Nel giro di una settimana, undici elefanti e nove rinoceronti neri sono stati uccisi da bracconieri nel parco del Quirimba. Quattro persone sospettate di essere implicate in questo crimine sono state arrestate dalle guardie di frontiera. Indossavano uniformi militari ed erano armati con fucili d’assalto. I cacciatori illegali sono ben equipaggiati e lavorano con organizzazioni criminali multinazionali, che vendono i corni e le zanne di questi animali nei paesi dove sono considerati una potente medicina, o elementi d’arredo, e raggiungono prezzi molto elevati. L’anno scorso, i bracconieri hanno ucciso centinaia di pachidermi, ma non si sono accontentati di massacrare i grossi animali: gazzelle, zebre, gnù, lucertole, serpenti ed uccelli. Sebbene Evolution e Dragonfire abbiano spostato la loro base a bordo di un cacciatorpediniere, trovato misteriosamente arenato nelle sabbie di un deserto, continuano a ricevere comunicazioni di fatti delittuosi commessi in tutto il mondo. La notizia di questa particolare attività criminale induce i super-eroi ad un’attenzione particolare, visto che il parco nazionale del Quirimba non è troppo lontano dalla loro nuova collocazione fisica. La Maga e Fulminatore rimangono a bordo della nave da guerra, per consentire ai loro ospiti di iniziare a conoscerla, nelle sue sale ed intricate gallerie d’acciaio. Ferox, Kong e Dragonfire invece prendono il volo, grazie ai craft antigravitazionali, progettati dall’uomo bestia. Grazie a Kong, strutture tubolari apparentemente insignificanti traggono energia dai corpi dei super-eroi, trasformandola in spinta propulsiva. Dragonfire apre la formazione, con la sua prodigiosa massa verde, di settecento chili. Leggermente arretrati, alla sua destra ed alla sua sinistra, la donna leopardo e Kong, uomo bestia e scienziato. Si allontanano dalla nave senza alcun rumore, eccetto quello dell’aria che sibila al loro passaggio. Il deserto è molto esteso, ma i gravitocraft sono estremamente veloci. Una piccola carovana li avvista, mentre si avvicinano sfrecciando a poche decine di metri da terra. I cammellieri sono persone semplici, ma non dubitano di quel che gli occhi riportano ai loro cervelli: un drago dotato di una grande coda, un essere felino flessuoso ma potente, un colosso simile ad una grande scimmia. Questa sera, davanti al fuoco del campo, nascerà una nuova leggenda, da tramandare oralmente. I mutanti ed il drago giungono in poche ore sulla foresta, che si estende a perdita d’occhio. In questa zona del pianeta, si passa dall’assenza pressoché totale di vegetazione e di acqua, all’esplosione del potere verde, che sicuramente trae nutrimento da preziose riserve idriche sotterranee. Peccato che intere popolazioni non sappiano trarne vantaggio. Uccelli variopinti si levano in volo, spaventati dai nuovi arrivati. Eppure gli animali che li osservano non li vedono come presenze aliene. Dragonfire, Ferox e Kong sono infatti molto vicini alla Natura, intesa come divinità primigenia, antica quasi quanto il pianeta stesso. L’aria è satura di odori indescrivibili. Ferox, più di tutti, si sente come fosse tornata a casa. Adesso i super-eroi, abituati a combattere super-nemici, dovranno stanare e sconfiggere chi attenta all’equilibrio di questo Eden quasi incontaminato. Il gruppo di cacciatori di frodo è costituito da ricchi professionisti: un medico, un avvocato, un banchiere ed un politico. Sono accompagnati da portatori autoctoni, come da tradizione coloniale. I quattro rispettabili personaggi si trovano in mezzo alla vastità della savana, al solo scopo di uccidere grandi animali. Ricchi da fare schifo, non sanno più cosa fare per non annoiarsi. In patria, hanno già ucciso innocenti caprioli, cerbiatti, coniglietti, volatili di tutti i tipi, ma anche cinghiali. I caprioli ed i cerbiatti, per loro natura non oppongono molta resistenza a chi voglia ucciderli. Non è che abbiano poca voglia di vivere: sono troppo mansueti per reggere il confronto con la marmaglia umana assassina. Un cinghiale ha però combattuto contro i suoi persecutori, colpendo con le sue sue zanne, dal basso verso l’alto. Quella volta, uno dei quattro criminali in giacca e cravatta venne seriamente ferito nella sua virilità. Il cinghiale fu poi ucciso da decine di fucilate, sparate dai tre ometti isterici, terrorizzati di poter fare la fine del loro amico. Ci volle un po’ a riprendersi da quella disavventura, specie per chi aveva fatto conoscenza diretta con le zanne del cinghiale. Adesso tutti e quattro si sentono più gradassi che mai; dipende forse dalla cocaina che hanno sniffato in grande quantità. Si sono appostati per sparare ad un grande ed innocente elefante. Un pacifico colosso erbivoro, che attacca solo se attaccato. Per i quattro ricchi ed annoiati, quell’elefante è solo un bersaglio, al quale strappare le zanne. Dal punto di vista dell'ecosistema, l'elefante conta di più dei quattro che, senza provocazione, vorrebbero porre fine alla sua esistenza di divoratore di erba. L'elefante mangia quantitativi enormi di vegetali, che assimila in forma di energia vitale. Poi espelle urina ed escrementi, in enorme quantità. Innumerevoli stercorari sono felici di potersi nutrire di quella montagna di materiale fumante, che agli umani sembrerebbe maleodorante. Tutti perfettamente integrati nell'habitat gli animali della savana, anche se corrono il rischio di essere assaliti dal predatore di turno. Esiste comunque una differenza sostanziale tra la predazione naturale e quella condotta da quei quattro figuri, armati di grossi fucili. Come stupidi bambini, prendono di mira la grossa testa di un maschio che pesa alcune tonnellate. Qualora il proiettile penetrasse in un'altra parte del corpo, ferirebbe gravemente il pachiderma, che però avrebbe forse il tempo ed il modo di caricare. I portatori indigeni, pagati in valuta sonante, non hanno alcun rispetto per la bellezza dell'ecosistema, e si prestano a fare da servi alla marmaglia proveniente dalla cosiddetta “civiltà”. L'elefante non sa di rischiare la vita, proprio ora. La sua salvezza perviene però da una fonte inaspettata. Le sue orecchie raccolgono uno strano suono, che cresce di tonalità, pur rimanendo inudibile dagli umani in agguato. La donna leopardo Ferox emette un suono di minaccia, che induce il possente animale in agitazione. Così facendo, costringe gli ignobili bracconieri a sollevare al cielo le canne dei loro spropositati fucili. L'elefante conosce i felini della savana, e non li sottovaluta. Gli pare tuttavia strano che uno di loro, in cui peso potrebbe essere un ventesimo del suo, osi pensare di nuocergli. In effetti, Ferox non ha alcuna intenzione di aggredire il simpatico bestione. Il suo scopo, al contrario, è di salvargli la pellaccia, e ci riesce, almeno per ora. Un elefante agitato suggerisce la massima discrezione; ecco perché i quattro loschi figuri ed i loro servitori rimandano a tempi migliori l'uccisione tanto desiderata. Scende la notte, in maniera veloce ed inequivoca. Le belve escono dalle tane, per cacciare le loro prede; lo fanno per mangiare, in risposta all'istinto di sopravvivenza, ed anche per nutrire i loro piccoli. A grande distanza, in una città del cosiddetto “mondo civilizzato”, c'è viceversa un umano che pensa ad uccidere, per il solo gusto di farlo. Un criminale seriale, che, braccato dalla polizia, dopo i molti delitti commessi, minaccia di morte un'innocente. La scena è strana, agli occhi di Stritolatore, il campione dei serpentoidi. Da quando è sulla Terra, il rettile alieno ha ravvisato molte singolarità nei comportamenti umani; poche di dette singolarità depongono favorevolmente ai suoi occhi feroci. Gli sembra strano che i tutori dell'ordine esitino ad aprire il fuoco sull'assassino. Stritolatore nota che il sordido umano sta minacciando con un coltello di tagliare la gola al suo ostaggio, ma, ad una distanza di pochi metri, una pistola dovrebbe arrivare a bersaglio in tempo utile. Non capisce come mai il criminale sogghigni, ed i poliziotti non sappiano cosa fare. A Stritolatore non importa dell'ostaggio, né dei poliziotti, né ancora del criminale. Stritolatore stava seguendo il criminale, prima che entrasse nell'appartamento, e prima che giungessero i poliziotti. Il grosso serpentoide ha fame, ed è ora di fare merenda! Veloce come una saetta, o quasi, Stritolatore scivola tra le gambe dei poliziotti, schizzandoli letteralmente in aria. Il serial killer è atterrito da quel mostro serpentiforme di enormi proporzioni. L'ostaggio è preso tra due fuochi: un pazzo armato di coltello ed una “cosa” scaturita da qualche incubo. La mossa successiva di Stritolatore è di strisciare dietro la schiena del criminale; poi, prima che costui pensi a girarsi, lo colpisce con il cranio possente, togliendogli il fiato, e scaraventandolo a metri di distanza. I poliziotti si risollevano a fatica, ma, nel frattempo, il possente serpentoide ha catturato il fetido umano, che, tra le sue spire, non riesce più a respirare. Tale è la forze dell'alieno che gli ottanta chili del criminale vengono sbatacchiati in movimento tra scale e finestre. Un salto di alcuni metri conduce Stritolatore e la sua vittima semi-svenuta in un cortile interno; poi in una cantina, dove il serpentoide fa perdere le sue tracce. A questo punto il serial killer conosce la paura, che spesso ha somministrato a piene mani. Stritolatore fissa i suoi occhi tremendi negli occhi della vittima. L'ultimo pensiero cosciente della merenda del serpentoide è come la morte per stritolamento sia decisamente dolorosa. L'alieno non ha più tempo da perdere. Uccide in maniera relativamente veloce, poi si appresta ad inghiottire la vittima. La sua mandibola pare distaccarsi dal resto del corpo, mentre, boccone dopo boccone, lo