venerdì 15 luglio 2011

RETTILI E MORTI VIVENTI_4° libro_143° episodio

La fuga di Maschera di Ferro e di Uglux impedisce al lupo nero e a Ferox di sottoporli al trattamento che meritano. Lucrezia, concluso lo scontro ed il massacro, riprende possesso del suo corpo; l’essenza della donna leopardo fa altrettanto, volando sulla Luna ad una velocità prossima al quella della luce. Quanto prima Evolution e Dragonfire torneranno alle loro attività terrestri, perché Uglux e Maschera di Ferro meritano la massima attenzione, specie adesso che si sono invischiati in pericolose questioni necromantiche. Sfortunatamente all’appello manca anche Sysform, che è stata presumibilmente sequestrata dagli accoliti del vudù. Grazie a quella piccola parte di tecnologia aliena che potenzia la loro navetta, i nostri eroi decollano dalla Luna. Pur non essendo in grado di ottenere velocità paragonabili a quella delle astronavi dei serpentoidi e dei reptoid, contano di completare il viaggio in qualche ora. Non possono però evitare che Stritolatore, che si sposta più velocemente, giunga sulla Terra prima di loro; ma i mutanti di Evolution sanno che il suo intento principale è salvare Sysform. Lo terranno comunque d'occhio. Uglux apprezza che i suoi accoliti abbiano capito di doverlo disimpegnare, anche a costo della vita. Quelli che si sono occupati del trasporto forzato di Sysform hanno ottenuto in cambio morsi dolorosi, che in alcuni casi avranno esiti fatali. La serpentessa è guardata a vista da assassini e drogati, armati di lance e forconi. Lei soffia la sua rabbia, ma capisce che con quella marmaglia è meglio non rischiare l'incolumità e la vita. Verrà il suo momento; ed è certa che i serpentoidi non la abbandoneranno. Sorprendentemente Sysform ritiene che anche Evolution ed i suoi amici faranno il possibile per confermare lo strano sodalizio che li ha appena visti combattere dalla stessa parte contro il folto manipolo di marmaglia ormai defunta. Maschera di Ferro si lascia condurre da Uglux in luoghi oscuri, che puzzano di putrefazione cadaverica. Uglux è avvezzo alla frequentazione di taluni luoghi sinistri, ma lui stesso sta scivolando lungo una pericolosa china. Il mago mutaforma ci tiene al benvolere delle divinità vudù, ed è contento avere al suo fianco un pazzo corazzato quale è Maschera di Ferro. Di sicuro le forze oscure che stanno dietro al vudù chiederanno un prezzo non indifferente per il potere che vorranno elargire. Durante il giorno, le persone comuni lavorano o svolgono le attività che considerano normali. Durante la notte, la marmaglia rapace ed attaccabrighe esce dalle fogne e da simili fetidi buchi, per scorrazzare in città. Simile feccia accoglie favorevolmente l'arrivo dei nuovi sacerdoti del vudù. Per delinquenti e drogati l'adorazione di un dio o di un demone non è questione di fede, bensì di attrazione a pelle. Lo scarto della razza umana agisce sempre a naso: cercano altri che puzzino quanto e come loro. Uglux riunisce una marmaglia fetida e sanguinaria, che pare intenzionata a far pagare alle persone normali delitti immaginari, che non sono mai stati commessi. I nuovi capi del movimento vudù suscitano isteria e bagni di sangue, ma hanno commesso un errore rapendo Sysform. Teschi, serpenti e fumo proveniente dalle tombe: tutto ciò è molto coreografico, e serve a rendere coesa la marmaglia informe. Ciò che non sanno è che un vero demone serpentino è giunto per loro, volando a bordo della sua navetta spaziale. Stritolatore, un serpentoide lungo più di nove metri, spia la riunione cimiteriale, e si prepara a mordere ed uccidere. Dopo essere stato battuto da Ferox, Stritolatore è stato rivitalizzato e rafforzato con strutture super tecnologiche in metallo alieno. Anche prima non avrebbe avuto