Il dragoncraft funziona benissimo anche sulla Luna, perché trae energia direttamente dal drago verde di Evolution. Vola addirittura meglio che sulla Terra, dovendo controbattere una gravità minore. Dragonfire vola incontro all’astronave dei serpentoidi, deciso a restituire una delle molte visite che loro hanno fatto a Base Luna. Forse gli alieni striscianti non si aspettavano che qualcuno là sotto potesse raggiungerli senza una navetta. I reptoid si sono mantenuti a distanza e ben visibili, proprio per distrarre i serpentoidi dall’attacco di Dragonfire. Brak e Ssax osservano sui loro schermi l’ascesa di Dragonfire, pronti ad intervenire a loro volta. Raggiunta l’astronave in orbita attorno alla Luna, Dagonfire scatena la sua super-fiamma a distanza ravvicinata. Il metallo, resistente alle micro-meteoriti, fronteggia l’impatto con un plasma a dir poco incandescente. All’interno dell’astronave dei serpentoidi, suonano tutti gli allarmi: un attacco inaspettato, di grande potenza. Le squadre speciali si dirigono nell’area colpita dalla super-fiamma; poi però retrocedono, giacché l’armatura esterna della nave stellare ha raggiunto il calor bianco. Dragonfire ha scatenato un vero inferno, accecante e caldissimo; ma lui si muove nel suo elemento, e prosegue con forza inimmaginabile. Nel giro di pochi secondi, il metallo extraterrestre passa direttamente dallo stato solido allo stato gassoso. Dal varco incandescente, Dragonfire accede ad un enorme hangar; i serpentoidi lo osservano da lontano. Trattandosi di una razza guerriera, lo attaccherebbero fisicamente, sperando che il numero possa sconfiggere quel colosso scaglioso. Però la dura scorza dei serpentoidi non li protegge dal grande calore, e devono aspettare che si dissipi nel vuoto. Visto che i serpentoidi non vanno da lui, Dragonfire avanza verso di loro, pronto a distribuire pugni colossali, calci dirompenti e micidiali colpi di coda. Drago Nero è salito sulla navetta dei due reptoid, Brak e Ssax. Giungono anche loro al varco prodotto dalla super-fiamma di Dragonfire; seguono il drago verde, per evitare che si diverta da solo a bastonare almeno un centinaio di serpentoidi agguerriti. Il colossale hangar si presta in maniera mirabile alla battaglia che scoppia subito dopo. Brak e Ssax rinunciano per ora ad impiegare le loro pistole a raggi, coinvolti da Dragonfire e Drago Nero in quella manifestazione di fisicità draghesca. I serpentoidi che si scagliano contro Dragonfire impattano contro i suoi pugni, o colpiscono le sue durissime scaglie. Il drago di Evolution non frena i suoi colpi, come fa di solito sulla Terra. La coda di Dragonfire taglierebbe l’aria sibilando, se l’atmosfera di quella sezione dell’astronave non fosse stata risucchiata all’esterno. Serpentoidi colpiti dal drago verde si salvano perché la gravità lunare permette loro di volare lontano; ma le ossa si rompono comunque. Drago Nero, la cui forza è quasi pari a quella di Dragonfire, si apre la strada tra serpentoidi sibilanti, che cercano di avvinghiarsi a lui per stritolarlo. Brak e Ssax, leggermente più piccoli, dispongono comunque di una massa quattro o cinque volte superiore a quella del serpentoide medio. I mutanti di Evolution sono anch’essi giunti all’astronave aliena, ma stanno preparandosi ad entrare da una breccia diversa, prodotta da loro stessi. I quattro mutanti indossano tute spaziali alleggerite, progettate da Kong. Volano grazie a quattro craft, analoghi a quello di Dragonfire. Fulminatore richiama tutta la sua energia, per produrre una scarica elettrica altamente penetrante; è la prima volta che opera in assenza di atmosfera, ma ciò non pare diminuire in alcun modo il suo grande potere. Simile ad un laser, una lama di energia concentrata perfora la spessa corazza della nave stellare dei serpentoidi. Ora però Fulminatore deve riposarsi per rigenerare le sue energie; gli subentra la Maga, che insinua la sua forza telecinetica nel foro aperto dal collega. Ferox e Kong partecipano allo sforzo della Maga, sparando con i loro fucili dirompenti. Il metallo alieno lentamente cede, consentendo ai quattro mutanti di entrare. Alcuni serpentoidi accorrono, ma il grosso delle forze è impegnato contro Dragonfire e gli altri tre draghi. Ferox decide di testare per prima la sua tuta spaziale in un combattimento corpo a corpo. La falla nella parete dell’astronave ha causato la fuoriuscita di un’atmosfera che sarebbe stata respirabile anche per i quattro