venerdì 2 dicembre 2011

GIOVANI EROI_5°libro_163° episodio

Clara, ragazzina da poco sfuggita alle grinfie di una malattia mortale, grazie all’alieno noto come Tecnoragno, ha trovato nuovi amici in Rebecca, Sonia, David e Pedro. Clara è stata potenziata dall’extraterrestre biomeccanico; altrimenti non potrebbe tenere il passo dei quattro ragazzi lupi. Quando arrivano sotto casa sua, in auto, la mamma di Clara è felice e preoccupata contemporaneamente. Come tutte le donne, specie le mamme, non sa decidersi se provare emozioni positive o negative. Per cui le mescola continuamente. Felice che la sua piccola abbia trovato nuovi amici. Preoccupata perché uno di loro guida l’auto, nonostante non dia l’impressione di essere maggiorenne. Rebecca non è nata licantropa, ma lo è diventata, dopo essere stata rapita e presumibilmente contagiata. I suoi tre amici invece sono licantropi purosangue, sebbene preferiscano non trasformarsi quasi mai in lupi. Clara mantiene un’amicizia di facciata con i suoi compagni di scuola, ma da grande vuole fare la super-eroina; quindi deve necessariamente frequentare altri esseri paranormali. La macchina scoperta, con a bordo tre ragazze e due ragazzi, parte senza sgommare, per evitare di sconvolgere ulteriormente la mamma di Clara. Lungo la strada, l’auto si ferma, per fare salire Cyberdog. Il cagnolino cibernetico è in simbiosi con l’alieno metallico Transformatron. Clara è invece in simbiosi con il Tecnoragno, che è un’emanazione fisica del suddetto Transformatron. Così adesso su quell’auto scoperta ci sono anche due extraterrestri fatti di metallo vivente. I giovani licantropi sono felici della compagnia, perché non sopportano di stare nel branco cogli adulti. I loro genitori li lasciano scorrazzare per la città, purché non si facciano vedere mentre si trasformano. Il loro istruttore, il lupo nero, è un demone naturale, proveniente dal medioevo. Oggi non si è visto, ma i ragazzi sanno che, grazie al portale dei wormhole, non avrebbe problemi a raggiungerli. Lupo nero si è ambientato molto bene anche nella base di Evolution, che si trova a bordo di un cacciatorpediniere misteriosamente trasportato in pieno deserto. Clara ed i giovani licantropi non lo sanno, ma il dottor Occulto, capo e fondatore di Evolution, li osserva dal piano astrale. Il potente telepate e mago è infatti molto interessato alle capacità di quelle nuove leve. Potrebbe accontentarsi di tenerli d’occhio, ma Occulto decide di farsi sentire nelle loro menti, cosicché sappiano di poter fare affidamento su di lui. Li avvisa che, in quella città, agisce un perfido serial killer, la cui missione criminale è dedicata alla violenza ed all’uccisione di ragazzine innocenti. Tutto vero, ma il capo di Evolution non può pretendere che adesso i giovani scalmanati si muovano con maggiore circospezione. Come aveva previsto, i quattro giovani licantropi e Clara ordiscono estemporaneamente un piano per arrestare il criminale in questione. Cyberdog, essendo un cagnolino super-potenziato, parla direttamente con il suo simbionte Transformatron e con il Tecnoragno di Clara. I due alieni gli traducono in simboli mentali pressoché universali ciò che i suoi amici paraumani intenderebbero fare. Nessun problema a esemplificare il concetto di esca. Cyberdog, eccitato per la caccia, si tiene però pronto ad intervenire, per difendere chi tra le ragazzine dovesse mettersi, per eccesso di euforia, in pericolo. Rebecca si offre volontaria, ma lo stesso fanno Sonia e Clara. Quest’ultima deve tuttavia rinunciare, essendo la piccolina del gruppo, e non ancora padrona dei suoi poteri. La licantropa Sonia lascia malvolentieri il ruolo di esca a Rebecca, facendosi promettere che la prossima volta toccherà a lei fare la super-eroina. Grazie ai loro sensi lupeschi, Sonia, David e Pedro tengono d’occhio Rebecca, che cammina tutta sola a cento metri di distanza. Clara, tramite il Tecnoragno, riceve anche il battito cardiaco dell’amica. Cyberdog finge di essere