ingerisce intero. Poi si arrotolerà su se stesso per digerire. Un campione della feccia umana si è finalmente reso utile; non all'umanità, ma ad un esploratore extraterrestre affamato. Nella savana, Dragonfire, Ferox e Kong si aggirano senza alcun timore nel territorio dei grandi felini e delle iene. I pericolosi quadrupedi avvertono la grande forza dell'uomo bestia e la ferocia della donna leopardo. Poi c'è Dragonfire, la cui massa prodigiosa e la coda possente disincentivano ogni ipotesi d'aggressione. Ferox inizia a colloquiare a suo modo con i suoi cugini felini, come già fa con i gatti cittadini. Lei è più piccola, ma non meno pericolosa delle belve che camminano spavalde nella notte. Le iene guaiscono il loro disappunto, per l'intrusione nell'esclusivo circolo dei predatori, ma la possanza di Kong suggerisce loro di partecipare pacificamente al singolare scambio di informazioni. Dragonfire osserva tutto con curiosità. Apprezza la genuinità di quei predatori per necessità, e loro percepiscono che la sua natura non è di questa Terra. Collocati oltre la portata della percezione notturna degli umani, il drago, i due mutanti ed i loro nuovi amici a quattro zampe ascoltano il vociare nervoso dei bracconieri. Si vantano delle loro armi, delle pallottole letali, dei cannocchiali, ma non riescono a capire come sia potuto scappare loro l'elefante che avevano puntato. Subito dopo l'alba, daranno la caccia ad un rinoceronte, il cui grosso corno è un trofeo ambito come le zanne degli elefanti. I leoni, i leopardi e le iene annusano l'aria notturna, scambiandosi sguardi nei quali traspare il loro intuito. Ringhiano in maniera sorda, poiché hanno capito che quei deboli bipedi, seduti attorno al fuoco sono il male. Le belve hanno altresì capito che spetterà ai tre nuovi arrivati risolvere il problema. Ecco perché adesso sentono il bisogno di consolidare il loro rapporto con Ferox e Kong strusciando i reciproci fianchi pelosi. Dragonfire è però troppo alieno per suscitare quei sentimenti, e peraltro non è provvisto di pelliccia, bensì di scaglie cornee. Il medico, l'avvocato, il banchiere ed il politico si addormentano a tarda ora, dopo aver bevuto birra, ed essersi raccontati raccapriccianti barzellette. Cogli occhi ancora intrisi di sonno, i quattro campioni della classe medio-alta imbracciano i loro fucili. I portatori hanno trovato le tracce di un grosso rinoceronte. I fuoristrada rombano, disturbando la quiete dei luoghi. Dragonfire, Ferox e Kong li seguono a distanza, volando con i loro craft antigravitazionali. I rinoceronti sono più di uno. Il più grosso ed irascibile attira subito l'attenzione dei quattro figuri, che si appostano. Kong, nel frattempo, decide di revisionare a modo suo i loro fuoristrada. Silenziosamente, manipola i motori dei mezzi. Poi, non soddisfatto, sfruttando la sua super-forza, li rovescia tutti e tre su un fianco. Il carburante fuoriesce dalle macchine, intridendo il terreno. Dragonfire entra in azione in una maniera molto meno discreta: con passi lunghi e decisi si interpone tra gli aspiranti assassini di pachidermi ed i rinoceronti. L'arrivo del drago è preannunciato da un marcato tremore del terreno. I quattro bracconieri reagiscono in maniera differente alla provocazione dell'alieno. Il medico osserva preoccupato la corazza naturale di Dragonfire, e decide di non rischiare la pelle. L'avvocato ed in banchiere, ambedue abituati a scegliere l'opzione meno perigliosa, seguono l'esempio dell'amico. Il politico invece, convinto di poter prendere in giro tutto e tutti, punta il fucile e spara contro Dragonfire. Non ha appreso alcunché dall'esperienza; infatti fu lui ad essere quasi sventrato dal cinghiale. La sua presunzione diventa palese quando il proiettile perforante scalfisce una scaglia dell'armatura del drago, lasciandolo però sostanzialmente illeso. Non è facile danneggiare Dragonfire, e quando succede l'alieno si ricorda di essere un rettile terrificante. Il politico si accorge troppo tardi dell'errore commesso, e cerca di scappare. Il drago allora colpisce il suolo con un pugno potentissimo, che, a distanza di cinque metri, provoca onde d'urto che abbattono lo sciocco bipede. Il bracconiere balbetta, cercando appoggio negli amici. Loro però sono già arrivati alle auto, ma non hanno avuto modo di accendere i motori. Prima che scenda la notte dovranno trovar modo di allontanarsi di lì, onde evitare che i nuovi amici dei mutanti e del drago venga a far loro visita. Dragonfire solleva il politico con una sola possente zampa, e lo scaglia lontano, come se fosse un insetto molesto. Il lancio non è casuale, visto che i rinoceronti infastiditi iniziano a rincorrerlo con i corni puntati alle sue terga. Il politico scappa come un coniglio, rinunciando a cercare di imbonire il gigante. La speranza del piccolo umano non è di battere il rinoceronte nella corsa, quanto di ingannare la sua debole vista. Purtroppo per lo sciocco chiacchierone, intruso in un mondo che non è il suo, l'olfatto dei rinoceronti funziona molto bene, e lui se l'è fatta sotto.
venerdì 30 settembre 2011
mercoledì 21 settembre 2011
WORMHOLE_5° libro_153° episodio
Il prisma cosmico si manifesta nei pressi della base Evolution. L’entità cosmica si muove secondo i propri disegni, che sfuggono alla comprensione di quanti si ritengano rigidamente schierati dalla parte del bene o dalla parte del male. Tanto più che il bene di una parte è spesso il male di un’altra. I demoni sulfurei di Saturno vorrebbero controllare gli incommensurabili poteri del prisma cosmico, per realizzare i loro propositi di dominio, se non addirittura di genocidio delle altre specie viventi. I demosurt non hanno problemi a definire chi sia il loro nemico: tutti gli altri esseri viventi. Il prisma cosmico ritiene, di conseguenza, che i demosurt siano in fondo prevedibili e noiosi. A dire il vero sarebbero anche pericolosi, ma per adesso non detengono vere armi di sterminio di massa. Il prisma cosmico ritiene viceversa interessanti i mutanti di Evolution, ed ovviamente il drago Dragonfire. L’entità cosmica, in continuo mutamento di forma, luminosità e colore, galleggia a mezz'aria, a poca distanza dal cacciatorpediniere arenato nelle sabbie del deserto. Non intende disturbare gli abitatori della nave, e si limita ad analizzare un’infinità di dati, vagliando altrettante possibilità. Il prisma cosmico è a sua volta osservato dal dottor Occulto. Il mago e mutante, capo di Evolution, utilizza il piano astrale per giungere in qualunque punto del pianeta, alla velocità del pensiero. Accanto al dottor Occulto, c’è Navigatrice, sorella di Fulminatore. La giovane mutante assiste il suo maestro, tracciando le distanze ed i percorsi ideali, nello spazio fisico. Il prisma cosmico è interessato al mantenimento dell’ordine; per ottenere questo risultato, renderà possibile ad Evolution la mobilità immediata verso obiettivi che richiederanno l’intervento dei super-eroi. Il prisma cosmico ha infatti la facoltà di aprire dei wormhole, che funzionano come un teletrasporto, senza l’inconveniente di dover disintegrare e reintegrare i viaggiatori. Nei film di fantascienza, vediamo scomporre i viaggiatori in particelle non meglio definite; poi, superata la distanza, un’analoga macchina ricompatta ciò che era stato sparpagliato. Una cosa molto complicata, specie rimettere tutto assieme esattamente com’era all'inizio. C’è da sperare che l’aggeggio non commetta errori di rimontaggio, sempre ammesso di non aver perso qualche atomo durante il viaggio. I wormhole sono scorciatoie tra due punti dello spazio-tempo. Come se fosse possibile utilizzare un tunnel, invece di salire e scendere da una montagna. Chi ha scavato questi wormhole? Qualcuno ipotizza siano stati alieni antichissimi e potentissimi. Dovremmo tuttavia chiederci se detti alieni siano dell’idea di lasciare transitare chiunque, o se si corra il rischio di essere dirottati, o addirittura chiusi in una sacca senza sbocchi. Un’altra ipotesi è che un potere superiore, quale appunto quello del prisma cosmico, apra e chiuda questi tunnel spazio-temporali, a discrezione. Neppure il telepate più potente della Terra è in grado di dire in che termini ragioni il prisma cosmico, specie perché sarebbe riduttivo ritenere che le sue pulsazioni energetiche siano riconducibili al semplice pensiero. Gli umani si illudono che la loro attività cerebrale illumini l’Universo stesso, ma non è così. Solo alcuni cervelli umani, una minoranza assoluta, pensano veramente. Il popolo più che altro prova spinte istintive, che confonde con il pensiero. Il prisma cosmico trascende istinto e pensiero, così come trascende la vita e la morte. Il dottor Occulto e la Navigatrice sono testimoni dell’incredibile potere dell’entità cristallina, che apre contemporaneamente una serie di wormhole. Il cagnolino Cyberdog ha recentemente viaggiato fino alle lune di Saturno, ma non aveva ancora visto un varco nello spazio-tempo. Clara, la ragazzina che vive in simbiosi con il tecnoragno, viene rassicurata dall’alieno di metallo vivente, ed entra a sua volta nel wormhole che si apre davanti a lei. Lucrezia ha il potere di simulare la forma ed i poteri di Ferox, ma nessuno le ha mai parlato di dislocazioni più veloci della luce. Rebecca è una pseudo-licantropa; i suoi doni sono fisici come quelli di Lucrezia, e non la preparano a quel che le accade ora. Infine, il prisma cosmico rintraccia Nancy, che proviene dal medioevo, ma dispone di poteri psionici che le consentono di comprendere meglio anche i fatti più sconcertanti. Nancy entra senza paura nel wormhole, seguita dal suo lupo nero, che non si vuole perdere una nuova avventura. Nel giro di un batter d’occhio, Cyberdog, Clara, Lucrezia, Rebecca, Nancy ed il lupo nero emergono