lentamente a divampare. Uglux vuole ovviamente vendicarsi di tutti i suoi nemici, iniziando da quelli veri, per poi estendersi a quelli immaginari. Il malvagio mutaforma intende spezzare il lupo nero, prima nell’anima e poi nel corpo. Per farlo decide di spedire la serpentessa ad uccidere la piccola Rebecca. Immagina con esaltazione il piccolo corpo della ragazzina lupo, squarciato dalla zanne velenifere della possente extraterrestre. Poi toccherà al lupo nero morire. Sysform è felice di poter uscire dalla cripta, ma impazzisce se pensa di essere stata spedita ad uccidere una bambina. La serpentessa, avvistato il branco, aggira i mannari adulti, avvicinandosi ai bambini. Se fosse in sé, scatterebbe in perfetto mortale silenzio. Invece, come estrema reazione, fischia come un cobra di dimensioni mai viste. Ottiene ciò che vuole, perché Rebecca ed i suoi amici schizzano via per evitare il suo assalto. Ora però l’incantesimo vudù si rafforza, e Sysform perde il controllo delle sue spire. Rebecca sarebbe spacciata, non potendo reggere il confronto con la forza della serpentessa. Con Evolution e Dragonfire sulla Luna, pare che nessuno possa intervenire per evitare che l’atrocità perpetrata da Uglux si concretizzi. Non la pensano così la telepate Nancy ed il lupo nero, che digrigna i denti pronto a lacerare l’innocente Sysform. Uglux e Maschera di Ferro pregustano lo scontro tra due esseri che dovrebbero essere alleati. Questa è l’essenza del male: creare dissidio e contrapposizione illogica. Il lupo nero e la serpentessa si morderebbero a vicenda; poi forse lui, avvelenato a morte, riuscirebbe a spezzarle la colonna vertebrale. O forse lei serrerebbe le sue spire potenti sul suo collo. Nancy però fa in tempo a sondare mentalmente Sysform, comprendendo il suo stato di sottomissione, indotta dal vudù. Il lupo nero guarda perplesso l’amica telepate, e frena il suo impeto mortale. Nancy spara una possente scarica mentale nella testa dell’aliena serpentiforme. Quell’energia, che normalmente la frastornerebbe, la libera viceversa dal potere del perfido Uglux. Il ritorno di Uglux e di Maschera di Ferro convince Evolution e Dragonfire a tornare sulla Terra, ma nel frattempo i due perfidi soggetti potrebbero produrre molti danni irreparabili. Contestualmente anche i serpentoidi decidono di inviare Stritolatore sulla Terra, per riprendersi Sysform. Giacché necessita un’azione istantanea, il dottor Occulto ottiene da Ferox l’assenso a trasferire la sua essenza nel corpo della detective Lucrezia, che in tal modo sarà in grado di spalleggiare validamente Nancy ed il lupo nero. Dato il legame simbiotico, ottenuto grazie allo scettro magico che Evolution ha strappato ad Uglux, Lucrezia cessa di essere umana, e diventa Ferox. La donna leopardo, stanca di operare in un contesto lunare, piomba su Uglux come una furia, graffiandolo ferocemente. Se il mutaforma non avesse assorbito sassi e legno, sarebbe già ridotto in brandelli. Il soffiare di Ferox è feroce, e contagia sia il lupo nero, sia i giovani mannari, che si buttano nella mischia. Gli allievi si accontentano saggiamente di assalire ed aprire ferite ripugnanti, sulla carne della marmaglia convenuta per adorare Uglux. Rebecca ed i suoi amici si lanciano, due o tre alla volta, contro ogni singolo teppista. Poco possono questi esemplari di feccia umana contro i mannari, seppure poco più che bambini. Lupo nero ha già impattato con grande clangore contro la corazza di Maschera di Ferro. Il criminale non è ferito, ma il lupo demone è molto più veloce di lui. Sysform blocca le gambe di Maschera di Ferro, che precipita al suolo; poi cerca di avvolgerlo, ma commette un errore, giacché