un normale cagnetto randagio, per passare inosservato. Dopo alcuni falsi allarmi e molta pazienza, Rebecca si accorge di essere seguita da un uomo. Data l’ora tarda, Clara pensa che dovrà telefonare alla madre, per chiederle il permesso di dormire a casa di Rebecca. Per il Tecnoragno, attivare un collegamento telefonico è ridicolamente facile. Clara riesce così a convincere sua madre, che ovviamente non sospetta ciò che la figlia sta combinando. Intanto il tizio che seguiva Rebecca l’ha avvicinata. Il cuore della lupacchiotta incrementa le sue pulsazioni attendendosi un’aggressione fisica, ma il tizio sembra più che altro un ubriacone. Per scacciarlo, Rebecca ricorre ad una trasformazione parziale: gli occhi le diventano gialli e fosforescenti, le zanne crescono, le fauci si spalancano, ed emette un ululato che mette in fuga il malcapitato. I giovani eroi sono un po’ delusi della serata, e si dirigono verso casa. Clara e Cyberdog accettano l’ospitalità dei licantropi, in una vecchia e suggestiva casa. Clara si chiede dove dormano i licantropi, immaginandosi grosse cucce, piene di pelli di animali divorati vivi. Invece viene ospitata, assieme al cagnolino cibernetico, in una normale stanza, fornita di un grande letto con il baldacchino. Nonostante la casa appaia dall’esterno vetusta, all’interno è fornita di bagni, comunicanti con le camere da letto. Ma prima di dormire, i suoi amici licantropi offrono a lei ed a Cyberdog una lauta cena, che esclude carne sanguinolenta e cose simili. Clara è molto più rilassata, quando, salutata Rebecca e gli altri amici, si ritira per la notte. Il letto è abbastanza grande per consentire al cagnolino cibernetico di dormirci sopra, senza disturbare la ragazzina. Sorprendentemente rilassata, Clara si addormenta quasi subito, e, dopo pochi minuti, inizia a sognare. Rebecca divide la camera con Sonia, mentre David e Pedro hanno i loro letti in un’altra. I due maschi prima di addormentarsi recriminano sull’insuccesso della loro prima missione come apprendisti super-eroi. Però sono contenti che il loro gruppo sia così affiatato, e sono sicuri che la prossima volta il maniaco cadrà nelle loro mani. Dopo aver parlato ancora un po', i nostri giovani eroi si addormentano. Gli adulti nella casa non li disturbano, intenti nelle loro faccende; visto che molti licantropi preferiscono dormire durante il giorno, e lavorare la notte. Nel sogno, Clara e Cyberdog si trovano assieme, a pattugliare una città deserta. Vedono e sentono la notte come se la percorressero nella realtà. Transformatron e Tecnoragno, i simbionti di metallo vivente della ragazzina e del cane, partecipano anch’essi al sogno, presumibilmente grazie al rapporto sempre più stretto con i loro protetti. Anche nel sogno Clara vorrebbe trovare ed incastrare il maniaco, ma per le strade c’è quasi nessuno, e nessuno pare accorgersi di lei e di Cyberdog. Poi Clara si ricorda che toccherebbe a Rebecca fare da esca, ed inizia a cercarla. Il cagnolino cibernetico ed il Tecnoragno emettono antenne di tutti i tipi, per rilevare le vibrazioni della lupacchiotta. Accade quindi che, nel suo sogno, Rebecca senta il richiamo della nuova amica, e coinvolga la giovane licantropa Sonia nella missione. Le tre ragazze si muovono in un contesto che muta continuamente, seguendo gli stati d’animo delle sognatrici. Ciò che non sanno è che il maniaco che stanno cercando è stato aspirato nel loro stesso sogno. Questo non è particolarmente difficile per un mutante potente come il dottor Occulto. Il delinquente ha causato inenarrabili sofferenze a molte ragazzine. Prima di violentarle ed ucciderle, gode nel suscitare in loro angoscia ed ogni altro stato d’animo negativo. Tutto ciò causa un turbine nel quale Rebecca, Clara e Sonia rischiano di precipitare. Poi però si ricordano di essere delle aspiranti super-eroine. Ferox seguirebbe le tracce, fino alla sua preda, per sottoporre il maniaco alle stesse sofferenze che lui ha somministrato alle inermi che ha