all’interno del cacciatorpediniere, nuova base Evolution. Nonostante i loro super-sensi, Ferox e Kong sono sorpresi del loro arrivo, come gli altri due mutanti e il drago. Gli amici si congratulano per la nuova sistemazione di Evolution, ed iniziano ad esplorare la grande nave, mostrando grande curiosità. Il dottor Occulto comprende l'intento del prisma cosmico di fornire, ai super-eroi ed ai loro amici, un rapido passaggio verso la città dove prima risiedevano. Al momento, il transito è possibile nei due sensi di percorrenza. Ferox coglie al volo l'occasione per sgranchirsi gli artigli, e, in una frazione di secondo, si ritrova sul tetto di uno dei grattacieli della metropoli. La prima cosa che la colpisce è la puzza di idrocarburi bruciati. L'aria del deserto aveva riabituato l'olfatto della donna leopardo agli odori ambientali precedenti all'industrializzazione. Ferox disapprova questo inquinamento, ma gli umani lo ritengono un male accettabile. Una bella rapina in banca è quel che ci vuole per distrarsi. I super-sensi della mutante avvertono una serie di rumori discordanti con quelli tipici della circolazione stradale. Di fronte ad una banca, auto della polizia bloccano il traffico, mentre curiosi contribuiscono all'incremento della congestione. Si direbbe che un crimine come quello in corso ecciti i cittadini, che non vedono l'ora di sfuggire alla routine quotidiana. È singolare che il wormhole abbia trasportato Ferox nei pressi della banca, come se rientrasse in una sceneggiatura ben definita. Di sicuro, il prisma cosmico non agisce a caso. Asseconda la natura peculiare dei super-eroi, predisponendo al meglio le situazioni. Qualcuno al posto di Ferox si sentirebbe manipolato, ma non la donna leopardo. Lei ha una chiara visione del suo ruolo nell'ordine delle cose: i rapinatori sono i cattivi, che minacciano cittadini inermi. I rapinatori sono feccia, perché preventivano di poter uccidere persone che incontrano per caso. Danno poca o nessuna importanza alla vita umana; Ferox fa altrettanto nei loro confronti, non avendo alcuna remora a colpirli con i suoi artigli letali. Il contatto telepatico con la Navigatrice, chiarisce alla mutante felina quale sia il percorso ottimale per arrivare a portata di zampa dai rapinatori. Il prisma cosmico, pur trovandosi fisicamente nei pressi della nave di Evolution, segue attentamente gli sviluppi dell'attacco di Ferox. Registra contemporaneamente i pensieri e le azioni di tutti quelli che partecipano al dramma. Nessuno scrittore umano saprebbe riportare su carta una tale interrelazione di eventi. Ferox è splendida, mentre sbuca all'interno della banca. Si muove come un fantasma, ma i suoi muscoli sono simili a molle d'acciaio, pronte a scattare con una forza disumana. Il prisma cosmico apprezza l'opera dell'evoluzione terrestre, che ha creato una tale meraviglia biologica. Ferox sa che l'occhio riporta prioritariamente al cervello i movimenti, perché in natura la regola fondamentale è di non lasciare che un predatore si avvicini troppo. Con un istinto ereditato dalle belve della savana e della jungla, la donna leopardo si dissimula anche agli occhi degli ostaggi. Alcuni tra i presenti avvertono una presenza diversa e sfuggente, ma non vedono Ferox, che si trova a pochi metri da loro. I leopardi questo lo sanno fare benissimo: sbucare all'improvviso da un cespuglio nel quale nessuno penserebbe si possa nascondere una tale bestia. La mutante si diverte ad esercitare questa sua invisibilità sconcertante, finché decide sia giunto il momento di colpire. Se volesse, i tre banditi cadrebbero dove si trovano, senza vedere alcunché, e senza sentire altro che il fuoriuscire veloce del loro sangue da tremende ferite. Invece Ferox decide di comparire all'improvviso in mezzo a loro, con un solo balzo, suscitando nei presenti un allarme quasi da infarto. I poliziotti all'esterno osservano la scena per mezzo di potenti cannocchiali. Anche loro sussultano vedendo la mutante, che, con movenze pericolose, osserva i banditi. Questi ultimi ovviamente hanno sentito parlare di Evolution, ma non hanno mai incontrato Ferox; anche perché di solito lei ai criminali non concede una seconda possibilità. I cittadini sequestrati stavano già preventivando di concludere male quella brutta avventura. Adesso però sono semplicemente affascinati ed atterriti dalla super-eroina di Evolution. Se i delinquenti avessero mantenuto un minimo di autoconservazione, poserebbero le armi, arrendendosi per salvare la pelle. Purtroppo per loro, non è così; troppa è la presunzione di sentirsi predatori tra gli umani. Stupidi animali bipedi! L'unica super-umana presente è Ferox; per lei i movimenti più veloci degli uomini avvengono al rallentatore. Quando una scarica di proiettili accenna a colpirla, lei si è già scostata di almeno un metro. Se gli occhi che osservano la scena fossero veloci a sufficienza, potrebbero apprezzare quel balletto di morte. Il prisma cosmico vede tutto, sebbene non adoperi occhi, e non sia neppure lì. Il cittadino medio pensa che il combattimento marziale sia un incessante scambio di colpi. Il maestro di arti marziali viceversa sa che un solo colpo deve risolvere lo scontro. Tre sono i bersagli, e tre sono i colpi che Ferox assesta ai nemici, che hanno scelto di precipitare all'inferno. Leggermente piegata in avanti, pronta a ripartire all'attacco, la donna leopardo mugola il suo canto di morte. I cittadini sequestrati dai banditi sono immersi in un'atmosfera primordiale, di sangue e vendetta, dalla quale faticheranno a svegliarsi. Desiderosa di sperimentarne il funzionamento, la Maga entra nel portale subito dopo Ferox. Come sospettava, il wormhole non la trasferisce assieme alla collega, bensì in un luogo diverso, per affrontare una emergenza differente. Il prisma cosmico ha quindi fornito ad Evolution un sistema di dislocazione che ottimizza gli interventi dei singoli super-eroi. Il portale ha abbinato Ferox alla rapina in banca, ma, nel caso della Maga, seleziona un contesto più adatto alle sue super-facoltà. I servizi segreti sono venuti infatti a conoscenza di un attentatore, infiltratosi tra i partecipanti ad un congresso. I profiler, che hanno studiato a lungo i comportamenti dei soggetti devianti e pericolosi, tentano di individuare il fanatico, nascosto nella massa. Tutti i presenti sono stati scansionati da un metal detector, ma evidentemente il criminale non è stato così sciocco da introdursi nel locale con una pistola, una mitraglietta o una bomba. I profiler si illudono che il delinquente abbia una faccia sospetta, ma la loro aspettativa è semplicistica e poco aderente alla realtà. I servizi segreti stanno sudando freddo, visto che il terrorista potrebbe avere introdotto nel locale materiale esplosivo o anche batteri pericolosissimi. Mentre le forze dell'ordine pensano a lui, l'attentatore, (che è una lei) è molto concentrata sulla sua missione suicida. È quasi impossibile impedire ad un kamikaze di porre in essere il suo gesto insano, giacché non ha alcuna considerazione per la sua stessa vita. La Maga ha invece buone possibilità di riuscire, dove tutti i comportamentisti del mondo fallirebbero. La Maga è una telepate, seconda solo al dottor Occulto. Il suo scandaglio mentale passa in rapida rassegna tutti i pensieri superficiali dei presenti. Poi, con gradualità ma inesorabilmente, viola più in profondità le riflessioni più nascoste. Lo scanner mentale della mutante filtra attraverso buchi della serratura di porte sprangate, ed anche sotto le porte medesime. Il fatto che gli umani non sappiano di essere perlustrati aiuta la Maga a lavoraremeglio. Nessuno tra loro, nonostante si tratti spesso di studiosi, è in grado di rilevare l'intrusione. Neppure la terrorista dispone di questa facoltà. È molto calma, ma solo esteriormente. Il condizionamento ricevuto crea una barriera superficiale, che non ha la minima possibilità contro una telepate potente come la Maga. La criminale si prepara a liberare nella sala degli agenti patogeni, in grado di uccidere i presenti, ma non prima che abbiano diffuso il contagio. Un attacco fisico è da escludere. La scarica mentale della mutante sarebbe normalmente in grado di sciogliere letteralmente il cervello alla terrorista, ma non adesso che ha consumato parecchia energia nella scansione di tutti i presenti. La Maga non sa di essere stata seguita da Fulminatore, e lui stesso comprende solo ora il motivo della sua azione. Chiamiamolo istinto o predestinazione, ma ciò che conta è che il mutante elettrico si trovi nel posto giusto al momento giusto. Non sappiamo se il prisma cosmico sceneggi le gesta dei super-eroi di Evolution, oppure se si limiti a suggerire mosse che si rivelano vincenti. Fulminatore ha già combinato, in passato, il suoi poteri con quelli della Maga. Anche questa volta, indirizza una prima scarica di energia lungo la traccia telepatica che parte dalla collega, diretta al bersaglio. La terrorista sussulta, quando Fulminatore le invia un avvertimento. Essere attraversati da un fulmine, anche se a basso potenziale, sconcerterebbe chiunque, ed anche la criminale perde di colpo la sua imperturbabilità. Forse il mutante elettrico potrebbe prenderla viva, se i poliziotti non iniziassero a muoversi verso quella donna, che si agita in maniera sospetta. Lei si sente perduta, e, vittima dell'indottrinamento ricevuto, decide di diffondere gli agenti patogeni. Per quanto possa essere veloce, il fulmine bluastro che scaturisce dalle mani di Fulminatore lo è molto di più. Frigge l'aria attraversandola, raggiunge il bersaglio viaggiando ad una velocità prossima a quella della luce, disattiva il cervello ed il sistema nervoso della donna, e disintegra il contenitore degli agenti patogeni, con quello che contiene.
