martedì 31 gennaio 2012

ORDIGNI_172° episodio

Un gruppo di manifestanti, muniti di megafoni e bandiere, marcia verso la piazza centrale della città. Protestano contro l'aumento dei prezzi dei carburanti e dei generi di prima necessità. Trattandosi di una manifestazione non promossa direttamente da un partito o un sindacato, ad essa partecipano persone le cui rivendicazioni sono varie ed abbondanti. Ci sono i tassisti, gli autotrasportatori, i pescatori, gli agricoltori, operai in cassa integrazione, studenti con poca voglia di studiare, teppisti, abitatori dei centri sociali, nullafacenti. C'è chi grida una cosa, chi l'altra, ma tutti insultano il governo, perché si usa fare così. La polizia controlla che non si verifichino danneggiamenti a beni pubblici o privati. I manifestanti con gli zaini sono perquisiti, per accertare che non siano armati. Dardo Assassino, arciere della K-Force, si trova sul tetto di un vicino palazzo. La sua missione non è di tenere d'occhio quella variopinta e vociante umanità, bensì di prevenire un attentato dinamitardo annunciato da Uglux e Maschera di Ferro. Qualcuno ha pensato bene di montare un palco, sul quale salgono urlatori a turno. La giornata è autunnale, ma non piove; per cui la manifestazione prosegue secondo un rituale non scritto, ma consolidato. I poliziotti sono in assetto anti-sommossa; qualche furbetto li insulta, ma loro non hanno ancora ricevuto l'ordine di caricare. Tengono d'occhio i più esagitati, per bastonarli per primi, caso mai capitasse. Ciò che i manifestanti non sanno, e neppure i poliziotti, è che due super-criminali provenienti da un differente piano dell’esistenza hanno collocato un ordigno proprio in quella piazza. Uglux e Maschera di Ferro, dal canto loro, sono felicissimi che la piazza si sia riempita; altrimenti si sarebbero dovuti accontentare di fare saltare qualche automobile, con relativo equipaggio di papà, mamma e uno o due bambini. Drexx la velocissima è riuscita a sventare un attentato in uno stadio, aiutata da Farie e della mutante terrestre Maga. La fata della K-Force continua ad avvolgere l’intera città con una ragnatela soprannaturale, aiutata dalla telepate di Evolution. Le loro super-facoltà individuano una zona a rischio, dove Dardo Assassino è già stato distaccato. Nulla di nuovo purtroppo. Lui allora incocca una delle sue frecce semi-senzienti. Prima di lanciarla verso il cielo, le parla, come se fosse un falcone da caccia. La freccia, che apparentemente è fatta di semplice legno, reca su di sé l’impronta dell’arciere mutante. Come se una parte di lui volasse ed annusasse la preda, prima di trafiggerla. Nessuno, tra i manifestanti ed i poliziotti, bada a quella figura in cima ad un tetto. Dardo Assassino lancia quindi la sua freccia, che pare prendere vita. Non vola secondo una rotta prevedibile, e neppure tende a ricadere, attratta dalla gravità. Piuttosto decide di muoversi in cerchio, fischiando nell'aria mentre scende verso terra. A questo punto, tutti quelli che si trovano di sotto alzano lo sguardo preoccupati. I contestatori dimenticano il motivo perché sono lì, mentre i poliziotti, che lo sanno, si tirano comunque indietro. Arrivata a livello del suolo, a circa dieci centimetri di altezza, la freccia del mutante annusa una pista. Lui, Dardo Assassino, è completamente assorto nella sua concentrazione simbiotica. La freccia gli invia tutti gli input che raccoglie. Qualcuno potrebbe pensare sia provvista di tecnologie superiori, ma non è così. In questo frangente, la freccia e l’arciere sono quasi una cosa sola. Dardo Assassino finalmente capisce di cosa si tratta: una banale borsa, appoggiata sotto il cavallo di bronzo, che sorregge un altrettanto bronzeo tipo, con una spada levata verso il cielo. All’interno della borsa, un timer, collegato ad un panetto di esplosivo, come quelli che si vedono nei film. Questa volta però nessun agente di qualche agenzia di controspionaggio si precipita a tagliare il cavo rosso o quello blu. Tocca alla freccia di Dardo Assassino colpire al cuore il detonatore, perforando da parte a parte la borsa. L’esplosivo ad alto potenziale diventa improvvisamente inutile, e dalla borsa trafitta si leva un filo di fumo. Manifestanti e poliziotti si avvicinano cautamente alla statua equestre, giacché cavallo e uomo sono un pezzo unico. Imbracciato uno scudo antisommossa, uno dei poliziotti si avvicina alla borsa, contenente l’ordigno azzerato dalla freccia di Dardo Assassino. Terminata la sua missione, lui la richiama a sé, e lei, obbediente esce a marcia indietro dal metallo, dalla plastica e dal cuoio. Scivola fuori, come se qualcuno la stesse estraendo; poi ruota, vibra, s'impenna e decolla. Dardo Assassino la coglie al volo, perfetta come quando l’aveva lanciata. I telegiornali raccontano di una mancata esplosione e dello show di quella freccia magica; sulla Terra, Uglux e Maschera di Ferro mugugnano. Su Akros, Aroo, l’uomo lupo della K-Force, si aggira nei corridoi di una delle scuole più rinomate della città. Impiega il suo olfatto animalesco per fiutare l’esplosivo, ma quella massa umana, stipata nelle aule, emette odori a dir poco pesanti. Riflette sulla convinzione degli umani di trovarsi al vertice dell’evoluzione, sia su Akros che sulla Terra; ma gli umani non si rendono conto di quanto puzzino. Lui se ne accorge, e ritiene che anche Ferox, la donna leopardo di Evolution, condivida questo suo pensiero. Qualcuno tra gli studenti si è accorto dell’insolita presenza nella scuola; di conseguenza, gli insegnanti faticano più del solito a frenare gli irrequieti adolescenti. Uno di loro, esce con una scusa dalla classe, proprio mentre sta passando Aroo. Parlare di licantropi è una cosa, incontrarne uno è diverso, anche se si tratta di un mutante e non di un mutaforma affetto da una maledizione. Aroo scruta il giovane, con i suoi occhi gialli; il ragazzo, che adesso correrebbe volentieri a nascondersi, si sforza di sorridere. Quando il super-eroe si allontana, per proseguire la sua perlustrazione, l’adolescente lo segue. L’uomo lupo si ferma, per capire cosa voglia il giovane umano. Pur avendo una prevedibile titubanza, il ragazzo accenna ad Aroo di aver notato movimenti sospetti nel seminterrato. In risposta, il mutante gli si avvicina, ed allora il giovane sospetta di aver osato troppo. Cosa succederebbe se l’uomo lupo avesse fame? Fosse anche solo quella fame che si risolve con una merenda? Il solo pensiero induce i brividi lungo la schiena; ma Aroo lo sta annusando per capire se dica la verità. Pare di sì, per cui invita il suo nuovo amico a fargli strada. Al piano di sotto, ci sono grandi locali bui, ma Aroo è una creatura della notte. Il giovane viceversa estrae una piccola e provvidenziale torcia elettrica. Mentre nella scuola le lezioni proseguono nella loro ritualità, il più delle volte stancante, uno studente meno diligente degli altri accompagna il super-eroe della K-Force nelle viscere del grosso edificio. D’un tratto, l’udito eccezionale del mutante capta suoni interessanti e sospetti. Il giovane, il cui nome è Mario, non capisce cosa stia accadendo, ma non è più lui ad aprire la marcia. Aroo ha sentito le voci di almeno due persone, a distanza di decine di metri, dietro una porta chiusa. Adesso percepisce anche i loro odori: hanno paura di essere scoperti, quindi stanno combinando qualcosa di losco. I malintenzionati si trovano nel locale caldaie, dove sono collocate le cisterne del combustibile. Stanno collocando un ordigno, come è stato loro ordinato da un pazzo in armatura. Maschera di Ferro ha infatti assoldato questi due delinquenti di basso livello, per fare saltare la scuola. I due stupidotti non sanno però che l’ordigno esploderà tra breve, uccidendo anche loro. Neppure Aroo lo sa, ma irrompe con furia animale nel locale caldaie. Incontrare un uomo lupo in un sotterraneo è un incubo per molti, se non per tutti. Oggi questo incubo si concretizza per due teppistelli, che cercavano solo di ottenere i soldi per sballarsi. Aroo li afferra ambedue, sollevandoli da terra; loro gridano, ma non reagiscono. Questo salva loro la vita, che sarebbe stata strappata facilmente dai loro corpi dagli artigli e dalle zanne del mutante, che tuttavia li scaglia contro un muro. Mario, durante la zuffa, è entrato nella grossa stanza; notata una borsa addossata ad una delle cisterne, la segnala al mutante lupesco. Lui, adesso che è vicino, fiuta l’odore dell’esplosivo al plastico. La sua decisione è fulminea, come la sua velocità; non come Drexx, ma gli umani lo vedono comunque schizzare via come un lampo peloso. Rischia lui stesso di essere coinvolto nella deflagrazione, ma è un eroe, e gli tocca rischiare. Giunto nell’atrio della scuola, sospetta di non avere più il tempo di aprire la porta a vetri. Per cui esegue un lancio formidabile della borsa, che centra una finestra semi aperte, a tre metri dal suolo. Tale è la forza del mutante, che il vetro cede verso l’esterno. L’esplosione, un secondo dopo, manda in frantumi tutti i vetri dell’edificio. Nonostante si sia chiuso le orecchie con le sue zampe potenti, le orecchie dell’uomo lupo fischiano. Intanto, Krom, un gigante tra gli uomini, si aggira nel grande centro commerciale. La Maga lo avvisa telepaticamente dell'esplosione avvenuta nei pressi della scuola. Due attacchi sventati ed uno quasi riuscito. Il colosso sospetta che Uglux e Maschera di Ferro non si siano limitati agli obiettivi finora individuati. Preferirebbe combattere con un nemico concreto e fortissimo, piuttosto che attendere che Farie percepisca la traccia infinitesimale che cerca. La fata della K-Force si concentra ulteriormente, alla ricerca dell’ordigno successivo. In cima al palazzo più alto della città, la Maga la raggiunge, perché le è venuta un’idea. Chi possiede il potere di seguire le tracce, dove mancano emissioni rilevabili dai cinque sensi? La risposta è: la Navigatrice. Maga e Farie assieme inviano la loro richiesta d’aiuto attraverso le dimensioni, verso la mente telepatica più potente del pianeta Terra. Il dottor Occulto riconosce che la Navigatrice potrebbe fare la differenza, pur operando da un differente piano dell’esistenza. Agirà dal piano astrale, che è il tramite tra i due mondi. Il super-potere dell’allieva di Occulto produce un’onda di perlustrazione, diretta verso Akros; ad attenderla ci sono Farie e la Maga. La verità deve essere rivelata e lo sarà. Purtroppo le notizie questa volta non sono buone, giacché Uglux e Maschera di Ferro hanno fatto collocare un dispositivo di distruzione in un centro commerciale diverso da quello presidiato da Krom. Il gigante non intende darsi per vinto; per cui monta in sella alla sua moto super-dimensionata, e corre verso il suo nuovo obiettivo. Viaggia ad alta velocità attraverso la città, rischiando diverse volte un incidente stradale. Poi però viene