rapito. La Maga gli distruggerebbe la testa dall’interno, causandogli un incremento della pressione cranica. Non si sporcherebbe le mani, mentre invece la donna leopardo sarebbe felice di intingere i suoi artigli letali nella melma che scorre nelle vene di quel verme umano. Le tre ragazzine si guardano negli occhi, e si avviano verso lo scontro che sancirà il loro accesso nel club delle vendicatrici di torti. Rebecca e Sonia, ispirandosi a Ferox, estroflettono gli artigli delle mani, per poi rimirarli. Clara ci pensa un attimo, poi, grazie al Tecnoragno, stupisce le due giovani licantrope: i suoi artigli sono di metallo vivente, in grado di incidere carne e ossa. Clara è ora una cyberlicantropa, che si accompagna ad una mannara di nascita, Sonia, ed a una mutante che ha acquisito l’imprinting lupesco, Rebecca. Corrono e saltano, perché il Tecnoragno si è trasformato in un esoscheletro, che moltiplica la forza di Clara. La pista di sofferenza che stanno seguendo le conduce ad una casa apparentemente normale; ma loro sono certe di trovarci il maniaco. Nessuna serratura può resistere all’intrusione del Tecnoragno, suscitando l’invidia di Rebecca e Sonia. Aperta la porta, scendono in cantina, dove l’odore del dolore e dell’angoscia è più forte. Le super-ragazzine trovano infine alcune celle, dove sono rinchiuse le ultime vittime rapite dal serial killer. Nella dimensione che noi consideriamo reale, il pessimo soggetto è precipitato in un sonno incontrollabile, perché il dottor Occulto ha voluto che così fosse. Si agita, prova a svegliarsi, ma non può. Il potente mutante e mago si comporta come i grandi felini, che addestrano i propri cuccioli ad uccidere una preda già indebolita. La casa e le celle di detenzione, che Clara, Rebecca e Sonia vedono nel loro sogno, esistono realmente; sono analogamente reali le prigioniere, da cui emana la disperazione ed il dolore. Nel sogno, il delinquente assale le tre quasi super-eroine, armato di un’ascia. Grida come quel pazzo che è, pensando di spaventarle. Ma ha di fronte tre lupacchiotte molto coraggiose e desiderose di darsi da fare. Rebecca schiva l’assalto spostandosi a sinistra, mentre Sonia fa altrettanto, spostandosi a destra. L’ascia cala verso la testa di Clara, che sembra scioccamente congelata dalla paura. Nulla di più falso, perché schiva l’arma micidiale con una facilità quasi soprannaturale. L’ascia colpisce il pavimento di legno, e rimane bloccata dalla sua stessa forza di penetrazione. In una frazione di secondo, Rebecca e Sonia fanno assaggiare i loro artigli al pazzo, che adesso ha ragione di urlare, ma a causa delle profonde ferite. Lui, che si è divertito a fare del male, soffre a sua volta, ma più di quanto avesse creduto possibile. Nella dimensione del sogno, la sensibilità fisica del maniaco risulta sorprendentemente accentuata, oppure dipende dalle unghie delle giovani licantrope. Forse è vero che gli artigli di questi esseri inoculano un veleno. Clara non dispone di unghie lupesche, per cui si affida a quello che il Tecnoragno crea per lei, volta per volta. Non ha mai avuto prima d'ora l’occasione e la volontà di somministrare sofferenza in misura pesante. Lamine di metallo più duro dell’acciaio sezionano pelle e muscoli in profondità, ed il maniaco grida anche nel nostro stato dell'esistenza. Si sveglia, avvolto dalla sofferenza, cercando sul proprio corpo le ferite che gli dolgono terribilmente. Il suo corpo fisico non ha riportato alcun danno, perché le tre terribili ragazzine hanno ferito il suo corpo astrale. Il delinquente impreca contro tutto e contro tutti; poi si alza dal suo fetido giaciglio, avvicinandosi alle gabbie, dove tiene prigioniere le sue ultime vittime. Guardando i loro volti spaventati, il depravato quasi dimentica la sofferenza che lo attanaglia, e che pare non volerlo abbandonare. Il suo cervello malato decide di proiettare tutto il suo odio verso le innocenti, che ha rapito. Ha ancora negli occhi quelle tre terrificanti