mercoledì 21 dicembre 2011
NAVIGAZIONE PERICOLOSA 2_5°libro_166° episodio
Navigatrice, prigioniera dei suoi rapitori, si allontana dal nero castello, a bordo di una barca volante, trainata da coleotteri grandi come elicotteri. La mutante di Evolution si chiede giustamente in quale dimensione si trovi. Nel cielo grigio, brillano stelle non visibili dalla Terra. Il fatto che una barca rimanga sospesa in aria suggerisce un potere magico, o forse telecinetico. I coleotteri volanti si comportano come efficienti animali da traino; per il resto sono innocenti e per nulla soprannaturali. Sotto di lei, nel castello, Dragonfire attraversa le grandi sale. Dalle pareti, quadri raffiguranti esseri mostruosi lo osservano, cambiando espressione. Neppure loro hanno mai visto un tale colosso coperto di scaglie verdi. Il drago non ha però tempo di confrontarsi con i quadri, perché Navigatrice non è più lì. Giunto in fondo alla sala, Dragonfire distrugge una grossa porta, con un solo pugno. L’arrivo di una torma di ragni ed insetti colossali rende allegro il drago di Evolution, che inizia a percuoterli con la coda, i pugni ed i calci. Sebbene siano grossi come e più di lui, gli invertebrati volano via appena colpiti. Zampe ed ali spezzate, corazze incrinate, antenne divelte; nessuno in quella moltitudine riesce a frenare la furia dell’alieno. Ma lui decide di non bruciarli, perché non sono loro il vero nemico. Poi Dragonfire decide sia ora di finirla con quel gioco, e dirige la sua furia contro il pavimento. Al primo impatto, i suoi pugni colossali incrinano la pietra. Al secondo, il pavimento schizza verso l’alto, mentre insetti e ragni decidono per una fuga precipitosa. La terza ed ultima volta, Dragonfire stesso precipita nel piano seminterrato. Il pesante materiale che lo accompagna e lo colpisce scivola innocuo su di lui. Non avendo tempo di abbattere tutto il castello, Dragonfire usa allora i possenti muscoli delle sue gambe per saltare fuori dalla voragine che ha prodotto. Nel punto più alto del suo balzo, investe un muro spesso almeno un metro, sfondandolo; poi atterra all’esterno. Il castello mutaforma, contento di essere ancora in piedi, prova però rammarico per i grossi danni prodotti dall'incedere di quel terribile drago di un altro mondo. Il dragoncraft accorre al richiamo del suo padrone; con esso, Dragonfire decolla all’inseguimento della barca trainata dai coleotteri giganti. In un altro piano dell’esistenza, Ferox e Fulminatore sono assediati da esseri che paiono composti d’ombra. Il dottor Occulto raggiunge telepaticamente i suoi allievi, comunicando loro che Dragonfire sta inseguendo i rapitori di Navigatrice. Si rende quindi necessario fare confluire tutte le forze disponibili su quel mondo caldissimo. Purtroppo le radiazioni solari sarebbero letali per chiunque, eccetto il drago. Se però Evolution riuscisse ad agire durante la notte, eviterebbe questo rischio. La soluzione è di impiegare un portale di wormhole. Ferox e Fulminatore scorgono la luminosità, che annuncia l’apertura del varco, ma una torma di mostri blocca loro il passo. Dovranno aprirsi la strada combattendo, ed i due super-eroi non chiedono di meglio. Sul mondo arboricolo, il lupo nero addenta il collo di Maschera di Ferro, coll’intento di ucciderlo, non di limitarsi a minacciarlo per ottenere informazioni. Kong peraltro non ha alcuna intenzione di prendere le difese del perfido criminale. Accade solo nei fumetti che gli eroi si picchino tra loro, mentre il criminale scappa, ridendo in faccia ai buoni ma stupidi. Maschera di Ferro dovrà cavarsela da solo; Kong vuole vedere se il grosso demone lupo riuscirà ad avere la meglio sull’armatura. Tale è la forza del lupo, che sono le