lunedì 16 aprile 2012
DRAGHI, LUPI E SPADE_183° episodio
Rebecca, ragazzina mutante che ha acquisito poteri licantropici dopo essere stata rapita e poi adottata da un clan di lupi mannari, corre velocissima, costeggiando un caseggiato della periferia cittadina. Sonia, che è una licantropa nata, converge da una diversa direzione, puntando sul bersaglio comune. David e Pedro, che completano il quartetto dei giovani lupi mannari, osservano le loro amiche, dal tetto di un basso edificio. Rebecca e Sonia scattano assieme, saltano e si tuffano addosso ad un grosso lupo, dal folto manto nero. La scena si svolge di notte, intorno alle tre; né il lupo, né le licantrope emettono ringhi o altri suoni. Resistono alla tentazione di farlo, perché si stanno allenando, e non vorrebbero essere disturbati dall'arrivo della polizia. Ecco il motivo per il quale i due maschi non partecipano: per tenere d'occhio le strade adiacenti. Sonia e Rebecca si sono trasformate parzialmente in lupe mannare; ciò significa che non sono completamente coperte dal pelo, e la loro faccia non è ancora diventata un muso. Lupo Nero percepisce l'attacco prima ancora di vederlo. Tali sono i suoi riflessi che, nonostante la massa impressionante, scivola tra le due giovani licantrope, prima che gli piombino sul dorso. Loro di conseguenza atterrano sul selciato, ma sulle quattro zampe. Sono però subito pronte alla battaglia, resistendo sempre alla tentazione di ululare a squarciagola. La madre di Rebecca, che è umana, ricorda sempre alla sua amata figlia di contenere la sua naturale esuberanza. Lupo Nero mostra le sue temibili zanne, ma fortunatamente per le giovani allieve non fa sul serio. Rebecca lo attacca da sinistra, Sonia da destra; il lupo demone ammira la coordinazione dei reciproci movimenti. Un avversario meno veloce di lui avrebbe assaggiato gli artigli delle licantrope. Danno il meglio di sé stesse, e si avvicinano sempre di più al bersaglio, ma anche questa notte ha vinto il lupo nero. Due morsi e si ritroverebbero con l'addome squarciato, o una zampa spezzata. Meno male che è un allenamento, pensano David e Pedro, mentre girano un video che non potranno pubblicare su YouTube. Una notte proficua per i nostri giovani eroi, che, salutato il loro maestro, vanno a casa a dormire. Anche loro frequentano la scuola, dato che il clan non alleva lupacchiotti illetterati. I super-sensi del lupo demone lo avvertono che nessun umano ha assistito allo show appena concluso. La sua sensazione è che tutti i cervelli umani nel raggio di diverse centinaia di metri siano immersi nella fase più acuta del sonno. Lupo Nero però non si accorge di essere spiato da Maschera di Ferro, vecchio nemico di Evolution. Questo perché il famoso criminale ha trasceso l'umanità da parecchio tempo. Inoltre la simbiosi che ha con la sua armatura accentua questo suo essere alieno. Maschera di Ferro rimane comunque a distanza di sicurezza, per non sfidare troppo la sorte. Il criminale dispone di un velivolo estremamente silenzioso, dotato di sensori tecnologicamente all'avanguardia. Così, mentre Lupo Nero si allontana correndo, Maschera di Ferro lo segue con discrezione. Ciò che vuole fare è colpire appena se ne offra la possibilità. Il bestione peloso corre attraverso la città, evitando di attraversare la strada in presenza delle poche auto in circolazione a quell'ora. In corrispondenza di un grosso parcheggio di un centro commerciale, Maschera di Ferro lancia in avanti il suo velivolo. Lupo Nero però avverte il rumore prodotto dalla frizione dell'aria sulle lamiere metalliche. Si volta, inquadrando subito il pericolo in avvicinamento. Il criminale gli spara