Alexandra, dopo avere scoperto in sogno che la figlia Rebecca è viva, desidera incontrarla di persona. L'unico ostacolo che si frappone alla realizzazione di questo desiderio è il branco in cui ora Rebecca vive, giacché la ragazzina si è trasformata in una pseudo lupa mannara. Si ritiene che i mutaforma, che diventano lupi o altre bestie, si riproducano accoppiandosi con i loro simili. Leggende riportano di umani che sarebbero diventati licantropi, dopo essere stati morsicati o graffiati da un lupo mannaro. Questa è un'eventualità, che presumibilmente si realizza se l'umano in questione dispone di un corredo genetico atto a recepire l'input mutageno. Altrimenti il graffio ed il morso di un mannaro si limitano a fare molto male, fino, in taluni casi, a uccidere. L'interessamento del dottor Occulto a Rebecca è quindi riconducibile al fatto che la ragazzina sia una mutante, che si è trasformata dopo essere stata morsicata o graffiata da un mannaro purosangue. Alexandra, sentita telefonicamente dalla detective Lucrezia, aspetta con ansia di incontrare la persona con la quale si recherà ad incontrare il branco. Alexandra non la sente arrivare, perché Ferox, anche quando assume sembianze umane, rimane una pericolosissima donna leopardo. In effetti Alexandra nota come tutti i passanti ammirino la bellezza esotica della nuova arrivata, ma nel contempo percepiscano un allarme, che li induce a non intralciarne il percorso. Alexandra è felice che la figlia sia integrata con personaggi di così grande potenza, ma l'istinto materno le impedisce di rilassarsi. Evolution non ha avuto bisogno di contattare il branco dei mannari, per sapere dove trovarli. Il potere della Navigatrice ha tracciato con estrema facilità il percorso da seguire per rintracciarli. Il branco non vive, come si potrebbe superficialmente pensare, in un bosco o in una foresta. Occasionalmente salgono sugli alberi e perlustrano anfratti, ma, trattandosi di mannari moderni, vivono in una villa in campagna, circondata da un parco. Avrebbero difficoltà a risiedere in un condominio urbano, mentre, isolati come sono, possono urlare ed emettere altri suoni assortiti. Solo i lupi mannari solitari hanno problemi abitativi; quelli riuniti in branco invece partecipano economicamente al benessere collettivo. Ferox ed Alexandra varcano i cancelli della proprietà, e giungono alla casa. Lì finalmente madre e figlia si incontrano di persona, e nessuna delle due nasconde l'emozione per l'evento. Rebecca non tornerà a vivere tra gli umani, perché ormai la sua natura transizionale si è affermata. La madre comprende la realtà, ed è comunque grata ad Evolution per l'opera di intermediazione. C'è però chi osserva nell'ombra, progettando di recare danno a chi lo ha più volte sconfitto. Il perfido mago mutaforma Uglux ritiene di aver individuato nella madre di Rebecca un punto debole di Evolution. La donna vive sola, ma poco cambierebbe se gli emissari di Uglux dovessero affrontare alcuni umani. Quella stessa notte, due dei peggiori adoratori del vudù, servitori del malvagio mutaforma, scrutano le luci provenienti dalle finestre della loro vittima. Strangolatori e tagliagole, ritengono che quella sarà una passeggiata: accederanno all'appartamento dall'esterno e dall'interno dell'edificio, e verseranno il sangue di Alexandra. Il piccolo Cyberdog aderisce al muro della casa presa di mira dagli assassini. Non è un caso che si trovi lì: il dottor Occulto non si è dovuto sforzare più di tanto per ipotizzare che la madre di Rebecca fosse divenuta un bersaglio per una vendetta trasversale. Un tempo era un cagnolino come tanti altri, anzi una piccola creatura ferita, che sembrava vittima del destino. Poi il destino si occupò veramente di lui, e gli inviò il Transformatron. Cyberdog estroflette artigli duri come il titanio, che lo ancorano saldamente al muro del palazzo; lui ed il suo simbionte osservano l'operato dei teppisti di Uglux. Quello che si arrampica, per giungere alla finestra di Alexandra, si sente un ninja, ma Cyberdog potrebbe abbatterlo in dieci modi diversi. Il teppista non vede Cyberdog, perché il cagnolino ed il suo Transformatron si sono circondati di un campo di distorsione visiva. Alexandra, a differenza della figlia, non è dotata di super-sensi; per cui si accorge del teppista che cerca di forzare la porta, ma non di quello che entra dalla finestra. Quest'ultimo estrae un lungo pugnale seghettato, e balza all'attacco. Alexandra si riprende dalla sorpresa, ma scivola; questo le salva la vita, giacché la lama dell'assassino la manca per pochi centimetri. Nel frattempo l'altro delinquente ha fatto irruzione nell'appartamento. Alexandra si trova tra due fuochi; in quel frangente, il legame telepatico con sua figlia