l’armatura emette una scossa elettrica decisamente forte. La serpentessa sopravvive, ma si ripiega su se stessa per riprendersi. Il lupo nero cerca di mordere il volto di Maschera di Ferro, ma senza apprezzabili risultati. Poi Uglux si libera per un attimo di Ferox, e colpisce il lupo con un potente calcio. In attesa del momento giusto per colpire, Nancy si accorge che l’essenza della Maga è stata spedita in suo soccorso. Solo un telepate potente come il dottor Occulto potrebbe trasferire gli spiriti ed i poteri di Ferox e della Maga attraverso lo spazio cosmico. I poteri congiunti delle due mutanti producono due lampi psichici, che colgono impreparati sia Uglux, sia Maschera di Ferro. A quel punto, avviene l’assalto di una torma di decine o addirittura centinaia di adoratori del vudù. Gli esagitati sbavanti accettano senza timore di morire le zanne e gli artigli di Ferox e del lupo nero. Respingono i giovani mannari di Rebecca, che ripiegano dietro la donna leopardo ed il lupo demone. I pazzi umani drogati non temono, anzi chiedono la morte, e la morte ottengono. Lo scontro dura finché solo gli eroi rimangono in piedi, o sulle zampe. Il lupo e la mutante felina ne hanno sventrati tanti da saziarsi per giorni interi. Il punto è che Maschera di Ferro ed Uglux sono riusciti a scappare, o forse sono stati trasportati via dai loro accoliti.
domenica 3 luglio 2011
BATTAGLIA LUNARE_4° libro_141° episodio
Il dragoncraft funziona benissimo anche sulla Luna, perché trae energia direttamente dal drago verde di Evolution. Vola addirittura meglio che sulla Terra, dovendo controbattere una gravità minore. Dragonfire vola incontro all’astronave dei serpentoidi, deciso a restituire una delle molte visite che loro hanno fatto a Base Luna. Forse gli alieni striscianti non si aspettavano che qualcuno là sotto potesse raggiungerli senza una navetta. I reptoid si sono mantenuti a distanza e ben visibili, proprio per distrarre i serpentoidi dall’attacco di Dragonfire. Brak e Ssax osservano sui loro schermi l’ascesa di Dragonfire, pronti ad intervenire a loro volta. Raggiunta l’astronave in orbita attorno alla Luna, Dagonfire scatena la sua super-fiamma a distanza ravvicinata. Il metallo, resistente alle micro-meteoriti, fronteggia l’impatto con un plasma a dir poco incandescente. All’interno dell’astronave dei serpentoidi, suonano tutti gli allarmi: un attacco inaspettato, di grande potenza. Le squadre speciali si dirigono nell’area colpita dalla super-fiamma; poi però retrocedono, giacché l’armatura esterna della nave stellare ha raggiunto il calor bianco. Dragonfire ha scatenato un vero inferno, accecante e caldissimo; ma lui si muove nel suo elemento, e prosegue con forza inimmaginabile. Nel giro di pochi secondi, il metallo extraterrestre passa direttamente dallo stato solido allo stato gassoso. Dal varco incandescente, Dragonfire accede ad un enorme hangar; i serpentoidi lo osservano da lontano. Trattandosi di una razza guerriera, lo attaccherebbero fisicamente, sperando che il numero possa sconfiggere quel colosso scaglioso. Però la dura scorza dei serpentoidi non li protegge dal grande calore, e devono aspettare che si dissipi nel vuoto. Visto che i serpentoidi non vanno da lui, Dragonfire avanza verso di loro, pronto a distribuire pugni colossali, calci dirompenti e micidiali colpi di coda. Drago Nero è salito sulla navetta dei due reptoid, Brak e Ssax. Giungono anche loro al varco prodotto dalla super-fiamma di Dragonfire; seguono il drago verde, per evitare che si diverta da solo a bastonare almeno un centinaio di serpentoidi agguerriti. Il colossale hangar si presta in maniera mirabile alla battaglia che scoppia