martedì 24 aprile 2012
DEFUNTI IN LIBERA USCITA_184° episodio
Il morto vivente non ha molta coscienza di sé; è questo che fa di lui un morto vivente, assieme al fatto che la sua carne è putrefatta, e peggiora col passar del tempo. Ci sono tante persone vive che hanno poca coscienza di sé e del mondo in generale, ma il loro cuore batte ancora. Questo cadavere semovente invece non ha circolazione sanguigna; ecco perché le sue cellule sono defunte oltre ogni possibile recupero. Come mai dei muscoli ridotti in pappa agiscono sui tendini e sulle ossa? La risposta molto poco scientifica è: magia. Il morto vivente, che strascica i piedi avanzando nel vicolo, aziona i propri muscoli, pervasi da un'energia inspiegabile. Cosa ci faccia un cadavere di notte in un vicolo non è un problema da poco; specie se il cadavere in questione cammina! Gli umani hanno sempre voluto stabilire una netta separazione tra i vivi ed i morti. Ecco perché sono stati inventati i cimiteri: posti posti pieni di fosse e di loculi accoglienti, che dovrebbero convincere i cadaveri a non circolare nel territorio dei vivi. Vogliamo tanto bene ai nostri morti, li piangiamo pure, ma se dovessero bussare alla nostra porta saremmo imbarazzati. Come spiegarlo ai vicini, che il papà o la mamma sono usciti dalla tomba, e adesso sostano sul pianerottolo? Tutto ciò per dire che anche lo zombie più brutto e puzzolente è stato il caro papà di qualcuno. Ma i vivi in realtà odiano i morti, e nei film gli zombie finiscono sempre a brandelli. Viene da chiedersi se questo morto semovente sappia del rischio che corre. Che lo sappia o no, il tizio continua a strascicare i piedi, come se non avesse altro da fare, oggi e per tutto il tempo a venire. Di solito gli zombie sono inviati da qualche stregone vudù, ad uccidere nemici dello stregone stesso. Il tizio che stiamo osservando non è però stato mandato ad uccidere alcuno. Nel suo incedere costante, passa davanti ad una grossa porta tagliafuoco, che dovrebbe essere chiusa, giacché è dotata di una apertura a spinta dall'interno verso l'esterno. La curiosità o forse gli odori inducono quindi il morto vivente ad entrare nel cinema, dove si sta proiettando un film horror. Il pubblico è di certo preso dalla proiezione, perché nessuno nota il singolare incedere dello zombie, ed a dire il vero neppure il suo odore di cose avariate. Lui allora, invece di mettersi ad avanzare con le braccia tese in avanti, come ci si aspetterebbe da un morto redivivo, si accomoda su una poltroncina libera, e guarda il film. Non è chiaro come reagisca la sua materia cerebrale, a quelle immagini ed alle emozioni che gli umani scatenano con grida e starnazzi. Lui rimane seduto, forse intento a ricordarsi quando da vivo andava al cinema con la sua ragazza. Se il suo cuore battesse ancora, si commuoverebbe, ma vedere piangere uno zombie è veramente eccessivo. Poi il film finisce, dopo una mattanza di morti e di vivi. Il pubblico si alza per uscire, e solo allora qualcuno nota il cadavere seduto nella terza fila. Avendo appena finito di vedere un film horror, trovarsi un morto vivente a tre metri di distanza indurrebbe qualsiasi ragazza o donna a strillare. Questo è ciò che accade, in un crescendo, visto che la prima che ha iniziato ad urlare è stata imitata da decine di altre. I maschi si chiedono come mai le loro femmine si siano messe d'accordo per esercitare le loro ugole, tutte assieme, proprio alla fine di quel film. Lo zombie rimane seduto imperterrito, come se la cosa non lo riguardasse. Più che imperterrito, imperturbabile ed imperturbato, come solo uno sufficientemente morto può essere. In breve, tutti quelli che erano nella sala cinematografica escono, grazie alle porte munite di maniglie antipanico. Lo starnazzo si allontana, e lo zombie apprezza il sopraggiunto silenzio. Non è detto che i morti impazziscano per ottenere il silenzio; la verità è che quelli come loro hanno le corde vocali divorate dai vermi, quindi stanno zitti per forza di cose. La polizia riceve una segnalazione, da parte di una delle spettatrici; di seguito, un'ora dopo alcuni agenti irrompono nella sala di proiezione, deserta. Cercano nei bagni, frugano sotto le poltroncine, ma di morti intraprendenti nemmeno l'ombra. Meglio così, dicono tra loro; cosa avrebbero fatto se avessero incontrato il mostro segnalato da quella donnina isterica? Gli avrebbero sparato, con risultati deludenti, ma prima sarebbero stati costretti ad intimargli l'alt. Lui non avrebbe risposto, non per mancanza di buona volontà, ed i poliziotti avrebbero cercato di uccidere uno troppo morto per apprezzare o temere il piombo in pillole. Così invece, lo zombie sta strascicando i piedi in un altro vicolo, ormai lontano dal