ragazzine, provviste di artigli a dir poco micidiali. Vorrebbe avere una rivincita, ma, essendo un vigliacco, se le dovesse incontrare nuovamente scapperebbe. Apre le gabbie, pregustando il dolore e la morte. Ciò che non sa è che dolore e morte spetteranno a lui, e questa volta sarà il suo corpo fisico a farne le spese. Ferox ha viaggiato quasi istantaneamente, attraverso un wormhole, dalla base di Evolution alla tana di quel ratto. La donna leopardo ha telefonato alla detective Lucrezia, con la quale ha una simbiosi magica. La detective è parzialmente in grado di duplicare i poteri di Ferox, ma non riesce quasi mai a utilizzare al meglio dette super-facoltà. La donna leopardo arriva sempre per prima, e non lascia quasi mai in vita le sue prede. Peraltro Lucrezia sa benissimo che tutte le persone che Ferox ha eliminato lo meritavano. Diciamo che la detective è un po' invidiosa, perché deve rispettare la legge degli uomini, mentre la donna leopardo rispetta solo la legge della savana e della jungla. Come un fantasma, la mutante felina compare alle spalle del depravato. Le orecchie del sordido umano non rilevano alcun suono; proprio per quel motivo è costretto a voltarsi. Mentre lo fa, il terrore inizia a scendergli lungo la spina dorsale. Poi, in maniera sorprendentemente poco elaborata, Ferox lo colpisce una sola volta con i suoi artigli felini, uccidendolo in maniera quasi istantanea. Lucrezia arriva dopo pochi minuti, con la sua squadra. Non le resta da constatare la morte del malvagio individuo, e la liberazione delle ragazzine rapite. Clara, Rebecca e Sonia, nel loro sogno collettivo, vedono tutto ciò, e scivolano nel sonno ancora più profondo e ristoratore. Tuttavia Rebecca e Sonia giungono in un luogo diverso da quello ove precipita Clara. David e Pedro, gli altri due giovani licantropi, raggiungono finalmente le amiche, ma si chiedono dove siano finiti Cyberdog e Clara. Il Tecnoragno avverte la stranezza della situazione, registrando parametri fuori scala su tutte le lunghezze d’onda dei suoi sensori alieni. Questa zona del quasi illimitato reame dei sogni è colma d’angoscia, che cola come liquame nerastro da alberi scheletrici e moribondi. Tutto ciò che Clara vede le ricorda la morte in agguato. Si direbbe che qualcuno o qualcosa intenda riportare la ragazzina allo stato di gravissima debilitazione nella quale il Tecnoragno la trovò. Ma adesso il Tecnoragno stesso non riesce a scatenare la sua solita energia; colpa dell’ambiente a dir poco ostile. La situazione può essere però risolta dall’intervento di una forza a dir poco superiore. Cyberdog, che era scomparso, torna correndo ed abbaiando. Il suo bersaglio è un orrido spettro, che emana disperazione e negazione di sé. Un essere che nega il valore della vita, eppure continua ad esistere. Il cagnolino cibernetico però non si lascia abbattere, manifestando la convinzione nella sacralità della vita, che attrasse il Transformatron. Lo spettro rallenta, ma non si ferma. Poi un rumore di passi pesanti scuote quell’orrido contesto. Alberi cadaverici cercano di arrestare colui che arriva, ma lui li sradica e li scaglia lontano. Dragonfire frantuma le rocce con le zampe e la coda. Apre le possenti mascelle, dalle quali inizia ad erompere la sua super fiamma. Lo spettro scatena sul drago tutta la sua forza, ma il possente alieno gli ride in faccia. Poi il plasma più caldo dell’acciaio fuso investe il mostro, che collassa ed implode, chiedendosi chi sia quella forza della Natura che se ne ride degli emissari della trista mietitrice. Evolution non abbandona i suoi amici, in questa o altre dimensioni, e il potere di Dragonfire trascende la morte ed i suoi molti demoni. Il piccolo Cyberdog, accanto all’immenso Dragonfire sintetizza la forza dell’amicizia che lega i componenti originali ed acquisiti del super-gruppo. Adesso Clara può svegliarsi, accanto ai suoi amici lupetti, contenta, come mai prima, di essere viva.

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