addosso una salva di freccette narcotizzanti, silenziose ma in grado di iniettare grossi quantitativi di liquido. Il lupo demone salta, per sfuggire ai proiettili. Nonostante la sua massa, il predatore non è certo un bersaglio facile da colpire. Individuato il nemico, Lupo Nero parte a sua volta all'attacco. Sfortunatamente per lui, Maschera di Ferro ha già lanciato una granata che, deflagrando, proietta nel raggio di molti metri innumerevoli dardi. Questa volta, alcuni di essi colpiscono Lupo Nero; ma il suo metabolismo reagisce fulmineamente, ritardando la narcosi. Maschera di Ferro non si sarebbe immaginato che quel bestione riuscisse ancora a saltare fino a quell'altezza. Invece, Lupo Nero colpisce il velivolo aggressore, che galleggia a sei metri sopra il piano stradale. L'impatto rovina il delicato equilibrio del piccolo aggeggio volante, che precipita al suolo. Maschera di Ferro esce subito da quella chei potrebbe diventare una trappola. Il Lupo Nero gli piomba addosso, addentando l'armatura, come se volesse frantumare quel metallo resistentissimo. Trattandosi di un lupo demone, le sue zanne possono in effetti danneggiare l'acciaio, ma le sostanze narcotizzanti entrate in circolo riducono di molto l'efficienza della sua azione. Maschera di Ferro non cerca un combattimento leale; altrimenti non avrebbe attaccato a sorpresa. Non ci si può aspettare quindi alcuna incertezza o ripensamento da parte sua. Sebbene il lupo sia quasi svenuto, il criminale si rende conto che potrebbe riprendersi in fretta. Lo colpisce quindi con una fortissima scarica energetica, accompagnando la sua azione con una pazza risata. Lupo Nero crolla esanime, mentre, a distanza di chilometri, i quattro giovani licantropi percepiscono una sensazione d'allarme. Stavano dormendo in due tra le molte camere da letto della grande dimora del clan lupesco. Rebecca e Sonia si svegliano di soprassalto; si guardano in faccia, e corrono subito a bussare alla porta di David e Pedro, che sono altrettanto vigili. In breve, i quattro sono di nuovo in strada, cercando di capire di interpretare l'allarme che hanno sentito risuonare nelle loro teste. Intanto il perfido Maschera di Ferro ha trasportato Lupo Nero nella sua base, dove lo ha incatenato ad una parete. Il lupo lo guarda con occhi di fuoco, ma deve ancora recuperare le sue forze. Qualunque fosse il piano del pazzo corazzato, il suono proveniente da un monitor lo distrae dalla sua preda. Sul monitor si vede una figura enorme, decisamente più grande di un essere umano, che si muove nelle tenebre quasi complete. Maschera di Ferro nota che l'ombra è fornita di una grossa coda, pur camminando eretta. Per lui non ci sono dubbi: quello è Dragonfire, l'odiato alieno di Evolution. Maschera di Ferro ricorda gli scontri con il drago, e tutte le sconfitte subite. Anche l'armatura del pazzo vibra come se si rammentasse le lacerazioni subite, che ha dovuto riparare, con grande dispendio di energia. Attaccare nuovamente briga con Dragonfire è da pazzi, ma l'uomo dentro l'armatura la sanità mentale forse non l'ha mai posseduta. Prima di partire per la nuova imprevista missione, Maschera di Ferro chiama a sé un assistente, che ha recentemente schiavizzato. Si tratta di un fanatico di videogiochi; un sociopatico che da tempo cercava un padrone da servire. Il maniaco corazzato scruta quello strano umano, giovane, grasso e brufoloso, che in fondo gli suscita ribrezzo. Maschera di Ferro si considera infatti un grande guerriero, un uomo d'azione. Non ha alcuna considerazione per quegli esauriti che evitano la vita reale, preferendo quella virtuale. Ma gli serve qualcuno che sorvegli la baracca, ed è