raggiunto dalla velocissima Drexx, che lo supera facilmente. Gli si pone quindi davanti, allo scopo di fargli da apripista. La sua strategia funziona, grazie al suo sgargiante costume, decisamente riconoscibile. Krom irrompe nel centro commerciale, strappando per la fretta una porta girevole dalla sua base. Quasi contemporaneamente, da un’altra entrata si precipitano all'interno alcuni terroristi armati, che hanno deciso proprio in quel frangente di tentare una rapina. Spavaldi, sparano in aria, facendo scappare la folla a gambe levate. Non sanno che tra un po’ il centro commerciale potrebbe essere distrutto da un ordigno ad alto potenziale. Krom non ha tempo per quei cretini, ma loro, evidentemente drogati, gli sparano addosso. Quei proiettili non feriscono Krom, ma non lo rendono neppure felice; per cui ritiene che adesso i suoi aggressori dovranno vedersela con la sua spada, assetata di energia vitale. Sulla Terra, Dragonfire vola, grazie al suo dispositivo antigravitazionale. La ricerca effettuata dalla Navigatrice non ha infatti solo individuato il luogo ove si trova l’ordigno, bensì anche il punto di partenza dei flussi elettromagnetici che lo controllano. Il drago di Evolution si avvicina alla tana di Uglux e Maschera di Ferro, ma loro non lo sanno, altrimenti non perderebbero tempo a monitorare ciò che avviene su Akros. La spada di Krom di solito non viene usata contro i nemici comuni, perché basterebbe una piccola ferita per ucciderli. La lama incantata aspirerebbe in pochi secondi tutta la loro scarsa energia umana, lasciando solo degli involucri bruciacchiati. Krom deve pertanto frenare l’esuberanza della fedele compagna di molte battaglie. Solleva quindi l’arma micidiale, e la conficca nella pavimentazione del centro commerciale. La spada irradia subito micidiali vibrazioni, che, raggiungono i rapinatori, risalendo dal suolo fino al loro piccolo cervello. In realtà, la lama micidiale riesce ad assorbire parte della loro energia vitale, lasciandoli però solo storditi e non morti stecchiti. Krom ama quella sua compagna di scontri sanguinosi, ma deve sempre tenerle testa; altri meno forti di lui sono infatti stati divorati dalla loro stessa lama affamata. Drexx nel frattempo ritiene di aver trovato l’ordigno, e chiama Krom. Dragonfire scende al suolo silenziosamente. Si impone di operare in relativo silenzio, per cogliere sul fatto i due fastidiosi soggetti. La loro base operativa si trova all'interno di un vecchio rifugio anti-aereo, che si inoltra nelle viscere di una collina. Il portone di acciaio è chiuso con un grosso lucchetto, che Dragonfire stritola con una sola zampa. Essendo il corridoio sufficientemente alto, il drago procede nella sua esplorazione, finché giunge ad una sala scavata nella roccia. Uglux e Maschera di Ferro sono intenti a controllare, sul monitor, l'evolversi dei loro attacchi su Akros. Vedono Krom che sistema i teppisti, e Drexx che scopre l'ordigno. Sebbene sia collegato ad un timer, i due criminali sono in grado di anticipare l'esplosione, ma aspettano che i super-eroi della K-Force siano più vicini. Ucciderli sarebbe il coronamento della loro campagna di terrore su Akros. Ogni alleato di Evolution è un nemico di Maschera di Ferro e di Uglux, che però in quel momento avvertono una presenza che incombe su di loro. Quando si voltano, Dragonfire sorride loro: un digrignare di zanne spaventose. L'alieno verde per prima cosa distrugge il computer centrale: un solo gigantesco pugno produce un danno irreparabile, interrompendo il collegamento interdimensionale. Adesso il dispositivo esplodente può essere disinnescato. Krom invita Drexx a collocarsi dietro di lui; poi evoca il potere della sua spada magica. Sebbene preferisca prosciugare la vita organica, per assecondare il suo portatore, la lama nera estende il suo potere fino ad inglobare il timer elettronico. L'orologio digitale risente dell'intrusione, ma continua a scandire il trascorrere dei secondi. Poi però la spada di Krom affonda nei delicati meccanismi, azzerando ogni residua carica elettrica. Sulla Terra, Dragonfire colpisce per primo, e l'armatura di Maschera di Ferro risuona come una ferraglia qualsiasi. Il pazzo corazzato potrebbe avere qualche possibilità contro il drago solo se lo cogliesse di sorpresa; invece così l'elettronica dell'armatura finisce irrimediabilmente in tilt. Mentre Maschera di Ferro lotta per rimettersi in piedi, Uglux tenta di assorbire la forza del drago, così come fa normalmente con l'acciaio e la pietra. Il suo tentativo è però destinato all'insuccesso, giacché le scaglie aliene resistono molto bene contro il potere del mutaforma, che finisce a sua volta contro un muro, proiettato dall'irresistibile forza di Dragonfire. L'attacco dell'alieno di Evolution dimostra che conosce molto bene i suoi nemici, ed ha imparato a non lasciare loro alcuna possibilità. Proprio per questo motivo, decide di provocare un crollo, che li seppellisca. Dragonfire percuote il pavimento del rifugio anti-aereo una, due, tre volte, poi, mentre le pietre cominciano a cadere, guadagna l'uscita. Uglux e Maschera di Ferro, sconfitti dall'attacco lampo del drago, si addossano alle pareti, per evitare di essere schiacciati da ciò che precipita loro addosso dall'alto. Uglux concentra al massimo il suo potere di mutaforma e di mago, assumendo la durezza della roccia stessa, mentre il suo socio corazzato si rintana frettolosamente in una provvidenziale nicchia, dove però rimane incastrato, in attesa che l'armatura riattivi i dispositivi d'emergenza.

mercoledì 25 gennaio 2012

VELOCISSIMA_171° episodio

Un centro commerciale come tanti, con gente che si muove come fosse in un luna park. Ognuno dei presenti è lì per comprare prodotti specifici, o forse per farsi venire un’idea su come spendere soldi che ha o non ha. I centri commerciali sono così, sulla Terra ed anche su Akros. In ambedue i mondi, che esistono su piani dell'esistenza diversi ma contigui, ci sono uomini e donne che pensano a come indurre i consumatori a consumare. Ecco un tizio che entra deciso in un negozio di elettronica, a rimirare computer che costano quanto il suo reddito di un mese. Un gruppo di ragazze, che entrano in un negozio d’abbigliamento, per provare di tutto e comprare nulla. Ma i centri commerciali sono fatti per creare bisogni superflui; se quelle ragazze non comprano oggi, vedranno e saranno impressionate di sicuro da qualche prodotto che le indurrà a tornare. E la prossima volta spenderanno ben più che la paghetta settimanale. In mezzo a tutti quei felici consumatori, si aggira tuttavia uno che i soldi che aveva se li è giocati. Si ricorda peraltro di quando i soldi se li fumava, o ancora quando li usava per drogarsi. Quel pessimo soggetto non dovrebbe lamentarsi con gli altri, per quel fallito che è; peccato che certa marmaglia non possa fare a meno di incolpare sempre gli altri. Guarda con invidia una coppia vestita molto bene, pensando siano due persone particolarmente ricche. Prova profonda invidia, ed inizia a seguirli; finché ad un certo punto li sente parlare. Allora capisce di avere seguito due che probabilmente lavorano come magazziniere e commessa; si vestono alla moda, ma comprano tutto a rate. Nessun ricco parlerebbe in maniera tanto sgrammaticata; meno male, per loro, che abbiano evidenziato ciò che sono, perché così facendo hanno evitato un’aggressione. Il tizio, deluso, stringe la pistola, che stava per estrarre. Non è così facile trovare dei veri ricchi. Forse dovrebbe inseguire persone che scendano da automobili lussuose. Decide pertanto di non rientrare più nel centro commerciale, ma di aspettare nel parcheggio. Drexx, la mutante della K-Force dotata del potere della super-velocità, quella sera si reca da quelle parti, per acquistare alcuni generi alimentari. Anche le super-eroine si nutrono, nonostante qualcuno pensi ai mutanti come a dei mostri. Il delinquente adocchia un uomo ed una donna, con un bambino; scendono da un’automobile sufficientemente grossa e vistosa, dal punto di vista di chi si sente predatore della sua stessa specie. Come accade in questi casi, il bambino distrae l’attenzione della mamma, che deve evitare che gli sfugga di mano. Il padre rimane leggermente distanziato, mentre verifica di non aver dimenticato la sua borsa sui sedili dell’auto. L’aggressore coglie l’occasione per assalirlo, ora che è solo. Lo stordisce con il calcio della pistola, e l’uomo, colto di sorpresa, si accascia al suolo. Sua moglie e suo figlio, frattanto sono già entrati nell’ipermercato, dove però dopo un po’ si fermano, non vedendolo arrivare. Il piano del delinquente si delinea sul momento, giacché si tratta di un pesce piccolo del sottobosco criminale. Non è una bella notizia per la sua vittima, che avrebbe rischiato di meno con un rapinatore più esperto, e meno propenso a farsi cogliere dal nervosismo. L’uomo, tenuto sotto tiro dal malvivente, torna in auto; rimette in moto, allontanandosi dal parcheggio. Proprio in quel momento, la moglie si affaccia fuori dall’ipermercato, e nota l’insolito comportamento. A bordo della vettura, lanciata a velocità elevata, il rapitore lo minaccia; vuole essere condotto alla residenza della famigliola, per depredare il possibile. L’uomo, sebbene impaurito, è contento che la moglie ed il figlio non corrano i suoi stessi rischi. La donna, sospettando qualcosa di poco chiaro, chiama la polizia, per chiedere consiglio. Le pattuglie ricevono le indicazioni relative all’auto da inseguire. Drexx era presente, quando la donna è uscita dal centro commerciale alla ricerca del marito. La mossa obbligata della super-eroina è quella di evocare il suo potere, per non farsi sfuggire l’auto. Ma prima deve togliersi gli abiti in eccesso. Sotto indossa il suo costume sgargiante. Gli abiti finiscono in uno zainetto, mentre le scarpe che calza sono particolarmente adatte a garantirle la giusta presa sull’asfalto, anche bagnato. In breve, Drexx riduce la distanza tra lei e l’auto in fuga. Potrebbe correre molto più forte, ma non vuole rischiare la vita del rapito. Il rapitore non si accorge di essere inseguito, e, del resto, potrebbe immaginare che per farlo si adoperi un’auto o una moto. Drexx affianca l’automobile da destra; poi apre lo sportello. Tutto ciò ad oltre cento chilometri orari, su strade urbane mediamente trafficate. Proprio a causa della velocità eccessiva, l’uomo sequestrato non accenna a sfruttare la via di fuga. Più che altro sembra una mossa di disturbo, che induce il delinquente a piegare violentemente a destra, tentando di schiacciare la velocista della K-Force contro le auto parcheggiate. Lei però, con riflessi decisamente sovrumani, passa da cento a zero chilometri orari, fermandosi quasi istantaneamente. Le suole delle sue scarpe fischiano e fumano. Poi Drexx inverte la rotta, e sparisce da quella posizione pericolosa. L’auto