vertebre di Maschera di Ferro a scricchiolare, anticipando il metallo che sta ancora resistendo ai denti preternaturali. Il criminale, atterrato ed immobilizzato, ritiene di essere spacciato, ma sono gli automatismi dell’armatura a correre ai ripari, sparando una scarica elettrica direttamente nelle fauci del lupo nero. Il grosso predatore molla istantaneamente la presa, e si ritira a distanza di sicurezza, ad assorbire il dolore. Maschera di Ferro è ferito; la situazione non pone alternative, visto che non potrebbe comunque affrontare Kong ed il grosso lupo. Quindi scappa, con tutta la velocità che gli è consentita dal collo dolorante. Adesso però tocca a Kong mettergli le zampe addosso, e non sarebbe una cosa piacevole per il super-criminale. Sennonché la sua fuga si arresta imprevedibilmente quando precipita in una fessura nel terreno, dissimulata dalla vegetazione. Uscito di scena il fastidioso personaggio, Kong ed il lupo nero trovano la postazione super-tecnologica, alla quale Maschera di Ferro stava lavorando. Il genio dell’uomo bestia di Evolution scopre velocemente la natura degli apparati: un dispositivo di teletrasporto. Questo spiega come il pazzo corazzato sia giunto su quel mondo, e forse anche il nesso con il rapimento di Navigatrice. Kong sospetta che Maschera di Ferro dovesse ricevere l’essenza della mutante, trasmessa attraverso le dimensioni. Un tentativo di depistare Evolution. Adesso i rapitori dovranno però cambiare i loro piani; tanto più che Dragonfire li insegue con intenti decisamente poco simpatici. Il lupo nero annusa la spaccatura del terreno, nella quale è precipitato il loro nemico. L’odore lo allarma al punto di emettere un brontolio di allarme. Kong, che ha scoperto di riuscire a comprendere quasi tutto ciò che il suo alleato “dice”, si rende conto che quella non è una normale frattura nel terreno, bensì una specie di bocca, di una creatura dissimulata, in agguato. Maschera di Ferro intanto precipita attraverso l’esofago, fino allo stomaco del mostro. Lo attendono succhi che potrebbero sciogliere finanche la lega d'acciaio che lo ricopre. Kong riprogramma il teletrasportatore, per raggiungere il drago, ed unirsi alla caccia ai rapitori della Navigatrice. Lupo nero e Kong salgono sull’apposita piattaforma, che li trasporta sul mondo torrido, dove si trova Dragonfire. Fortuna che è notte; è ancora caldissimo, ma il sole per ora non minaccia la loro incolumità. Il dottor Occulto, capo di Evolution, segnala a Dragonfire l'arrivo dei suoi colleghi. Il potente telepate, che ha unito le sue forze a quelle della Maga e di Nancy, vede che l’essenza di Navigatrice è stata racchiusa magicamente in un'anfora. Sulla Terra, la mutante dorme, sorvegliata dai suoi amici, che promettono a se stessi di ritrovarne l'anima. Dragonfire non può quindi scatenare la super-fiamma contro la barca volante, per timore di distruggere l’essenza dell’amica. Sul pianeta oscuro, Ferox e Fulminatore attaccano furiosamente le mostruose entità che li separano dal portale. Artigli mordono quella non carne, versando un liquor che non è sangue. Scariche elettriche saettano, bruciando carni necromantiche, come fossero vive. I due super-eroi di Evolution non si faranno fermare da quella marmaglia demoniaca. Hanno combattuto e vinto nemici molto più forti, e la posta in gioco è altissima: la vita della Navigatrice. Spinti da qualcosa che non è certo l’intelligenza, gli esseri d’ombra combattono strenuamente contro la velocità e la forza della donna leopardo, che schiva agilmente tutti i loro goffi attacchi. Per qual che riguarda Fulminatore, i nemici gli si avvicinano molto meno: li frigge a metri di distanza. Ferox salta sopra le teste degli