giovedì 15 settembre 2011
BASE EVOLUTION_4° libro_152° episodio
In un famoso film di fantascienza, abbiamo assistito al ritrovamento, in luoghi desertici in vari siti del pianeta, di navi ed aerei scomparsi decine di anni prima, nel triangolo delle Bermude. La narrazione filmica rivelava che gli autori della dislocazione di quelle migliaia di tonnellate di metallo erano extraterrestri, che alla fine favorirono un incontro ravvicinato con i nativi. Però, prima di giungere a tanto, gli alieni inviarono alle menti più sensibili un messaggio contenente una sequenza di cinque note: una specie di parola d'ordine. Così avvenne che sul luogo dell'appuntamento giunsero e si incontrarono i parenti degli umani rapiti da quella razza extraterrestre. La musichetta di cinque note passò alla storia del cinema. La nostra narrazione inizia con una di dette navi, poggiata sulle sabbie di un deserto assolato, e parzialmente immersa nelle dune medesime. Nessuna finzione cinematografica: i cammellieri l'hanno notata quando comparve come per magia, e da allora è rimasta lì. Si chiedono ancora quale forza possa avere sollevato dall’oceano quella nave, trasportandola in volo per migliaia di chilometri. Ma i cammellieri sono fatalisti per professione, e la comparsa improvvisa del vascello ha rafforzato la loro convinzione che i disegni divini siano imperscrutabili. Si tratta di una nave militare, che stazza non meno di tremila tonnellate, ma è priva di equipaggio umano. A bordo non ci sono scheletri o altri resti di degenerazione della materia vivente. Chiunque abbia spostato la nave ha fatto sparire completamente centinaia di persone. I misteri sulla faccia della Terra sono tantissimi, e c'è gente che ci ricama sopra, specie a quelli fasulli. Il gruppo mutante Evolution si occupa viceversa di misteri veri, lasciando ai chiacchieroni le false meraviglie. Evolution oggi viaggia a bordo di un velivolo multifunzione, progettato dall'uomo bestia Kong. La destinazione dei super eroi è la nave nel deserto. Le sofisticate strumentazioni degli alleati reptoid, che presidiano Base Luna, hanno individuato il vascello metallico in un posto dove, a rigor di logica, non dovrebbe stare. I reptoid hanno avvisato Evolution, suggerendo una verifica sul campo, subito disposta dal dottor Occulto. Non è difficile scorgere dall'alto quella massa di acciaio in mezzo alla sabbia, ma solo se si sa dove guardare. Il deserto è infatti sconfinato ed ingannevole, con le sue ombre in perenne movimento. Lo scienziato mutante Kong guida con perizia il suo velivolo in un atterraggio verticale. L'aereo multifunzione è attrezzato per accogliere Dragonfire, ed è lui il primo a scendere a terra. Lo seguono Ferox, Fulminatore, Maga e Kong. Ora si tratta di riuscire ad entrare nella nave abbandonata. Resistendo alla tentazione di farsi largo a pugni o con la super-fiamma nel metallo di una fiancata, Dragonfire si solleva in volo, grazie al suo dragoncraft. I quattro mutanti fanno altrettanto, per mezzo dei loro dispositivi antigravitazionali. Anche i craft volanti sono frutto della scienza dell'uomo bestia Kong, che ha realizzato questa singolare applicazione della tecnologia extraterrestre, studiando la navetta spaziale che condusse Dragonfire sulla Terra. I quattro mutanti iniziano ad esplorare il colosso metallico, addentrandosi nelle sue viscere. Il drago ovviamente non può fare altrettanto, essendo alto tre metri e pesante settecento chili. Dragonfire perlustra i ponti, raccogliendo informazioni sul cacciatorpediniere abbandonato. Ben quattro cannoni binati da 120 mm di diametro, altrettante mitragliere pesanti da quaranta millimetri, due postazioni antiaeree ad elevata velocità di fuoco, quattro lanciabombe di profondità, e due lanciasiluri. Il tutto probabilmente funzionante, come se le armi fossero appena state ingrassate e ricaricate. Nessun missile, né ponte d'atterraggio per elicotteri, quindi la nave dovrebbe avere sessanta o più anni. I quattro mutanti percorrono lunghi corridoi, salgono scale, aprono e chiudono portelloni. Il colosso dei mari inizia a parlare ad Evolution ed a Dragonfire. Loro di rimando pensano a come sarebbe bello trasferire la loro base operativa, dall'edificio in città alla nave nel deserto. Eviterebbero di dover continuare a pagare i danni causati dai loro continui scontri con i super-nemici, che sanno dove stanno di casa. Un cacciatorpediniere di tremila tonnellate, per di più pesantemente armato, si presta ottimamente a controbattere offensive terrestri ed anche quelle provenienti dal cielo. Inoltre il fatto di vivere in mezzo ad un deserto creerebbe difficoltà non trascurabili a chiunque volesse attaccare il super-gruppo. La Maga guarda negli occhi Ferox, e le due mutanti si capiscono al volo: sottoscrivono l'idea di colonizzare il vecchio cacciatorpediniere. Fulminatore e Kong, contestualmente, iniziano ad ipotizzare un utilizzo funzionale di molti degli spazi lasciati liberi da un equipaggio superiore alle cento unità. Quando Ferox, Fulminatore, Maga e Kong emergono dalla loro visita all'interno della nave da guerra, scoprono che Dragonfire sta già facendo pratica nell'uso dei cannoni. Un essere potente come Dragonfire apprezza la facilità di manovra e di puntamento di quelle armi micidiali. Le torri metalliche, che svettano nella parte centrale del vascello, permettono di spingere lo sguardo a grande distanza. Il radar, appena riattivato, inizia la sua rilevazione dello spazio circostante. Tra i cinque super-eroi, il drago alieno è il più esuberante, giacché adesso potrà muoversi liberalmente sui ponti ed in stive di grandi dimensioni. La giornata trascorre in fretta e la notte scende velocemente nel deserto. Il cielo, non perturbato da inquinamento luminoso, né dai gas di scarico, si popola di stelle difficilmente visibili da una città. I quattro mutanti non hanno problemi a trovare un alloggio per il pernottamento, mentre il drago rimane all'aperto, a gustarsi i profumi del deserto. Prima di addormentarsi, la Maga estende una rete di sensori psichici attorno alla nave. Riesce a percepire i movimenti che avvengono tra le sabbie: lucertole ed altri rettili, oltre ad una moltitudine di insetti ed aracnidi che escono dalle tane per cacciare. Poi, uno alla volta, rilassati come se fossero a casa propria, i mutanti di Evolution si arrendono al sonno ristoratore. E la nave da guerra racconta la sua storia. Vedono il capitano dare ordini agli altri ufficiali, per regolare la navigazione in base alle necessità belliche. I motori rispondono con efficienza, come docili destrieri, spingendo le migliaia di tonnellate di metallo ed il carico umano ad una velocità che solleva grandi onde, al passaggio della nave. Le eliche ruotano senza sobbalzi, convogliando la forza dei propulsori nell'acqua dell'oceano. La giornata dal punto di vista climatico è tra le migliori, ma la rotta impostata sta spostando il cacciatorpediniere verso un banco di nebbia. Il capitano, che in sogno racconta gli eventi ad Evolution, vorrebbe poter dire di avere allora percepito un'anomalia, ma non andò così. Nessuno a bordo poteva sospettare cosa si nascondesse in quelle nebbie dall'aspetto così ordinario. Kong si ricorda di aver letto molte storie del mare, con navi misteriosamente scomparse, in circostanze che potremmo definire normali. La visibilità si riduce sensibilmente, ma il radar mostra un mare sgombro da ostacoli; il sonar indica che il fondale è molto lontano dalla chiglia della nave. Tutto prosegue come previsto, finché il cacciatorpediniere raggiunge