rischia di schiantarsi, dato che il pazzo che la conduce cerca di capire dove possa essere finita quella strana creatura. In meno di un secondo, Drexx affianca l’auto da sinistra; poi, attraverso il finestrino aperto, colpisce il volto del predatore umano, che rimane stordito. La mossa potrebbe sembrare a prima vista pericolosa, per l’incolumità dell’uomo rapito, delle auto in movimento e dei pedoni. Tuttavia, come accade con il super-gruppo terrestre Evolution, anche gli eroi della K-Force agiscono sovente in due o tre. La seconda parte dell’intervento tocca quindi ad uno dotato di forza sufficiente a rallentare e fermare quella tonnellata di metallo e gomma, in movimento. Krom, un gigante alto due metri e mezzo, sopraggiunge da dietro, a bordo di una grossa moto, commisurata alla sua stazza esagerata. Il potente motore rimane su di giri, nonostante Krom si sia messo un piedi sul manubrio e sul serbatoio. Guidata da un pilota automatico ad alta tecnologia, la grossa moto attende che il suo pilota sia saltato giù, prima di iniziare a decelerare. Il gigante atterra sul baule dell’auto, che si abbassa sotto il suo peso. Scruta ciò che avviene all’interno; quindi le sue possenti dita piegano il metallo, per garantirgli la presa necessaria ad una frenata d’emergenza. I suoi grossi piedi, calzati in stivali da guerra, toccano il selciato. L’attrito è tale, che l’asfalto cede, trasformandosi in piccole pietre nere. Inutile negare che bloccare l’auto comporti uno sforzo anche per Krom, ma, una volta sollevate da terra le ruote posteriori, cessa la spinta del motore. Alcuni metri ancora, e l’auto si ferma cigolando. Il colosso lascia l’iniziativa a Drexx, che apre la porta del conducente; lui le spiana in faccia la sua pistola, deciso a vendere cara la pelle. Drexx lo colpisce con un calcio in pieno volto, prima che lui riesca a premere il grilletto. Nel giro di un secondo, lo percuote altre due volte, costringendolo a mollare l’arma. Sebbene la mutante non sia massiccia dal punto di vista fisico, il criminale non ha una sola possibilità di saltarle addosso. Infatti, appena riesce ad alzarsi, il suo sistema nervoso analizza e totalizza tutte le botte prese, e si rifugia nello svenimento. Drexx ringrazia Krom per l’aiuto, poi riassume la sua identità civile, rivestendosi degli abiti che aveva con sé. Dopo aver fatto la spesa, torna a casa, come tutti gli altri consumatori. La velocissima mutante trova rilassante aggirarsi in mezzo a tutta quell’umanità, dopo avere corso a velocità proibitive attraverso la città. La giornata sembrerebbe finita, sennonché, appena si addormenta, i suoi sogni assumono un caratteristica insolita. Il dottor Occulto, mago e mutante, capo di Evolution, ha infatti scoperto di poter contattare i super-eroi della K-Force attraverso la dimensione onirica. In questa modalità, le barriere dimensionali tra la Terra ed Akros si abbassano, consentendo il transito ai corpi astrali. Drexx incontra quindi la Maga, o meglio la sua proiezione. La telepate terrestre le propone una missione nella quale la sua super-velocità sarebbe molto apprezzata. Si tratta di trovare e disinnescare alcuni ordigni esplosivi, prima che possano recare danno alle persone ed alle cose. Drexx inizialmente crede di dover essere lei a recarsi sulla Terra, ed attende, al suo risveglio, che un portale dimensionale lo renda possibile. Poi però, quando il wormhole si apre su Akros, comprende che gli ordigni si trovano sul suo mondo. La mutante terrestre racconta di una farneticante comunicazione, inviata da Uglux e Maschera di Ferro, a proposito di non meglio identificate bombe. I due criminali, hanno dimostrato in passato di saper varcare le barriere dimensionali. Perché abbiano preso di mira Akros non è dato saperlo, ma il dottor Occulto sostiene che non sia il caso di sottovalutare il rischio. I due tradizionali nemici di Evolution rientrano infatti nel profilo di quei criminali che annunciano i loro prossimi misfatti, credendo di potersi divertire con il fallimento dei nemici. Gli obiettivi possibili sarebbero tantissimi, per cui Maschera di Ferro ed Uglux hanno collocato le loro bombe in luoghi identificabili solo risolvendo un indovinello numerico. Le due menti criminali hanno fatto capire di aver circoscritto il teatro delle loro azioni in una specifica città di Akros. Ovviamente il dottor Occulto sospetta che non sia così. Gli altri mutanti di Evolution rimangono quindi sulla Terra, ed anche Dragonfire. Drexx conosce molto bene la sua città, che è quella indicata dai due perfidi individui. Il fatto di averla percorsa molte volte in lungo ed in largo, rende la velocissima mutante idonea a raggiungere in tempo utile le bombe, una volta che sia stata individuata la loro collocazione. La Maga, non potendola seguire a terra, volerà sul suo dispositivo antigravitazionale, mantenendo con lei un contatto telepatico. Sulla Terra, la detective Lucrezia riunisce la sua squadra speciale di investigatori. È stata lei ad avvisare Evolution della lettera di Uglux e Maschera di Ferro. I due super-teppisti l'hanno coinvolta in questa battaglia; lei accetta e rilancia. Lucrezia ha pazientemente cercato e riunito alcuni poliziotti ancora più strambi di lei. Sono quattro, innamorati di internet, affascinati dall'enigmistica e dalla complottistica. Sospettosi, studiosi e brillanti; sulle volanti sarebbero poco utili, se non dannosi. Tipi cerebrali, non pistoleri innamorati delle armi e dei manganelli. Uglux e Maschera di Ferro credono che Evolution sia solo un gruppo di mutanti bravissimi a menare le mani. Il drago ancora di più, con la sua invulnerabilità, la coda e la super-fiamma. Il mutaforma ed il pazzo corazzato però non sanno di questi cervellotici sostenitori. Riuniti in un conclave, isolati dal mondo, i quattro strampalati cercano di capire dove colpiranno i perfidi due. Lucrezia è presente, pur ammettendo di non capire tutto quel che dicono. La lettera di Uglux e Maschera di Ferro è un intrico di numeri; l'hanno scritta scervellandosi per fornire informazioni concrete, ma molto ben dissimulate. Dopo ore di lavoro, gli stravolti, stanchi e sudati forniscono il loro responso. Pur non conoscendo la città di Akros a cui si riferiscono Uglux e Maschera di Ferro, ritengono di avere individuato una precisa tipologia. Si tratta di un parco giochi, di uno stadio, di una scuola, di un centro commerciale e di una pubblica piazza. Obiettivi sensibili, dove una deflagrazione causerebbe grandi danni e numerose vittime. Drexx e la Maga, che sono in contatto telepatico con il dottor Occulto, attraverso il piano astrale, apprezzano il lavoro di Lucrezia e dei suoi nuovi amici. Tuttavia manca una sequenza credibile: dove verrà fatta scoppiare la prima bomba? Questo quesito potrebbe richiedere ulteriori scervellamenti, da parte dei quattro investigatori dell'enigmistica. Le due super-eroine decidono allora di scendere sul campo, sperando di cogliere tracce utili a sventare il piano criminale. La Maga decide di recarsi al parco giochi più grande della città. Drexx si reca allo stadio comunale, dove è prevista una manifestazione sportiva, che coinvolge migliaia di cittadini. Dato che la minaccia dinamitarda avviene su Akros, gli altri componenti della K-Force, Krom, Aroo e Dardo Assassino si recano nel centro commerciale, nella scuola e nella piazza di maggiori dimensioni della città. Farie, del popolo fatato, invece sale sul grattacielo più alto, per scandagliare con i suoi poteri magici le probabilità che l’evento in questione si verifichi in specifici punti dello spazio-tempo della città. La Maga si confonde senza alcun problema con i frequentatori del parco giochi. Sfruttando le sue doti telepatiche, la mutante cataloga tutti i pensieri che potrebbero correlarsi alla deflagrazione di un ordigno. Deve però chiudere parte della sua mente ai numerosissimi input che le giungono da ogni parte. Drexx entra nello stadio, dove si svolgono i campionati di atletica. Ci sono saltatori e corridori, che si sfidano alla ricerca di una medaglia. Tra il pubblico, potrebbe trovarsi una bomba, finalizzata a trasformare la gioia in tragedia. Il gigantesco Krom è molto conosciuto su Akros; tutti quelli che incontra nel centro commerciale vogliono congratularsi con lui. Krom deve nascondere la tensione che prova, sapendo del pericolo che quella gente corre. Non è peraltro sicuro che in quel centro commerciale ci sia un ordigno esplosivo; potrebbe trovarsi in un’analoga struttura, in un altro punto della città. Nonostante la sua super-forza, l’eroe si sente quasi inerme, e spera che i criminali rivelino altri punti deboli del loro piano. Aroo, l’uomo lupo, entra in una delle numerose scuole della città. Anche lui spera in un colpo di fortuna, o, meglio ancora, nel poteri soprannaturali di Farie. Un uomo lupo non è mai rassicurante, neppure se è un membro della K-Force. I ragazzi che incontra smettono di colpo con i loro scherzi, ed abbassano lo sguardo. Aroo emana una naturale aura di pericolosità animale, tipica di quelle forme di vita che sono da temere per definizione. A Dardo Assassino rimane da presidiare una piazza in zona centro. Qualora gli assassini abbiano deciso di portare l’attacco in un luogo aperto, quella piazza si presta molto bene a commettere una strage. L’arciere si colloca su un tetto, pronto a lanciare le sue frecce quasi viventi. Farie la fata non ama gli umani, responsabili di danni contro l’ambiente naturale, ma lavora con la K-Force, e non lascerà alcunché di intentato. Gli eroi di Akros e la Maga sono monitorati da Uglux e Maschera di Ferro, tramite uno specchio magico, il cui potere è stato potenziato dai demoni sulfurei delle lune di Saturno. Nello stadio, ha luogo una staffetta quattro per cento. Gli atleti corrono al massimo delle loro possibilità, scambiandosi un piccolo oggetto, che in realtà è un innesco per una bomba collocata sotto il grande monitor. I due perfidi criminali terrestri vogliono iniziare la loro campagna di morte su Akros con le vittime causate dal crollo. Dopo i primi duecento metri di corsa, Farie percepisce la traccia che cerca, e contatta la Maga. Unisce i suoi poteri a quelli della mutante telepatica, che avverte Drexx. A questo punto mancano meno di cento metri alla fine della corsa. Meno di dieci secondi dall’esplosione. La velocissima mutante è quasi invisibile, mentre entra in pista, superando tutti i corridori come fossero fermi. Poi, a cinque metri dal traguardo, toglie il testimone dalle mani di colui che, vincendo la corsa, avrebbe innescato la deflagrazione. A meno di un metro dalla linea del traguardo, Drexx inverte la rotta, per non attraversare il flusso lineare di particelle che avrebbe rilevato il testimone. Il pubblico è deluso per l’interruzione, ma la manifestazione di forza e di velocità di Drexx merita un applauso corale.