cinema. La detective Lucrezia viene sempre coinvolta nei casi più strani, segnalati alla polizia; specie quando si parla di mostri e simili. Anche questa volta, sulla sua scrivania finisce la pratica irrisolta, dedicata ad una denuncia attribuita ad una donna in stato di manifesta agitazione. Data la situazione, la detective riflette su quello che potrebbe fare, per non essere costretta a portarsi appresso dei giovani allievi poliziotti imbranati. Decide quindi, con un lampo di genio, di indagare nella sua forma para-umana. Lucrezia può infatti emulare parzialmente i poteri della donna leopardo Ferox. Vestirsi da super-eroina al momento le sembra un'idea decisamente buona. La sera stessa, la detective si reca in auto nei pressi del cinema dove lo zombie ha fatto la sua comparsa. Parcheggia e si guarda intorno. Amplifica al massimo i suoi sensi felini, poi inizia a trasformarsi in una quasi donna leopardo. Non intende camminare a quattro zampe, cosa che neppure Ferox fa di solito. Adesso è in grado di estroflettere artigli dalle mani ed anche dai piedi; dispone quindi di quattro zampe molto più pericolose di quelle che aveva prima. Inizia ad annusare l'aria, per provare ad afferrare la puzza del morto ambulante; però sono già trascorse troppe ore, e l'odore che pervade la città è quello degli scappamenti. Lucrezia è però molto felice di poter circolare in quella forma semi animalesca, che le trasmette una sensazione di libertà senza pari. Mancando lavoro per l'olfatto, rimangono sempre quelle sensibilità feline, che gli umani sbrigativamente chiamano “istinto”. Se è vero che tutti gli animali cacciano con grande efficienza prevalentemente grazie all'istinto, agli umani converrebbe averne uno. Lo zombie non si è allontanato troppo dal cinema, non avendo una meta precisa. Si è rintanato accanto ai cassonetti pieni di immondizia rigorosamente indifferenziata. La puzza della robaccia putrefatta è addirittura più forte del fetore della carne marcia del morto vivente. In teoria la vice donna leopardo non dovrebbe essere in grado di scovarlo là dietro, ma Lucrezia lo localizza ugualmente. A questo punto la detective si chiede cosa dovrebbe farsene di uno zombie dopo averlo catturato. Lui peraltro non collabora eccessivamente al suo arresto, non temendo particolarmente i suoi artigli micidiali. Lucrezia allora lo afferra con decisione, affondando i suoi unghioni come mai potrebbe con un essere umano. Ovviamente da quelle carni malridotte non stilla altro che una specie di pus giallastro. La poliziotta si tappa il naso e continua la sua azione, nonostante lo zombie abbia iniziato ad emettere strani suoni. Lo sbatte quindi a terra, per indurlo ad interrompere ogni resistenza. Poi però nota, all'ingresso del vicolo, alcune persone che si avvicinano. Avendo in passato lavorato sulle volanti di notte, Lucrezia ha più volte incontrato teppisti piantagrane. Proprio di questo si tratta. I tizi sono talmente ubriachi che non si rendono conto di avere a che fare con una donna dotata di facoltà super-umane. Si intromettono in quella che credono sia una lite, perché la notte gironzolano solo per recare danni al prossimo. Lucrezia sa che con certa gente parlare è inutile e dannoso; quindi decide di fare assaggiare loro quegli artigli che ha ottenuto dalla simbiosi con Ferox. La donna leopardo li concerebbe male; la poliziotta li strapazza solo un po'. Graffi superficiali, eseguiti con una maestrìa che le deriva dalla sua nuova incarnazione, producono poco spargimento di sangue, un discreto dolore ed infine una fuga di massa dei teppistelli. Racconteranno di essere stati accoltellati da un gruppo di barboni, perché la verità sarebbe troppo umiliante da riferirsi. Lo zombie atterrato da Lucrezia non è il solo ad aggirarsi per la città. Un altro di quei tizi, indecisi tra la vita e la morte, è entrato pressoché indisturbato in un centro commerciale. In quel posto c'è tantissima gente, vestita in maniera anche stravagante, ma il look dello zombie batte tutti. Qualcuno, tra i più stupidi, crede si tratti di una sorta di promozione cinematografica. Poi però diventa evidente che l'uomo che strascica in quel modo i piedi non è esattamente vivo. Tuttavia, trattandosi di un solo zombie, la folla si limita a tenersi a distanza, senza scappare precipitosamente. Raggiunto quel singolare equilibrio, il defunto semovente procede nella sua esplorazione del centro commerciale. A dire il vero, non si sofferma più di tanto a guardare le vetrine. I ristoranti invece lo ispirano maggiormente. Giunto nei pressi di una pizzeria, si avvicina a passo per lui deciso ad un tavolino. Gli umani seduti a mangiare si sollevano celermente, lasciandogli le pizze che stavano mangiando. Ecco