mutanti terrestri. Ora invece Ferox non può privarsi del respiratore; ma è convinta che la sua grande versatilità compenserà l’handicap, in fretta e bene. La donna leopardo ha già ampiamente dimostrato, contro Stritolatore, di non avere alcun problema ad usare le sue armi naturali contro questi grossi serpenti extraterrestri. Sa che si tratta di creature molto intelligenti, ma in battaglia vince chi colpisce per primo, chi colpisce più forte, e chi affonda i colpi successivi. I serpentoidi aprono le fauci, desiderosi di avvelenare quella tremenda creatura saltellante. Ferox pare danzare, ed i suoi colleghi sanno che quando si comporta così è ancora più pericolosa. Kong balza a suo modo, con una grande forza correlata ad una massa di ossa e muscoli molto compatti. Lui non graffia e non taglia, ma percuote con le grandi mani e gli ancora più grandi piedi. Serpentoidi rimbalzano contro le pareti, e scivolano al suolo storditi. La Maga, come accade sovente, viene accerchiata da nemici che la ritengono una sorta di debole umana: una mascotte che i mutanti si porterebbero in giro per motivi poco chiari. Nulla di più sbagliato: la Maga colpisce due o tre nemici contemporaneamente, con le sue lame mentali. Grandi mal di testa lunari costringono numerosi serpentoidi ad abbandonare la prima linea dei combattimenti. Fulminatore, ripresosi dal precedente impiego massiccio della sua energia, per il momento spara scariche a breve distanza, che si rivelano micidiali per i nemici già duramente provati dagli attacchi di Ferox, Kong e Maga. Sull’altro fronte, i serpentoidi, accertata la superiorità fisica degli avversari, mandano all’attacco una torma di robot multizampe, di dimensioni decisamente superiori a quelli incontrati finora. Uno di detti aggeggi, alto almeno sei metri e lungo nove, apre subito il fuoco contro il più forte tra gli intrusi. Dragonfire, investito in pieno dalla scarica d’energia, perde contatto con la pavimentazione metallica dell’astronave, che esplode verso l’alto. Drago Nero ed i due reptoid si voltano allarmati verso la deflagrazione. La temperatura si è alzata in maniera pericolosa, ma il drago di Evolution è in perfetta sintonia con l’elemento fuoco, e si riprende all’istante. Dragonfire risponderebbe al fuoco con il fuoco, ma potrebbe danneggiare anche gli alleati. Con un sorriso, effettuato con fauci non strutturate per sorridere, il colosso verde attacca frontalmente il grosso robot multizampe. L’impatto si trasmette all’intera astronave, ed il suono si propaga attraverso il metallo, non potendo farlo attraverso l’atmosfera assente. Brak e Ssax cercano a loro volta un avversario degno della loro forza. Drago Nero è stato assalito da una decina di emuli di Stritolatore, convinti di poterlo sottomettere grazie al numero. Ciò che i serpentoidi non sanno, ma che stanno per scoprire in maniera dolorosa, è che il drago robot è in grado di scatenare dalle fauci una propria fiamma. Appena iniziano ad assaggiare quella elargizione rovente, i rettili striscianti ripiegano, onde evitare di finire arrostiti. Anche per Brak e Ssax è arrivato finalmente un grosso robot multizampe, e loro lo investono con una carica irresistibile. Adesso ci sono due robot che, rovesciati sulla schiena, agitano le loro zampe verso l’alto. Alcuni serpentoidi aprono il fuoco contro Dragonfire, Brak e Ssax; è più che altro un fuoco di disturbo, dato che si tratta di armi portatili. Drago Nero interviene, scagliando diversi serpentoidi, come proiettili viventi, a distanza di decine di metri. All’interno di Base Luna, i quattro astronauti terrestri sono stati messi al corrente dell’assalto all’astronave dei serpentoidi. Avrebbero partecipato volentieri, ma volare a bordo di un craft, e sfondare una parete di metallo alieno con la super-fiamma o con le scariche di Fulminatore, esula dalle loro abilità professionali. Quello che non sanno, per ora, è che Stritolatore ha deciso di restituire la visita, e l’obiettivo sono loro quattro. Il campione tra i serpentoidi irrompe all’improvviso nel locale dove si trovano i quattro terrestri. La sua massa è impressionante specie ora che è parzialmente ricoperto di lucente metallo. I quattro terrestri sono cambiati parecchio, da quando arrivarono sulla Luna, sebbene non come Stritolatore, che è quasi morto e rinato. Gli astronauti intellettuali sono stati addestrati dai mutanti e dai draghi; adesso impugnano disinvoltamente i loro fucili al plasma, e