Rebecca si rafforza, e la ragazza lupo percepisce la situazione di pericolo estremo. Cyberdog, pur pesando pochi chili, si scaglia all'attacco come una belva della jungla. I muscoli sostenuti dall'esoscheletro fornito dal Transformatron gli garantiscono un'inerzia impressionante. Uno dei due criminali precipita in avanti, urtando violentemente la faccia sul pavimento. Il secondo assassino quasi non crede ai suoi occhi, ma Cyberdog non perde tempo, e, sfruttando la sorpresa, lo colpisce con una scarica elettrica, condotta da filamenti di metallo alieno. Anche il secondo teppista è a terra. Alexandra scende le scale alla massima velocità, seguita dal velocissimo cagnolino cibernetico. La donna mette in moto la sua auto, uscendo subito dopo dal parcheggio con una manovra che danneggia alcune vetture, oltre alla sua. Cyberdog è saldamente ancorato sul tetto della macchina, che sfreccia per le strade della città, incurante dei divieti e dei semafori. Alexandra pensa che in tal modo riuscirà a destare l'attenzione di qualche tutore dell'ordine, ma, come si suol dire, quelli quando servono non si fanno vedere. I banditi inseguono, a bordo di una jeep; pazzi come sono, fanno uso di armi da fuoco, esplodendo diversi colpi. Data l'ora tarda, l'inseguimento non incontra ostacoli, e si protrae a lungo, tra sbandate e cambi di direzione. Poi una terza auto si unisce alla folle corsa: si tratta di un veicolo che trasporta alcuni giovani lupi mannari, tra i quali Rebecca. Lei non sa guidare, ma uno dei suoi amici sì, sebbene sia troppo giovane per avere la patente. I mannari adulti invitano continuamente i giovani a non dare spettacolo, ma in questo caso la trasgressione è d'obbligo. Come tutti i giovani, anche i mannari si divertono un mondo quando possono infrangere le regole. Ululano alla luna, anche se non è piena; non riescono a trasformarsi del tutto, ma fanno comunque paura. I servi di Uglux inseguono Alexandra e Cyberdog, mentre i mannari si impegnano per raggiungere i teppisti. L'amico di Rebecca, David, conduce il veicolo in maniera a dir poco pericolosa, ma riesce nel suo intento. Mentre i giovani mannari affiancano i fanatici del vudù, Rebecca e la sua amica Sonia compiono un gran balzo, rischiando di spiaccicarsi sull'asfalto. Appena atterrano nella jeep, si accende una furiosa zuffa, con le giovani lupe che menano unghiate, emettendo ringhi allarmanti. Il delinquente alla guida perde quasi subito il controllo del veicolo, che sale sul marciapiede, abbatte alcuni parcometri, per poi entrare in una vetrina. Rebecca e Sonia, nonostante l'impatto le abbia stordite e ferite, continuano il loro assalto, ma i due del vudù sono armati di lunghi coltelli, e li sanno usare. Alexandra è tornata indietro, forse sospettando o percependo un coinvolgimento della figlia. Cyberdog, che deve ancora concludere ciò che aveva iniziato, impiega dei piccoli sostentatori per volare sulla scena dello scontro. Il suo intervento è risolutivo, perché il Transformatron ha elaborato un sedativo ad azione rapidissima, che aspetta solo di essere inoculato. Le freccette, sparate dal cagnolino cibernetico, azzerano lo stato di coscienza dei bersagli colpiti, che dormono ancor prima di rovinare sul duro selciato. Lo zombie che cammina nelle fogne, diretto alla casa di Alexandra, non potrà viceversa essere fermato da sedativi, perché è già morto. Sarebbe il caso di definirlo non morto, ma, a differenza dei vampiri, gli zombie sono putrefatti e molto meno reattivi nei confronti delle cose del mondo. Quando Uglux gli ha ordinato di andare ad ammazzare Alexandra, nel cervellino dell'accolito ormai defunto si è accesa una piccola lucetta. È felice di avere qualcosa da fare, prima di essere divorato completamente dai vermi. Ma è felice come lo può essere uno zombie: non è facile sorridere quando i denti si staccano uno a uno, senza neppure estrarli. Il pessimo mago mutaforma ha predisposto il morto vivente come piano B, nel caso in cui i due delinquenti vivi fossero stati stoppati. I topi di fogna apprezzano a loro modo il nuovo venuto, e lo dimostrano strappandogli piccoli bocconi di carne avariata. Sangue non ne esce; forse un po' di pus. Qualche poeta della mutua sostiene che gli zombie anelerebbero alla pace eterna. In realtà, il loro cervello è talmente soggetto alla degradazione batterica che proprio non ci arriva ad anelare alcunché. Cammina strascicando i piedi nel liquame umano, leggermente infastidito dai topi di cui si parlava, ma neppure tanto. Da quando si è messo a lavorare con le forze del vudù, Uglux ha sviluppato diverse tecniche di programmazione degli zombie. Questo suo inviato procede per chilometri, fino a giungere con precisione sotto il bersaglio. La magia necromantica