aggressori; poi, mentre ricade, colpisce brutalmente la testa di due avversari. Forse questi esseri muoiono, forse no; potrebbe trattarsi di zombie, o di strane simulazioni di vita, ma il risultato non cambia. La donna leopardo arriva per prima al portale, ed attende il collega super-eroe, che si avvicina senza alcuna precipitazione. Il portale degli wormholes trasporta finalmente via da quel mondo i due mutanti di Evolution, ed i sopravvissuti tra gli esseri d’ombra apprezzano di aver avuta salva la loro parvenza di vita. Ma la destinazione di Ferox e Fulminatore non è quella da loro impostata. Infatti, il dottor Occulto, che dal piano astrale sorveglia l’azione delle sue formidabili truppe, decide di impiegarli come riserva. Forse il potente mutante mago dispone di attitudini precognitive, perché, sul mondo torrido, la barca trainata dai coleotteri giganti inizia a scomparire sotto gli occhi di Dragonfire. A questo punto, Occulto è sicuro di aver raccolto l’impronta energetica dei demoni sulfurei di Saturno: sono loro che consentono ai rapitori di Navigatrice i salti dimensionali necessari a sfuggire alla cattura. Dragonfire, non potendo seguirli, atterra, per incontrare Kong ed il lupo nero. La barca volante, invece, trainata dai coleotteri giganti, compie un balzo dimensionale, tornando sulla Terra. Uglux, il mutaforma da sempre nemico di Evolution, regge le briglie dei colossali animali. Non gli interessa sapere quale sia stato il destino di Maschera di Ferro; a lui interessa solo di detenere l’anfora che contiene l’essenza della Navigatrice. Non dovrebbe sottovalutare Evolution, dopo avere perso in tutti gli scontri. Navigatrice, o meglio la sua essenza, non ha mai perso contatto con il suo maestro: il dottor Occulto. Lui adesso può mettere in campo i super-eroi provenienti dal mondo oscuro. Il portale finalmente si apre, per fare uscire Ferox e Fulminatore. Il problema è che si trovano a centinaia di metri d’altezza, e nessuno dei due dispone del potere del volo. Analogamente a Dragonfire, però il mutante elettrico e la donna leopardo dispongono di propri dispositivi di propulsione antigravitazionale. I craft traggono energia dai corpi mutanti, sostentandoli e propellendoli. Come due furie, si lanciano all’inseguimento dello stranissimo velivolo. Uglux li vede arrivare, ma non può impedire che Ferox atterri su uno dei due coleotteri giganti. I suoi nemici l’accusano di essere spietata e sanguinaria: è vero, ma la mutante felina non uccide gli innocenti, neppure gli insetti grandi come elicotteri. Le rumorosissime ali cornee dei due mostri volanti producono un notevole spostamento d’aria. Ferox usa quindi i suoi artigli per aggrapparsi ai mostri, e per lesionare, ma non in maniera definitiva, le loro elitre. Uno dei due colossi perde quota, costringendo l’altro ad un lavoro doppio. Fulminatore allora interviene colpendolo con una scarica di media potenza. Così, la barca è privata dei propri mezzi di propulsione; dispone tuttavia ancora di un incantesimo di levitazione. Purtroppo per Uglux, che dell’incantesimo è l’artefice, i coleotteri giganti volano verso terra, promettendo un impatto disastroso. In quel frangente, Dragonfire, Kong ed il lupo nero tornano anch’essi sulla Terra, ed è un bene giacché solo il fortissimo drago è in grado di impedire che coleotteri, barca ed anfora si disintegrino nell’impatto. Ferox, prima si schizzare via, per ricongiungersi al suo craft antigravitazionale, taglia i finimenti che assicuravano i coleotteri giganti alla barca volante. Loro, i bestioni, si allontanano svolazzando malamente; ma sfuggono alla morte. Dragonfire, d’accordo con Kong, lo proietta in rotta di collisione con la barca, la cui caduta è stata