certo che il suo accolito risponderà ad ogni sua disposizione. Ivan, questo il nome della mezza calzetta, ride follemente alla vista del Lupo Nero incatenato. Non immagina che i giovani licantropi siano in caccia. Nella loro forma quasi lupesca, Rebecca, Sonia, Pedro e David trovano quasi subito la traccia olfattiva del Lupo Nero. Lui, sentendoli arrivare, latra in maniera agghiacciante, come se sapesse che presto tornerà libero. Un nuovo personaggio entra in questa vicenda: è il ninja grigio, che osserva immobile come il muro a cui è appoggiato i giovani licantropi presi ad annusare l'aria e l'asfalto. I quattro trovano infine il punto in cui Maschera di Ferro ha attaccato il loro maestro. Tutte le tracce presenti raccontano di una battaglia feroce, ma minata sul nascere da un attacco a sorpresa del malvagio. Nel frattempo, il pazzo corazzato è giunto nell'area indicata dal suo navigatore satellitare. Il drago non dovrebbe essere lontano. Maschera di Ferro prova una grande eccitazione, ma non può negare che la paura gli attraversi la spina dorsale. Riuscirà a vendicarsi, o Dragonfire gli frantumerà ancora una volta l'armatura e le ossa. Poi finalmente lo vede muoversi pesantemente nell'ombra. Un colosso di tre metri, simile ad un mostro preistorico, con zanne micidiali. Maschera di Ferro fa fuoco con un lanciagranate, ben sapendo che il drago è troppo forte per cadere a causa di colpo simile. Ma deve cercare di cogliere ogni possibile vantaggio; più ancora che contro il lupo. La notte viene scossa dall'esplosione e dal lampo. Il pericoloso criminale si avvicina ulteriormente, per replicare il lancio della granata, fino ad esaurire tutta la sua dotazione. Il drago ha subito l'effetto del colpo, ma ha mantenuto sostanzialmente la sua mobilità. È indebolito, ma rimane molto pericoloso. Maschera di Ferro finalmente lo vede da vicino, e si rende conto dell'errore commesso, giacché quello di fronte a lui è Black Dragon. L'automa, grande come Dragonfire, si erge in tutta la sua statura, pronto a restituire all'aggressore il colpo ricevuto, con gli interessi. Black Dragon solleva un'automobile, e la proietta contro Maschera di Ferro. Il teppista corazzato riesce ad evitare di essere colpito in pieno, ma subisce di striscio un impatto considerevole. Deve rialzarsi in fretta, perché il colosso robotico sta per piovergli addosso come una valanga metallica. Il pugno di Black Dragon si abbatte al suolo, mancando di pochissimo le gambe di Maschera di Ferro. Ma il super-criminale non è privo di risorse, e scarica addosso all'avversario una grande quantità di energia dirompente, che costringe il drago ad arretrare. Poi, sorprendendo il delinquente con la sua velocità, Black Dragon lo afferra saldamente. L'armatura di Maschera di Ferro scricchiola, mentre il drago esercita una pressione crescente. La battaglia potrebbe concludersi velocemente, data la massa e la potenza dell'automa. Ma l'armatura di Maschera di Ferro reagisce in una maniera insolita ed efficace: interferisce con i circuiti elettronici del nemico. Inizia quindi una lotta a fasi alterne per la supremazia. I due processori cercano di sopraffarsi. L'armatura di Maschera di Ferro sfrutta altresì le sue doti magiche per sconfiggere la superiore tecnologia di Black Dragon. I quattro giovani licantropi frattanto hanno scovato la casa dove Lupo Nero è tenuto prigioniero. Osservano da una finestra l'aguzzino, che, approfittando delle catene che imprigionano il loro maestro, lo provoca. L'umano sociopatico è stato per tutta la sua vita scacciato dai suoi simili. Adesso che serve Maschera di Ferro si sente finalmente realizzato, ma non ha tenuto conto