lo guida meglio di un navigatore satellitare. Esce da un tombino, facendo scappare due o tre gatti randagi. Poi penetra nel cortile, e di lì nelle cantine che si trovano sotto l'appartamento di Alexandra. Trova un angolo buio, e si ferma a fare quello che gli riesce meglio: il morto in piedi. Rebecca e gli altri giovani mannari accompagnano a casa Alexandra dopo lo scampato pericolo. Cyberdog ha concluso il suo turno di guardia, e sono subentrati i gatti del quartiere, che intrattengono saldi rapporti di amicizia e collaborazione con la donna leopardo di Evolution. Quel coso uscito dalle fogne è in effetti sembrato alquanto sospetto ai piccoli felini, diffidenti per natura. Per cui, uno di loro è andato a cercare Ferox, per riferirle dell'insolita attività notturna, ravvisata sotto l'abitazione della mamma della lupetta Rebecca. Si avvicina l'alba. Pare che in quelle ore, che spesso sono le più fredde della notte, gli umani scivolino volentieri nel sonno più profondo. Lo zombie invece inizia a muoversi; esce dalle cantine, e sale le scale, portandosi davanti alla porta dell'appartamento di Alexandra. Lei dorme, cercando di recuperare le energie che le serviranno al risveglio. Lo zombie di Uglux si trova lì proprio per evitare che lei riveda la luce. Il perfido mago ha fornito al suo emissario un incantesimo, che si attiva esattamente in quel momento. La serratura inizia lentamente a muoversi; i pistoni rientrano, liberando la porta. Qualora il morto semovente avesse provato ad abbatterla la porta, Alexandra si sarebbe svegliata, avrebbe gridato e cercato aiuto. Così invece lo zombie fetido e semi-putrefatto si avvicina al letto della donna. Uglux ora gli ordina di soffocarla. Artigli duri come l'acciaio strappano le persiane dalla finestra della camera da letto. Il gatto guardiano si è meritato una buona dose di acciughe e tonno, perché Ferox è lì! Ha attraversato la città, saltando di tetto in tetto, ed ora non vede l'ora di fare a pezzi quella schifezza semovente. Il risveglio di Alexandra la strappa dal suo sogno, proiettandola nella realtà del suo corpo fisico. Accanto a lei, una figura melmosa e puzzolente, i cui intenti sono chiaramente nefasti. A qualche metro di distanza, una figura flessuosa, con muscoli d'acciaio tesi e pronti a scattare. Gli occhi della donna leopardo brillano nel buio, con una luce verde che proviene dall'interno. Denti acuminati brillano nella sua bocca, mentre emette il mugolio di morte che precede i suoi attacchi. Allo zombie non interessa: lui è già morto. Ferox salta oltre il letto di Alexandra, con una facilità impressionante. Il cadavere vudù e la sua vittima si muovono al rallentatore. Anzi sembrano proprio fermi. Gli artigli delle mani e dei piedi della donna leopardo affondano profondamente in quella sostanza putrescente. Lo slancio abbatte il mostro, che cade, scivola ed urta il muro, lasciando una scia di liquame. Ma lo zombie reagisce a suo modo, riuscendo a mettere le mani su Ferox. La reazione della mutante di Evolution consiste in un incremento esponenziale della forza e della velocità. Lame prodigiose, fornite dalla natura, incidono pelle, muscoli ed ossa, o almeno ciò che rimane di essi dopo la morte quasi completa dell'organismo biologico. Sebbene non senta dolore, non può recare danni con il corpo distrutto. Ferox lo solleva rabbiosamente, per poi colpirlo ripetutamente; frantumi di materia immonda attraversano l'aria. Le pareti della stanza da letto di Alexandra sono coperte da robaccia colante, ma dello zombie è rimasto proprio poco. Ferox, camminando a quattro zampe, gli gira attorno, cercando una scusa per ricominciare a distruggere e sparpagliare la feccia rimasta. La mascella completamente disarticolata del morto vivente accenna a muoversi. Alexandra allora afferra una mazza da baseball, che teneva accanto al letto, e percuote ripetute volte quella schifezza, fino a che non sia più possibile trovare alcunché di vivente in quel morto. Uglux, che ha seguito la battaglia a senso unico, nascosto nel suo covo, prova un enorme disappunto. Non sapendo con chi prendersela, percuote a calci alcuni dei suoi zombie. Loro incassano i colpi e le ferite senza chiedersi il perché, e senza meditare vendetta nei suoi confronti. Purtroppo per lui e per Maschera di Ferro, la Navigatrice ha individuato il loro covo, e Dragonfire si avvicina pericolosamente. Come i topi di fogna che sono, i due sacerdoti del male si allontanano alla massima velocità. Che il drago bruci pure tutto; ai morti non importa, mentre ai servi che sono ancora vivi viene offerta la scelta di seguire la fuga dei capi o di lasciare questo mondo in un fulgore di gloria.
giovedì 21 luglio 2011
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