subito dopo. Brak e Ssax rinunciano per ora ad impiegare le loro pistole a raggi, coinvolti da Dragonfire e Drago Nero in quella manifestazione di fisicità draghesca. I serpentoidi che si scagliano contro Dragonfire impattano contro i suoi pugni, o colpiscono le sue durissime scaglie. Il drago di Evolution non frena i suoi colpi, come fa di solito sulla Terra. La coda di Dragonfire taglierebbe l’aria sibilando, se l’atmosfera di quella sezione dell’astronave non fosse stata risucchiata all’esterno. Serpentoidi colpiti dal drago verde si salvano perché la gravità lunare permette loro di volare lontano; ma le ossa si rompono comunque. Drago Nero, la cui forza è quasi pari a quella di Dragonfire, si apre la strada tra serpentoidi sibilanti, che cercano di avvinghiarsi a lui per stritolarlo. Brak e Ssax, leggermente più piccoli, dispongono comunque di una massa quattro o cinque volte superiore a quella del serpentoide medio. I mutanti di Evolution sono anch’essi giunti all’astronave aliena, ma stanno preparandosi ad entrare da una breccia diversa, prodotta da loro stessi. I quattro mutanti indossano tute spaziali alleggerite, progettate da Kong. Volano grazie a quattro craft, analoghi a quello di Dragonfire. Fulminatore richiama tutta la sua energia, per produrre una scarica elettrica altamente penetrante; è la prima volta che opera in assenza di atmosfera, ma ciò non pare diminuire in alcun modo il suo grande potere. Simile ad un laser, una lama di energia concentrata perfora la spessa corazza della nave stellare dei serpentoidi. Ora però Fulminatore deve riposarsi per rigenerare le sue energie; gli subentra la Maga, che insinua la sua forza telecinetica nel foro aperto dal collega. Ferox e Kong partecipano allo sforzo della Maga, sparando con i loro fucili dirompenti. Il metallo alieno lentamente cede, consentendo ai quattro mutanti di entrare. Alcuni serpentoidi accorrono, ma il grosso delle forze è impegnato contro Dragonfire e gli altri tre draghi. Ferox decide di testare per prima la sua tuta spaziale in un combattimento corpo a corpo. La falla nella parete dell’astronave ha causato la fuoriuscita di un’atmosfera che sarebbe stata respirabile anche per i quattro mutanti terrestri. Ora invece Ferox non può privarsi del respiratore; ma è convinta che la sua grande versatilità compenserà l’handicap, in fretta e bene. La donna leopardo ha già ampiamente dimostrato, contro Stritolatore, di non avere alcun problema ad usare le sue armi naturali contro questi grossi serpenti extraterrestri. Sa che si tratta di creature molto intelligenti, ma in battaglia vince chi colpisce per primo, chi colpisce più forte, e chi affonda i colpi successivi. I serpentoidi aprono le fauci, desiderosi di avvelenare quella tremenda creatura saltellante. Ferox pare danzare, ed i suoi colleghi sanno che quando si comporta così è ancora più pericolosa. Kong balza a suo modo, con una grande forza correlata ad una massa di ossa e muscoli molto compatti. Lui non graffia e non taglia, ma percuote con le grandi mani e gli ancora più grandi piedi. Serpentoidi rimbalzano contro le pareti, e scivolano al suolo storditi. La Maga, come accade sovente, viene accerchiata da nemici che la ritengono una sorta di debole umana: una mascotte che i mutanti si porterebbero in giro per motivi poco chiari. Nulla di più sbagliato: la Maga colpisce due o tre nemici contemporaneamente, con le sue lame mentali. Grandi mal di testa lunari costringono numerosi serpentoidi ad abbandonare la prima linea dei combattimenti. Fulminatore, ripresosi dal precedente impiego massiccio della sua energia, per il momento spara scariche a breve distanza, che si rivelano micidiali