il centro del banco di nebbia. A questo punto, Ferox per prima avverte un allarme che non riesce a definire. Sebbene stia dormendo, estroflette i suoi artigli, ed i suoi muscoli si preparano a balzare. Giacché il viaggio onirico coinvolge i quattro mutanti, anche loro si materializzano sul ponte della nave da guerra, tra i marinai indaffarati, che non li notano. Spettatori di un evento risalente ad una settantina di anni prima, Fulminatore, Maga, Kong e Ferox si pongono istintivamente schiena contro schiena, per combattere contro un nemico invisibile, ma di cui tutti ormai percepiscono la presenza. Dragonfire non sta dormendo, ma il legame simbiotico che si è creato con i suoi amici e colleghi lo induce a volgere lo sguardo verso il basso, come se li potesse vedere attraverso l'acciaio della nave. Nel sogno, la nave si ferma; i motori sono stati avvolti da una cappa di oscurità, ed hanno cessato di pulsare. O meglio, chi dispone di super-sensi come Kong e Ferox, ode in estrema lontananza un lieve tintinnio di parti metalliche che si stanno arrestando. La nave da guerra prosegue per inerzia, smuovendo sempre meno acqua. I marinai della moderna unità da battaglia si scoprono preda di un terrore atavico, simile a quello che colse i loro colleghi nei secoli precedenti, che incapparono in banchi di nebbia soprannaturale, simili a questo. Fulminatore è il primo a scorgerla, ma il suo grido nasce soffocato, e perde velocemente consistenza. Ora la avvistano anche gli altri mutanti: una nave a vela, un trialberi, che passa accanto al cacciatorpediniere, in un silenzio quasi assoluto. I marinai della moderna nave da guerra si sporgono per vedere meglio, non credendo ai loro occhi. Dapprima sembra che sul vascello a vela non ci sia anima viva; poi però alcuni marinai individuano dei leggeri movimenti. La nebbia, che tutto avvolge, inganna anche gli occhi più acuti, ma si intuisce la presenza umana. Infine, quando il veliero è ormai quasi completamente transitato accanto al cacciatorpediniere, giungono dei suoni vagamente riconducibili a voci umane. Uscendo dalle volute di nebbia che ruotano sul ponte del veliero, alcuni spettrali personaggi si affacciano verso il colosso metallico che li sovrasta. Si direbbero a loro volta confusi e spaventati di quell'incontro, e, anche se riuscissero a far sentire la loro voce, probabilmente la loro lingua non sarebbe compresa da gran parte dei marinai del cacciatorpediniere. Il veliero è a sua volta appena entrato nel banco di nebbia soprannaturale, sebbene in un secolo differente. Prosegue verso la libertà, giacché il destino di quei marinai non è di fermarsi, ma solo di gettare l'occhio su quel mistero della natura. Narreranno molte storie su questo incontro, ed alcuni tra i lettori ci crederanno. Verranno scritti libri, o meglio: quei libri furono scritti secoli or sono. Brividi percorrono la schiena dei marinai del cacciatorpediniere. I possenti cannoni sono inutili contro la forza che li imbriglia. I mutanti di Evolution, che stanno ancora sognando, si sentono a loro volta inermi, sebbene siano grati al capitano del cacciatorpediniere per avere mostrato loro quei fatti tenebrosi. Ma la narrazione non è terminata. La nave da guerra, orgoglio della sua marina militare, riprende a muoversi. I motori sembrano emergere da grandi profondità, ma lentamente e con progressione ce la fanno. I marinai esultano, perché preferirebbero affrontare una battaglia in pieno oceano, piuttosto che rimanere prigionieri di quelle nebbie spaventose. La velocità della nave aumenta e diminuisce, mentre la rotta cambia senza alcun intervento umano. Inutile cercare di gestire il timone, poiché ogni strumentazione si rifiuta di rispondere agli addetti. Lo stato d'animo degli invisibili ed intangibili mutanti di Evolution è identico a quello dei marinai: un'inquietante attesa. In quella nebbia, il sole non penetra, ma è presente una luminosità diffusa che rende il paesaggio decisamente alieno. Sebbene durante i sogni non siamo sempre in grado di pensare con chiarezza, nella mente della Maga si accende una luce. La mutante psionica è la più avvezza a ciò che definiremmo occulto; ecco perché tocca a lei ricordarsi di Dragonfire. Lui, il drago alieno, avverte subito il pensiero dell'amica, e le chiede telepaticamente in quale modo si possa rendersi utile ad Evolution. Per raggiungere i suoi amici, Dragonfire deve dormire. Il colosso si sdraia sul ponte del cacciatorpediniere, e chiude gli occhi, dopo aver ammirato ancora una volta quella splendida volta stellata. Difficile quantificare il trascorrere del tempo occorrente per distaccarsi da questa realtà, per accedere a quell'altra, che ci avvolge come ci trovassimo nuovamente nell'utero materno. Come tutti i rettili, il drago è nato da un uovo, ma comprende benissimo la metafora. Quando compare nel sogno dei suoi colleghi, suscita la loro gioia, ma anche la preoccupazione che nessuno di loro possa tornare nella realtà che consideriamo tale. Adesso gli osservatori sono cinque, come rileva il capitano del cacciatorpediniere, che funge da narratore. La Maga però non crede che il suo ruolo e quello dei colleghi si esaurisca così. La Maga sospetta un trucco, ed avverte i suoi di tenersi pronti ad agire. In quel male spettrale, la nave si avvicina ad un'isola, sebbene a bordo si sia persa da tempo la sensazione di movimento. Analogamente, non si percepisce neppure l'attracco ad un molo che pare spuntato all'improvviso; tutto è molto strano, ma qui nulla è ciò che sembra. Evolution ed il drago sognano di fatti che avvennero una settantina di anni or sono; i marinai, pronti a rischiare il tutto per tutto, scendono a terra, dove iniziano a camminare verso l'interno dell'isola. Qualcosa suggerisce che di un'isola si tratti. La narrazione può dirsi conclusa, almeno per quel che riguarda l'equipaggio. Resta tuttavia da capire cosa abbia dislocato il cacciatorpediniere. I sensi della Maga le segnalano un allarme crescente, che non pare riconducibile a minacce presenti. Ora che Dragonfire è partecipe al sogno di Evolution, nella nostra realtà la nave non è più presidiata; sarebbe quindi il caso di rinviare a data da destinarsi il resto della storia. Il sogno però oppone resistenza, o forse si tratta della nebbia soprannaturale. Lo spettrale capitano non si è allontanato assieme ai suoi uomini, e sta osservando i mutanti ed il drago. Qualunque sia il suo ruolo, non si può dire che stia agevolando il ritorno dei super-eroi alla realtà. In più, con il passar del tempo, il sogno impone sempre più la sua legge, rallentando i processi mentali di quelli che ha rapito. Ferox, Kong, Fulminatore e la stessa Maga precipitano in un annebbiamento degli intenti. Tendono a dimenticare chi sono e perché sono lì. Dragonfire però è un alieno, membro di una possente razza di rettili. I suoi processi mentali non subiscono alcuna alterazione, e si prepara a sconfiggere l'ennesimo nemico, impiegando la sua arma più forte. Il drago apre le fauci verso il cielo che non si vede; quindi emette la super-fiamma. Il potere di Dragonfire è connaturato nella sua anima, quindi lo porta con sé anche quando si trova fuori dal proprio corpo. Colpita dal plasma caldissimo, la nebbia evapora istantaneamente. Dragonfire crea un turbine ascendente, che rende finalmente visibile un'enorme superficie di quel mondo. Così facendo, il drago dissipa l'incantesimo che aveva rapito lui ed Evolution. Il risveglio degli eroi avviene sotto le stelle del deserto, mentre un'enorme luna piena illumina la loro nuova base.