problemi a frantumare la colonna vertebrale a qualsiasi umano, ma adesso è ancora più forte. Ovviamente neppure il serpentoide è così pazzo da assalire centinaia di umani armati fino ai denti. Non in presenza di Uglux e Maschera di Ferro, che sono avversari temibili anche per lui. Decide viceversa di muoversi nelle ombre, spezzando alcune di quelle inutili vite, nutrendosi di loro. Così facendo, scoprirà dove tengono prigioniera Sysform. Aggirandosi ai margini dell'assembramento, Stritolatore piomba su un gruppetto di debosciati, intenti ad inveire contro il mondo intero. Sognano di uccidere e stuprare; i poveri pazzi, si sentono parte di un esercito del male, destinato ad incendiare e disperdere le ceneri di ogni cosa bella e buona. Il grosso serpentoide soffia una sola volta, spalancando le sue formidabili fauci. I denti veleniferi secernono quanto basta ad uccidere decine di uomini e quattro o cinque buoi. I pazzi del vudù lo vedono, e, ulteriormente rimbambiti dalle chiacchiere di Uglux, pensano di tratti del dio Dhamballa, uscito dal suo personale inferno. Stritolatore non ha tempo per i pazzi, per cui schizza in avanti, sfondando il torace al primo umano che incontra sulla sua traiettoria. Il cuore dell'umano esplode, riversando in ogni spazio disponibile il sangue, che poi fuoriesce copioso dalla bocca, dal naso e dalle orecchie. Prima che il morto si accorga di esserlo, e tocchi terra, il campione dei serpentoidi addenta un altro sordido soggetto. Tale è la dimensione dell'alieno, che l'intero busto del malcapitato sparisce nelle sue fauci. Poi Stritolatore decide di meritarsi il suo nome, avvolgendo nelle sue grosse spire i tre sopravvissuti. Sono tutti e tre uomini forti, o comunque più aggressivi della media degli umani, ma per Stritolatore sono solo giocattoli. Una grandissima pressione li unisce in un abbraccio di morte, finché gli occhi paiono schizzare dalle orbite, e le lingue si protendono verso l'esterno in un ultimo grido privo di voce. Lo scompiglio creato da quelle uccisioni è poca cosa se confrontato con quello prodotto dalla venuta di Dragonfire. Il possente alieno non ha atteso che la navetta atterrasse, ed è balzato fuori. Volando grazie al suo dragoncraft, è arrivato in tempo per dire la sua a proposito di quella festa vudù. Il potere della Navigatrice lo ha guidato infallibilmente dove si trovano Uglux e Maschera di Ferro. Le centinaia di depravati ed esagitati presenti osservano la possente creatura, che vola verso di loro. Lo riconoscono come il drago di Evolution, e pur nella loro idiozia sanno che la loro vita adesso vale poco o nulla. Potrebbe colpirli con la sua super-fiamma, senza neppure scendere dal dragoncraft, ma preferisce percuoterli con i pugni colossali e con la coda possente. Dragonfire atterra con un grande impatto, che scuote le lapidi del cimitero. Sembra una statua raffigurante una divinità di un lontano passato. Gli umani hanno sempre temuto i draghi, e non è escluso che abbiano provato ad adorarli. Ma i draghi non hanno alcun bisogno del consenso degli esseri umani, neppure per mangiarli. Visto che l'alieno li scruta immobile, invitandoli ad attaccarlo, gli accoliti del vudù si scagliano in avanti, urlando a squarciagola. Maschera di Ferro ed Uglux, che in passato sono stati battuti dal drago, si apprestano a colpirlo con armi a lunga gittata, non osando neppure in due attaccarlo fisicamente. I machete si abbattono invano contro le invincibili scaglie verdi. L'acciaio temperato, che taglia facilmente il legno e le ossa, rimbalza e si piega, dopo aver perso il filo. Qualcuno impiega armi da fuoco, ma tanto varrebbe lanciagli contro delle palline da ping pong. Un solo manrovescio del drago alto tre metri scosta brutalmente non meno di sei umani. La zampa