per i nemici già duramente provati dagli attacchi di Ferox, Kong e Maga. Sull’altro fronte, i serpentoidi, accertata la superiorità fisica degli avversari, mandano all’attacco una torma di robot multizampe, di dimensioni decisamente superiori a quelli incontrati finora. Uno di detti aggeggi, alto almeno sei metri e lungo nove, apre subito il fuoco contro il più forte tra gli intrusi. Dragonfire, investito in pieno dalla scarica d’energia, perde contatto con la pavimentazione metallica dell’astronave, che esplode verso l’alto. Drago Nero ed i due reptoid si voltano allarmati verso la deflagrazione. La temperatura si è alzata in maniera pericolosa, ma il drago di Evolution è in perfetta sintonia con l’elemento fuoco, e si riprende all’istante. Dragonfire risponderebbe al fuoco con il fuoco, ma potrebbe danneggiare anche gli alleati. Con un sorriso, effettuato con fauci non strutturate per sorridere, il colosso verde attacca frontalmente il grosso robot multizampe. L’impatto si trasmette all’intera astronave, ed il suono si propaga attraverso il metallo, non potendo farlo attraverso l’atmosfera assente. Brak e Ssax cercano a loro volta un avversario degno della loro forza. Drago Nero è stato assalito da una decina di emuli di Stritolatore, convinti di poterlo sottomettere grazie al numero. Ciò che i serpentoidi non sanno, ma che stanno per scoprire in maniera dolorosa, è che il drago robot è in grado di scatenare dalle fauci una propria fiamma. Appena iniziano ad assaggiare quella elargizione rovente, i rettili striscianti ripiegano, onde evitare di finire arrostiti. Anche per Brak e Ssax è arrivato finalmente un grosso robot multizampe, e loro lo investono con una carica irresistibile. Adesso ci sono due robot che, rovesciati sulla schiena, agitano le loro zampe verso l’alto. Alcuni serpentoidi aprono il fuoco contro Dragonfire, Brak e Ssax; è più che altro un fuoco di disturbo, dato che si tratta di armi portatili. Drago Nero interviene, scagliando diversi serpentoidi, come proiettili viventi, a distanza di decine di metri. All’interno di Base Luna, i quattro astronauti terrestri sono stati messi al corrente dell’assalto all’astronave dei serpentoidi. Avrebbero partecipato volentieri, ma volare a bordo di un craft, e sfondare una parete di metallo alieno con la super-fiamma o con le scariche di Fulminatore, esula dalle loro abilità professionali. Quello che non sanno, per ora, è che Stritolatore ha deciso di restituire la visita, e l’obiettivo sono loro quattro. Il campione tra i serpentoidi irrompe all’improvviso nel locale dove si trovano i quattro terrestri. La sua massa è impressionante specie ora che è parzialmente ricoperto di lucente metallo. I quattro terrestri sono cambiati parecchio, da quando arrivarono sulla Luna, sebbene non come Stritolatore, che è quasi morto e rinato. Gli astronauti intellettuali sono stati addestrati dai mutanti e dai draghi; adesso impugnano disinvoltamente i loro fucili al plasma, e sparano contro l’aggressore. Stritolatore è molto veloce, e vedersi arrivare addosso un rettile lungo più di nove metri spaventerebbe qualunque essere umano. Gli astronauti quindi evitano di soffermarsi su ciò che potrebbe capitare loro se venissero azzannati da quel mostro, e non smettono di sparare. Colpito più che altro di striscio, Stritolatore avverte comunque il morso del plasma caldissimo. Soffia, allarga ulteriormente le fauci, e riparte all’attacco. Nei suoi occhi, una luce folle, che promette morti dolorosissime. Base Luna decide allora di intervenire, scagliando addosso all’intruso frammenti della sua stessa durissima sostanza. Stritolatore finalmente capisce il motivo per cui entrare