martedì 17 gennaio 2012

DELITTI CONTRO LA SPECIE_2_170° episodio

Il complesso che Ferox, Sysform, Clara e Cyberdog intendono esplorare, per liberare tutti coloro che siano in esso tenuti prigionieri, è enorme. Circondato da alti muri, sormontati dal filo spinato, sembra un campo di concentramento. Ci sono addirittura le torrette di guardia, dalle quali uomini armati possono sparare su chiunque provi a superare la cinta di cemento ed acciaio. Dragonfire sarebbe di certo capace di sfondare i muri, e di sbaragliare qualunque truppa, resistendo ai loro tentativo di ferirlo e ucciderlo con mitragliatrici, fucili e pistole. Solo che un attacco di quel tipo avrebbe senso dopo aver accertato la natura criminale del complesso, che, apparentemente, ospita i laboratori super attrezzati di una multinazionale dei farmaci. I quattro eroi, coadiuvati dal Tecnoragno e dal Transformatron, intendono quindi agire con la massima circospezione, onde evitare pesanti ripercussioni mediatiche. Con il suo grande potere economico, la multinazionale farmaceutica non avrebbe infatti alcuna difficoltà a comprare giornalisti, giornali e telegiornali, accusando Evolution ed i suoi alleati di danneggiare strutture nelle quali si effettua ricerca scientifica per il bene dell’umanità. Ferox stabilisce quindi, con i suoi alleati, una triplice incursione nella grandissima struttura. La donna leopardo e la serpentessa aliena si occuperanno di due di detti accessi. Il terzo punto d’attacco spetta di conseguenza a Clara ed a Cyberdog. Ferox non ha bisogno di presentazioni, dato che ha dato prova delle sue enormi abilità in molte avventure con il super gruppo mutante Evolution. Sysform può contare sul suo corpo serpentesco, nonché sull’abilità acquisita in anni di attività spionistica. Cyberdog e Clara invece appaiono come una ragazzina accompagnata da un cagnolino; ma l’apparenza inganna, grazie ai simbionti di metallo vivente, che conferiscono considerevoli poteri ai due insospettabili investigatori. Ad esempio, grazie al metallo vivente dei loro corpi, Transformatron e Tecnoragno creano delle unghie micidiali, che consentono a Clara ed al cagnolino cibernetico di scalare le mura di cemento. Per dissimulare i loro ospiti organici, i due alieni di metallo vivente proiettano interferenze elettromagnetiche tali da inibire tutti i sistemi di sorveglianza. Nel giro di pochi minuti, Clara e Cyberdog sono dentro il complesso. Ferox e la serpentessa fanno lo stesso, sebbene loro utilizzino le doti fisiche che derivano da corpi forti e scattanti. Le guardie non notano la donna leopardo, che li sfiora; meglio per loro, perché Ferox è velocissima ad affondare i suoi artigli letali. La serpentessa aliena scivola sinuosa attraverso i fili spinati, senza toccarli in alcun modo; del resto sono disposti per fermare gli esseri umani, non i serpentoidi. Adesso gli intrusi possono iniziare le esplorazioni in territorio nemico. Cyberdog dispone di un buon olfatto, per il fatto di essere un cane; quando era ancora soprannominato “rifiuto”, è stata proprio questa dote a salvargli spesso la vita. Guida Clara lungo gli sterminati corridoi di pietra e metallo. Le moltissime telecamere devono fare i conti con le emissioni dei due simbionti alieni, che sanno bene come bloccare ed interferire con apparecchi così semplici. Cyberdog segnala a Clara l’avvicinarsi di personale assegnato al complesso; prima di essere avvistati, si nascondono in un corridoio laterale. La loro avanzata è lenta, ma si direbbe che la fortuna li aiuti. Sysform preferisce fare affidamento sulle sue spire serpentine, e trova che gli impianti di condizionamento siano quasi delle corsie preferenziali per quelli come lei. Ferox è meno fortunata dei suoi amici; o meglio sono molto meno fortunati quelli che l’avvistano, intimandole di fermarsi. La donna leopardo reagisce con una velocità che coglie di sorpresa anche le guardie armate, che sparano con i loro mitragliatori, mancandola di parecchi centimetri. Si dice che non convenga mettere un gatto con le spalle al muro: diventa una molla vivente di zanne ed artigli, in grado di recare danni considerevoli ad umani molto più grossi di lui. Ferox è molto più grande e potente di qualsiasi gatto. Costringerla in uno spazio ridotto significa rischiare la vita, perché la sua ferocia innata si scatena, con effetti a dir poco dolorosi. Due guardie armate commettono quell’errore, e non fanno neppure in tempo ad ammetterlo con se stessi. Nonostante i mitragliatori e i giubbotti anti proiettile, le guardie ostentano ancora troppe aree non protette dei loro corpi. Sparano ancora una volta, ma quello strano essere si muove talmente in fretta da far dubitare che sia un fantasma. Secondo ed ultimo errore: la donna leopardo è ben lungi dall’essere immateriale. I suoi artigli intaccano anche il kevlar delle inutili protezioni delle guardie. Difficile dire se ucciderli sia l’intenzione di Ferox; il punto è che, negli scontri corpo a corpo di quel livello, chi perde muore. Non avevano la minima possibilità di farcela; non avrebbero dovuto cedere al miraggio dello stipendio più alto, e specialmente non avrebbero dovuto cercare lo scontro con la donna leopardo di Evolution. La serpentessa, in un altro settore del complesso, riesce ad essere più discreta; poi però è costretta a scendere a terra, a causa di un’interruzione nei condotti dell’aria condizionata. Viene però avvistata da una donna; presumibilmente una addetta alle attività di laboratorio. La tizia grida, poi scappa a gambe levate. Sysform accelera il suo moto serpentino, onde evitare che dia l’allarme. La raggiunge facilmente, la fa inciampare, e l’avvinghia con le sue spire possenti. Adesso, con i suoi poteri mentali, provoca un torpore nella sua vittima. Sempre meglio che doverla stritolare. La sottomissione delle sua preda consente alla serpentessa di scandagliarle la mente, alla ricerca dell’informazione che lei ed i suoi amici cercano: dove sono detenuti i bambini, che si presume siano stati rapiti per commercializzare i loro organi? La Maga sarebbe ovviamente più attrezzata per tale compito, ma non è lì. Sysform scruta in profondità la memoria recente della donna, agevolata dal fatto che lei, spaventata a morte, non oppone resistenza. La serpentessa accerta quindi che le celle di detenzione si trovano in un edificio collocato centralmente, rispetto a quelli dove adesso si trovano Clara, Cyberdog, Ferox e lei stessa. Prima di liberare la laboratorista, Sysform la morde, per inocularle una piccola dose del suo veleno paralizzante. Non morirà, ma non andrà di certo in giro ad avvisare le guardie. Cyberdog e Clara, che finora erano riusciti a sfuggire al personale di sorveglianza, incappano in una ronda. Il rischio era prevedibile; i due simbionti, Tecnoragno e Transformatron, avevano predisposto apposite contromisure. Non potendo contare su una grande potenza elettrica, i due alieni proiettano in avanti sottilissimi tentacoli, che colpiscono le due guardie. Guidati da una scienza superiore, vanno a segno nei pressi delle vertebre cervicali. Attraverso il midollo, giungono ai cervelli dei due uomini scariche che, sebbene durino pochi secondi, scuotono il loro intero sistema nervoso. La sottigliezza ha quindi reso inutile lo spargimento di sangue. Ferox riceve la comunicazione radio di Sysform, che comunica anche a Clara e Cyberdog il loro nuovo obiettivo. Il gruppo si riunisce quindi in un cortile, per attuare la successiva incursione. L’edificio centrale del complesso è sia un ospedale, sia un laboratorio. Gli scienziati senza scrupoli studiano i soggetti rapiti, catalogando i gruppi sanguigni ed altre tipologie utili per i trapianti. L’organizzazione criminale contatta acquirenti, in base ad informazioni sanitarie su cardiopatici, nefropatici ed altri soggetti che, in attesa di trapianto legale, si sono trovati davanti una lunghissima lista d’attesa. Ovviamente gli acquirenti sono tutti sufficientemente ricchi da potersi