di Dragonfire provoca fratture ossee ed istantanee rotture di vasi sanguiferi. Pur non impiegando tutta la sua forza, Dragonfire devasta senza fatica quella moltitudine di adoratori della morte. La coda del possente alieno colpisce più in basso e più lontano, spezzando gambe sopra e sotto il ginocchio. Nel giro di qualche minuto, il campo di battaglia è cosparso di corpi distrutti, sanguinanti, agonizzanti ed urlanti. Il drago avanza verso Maschera di Ferro ed Uglux, non curandosi della fragilità umana che calpesta e frantuma. L'armatura di Maschera di Ferro ha mutato se stessa, fino a produrre, come appendice al braccio destro, un lanciarazzi. Dragonfire cambia strategia, sollevando con una sola zampa due teppisti, che poi scaglia contro il pazzo corazzato. Il razzo dovrebbe percorrere non più di un centinaio di metri, per colpire il bersaglio, ma l'azione del drago lo intercetta in volo. Il proiettile di Maschera di Ferro non esplode, ma perde molta della sua energia nell'impatto con quelle carni e quelle ossa. Come Dragonfire aveva sospettato, quello non è un normale proiettile dotato di carica esplodente. Emette viceversa a contatto una sostanza schiumosa e vischiosa, che si espande velocemente ad avvolgere i due malcapitati. Il grumo che precipita al suolo, a pochi metri da Dragonfire, brucia senza fiamma, ma distrugge facilmente ciò che resta di quelle vite inutili. L'arma prodotta dall'armatura demoniaca trae un godimento palese da quelle uccisioni. Intanto Stritolatore non ha resistito alla tentazione di lanciarsi nella mischia. Uglux se lo vede arrivare addosso, e non riesce a schivare quella massa dinamica di muscoli, ossa e metallo. Il mago mutaforma non cade, ma viene immobilizzato da spire lunghe più di nove metri. Stritolatore fissa i suoi occhi in quelli di Uglux, apprestandosi ad azzannarlo a morte. Purtroppo per il campione dei serpentoidi, Maschera di Ferro è nei paraggi; l'armatura produce una potente carica elettrica, che coglie di sorpresa Stritolatore. Adesso è Uglux che afferra il rettile alieno, e la sua forza cresce per effetto della magia necromantica. L'arrivo di Stritolatore interrompe l'attacco di Dragonfire nei confronti dell'ancora numeroso esercito degli adoratori del vudù. Il drago, che non intende lasciare il serpentoide nelle grinfie dei suoi nemici, avanza a grandi passi. Uglux e Maschera di Ferro capiscono di dover interrompere in fretta la loro azione, per evitare grossi guai. Uglux, dimostrando una grande forza fisica, solleva Stritolatore e lo scaglia contro Dragonfire. Si tratta chiaramente di un'azione diversiva, ma il drago afferra al volo il serpentoide semistordito. Il luogo cimiteriale è talmente intriso di magia vudù e di morti recenti che le divinità oscure, intente ad osservare la battaglia oltre le barriere dimensionali, decidono di manifestare il loro potere necromantico. Coloro che sono morti vengono pervasi da una spaventosa semi-vita, che li costringe ad alzarsi in piedi, o a strisciare sui monconi degli arti spezzati. Gli zombie sono il piatto forte del vudù: un esercito difficile da distruggere, perché costituito da morti. Gli zombie uccidono in fretta i loro ex amici e colleghi feriti. I depravati ancora vivi, peraltro quasi tutti feriti in maniera apprezzabile, scappano in preda all'orrore. Stritolatore, che si è ripreso dall'attacco di Maschera di Ferro, è pronto a combattere assieme a Dragonfire. Adesso il serpentoide ha un altro conto in sospeso con gli adoratori della morte. Dragonfire, per nulla impressionato da quei morti lenti e stupidi, cerca di capire dove siano scappati i nemici veri. Poi finalmente arrivano sul campo di battaglia anche i mutanti di Evolution, desiderosi di fare la loro parte nell'estirpazione di quel male