che Lupo Nero ha degli amici, dotati di zanne ed artigli. Pedro guida l'attacco, togliendo l'iniziativa alle ragazze fin troppo intraprendenti. Sfonda una finestra, e balza dentro, ululando. Il brufoloso Ivan ovviamente arretra, cercando di capire di quale creatura si tratti. Pedro però commette l'errore di presumere che l'umano sia privo di armi. Maschera di Ferro gli ha viceversa fornito una pistola, e lui la usa, ferendo il giovane licantropo. È stato più che altro un colpo fortunato, giacché il tizio non aveva mai sparato prima. Ora però deve fare i conti con altri tre licantropi, decisi a misurare la loro velocità con la potenza di fuoco del feritore del loro amico. Intanto, entrando di soppiatto nella casa, nonostante i sensi super acuti dei lupetti, il ninja grigio estrae la sua katana. Si avvicina al Lupo Nero incatenato, che lo osserva con occhi di fuoco. Solleva la lama magica, e cala il suo colpo micidiale. Le catene sono di semplice acciaio, e si spezzano. Poi il ninja grigio solleva la lama, in un saluto silenzioso al Lupo Grigio, che risponde piegando il capo. Rebecca attacca da sinistra, Sonia da destra, ma il pazzo continua a sparare, e loro nonostante la loro velocità licantropica, rischiano di essere colpite. David sfrutta la distrazione per proiettarsi in un salto lunghissimo, che coglie di sorpresa il nemico. L'impatto lo scaglia al suolo, con il giovane licantropo che gli punta alla gola i suoi artigli. Il sociopatico immagina già di sentirsi la gola squarciata, con il sangue che sprizza in giro. Invece i giovani licantropi si accontentano di somministrare alcuni pugni sulla sua stupida testa. Se ci sarà una prossima volta, non finirà altrettanto bene. Pedro, che si è già ripreso dalla ferita da arma da fuoco, chiude la partita, con un unico potente pugno, che il grassoccio Ivan ricorderà per molto tempo. Lupo Nero era la vittima principale del piano di Maschera di Ferro, che adesso è però alle prese con un nemico imprevisto. Il drago robot alla fine trova in sé la forza elettronica necessaria a sovvertire l'aggressione della magia dell'armatura dell'avversario. Con un ringhio, Black Dragon afferra il super-criminale, sollevandolo da terra. Poi lo colpisce con la sua formidabile coda; il rumore di metallo percosso accompagna il volo di Maschera di Ferro, che non si arresta prima di avere sfondato un muro. Il drago robot non lo degna di un ulteriore sguardo, sbagliando, dato che il pazzo corazzato è ancora pericoloso come un serpente. Infatti Maschera di Ferro sta già assemblando un lanciatore di arpioni, in grado di produrre seri danni anche ad uno come Black Dragon. Questa volta non sarà lui a mordere la polvere. Questo il suo pensiero malato. Mira e si appresta a premere il grilletto, mentre il nemico gli mostra la schiena. L'arpione mortale però non parte, perché il Lupo Nero gli fa saltare dalle mani l'arma. Si direbbe che il potente predatore lo abbia trovato per prendersi una rivincita sul vile attacco di prima. Denti micidiali mettono a dura prova l'armatura, e l'uomo che si trova al suo interno. Il pazzo corazzato tenta di reagire, ma, a distanza ravvicinata, Lupo Nero è una furia incontrollabile. La lezione che gli impartisce dura lunghi minuti, nei quali circuiti delicati vengono messi allo scoperto e distrutti. Poi, mentre il lupo demone si allontana, dall'armatura provengono sfrigolii di elettronica irrecuperabile, e fumo di fusione. Il metallo ha fatto il possibile per proteggere la carne, ma i denti micidiali si sono aperti la strada in alcuni punti. Da questi squarci, il sangue del pazzo sgorga pigramente.
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