permettere un organo da trapiantare, proveniente da donatori viventi. Nessuna scusante morale: tutti quelli che partecipano all’orrido business preferiscono non chiedere da dove arrivino gli organi; quindi sanno che il loro è favoreggiamento nei confronti di fornitori criminali. I degenti sono prigionieri di camere chiuse a chiave, con finestre sigillate. L’organizzazione criminale non può infatti lasciarsi scappare quelle galline dalle uova d’oro. Bambini, rapiti in varie parti della città e della regione. Piccoli innocenti, che ormai hanno capito che non saranno mai rilasciati. La loro disperazione viene raccolta e captata dai poteri empatici della serpentessa, che striscia all’attacco. Ferox comincia ad apprezzare l’aggressività di quell’aliena. Clara è ancora una ragazzina, ma rammenta quando, in punto di morte, venne salvata dal Tecnoragno. Ancora oggi, ricorda, con sofferenza mentale ed incubi notturni, la sua terribile degenza in ospedale. Cyberdog ed il suo Transformatron seguono i loro amici, sapendo di condurre una battaglia giusta. Cyberdog era dato per spacciato, recluso in un canile, prima che giungesse il Transformatron. Clara e Cyberdog non hanno pertanto problemi ad immedesimarsi nei bambini rapiti e reclusi. Le eroine ed il cagnolino cibernetico irrompono finalmente nell’ospedale degli orrori. In cortile frattanto sono giunte parecchie guardie armate, in rinforzo a quelle che non erano riuscite a bloccare gli intrusi. Ferox è in grado di muoversi agilmente anche negli spazi angusti dei corridoi. Balza come un vero leopardo, bloccando ogni reazione sul nascere. Sysform scivola tra le gambe dei medici e dei laboratoristi, facendoli cadere. Il Tecnoragno fornisce artigli alla giovane Clara, che graffia ed inocula una sostanza fortemente narcotica. Cyberdog ed il Transformatron preferiscono colpire con le loro antenne elettriche. In breve, il corridoio è cosparso di gente sedata, eccetto quelli che hanno assaggiato gli artigli di Ferox. Se non sono morti, perdono sangue in maniera preoccupante. Ecco perché le guardie che sopraggiungono sono costrette a prestare loro soccorso. Intanto il veloce manipolo giunge alle prime camere, dove sono detenuti i bambini rapiti. L’acciaio ed il vetro rappresenterebbero una barriera non insormontabile per Ferox, ma il Transformatron ed il Tecnoragno agiscono prontamente sui dispositivi elettronici, inducendo le porte ad aprirsi. Così Clara, che conta sul suo aspetto umano per non traumatizzare i bambini, può liberarli. I capi dell’organizzazione criminale ritengono però che gli intrusi si siano scavati la fossa con le loro mani. Non potranno di certo uscire di lì; non affrontando le mitragliatrici, con i bambini in braccio. Il portale degli wormholes sta però trasportando attraverso migliaia di chilometri chi non avrà alcun problema ad affrontare qualunque manipolo di umani armati fino ai denti. Il drago di Evolution esce dal portale ad alcuni metri dal muro di cinta in cemento armato, e lo attacca con i suoi pugni invincibili. A volte Dragonfire preferisce sfogare appieno la sua immensa forza contro l’acciaio e la pietra. Gli piace spezzare e sbriciolare; sostiene, parlandone con il dottor Occulto e con i suoi amici di Evolution, che sia un buon allenamento. Il muro è molto spesso, ma trema come se fosse in atto un terremoto. Poi un pugno del drago lo perfora da parte a parte. I guardiani collocati sulle torri di guardia reagiscono, fedeli alle consegne ricevute. Stupidi, direbbe qualcuno, giacché i loro proiettili possono solo fare infuriare Dragonfire. Lui peraltro è già infuriato, perché sa che in quel luogo si uccidono degli innocenti. Strappa grossi pezzi di cemento, e li scaglia contro le torrette, distruggendole. Non gli importa certo dell’incolumità dei delinquenti che gli sparano addosso. Il drago avanza, ed il clamore giunge fino a Ferox, alla serpentessa, a Clara ed al cagnolino cibernetico. La donna leopardo raggiungerebbe il drago, per combattere assieme a lui, ma deve difendere i bambini appena liberati, e questo è un compito ugualmente importante. Riuniti tutti i bambini in un grosso locale, Ferox, Sysform, Clara e Cyberdog bloccano le porte. Le guardie, che accorrono, non oseranno sparare, per non distruggere l'investimento della ditta: gli organi viventi, che ancora palpitano nei corpi dei legittimi detentori. I bambini, circa una decina, sono stravolti per il susseguirsi degli eventi, ma hanno sentito parlare di Ferox e di Evolution. I più piccoli tra i rapiti piangono, come è comprensibile, però sono rincuorati dalla notizia dell'arrivo del drago. Ad una enorme distanza, a bordo di un cacciatorpediniere arenato nelle spiagge di un deserto, la Navigatrice stabilisce una connessione tra Dragonfire e Ferox. Adesso al gigante verde è chiara la rotta da seguire, per completare la sua missione di salvataggio. Non perde tempo ad aprire porte e portoni di metallo, ma li abbatte con noncuranza. Quasi tutti i sorveglianti scappano, ritenendo che la loro incolumità venga prima degli ordini ricevuti dalla direzione della ditta criminale. Gli stupidi però ci sono sempre e dappertutto; ecco perché due sgherri armati di lanciagranate prendono di mira Dragonfire. Gli sparano da dietro, ed a distanza di sicurezza, per non essere coinvolti nell'esplosione. Gli ordigni, in grado di danneggiare o addirittura distruggere un mezzo corazzato, smuovono il drago, facendolo finire contro un muro. Le scaglie verdi dell'alieno ne risultano lievemente danneggiate, ma il suo fattore di guarigione inizia ad operare. Dragonfire scaglia lontano le macerie, che lui stesso ha prodotto. I due mercenari capiscono allora di avere osato troppo. Provano a ricaricare i lanciagranate, sperando che un colpo diretto produca danni maggiori. Il gigante ha già incassato due granate, quindi dovrebbe essere ferito. Questo è il ragionamento dei due mercenari, che, nella loro stupidità, sono senza dubbio coraggiosi. Però Dragonfire non intende dare loro la possibilità di una replica, e ricorre alla super-fiamma. Il getto di plasma caldissimo investe i corpi umani, carbonizzandoli all'istante. I fucili si liquefano, mentre gli esplosivi scatenano la loro furia. L'edificio crolla, in un raggio di decine di metri, seppellendo Dragonfire. Intanto, Clara, Sysform e Cyberdog notano che Ferox è scomparsa dalla sala. La donna leopardo sta infatti seguendo una pista tutta sua: non vuole dividere con altri la gioia di affondare i suoi artigli nelle carni del direttore di quell'ospedale dell'orrore. Sysform comprende di essere stata anticipata, da una terrestre che è più sanguinaria di qualsiasi serpentoide. Avrebbe infatti gradito fare assaggiare al sordido umano le sue spire e le sue zanne velenifere. Intanto il drago è più infuriato che mai; ruggisce e frantuma tutto ciò che gli capita a tiro. Pezzi di pietra e di metallo schizzano via al suo passaggio, come se scappassero dalla distruzione fatta persona. Come un turbine, provocando altri crolli ed incendi, giunge infine al locale dove si trovano i bambini liberati. Il possente alieno si calma, quando scorge quei visi sofferenti, che lo scrutano dal basso verso l'alto. Serberanno un indelebile ricordo di quel giorno, e del volto del drago. La missione è compiuta, o quasi. Ferox è infatti intenzionata a dire la parola fine a quella sordida vicenda. Non lascerà che i poliziotti, gli avvocati, i giudici e le giurie dicano la loro sul destino del delinquente a capo di quella faccenda di sofferenza e morte. Ferox lo bracca e lui fugge, inciampando e sudando. Ma come potrebbe depistare la mutante di Evolution? Alla fine, abbandonato da tutti, tenta la sua ultima carta, proponendo alla donna leopardo una cifra immensa, per la sua incolumità. La risposta gli giunge nel modo più doloroso, quando gli artigli della mutante lo trafiggono, facendolo annegare nel suo stesso sangue. Solo allora, dalla gola di Ferox, prorompe un sordo e terrorizzante mugolio di morte.