sparano contro l’aggressore. Stritolatore è molto veloce, e vedersi arrivare addosso un rettile lungo più di nove metri spaventerebbe qualunque essere umano. Gli astronauti quindi evitano di soffermarsi su ciò che potrebbe capitare loro se venissero azzannati da quel mostro, e non smettono di sparare. Colpito più che altro di striscio, Stritolatore avverte comunque il morso del plasma caldissimo. Soffia, allarga ulteriormente le fauci, e riparte all’attacco. Nei suoi occhi, una luce folle, che promette morti dolorosissime. Base Luna decide allora di intervenire, scagliando addosso all’intruso frammenti della sua stessa durissima sostanza. Stritolatore finalmente capisce il motivo per cui entrare e muoversi entro Base Luna ha allarmato i suoi istinti animali. Base Luna è viva, e parteggia per i terrestri. Il serpentoide non è pazzo come vuole sembrare, per cui utilizza le sue forze per allontanarsi in fretta, in maniera possibilmente indolore. Ma non ha tenuto conto del ritorno di Evolution, e non è il solo a possedere istinti atavici. Ferox, mentre entrava nell’astronave aliena, ha percepito un richiamo proveniente da Base Luna. Ora fronteggia il serpentoide modificato, e lui accetta lo scontro, pregustando le carni della donna leopardo. Un pugno colossale di Kong si abbatte però sulla testa blindata di Stritolatore, che impatta dolorosamente contro il pavimento di Base Luna (e Base Luna ringrazia). L’uomo bestia di Evolution colpisce velocissimo anche coll’altro pugno, e frammenti di metallo schizzano in giro. Il possente serpentoide si distrae quanto basta a commettere un grosso errore: volta le spalle a Ferox. Lei gli atterra addosso, dopo un salto fenomenale; poi i suoi artigli lacerano le residue carni del mostro, che finalmente grida. I sostenitori del singolar tenzone potrebbero obiettare che Kong e Ferox sono in due contro un solo serpentoide. Ma detti puristi del combattimento cambierebbero opinione se assistessero al contrattacco di Stritolatore. Le sue spire colpiscono entrambi i mutanti, che incassano il colpo, e si preparano ad una disputa all’ultimo sangue. Base Luna la vede diversamente: i suoi corridoi diventano quindi condotti di espulsione, attraverso i quali raggi di forza gravitazionale agganciano ed espellono il potente nemico. Dragonfire, Drago Nero ed i due reptoid Brak e Ssax nel frattempo si sono allontanati dall’astronave dei serpentoidi, dopo avere prodotto danni considerevoli. Fulminatore e Maga hanno impiegato le loro super abilità per sganciarsi dai pochi serpentoidi ancora in grado di combattere. Stritolatore, sulla superficie lunare, osserva l’avvicinamento dei mutanti e dei draghi. Non è ancora sconfitto, ma non è questo il momento di riprendere le ostilità. Sulla Terra, Uglux, ricorrendo alle sue doti divinatorie, percepisce il legame tra la serpentessa Sysform ed Evolution. Questa creatura extraterrestre è forte e meritevole di essere studiata. Uglux pensa di coinvolgerla nei suoi prossimi folli piani. Le compare quindi davanti, sorprendendo i suoi sensi animali. La serpentessa tuttavia non intende intavolare alcuna discussione con un essere dal quale promana una tale malvagità; per cui lo attacca a testa bassa. La cresta ossea della serpentessa provoca dolore al mutaforma, che subito inizia ad assorbire la forza dei mattoni di un vicino muro. Il pugno di Uglux è molto potente, ma Sysform è decisamente più veloce di lui. Il colpo va a vuoto, o meglio danneggia il muro di un edificio. Avendo assorbito la forza dei mattoni, Uglux ne ha però assorbito anche la relativa fragilità: ora la sua mano è scheggiata e quasi inservibile. Sysform lo colpisce con le sue spire, mirando alle parti corporee nelle quali la carne prevale su altri materiali. Lei stessa patisce l’urto, ma Uglux ne è stordito. Decidendo di far ricorso alla sua forza magica, il mutaforma punta l’altra mano, che inizia ad emettere energie azzurrine. Questa mano è rimasta di carne ed ossa, altrimenti non riuscirebbe ad innescare le forze magiche. Sfortunatamente per Uglux, il lupo nero decide di serrare le sue forti fauci sulla mano normale, strappandogliela dal braccio. La sorpresa è subito seguita da un grande dolore fisico, ma Uglux ordina al proprio sangue di non sgorgare dall’orrendo strappo. Poi, in una cortina nebbiosa, corre a rintanarsi in qualche buco profondo, nel quale ricucirsi le ferite.
domenica 3 luglio 2011
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