giovedì 8 settembre 2011
NECROVIRUS_4° libro_151° episodio
I contemporanei sono abituati a sentire parlare, in televisione e sui giornali, di nuove malattie, che sembrano nascere dal nulla, cogliendo di sorpresa esperti, che poi tanto esperti non sono. Infezioni provenienti dalla carne macellata si sono diffuse tra i carnivori umani; carnivori peraltro fasulli, visto che sono incapaci di mangiarla cruda. Come mai quell’infezione non abbia colpito i cani ed i gatti, che sovente si nutrono degli avanzi alimentari dei loro padroni, è cosa da chiarire. Come se i bovini potessero vendicarsi di chi li ha assassinati, e ciò che resta di loro abbia veicolato parassiti virali, che hanno attaccato e distrutto il sistema nervoso di un numero decisamente contenuto di umani. Poi gli scienziati hanno capito come bloccare la diffusione della malattia mortale. Gli ammalati sono stati vaccinati, e sono guariti. Bloccare non significa però debellare, quindi quei virus potrebbero essere entrati in letargo, aspettando tempi migliori. In passato, l’umanità ha subito diverse epidemie, con centinaia di migliaia, se non addirittura milioni, di morti. La vittoria della medicina è stata quasi sempre molto faticosa, e non è del tutto chiaro come sia stata raggiunta. Molti tentativi, innumerevoli ore di lavoro, preghiere, e montagne di cadaveri di tutte le età, censo, religione, sesso ed opinione politica. Quando ad ammalarsi sono i bambini, l’attenzione dei media aumenta. La notizia di questi giorni è di un’infermiera, portatrice sana, che ha involontariamente contagiato una quarantina di piccoli ricoverati. La malattia assomiglia ad un morbo polmonare, che, nei secoli passati, distrusse molte vite. E la loro morte fu sempre preceduta da una lunga sofferenza. La medicina, da allora, ha fortunatamente fatto parecchi passi avanti; per cui oggigiorno i bambini contagiati da quell'infermiera sono colti dalla febbre, tossiscono e starnutiscono, ma il nuovo vaccino funziona. In televisione e sui giornali dopo qualche settimana non si parla più della strana infezione, nata, pare, da un episodio circoscritto. “Circoscritto” significa che non hanno capito di cosa si trattasse, ma fortunatamente è passata. A proposito di antiche malattie, c’è però ancora in circolazione un'entità che potrebbe essere considerata uno tra i maggiori diffusori di malanni mortali. Pestilenza, recentemente disintegrato dalla super-fiamma di Dragonfire, è stato infatti evocato, nello spirito, dalla magia vudù di Uglux e di Maschera di Ferro. Impossibilitato a rigenerarsi in tempi brevi, su questo piano dell’esistenza, il cavaliere della malattia ha accettato di coalizzarsi con i due terrestri. In fondo, il loro scopo comune è di sconfiggere Dragonfire ed Evolution. Ma anche uccidere milioni di persone innocenti non sarebbe un risultato sgradito, perché soffrano orrendamente. Il virus polmonare apparentemente innocuo, sconfitto facilmente dai medici umani, è in realtà il veicolo di una morte strisciante. Pestilenza non si accontenta di trasformare una decina di bambini in altrettanti piccoli zombie. Il suo disegno è di diffondere, in maniera esponenziale, la degenerazione necromantica. Questo piano demoniaco non tiene tuttavia conto dell’arrivo sulla Terra del prisma cosmico. Né Uglux, né Maschera di Ferro, né Pestilenza e neppure le divinità vudù conoscono infatti la natura ed i poteri di questa entità, che Cyberdog ha scovato in una caverna, su una delle lune di Saturno. Il prisma cosmico, che si trova sull’astronave dello scienziato alieno Zzaax, è attivamente ricercato dai demosurt, convinti di essere stati derubati dal cagnolino cibernetico. Il prisma cosmico è però un’entità che trascende il bene ed il male, così come lo intendono i super-criminali e lo stesso Pestilenza. Il prisma cosmico non si “porta via” se non vuole essere portato. L’insettoide Zzaax non si stupisce quindi che il prisma si teletrasporti altrove: non si illudeva di poterlo gestire. Zzaax per il momento si accontenta di avere messo in agitazione gli odiati demoni sulfurei delle lune di Saturno. Il piano di Pestilenza e soci, per diffondere un necrovirus è sotto esame del prisma cosmico, i cui scopi sono anch'essi oltre la comprensione umana. L’entità, che pare costituita da cristalli in perenne mutamento, nota come ogni bambino infettato contagi decine di suoi coetanei. Tuttavia nessuno di loro si trasforma in un vero zombie, almeno per ora. Uglux ritiene infatti che la mutazione debba avvenire quando sarà possibile mobilitare in una sola volta centinaia o migliaia di piccoli umani sacrificabili. Dragonfire ed Evolution avranno il coraggio di distruggere quelle piccole vite innocenti? Sebbene il drago ed i mutanti non siano fisicamente umani, Uglux scommette su quella che ritiene sia una loro umana debolezza: la pietà. Il prisma cosmico osserva tutto ciò ed altro ancora, ma non interverrà direttamente in questo conflitto tra i super-eroi di Evolution e gli adoratori della morte. Clara, la ragazzina salvata dal Transformatron, dal quale si è originato il tecnoragno (il suo attuale simbionte) è tornata a casa. I suoi genitori non hanno capito come si sia concretizzato il miracolo per il quale avevano tanto pregato. La malattia, che la stava uccidendo, è regredita, stupendo i medici ed anche i preti. Loro parlano tanto di miracoli e di preghiere, ma in casi come questi sono in difficoltà. E se il dio di cui parlano esistesse sul serio? Li accetterebbe nel suo paradiso? Clara è salita sull'astronave dell'alieno Zzaax, che ha superato miliardi di chilometri nel tempo terrestre di poche ore. Andati e tornati dalle lune di Saturno, viaggiando poco più lenti della luce. Adesso i demoni sulfurei stanno cercando, per vendicarsi, tutti quelli che hanno accompagnato Cyberdog in quel viaggio. Un gas giallastro ed estremamente velenoso scivola all'interno dell'appartamento; Clara è il suo bersaglio. La madre della ragazzina non merita l'attenzione del demosurt, così non dovrà morire. Il demone si limita a farla svenire, ma respira ancora; poi si lancia all'attacco di Clara. Oggi non ci sono lupi neri, mutanti scimmieschi e neppure draghi alti tre metri, a salvarla. Il demosurt non ha però calcolato la presenza del tecnoragno, che è pronto a difendere la sua nuova amica simbiotica. Clara inizia a strabuzzare gli occhi, non riuscendo più a respirare, e poco prima di svenire si vede sommergere da una morte gassosa. Strano, pensa, essersi salvata da una malattia terminale, per cadere sotto l'assalto di un simile mostro innominabile. In effetti morirebbe se con lei non ci fosse il tecnoragno, che, non dovendo respirare, non perde il contatto con la realtà. L'alieno di metallo senziente inizia subito a cercare una fonte d'energia, per alimentare il suo contrattacco. Due sottilissimi cavi di simil-titanio trovano una vicina presa elettrica, e da essa traggono la forza necessaria al contrattacco. Il domosurt è immediatamente costretto a mollare la presa sulla ragazzina. La corrente domestica non lo uccide, ma gli suggerisce una cauta ritirata. Il demone sulfureo non ci tiene a sacrificare parte della sua fisicità, in un attacco kamikaze. Ci saranno altri momenti più adatti per aggredire ed uccidere. Un attacco di morti viventi in un centro commerciale è quanto serve a terrorizzare intere famiglie; auspicando che, nella fuga di massa, rimangano contusi ed addirittura uccisi vecchi e bambini. Quando lo zombie addenta la spalla di una donna, lei grida forse più per lo spavento che per il dolore fisico. Come previsto da Uglux e Maschera di Ferro, i presenti non pensano di combattere il mostro, preferendo scappare come pecore di fronte all'assalto di un lupo. In tal modo però si scontrano con un'altra torma di zombie, che irrompe nel centro commerciale dagli altri accessi. Qualcuno tra i presenti colpisce i morti viventi con calci e sediate, senza però ottenere risultati apprezzabili. L'aiuto tanto invocato finalmente arriva, ma assume una forma se possibile ancora più spaventosa degli stessi zombie. Stritolatore, campione di lotta del contingente lunare dei serpentoidi, colpisce, con le durissime creste cornee che si trovano sulla sua testa, la schiena dello zombie a lui più vicino. Il grosso alieno strisciante così facendo spezza la colonna vertebrale del morto vivente, che rovina a terra. Il serpentoide non sta difendendo gli umani, dei quali si nutre volentieri, ma intende sabotare un piano dei suoi nemici, qualunque esso sia. La sua mossa successiva lo porta a scivolare, con un terrificante sfregamento ed un sibilo agghiacciante, tra le gambe di tre cadaveri ambulanti. Tale è la forza del serpentoide che distrugge le loro ginocchia con facilità estrema. Quando la polizia interviene, sparando sugli altri zombie, Stritolatore si allontana velocemente, per evitare di diventare a sua volta un bersaglio. Si direbbe che l'alieno abbia adottato una funzionale strategia di disturbo contro i terroristi noti come Uglux e Maschera di Ferro. I due pessimi elementi stanno peraltro cercando di depistare le forze dell'ordine e, specialmente, Evolution, dal loro vero piano. Pestilenza vive in ogni singolo virus, che ha infettato ormai moltissimi bambini. In ognuno di loro inizia un sottile ma sinistro mutamento. I compagni di banco si accorgono per primi che qualcosa non va: sguardi vitrei, movenze rigide, grugniti profondi. Le insegnanti dopo un po' non possono continuare ad ignorare quei comportamenti poco consoni ad un'aula scolastica. A questo punto, i piccoli quasi zombie, infettati da Pestilenza, si alzano quasi all'unisono dai loro banchi, ed iniziano a mordere e graffiare chiunque capiti loro a tiro. Temendo si tratti di una pazzia di massa, maestre e bambini non infettati scappano dalle aule, inseguiti dai lenti mostriciattoli. Come se fossero topi attirati da un pifferaio magico, tutti i piccoli pseudo-zombie della città migrano in direzione della base di Evolution. Il