mercoledì 11 gennaio 2012

DELITTI CONTRO LA SPECIE_1_169° episodio

A volte, notiamo bambini accompagnati da genitori, che inspiegabilmente tendono a sottovalutare i rischi connessi al traffico, alla malvagità umana o alla loro stessa stupidità. Se i piccoli sopravvivono all’incompetenza dei genitori, si può frequentemente parlare di fortuna. Se, viceversa, capita loro un incidente, si parla, sovente a sproposito, di tragedia. Agnese ha cinque anni, e si sente già una ragazzina indipendente. Ecco perché scappa via dalla madre, che la chiama invano; poi però la mamma si calma, pensando che la piccola non possa perdersi all’interno di un edificio, frequentato da tanta gente. In fondo, sono le dieci del mattino; cosa potrebbe capitare alla piccola Agnese a quest’ora? I bambini sono pieni d’energia, e corrono freneticamente; la mamma non se le sente di tallonarla, e la lascia fare. Poi però accade che, svoltando un angolo, Agnese sparisca alla sua vista. Un minimo di apprensione attraversa il cuore della mamma; se non la provasse non sarebbe umana. Istintivamente aumenta il passo, per ristabilire al più presto il contatto visivo con la bambina. Svolta anche lei l'angolo, ma Agnese non si vede; che si sia nascosta per farle uno scherzo? Alla madre questa situazione non piace di certo; sua figlia deve imparare a non giocare in questo modo. Corre a sua volta, fino al corridoio successivo, ma di Agnese nessuna traccia. Cercando di non perdere il controllo dei propri nervi, la mamma scende verso la portineria di quel palazzo di uffici, dove, molto agitata, chiede agli addetti alla sorveglianza se abbiano visto uscire Agnese, descrivendola al meglio. Nulla, a quanto pare; ed allora le emozioni prendono il sopravvento. Non vorrebbe piangere, perché in casi come questo bisogna ragionare freddamente. Il portinaio, intenerito, le suggerisce quindi di telefonare alla polizia, cercando di rassicurarla che questo incubo diurno cesserà di esistere tra pochi minuti, quando Agnese si presenterà, raccontando di avere scherzato. Passano i minuti ed anche le ore; la polizia interroga molte persone, ma non trova alcuna traccia che conduca alla bambina scomparsa. La verità è che, sebbene le sia stato rammentato più volte di non fidarsi degli sconosciuti, la piccola si è lasciata condurre via da una donna, che sosteneva di essere stata mandata dalla mamma. Adesso Agnese ha gli occhi rossi, e chiede di poter tornare a casa. Chi trarrebbe vantaggio dalla sofferenza di una bambina di cinque anni? C’è solo l’imbarazzo della scelta: pazzi, criminali e maniaci di tutti i tipi. Se sarà fortunata, i suoi rapitori chiederanno un riscatto. Altrimenti, potrebbe essere violentata ed uccisa nel giro di poche ore. Nella sfortuna, Agnese ha però in mano una carta che potrebbe fare la differenza. La partita non è ancor chiusa, perché la sensibilità femminile a volte travalica le differenze tra le specie viventi. La femmina che ascolta i lamenti della piccola non è però umana. Nata su un pianeta, dove i serpenti si sono evoluti come specie dominante, Sysfom si muove con assoluta circospezione nelle città terrestri. Non vuole correre il rischio che qualcuno la scambi per uno strano e grosso rettile autoctono. I serpentoidi hanno in effetti una certa somiglianza con i pitoni e le anaconda, ma sono altresì provvisti di apparecchiature ad alta tecnologia. E, cosa da non sottovalutare, i serpentoidi hanno sviluppato la telecinesi, che supplisce all'assenza delle braccia e delle mani. Sysform, che una volta faceva di mestiere la spia, dispone altresì di poteri telepatici, che le permettono di capire i linguaggi umani. Se anche gli uomini e le donne padroneggiassero i poteri telepatici, forse eviterebbero di combattere continue guerre sanguinose. Forse accade perché, come la serpentessa ha notato, questi mammiferi spelacchiati godono particolarmente a fare del male ai loro simili. Anche ai bambini. Sysform i bambini umani potrebbe anche divorarli, come i lupi fanno con gli agnelli, ma si è sempre posta dei limiti etici. Ha sentito piangere Agnese, grazie al potere della sua mente; adesso, muovendosi ad una velocità impressionante, la sta raggiungendo. I topi scappano, quando vedono arrivare l’aliena, ma lei non intende mangiarli, almeno per ora. Una cantina non è sicuramente un posto che si possa definire al sicuro dalle incursioni di un essere, il cui corpo è un unico fascio di muscoli, sempre in movimento. Agnese è sola, quando Sysform entra nella cantina, attraverso una piccola finestra. La piccola griderebbe, alla vista di quel gigantesco serpente; sennonché lo sguardo ed il potere mentale dell’aliena la calmano. Un maschio, per prima cosa, penserebbe a come uccidere i carcerieri. Sysform, che è una femmina, preferisce invece parlare con la bambina, per rassicurarla. Comunica senza parole, avvolgendola con il suo caldo corpo; finché le lacrime cessano di sgorgare. Adesso l'aliena può mostrare ai carcerieri della bambina quanto grande possa essere la furia di una serpentoide. Il suo potere di fascinazione corrisponde alle leggende sullo sguardo dei serpenti; ma lei non lo esercita solo cogli occhi. Il carceriere di Agnese non capisce bene per quale motivo si senta indotto a controllare la situazione della bambina. Lei non sta più gridando, ma questo non è un buon motivo per spalancare la porta della cella. Sysform si erge di fronte all’umano, che ora è sottoposto al pieno potere psionico della serpentessa, che però, non accontentandosi di quello, scatta in avanti, stordendolo con una micidiale testata nel plesso solare. Agnese, con la genuinità dei bambini, non dubita che quello strano rettile sia suo amico; in più, la bambina intuisce che quella creatura ragiona come una mamma. Il secondo guardiano è meno fortunato, giacché la serpentessa non ha tempo da perdere, e lo morde sul collo, come un vampiro. Si nutre quindi del suo sangue, inoculandogli nel contempo un veleno che lo immobilizza. È fortunato che non gli divori un orecchio o qualche altra parte del corpo. Ma Sysfom è, a suo modo, una buongustaia; meglio accontentarsi del sangue, nonostante colesterolo e trigliceridi troppo alti. Il terzo ed ultimo bandito spara a Sysform, ferendola di striscio. Un errore, che lui comprende in ritardo; questione di secondi, e l’aliena lo avvinghia nelle sue spire possenti. Sebbene sia molto meno muscolosa di Stritolatore, Sysform conosce numerose tecniche mortali. Sa come fare male ed uccidere. Avverte i punti deboli dell’avversario, ed in corrispondenza di essi esercita la sua forza sorprendente. L’umano non ha tempo ed il modo di reagire; perde conoscenza, e perderebbe anche la vita se le priorità della sua avversaria fossero differenti. Vuole per prima cosa salvare la bambina, ma c’è qualcosa che non la convince in quel rapimento. Quel luogo sembra una specie di laboratorio; quindi il quadro è più complesso del previsto. Agnese peraltro vuole solo tornare dalla mamma, sapendo che soffre da quando si sono perse di vista. Mentre Sysform pensa a come accompagnare a casa la bambina, considerando che la sua forma serpentesca non è in alcun modo rassicurante per gli umani, Cyberdog fa il suo ingresso nella cantina. Lo segue Clara, con il suo Tecnoragno, che è stato il primo ad individuare le vibrazioni della serpentessa. Lo strano trio è decisamente attrezzato per seguire le tracce del losco traffico di esseri umani. Clara prende per mano Agnese, e, con fare rassicurante, esce da quel luogo di detenzione. Quando la conduce a casa, la mamma ed il papà della bambina sono assaliti da una gioia senza pari, e ringraziano la ragazzina. Tale è la loro euforia, che non approfondiscono dove Clara abbia trovato la loro figlia, e come sia avvenuta la sua liberazione. Agnese ha peraltro giurato di non rivelare della serpentessa gentile, né dei suoi amici, che sono partiti per una missione ancora più grande. Ovviamente Agnese rivelerà quanto prima questi segreti all’orecchio della mamma, che però attribuirà il racconto alla sfrenata fantasia dei bambini. Come potrebbe un essere umano credere che un serpente extraterrestre compia azioni a fin di bene, sbaragliando marmaglia che viceversa non mostra alcun rispetto per la sua stessa specie? Il Tecnoragno ed il Transformatron, simbionti di Clara e del cagnolino Cyberdog, impiegano tutte le loro facoltà elettroniche per dedurre quale sia il piano criminale complessivo, al quale allude la serpentessa. I computer presenti nella tana dei criminali vengono scandagliati senza alcuna pietà. Nessuna protezione resiste per più di tre secondi all’intrusione degli alieni di metallo vivente. Se non basta lavorare sul software, si intrufolano nell’hardware, mediante sottilissime antenne senzienti. Sysform, che reca su di sé dispositivi progettati dalla sua razza progredita, è parte attiva in questo gruppo di ricerca composto da specie originarie di pianeti diversi. In breve, i tre ottengono le coordinate della struttura dove sospettano si trovino molti bambini rapiti. I dati raccolti confermano i peggiori sospetti: si tratta di un mercato degli organi per trapianti. Ai delinquenti, che gestiscono l’orrido traffico, non importa che i piccoli muoiano; anzi questo sarebbe preferibile, per cancellare le tracce. Essendo necessario un intervento tempestivo, il Transformatron stabilisce un contatto telematico con la base di Evolution, chiedendo l’apertura di un portale di teletrasporto. Kong, l’uomo bestia del super gruppo mutante, acconsente e procede; Evolution è nata per sconfiggere le nefandezze di tutti i tipi, e perciò apprezza che altri eroi si muovano in tal senso. Il portale degli wormholes, fornito dal misterioso prisma cosmico, si spalanca di fronte a Sysform, Cyberdog e Clara, preparandosi a dislocarli a centinaia di chilometri di distanza. In un batter d’occhio, scompaiono e ricompaiono, entrando ed uscendo da un varco nello spazio-tempo. Fulminatore vorrebbe aggregarsi al singolare trio, ma ad Evolution è pervenuta una richiesta d’intervento, per arrestare un vampiro impazzito. Quando Clara, Sysform e Cyberdog si materializzano nella base nemica, trovano viceversa ad attenderli la donna leopardo Ferox, che non vede l’ora di affondare le sue unghie micidiali nelle carni