e muoversi entro Base Luna ha allarmato i suoi istinti animali. Base Luna è viva, e parteggia per i terrestri. Il serpentoide non è pazzo come vuole sembrare, per cui utilizza le sue forze per allontanarsi in fretta, in maniera possibilmente indolore. Ma non ha tenuto conto del ritorno di Evolution, e non è il solo a possedere istinti atavici. Ferox, mentre entrava nell’astronave aliena, ha percepito un richiamo proveniente da Base Luna. Ora fronteggia il serpentoide modificato, e lui accetta lo scontro, pregustando le carni della donna leopardo. Un pugno colossale di Kong si abbatte però sulla testa blindata di Stritolatore, che impatta dolorosamente contro il pavimento di Base Luna (e Base Luna ringrazia). L’uomo bestia di Evolution colpisce velocissimo anche coll’altro pugno, e frammenti di metallo schizzano in giro. Il possente serpentoide si distrae quanto basta a commettere un grosso errore: volta le spalle a Ferox. Lei gli atterra addosso, dopo un salto fenomenale; poi i suoi artigli lacerano le residue carni del mostro, che finalmente grida. I sostenitori del singolar tenzone potrebbero obiettare che Kong e Ferox sono in due contro un solo serpentoide. Ma detti puristi del combattimento cambierebbero opinione se assistessero al contrattacco di Stritolatore. Le sue spire colpiscono entrambi i mutanti, che incassano il colpo, e si preparano ad una disputa all’ultimo sangue. Base Luna la vede diversamente: i suoi corridoi diventano quindi condotti di espulsione, attraverso i quali raggi di forza gravitazionale agganciano ed espellono il potente nemico. Dragonfire, Drago Nero ed i due reptoid Brak e Ssax nel frattempo si sono allontanati dall’astronave dei serpentoidi, dopo avere prodotto danni considerevoli. Fulminatore e Maga hanno impiegato le loro super abilità per sganciarsi dai pochi serpentoidi ancora in grado di combattere. Stritolatore, sulla superficie lunare, osserva l’avvicinamento dei mutanti e dei draghi. Non è ancora sconfitto, ma non è questo il momento di riprendere le ostilità. Sulla Terra, Uglux, ricorrendo alle sue doti divinatorie, percepisce il legame tra la serpentessa Sysform ed Evolution. Questa creatura extraterrestre è forte e meritevole di essere studiata. Uglux pensa di coinvolgerla nei suoi prossimi folli piani. Le compare quindi davanti, sorprendendo i suoi sensi animali. La serpentessa tuttavia non intende intavolare alcuna discussione con un essere dal quale promana una tale malvagità; per cui lo attacca a testa bassa. La cresta ossea della serpentessa provoca dolore al mutaforma, che subito inizia ad assorbire la forza dei mattoni di un vicino muro. Il pugno di Uglux è molto potente, ma Sysform è decisamente più veloce di lui. Il colpo va a vuoto, o meglio danneggia il muro di un edificio. Avendo assorbito la forza dei mattoni, Uglux ne ha però assorbito anche la relativa fragilità: ora la sua mano è scheggiata e quasi inservibile. Sysform lo colpisce con le sue spire, mirando alle parti corporee nelle quali la carne prevale su altri materiali. Lei stessa patisce l’urto, ma Uglux ne è stordito. Decidendo di far ricorso alla sua forza magica, il mutaforma punta l’altra mano, che inizia ad emettere energie azzurrine. Questa mano è rimasta di carne ed ossa, altrimenti non riuscirebbe ad innescare le forze magiche. Sfortunatamente per Uglux, il lupo nero decide di serrare le sue forti fauci sulla mano normale, strappandogliela dal braccio. La sorpresa è subito seguita da un grande dolore fisico, ma Uglux ordina al proprio sangue di non sgorgare dall’orrendo strappo. Poi, in una cortina nebbiosa, corre a rintanarsi in qualche buco profondo, nel quale ricucirsi le ferite.