fatto che l'infezione si sia concentrata solo in quell'area geografica conferma la stranezza estrema del fenomeno. I mutanti di Evolution scendono quindi in strada, al fine di intercettare quello strano esercito. Uglux e Maschera di Ferro vedono realizzarsi il loro piano: adesso i mutanti ed il drago saranno costretti a combattere per la loro vita, contro una moltitudine di bambini soggiogati dal necrovirus. Solo dopo aver versato il loro sangue, i super-eroi scopriranno di aver ucciso giovanissimi umani che sembravano morti viventi, senza esserlo veramente. Uglux e Maschera di Ferro però non conoscono bene i talenti di Nancy, e questa ignoranza potrebbe danneggiare il loro piano. La guaritrice, proveniente dal medioevo, percepisce subito l'infezione demoniaca in corso, ma anche la vitalità di quei corpi che simulano la morte vivente. Dragonfire non intende entrare in contatto con quei poveri bambini ammalati, per non frantumare le loro tenere ossa. La sua forza viene viceversa diretta verso la pavimentazione stradale: un colossale doppio pugno crea un'onda d'urto che sbilancia l'orrida torma in arrivo. Ma non tutti i bambini cadono, ed alcuni si rialzano quasi subito. Poco male, poiché il drago deve solo replicare una seconda ed una terza volta il suo terrificante attacco ai danni dell'asfalto cittadino. Automobili saltano in aria, vetri si sbriciolano, idranti esplodono, mentre tutti i presenti si tappano le orecchie, per resistere al rumore assordante. Kong, saltando grossi pezzi di selciato divelto, atterra nel mucchio dei quasi zombie. Ne afferra due per gli abiti, e si allontana con la stessa velocità. Ferox lo emula immediatamente. I due agilissimi mutanti sequestrano in pochi minuti una decina di bambini infettati; poi Evolution si ritira nella propria base, dove Kong inizia a studiare quei mostriciattoli, che continuano ad emettere grugniti poco simpatici. La loro trasformazione prosegue, tendendo a diventare irreversibile. Il palazzo di Evolution viene preso d'assalto da una gran massa di scolari sempre più lividi, giacché i loro cuori tendono ad arrestarsi da un momento all'altro. La Maga non deve esercitare un grande sforzo per congelare i movimenti dei piccoli quasi zombie catturati. Ferox potrebbe minacciarli, ma è evidente che il loro stato mentale non è ricettivo in tal senso. Fulminatore invece produce una specie di reticolato elettrico, che agisce direttamente sul sistema nervoso periferico dei mostriciattoli, bloccandoli come si usa fare con il bestiame al pascolo. Nancy vorrebbe intervenire con i suoi poteri di guarigione, ma potrebbe trattare solo pochi soggetti. Kong è giunto ad una conclusione, che sorprendentemente è più magica che scientifica. Discute la sua strategia con i colleghi mutanti e con il drago, che farà quasi tutto il lavoro. I bambini, infettati dal necrovirus, ammontano a centinaia, e la polizia non sa come intervenire. Quando i mutanti scendono in strada, Fulminatore utilizza i suoi talenti per allontanare i marmocchi dall’uscita. Poi tocca a Dragonfire, che avanza come una montagna verde verso la moltitudine che lo circonda. Il drago si lascia toccare ed afferrare da tutte quelle piccole mani, attento a non fare del male ai bambini. il demone Pestilenza, presente in ognuno dei piccoli, spera che il formidabile alieno perda la pazienza e compia un eccidio. Ma il piano di Kong è un altro: Dragonfire solleva lo scettro che Evolution sottrasse al mutaforma Uglux. La Maga e Nancy dirigono le loro menti verso lo scettro, che è uno strumento di potere in grado di sanare o uccidere. Dragonfire presta la sua formidabile energia allo scettro, che prende gradatamente il controllo su tutti i corpi e di tutte le anime dei bambini posseduti. Il drago di Evolution evoca la sua super-fiamma, ma solo per canalizzarla verso la realizzazione del suo piano. Questo è il momento più pericoloso, giacché, se perdesse il controllo della fiamma, il drago li incenerirebbe tutti in pochi secondi. Lo scettro di Uglux, nella mano del drago, brilla di luce ultraterrena, esorcizzando il demone Pestilenza, la cui essenza maledetta viene ancora una volta allontanata da questo stato dell’esistenza. I bambini lentamente riaprono gli occhi, sentendosi sporchi, acciaccati, ma vivi. La presenza del drago è imponente, ma anche rassicurante, per tutte le giovani vite che ha salvato. Uglux però non la vede così, e, come impazzito, abbandona il suo nascondiglio per riprendersi lo scettro. Maschera di Ferro lo segue, sperando in una rissa sanguinosa. Combattere adesso contro Dragonfire ed Evolution sarebbe da pazzi, ma quei due non ci stanno con la testa. Corrono, svolazzano, saltano, sfondano muri, distruggono auto, avvicinandosi sempre più alla vittoria, o, più probabilmente, alla loro distruzione. I demoni sulfurei delle lune di Saturno decidono che quello sia il momento adatto a scatenare il loro attacco, che però non è diretto contro i mutanti ed il drago. I demosurt impiegano la loro magia e le loro spire gassose per rallentare e poi pervadere i due super-criminali terrestri. Uglux e Maschera di Ferro non capiscono cosa li stia aggredendo; i demoni gassosi trovano finanche un varco nell’armatura del teppista corazzato, che crolla a terra subito seguito dal suo socio, il mago mutaforma. Così, per il momento, i due delinquenti cadono nelle grinfie di nemici che mai avrebbero voluto incontrare.
giovedì 1 settembre 2011
DRAGHI, DEMONI E ZOLFO_4° libro_150° episodio
Drago Nero allarga verso l’esterno le braccia possenti, costringendo il demone sulfureo a dissiparsi parzialmente. Il demosurt però non si è teletrasportato sulla Luna per giocare; per cui scatena tutto il suo potere corrosivo, ai danni dell’armatura del possente automa a forma di drago. Lo scontro si protrae da pochi minuti, ma pare che Drago Nero non abbia la possibilità di mettere a segno un solo colpo. Sbagliato, giacché il Drago Nero è in grado di scatenare una scarica di plasma infiammato, quasi pari alla super-fiamma di Dragonfire. Il demosurt colpito prende fuoco, provando un dolore forte ed inaspettato. Controllando al massimo le sue molecole, il demone si allontana velocemente da Drago Nero. L’alieno, proveniente dalle lune di Saturno, cerca disperatamente una fessura tra le rocce lunari, dove potersi rintanare. Riesce nel suo intento, ma solo perché Drago Nero non lo finisce con una seconda fiammata. La combustione ha scombinato molta della sostanza del demosurt, che rimane rintanato per rigenerarsi. Brak e Ssax, i due reptoid da tempo alleati di Dragonfire e Drago Nero, si avvicinano alla zona dello scontro. Così facendo, attirano l’attenzione di altri demosurt, che assalgono i draghi extraterrestri in tuta spaziale. Anche in questo caso, la strategia di invadere le vie respiratorie dei nemici con la propria sostanza solforosa, non funziona. Inoltre le tute spaziali dei reptoid emettono onde d’energia repellenti, che scoraggiano gli aggressori. Brak e Ssax comunicano per mezzo di una tecnologia che i terrestri devono ancora esplorare: una commistione tra telepatia e radio. Concordano all’istante di ricorrere ad una delle molte armi comprese nella loro dotazione. I demosurt subiscono gli effetti di un’energia alla quale non possono resistere, che però non mira ad allontanarli, quanto a segregarli. I demoni sulfurei delle lune di Saturno reagiscono con i loro poteri magici, ed una luminosità cangiante illumina una vasta area nei pressi di Base Luna. Lo scontro tra i reptoid ed i demosurt dura alcuni minuti, poi i tre draghi a guardia del nostro satellite verificano di avere catturato qualcosa; forse non un intero demone, ma una sua versione ridotta. In un grosso contenitore di vetro corazzato, alcuni litri di zolfo vivente si agitano ed urlano nel silenzio dello Spazio. Drago Nero, Brak e Ssax lo studiano attentamente, per programmare le mosse successive. Sulla Terra, nella sede di Evolution, la Maga e Navigatrice aiutano Nancy a sviluppare le sue abilità psioniche e magiche. L’esercizio consiste nel trovare Cyberdog, visto l’ultima volta al ritorno dalla sua avventura sulle lune di Saturno. Rintracciare qualcuno è un potere specifico della Navigatrice, che sovrintende l’esperimento. La Maga e Nancy proiettano i loro pensieri in tutte le direzioni, come fossero lame di luce. La Navigatrice visualizza i due distinti flussi, che, nella sua mente, assumono colorazioni differenti. La Maga emette energia più corposa, mentre Nancy, che è più giovane e meno esperta, è contraddistinta da un flusso in crescita, che necessita di essere disciplinato. Come onde, i pensieri delle due mutanti psioniche viaggiano attraverso la città, seguendo vie e vicoli, aggirando veicoli e persone. Cyberdog cammina sui tetti, assomigliando più ad un gatto che ad un cane. Le unghie retrattili, di un metallo simile al titanio, fornite dal suo Transformatron, gli consentono di camminare anche sulle pareti verticali. Ad un tratto, sente distintamente un lieve guaito, proveniente da un cassonetto. Il super-udito di Cyberdog isola quel suono tenue, che risulta appartenere ad un piccolo cane ferito. Cyberdog non ha problemi ad estrarre l’animaletto dalla sua prigione. Gli sembra di vedere se stesso, quando era rinchiuso in un canile, e prima ancora, quando lo prendevano a calci per strada. La Maga, nonostante la distanza, avverte il pessimo stato di salute del cagnolino. In breve, lei e Nancy giungono dove si trova Cyberdog, mentre la Navigatrice le visualizza da lontano. Sebbene la Maga sia più esperta nel combattimento, Nancy riserva ancora delle sorprese. La sua attitudine di guaritrice è il suo punto forte. Il cagnolino ferito, sicuramente abbandonato da un padrone indegno di far parte della razza umana, è corroso da una forma di morte individuabile da chi ne abbia il potere. Nancy può farlo, ma solo grazie all’apporto magico e psionico della Maga. Quella cosa nera pare un verme, ma è provvista di chele e