che lo zombie mostra la sua predilezione per quel cibo, che prova a divorare, nonostante la sua dentatura non sia più quella di una volta. Per lui è difficile anche inghiottire, ma non impossibile; infatti si sa che i morti viventi mangiano. Questo si accontenta della pizza, ed i presenti apprezzano che non voglia assaggiarli. Essendo Evolution stata avvisata dell'insolita attività dei morti viventi in quella città, un portale sta teletrasportando dal loro cacciatorpediniere un mutante che prenderà contatto con lo zombie nel centro commerciale. Fulminatore non intende friggere lo zombie, se non opporrà resistenza all'arresto. Con poche scariche elettriche lo induce però a muoversi, per allontanarsi dalla folla. Il morto vivente non dovrebbe sentire il dolore fisico, ma l'energia di Fulminatore minaccia di frantumarlo. Non reagendo, dimostra un sorprendente ed insolito istinto di autoconservazione. Fulminatore segnala alla base di avere la situazione sotto controllo, ma la folla prende ad agitarsi. Poi qualcuno urla, ed altri scappano. Il mutante di Evolution, deciso ad indagare, si muove in direzione opposto alla gente, che si allontana da una delle entrate del centro commerciale. Adesso Fulminatore vede chi ha causato quel caos. Si tratta di un gruppo di zombie procede verso di lui, con intenti a dir poco minacciosi. A differenza del loro simile, che rimane pressoché immobile, questi agitano furiosamente le braccia scarnificate. Il loro aspetto è ributtante, come ci si aspetta da cadaveri riesumati. La puzza che li accompagna conferma il loro stato. Lo zombie più vicino a Fulminatore viene colpito in piena faccia da una scarica elettrica bluastra, che arresta la sua avanzata. Ciò che resta del suo naso fuma per il contatto con il lampo a medio voltaggio. Fulminatore, sebbene sia in possesso di una energia enorme, non deve farsi toccare da quelle unghie adunche e luride. Contrarrebbe patologie contro le quali non ha difese naturali. Spara altri due lampi contro altrettanti morti viventi, che traballano e crollano al suolo. Quando però due braccia sorprendentemente forti lo bloccano da dietro, Fulminatore comprende di avere commesso un errore. Il primo zombie, quello che si era arreso troppo facilmente, gli impedisce di colpire i mostri che si avvicinano. Il mutante potrebbe emettere una sola vampata elettrica, che si comporti come un'esplosione, ma finora ha consumato parte della forza che gli servirebbe. Inoltre potrebbe distruggere l'intero edificio, che gli crollerebbe in testa. La situazione è risolta da un pugno formidabile che spezza la schiena ad uno dei morti viventi. Dolore o meno, con le vertebre dislocate, il cadavere cessa di avanzare ed anche di strascicare i piedi. Kong, l'uomo bestia di Evolution è intervenuto al momento giusto. Con un balzo è dietro lo zombie che blocca Fulminatore. La mano di Kong afferra un braccio del nemico, spezzando la sua presa, ed anche qualche giuntura. Fulminatore e Kong hanno di fronte alcuni zombie, che non hanno più il vantaggio della sorpresa. Nulla possono i cadaveri semoventi contro i muscoli, i pugni, i calci di Kong, e le scariche energetiche di Fulminatore. Nel giro di dieci minuti i morti viventi sono a terra; alcuni si agitano ancora, altri sono immobili. La detective Lucrezia, dopo avere scacciato i teppisti, cerca il suo zombie che non si è allontanato troppo. Sembra più perplesso che aggressivo, forse perché conosce la forza della sua avversaria. Mentre la poliziotta si chiede cosa fare del non defunto, il velivolo multifunzione pilotato da Kong atterra in una vicina piazzola. A bordo, oltre all'uomo bestia di Evolution, c'è Fulminatore e una decina di zombie più o meno consapevoli di se stessi. Lucrezia conduce il suo morto vivente a bordo. La docilità del soggetto stupisce anche i due super-eroi, che hanno appena dovuto impegnarsi per sedare gli zombie che avevano preso d'assalto il centro commerciale. Il velivolo multifunzione levita in assoluto silenzio. Giunti a cento metri di quota, un portale di wormhole si apre per teletrasportare velivolo, eroi e non morti verso la base di Evolution. Lucrezia è felice di partecipare ad una missione di Evolution, ma dovrà giustificare in qualche modo la sua assenza dal lavoro. La dislocazione avviene in un secondo o forse meno: è come varcare una porta, che conduce dal buio della notte alla luce del giorno, dal fresco umido al caldo secco. Il velivolo multifunzione di Evolution atterra nei pressi del cacciatorpediniere che è la base del super-gruppo. Ferox esce ad incontrare Lucrezia, sottolineando con un abbraccio la loro simbiosi, suggellata dalla magia dello scettro che fu di Uglux.
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