rallentata dal suo potere intrinseco. L’uomo bestia di Evolution ha pochi secondi per agire, ma il successo dei coraggiosi è suo. Afferrata l’anfora, che contiene l’essenza della Navigatrice, salta verso terra; i suoi possenti muscoli ammortizzano adeguatamente l’impatto con il suolo. Ma la barca gli piomberebbe addosso, se Dragonfire non la distruggesse in volo. A pochi metri da terra, un grosso masso, scagliato dagli impareggiabili muscoli del drago verde, devasta quasi completamente il velivolo, dando il tempo a Kong di salvare se stesso e l’anfora. Un rumore di legname frantumato accompagna l'arrivo rovinoso di tonnellate di fasciame, ed anche di Uglux, che atterra come un enorme mucchio di mattoni. Quando il mutaforma si riprende, è circondato da Dragonfire, Kong, Fulminatore, Ferox ed il lupo nero, che non capisce come mai i suoi amici super-eroi non saltino addosso al nemico. Loro sospettano che il dottor Occulto stia usando i suoi poteri per calmarli; ma peraltro sentono di aver perso troppo tempo con quel noioso attaccabrighe di Uglux. Il loro primo pensiero è di tornare alla base, per restituire all'essenza della Navigatrice il suo corpo addormentato. Kong studierebbe quel che resta della barca volante, ma la sua capacità scientifica è richiesta altrove. La Maga raggiunge tempestivamente i suoi amici, guidando un velocissimo velivolo, concepito dall’uomo bestia di Evolution. Al ritorno, è appunto Kong a prendere il comando della sua creazione altamente tecnologica. Nessuno, a bordo dell’aereo, rivolge un solo pensiero a Maschera di Ferro, dimenticato nello stomaco di una creatura aliena, sul mondo arboricolo. Neppure Uglux si preoccupa della sorte dell'alleato; per cui il pazzo corazzato deve fare da solo, sparando con tutte le armi a sua disposizione. La creatura, che riteneva di aver ingurgitato una delle sue numerose merende della giornata, deve ricredersi, a causa del bruciore di stomaco (e non per modo di dire). L’essere, metà pianta e metà animale, rigurgita a fatica quel boccone indigesto, e lo vomita in un emissione di puzzolente materiale acido. Nessuno tra i predatori della foresta si azzarda ad avvicinarsi troppo a Maschera di Ferro; non per la paura che suscita, quanto per il fetore atroce. Lui stesso si sente pervaso dalla terribile sostanza, che si direbbe si sia infiltrata nelle giunture più piccole. Sul mondo arboricolo, Maschera di Ferro urla la sua frustrazione, ma nessuno gli presta attenzione, eccetto i demoni sulfurei delle lune di Saturno. Loro, che di fetori se ne intendono, decidono di recuperarlo, nonostante tutto. Forse quei demoni senza età trovano divertente Maschera di Ferro, registrando i suoi tentativi, sempre coronati dall’insuccesso, di nuocere ad Evolution. Demoni che amano il genere comico: chi lo avrebbe mai detto! Sul cacciatorpediniere di Evolution, adagiato sulle sabbie di un arido deserto, il dottor Occulto decide, data la gravità della situazione, di intervenire in forma fisica. In questo modo i suoi incantesimi saranno più forti del solito. Le telepati Nancy e Maga convogliano le loro energie verso di lui. Nancy era, nel medioevo, prima di essere trasportata nel nostro tempo, una guaritrice. La Maga invia una sonda mentale, ad agganciare la forma pensiero dell’amica. La incontra, ed è un festoso riavvicinamento. Sotto la guida di Occulto, mentre Nancy si occupa della cura fisica del corpo della Navigatrice, la Maga ne accompagna l’anima fuori dal tunnel oscuro nel quale era imprigionata. Tutti gli eroi esultano, quando la loro amica finalmente riapre gli occhi. Il fratello Fulminatore l’abbraccia per primo, mentre il lupo nero ulula felice.
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