strisciante. Senza bisogno di parole, Dragonfire comprende che il serpentoide preferisce lanciarsi all'inseguimento del pessimo duo. La voce mentale del dottor Occulto avvisa il drago ed i mutanti della sua presenza astrale. Il potente telepate suggerisce a Kong e Fulminatore di seguire il serpentoide, per dargli manforte. Ferox attacca a suo modo uno degli zombie, che sono ancora più lenti di un umano. Gli artigli della donna leopardo strappano grossi pezzi di carne morta, ma di sangue non ne esce; semmai una specie di pus. Lo zombie però continua ad avanzare, con le braccia tese in avanti, come a voler strangolare un nemico non identificato. Ferox atterra e schiva facilmente l'attacco di un altro morto vivente. Poi si volta e colpisce quello di prima con un calcio all'indietro, che lo colpisce alla schiena, spezzandogli la colonna vertebrale. Adesso lo zombie non può fare che piegarsi in avanti e crollare; ma continua a dimenarsi. La Maga non spreca le sue energie psichiche con quei cervelli sfatti, ma, apprendendo come agire da Ferox, usa la sua psicocinesi per spezzare le ginocchia dei morti viventi più vicini. Dragonfire aiuta le colleghe mutanti calpestando gli zombie caduti: settecento chili di alieno verde frantumano tutte le ossa in un colpo solo, azzerando ogni parvenza di attività post-morte. Stritolatore è scivolato via ad una tale velocità da rendere difficile anche a Kong seguirlo. Fulminatore si apre la strada con scariche che distruggono del tutto i sistemi nervosi dei nemici, vivi o morti che siano. Le grandi energie prodotte dal suo organismo mutante pervadono i sistemi in disfacimento, li saturano e provocano anche piccole esplosioni ed incendi. Sysform è stata catturata, ma non sconfitta, quindi, sentendo i rumori della battaglia, aggredisce uno dei depravati adoratori del vudù. Non è ancora morto, ma la testata della serpentessa, che lo coglie in pieno petto, gli blocca il cuore in maniera molto dolorosa. Maschera di Ferro accorre con tutta la velocità che gli è concessa dall'armatura demoniaca, ma Kong gli atterra praticamente sulla schiena, con i suoi enormi piedi (o zampe). Il pazzo mascherato ricorda le precedenti sconfitte, e pensa sia giunto il momento di vendicarsi. Sbagliato, perché ora gli piove addosso anche Stritolatore. Il serpentoide lo avvolge subito nei suoi oltre nove metri di lunghezza; questa volta però, utilizzando uno degli innesti tecnologici del suo nuovo corpo, emette un campo di distorsione elettromagnetica. Maschera di Ferro prova a scaricargli addosso una scarica di energia letale, ma l'armatura non risponde. Stritolatore prosegue nel suo intento omicida, che però deve fare i conti con la grande resistenza dell'armatura. Lentamente il serpentoide molla la presa e si allontana da Maschera di Ferro, le cui velleità sono momentaneamente assopite, vista la contemporanea minacciosa presenza di Kong e di Stritolatore. Uglux aggredisce Sysform, ma Fulminatore lo colpisce con un lampo che provoca il distacco di pezzi di roccia dal corpo del mutaforma. Uglux e Maschera di Ferro si collocano schiena contro schiena, circondati da Kong, Fulminatore, Stritolatore e Sysform. Dragonfire si avvicina con un incedere che incute sommo timore, nonostante gli zombie residui gli si aggrappino invano addosso. Uglux non possiede il potere del volo, ma l'armatura di Maschera di Ferro potrebbe essere in grado di scagliarli entrambi a distanza di sicurezza. La procedura è pericolosa, ma sia gli accoliti, sia gli zombi sono ridotti ai minimi termini. Il decollo non è dei migliori, ma funziona, ed i due sacerdoti del vudù raggiungono una quota discreta in brevissimo tempo, per poi precipitare quasi fuori controllo in mezzo ad una folta boscaglia.

Nessun commento:

Posta un commento