dei rapitori di bambini. Sysform la guarda in uno strano modo, perché in un altro frangente sarebbero forse state acerrime nemiche, ma non adesso. Fulminatore si materializza in una città, nell’emisfero nel quale è notte. Il vampiro che lui sta cercando lo fiuta, e si appresta ad aggredirlo. Evolution non ha la presunzione di voler addestrare tutti i nuovi vampiri, affinché non diventino degli assassini. Di solito, i clan dei succhiasangue provvedono in tal senso, dato che non è interesse dei vampiri rivelarsi agli umani. La loro possibilità di perpetuazione risiede nella segretezza; ai vampiri infatti non interessa l’ipotesi di una guerra contro i mammiferi che forniscono loro il necessario nutrimento. Questo vampiro è però sfuggito al controllo del clan, che dovrebbe regolare quello specifico territorio. Forse è stato creato per sbaglio, ed ora pensa solo ad uccidere. La sete di sangue rende il vampiro poco coerente nelle sue scelte; ecco perché, prima di incontrare Fulminatore, si ferma per fare uno spuntino. I vampiri maschi non cacciano le donne per soddisfare il loro desiderio sessuale. Questa è una trovata letteraria, fatta apposta per accalappiare il pubblico adolescenziale femminile. Preferiscono le ragazze perché sono fisicamente più deboli dei maschi, e forse anche perché il loro sangue non è guastato dagli umori ormonali tipici dei maschietti in calore. In sostanza: per i vampiri maschi il sangue delle femmine umane è il migliore, eccetto forse quello dei bambini. La ragazza sta rincasando; è sera inoltrata, ma non è ancora notte. Lei evita di circolare da sola di notte, e non per paura dei vampiri, giacché, se qualcuno glielo chiedesse, lei risponderebbe di non credere all’esistenza dei mitici succhiasangue. Quello che lei crede ovviamente non può alterare minimamente la realtà. Il predatore si avvicina alla preda, pregustando di succhiarle grandi quantitativi di sangue. Potrebbe ucciderla, anzi quasi lo auspica. Gli umani non si confondano: i vampiri li considerano la loro cena, così come i bipedi mammiferi credono che tutti gli animali della Terra siano bistecche semoventi. Trattasi di reciprocità: chi la fa, l’aspetti. Il vampiro compare all’improvviso a pochi metri, davanti alla ragazza. Non si è materializzato, ma è arrivato con tale velocità da simularne l’effetto scenico. La ragazza forse griderebbe, se attribuisse al suo urlo il potere di spaventare l’aggressore, o fosse convinta di ottenere aiuto. Inoltre il succhiasangue sta esercitando su di lei una sorta di ipnosi paralizzante. Forse si tratta di una radiazione elettromagnetica, oppure di un odore subliminale. Il predatore velocissimo ha ormai quasi messo le grinfie addosso alla ragazza. Il suo attacco è durato pochi secondi, e potrebbe concludersi in un tempo leggermente più lungo. Prima che chiunque possa o voglia intervenire. Questo però accadrebbe se Fulminatore non si trovasse lì, ma il mutante ha una missione da compiere. Per non fare del male alla giovane, proietta contro il vampiro una scarica elettrica di forza contenuta. Lui, colto di sorpresa, si sente attraversare da un’energia che lo scaglia lontano, come fosse un fuscello. Fulminatore lo osserva attentamente, mentre il vampiro ricambia il suo sguardo. Dalle mani del mutante elettrico, prorompono lampi blu e rossi, in attesa che Fulminatore decida cosa farne. L’aria crepita, mentre la corrente libera ozono nell’atmosfera. Quel vampiro è un pazzo, e, come tale, si lancia come una furia contro il micidiale mutante. La ragazza teme che il suo salvatore ci possa lasciare le penne, data l’irruenza del mostro sanguinario. Non conviene, in effetti, affrontare fisicamente un vampiro, a meno che si possiedano agilità e forza adeguate, come Ferox e Kong, ad esempio. Fulminatore, sebbene sia più veloce di un umano normale, non può in effetti competere sul piano fisico con un vampiro. Ma non è questa la sua intenzione. Analizzando l’attacco del succhiasangue al rallentatore, si nota che giunge quasi a contatto fisico con Fulminatore, mentre lui continua a sembrare un inerme agnello sacrificale. Tuttavia, un microsecondo prima che le unghie ed i denti gli squarcino la gola, il mutante proietta la sua dirompente energia contro l’aggressore, somministrandogli un dolore senza pari. Questa volta però non si limita a proiettarlo lontano: l’energia vivente lo insegue, aspirandogli quasi tutta l’energia vitale, riducendolo ad un ammasso fumante. Evolution è intervenuta si richiesta degli stessi vampiri che adesso, sbucati come spettri dalle tenebre, raccolgono il loro simile per curarlo e ripristinarlo. Sanno di dover ringraziare Fulminatore, per non averlo distrutto, quando poteva farlo. Prima di andarsene, dimostrano in effetti la loro gratitudine, ossequiando il vincitore. Sull'altro fronte, Ferox guida le sue singolari truppe alla liberazione degli innocenti segregati.

mercoledì 4 gennaio 2012

SULFUREE INTROMISSIONI_5°libro_168° episodio

I demoni sono da sempre presenti in tutte le culture umane. Chiamati anche in maniera diversa (diavoli, jinn, spiriti maligni), queste entità, riconducibili ad altri stati dell'esistenza, hanno sempre ispirato leggende spaventose. Il demone si diverte a corrompere le anime umane, specie quelle di santi ed asceti. I demoni tentano i profeti, per allontanarli dall'adorazione del loro dio. Infine i demoni collezionano anime, che trasferiscono in qualche inferno. Poi le torturano, procurando loro dolori assimilabili alle sofferenze della carne. I demoni sulfurei delle lune di Saturno manifestano una parvenza ed una sostanza gassosa, ma possono, volendo, possedere i corpi degli umani. Arrivati di recente sulla Terra, questi alieni nulla hanno a che vedere con le religioni, ma a volte pare si divertano a reinterpretare vecchi film. Troppo facile possedere una vecchia pazza, fanatica di superstizioni e riti bislacchi. Il demone Solfarex decide pertanto di impadronirsi del corpo e della mente di una tra le tante studentesse adolescenti, che impazziscono per un gruppo di rumorosi pseudo-cantanti. Solfarex, notando un numeroso assembramento di umani di nascita recente, che gridano in risposta ai suoni allucinanti provenienti dal palco, plana invisibile su di loro, cercando la sua vittima. Abituato alle lune di Saturno, più che ad un inferno rumoroso, il demone è contento di essere sprovvisto di orecchie. Sente comunque le vibrazioni, tipo tamburi di guerra, che fanno da sottofondo agli strilli agonizzanti del cantante. Solfarex sarebbe quasi intenzionato a possedere lui, poi però ritorna al suo piano iniziale. Ed allora la vede: una tizia magra e non particolarmente alta, vestita di tessuti con colori sgargianti. Per possederla, è necessario che la invada con la sua sostanza gassosa; adesso però correrebbe il rischio di infilarsi nelle narici di qualcun altro. Per cui il demone sulfureo continua ad aleggiare sulla sua prossima vittima, sperando che il maledetto cantante scivoli dal palco, e si faccia veramente male, piantandola così con quelle urla terribili. La tizia esagitata si chiama Louise; salta da ore, ma ha ancora fiato in corpo. Assieme a lei, mescolate alla calca assurda, ci sono due sue amiche, quasi esaurite come lei. Si dice che, sapendo aspettare, passino anche le cose peggiori; e finalmente finisce il concerto di quel gruppo di devastatori delle sette note. Solfarex segue la ragazza fuori dal palasport, invisibile a chiunque, comprese le amiche di Louise. Quando lei rimane sola, e cammina verso casa, canticchiando un’orrenda canzone, Solfarex rievoca la sua essenza gassosa. Penetra quindi attraverso le narici della adolescente, che cerca di opporre resistenza; ma come potrebbe non respirare? Così il demone sulfureo delle lune di Saturno rivede in chiave fantascientifica il mito antichissimo della possessione. Scendendo fino ai bronchi ed ai polmoni, Solfarex sovrappone il proprio alito a quello della sua giovane vittima, che assiste impotente all'occupazione del suo corpo. Louise si trova sbalzata all'esterno del suo simulacro; eppure continua a vivere, grazie al legame che il corpo astrale mantiene con il corpo fisico. Solfarex, smentendo in parte ciò che si dice sulla malvagità dei demoni, non intende ucciderla, almeno per ora. L'intruso osserva il mondo attraverso gli occhi di Louise, e sente i rumori attraverso le sue orecchie. Proprio grazie ad esse, evita all'ultimo secondo di essere investito da un'auto, che procede ad alta velocità. Il corpo di Louise schizza verso l'alto, ad almeno due metri dal piano stradale, e la macchina assassina non la sfiora neppure. Chi, tra i passanti, assiste a quella scena, suppone che quella ragazzina apparentemente esile sia una mutante, dotata di forza superiore. I cittadini comuni sono felici che i mutanti di Evolution combattano i criminali, ma diffidano di chi sia tanto più forte del normale. Peraltro sono presenti anche alcuni teppisti, che ritengono sia il caso di chiedere alla ragazzina come abbia fatto. Solfarex, guarda il gruppetto in avvicinamento, come fossero scarafaggi in libera uscita. Poi però si ricorda di occupare un corpo di carne ed ossa, e si confida con Louise, per avere delucidazioni. Lei non crede ancora di essere stata posseduta da un demone, ma ritiene sia il caso di collaborare, per evitare danni ulteriori. Quei teppisti mezzi ubriachi circondano la giovane, poi iniziano a spintonarla. Solfarex crede a Louise, quando gli dice che i tizi potrebbero essere armati; gente così cerca solo una scusa per estrarre un coltello. Sono dei vigliacchi, che agiscono in branco, ma, una volta scatenati, tendono a trascendere. Il demone si chiede come si possano prendere sul serio simili cretini, ma frena per il momento la sua naturale tendenza a reagire sbranando viscere e strappando arti. Quando però uno dei teppisti schiaffeggia il “suo” volto, Solfarex non volge di certo l'altra guancia. Scatta in avanti, sorprendendo la marmaglia; la sua spalla affonda nel torace del primo che gli capita a tiro. Se avesse adoperato una mano, stretta a pugno, probabilmente i tendini e le ossicine delicate della “sua” ragazzina non avrebbero retto all'impatto. Invece così, il teppista finisce a terra, sfiatato. Gli altri sono sorpresi e