tentacoli, che minacciano ferite oltre ogni possibilità di guarigione. Si agita, perché ha capito di essere finita in una rete energetica di potenza superiore. Trattandosi di una forma di morte, la cosa ributtante potrebbe essere distrutta, ma con un considerevole dispiego di forza vitale. Il dottor Occulto, capo di Evolution, raggiunge la mente delle sue adepte, per indicare loro la strada da seguire. Nancy avverte l’enorme potere e la conoscenza impressionante del mutante, ed è sempre più convinta di aver fatto bene a rimanere con quei super-eroi. La forma di morte ode le parole del dottor Occulto; ne comprende il significato, e pare sorridere. In fondo, in questo modo, l’equilibrio tra vita e morte verrà rispettato. Decine di chilometri sono poca cosa per il nero messaggero. Cerca e trova colui che ha picchiato ed abbandonato il cagnolino nel cassonetto. Una piccola dose di morte, che poco fa pervadeva una bestiolina di pochi chili, colpisce ed invade una massa decisamente superiore. L’umano avverte un brivido fatale, ma la forma di morte diluisce la sua azione. La cosa nera non è lì per uccidere, ma si riserva di corroderlo per mesi, se non per anni. Il tizio, che ha quasi ucciso un essere che si fidava di lui, inizia a capire cosa significhi soffrire veramente. Gli è andata bene ad incontrare la Maga e non Ferox, che, per sua natura, infligge ferite decisamente poco metafisiche. La donna leopardo però adesso deve occuparsi di altre questioni, visto che i demosurt sono arrivati sulla Terra, e stanno cercando proprio lei. Non è facile prendere di sorpresa una mutante provvista di super-sensi felini; oltre tutto, Ferox ha combattuto e vinto moltissime battaglie, ed è sempre pronta a ricominciare. I demoni sulfurei delle lune di Saturno hanno la consistenza e la puzza dei fumi di zolfo, per cui dovrebbero cercare di arrivare alle spalle della donna leopardo, evitando che l'odore li preceda. Invece il vento trasporta verso di lei le loro fetide esalazioni. Ferox li annusa prima di vederli, ma, nel giro di un secondo, li visualizza come se fosse giorno, giacché la sua percezione notturna è pari a quella di una belva della jungla o della savana. I demosurt sono arrivati sulla Terra, come prima avevano fatto con la Luna: la loro magia attiva varchi dimensionali, che saltano in un colpo solo milioni o miliardi di chilometri. Ferox si vede giungere addosso delle masse gassose, che promettono guai. La sua ferocia naturale non la rende avventata, né stupida; per cui non li attacca ad artigli snudati, avendo capito che nulla potrebbero contro quei nemici intangibili. Peraltro è sicura che loro sarebbero in grado di farle male, forse addirittura ucciderla. La donna leopardo si trova all’interno di un edificio, che stava perlustrando nel corso della sua ronda notturna. La prima cosa da fare è guadagnare l’uscita, giacché è certa che quelle masse di gas semovente non avrebbero problemi a saturare con il loro veleno tutta la cubatura di quei vasti locali. I demosurt sono riusciti a carpire i pensieri dei reptoid ed anche di Drago nero; i tre draghi non si sono accorti di questa penetrazione aliena, quindi non hanno tentato di opporsi. I demoni gassosi stanno cercando il prisma cosmico sulla Terra, ed intendono ottenerlo, sconfiggendo gli amici dei draghi con i quali si sono scontrati nei pressi di Base Luna. Sebbene non sia loro del tutto chiaro, i demosurt hanno parzialmente ricostruito il legame tra Evolution e Cyberdog: il piccolo quadrupede, che si era infilato in una fenditura su una luna rocciosa di Saturno, per appropriarsi del prisma cosmico, al ritorno sulla Terra, è stato accolto dai suoi amici mutanti. I demosurt sono molto antichi, forti, decisi e spietati, ma Ferox li sorprende con la sua velocità animalesca; nessuno di loro ha mai visto qualcosa di simile. La mutante non può permettersi di scivolare, o di sbagliare un salto; ma non si pone neppure il problema, poiché per lei la probabilità di sbagliare in combattimento si avvicina allo zero. Ferox non è presuntuosa: è una tra le migliori macchine biologiche conosciute. Esce come un missile da quella che poteva diventare una trappola mortale, e non ansima neppure. Ora aspetta che i demoni provino nuovamente ad attaccarla. Essendo tremendamente astuta, la donna felina non sottovaluta alcun nemico vivo, ma si chiede come farà ad ammazzare quelle bolle di gas mefitico. I membri di Evolution sono costantemente monitorati dal loro capo, il dottor Occulto, e dalla collega Navigatrice. Ecco perché Fulminatore accorre sollecitamente in aiuto di Ferox. Adesso gli equilibri di forza sono cambiati, poiché il mutante elettrico può bersagliare i nemici con le sue scariche energetiche. I lampi di energia concentrata attraversano la sostanza dei demosurt, senza provocare grossi danni. Anche se in realtà un minimo di contatto si verifica tra l’energia ed il gas, ed alcune molecole di quest’ultimo friggono, fumano e si carbonizzano. I demosurt dispongono di poteri magici, che adesso riversano contro Fulminatore e Ferox. Una specie di onda lenta ma pesante estende i suoi tentacoli verso Fulminatore, ancora intento a sperare le sue scariche energetiche contro i demoni sulfurei delle lune di Saturno. La donna leopardo comprende il pericolo, e solleva il collega sulle sue spalle, per allontanarlo più velocemente dalla zona pericolosa. La forza muscolare della donna leopardo è formidabile, ma è la sua agilità a sorprendere i nemici demoniaci. Quando Fulminatore torna con i piedi per terra, ha capito quale tipo di emissione si presti a danneggiare quei mostri. Invece di ricorrere a scariche perforanti, il mutante di Evolution proietta una serie di frequenze in grado di trasmettere una temperatura elevata. I corpi gassosi vengono così surriscaldati, perdendo consistenza. Sono loro in questa occasione a trarre vantaggio dal trovarsi all’aperto; giacché in un locale chiuso sarebbero stati distrutti o ridotti ai minimi termini. Invece si appiattiscono al suolo, scivolando via come mercurio. Cercano una via di fuga, che trovano nel circuito fognario. Ferox e Fulminatore comunicano al dottor Occulto che i demoni che li hanno attaccati potrebbero sbucare senza preavviso da qualunque scarico di lavandino. Kong abbandona il suo amato laboratorio, per intraprendere una missione di salvataggio. Decide di muoversi come un vero uomo bestia, superando con un solo balzo gigantesco gli abissi che si aprono tra i palazzi più alti. La Navigatrice lo guida verso Cyberdog, perché il cagnolino cibernetico è il bersaglio dei vendicativi demosurt. Il Transformatron non è peraltro facile da prendere di sorpresa, dati i numerosissimi sensori high tech di cui dispone. Il fumo giallastro, che fuoriesce da un tombino, scivola lungo i muri, come un serpente in caccia. Non riesce però a giungere a distanza di attacco, giacché Cyberdog schizza verso l'alto, propulso dai suoi muscoli esoscheletrati. Il fumo solforoso cambia forma, diventando un orrido e pericoloso monolite, dal quale si estroflettono tentacoli velocissimi. La velocità di Kong è però superiore; l'attacco del mutante sfonda il monolito, precipitando dall'alto. Poi, prima che l'alieno si riprenda, il mutante è già schizzato al secondo piano di un vicino edificio. Il super-cagnolino lo raggiunge, correndo su pareti verticali, grazie agli artigli forniti dal Transformatron. Come pronosticato, nel frattempo altri demosurt sono penetrati nell'edificio di Evolution, dove si trovano davanti la Maga e Nancy. Più propensi ad adoperare la forza bruta che la strategia militare, i demoni di gas non sospettano che nei paraggi possa trovarsi un altro nemico. Il lupo nero ne approfitta per attraversare con un balzo quel grosso banco di nebbia velenosa, disperdendola; ma non prima di avere ben sigillato bocca e narici. Gli occhi gli bruciano un po', ma i demosurt hanno perso il vantaggio della sorpresa. Il tocco taumaturgico di Nancy, che accorre accanto al suo lupo nero, compensa gli effetti nefasti del gas sulfureo. Il potere della Maga è invece più devastante, ed intende dimostrarlo contro quei nemici tanto infidi. Lei è sicura che una mente semisolida coordini quei corpi, che altrimenti si disperderebbero. I poteri psionici della mutante individuano infatti una rete neurale pressoché invisibile, che però esercita il suo potere su una grande quantità di molecole gassose. La Maga chiude gli occhi, per non lasciarsi distrarre dalla percezione dell'ordinario. Subito al suo cervello pervengono le immagine di quello che potrebbe sembrare soprannaturale. La spada mentale della mutante psionica sarebbe inutile, per cui afferra, con la forza della mente, le singole diramazioni neurali. Una ad una, artigliandole e bloccandole con manette ad alta energia. Quindi, immobilizzati i mostri, pervade quegli strani sistemi nervosi con la sua forza psichica, sommata a quella del lupo nero e di Nancy, che acconsentono a prestarle la loro vitalità. Non è chiaro se gli alieni siano componenti di un organismo più grande; ma resta il fatto che, per timore di collassare, ricorrono al teletrasporto per scappare. I demosurt, che cacciano Cyberdog, non sono però ancora sconfitti, e scivolano verso l'alto, per ucciderlo. Il colossale Dragonfire entra allora in scena, ma non ricorre alla sua super-fiamma, per non abbattere i vicini edifici abitati. Neppure lui può afferrare i demosurt, ma non intende farlo. Quando i mostri si accorgono di lui, è troppo tardi per evitare la punizione da lui comminata. Le enormi mani, verdi e scagliose, impattano l'una contro l'altra, producendo vibrazioni che frantumano le finestre fino a centinaia di metri di distanza. Kong e Cyberdog si chiudono le orecchie, per sopportare meglio l'onda d'urto. I demoni gassosi, invece pulsano orribilmente, in un crescendo spaventoso. Poi esplodono in tutte le direzioni. Di loro rimangono alcuni piccoli focolai sul terreno, ma anche quelli si disperdono in pochi secondi.