perplessi; poi però partono al contrattacco. Ma, prima di poter mettere le loro zampe sul bersaglio, si sentono afferrare da dietro. David e Pedro, due giovani licantropi in forma umana, non hanno problemi a scagliare lontano gli stupidotti. Frastornati ed ammaccati, i teppisti però non demordono; non sanno ovviamente che, se David e Pedro si trasformassero in bestie licantropiche, li ridurrebbero facilmente in polpette. Lupo nero, che accompagnava i suoi amici, in giro per la città, balza dal sedile posteriore dell'auto scoperta. L'enorme animale-demone osserva con attenzione i teppisti; i suoi occhi luccicano più per il fastidio che per l'ira. Il lupo nero non li ritiene degni della sua ira, ma loro comunque scappano a gambe levate, urtandosi a vicenda. Non vogliono diventare la cena di quel colosso peloso, che sembra scappato da qualche incubo. Lupo nero annusa Louise, avvertendo in lei qualcosa di strano. Solfarex si chiede se quello strano quadrupede possa percepire il suo odore di zolfo, ma non è così. Giungono anche Sonia e Rebecca, le due ragazze del quartetto dei giovani licantropi. Si informano sulle condizioni di salute di Louise, ed il demone sulfureo risponde con la voce di lei, rassicurandole. David e Pedro raccontano di avere visto la ragazzina combattere con forza notevole contro gli aggressori; sono rimasti stupiti, ma non sono in grado di attribuire il merito del demone che vive dentro di lei. Solfarex però vorrebbe saperne di più di quei ragazzi, la cui peculiarità avverte grazie alle sue percezioni superiori. Usando la sua magia, il demone sulfureo delle lune di Saturno realizza una rete emozionale, che convince i giovani licantropi e desiderare di coinvolgere la quasi sconosciuta Louise nella loro quotidianità. Sonia, Rebecca, Pedro e David sanno di dover mantenere un certo distacco dagli umani, ma Louise appare loro come un'amica cercata da tempo. Il lupo nero non comprende cosa stia capitando ai suoi allievi bipedi, ma li asseconda. Louise torna a casa, dove l'attende la madre, che la ritiene reduce da un concerto; tutto sommato un evento che rientra nella norma. Mai potrebbe sospettare un'intrusione da parte di un alieno gassoso; peraltro sua figlia è sempre stata un po' strana. I demosurt non sono entità malvagie, nel senso che le religioni attribuiscono al termine. Sono più semplicemente extraterrestri, intenzionati a colonizzare nuovi mondi; eventualmente prendendo possesso dei corpi fisici degli esseri che su quei mondi vivono. Solfarex non si comporta quindi come i diavoli, contro i quali intervengono gli esorcisti, o altri sciamani. Non ha tempo da dedicare a pagliacciate quali far parlare la vittima in lingue sconosciute, o far levitare letti, o magari vomitare chili di roba verde. Il giorno successivo, Louise incontra i suoi nuovi amici, che questa volta sono accompagnati da Clara e dal suo Tecnoragno. L'alieno, simbionte di Clara, percepisce da subito in Louise delle vibrazioni decisamente non umane. I sensori del Tecnoragno non si ingannano sulla natura delle emissioni energetiche provenienti dalla nuova amica dei giovani licantropi. Solfarex si accorge di essere stato scoperto, ed agisce velocemente, emettendo un invisibile tentacolo, diretto contro Clara. I giovani licantropi assistono ad una inspiegabile contrapposizione tra Louise e Clara; le due ragazzine si scambiano sguardi feroci, pur mantenendosi a distanza. Il Tecnoragno corre subito ai ripari, individuando una frequenza armonica, in grado di disturbare il cervello di Louise. Di conseguenza, anche il demosurt deve desistere dall'attacco. Però ordina a Louise di aggredire fisicamente Clara; ed, a questo punto, Rebecca e Sonia intervengono per fermare sul nascere l'esplosione di violenza fisica. Clara rivela agli amici lo stato di possessione avvertito in Louise, mentre il demone sulfureo cerca di liberarsi fisicamente dalla stretta di Sonia. Lei però, trasformata parzialmente in licantropo, incrementa la sua forza, e conferma la sottomissione di Louise. Nessuno dei presenti dispone dei poteri necessari ad estromettere ed esorcizzare Solfarex. Si rende quindi necessario contattare la base di Evolution. Anche in questo caso, i poteri tecnologici e telematici del simbionte di Clara si dimostrano più che adeguati. Kong, l'uomo bestia di Evolution, manovra il portale degli wormhole, aprendo un collegamento verso le coordinate fornite dal Tecnoragno. Sonia, Rebecca, Pedro, David, Clara ed il lupo nero si prendono così una breve vacanza, accompagnando Louise al cacciatorpediniere, base di Evolution. Il demosurt è felice di accedere al covo dei mutanti, ma teme che qualcuno di loro possa costringerlo a mollare la presa sulla ragazzina. La Maga e Nancy, le due telepati del super-gruppo mutante, sono probabilmente in grado di predisporre un esorcismo, ai danni dell'alieno gassoso. Maga usa quindi le sue facoltà per immobilizzare il corpo di Louise, mentre Nancy adopera il suo potere di guarire per permettere alla ragazzina posseduta di contribuire all'estromissione dell'invasore demoniaco. I giovani licantropi sono ovviamente affascinati dalla base di Evolution, nonché da quelle esternazioni di potere super-umano. Il lupo nero invece è concentrato su Luise, che scruta come se potesse scorgere, dentro di lei, il demosurt. Louise risente di tutte le forze che attraversano il suo corpo, ma desidera liberarsi. La battaglia dura alcuni minuti, con considerevole dispendio di energia. Poi finalmente il demone sulfureo delle lune di Saturno riconosce di trovarsi ad affrontare una prova che potrebbe danneggiare il suo corpo ospite, e si ritira. La Maga si attendeva probabilmente una resistenza ad oltranza, ma apprezza il gesto. Solfarex scivola, grazie alla sua magia, in una tasca dimensionale prossima al nostro stato dell'esistenza, rendendosi invisibile ed intangibile a tutti i mutanti, eccetto che al dottor Occulto. Lui, il capo di Evolution, continua a tenere d'occhio il demone sulfureo, attendendosi un ritorno. I giovani licantropi e Clara adesso possono tornare a casa, ma, per premiarli, il dottor Occulto li coinvolge in una missione a basso rischio. Si tratta di rintracciare un ex militare, praticamente impazzito, che si aggira nei boschi, armato fino ai denti. Un effetto collaterale delle guerre è sicuramente quello di lasciare in circolazione soggetti la cui percezione della realtà è a dir poco distorta. Questo tizio, addestrato ad uccidere innocenti, non è più riuscito a rientrare nella civiltà, ed è scappato nei boschi. Ha ferito ed anche ucciso alcune persone, scambiandole per soldati nemici. Occorre bloccarlo, prima che prosegua nella sua insensata missione contro le ombre che si agitano nel suo cervello malato. Il lupo nero guida la sua muta di giovani licantropi, che si trasformano per stargli dietro. Sono tutti molto euforici di correre liberamente, in mezzo a foreste odorose, raggiunte in un batter d'occhio grazie al teletrasportatore di Evolution. Clara, grazie alla simbiosi con il Tecnoragno, può tenere il passo dei suoi amici, mentre l'alieno di metallo vivente impiega i suoi sensori per individuare il pazzo. Non sono tuttavia i soli in quella missione, giacché anche i serpentoidi di Stritolatore convergono attraverso la boscaglia, muovendosi ad una velocità sorprendente. L'ex soldato non è al corrente della situazione; altrimenti gli converrebbe arrendersi alla polizia. Dovessero raggiungerlo per primi i giovani licantropi, probabilmente riuscirebbero ad evitare che il lupo nero gli divori una gamba o un braccio. Se, viceversa, vincessero la gara i serpentoidi, la sorte dell'ex soldato sarebbe sicuramente segnata: loro non cacciano per sport. Il lupo nero trova la pista lasciata dall'umano, nonostante le sue abilità mimetiche. La muta cambia quindi direzione, puntando decisamente sul bersaglio. I serpentoidi rilevano tracce di diverso tipo, ma tutti sono ferocemente eccitati, avvicinandosi all'obiettivo. L'ex militare, preso da una sensazione di pericolo incombente, spiana il fucile e spara. Il proiettile passa accanto ad uno dei grossi serpentoidi, della squadra di Stritolatore. Gli alieni striscianti sono autorizzati, dai governi terrestri, a cacciare la feccia umana. I governi terrestri non ammetterebbero mai di avere stipulato accordi con rettili provenienti dallo spazio, ma questo ha consentito di evitare il ripetersi dei continui attacchi dei serpentoidi contro Base Luna. Stritolatore e i suoi devono nutrirsi, e non disdegnano di farlo con la carne umana. Un possente latrato annuncia l'arrivo del lupo nero, la cui corsa è velocissima e promette una morte cruenta. Il pazzo ex militare però non si arrende, e spara contro il grosso canide paranormale, mancandolo di poco. Stritolatore aumenta la sua velocità, per non farsi anticipare sul traguardo. Rinsavito almeno parzialmente, il bersaglio di quella strana aggregazione molla il fucile e scappa. I licantropi, i serpentoidi ed il lupo nero sono alle sue calcagna, e guadagnano terreno. Poi il fuggitivo mette un piede in fallo, e precipita da un dirupo, rischiando di sfracellarsi sulle rocce sottostanti. Stritolatore vede svanire la possibilità di divorarlo vivo, come farebbe un serpende coscrictor che si rispetti. Il tizio precipita per diversi metri, acquistando velocità; la salvezza gli perviene però da una direzione inaspettata: Kong, a bordo del suo craft antigravitazionale, lo afferra al volo. I serpentoidi sbraitano tra loro, preoccupando i giovani licantropi, che avrebbero serie difficoltà a trattare con bestie tanto grosse. Stritolatore è propenso ad ignorare le buone maniere, contando sulla possanza del suo manipolo. Tuttavia Kong non è solo, visto che il wormhole ha dislocato in loco anche il possente Dragonfire. I serpentoidi conoscono molto bene la pericolosità del drago, e ritengono sia meglio evitare una disputa suicida: meglio ripiegare su qualche sfortunato animale della foresta. I giovani licantropi e la loro amica Chiara si fermano invece ammirati al cospetto di Dragonfire, mentre il lupo nero scodinzola come fosse un cucciolotto. Louise, accompagnata a casa da Sonia e Rebecca, le ringrazia per l'avventura senza pari; neppure lei però sa che il demosurt non l'ha abbandonata del tutto.